La lunga estate calda - 2^ parte

in viaggio con Tripluca in Indonesia

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La lunga estate calda - 2^ parte

L'estremo Oriente con i suo fascino anticoGilie Islands, 11 Agosto 2000
Il paradiso esiste e ho una buona notizia da dare: non serve morire per andarci. Eccomi su un'isola in mezzo all'oceano in un bungalow a cento metri da un mare stupendo, mentre Giuseppe, Manu e Shizu sono fuori che parlano e un ragazzo indonesiano ci sta preparando del pesce alla griglia appena pescato. Siamo alle Gili Islands, un gruppo di tre isole sperdute al largo di Lombok nella zona di Bali, come ci aveva consigliato la coppia che ha comprato il furgone di Giuseppe...un consiglio che vale oro. Ma prima di inoltrarmi nelle spiegazioni e' meglio che racconti come ci siamo arrivati. Nell'ultima puntata ci eravamo lasciati a Bangkok, ed ero abbastanza sul disperato a causa di un'intossicazione alimentare o qualcosa del genere. Ho lasciato Bangkok sabato sera per imbarcarmi su un aereo della Pakistan Airlines in direzione di Singapore in quanto li' avrei incontrato Giuseppe. Dopo una preghiera cantata ad Allah, l'aereo e' decollato, ha volato ed e' atterrato senza grossi rischi grazie probabilmente proprio grazie all'aiuto del profeta perche' altri motivi non ne trovo. I passeggeri erano una delegazione di sceicchi vestiti di bianco e la squadra pakistana di Hockey che andava alle olimpiadi a Sydney. Sono arrivato a Singapore la mattina e sono finito all'YMCA (avete presente la canzone UAI EM SI EI..) dove per la modica somma di 33 stramaledetti dollari singaporegni (circa 40.000 Lire) ho ottenuto un letto in dormitorio con un tedesco, un giapponese e un canadese. Ho dormito fino alle sei di sera e cosi' hanno fatto gli altri due della triplice alleanza e sono andato a cenare col giapponese, Hiroshi, a una specie di fast food asiatico. Il giorno dopo o visitato Singapore che descrivero' dettagliatamente qui sotto: Centro commerciale, strada, gente, ragazza col telefonino, centro commerciale, semaforo col conto alla rovescia, centro commerciale, Mc Donalds', Mercedes, centro commerciale, albergo di lusso, ragazzo col telefonino mini, centro commerciale, centro commerciale, bambino col telefonino, centro commerciale, albergo, cabina telefonica, centro commerciale, nonnina col telefonino, centro commerciale, BMW, semaforo, palma, centro commerciale, fontana, turista con le borse piene, centro commerciale, poliziotto, centro commerciale, bambina col telefonino, centro commerciale, ragazza col centro commerciale, centro commerciale col telefonino, poliziotto con la spesa, centro commerciale che attraversa la strada, ristorante con centro commerciale, centro commerciale con ristorante, centro commerciale, centro commerciale, ristorante con centro commerciale, dov'e' l'ostello? Excuse me where is YMCA? Yes, you go 3 commercial centres on the left and then you turn right at Prada and there is a street sulla sinistra dopo il centro commerciale e tra Armani e il centro commerciale XIA POI UNH prendi la strada che ti porta all'ostello...Aiuto!!!! Il giorno dopo mi sono rifugiato in un nuovo ostello, da Goh, e mi sono messo a lavorare al computer. Goh mi ha fatto vedere il suo sito che non e' tecnicamente un granche' ma ha 60,000 accessi all'anno! Allora gli ho inserto un counter e un modulo per la prenotazione gratis, con la speranza che quando torno magari mi fa fare qualcosa di piu' a pagamento (cosi' mi impiccano per lavoro nero). Il giorno dopo e' arrivato Giuseppe dall'Australia e il giorno dopo ancora abbiamo preso un aereo della BOURAK AIRLINES per volare a Bali e dopo uno scalo tecnico in una citta' intermedia siamo atterrati clamorosamente a Bali. L'atterraggio e' assomigliato molto ad uno schianto, mai fatto uno cosi'! I giubbetti di salvataggio appartenevano ad altre compagnie i cui nomi erano cancellati col pennarello nero, insomma il basso costo aveva una ragione d'essere e mi sono tranquillizzato perche' ora so che c'e' una logica dietro ogni cosa e questo mi avvicina a Dio che da queste parti si chiama Allah ed ha la barba anche lui. Siamo arrivati a Bali la sera e un taxi con 4.000 Lire ci ha portati a Kuta dove Manu e Shizu (gia' alle Giles) ci avevano organizzato il viaggio. A Kuta, che e' tipo Jesolo piena di Australiani, abbiamo preso una stanza doppia con bagno per 10.000 Lire. La sera siamo finiti (ma come cavolo abbiamo fatto?) in un ristorante tedesco/bavarese con tanto di camerieri vestiti da Oktoberfest! Un'esperienza che si poteva evitare... Il giorno dopo abbiamo intrapreso il massacrante viaggio verso le Gilies: bus alle sei di mattina, traghetto alle nove, ancora bus, barchetta per andare sulla barca un po' piu' grande, barchetta per andare a riva (faceva acqua!): in tutto 12 ore di viaggio molto sofferto...ma ragazzi ne e' valsa la pena!

17 Agosto
Stremato dal dolce far niente non ho piu' scritto ma, credetemi, qui ci si dimentica che il mondo esiste con tutte le sue magagne, e ci si lascia sprofondare nell'armonia tra il creato e l'uomo perche' tutto sembra perfetto, perfino le bottiglie di plastica nella spiaggia sembrano essere state messe li' da una mano amorevole in un tentativo estetico tutto sommato ben riuscito. Il sole colora l'acqua di varie tonalita' bluastre: dall'azzurro sfrenato della riva piena di coralli bianchi al blu dei fondali piu' profondi a pochi metri dalla spiaggia dove i turisti, questi strani animali pieni di soldi, regalano i propri corpi al sole cancerogeno ma tutto comunque piacevole, e poi si buttano in acqua a snorkellare ed entrano cosi' in un altro mondo fatto di pesci di tutte le misure e colori, perfino tartarughe che volteggiano nell'acqua con aria strafottente e distaccata, ma siamo a casa loro e non mi lamento. Alcuni temerari (leggi Luca e Giuseppe) eccitati dalla cena di pesce a 5.000 Lire e determinati a tornare alle origini spingendo il costo verso il basso decidono di creare un nuovo sport chiamato fish-snorkelling, e cioe' pesca subacquea con filo, piombo ed amo e si buttano nella corrente armati di maschera, tubicino e canna da pesca senza canna lasciandosi trascinare speranzosi di portare a casa qualche esemplare ittico da grigliare...ma la natura delude spesso l'uomo in questo caso per mezzo di uno scoglio affamato di ami e di due murene affamate di pesci-esca mentre la corrente ci rendeva impotenti e ci riportava a riva a mani vuote tragicamente destinati a sborsarle quelle 5.000 Lire. Questa e' un'isola piccola e il mondo e' ancora piu' piccolo perche' se tre anni fa ero a Cracovia e insegnavo Italiano senza saperlo e una mia studente mi diceva "insegnami il si passivante" e io me ne andavo in bagno armato di grammatica del '65 e scoprivo tra la doccia e il bide' che il si passivante e' quella regola che ti fa dire 'le cose che si fanno, 'le pietanze che si mangiano', ecc..e poi me ne tornavo da lei e le spiegavo quella cosa e lei mi regalava dei biglietti per il teatro e io andavo al teatro a vedere un dramma e c'era l'attrice protagonista particolarmente bella che me la ricordo ancora qui e poi qui vedo un tipo che scrive al computer e vado da lui e gli domando se ci sono problemi con la corrente che viene dal generatore 'che mi hanno detto che puo' essere pericoloso per il computer', e lui mi dice che no e io sento l'accento e domando se sono francesi e no sono polacchi e di Cracovia e che lavoro fate? "Sono attrice" dice lei, "sono regista" dice lui, "ma io ti ho vista al teatro" dico io e insomma e' proprio lei e conosco perfino la via dove abitano e ci facciamo due cene insieme e lei e' una delle piu' famose attrici in Polonia (le hanno fatto persino il sito non-ufficiale http://magdacielecka.cjb.net) e per questo viene qua e insomma sarete d'accordo con me che il mondo e' piccolo la vita e' strana e il tempo passa in fretta ma non fa male se passa bene.

19 Agosto
Solo due righe per dire che ieri siamo andati a Lombok in giornata con Lucky Man (lo vedete a questo indirizzo http://www.geocities.com/tripgili) e abbiamo comprato un tonno da 5 chili per 10.000 Lire e due altri pesci per 5.000 Lire all'uno. Un mito.
Ah, e poi per la strada c'e' stato un pezzo con decine di scimmiette ai lati che si guardavano lo spettacolo delle macchine di passaggio, roba che se era in Australia ci avrebbero gia' fatto trecento siti internet, stampato cinquemila copie di depliant in sette lingue, costruito un'impalcatura per l'avvistamento delle scimmie nel loro ambiente naturale con tanto di biglietto a 20 dollari, creato un centro turistico con alberghi da tre a cinque stelle, ristorante "alla scimmietta" e piscina con scimmia mascotte. Ah no? Andate a vedervi Philip Island...

20 Agosto
La vita prosegue strascicante su quest'isoletta di gente felice e ogni sforzo e' moltiplicato per dieci dalla convinzione profonda dell'insita immoralita' del concetto di fatica. La decisione di andare o meno in spiaggia richiede un dispendio energetico spropositato secondo i nuovi parametri che ci siamo imposti e quindi languidamente vediamo i minuti passarci davanti e ci rendiamo conto che il tempo e' un flusso inarrestabile e che e' un piacere guardarlo scorrere. Abbiamo quasi la sensazione di averlo finalmente catturato ed e' comico rendersi conto che facendo le cose di fretta il tempo sembra non bastare mai mentre non facendo niente diventa tuo amico. La corsa che e' diventata cammino ci regala nuovi scenari dove il gioco dei bambini diventa un fatto della giornata e la sera un occasione per stare insieme ai ragazzi locali ai quali dovrebbero dare un premio per aver dimostrato al mondo che con uno stipendio di 5.000 Lire al giorno si puo' essere felici.
Lucky Man vorrebbe sposarsi ma deve raccogliere un milione e a questo ritmo non ce la fara' mai, ma non sembra molto preoccupato o forse ha deciso che preoccuparsi servirebbe solo a rovinarsi lo stomaco. Se venite da queste parti alloggiate da Rudy's, dove siamo noi, perche' il servizio è tremendo ma i ragazzi sono troppo simpatici. E' da dieci giorni che siamo qua ma non siamo ancora riusciti ad ottenere quello che ordiniamo, nemmeno a colazione. Due caffe' e due crepes alla banana sono troppo da ricordare sotto il sole tropicale e ormai quando invece arrivano due te', un caffe', un frullato di papaya, e due tramezzini all'ananas, ci ricordiamo che la vita non porta mai dove si crede e ce li godiamo lo stesso mentre in Europa saremmo probabilmente stati molto incazzati col cameriere incompetente. Tutto questo mentre a Giuseppe e Umberto (l'amico che ci ha raggiunti dalla Sicilia) hanno avuto la sfortuna di sentire la seguente frase pronunciata da una intelligentissima ed elegantissima ragazza italiana: -"chiedi a questo sottosviluppato dov'e' l'agenzia....", riferendosi ad un indonesiano. Inutile dire che l'impulso avuto dai due siculi in questione e' stato di...vabbe' l'avevo scritto ma forse ero stato un po' troppo volgare. Comunque sono davvero gente felice questi isolani, e la tentazione di stabilirsi qui e aprire il classico baracchino in spiaggia e' venuta a tutti noi...chissa', di sicuro qualcuno la ha gia' fatto. Anzi c'e' un Italiano che sta per aprire un locale.
P.S. Scoperta successiva: a Gili Air, isoletta vicina, c'e' una signora napoletana che ha un ristorantino: Il Pirata e fa una pasta come si deve. Anche a Gili Trawangan si possono mangiare pizza e pasta molto buoni: a Vila Ombok (circa 20.000 rupie = 5.000 Lire).

27 Agosto
Alessandro e Paolo mi dicono dall'Australia che qualcuno si lamenta presso di loro dei miei mancati report...eh eh eh eh....ma non sono tutti in vacanza? Vabbe' comunque questo report sara' ben ricco sia di testo che di immagini (due siti solo di foto!) quindi spero che l'attesa sia valsa la pena. I giorni a Gili Trawangan sono passati oziosi ma veloci ed eccoci alla fine del mese su Gili Meno, un'isoletta vicina piu' piccola o meno popolata. Qui e' piu' facile fare snorkelling in quanto non c'e' corrente e forse domani becco un pesce vero.
Dopodomani si riparte per Bali dove passeremo una settimana in giro in scooter per poi tornare a Singapore e spostarci in Malesia in un'isoletta (Terenzians) suggerita da Riccardo che a quanto pare e' proprio speciale con tanto di squaletti a pochi metri dalla riva. Ma lo sapete che in Indonesia ci sono 14.000 isole di cui ben 8.000 disabitate...facciamo una colletta e ne compriamo una? Adesso siamo in una vera e propria casa che paghiamo la bellezza di 25.000 rupie a testa (circa 7.000 lire), mancano una doccia vera e propria e la corrente elettrica ma va bene cosi'. Una cosa strana e' che manca completamente la cucina. 29 Agosto Eccoci a Bali, dopo un paio di giorni a Gili Meno giusto per tastare il polso ad un'altra isola e scoprire che piu' o meno siamo la', un po' piu' selvaggia con la corrente che comincia alle sei e la doccia di acqua salata...ma una casa a due piani per 50.000 rupie (13.000 Lire) bisognava provarla anche se sprovvista di elettricita'.

Ubut (Bali), 2 Settembre
Eccoci a Bali...isola magica dove millenni di incroci culturali hanno permesso la creazione di splendidi scenari quali il ristorante bavarese a Kuta, citta' marina impestata di turi-surfisti prevalentemente australo-giapponesi uniti in un'armonia insospettata davanti alla spiaggia ondosa e piacevolmente piena di tette abbronzate al vento. L'incontro di popoli e culture porta a volte a degli scontri di interesse quali lo scandalo quotidiano dei cambiavalute della scuola del Mago Silvan che tre volte su quattro fanno sparire un terzo buono del cambio che credevi fosse a buon tasso. Anche in questo caso la risposta e' culturale e l'essermi munito di due siculi veraci quali Giuseppe e Umberto addestrati alla dura scuola catanese che di certo non si fanno fregare e con i quali ci siamo divertiti a capire come funzionava il trucchetto, si e' rivelata una mossa positiva. Nel frattempo a quanto pare avremo un nuovo personaggio, e cioe' Umberto, che vuole scrivere della sua avventura Trawanga-balinese ma che ha fatto il grosso errore di mettere su carta la nuova accezione che mi sono meritata per colpa del mio stomaco inaspettatamente delicato: Smerdolino. La vendetta non si fara' attendere e presto una scritta: "I programmi sono stati sospesi per eccesso di ignoranza grammaticale" apparira' sulla pagina di Giuseppe. Ma Bali, Bali, Bali...cos'e'? Bali e' un'isola grande quanto La Sicilia, La Calabria e il Baden Wuttemberg insieme...divisi per 5. Insomma circa 100 Km per 150 km che al cambio attuale con KM Indonesiano fanno circa qualche giorno di viaggio in motorino. Bali e' il turismo in Indonesia, e infatti Kuta fa schifo...pero' basta uscire per trovarsi in mezzo a delle risaie da film, donne che trasportano merce in testa da documentario inglese doppiato ma con la voce originale che si sente sotto, traffico da Napoli durante San Gennaro, bambini che giocano (ci stanno sempre bene in uno scenario e poi dà l'idea che ho un animo delicato), cani brutti da far paura, buche mostruose di solito nascoste, e poi una cosa mitica: un sacco di arte. Ci sono delle strade da infarto-da-shopping, cioe' qui producono di tutto, a mano e in lavatrice: statue di pietra, di legno, tessuti, mobili...sono proprio belle cose e se di sicuro la Sony non e' nata qui almeno ci sanno fare con altre cose. Viene voglia di comprare tutto e ci si sente come una massaia in giornata di saldi, perche' i prezzi sono molto interessanti. (in un altro contesto avrei detto 'bassissimi', ma siccome ho un business in mente mi devo contenere). Un altro motivo per chiedersi: ma che ci abbiamo fatto in tutto questo tempo in Australia? La risposta e': abbiamo speso troppo. E quei dieci dollari a notte spesi in quella topaia del Chinatown a Cairns li piangiamo con lacrime amare. Adesso un po' di consigli per il turista: se andate a Ubbud dormite da #@##@###@@##@#@, noi abbiamo pagato 37.500 a notte per un bungalow con acqua calda, cesso automatico (quello di casa, cioe' schiacci un bottone e viene giu' l'acqua purificatrice senza doversi piegare, prendere l'acqua col secchietto e lanciarla cercando di non guardare il risultato della digestione che sara' anche normale ma fa ancora schifo), e vista sulle risaie che fa molto Asia. Ah, la colazione e' compresa ma non e' il massimo. Quel #@##@###@@##@#@ doveva essere sostituito dall'indirizzo che ho perso. Se dormite a Kuta, andate da Dua Dura in Poppies Gang II davanti al ristorante Kori, 40.000 a notte, doccia fredda, cesso misto (a volte automatico a volte manuale), colazione compresa OK. Per mangiare a Kuta una pizza all'80% italiana andate li' vicino in "Gang Popies II, Jl. Bene Sari", costa al massimo 14.000 rupie e fanno anche la pasta. Il nome non me lo ricordo ma lo vedete da fuori che ha il forno a legna ed e' sempre pieno di gente. A Ubbud ho fatto un po' di spese: 63 didgeridoo! Un metro cubo virgola due di speranze che ho spedito con la Krishna Cargo e se non arriva entro due mesi vado a Venezia e torturo i primi Are Krishna che trovo in giro a cantare per farmi dare la roba. Siccome nessuno fa niente per niente e in particolare il sottoscritto il cui conto in banca comincia a perdere zeri adesso vi subite la pubblicita': ho comprato dei didgeridoo fantastici. Ce ne sono di intarsiati in legno che state tranquilli fanno proprio una bella figura nel salotto di casa appesi al muro, il lavoro e' proprio preciso ed elegante. Poi ci sono quelli in stile Australiano fatti anche molto bene. Sono tutti di legno di Tek. Infine quelli in bamboo decorato col fuoco che sono semplicemente bellissimi. Un musicista continuera' a preferire quelli australiani per la particolarita' del suono, ma anche questi suonano molto bene e spero che faremo affari.
Malesia. 10 Settembre
Abbiamo fatto il viaggio di ritorno con la Bourak Airlines di cui ho documentato il decollo con un filmino (ho scoperto solo dopo che usare una macchina digitale in decollo e' da ergastolo), e devo dire che un servizio del genere non l'abbiamo mai avuto: sulla pista chi viene a prenderti di solito? Il pulmino con tre posti a sedere e cento in piedi dove tutti accendono il telefonino e cominciano a parlare con casa. Alla Bourak invece viene la macchina nuova ad aria condizionata e l'autista ti chiama "boss", neanche Barzon che ha la golden card della Lufthansa lo trattano cosi'! E come se non bastasse le due hostess che ci avevano accompagnato all'andata quando tutti si erano dimenticati dei nostri bagagli e che ci avevano chiesto: "Non restate qui qualche giorno?" facendoci aumentare la salivazione del 32% e provocando una sensazione di gola secca da star male, ci hanno riconosciuto e chiesto ancora: "Non restate qui qualche giorno?". Ci siamo consolati con una foto scattata dal pilota della Bourak che ha quanto pare ha due aerei, due computer (al telefono per confermare il ritorno: "I'm sorry, abbiamo due computer e uno e' rotto"), due macchine, due hostess e due turisti all'anno. E quest'anno e' toccato a noi. VOLATE BOURAK! Insomma Giuseppe e io siamo tornati in quella macchina per far soldi che e' Singapore e spero che se c'e' qualche futuro sposo in linea ascolti il mio messaggio e non prenda assolutamente in considerazione l'idea del viaggio di nozze da queste parti a meno che non trovi l'idea di un bacio davanti a un negozio di macchine fotografiche particolarmente romantico. Il tempo di mandare a casa un po' di roba (ho in viaggio tre pacchi: uno dall'Australia, i didgeridoo dall'Indonesia e adesso il pacco da Singapore: scommettiamo che tra un mese ci sara' una collisione tra tre navi?) illudersi di poter comprare qualcosa (il lavoro l'ho lasciato nove mesi fa) e siamo partiti verso la Malesia dove siamo in questo momento. Stiamo viaggiando in pullman e piove. Ai lati della strada palme in continuazione e prima ho visto un gatto schiacciato in mezzo alla strada, se vedo una tigre morta ve la fotografo. Giuseppe ormai e' a poche ore da casa ed e' preso da un misto di felicita' e tristezza, io ho fissato il rientro verso il 10 di novembre e quindi ormai si comincia a guardarsi indietro. Abbiamo pensato in particolare alle Gilies e a chissa' come torna a casa uno dopo sei mesi in un'isoletta del genere. Probabilmente sara' talmente calmo, felice e riconoscente verso Dio e il governo che appena sbarca a Roma lo guarderanno strano, con un alone luminoso attorno e un sorriso beato da Buddha. Al primo semaforo dove commettera' il grave errore di non partire entro 3 secondi e si becchera' un meritato: "E muoviti stronzo!", scendera' dalla macchina e con passo lento si avvicinera' a quello che lo ha insultato per mettergli una mano sulla spalla e dirgli con voce tenera: sfogati fratello, io posso prendere tutta la tua rabbia nel mio cuore". Insomma i figli non mandateli a dottrina da vecchiette acide: pagategli una vacanza alle Gilies! Il messaggio di Gesu' arrivera' nei loro cuori senza bisogno del Vangelo. Ma perche' non faccio il predicatore su internet? Nel frattempo Alessandro e Paolo sull'altro canale si sono messi a lavorare e ho gia' mandato un'email all'Immigration di Sydney per verificare i loro visti, mentre su Tripasia abbiamo Umberto che ha scambiato il sito per un'agenzia matrimoniale ma va bene lo stesso che e' un bravo ragazzo. Va bene adesso chiudo perche' la signora davanti a me un attimo prima che accendessi il computer ha dato una botta all'indietro col sedile che se lo fa ancora devono trovare un ospedale specializzato nell'estrazione di cristalli liquidi dalle mani e comunque e' gia' finita la batteria. Si sbrigheranno a fare batterie che durano di piu' come hanno fatto coi telefonini!

Khota Baru, 14 settembre
Io e Giuseppe siamo stati tre giorni a Kuala Lumpur, la capitale della Malesia. Prima cosa da dire: qui sono musulmani, poi ci sono gli indiani, e poi i cinesi, cosi' vi fate un'idea dell'aria che tira. A Kuala Lumpur non c'e' un granche' a parte le due torri piu' alte del mondo, che le hanno fatte apposta perche' appunto tutti dicevano che non c'e' un granche'. Adesso tutti dicono che non c'e' un granche' a parte le torri e chissa' che felice che e' il dittatore/presidente/capo carismatico del Paese. Abbiamo ritrovato Manu che ormai da un paio di mesi e' alla ricerca del bussiness giusto in compagnia di Ana Laura, una messicana di cui Giuseppe si e' giustamente innamorato non si capisce se per effettivi subbugli coronari o giusto per tenere fede alla tradizione che lo vuole inciampare sempre ad un metro dall'arrivo con conseguenti mesi di telefonate e attese, sfocianti poi in un 'viaggio della speranza' regolarmente destinato a diventare 'viaggio della delusione' e trasformarsi in 'pellegrinaggio del disperato'. Per farvi un esempio era partito da Catania per stare in Australia un mese e dopo le picche della bionda di turno si e' ritrovato a fare il barbone-lavapiatti errante in giro prima per l'Australia e poi per l'Asia. Eroico, che dire? Adesso Giuseppe e' appena partito con l'Airline Singapore e mi immagino le hostess che tentano di consolarlo, ma siamo tutti con te Giuseppe e ricorda che e' solo questione di soldi: appena puoi riparti. Nel frattempo in quel di Lanciano, Abruzzo c'e' un certo Paolo intento a avvitare bulloni sui Ducati della Fiat ma secondo i miei calcoli a breve avra' abbastanza contanti per ripartire e siamo tutti in attesa. Ma Kuala Lumpur? Attenti quando andate in giro per il night market (il mercato serale) perche' nel giro di 15 minuti mi hanno aperto lo zaino tre volte! In dieci anni di viaggi non mi hanno mai rubato niente, ma stavolta ci mancava poco...e dietro di me c'era Giuseppe che controllava! Qui si possono comprare ottime imitazioni di orologi di marca a 10/15.000 Lire, CD copiati e mangiare per poco. Ma costa tutto piu' che in Indonesia e la gente non e' cosi' solare. Mi sono spostato a khota Baru per andare alle isole Perenthian e qui la situazione e' abbastanza triste. A parte la vomitata in pullman del mio vicino, sulla quale alla prima curva e' caduto il mio zaino e l'accoglienza mattutina di due pantegane da un chilo e mezzo, qui c'e' un odore costante di fogna, le donne hanno tutte il velo (forse per l'odore) e la gente non sorride. Ma com'e'? Qui hanno piu' soldi che in Indonesia, ma non ne sembrano troppo soddisfatti. Sara' che in Indonesia ne hanno talmente pochi che certe cose non le sognano neanche mentre qui le sognano ma non se le possono permettere? Capite il concetto? Chissa'..vi faro' sapere! A sproposito, mi ha scritto un tipo che dice:' vorrei una foto del carcere di Jakarta, anche da fuori se possibile, grazie". A parte la sfiga che mi sta attirando addosso… ma per chi mi ha preso? Comunque gli ho fatto un'imitazione e il brutto ceffo che ho utilizzato come attore dovrebbe andare. Ma l'avete visitato il sito di Umberto? Gli avevamo fatto uno scherzo: Si arrabbiera?

Tailandia, verso Bangkok. 7 settembre
Eccomi in viaggio verso Bangkok, dopo aver lasciato Giuseppe a Kuala Lumpur ed aver passato due giorni alle mitiche isole Perenthian in Malesia. Mitiche perche' a detta di tutti dovevano essere tra le migliori in Asia. Adesso non lo so se e' perche' le Gilies erano troppo belle per me ma in confronto le Perenthian non valgono una cicca. Sporche, care, musi tristi e niente squali, tartarughe e razze in spiaggia come pronosticato dagli entusiasti. Dopo venti metri di snorkelling ed aver visto un (UNO!) pesce, un granchio, tre sacchetti di plastica e un guanto ho capito che c'era sotto il bidone. A dire la verita' verso gli scogli c'era un po' piu' di vita ma niente a che fare con Jesolo in Agosto. Mi sono detto che probabilmente e' un ottimo sito per le immersioni ma dato che questo progetto non l'ho realizzato (come il surf) non posso darne testimonianza. Il posto ha l'aria di essere ipersfruttato turisticamente e da molto tempo. Molti ristorantini sono gestiti da 'buana', bianchi, prevalentemente anglosassoni di eta' giovane che se hanno un difetto e' che non sono il massimo della gentilezza. Immaginatevi la Tatcher da giovane a gestire un bar in spiaggia! Da notare la presenza di grosse lucertole lunghe fino a due metri che viste nel loro ambiente fanno molto documentario ma a razzolare tra i rifiuti un po' meno. Insomma adesso sono in un treno di notte nel mio lettino molto intimo in mezzo ad altri 30 lettini molto intimi e siccome non riesco a dormire mi sono messo a scrivere protetto da una tendina verde stile tovaglia anni '30, usata probabilmente senza interruzione da quell'epoca. Ma che ci vado a fare a Bangkok? Mi sto rendendo conto che non lo so. Dalla Malesia in su e' tutta stagione delle piogge e leggendo la Lonely Planet (una guida) del '97 ho visto che andare in Vietnam, Laos o Cambogia potrebbe risultare abbastanza caro a causa dei visti. Forse me ne torno in Indonesia, precisamente a Java, dove ci dovrebbe essere un sacco di roba interessante per mettere su un sito, e relativo negozio on-line. Ho deciso che tornero' a casa verso il 10 Novembre, causa una piccola operazione, niente di grave non preoccupatevi, mi ridanno semplicemente la vista, gratis. Miracoli del servizio sanitario Italiano. Insomma se oggi e' il 17 settembre ho ancora una cinquantina di giorni da spendere, che a dirlo cosi' sembrano tanto ma che a pensarci bene sono ben pochi! E dopo che faro'? Non lo so ma sono via da nove mesi e fa uno strano effetto pensare a casa, la mia famiglia, i miei amici, il baretto dove ci si trova la sera, la birra in birreria...e' tutto ancora li'? Non e' cambiato niente? E poi il lavoro...dovro' trovarmi un lavoro probabilmente a meno che i miei progetti internettiani non vadano subito in porto come dubito, mi rimettero' a girare il mondo a vendere qualcosa per conto di una ditta? Piu' mi avvicino a Bangkok (da dove ho il biglietto) e piu' ho paura che la tentazione di saltare sull'aereo e tornare a casa faccia finire il viaggio tra pochi giorni. Il fatto e' che ho abbastanza elementi per mettermi al lavoro, sono impaziente e ho la sensazione che mi rimettero' comunque in viaggio a breve.

... CONTINUA

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