Corsica: sette spiagge in sette giorni!

in viaggio con margetta in Francia

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Corsica: sette spiagge in sette giorni!

L'isola a noi più vicina non tradisce maiFinalmente dopo un anno di duro lavoro arrivano le vacanze! Si parte il venerdi mattina da Genova con il traghetto. La città vista dal mare è come sempre affascinante e approfittiamo della bella giornata per prendere già un po’ di sole sul ponte. Dopo 5 ore e mezzo di navigazione eccola… la Corsica!
Attracchiamo a Bastia e ci fiondiamo in albergo, stanchissimi per la levataccia del mattino (sveglia alle ore 5 e mezzo… sigh!) ma soprattutto per i mesi di lavoro che abbiamo sulla schiena che ci hanno ridotti gobbi peggio di Quasimodo!
Dopo un paio d’ore di riposo ci trasciniamo in una spiaggetta vicino all’albergo, dove troviamo sul fondale tante belle pietrone che sollazzano le piante dei nostri piedini… ma eravamo troppo stanchi per spingerci oltre! Un’altra dormita sotto al sole poi lo stomaco inizia a farsi sentire cantando l’aida… è ora di cena!
Andiamo in centro a Bastia e ci avviamo verso la zona del porticciolo, dove una coppia di amici che ha gia visitato la zona conosceva un ristorantino caratteristico che però purtroppo era chiuso, cosi perlustriamo la zona alla ricerca di un altro posto dove sfamarci e, aggirandoci come dei lupacchiotti famelici, troviamo un turista italiano che probabilmente ci aveva scambiati per i figli segreti di Onassis, Hilton & C, in quanto ci ha indicato un ottimo ristorante dove, a suo parere, non si spendeva molto… cena ottima anche se non abbondante, su una terrazza affacciata sul mare, ma, al momento del conto da saldare, dopo che il titolare ha rifiutato la nostra offerta di lavare i piatti e dopo avere sfoderato le carte di credito, ringraziamo sentitamente il simpatico personaggio che ce lo ha indicato. Con le tasche tanto vuote che si poteva sentire l’eco, ci avviamo verso l’albergo e concludiamo cosi la nostra prima giornata di ferie.

2° giorno
Lasciamo l’albergo e ci dirigiamo verso Porto Vecchio, dove abbiamo affittato una casa all’interno di un residence. Percorriamo tutta la costa orientale sulla strada statale (non esistono autostrade in Corsica) e dopo 3 ore, durante le quali abbiamo perso svariate volte parte della carovana (eravamo 3 macchine) e abbiamo rischiato di fare un sandwich con tutte le nostre macchine a causa di un vecchietto che procedeva dietro di noi al quale hanno pensato bene di non funzionare i freni della caffettiera che guidava, arriviamo al residence e… sorpresa! Lo troviamo chiuso da un cancello e, nonostante avessimo suonato talmente tanto il campanello che per i prossimi 20 anni troveranno le nostre impronte digitali sul pulsante, non otteniamo risposta; allora un componente del gruppo sfodera le sue doti di free-climber e scavalca, andando a cercare la reception che però scopriamo essere chiusa all’ora di pranzo! Rintracciamo la responsabile che gentilmente ci fa lasciare le valigie e ci prepara la casa, cosi noi possiamo iniziare il nostro tour delle spiagge.
Decidiamo di andare alla Palombaggia in quanto è la più vicina e quando sento la sabbia fine e calda sotto i piedi e vedo l’acqua cristallina inizio a rilassarmi, ha inizio la vacanza vera e propria! Purtroppo il tempo non è dalla nostra ed il cielo resta grigio tutto il pomeriggio e capiamo di essere stati contagiati dalla sindrome di Fantozzi… le nuvole ci perseguitano. Ma noi non ci lasciamo scoraggiare e ci dedichiamo all’esplorazione della spiaggia che scopriamo non essere una sola ma essere tutto un susseguirsi di piccole spiagge intervallate da scogli di roccia rossa. Vi consiglio di non fermarvi alla prima spiaggia a cui vi conduce il parcheggio, procedendo un po’ oltre ci sono calette con pochissima gente e molto tranquille, riparate da una folta pineta. Da notare il costo proibitivo degli ombrelloni con lettino… ben 30€ la coppia; noi, da buoni genovesi, ancoriamo i nostri ombrelloni e ci sistemiamo sui nostri asciugamani che sono piaciuti cosi tanto al Sig. Vento che se li voleva portare via con sé! Molto carino invece il bar di quello stabilimento arredato in stile coloniale che propone dei piattini da leccarsi i baffi e degli ottimi aperitivi. Notiamo che in questo stabilimento affittano gli acquascooter. Cosi decidiamo di ritornare nei giorni a venire per tirare fuori il piccolo Valentino Rossi che è nascosto dentro ognuno di noi.

3° giorno
Oggi decidiamo di visitare Santa Giulia, e dopo avere fatto la colazione dei campioni a base di baguette, croissant e Nutella ci mettiamo in viaggio.
Cosa molto positiva di questa vacanza è che ogni spiaggia è dotata di un megaparcheggio veramente economico il cui costo si aggira sui 3.50/4 € per tutta la giornata (notare che da noi in Liguria a Spotorno arrivano a chiedere 10€ al giorno per parcheggiare) cosi non dobbiamo spremere le meningi per trovare un minuscolo parcheggino dove sistemarci.
Dopo avere percorso un sentiero sterrato rimaniamo folgorati dal paesaggio che si prospetta ai nostri occhi: un mare dalle mille sfumature blu costellato da gruppetti di scogli lisci che sembrano di granito e una distesa di sabbia bianca: è Santa Giulia! La spiaggia è contornata da una pineta che offre riparo a coloro che vogliono restare bianchi come Morticia Addams ma io, che sono partita con l’intento di trasformarmi nella sorellina segreta di Kunta Kinte e sembrare un piccolo cioccolatino, mi schiero con il mio asciugamano per giocare a fare la piccola lucertola al sole, ma l’acqua era troppo invitante cosi buona parte della giornata viene passata a mollo, tra snorkeling (se esplorate gli scogli che ci sono un po’ al largo potrete vedere dei pesciolini bellissimi, ma niente in confronto a quanto ho visto nei giorni a seguire), l’esecuzione di veri e propri book fotografici (mi sentivo tanto Laetitia Casta!) e giochi in acqua che, unica pecca, resta bassa per molti metri e per fare una nuotata degna di questo nome bisogna camminare parecchio.
Questa stupenda giornata ha visto però la dipartita del nostro ombrellone… Vista la delicata brezzolina che soffiava (più simile alla Bora di Trieste in verità!) abbiamo deciso di riporlo nel cassonetto della spazzatura con non poco rimpianto. Verso le 18, quando il sole comincia ad essere meno forte ci mettiamo in cammino per la nostra “passeggiata di salute” pomeridiana; raggiungiamo l’estremità opposta della spiaggia e contiamo un numero folle di granchi e granchietti che passeggiavano allegramente sulla battigia, e scopriamo anche qui un angolo di baia incantevole. Rientriamo dalla nostra passeggiata che sono quasi le 20, un ultimo bagno spettacolare poi tutti a cena a Porto Vecchio.
Porto Vecchio è carina per le stradine ripide e ricche di negozietti ma purtroppo la sera dopo una certa ora chiude tutto e si è costretti ad andare tutti a nanna. Troviamo un ristorantino italiano che propone menu di pesce al prezzo fisso di 19€, che però sale a seconda di quello che si beve, vi consiglio di chiedere l’acqua in caraffa perché l’acqua in bottiglia ha dei costi proibitivi (addirittura una bottiglia al ristorante costa 5 €!) ed è buona comunque pur essendo del rubinetto. Dopo la nostra cenetta a base di cozze, zuppa di pesce e fritto misto ce ne torniamo alla nostra casetta dove, prima di andare a nanna, facciamo ancora uno spuntino a base di pane e nutella.

4° giorno
Oggi sveglia presto e colazione sempre a base di nutella (si si, vogliamo diventare tutti ciccia e brufoli!) nella nostra splendida veranda; carichi come delle sveglie per tutta la cioccolata che abbiamo ingurgitato percorriamo la strada tortuosa che conduce alla spiaggia della Rondinara. Questa strada è molto stretta e non ci sono guard-rail, per cui… occhio alle curve!
Scendiamo in spiaggia e rimaniamo colpiti da questo posto, una baia perfettamente rotonda quasi completamente chiusa tranne per una piccola apertura che la separa dal mare aperto con un alternarsi di rocce e sabbia. Anche qui acqua cristallina, se possibile ancora più blu di quella di Santa Giulia e tantissime barche attraccate, oltre a splendide villette arrampicate sulla collina a picco sul mare (forse di proprietà dell’italiano che ci ha consigliato il ristorante economico a Bastia?) e sabbia bianca ma… un vento allucinante! Gli ombrelloni sono volati in un attimo ma noi non ci siamo persi d’animo e sfoderando il mio francese degno di Totò (molti corsi capiscono l’italiano ma fanno finta di nulla… Simpatici!) chiedo quanto costa affittare lettino ed ombrellone (ma mica un ombrellone normale, bensì uno di quelli fighissimi di paglia che fanno tanto Seychelles!) Sorpresa delle sorprese solo 7€ a testa a differenza di Palombaggia dove ce ne hanno chiesti 30, cosi decidiamo per sistemarci lì. La comodità di quei lettini è fatale e tutti cadiamo in coma profondo per un paio d’ore.
Al nostro risveglio decidiamo di provare ad immergerci un po’ con la maschera, ma il risultato non è molto soddisfacente, diciamo che questa spiaggia è più bella sopra l’acqua che sotto, in quanto il fondale è tutto di sabbia e non ci sono molti pesci! La nostra giornata prosegue cosi tra partite a pallone e nuotate chilometriche, oltre al consueto book fotografico fatto durante la passeggiata di salute. Anche in questo posto non fermatevi alla prima spiaggia e proseguite nel cammino, basta percorrere un sentiero che sale un po’ sulla collina in mezzo ai pini (occhio a non scivolare, tra un po’ faccio una capriola che Nurejev mi fa un baffo!)
Verso le 17.30 ci schieriamo al bar della spiaggia, un carinissimo gazebo in mezzo agli alberi con la vista sul blu assoluto e facciamo merenda… fanno crepes con ogni ben di Dio e noi ovviamente ne approfittiamo (non dimenticate che il nostro obbiettivo era diventare tutti ciccia e brufoli!) poi alle 18 veniamo sbattuti fuori dal proprietario dello stabilimento balneare perché doveva chiudere… praticamente ci ha sfilato i lettini da sotto il sedere, ecco scoperto l’arcano del prezzo così basso!

5° giorno
Oggi ci dedichiamo allo snorkeling. Oltrepassiamo Bonifacio ed arriviamo a Cala Longa, spiaggia espressamente indicata per gli appassionati di questo sport. Per arrivarci c’è un bel discesone di sterrato, quindi scarpe da ginnastica mi raccomando, non fate come la sottoscritta che si è presentata con le infradito che l’hanno abbandonata a metà percorso… me povera e tapina ho dovuto procedere scalza!
Ci immergiamo subito, rischiando il coccolone immediato (l’acqua ha una temperatura polare!) ma quello che vediamo sott’acqua non ha uguali! Branchi di pesci colorati, meduse, polpi, stelle marine, orecchie di venere oltre a una miriade di ricci… l’immersione dura un’ora e mezzo ma viene brutalmente interrotta per prestare soccorso a un amico che ha pensato di fare una passeggiata sulla summenzionata distesa di ricci. Dopo un’operazione chirurgica svolta da una equipe da fare invidia ad ER (un grazie enorme alla signora del casottino che ci ha fornito l’ammoniaca per fare fuoriuscire le spine dal piede!) si ritorna in acqua e si continua la scoperta di questo mondo subacqueo. Lato positivo di questa spiaggia è che i pesci sono molto vicini a riva e quindi è adatta anche a chi come me non ha molta confidenza con i fondali alti.
Vista da fuori questa spiaggia non è un granchè, la sabbia è fine ma giallastra e intorno è molto rocciosa per cui se non siete appassionati di snorkeling non ve la consiglio, ma se intendete andarci portatevi da bere e da mangiare perché non c’è nessun punto di ristoro a parte un casottino non molto rifornito.
Al ritorno ci fermiamo a Bonifacio per prenotare la gita per il giorno successivo (andremo con la barca a fare visita all’Isola di Lavezzi e successivamente il giro turistico di Cavallo e delle grotte incastonate nelle falesie) e ne approfittiamo per visitare il paese. Ne vale veramente la pena e decidiamo di ritornare dopo cena per gironzolare con un po’ più di tranquillità e comprare i primi souvenir (anche se di tipico corso oltre al mirto non c’è molto).
Bonifacio la sera è molto caratteristica, con i negozietti sia nella zona del porto che nei vicoletti che salgono verso il paese antico, i ristorantini con i déhors fuori e soprattutto il panorama che si gode dall’alto della scogliera ma… che vento! Abbandonata la nuvoletta di Fantozzi del primo giorno abbiamo capito che ci porteremo dietro il Sig. Vento fino al nostro rientro a Genova.

6° giorno
Oggi decidiamo di affittare gli acquascooter e torniamo alla spiaggia di Palombaggia, ma anche oggi il mare è molto mosso e gli acquascooter non escono, cosi la giornata passa giocando a beach volley (unica spiaggia attrezzata per questo sport tra quelle da noi visitate) e correndo da una parte all’altra della spiaggia per recuperare asciugamani e ombrelloni che volavano a destra e sinistra (il mio asciugamano ha pensato bene di volare in acqua… Io contenta da matti!) Stremati dal vento e dalla tempesta di sabbia decidiamo di passare il resto della giornata in piscina.

7° giorno
Ed eccoci pronti per la partenza con il battellino! Tutti entusiasti partiamo per la nostra gita all’isola (non sapendo quello a cui andavamo incontro) e rimaniamo affascinati dalla vista che si gode dalla barca. Le scogliere sono spettacolari, altissime e tutte erose dal vento e dal mare e caratterizzate da striature orizzontali. Man mano che ci allontaniamo dalla costa vediamo queste scogliere che assumono forme sempre più strane, vediamo il mare che diventa sempre più blu e il paese arroccato in cima allo strapiombo… fantastico! Talmente fantastico che non ci accorgiamo neanche che il mare si agita sempre più ed il nostro battellino inizia a rollare che lo stomaco di alcuni non regge… e lo spettacolo li non è piacevole!
Intravediamo i primi scoglietti e capiamo che il peggio è passato… siamo arrivati! L’isola è uno splendido fondersi di questi scogli grigio chiaro, certi aguzzi certi arrotondati, con il blu del mare e con il verde della sterpaglia che vi cresce. Purtroppo quel giorno c’è un invasione di meduse e il versante dell’isola che dava sul mare aperto era infestato da questi simpatici esserini, cosi abbiamo dovuto ripiegare su una caletta nell’altro versante. Anche qui l’acqua è ghiacciata e, visto che sull’isola non c’è in dotazione un microonde per scongelare le estremità, decido di non immergermi (se possibile l’acqua era ancora più fredda del giorno prima…), i miei amici che si sono immersi mi hanno raccontato di pesci veramente incredibili, cosi penso che la prossima volta verrò con una muta (ma non ci sarà una prossima volta… come si leggerà più avanti) e mi limito a raccogliere le conchigliette sulla spiaggia, ne ho trovato un miliardo!
Dopo pranzo (anche qui munitevi di viveri perché sull’isola c’è solo il cimitero che ricorda i morti di un naufragio (triste presagio?), il faro e la casetta del guardiano del faro) ci prepariamo per cambiare caletta e per fare un giretto dell’isola. Esplorare quest’isola è bellissimo perché sembra di fare trekking sul mare… salire e scendere dalle rocce cosi a picco sul blu è stupendo! Ma il tempo non regge e il vento aumenta, insomma si mette a piovere ed il mare si alza.
Dopo un’oretta di pioggia, che ci ha reso bagnati come dei pulcini, decidiamo di avviarci verso gli imbarchi per ritornare mestamente a Bonifacio e saliamo sulla barca. Lì è iniziata la nostra preoccupazione perché le persone che sbarcavano avevano tutte un colorito verdognolo che non indicavano niente di buono… chiediamo com’era il mare e ci rispondono “mah, non molto mosso” ma appena preso il largo capiamo che era solo un modo per non allarmarci… il mare era grigio come il cielo, il vento sempre più forte e le onde erano alte 4/5 metri! Il panico è salito ancora quando, una volta entrati in mare aperto e superata l’isola di Cavallo (bella eh, ma se devo dire la verità ero tanto concentrata a non farmela sotto dalla paura che non ricordo quasi nulla) il conducente del battello dice che dobbiamo chiudere fotocamere, videocamere & C. negli zaini perché si sarebbe ballato un po’. Nella mia testolina ho pensato “E’ impossibile ballare più di così!” invece era possibile! Onde che si chiudevano sulla prua, che imbarcavano il traghetto di lato, che facevano entrare l’acqua anche nella parte chiusa… un incubo!
Dopo un’ora e mezzo di navigazione in questo modo attracchiamo a Bonifacio e baciamo la terra. Successivamente abbiamo scoperto che il vento soffiava a 100 km/h e a 120 viene considerato tempesta… pensando al rischio che abbiamo corso andiamo a fare le nostre rimostranze ai responsabili della compagnia di navigazione, i quali ci propongono una gita gratis per il giorno dopo (coscienza sporca per non avere consultato il bollettino dei naviganti?) alla quale rispondiamo in coro “NO GRAZIE!”.
Dopo esserci ripresi dallo choc mangiando una bella crepe alla nutella, torniamo a casa e la nostra giornata finisce con una bella bottigliona di mirto ghiacciato che ci siamo scolati fino all’ultima goccia.

8° giorno
Ultimo giorno prima della partenza: decidiamo di passare l’intera giornata in totale relax ritornando alla baia della Rondinara, il posto che ci è piaciuto più di tutti in assoluto, senza sfidare ulteriormente la sorte, visto quello che abbiamo scampato il giorno prima. Affittiamo di nuovo le comodissime sdraio e passiamo la giornata cercando di imprimere nelle nostre memorie ogni più piccolo particolare di questo posto incantevole… la sua acqua trasparente, la sabbia bianca che riflette il bagliore del sole, la tranquillità che regna (altro particolare delle spiagge corse: c’è pochissima gente pur essendo ormai il 9 di agosto!) e che da noi in Liguria possiamo solo sognare, impegnati come siamo a giocare a Tetris per sistemare gli asciugamani ad incastro con quelli degli altri bagnanti e a trovare un modo per zittire definitivamente il vicino ciarlone o il patito della musica ad ogni costo.
La sera decidiamo di trattarci bene e scegliamo di andare al ristorante per concederci una cena a base di pesce. Andiamo a Bonifacio e troviamo un ristorante caratteristico, costruito nelle fondamenta di un palazzo antico e quindi caratterizzato dai muri con mattoni a vista, dai pavimenti in ardesia e dalle finestrelle piccole. Li assaggiamo una delizia delle delizie: i gambas croquè. Sono gamberi e scampi cotti in maniera particolare ed insaporiti con delle erbe che rendono il tutto croccante e saporito, serviti come di consueto con il tortino di riso che accompagna ogni cosa e una salsina per insaporire ulteriormente.
Fine della cena con il classico mirto e passeggiata digestiva per i vicoli di Bonifacio, percorrendo i quali si sente il profumo del mare portato dal vento incessante… la vacanza è proprio finita purtroppo!

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