Spagna e Portogallo: la costa atlantica

Un’Iberia meno turistica ma proprio per questo più preziosa

E’ il racconto di un viaggio di due settimane svolto da Anna, Daniela, Laura, Emilio e Nino, vecchi compagni di vacanza, lungo la costa nord della Spagna con una puntata nelle regioni settentrionali del Portogallo.Lunedì 9 luglio 2001
Entriamo in Bilbao verso le 18, nell’ora di maggior traffico: in confronto, quello di Genova è stile “country”... e subito iniziamo ad assaporare la gentilezza e la disponibilità dei locali nel cercare di facilitarci il raggiungimento del nostro traguardo, l’hotel Ripa; oltre a essere ubicato in un dedalo di strade a sensi unici, si trova anche al limite di una calle chiusa al traffico. Riusciamo comunque a raggiungerlo grazie ai nervi saldi, al proverbiale senso di orientamento di Nino e alla messa in pratica finalmente dei miei studi di spagnolo (!?) nel chiedere informazioni.
Breve riposo e poi via alla conquista di Bilbao: ottima la prima impressione, una città vivacissima (nonostante sia lunedì) piena di bar, ristoranti, taverne, locali di musica, sale giochi ecc... Immediato il paragone con Genova, uscente spesso perdente sotto questi aspetti. Ovunque gli artisti locali hanno dipinto o costruito mucche colorate, divertenti, originali in tutte le sembianze…
E passiamo subito a una delle pagine più interessanti del viaggio, cioè la ricerca di un buon ristorante: bella atmosfera, ottima cucina regionale, clientela in prevalenza locale (pochi i turisti…), prezzi modesti. Faremo spesso centro, grazie al valido aiuto delle guide Comet e Routard, che saranno nostri inseparabili punti di riferimento nella scelta di alberghi, ristoranti, escursioni.
Quindi, prima cena in calle del Prince, nei pressi dell’albergo: si iniziano i primi assaggi, i cosiddetti bocadillos, raciones, come dire assaggia questo boccone, assaggia quest’altro tra un turbinio di piattini inframmezzati da eloquenti segni di compiacimento. Si sa, in Spagna non si cena prima delle 22, ma immediatamente ci adeguiamo ai ritmi del Paese che ci ospita.

Martedì 10 luglio
Giornata nuvolosa ma senza pioggia. Cominiciamo con il vano tentativo di visitare l’interno della Cattedrale, ancora chiusa alle 9,30 (orari spagnoli…) per cui ci dedichiamo alla prima colazione a base dei tipici churros. Una passeggiata lungo la ripa del fiume Nervion ed eccoci al Museo Guggenheim, costruzione avveniristica di classe (vedasi sempre Megan Gale…) che ospita una mostra temporanea sulle collezioni passate di Giorgio Armani: ne vale certamente la pena.
Lasciamo infine Bilbao alla volta di Santillana del Mar; persiste il tempo nuvoloso, d’altra parte ci troviamo sull’Atlantico! Superiamo Santander e sulle alture godiamo il bel panorama da Capo Mayor, con tanto di spuntino nel ristorante omonimo: per tutto il viaggio non mancheremo anche al medio-dia di far onore alla cucina locale seduti a comodi tavoli, altro che i presunti pic-nic all’aperto, vista anche la temperatura!!! Anche qui ci adattiamo agli orari locali, vale a dire non prima delle 14/15.
Arriviamo a Santillana verso le 16, dove ci sistemiamo all’Hotel Altamira, un tre stelle indicato dalle nostre guide e prenotato la sera precedente. Dopo la visita della suggestiva cittadina ceniamo nell’accogliente ristorante dell’albergo, arredato con mobili dell’Ottocento; visto il livello, non vengono serviti bocadillos e gustiamo un ottimo “cocido montano”, specialità locale.

Mercoledì 11 luglio
Finalmente il sole! La colazione in albergo non viene servita prima delle 9, come da ritmi spagnoli; solo eccezionalmente la si può ottenere su preventiva richiesta alle 8,30.
Partiamo da Santillana per fare una prima sosta a Comillas, che prende il nome dalla famiglia del Marchese, del quale visitiamo la casa edificata su progetto di Gaudì. Proseguiamo in una alternanza di splendidi paesaggi marini e montani fino a fare tappa per il pranzo ad Aviles presso la “Casa Alvarin”; ancora un centro da parte delle guide: ottimo il pranzo a base di baccalà, basso il prezzo.
Sostiamo in una “sidreria” dove per la prima volta assistiamo alla mescita del sidro, che avviene secondo un curioso rituale: l’oste lo versa dall’alto da una caraffa nei bicchieri senza guardare ed è comprensibile che una buona parte venga sprecata. Si prosegue tra verdi paesaggi sullo sfondo del mare fino a giungere a Luarca, cittadina in ottima posizione sulla costa, purtroppo rovinata dalla più bieca speculazione edilizia; ci sistemiamo alla Pension Moderna (poteva andare decisamente meglio… chissà poi perché moderna…) dopodiché ci dedichiamo, sotto gli ultimi raggi del sole, a un po’ di vita di spiaggia sull’Atlantico.
Abbiamo (e avrete…) ormai capito che l’orientamento di questa vacanza tende ormai verso il lato gastronomico e comincia subito la ricerca (fruttuosa) lungo la marina tra innumerevoli taverne e ristoranti. Capitiamo, come al solito bene, al “Meson El Ancha” e qui le varie portate dei bocadillos non si contano più: è un’apoteosi di apprezzamenti sul cibo, ma anche sul “chico” che ci serve da parte delle signore della compagnia.

Giovedì 12 luglio
La giornata ha inizio con la colazione all’ottima pasteleria “La ciudad encantada” (ieri sera ci avevano assicurato che bussando avrebbero potuto aprirci anche verso le h. 8,30…).
Comunque si riparte con il sole e lungo il percorso, individuata una bella spiaggia “tipo Tropici”, decidiamo di fare sosta. Di lì a poco il cielo si fa minaccioso, il che ci induce a rivestirci per puntare su El Ferrol, città asturiana notoriamente di sinistra che ha dato i natali al Generalissimo Franco (casi della vita...). Ci diamo alla ricerca del ristorante “La Coté”, ampiamente ripagata dai risultati (specialità della cucina gallega); aumenta sempre più la percezione che il nostro tour, più che naturalistico e artistico, sarà soprattutto gastronomico, tra pranzi e cene di questo livello. Per non parlare dei ben assortiti “desayunos”, con l’alibi del “facciamo una buona colazione, tanto si mangia alle 14”, e dei vari vini verdi, blancos, tinti, finos, “porti”, sidri (immancabile il “prendiamo ancora una bottiglia, vero?”).
Proseguiamo fino a raggiungere La Coruña: la consueta ricerca affannosa dell’albergo prenotato (Hostal La Provinciana) tra sensi unici e strade chiuse viene questa volta facilitata da una guardia civil motorizzata che ci fa da guida (ma come sono cortesi questi spagnoli!). Visita della città vecchia (senza lode, meglio tutto il resto) e via con una lunga passeggiata fino alla Torre de Hercules, il faro che sorge all’estremità nord della penisola. La fortunata coincidenza dell’arrivo di un piccolo tram d’annata stile “operetta” ci risparmia un faticoso rientro alla base.
Rientriamo nel cuore della città, davvero vivacissima. La scelta del ristorante ci porta via ben poco tempo e l’“Otros tiempos” merita davvero tre stelle!

Venerdì 13 luglio
Partiamo da La Coruña con tempo incerto, mentre già si avverte il sapore mistico di Santiago de Compostela.
Dopo la visita in mattinata del bel centro di Betanzos, eccoci finalmente a Santiago sotto una pioggia sferzante (ma che fa tanto atmosfera, visto il luogo). Ci sistemiano nel parcheggio vicino al nostro hotel, o meglio al Seminario Mayor, proprio di fronte alla Cattedrale: vogliamo proprio vivere totalmente l’aria sacra del sito religioso più visitato, dopo San Pietro e Gerusalemme, del mondo cristiano.
Ottima la sistemazione, anche riguardo al prezzo pagato, nelle celle del Seminario, provviste di bagno e con nessuna limitazione di orario: particolare importante, dato che la città, al di là del lato sprituale, offre un pullulare di localini notturni per ogni gusto. Per il pranzo ci orientiamo su “O Filander” (si sono intanto fatte le 15,30) e via con i bocadillos con ottimo sfondo musicale anni ’70, particolarmente apprezzato vista la generazione alla quale apparteniamo.
Mentre continua a piovere, ci dedichiamo a una lunga visita della Cattedrale e del Museo attiguo: tutto davvero imperdibile.
Ci meritiamo a questo punto un po’ di riposo in camera. Si esce infine per la cena e finalmente alle 22,30 dopo più di un’ora di coda sotto la pioggia e i morsi della fame, entriamo nel ristorante “Franco” nella calle omonima: le guide questa volta ci hanno tradito, tra locali ormai inesistenti, chiusi, superaffollati alla fine è stato scelto questo, senza infamia e senza lode.

Sabato 14 luglio
La pioggia continua ormai da ieri, ma fa tanto Santiago! Primo ottimo desayuno nel refettorio del Seminario, che è un lungo salone del ‘700, dopodiché, mentre si fa largo una schiarita, effettuiamo un giro in città.
Visto l’imminente sole, anticipiamo il pranzo alle 13,30 (siamo i primi) nel refettorio: ottimi sia la qualità che il prezzo. Si parte quindi per l’agognato Cabo Finisterre, limite estremo della Spagna sull’Oceano: percorriamo scenari da sogno: bianche spiagge, insenature, montagne e vegetazione lussureggiante. Il promontorio ci riserva panorami da capogiro, che ricordano certi angoli d’Irlanda; d’altronde qui tutto ha un sapore celtico, dalla lingua (siamo in Galizia) alla musica (la cornamusa è lo strumento nazionale) ed anche qui si respira aria di separatismo.
Rientriamo a Santiago nella tarda serata per la cena in Calle del Franco al “Bodegon a Julio”: buono ma porzioni limitate.

Domenica 15 luglio
Giornata di pieno sole. Ci concediamo libera uscita per tutti con appuntamento alle 11,30 di fronte alla Cattedrale per la messa del Pellegrino di mezzogiorno (e già qualcuno da ieri fantasticava su un prossimo “camino” a piedi di 8 giorni con tanto di bastone “omologato”, bisaccia e “bandana”, che non farà pellegrino ma rende tanto l’idea del perfetto routard).
La chiesa è affollatissima di gente da ogni parte del mondo; purtroppo non è celebrata la cerimonia del “botafumeiro”, vale a dire dell’enorme incensiere che viene fatto oscillare nella navata centrale, e mancano anche i canti gregoriani che ci auguravamo.
Per il pranzo ripetiamo l’esperienza di “O Filander”, che si conferma eccellente sia per il menu che per il sottofondo musicale.
Alle14,30 lasciamo definitivamente Santiago diretti a Pontevedra. Qui incontriamo problemi di alloggio: l’unica possibilità di sistemazione consiste nell’Hostal Casa Alicia, davvero mediocre anche se in buona posizione. La prima impressione sulla città è negativa; ceniamo a “O merlo” con tortilla spagnola ed altro: poteva essere migliore, anche se prezzo è contenuto.
Ci dedichiamo alla visita notturna della città e gli indici di gradimento salgono vertiginosamente: bei negozi, tanta gente, grande animazione.

Lunedì 16 luglio
Con tempo incerto ma in via di miglioramente proseguiamo la visita di Pontevedra, che conferma l’ottima impressione di ieri sera. Dirigiamo quindi su Tuy, quasi al confine con il Portogallo, lungo un tratto che offre bellissimi panorami: degno di raccomandazione il pranzo al “Velho Cabalo Furado” (abbondante, buono e a buon mercato).
Entriamo in Portogallo e puntiamo direttamente su Porto: il traffico cittadino è molto intenso, in particolare nella zona del nostro Hotel, ubicato in Praça Carlo Alberto (in Portogallo ci si imbatte tuttora frequentemente in riferimenti ai Savoia), piazza enorme a suo tempo del tutto sventrata per ricavare un parcheggio sotterraneo. Finalmente raggiungiamo un po’ laboriosamente il confortevole Hotel São Marino, giusto in tempo sul termine delle17.
Scendiamo subito al quartiere più famoso e antico di Ribeira, molto caratteristico e affascinante nella sua atmosfera decadente: una passeggiata davvero indimenticabile. Dopo una lunga rassegna di piccoli ristoranti, tutti affollatissimi, lungo la riva del Douro, riusciamo finalmente a sederci verso le 22 all’“Anca Marina”, buono.
Per evitare la lunga camminata in salita per il rientro all’albergo, preferiamo affidarci a un taxi.

Martedì 17 luglio
Piove leggermente, quindi anche per oggi niente mare! Dirigiamo verso l’interno, dove visitiamo Amarante e Villa Real, raggiunta superando un passo a circa 700 metri con nebbia fittissima (visibilità a 50 metri) su lunghi viadotti.
Facciamo sosta per uno spuntino tipo picnic, l’unico dell’intero viaggio, per proseguire poi fino al Solar Mateus, bellissimo parco-giardino in stile barocco del XVIII secolo, nel quale sono continuamente all’opera numerosi giardinieri per modellare le siepi nelle forme più svariate.
Il tempo è intanto notevolmente migliorato, ma ci aspetta il peggio sulla via del ritorno sul solito valico: nebbia, vento, pioggia, molti camion, andatura molto lenta e rischiosa con conseguenti momenti di tensione.
Rieccoci infine in vista di Porto, dove scegliamo una via d’approccio alternativa, ma mal ce ne incoglie: in una sfilata di periferie, circonvallazioni, indicazioni scarse, informazioni fornite cortesemente ma rigorosamente in portoghese, bene o male ce la caviamo fino a ritrovarci all’ormai familiare Ribeira.
Completiamo la visita della città con la Cattedrale e i quartieri popolari, fino a portarci per la cena al ristorante Praça Alberto, di fianco al nostro Hotel. Dopo la consueta coda, eccoci a tavola alle 21,30, premiati da un menù ottimo, abbondante e a prezzo contenuto: davvero raccomandabile! C’è il tempo per un’ultima passeggiata, anche se l’aria si è fatta decisamente fredda.

Mercoledì 18 luglio
Partiti da Porto, raggiungiamo Barcelos, cittadina molto piacevole, nota per la produzione di galli, nei più svariati materiali, che sono uno dei classici souvenirs del Portogallo.
Proseguiamo per Braga, dove ci sistemiamo nel buon Hotel João XXI Março. Pranzato in un buon ristorante nelle vicinanze, ci dedichiamo alla scoperta della città, molto ordinata con belle zone pedonali ricche di fontane e di giardini; apprezzabili la Cattedrale e i quartieri circostanti. Ci spostiamo nelle vicinanze per la salita al santuario di Bom Jesus do Monte, ubicato a 400 metri, al quale si accede tramite una scalinata monumentale di 600 gradini veramente singolare: si tratta di un capolavoro del barocco, “una gigantesca fisarmonica di granito” punteggiata di sculture e fontane.
Rientriamo in albergo; questa sera ci mettiamo sull’elegante per una puntata a uno dei ristoranti chic della città: alle 22 eccoci all’“Alexander”, di classe intonata alle referenze della guida. Il coefficiente gastronomico, soprattutto per il pesce e il dessert, è elevatissimo e anche il prezzo è adeguato di conseguenza.

Giovedì 19 luglio
Finalmente giornata di pieno sole! Facciamo colazione in albergo verso le 9,30 dopodiché prendiamo la via del ritorno con una tappa piuttosto lunga. Rientrati in Spagna, per il pranzo facciamo sosta, un centinaio di km. oltre La Coruña, a Villalba al ristorante “O Pato”: ottima la “mesa de quesos y embutidos”.
Non troviamo ricettività alberghiera lungo il percorso per cui ci adeguiamo a fermarsi nuovamente a Luarca (già conosciuta all’andata) e riusciamo a trovare posto all’Hotel Rico, buono e consigliato dalla guida (ma perché all’andata ci era sfuggito?). Ceniamo di nuovo al “Meson El Ancha”, ancora ottimamente come da copione della settimana precedente, con tanto di presenza di altro “chico” anch’esso apprezzato dalle nostre compagne di viaggio. Ripetiamo l’abbuffata di bocadillos e bicchieri di sidro (tanto c’è l’alibi del basso grado alcoolico...).

Venerdì 20 luglio
Di nuovo splendido sole! Dopo una lauta colazione nella stessa pasteleria dell’andata con acquisto di dolcetti locali per parenti e amici, puntiamo su Covadonga, santuario mariano in mezzo ai monti visitato dal Papa nel 1989. In un’alternanza di paesaggi marini e montani dalle caratteristiche alpine, arriviamo verso le h.13; facciamo una doverosa sosta per una bevuta di acqua miracolosa (chissà se in futuro vedremo gli effetti…) alla grotta della Madonna, luogo di culto affollatissimo nei fine settimana, finché giunge l’ora di uno spuntino (questa volta il termine deve essere preso alla lettera) a “El merendero”, sovrastante il piazzale del santuario.
Si prosegue fino a fare tappa a San Vicente de la Barquera, dove troviamo una buona sistemazione nell’Hotel “El canton”.
E finalmente ecco un pomeriggio di spiaggia, con bagno completo solo per il sottoscritto che con “fredda determinazione” ha voluto provare l’Oceano Atlantico. Meno male che la temperatura polare dell’acqua è compensata dal paesaggio e dallo spettacolo delle maree!
Ritornati in albergo, tentiamo telefonicamente di trovare sistemazione per il giorno successivo a San Sebastian: una decina di piccoli alberghi contattati hanno, essendo sabato, il tutto esaurito. Ripieghiamo su Bilbao: l’hotel dell’andata è pieno, ma troviamo disponibilità all’Hostal Arriaga.
Ceniamo al ristorante “Las redes”, raccomandato dalla guida, che si rivela un’ottima scelta. Il menu, che propone come primo piatto una specialità locale di pesce chiamata “sorropoton”, seguito da totani, polpi, “calamares en su tinta”, compensa largamente il conto piuttosto elevato.

Sabato 21 luglio
Lasciamo San Vicente per una toccata di un paio d’ore a San Sebastian. La spiaggia, la notissima Ondarreta, è affollatissima e chiassosa, un po’ perché è sabato, un po’ perché il mare è avanzato parecchio riducendo ancora più lo spazio disponibile. Comunque la città, considerata una delle più aristocratiche della Spagna, è davvero bellissima, con viali, belle zone pedonali, fontane, molto verde.
Cosa incredibile, rinunciamo al pranzo, anche se provvediamo con quanto oculatamente
prelevato all’abbondante buffet dell’albergo.
Raggiungiamo Bilbao, dove prendiamo possesso delle nostre camere all’Hostal Arriaga, nel frattempo anch’esso riempitosi. Passeggiamo a lungo per la città, di sabato pomeriggio animatissima. Per la cena, seguiamo il consiglio, evidentemente “interessato”, della nostra albergatrice e ci orientiamo sul ristorante “Amaya”. Il patron evidentemente ci sa fare e decanta in continuazione il proprio locale: pesce appena pescato, uscito dalle reti, carne di razza extra, locale frequentato da tutti i migliori cantanti lirici mondiali (essendo ubicato di fronte al Teatro dell’Opera). Ne risulta il conto più salato dell’intero viaggio, anche se il menu, nel quale spicca la specialità del “pisto a la bilbaina”, i vini e la qualità del locale lo giustificano pienamente. Del resto la cifra sarebbe la norma in un qualunque ristorante genovese…
Dopo cena, ci dilunghiamo nella conoscenza della città by night, davvero vivacissima: gente, gente, gente ovunque per tutti i gusti, età, qualità, signore in gruppo ai tavoli dei bar… gente raffinata, gente punk, di tutto un po’, locali di intrattenimento di ogni genere ovunque affollati, musica, ogni tipo di spettacolo… davvero una città di grande vitalità.

Domenica 22 luglio
Ultima giornata in Paìs Basco. Mattinata dedicata a bighellonare sul Paseo alberato di Bilbao fino al Museo Guggenheim, con visita al Museo di Belle Arti, veramente splendido in una bella zona di giardini. Alle 13 carichiamo i bagagli sull’auto e dirigiamo in aeroporto; il tragitto comporta qualche grattacapo per le segnalazioni stradali spesso carenti, ma ce la caviamo grazie all’ormai collaudata disponibilità dei locali.
Riconsegniamo l’auto, consumiamo uno spuntino nel bar dell’aereoporto (nostre ultime “empanadas” del tour) e partiamo alle 17,15 per Milano Malpensa. Il caldo cocente che ci accoglie a Genova ci fa subito rimpiangere la gradevolezza del clima atlantico; ma proviamo già nostalgia anche per la varietà dei paesaggi marini e montani attraversati, per le città d’arte, per la cordialità della gente e per la magnifica cucina.
Il tutto, in attesa di ricostituire la piacevole compagnia in vista del prossimo viaggio!Secondo programma, partiamo alle 9 da Genova per Malpensa. Da qui, con leggero ritardo, peraltro recuperato, parte il volo delle h.14,35 per Bilbao, città attualmente molto “trendy” grazie al noto spot in cui Megan Gale si lancia nel vuoto con gli skates.
Solito spuntino Alitalia, più virtuale che reale, e arrivo puntuale verso le h.16,30.
Prendiamo possesso della Ford Focus station wagon 1800 Diesel prenotata presso la Hertz, offertaci allo stesso prezzo dell’Opel Astra 1600 station wagon: tanto meglio per tutti sia per prestazioni che per spazio…
Nino prende immediata padronanza della guida, con accanto per tutto il viaggio l’omologata navigatrice del tour, Anna, che si dimostrerà in seguito anche super-navigata autista.

6 commenti in “Spagna e Portogallo: la costa atlantica
  1. Avatar commento
    stefaleo
    04/04/2009 19:38

    vorrei sapere per un 24 enne , quale citta del portogallo si consiglia

  2. Avatar commento
    LAUROS
    01/03/2006 10:44

    ciao a tutti, sto cercando informazioni sulla costa basca (spagna e francia) x il prox agosto. grazie a tutti

  3. Avatar commento
    Evaristo
    17/06/2005 12:30

    Estimado cliente: Gracias por su cita en el artículo,hemo cambiado de dirección y e-mail, por si decide volver: laprovinciana@mundo-r.com - www.laprovinciana.net Un saludo: Evaristo. Il tuo commento a questo viaggio!

  4. Avatar commento
    Leandro
    13/02/2003 08:26

    Caro Orazio, conosco le persone che hanno effettuato il viaggio, che mi hanno fornito le didascalie delle foto da sin. a des. e dall'alto al basso: Bilbao - Cabo Finisterre - Santillana - Porto - Santillana - Solar Mateus. Ti confermo che quello delle didascalie non è un lavoro da poco; il loro inserimento è comunque un'esigenza sentita da molti e in via di realizzazione nell'ambito della ristrutturazione del sito. Continua a seguirci!

  5. Avatar commento
    Ci Sono Stato . It
    13/02/2003 08:26

    Caro Orazio, il problema didascalie è già stato ampiamente dibattuto: è un piccolo "bug" di Ci Sono Stato e vi porremo sicuramente rimedio. Due piccole, benevole, osservazioni: 1) Sinceramente non mi sembra che l'articolo in questione sia "rovinato"; è una parola un po' forte... 2)Il "così poco" è in realtà un lavoro immenso che comporta la revisione di tutto il sistema editoriale del sito: ci vogliono ore (giorni) di lavoro e, credimi, lo stiamo facendo!!!! Ben vengano comunque le critiche: quando costruttive, come in questo caso, son sempre ben accette!

  6. Avatar commento
    Orazio
    13/02/2003 08:26

    Interessante come sempre. Mi chiedo solo quando saranno inserite le didascalie. Perchè rovinare un buon articolo per così poco?

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