Jesolo: la vacanza "classica"

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Jesolo: la vacanza

Quattro anni fa ho avuto la “malsana” idea di entrare a fare parte di un gruppetto di speranzosi idealisti che si riproponevano di diventare il numero uno nel panorama Internet italiano per quanto riguarda i viaggi raccontati dai viaggiatori; la scommessa fu molto azzardata visto il budget e la concorrenza molto agguerrita, ma, grazie all’impegno, alla dedizione e alle buone idee che siamo riusciti a concretizzare, ora, con il senno di poi, posso dire che l’abbiamo vinto (se non siamo i primi primi, siamo nelle prime file! :P ).
Una cosa però mi sono sempre chiesto in tutti questi anni: perchè milioni (!) di persone lavorano un anno intero pensando alle ferie e una volta arrivate scelgono di trascorrerle in una mille località turistiche fra Ancona e Trieste per intenderci e nessuno (!!) ha mai scritto un racconto su questo tipo di vacanza?
L’unico diario di viaggio di questo genere che abbiamo ricevuto e pubblicato, risale ai primi passi di Ci Sono Stato e lo ricordiamo con molto affetto: la vacanza era a Gatteo a Mare e l’autore, Stefano Pluda, ha avuto fin da allora la nostra tacita ammirazione; aveva fin da subito capito lo scopo per cui Ci Sono Stato era nato: raccontare le proprie esperienze di viaggio indipendentemente che si siano effettuate in Polinesia o a Rimini!
Da allora, però, nessuno ha seguito le orme di questo amico tant’è che siamo da tempo giunti alla conclusione che un viaggio nell’Italia “comune” non sia un viaggio; il fatto poi che dalle nostre statistiche risulti che la maggior parte dei visitatori di Ci Sono Stato cerchi informazioni su località ed itinerari nel nostro paese, poi, non fa altro che aumentare il paradosso (ma come, si cerca di viaggiare in Italia e poi si ritiene il viaggio fatto nel nostro paese non sia degno di un diario?!?).

Mi sono riproposto di rompere con questo breve diario questo silenzio sulle mete più “vacanziere” di noi italiani, ma mi sono subito accorto che forse il problema, in questi casi, è anche un altro: non so cosa scrivere!!
Ho passato quasi una settimana a Jesolo, una delle città più votate al turismo della nostra Penisola, eppure, nonostante ci pensi da giorni, non so come poter scrivere più di tre o quatto righe! Lascio in ogni caso le mie considerazioni al breve racconto della mia (altrettanto breve!) vacanza sperando che chi legge possa da un lato rendersi conto delle difficoltà incontrate nello scrivere, dall’altro non limitarsi ai classici “bello” e/o “brutto” ma possa integrare in qualche modo le mie parole attraverso l’utilizzo dei commenti.Un diario un po’ "strano" per una vacanza "normale"!Cosa posso scrivere? Sinceramente mi sento un po’ perso: non ho un racconto lineare da mettere nero su bianco, non ho un “ho fatto questo, questo e quest’altro”, non ho un diario di viaggio vero e proprio da proporvi… ma non è colpa mia!
Il fatto è, come anticipato nell’introduzione, che descrivere una vacanza come questa non è impresa facile; vedrò quindi di provare a descrivere le sensazioni ed i miei pareri per una vacanza di questo tipo.

Fin da piccolo mi sono chiesto perché si parla di “industria del turismo” dal momento che sì, c’è chi vive anche grazie alle mie vacanze ed ai soldi che spendo per rilassarmi e vedere posti nuovi, ma non sono mai riuscito a vedere queste attività (hotel o b&b, ristorazione, trasporti e via dicendo) come una vera e propria “industria”; l’idea trasmessa dalla parola pare tutt’altro che legata al concetto di turismo e rimanda invece a macchinari cigolanti, cartellini da timbrare e catene di montaggio.
Solo ora ho capito che in effetti le due parole possono stare vicine e l’ho capito proprio in questi giorni a Jesolo! Ho provato ad immaginare cosa possa essere la città senza turisti e l’unica idea che mi sono fatto è simile alle classiche città fantasma dei film western con tanto di covoni di paglia che rotolano col vento.
Jesolo è una specie di Gardaland senza Prezzemolo, una città creata ad hoc per il turismo, che vive e prospera grazie al turismo e che ha dovuto organizzarsi, proprio come un’azienda, per continuare a farlo!

Ogni cosa è a misura di turista a cominciare dalle strade d’accesso, molto più larghe del solito per consentire il passaggio delle orde di auto dirette al mare (… le code si fanno comunque in alta stagione, non preoccupatevi! :P ) e con evidenti cartelli per lo smistamento dei turisti su tutto il litorale; anche le vie interne ad Jesolo (si parla sempre del Lido!) sono a prova di turista: tutte parallele alla spiaggia e fra di loro, intervallate da perpendicolari che le mettono in comunicazione e da grandi piazze che oltre a spezzare la monotonia della scacchiera, diventano poi punti di riferimento per le attività delle varie serate.
Hotel, condomini con appartamenti spesso in affitto, residence e villette con cartelli scritti in almeno tre o quattro lingue diverse (oltre al tedesco e all’inglese, l’olandese pare sia lingua ufficiale qui) per proporre a chi ancora non ha prenotato il proprio soggiorno un posto dove dormire, sono poi il contorno, oltre agli immancabili e da un certo punti di vista rincuoranti in mezzo a tanto cemento pini marittimi, a queste lunghe strade. E fra le altre insegne al neon spiccano poi, a cadenza quasi regolare, i nomi dei negozi; non si va troppo sul vario di solito in questo caso dal momento che spesso le attività di questo genere propongono gli stessi prodotti: scarpe e borse, vestiti e costumi, souvenir e giocattoli senza troppa distinzione di prezzo e di marca.
Sopravvivono ancora qua e là negozi un po’ più singolari ed artigianali che vale la pena cercare e visitare (impedibile ad esempio è “l’arlecchino” che realizza e vende prodotti in cuoio fatti a mano e anche su misura in pochissimi minuti!) e le grandi edicole che oltre ai quotidiani di mezza Italia propongono un vastissimo assortimento di riviste e giornali provenienti da tutta Europa.

Va bene, ma cosa si va a fare a Jesolo? Niente, o meglio, si potrebbe fare di tutto ma si finisce con il fare niente!

Non se la prendano coloro che sono innamorati di questi luoghi o che magari ci vivono; non voglio e non ho assolutamente motivo di parlare male della cittadina, delle sue attività, delle sue abitudini o dei suoi abitanti.
Ho passato almeno dieci anni della mia vita da vacanziere proprio su queste spiagge e ho ricordi speciali di questi luoghi; l’unica cosa è che mi sono accorto che si va a Jesolo per non fare nulla se non rilassarsi!
Certo, è possibile fare sport di ogni genere, ci sono migliaia di locali e discoteche per chi vuole passare una serata diversa dal solito, ci sono lunghissime vie da passeggiare e negozi da visitare per chi ama lo shopping, ma l’unica vera cosa che tutti fanno a Jesolo è riposare.

E’ svegliarsi la mattina senza l’incubo della sveglia e fare colazione, magari in pasticceria, andare a fare le spese ma rigorosamente solo per la giornata, dal momento che non si vuole nemmeno pensare al giorno successivo, scendere in spiaggia e risalire per pranzo solo quando lo stomaco e non l’orologio lo chiedono.
E’ riposare dopo pranzo per lasciar trascorrere quelle due orette troppo calde per prendere il sole e poi tornare sulla spiaggia, magari a giocare con i propri amici o con i figli a beach volley o alle vecchie, classiche, intramontabili e sempre affascinanti biglie su piste di sabbia improvvisate e sempre nuove, tuffarsi in acqua e godersi le onde vicino a riva o magari nuotare qualche minuto per raggiungere, a poche decine di metri dal bagnasciuga, la secca dove di nuovo si tocca il fondo e da lì guardare la distesa di ombrelloni e sdraio (o “sdrai” a seconda delle dizioni riportate sui vari cartelli in spiaggia!).

E’ cenare ad orari impensabili a casa e poi godersi la passeggiata notturna lungo i viali chiusi al traffico e dove gli unici pericoli sono rappresentati da piccoli scooter elettrici, passeggini con tanto di bambino e bizzarre ma caratteristiche “auto” a pedali!
Poi si torna a casa per il meritato riposo dopo le “fatiche” della giornata ed il giorno dopo si ripete tutto esattamente allo stesso modo…

Proprio per questa rilassante, benefica ripetitiva quotidianità è complesso poter raccontare in altri termini una vacanza ad Jesolo, e credo che sia più o meno lo stesso per Riccione, Rimini e tutte le altre varie “Jesolo d’Italia”!
Ma in fin dei conti è proprio questo quello che si cerca e in questo eccelle la cittadina: è al contempo capace di offrire attività e relax senza che le due cose possa entrare in conflitto fra loro.
Volendo di cose da vedere ce ne sono tantissime, dal vecchio centro città (questa volta si parla di Jesolo e non di Jesolo Lido!), al porto la mattina presto quando i pescatori tornano dalla nottata trascorsa con le reti in mare, alle località come Quarto d’Altino, San Donà di Piave senza scordare che si è ad una trentina di chilometri da Venezia e che giornalmente traghetti portano dalla spiaggia alla laguna senza doversi mettere in auto!
Il fatto è che tutto spesso passa in secondo piano rispetto alla bellezza e all’ebbrezza di sentirsi liberi e finalmente scaricati dal pensate fardello dello stress di tutti i giorni e di tende quindi a restare inermi sdraiati sotto il sole a leggere o a pensare a chi è rimasto in ufficio!

L’altro piccolo miracolo di Jesolo è quello di saper far convivere più o meno pacificamente negli stessi luoghi persone di ogni età.
Le spiagge pullulano di bambini grandi e piccoli che giocano in gruppi o con i genitori, ma al contempo ci sono mamme che prendono il sole o papà che si divertono con amici spesso ritrovati anno dopo anno; poco più in là ci sono ragazzi che giocano a beach volley, che improvvisano un concerto con tanto di chitarra e percussioni o che rincorrono un pallone sulla spiaggia senza curarsi e senza infastidire troppo i nonni che hanno portato i nipotini al mare o che è una vita che vengono a fare qui le vacanze e non sanno proprio rinunciare al piacere di continuare a farlo!
Generazioni diverse fra loro trovano comunque la propria vacanza ideale grazie ad una Jesolo dai mille volti che sa mettere insieme campi da bocce o tavoli da briscola con reti per il beach volley e discoteche!Jesolo è una cittadina poco distante da Venezia e… non sta sul mare!
Come spesso accade infatti “andare a Jesolo” vuol dire “andare al Lido di Jesolo” ovvero il distaccamento costiero del centro cittadino che, invece, si trova poco più lontano dalla riva.
Il mezzo di trasporto più comodo è in assoluto l’auto dal momento che non ci sono stazioni ferroviarie e che nonostante sia presente a poca distanza l’aeroporto di Venezia, in ogni caso, poi, è necessario il noleggio di un’auto per poter raggiungere l’albergo o il campeggio scelto per la vacanza.
L’autostrada A4 Milano-Venezia è notoriamente ricettacolo di tutti quei poveri automobilisti che vogliono raggiungere le coste venete e magari spingersi più ad est verso il Friuli o oltre confine verso Slovenia e Croazia; e proprio questa arteria è la via preferenziale per raggiungere Jesolo: l’uscita coincide con la fine dell’autostrada, la barriera di Mestre, e da lì si procede poi per tangenziali e strade locali fino alla meta.
Se la strada non è difficile da trovare, i problemi nascono dal traffico: dopo le frequenti code sulla A4, c’è da fare i conti con la tangenziale perennemente congestionata e poi con l’interminabile fila di auto che arriva in processione fino alla costa.
Partenze intelligenti quindi, in ogni caso, magari perdendo un giorno di vacanza (come abbiamo fatto noi) per partire di lunedì ma risparmiando in benzina (e già non è poco visti i costi!) e soprattutto in stress…Jesolo è a misura di bambino e a testimoniarlo sono le innumerevoli famiglie che la scelgono come meta per la loro vacanze. Strade chiuse al traffico, mare spesso calmo e sempre lentamente degradante, spiagge di sabbia fine e costantemente pulita rendono la cittadina ideale per chi desidera lasciare libertà d’azione e di gioco ai propri bambini senza che ci siano pericoli di alcun tipo per loro.
La sera poi si anima anche per i più piccoli con spettacoli a loro dedicati, migliaia di negozi di giocattoli che mettono a dura prova anche i genitori più intransigenti e luna park, mini golf, cavallucci o macchinine a gettoni sparsi un po’ ovunque! … in pratica una festa perenne! :)Tutto il litorale è praticamente una palestra a cielo aperto: dalle classiche partite di calcio sulla spiaggia con porte e campo delimitati come si può, si passa sugli attrezzatissimi campi di beach volley o bocce, ovviamente senza dimenticare la possibilità di sfidare amici/partner/parenti vari a “racchettoni” direttamente sul bagnasciuga, oppure dedicarsi agli sport acquatici che comprendono discipline come il nuoto stile (veramente!) libero, tuffi da ogni cosa che possa servire da trampolino, corse in acqua, tentativi di espatrio con “pedalò” altresì noti come mosconi (ma sono la stessa cosa??) o pennichella sotto il sole sdraiati su materassini gonfiabili.
Per i più avventurosi o tecnologici poi ci sono il kite-surf che consentono di sfidare le onde (se ci sono) con una tavola ai piedi ed una specie di paracadute a fare da “motore” oppure i classici acqua-scooter per scorrazzare, si spera, oltre le boe di sicurezza.
Consiglio che tengo a dare è quello di fare uno strappo alla regola dell’assoluto relax una volta almeno nella vacanza e svegliarsi presto (diciamo alle 7?!) per passeggiare o correre sul lungomare o sulla spiaggia: oltre al beneficio fisico si può gustare una Jesolo ben diversa dal solito!

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