Il Ladakh, tutto da scoprire!

in viaggio con Mario Dotti in India

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Il Ladakh, tutto da scoprire!

Nell'India settentrionale lo Stato del Jammu-Kashmir è una regione caratterizzata da una grande varietà di popoli e da una morfologia del territorio altrettanto differenziata.
Nel sud, Jammu è una zona di transizione che va dalle pianure indiane sino all'Himalaya.
Il Kashmir è invece un'ampia valle himalayana che si estende al nord dello Stato, dove la religione predominante è quella mussulmana.
Infine, a nord-est è localizzata la regione del remoto altipiano tibetano, conosciuita con il nome di Ladakh, dove predomina la cultura buddista e tibetana.
Questa regione dell'India conta circa 8 milioni di abitanti distribuiti su una superficie di 222.236 kmq (circa 2/3 dell'Italia). La capitale è Srinagar, una città di circa un milione di abitanti, che si specchia nelle acque del Lago Dal e sorge sulle rive del fiume Jhelum.

"Di tutte le contrade del Tibet occidentale, Spiti è quella che più mi ha interessato. Per varie ragioni ma sopattutto perché fu il tramite della diffusione del Buddhismo dall'India nel "paese delle nevi" come i tibetani chiamano poeticamente il proprio Paese. E poi perché i suoi monasteri restano fino ad oggi in molta parte inaccessibili o malamente noti".
E' una citazione di Giuseppe Tucci, considerato il più grande orientalista italiano del Novecento e uno fra i massimi tibetologi a livello internazionale. Nacque a Macerata il 5 giugno 1894 e morì il 5 aprile 1984.
Una decina d'anni fa rimasi colpito proprio da un documentario televisivo sulla vita e sulle esplorazioni di Giuseppe Tucci: così è maturata l'idea di un trekking nel Ladakh, ma soprattutto nella Spiti Valley. All'epoca la situazione militare nel Kashmir era molto tesa, con conseguenti rischi, ma finalmente quest'anno abbiamo avuto l'opportunità di recarci in queste regioni.Dopo un'interminabile guerra, finalmente apre le sue porte una terra meravigliosaNel mese di giugno 2005 ci siamo ritrovati in otto catapulati all'aeroporto di Delhi (con una temperatura di 45 gradi e umidità al 70%), dove ci attendevano ancora 15 ore di minibus per raggiungere Manali, una ridente cittadina di montagna posta a 2600 metri!
Durante la meritata giornata di relax, incontriamo il responsabile della Himalayan Saga, vero professionista nell'organizzare trekking, che ci affida alle nostre guide di montagna. L'appuntamento è al mattino del giorno successivo.
Alle prime ore dell'alba lasciata Manali, tra una serie di curve e tornanti, arriviamo alla ragguadevole altezza di 4000 metri, al Rothang Pass, dove ci si ferma per una coda di diversi chilometri. Naturalmente tutti vogliono passare, ma il passo è ostruito da un'enorme slavina che i militari cercano di liberare con le ruspe, con il risultato di perdere oltre quattro ore sulla tabella di marcia.
Pensavamo che tutto sarebbe filato liscio: illusione! Ci portano la notizia che non si può proseguire per la Spiti Valley a causa di un'ennesima slavina e dobbiamo trasbordare per raggiungere altre jeep che dovrebbero trovarsi dalla parte opposta. Affrontiamo alcune ore di marcia dopo avere reclutato alcuni portatori che trasportano il nostro bagaglio, attraversando frane, neve e fango.
Alle fine, in un prato tra rocce e morene di ghiacciaio troviamo una bellissima sorpresa: il primo campo (quello che avremmo dovuto fare nella Spiti Valley), dove ci comunicano che le jeep arriveranno l'indomani. Dèi permettendo…
Ma gli Dèi non sono propizi e solo a mezzogiorno ci possiamo di nuovo "imbarcare" dopo avere camminato per alcune ore. Le jeep ci portano fino ai 4500 metri del Kunzum Pass e finalmene entriamo nella mitica Spiti Valley.
Passeremo otto giorni a quote superiori ai 4000 metri, un'esperienza impegnativa anche per il nostro fisico, con alcuni disturbi tipici dell'alta quota.
Il programma del nostro trekking sarà così in parte modificato, senza nulla togliere al fascino del viaggio in questa valle poco frequentata, dove abbiamo visitato alcuni tra i villaggi abitati più alti del mondo, con i loro monasteri buddhisti non ancora contaminati dal turismo di massa.
Usciti dalla Spiti Valley, ci digiamo verso Leh, capoluogo della provincia del Ladakh, attraverso alcuni passi rotabili tra cui il Tanglangla Pass, con 5300 metri il secondo del mondo per altezza.
Le strade sono molto diverse dalle nostre: niente di paragonabile alla peggiore sterrata delle nostre montagne. Il viaggio diventa un'avventura e quando le ruote delle jeep sfiorano i bordi dei numerosi burroni l'adrenalina sale alle stelle.
Leh è una ridente cittadina situata su un altopiano a 3650 metri, punto strategico militare della contesa tra i Kashmiri e l'India. La cittadina è sovrastata dal suo magnifico Gompa (monastero tibetano del XVI secolo) che è una versione in miniatura del Potala di Lhasa in Tibet. Attualmente si trova in stato di abbandono e le guerre tra il Ladakh e il Kashmir, avvenute nel secolo scorso, hanno lasciato gravi danni sull'edificio, ora in fase di restauro.
Leh è un turbinio di gente di tutte le razze, di rumori, suoni e odori, con centinaia di negozietti ove si può acquistare di tutto e tantissimi ristorantini posti sulle terrazze. E' facile restarne storditi, soprattutto per un viaggiatore proveniente dalla Spiti Valley, ove la pace dei suoi monasteri rilassa l'animo.
Dopo due giorni di relax (si fa per dire…), ripartiamo alla volta di Srinagar, capitale del Jammu-Kashmir, che si specchia nelle acque del Lago Dal e sorge sulle rive del fiume Jhelum: è il nucleo al quale si irradiano i collegamenti per la valle, nonché punto di partenza per viaggi nel Ladakh.
Srinagar è una città affollata e pittoresca, immersa in un'atmosfera tipicamente centro-asiatica, eppure i suoi abitanti sembrano distinguersi da quelli del resto dell'India, tanto che le vie che portano a sud vengono sempre indicate come "quelle che riportano in India".
Come tutte le città asiatiche, Srinagar è rumorosa e non offre grandi opportunità di fuga dal chiasso e dalla confusione, se non fosse per le Houseboats dove si respira un'aria incredibilmente rilassante. Queste case galleggianti sono un'eredità del passato colonialismo inglese: i Kashmiri infatti non volevano cedere i loro terreni agli inglesi e questi ultimi, senza perdersi d'animo, costruirono le Houseboats sul Lago Dal. In seguito gli stessi Kashmiri le hanno sfruttate come alberghi per ospitare i turisti.
Esperienza indimenticabile è assaporare un giro sul Lago in shikara (simile alle nostre gondole); qui in una mollezza "sibaritica" ci ritornano in mente tanti momenti di questo viaggio-trekking svoltosi nelle remote valli del Ladakh, in compagnia di amici meravigliosi.

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