No Frills People: viaggio nell'Abruzzo post terremoto

Una breve ma profonda testimonianza che ci arriva direttamente dal teatro del sisma

Spesso mi sono trovata a scrivere racconti di viaggio: viaggi bellissimi che raccontavano l’incontro con culture diverse, tradizioni, cibi e bellezze architettoniche…
Oggi mi trovo a narrare del contrario, di ciò che il terremoto e l’imperizia umana ci hanno sottratto.

La città de l’Aquila è ferita a morte: sarà difficile, almeno per i prossimi mesi, poter visitare uno dei simboli della città, la Basilica di Collemaggio, dove sono conservate e venerate le spoglie di Celestino V, il Papa ricordato da Dante nella sua celeberrima opera, colui che nel suo pellegrinare toccò anche Sulmona e si rifugiò nell’eremo a pochi passi da qui.

Sarà difficile cancellare dalle menti il ricordo della distruzione e il terrore della morte.
Tutti noi conoscevamo qualcuna delle vittime, molti miei concittadini studiavano e lavoravano a l’Aquila, è per questo impossibile non avere empatia per i nostri fratelli e conterranei.
Qui non si parla d’altro, centinaia di storie si intrecciano e decine di telefonate partono e giungono sul mio cellulare per accertarci che chi conoscevamo si sia salvato.
Accanto al dramma della morte, viaggia parallelamente quello della distruzione e di chi si è trovato senza nulla: di chi proprio oggi doveva sposarsi, ma ha dovuto ovviamente rimandare, di chi aveva comprato casa con molti sacrifici e non ce l’ha più, di chi aveva inaugurato uno studio dentistico ora distrutto, di chi aveva un’attività commerciale, di chi doveva discutere la propria tesi di laurea…
Chi ha perso casa è come se avesse perso la sua identità, quello che però i nostri conterranei non hanno mai perso e mai perderanno è la fede e la dignità: una vecchietta tirata fuori dalle macerie, dopo aver ringraziato, diceva: “ora datemi un pettine!” e questo dice tante cose sulla dignità ed il pudore delle nostre genti.

Gli Abruzzesi, specialmente quelli dell’entroterra, della montagna, sono persone senza fronzoli, attaccate alle cose reali, alla terra madre, alle tradizioni, alla famiglia. Tutti gli Abruzzesi che ho conosciuto quando anche io lavoravo fuori regione, non hanno mai mancato di tornare a casa almeno nei giorni di festa: il richiamo delle nostre terre è troppo forte: “Mi mancano le nostre montagne” mi disse, una volta, un amico.

Spero che alle promesse dei nostri politici facciano seguito opere concrete, quello che è accaduto è anche causa del disinteresse delle istituzioni e del malcostume generalizzato del nostro Paese tutto, fatto di speculazioni edilizie, di costruttori senza etica che risparmiano pericolosamente sui materiali, di opera pubbliche la cui realizzazione è stata trascinata negli anni, a scapito del cittadino, ma sulle quali in molti si sono arricchiti, facendone decuplicare il costo… è il solito “magna magna”, come si direbbe nel dialetto locale, che davvero non si può più tollerare ad aver generato tutto questo… perché il terremoto non è altro che un fenomeno drammaticamente naturale, ma la corruzione non deve esserlo!

Questi sono i recapiti che attualmente la Croce Rossa ha messo a disposizione di chi volesse aiutare l’Abruzzo terremotato: 800 166 666 e questa è la loro e-mail materiali.sismaabruzzo@cri.it

L’Abruzzo, come è già accaduto in passato, risorgerà, grazie all’aiuto di tutti noi… ne sono certa!
Claudia

Un commento in “No Frills People: viaggio nell’Abruzzo post terremoto
  1. Avatar commento
    tupperwalt
    09/01/2010 16:50

    part infrared led frozen weathering climatic

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