San Gimignano, il sogno medioevale

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San Gimignano, il sogno medioevale

A chi viene da lontano subito il borgo sembra scivolato, di soppiatto come da una porta, nella campagna (WALTER BENJAMIN, Berlino 1892 - Port Bou 1940)
... seguire l'onda delle verdi colline fino a San Gimignano, quasi castello del Graal… (RUDOLF BORCHARDT, Königsberg 1877 - 1945)

Un freddo sabato di gennaio decidiamo di trascorrere la giornata a San Gimignano, noto caratteristico paese medievale toscano dalle numerose torri, nonchè patrimonio mondiale dell'Unesco. Da qualunque luogo si arrivi, San Gimignano svetta sulla collina, alta 334 metri, con le sue numerose torri. Ancor oggi se ne contano tredici. Si dice che nel Trecento ve ne fossero settantadue, pari ai nuclei delle famiglie benestanti, le uniche che potevano mostrare, attraverso la costruzione di una torre, il proprio potere economico.

Cenni storici
Il paese, ben protetto dalle mura e visitabile solamente a piedi (fuori dalle mura ci sono molti parcheggi), nasce come piccolo villaggio etrusco.
La leggenda vuole che la fondazione di San Gimignano si perda nella notte dei tempi. Si racconta che i due fratelli Muzio e Silvio, giovani patrizi romani fuggitivi come complici della congiura di Catilina, nel 63 avanti Cristo, si fossero rifugiati in Valdelsa e vi avessero costruito due castelli: quello di Mucchio e quello di Silvia, il primo nome, quest'ultimo, della futura San Gimignano. Il nome poteva però derivare anche dalla selva, silva per i latini, che circondava questi luoghi.
Intorno al X secolo d.C. la denominazione del borgo divenne San Gimignano, dal nome di un vescovo modenese vissuto nel V secolo. Durante le scorribande dei barbari, il Santo, invocato, salvò la città dalla minaccia di Totila apparendo miracolosamente sulle mura. Dal quel giorno gli abitanti di Silvia decisero, per gratitudine e per ingraziarsi in eterno la protezione del santo, di cambiare il nome della città in San Gimignano.
Lo sviluppo di San Gimignano avvenne nel Basso Medioevo, quando si trovò in una situazione geografica strategica. La città, delimitata dalla prima cerchia di mura e sorta a cavallo della variante collinare della via Francigena, diventò uno dei principali luoghi di sosta per tutti i viandanti.
La città raggiunse il massimo splendore quando divenne libero comune, XIII secolo, per poi sottomettersi a Firenze.

Uno splendido manifesto della bellezza italiana nel mondoEntrati nel borgo, la via San Giovanni piena di negozi caratteristici gastronomici ci accompagna fino al Duomo, o Chiesa Collegiata, risalente al XII secolo, che ospita affreschi della scuola senese e fiorentina.
In origine semplice pieve costruita intorno al 1000 la sua consacrazione avvenne intorno al 1148. La basilica al suo interno ospita affreschi dell'Antico e Nuovo Testamento, ai piedi del transetto si apre la Cappella di Santa Fina con gli affreschi di Domenico Ghirlandaio.
La più bella piazza della città è senza dubbio Piazza della Cisterna, antica sede di botteghe e taverne che vede il suo attuale nome al pozzo che ne occupa la parte centrale. Sulla destra guardando via del Castello, si affacciano: il palazzo Tortoli, con le sue quattro eleganti bifore trecentesche, la torre mozza detta dei Pucci dal nome della famiglia che la possedette tra il XIX e XX secolo, l’albergo della Cisterna, un tempo palazzi dei Cetti e Bracceri, poi Ospizio dei Gettatelli; il palazzo Ridolfi e le torri e le case dei Becci e Cugnanesi; il palazzo Pellari e, con le sue due torri, il palazzo Ardinghelli.
Dall’altro lato della piazza il palazzo Lupi con la torre del Diavolo, chiamata così perché si narra che il proprietario, tornando da un lungo viaggio e trovandola inspiegabilmente più alta, ne attribuisse l’opera al demonio.
Il palazzo comunale, alla destra del Duomo, è sede del museo civico ricco di dipinti della scuola fiorentina e senese del tredicesimo secolo e importanti opere del quattrocento di Domenico Michelino, Pinturicchio e Filippino Lippi . Nelle sale del palazzo troviamo vari affreschi sulle pareti, come le scene di vita privata dipinte da Memmo di Filippuccio e la Maestà dipinta da Lippo Memmi.
Oltre al museo civico si può visitare la Torre del Podestà o Torre Grossa, costruita nel 1311 e alta 54 metri, la più alta della città dalla quale è visibile un ampio scorcio di campagna toscana.
In piazza del Duomo, di fronte alla chiesa, si trova il palazzo Chigi-Useppi ed il vecchio Palazzo del Podestà con la torre detta Rognosa che, fino a tutto il '300, fu usata come prigione e ospita un affresco del Sodoma.
Dietro il Duomo c'è il Museo d'arte sacra che raccoglie pezzi provenienti dalla Collegiata e da conventi e chiese del territorio, tele, tavole, corali e sculture del XIV secolo e notevoli di oreficieria.
Il Museo Archeologico, ubicato nel Conservatorio di Santa Chiara, che non ho potuto visitare perché chiuso, ospita reperti etruschi, romani e medievali della zona. Al primo piano del polo museale di Santa Chiara è conservata la collezione di contenitori ceramici e vitrei provenienti dall’antica Spezieria dello Spedale di Santa Fina costituisce uno dei contesti più belli e interessanti di San Gimignano.
E' previsto anche un percorso panoramico delle mura, una passeggiata silenziosa tra gli ulivi ed un paesaggio spettacolare.
San Gimignano presenta una ricca offerta di Arte Contemporanea, la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Raffaele De Grada, che raccoglie le collezioni permanenti di proprietà comunale e costituisce uno dei principali poli espositivi della città e vari punti all'interno della città dove sono collocate opere temporanee di artisti contemporanei e diverse gallerie d'arte private.
La Chiesa di Sant'Agostino si raggiunge da Porta San Matteo, la sua facciata molto semplice mantiene ancora i caratteri dell’originaria architettura.
Ospita affreschi delle storie di Sant’Agostino (Benozzo Gozzoli) resti di affreschi trecenteschi, tavole e tele di autori diversi (Benozzo Gozzoli, Piero del Pollaiolo, Pier Francesco Fiorentino, Vincenzo Tamagni, Sebastiano Mainardi), la Cappella di Santo Bartolo (Benedetto da Maiano).Per quanto riguarda il "come arrivarci" personalmente ho scelto una strada molto amata dai motociclisti, la S.S. 68 ovvero la Volterrana, la strada che da Cecina porta a Volterra. Ricca di tornanti, questa strada permette di apprezzare il verde panorama che s'inoltra nella storia etrusca e nei vini del Chianti.
A Volterra seguire la deviazione per San Gimignano che dista circa 14km.
Per chi arriva da nord: A1 Milano-Roma uscita Firenze Certosa, superstrada Firenze-Siena uscita Poggibonsi nord e seguire indicazioni per San Gimignano.
Da sud: A1 Roma-Milano uscita Valdichiana, proseguire per Siena, a Siena entrare nel raccordo autostradale direzione Firenze, uscita Poggibonsi nord e seguire indicazioni per San Gimignano.
Ufficio Informazioni: Pro Loco Piazza del Duomo 1, tel. 0577/940008, fax 0577/940903.

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