La festa di San Francesco di Lula

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La festa di San Francesco di Lula

Un pittoresco pellegrinaggio raduna migliaia di fedeli in un santuario ella provincia di NuoroSAN FRANCESCO DI LULA
Ogni anno a inizio maggio si svolge, nel Santuario di San Francesco a Lula, nella zona di Nuoro, una delle feste campestri più caratteristiche della Sardegna.
Lula dista da Nuoro 33 km circa mentre la chiesetta dista dal paese 23 km. Il Santuario campestre si trova sul costone collinare dominato dal Monte Albo.
La Chiesa venne edificata verso la fine del Cinquecento, ma l'aspetto attuale risale alla fine del Settecento. All'interno si trova una scultura in legno raffigurante San Francesco, realizzata nel Seicento. "Sas cumbissias", ossia i piccoli edifici costruiti per ospitare i pellegrini, sono in buona parte moderne.
Secondo la leggenda l'intero Santuario sarebbe stato fondato e costruito dal bandito Francesco Tolu in segno di devozione nei confonti del Santo, per avergli permesso di dimostrare la sua innocenza riguardo ad alcuni delitti di cui era accusato.
Per questo motivo i priori vengono scelti ogni anno fra i discendenti (o presunti tali) eredi del bandito.

IL PELLEGRINAGGIO
La festa non ha modificato i propri tratti caratteristici col trascorrere del tempo: infatti, ancora oggi, migliaia di pellegrini percorrono a piedi il tragitto fra i paesi del nuorese ed il Santuario.
Il primo pellegrinaggio parte nella notte del 4 ottobre dalla chiesa di Nuoro "La Solitudine" e si arriva nel Santuario di Lula la mattina all'alba.
Il secondo pellegrinaggio (più conosciuto e frequentato) parte nella notte del 30 aprile e si conclude la mattina all'alba del 1 maggio, dopodiché ed ha inizio la novena che si concluderà il 10 maggio. Per completare l'intero tragitto ci vogliono dalle 4 alle 6 ore.
I pellegrini più esperti e scaltri conoscono le varie scorciatoie per arrivare prima a destinazione.
A conclusione della festa il simulacro di San Francesco viene portato in processione verso Nuoro, accompagnato da fedeli a piedi e a cavallo. A "S'arbore", nelle campagne di Marreri, avviene l'incontro con i pellegrini provenienti da Nuoro e qui viene organizzato un banchetto detto appunto "s'arbore" (l'albero), grande pranzo all’aperto in campagna, al quale viene fatta partecipare, simbolicamente, anche una piccola statua del Santo. La sera avviene il passaggio di consegne fra i "priori" (cioè gli organizzatori della festa) ed un corteo a cavallo arriva sino a Nuoro, percorrendo i vicoli della città vecchia, gira per tre volte intorno alla chiesa del Rosario e accompagna il nuovo priore alla sua abitazione. Egli custodirà lo stendardo fino al maggio successivo.

I CIBI DELLA FESTA
La tradizione vuole che ai fedeli, durante la novena, venga offerto "Su Filindeu" un brodo di carne di pecora con una pastina molto particolare, su filindeu appunto.
La preparazione è molto laboriosa: l'impasto, costituito da semola di grano duro e acqua, viene lavorato rigorosamente a mano. Concluso l'impasto, il "semilavorato" viene tagliato, su una superficie di legno, a pezzi di circa 100g, ai quali viene data la forma di cilindri allungati. La pasta viene poi "tirata" per ottenere le serie di fili che vengono incrociati su diversi piani in modo da formare una fitta rete quasi un tessuto. La "rete" viene fatta asciugare all'aria.
Per comporre la minestra si prepara un "robusto" brodo di carne di pecora nel quale si frantuma letteralmente la rete de "su filindeu". A cottura ultimata la minestra fine condita con abbondante pecorino fresco che il calore rende filante.
Un altro piatto caratteristico della festa è "Su Zurrette" un tipo di sanguinaccio: lo stomaco della pecora viene riempito di sangue condito con pezzetti di pane formaggio e un soffritto a base di strutto cipolla e grasso di pecora.

RITI E CREDENZE
La festa è inoltre caratterizzata da credenze e usanze popolari.
* "Sa bertula" ("La bisaccia").
Tale rito consiste nel porre un bambolotto rappresentante un bambino malato in una tasca della bisaccia e nelle altre tasche le offerte raccolte di casa in casa attraverso la questua.
* "Sa pesada" ("La pesata").
Un bambino malato viene pesato e, al Santo, viene offerto un pezzo di carne d'agnello equivalente al peso del bambino.

Per le notizie si ringrazia:
http://www.sardiniapoint.it
http://www.sardegnaturismo.it
http://www.scuolamediaarzachena.net/vecchio_sito/chiese_campestri/sanfrancescodilula.htm
Per la foto si ringrazia http://www.flickr.com/photos/migraciontotal

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