Annecy e dintorni: che bella sorpresa!

in viaggio con Barrbara_css in Francia

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Annecy e dintorni: che bella sorpresa!

L’idea di andare ad Annecy l’avevamo in testa da tempo, ma sembrava che fino all’autunno non si sarebbe presentata l’occasione, anche in vista dell’imminente viaggio di agosto. La curiosità e la voglia di partire, però, hanno avuto il sopravvento e così abbiamo organizzato in fretta e furia questo weekend in Alta Savoia. Un soggiorno piacevolissimo, che ci ha “costretti” a lasciare un altro pezzetto di cuore nella nostra amata Francia.Come trascorrere un piacevole weekend in un incantevole angolo di Alta SavoiaSabato 21 luglio 2007
La partenza è prevista di buon’ora, attorno alle ore 7, e come da programma raggiungiamo Annecy in circa tre ore e mezza, senza intoppi di alcun genere.
Seguiamo le indicazioni per il centro città/città vecchia e lasciamo l’auto in uno dei tanti parcheggi sotterranei. Annecy è alquanto trafficata ed i parcheggi che abbiamo visto noi esclusivamente a pagamento, per cui decidiamo di non perdere tempo a cercare una sistemazione diversa.
La scelta del parcheggio, casuale in realtà, si rivela azzecata, visto che, non appena in superficie, ci troviamo di fronte l’incantevole lungofiume (quai de l’Evêché, che poi diventa quai de l’Ile).
Più o meno a metà della via, ci immettiamo in uno stretto passaggio sulla nostra sinistra che ci porta nella via parallela, rue Jean Jacques Rousseau, sulla quale si affacciano l’Ancien Evêché e la cinquecentesca Cathédrale St. Pierre.
Dalla cattedrale, ci muoviamo verso rue Carnot, affollatissima via piena di negozi, oggi più affollata del solito visto che è in corso una sorta di mercato.
Siccome ci siamo spinti fuori dal centro storico, decidiamo di ritornare indietro, verso il lago. Dopo una veloce crêpe, quindi, imbocchiamo il trafficato quai Eustache Chappuis e ci ritroviamo sul fresco ed ombreggiato quai Jules Philippe, che costeggia il Canal du Vassé, approdo di tante piccoli imbarcazioni locali.
Passeggiando lungo il quai arriviamo al Pont des Amours, un semplice ponte di ferro risalente all’inizio del 900 che collega il Champ de Mars, un grande giardino pubblico che degrada verso il lago fino a diventare una sorta di spiaggia e sul quale si affaccia l’imponente Imperial Palace, con i Jardins de l’Europe, un’oasi di verde con fiori a profusione presa d’assalto dai turisti e dalla gente del posto, placidamente “accampati” sotto i numerosi alberi. Di fronte a noi, il lago punteggiato di pedalò.
Percorso tutto il quai Napoléon III, punto di partenza delle navi turistiche che fanno il giro del lago, arriviamo al Pont de la Halle e al canale Le Thiou, famoso per le sue chiuse per la deviazione ed il controllo delle acque.
Ci troviamo finalmente di fronte al Palais de l’Ile, antico edificio fortificato del XII secolo inizialmente concepito come dimora signorile e divenuto col passare dei secoli sede delle prigioni cittadine (oggi adibito a museo), quasi sicuramente il monumento più fotografato dai turisti, che in pratica sono tutti appostati qui ad immortalarlo.
Dal Palais de l’Ile imbocchiamo una stradina laterale e ci lasciamo inglobare nella brulicante Rue de l’Ile, che più avanti diventerà Rue Sainte Claire, una bella passeggiata pedonale fiancheggiata da superbe case a graticcio.
Arriviamo fino alla fine della via, delimitata dalla Porte Sainte Claire, e da qui ci inerpichiamo su una ripida salita. Lasciatoci alle spalle il brusìo della via pedonale, ci ritroviamo nel silenzio quasi irreale della piazza che si apre davanti allo Château.
Il castello di Annecy, costruito tra il XII e il XVI secolo, oggi è un museo che ospita mostre temporanee e permanenti, nonché l’Osservatorio Regionale dei Laghi Alpini. L’ingresso è a pagamento e sono previste numerose riduzioni. Io pago solo 1,80 € (ingresso ridotto fino a 25 anni), mentre Alessio entra gratis, poiché studente d’architettura.
Il castello, in realtà, è più bello fuori che dentro e purtroppo la vista su Annecy non è particolarmente esaltante, quindi, data una rapida occhiata alle mostre, ritorniamo sul lungofiume.
Attorno alle 18 decidiamo di spostarci a Saint Joriotz, dove alloggeremo questa notte.
Il b&b è davvero delizioso e la proprietaria molto gentile e simpatica. Constatiamo con piacere che la nostra camera è identica alla foto del sito internet e in più scopriamo di avere a nostra disposizione anche un mini salottino che collega camera e bagno.
Ritorneremo ad Annecy per la cena, dopo aver aspettato la fine di un bel temporale estivo che rinfrescherà (fin troppo!) l’aria.
Ceniamo in uno dei tanti ristoranti della città vecchia, c’è davvero l’imbarazzo della scelta, e poi passeggiamo nel reticolo di viuzze che in poche ore abbiamo imparato a conoscere bene, nell’attesa che faccia sufficientemente buio per una serie di foto notturne.

Domenica 22 luglio 2007
Dopo un risveglio di soprassalto (la sveglia del mio cellulare ha pensato bene di non suonare, meno male che Ale si è svegliato alle 8!), ci aspetta una ricca colazione in compagnia di una simpaticissima coppia tedesca che è qui a trascorrere una settimana di totale relax.
Caricata la roba in macchina e saldato il conto, ritorniamo in direzione di Annecy.
Dedicheremo la giornata di oggi ad un giro completo del lago, che è dimensioni alquanto contenute (il perimetro del lago misura in totale 32 km). Prima tappa della giornata: le Gorges du Fier a Lovagny (ingresso 4,70 €).
La visita delle gole, scavate nel corso dei secoli dalle acque del fiume Fier, si sviluppa lungo un percorso prestabilito, passando su una passerella fissata alla roccia a 20-30 m d’altezza, forse un’esperienza poco raccomandabile a chi soffre di vertigini!
Il percorso, lungo circa 250 metri, permette di osservare le meraviglie di quest’opera della natura, scoprendo rocce perfettamente levigate e seguendo il corso del fiume in costante movimento.
Poco oltre l’inizio del percorso, una scala numerata permette di farsi un’idea sulla dimensione delle piene verificatesi nel corso degli anni, dalla più importante per portata d’acqua a quella più recente.
Alla fine della passerella, alcuni gradini permettono di accedere ad un punto panoramico nel verde di un piccolo bosco (e sulla terraferma, finalmente!).
Per uscire dalle gole bisogna rifare il percorso in senso inverso. All’uscita, oltre all’immancabile negozietto di souvenirs, è stata allestita una piccola mostra che, con foto davvero impressionanti, testimonia gli effetti della piena del 1990, l’ultima in ordine di tempo.
A pochi minuti dalla Gorges, sempre a Lovagny, si trova il Castello di Montrottier. Fortezza medievale a pianta pentagonale costruita tra il XIII e il XI secolo, ristrutturata nel Novecento, l’abbiamo vista da fuori perché aperta al pubblico nel pomeriggio (al mattino è visitabile solo su appuntamento).
Lasciato il castello di Montrottier, ritorniamo verso Annecy e ci spostiamo sulla rive gauche (la riva sinistra) per raggiungere il celebre Castello di Menthon, a Menthon St-Bernard.
Nonostante le mie proteste, abbiamo visto anche questo castello solo da fuori, facendo un giro nel piccolo giardino (ingresso ai giardini 1,00 €; ingresso ai giardini e al castello 7,00 €).
Dopo la veloce visita al castello, riprendiamo la nostra strada lungo il lago in direzione sud, facendo tappa nel grazioso paesino di Veyrier-du-lac, addossato alle pendici del Monte Veyrier e dal quale è garantita una bella vista sul lago.
Dopo la sosta a Veyrier, continuiamo il nostro giro passando in rassegna una serie di piccole località balneari prese d’assalto dai bagnanti che si sono accaparrati tutti gli spazi disponibili sulle spiaggette e sui prati del lago.
L’ennesima sosta la facciamo a Duingt, quando i morsi della fame cominciano a farsi sentire e attratti da una specie di castello posto in riva al lago. Il castello è molto grazioso, ma purtroppo è una proprietà privata non aperta al pubblico.
Il passaggio per Saint Joriotz, il nostro punto di partenza, segna la fine del giro.
Dopo esserci avventurati senza una meta precisa per stradine sempre più in salita che ci hanno regalato vedute panoramiche del lago davvero suggestive, decidiamo di ritornare ad Annecy. Sono solo le 18 e, visto che abbiamo programmato di ripartire intorno alle 20, ne approfittiamo per un ultimo giro nella città vecchia.
Alle 20 non ci sono più scuse che reggano, è proprio ora di tornare a casa. Come all’andata, il viaggio procederà regolare e, quasi fossimo alla fine di una favola, ci ritroviamo a casa quasi allo scoccare della mezzanotte!Un buon sito internet per la ricerca dell’alloggio è quello che raggruppa gli uffici del turismo delle località del Lago di Annecy, ben fatto e che permette di effettuare ricerche secondo vari criteri (tipo di struttura, servizi offerti, posizione, ecc.).
La zona del Lago di Annecy è molto turistica, quindi offre una vasta gamma di alloggi che soddisfano tutti i gusti e tutte le tasche. In generale, alloggiare ad Annecy città risulta poco conveniente. Anche gli alloggi di media/bassa categoria, in base alle ricerche che ho effettuato, ma anche secondo i pareri trovati in internet, sembrano poco abbordabili, o perlomeno sbilanciati nel rapporto qualità/prezzo. Al contrario, al di fuori della città le strutture a prezzi ragionevoli abbondano. Noi ci siamo affidati alla consolidata formula delle chambres d’hôtes, scegliendone una a Saint Joriotz, cittadina ad una decina di km dal centro di Annecy.Credo che la macchina sia il mezzo migliore per spostarsi in libertà nei dintorni del Lago di Annecy.
Noi abbiamo raggiunto la città di Annecy con l’autostrada A5 (Torino-Aosta-Courmayeur), passando per il traforo del Monte Bianco (40,30 € per il biglietto andata/ritorno, valido sette giorni. Costo della tratta semplice: € 32,30) e proseguendo lungo l’autostrada e la superstrada d’oltralpe in direzione della città. Annecy è in ogni caso raggiungibile in treno (Milano – Ginevra o Chambéry, poi da qui Annecy) e in aereo (l’aeroporto più vicino è quello di Ginevra).

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