Svezia, Finlandia, Estonia: splendori nordici

in viaggio con Paolo Maggini in Finlandia , Svezia

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Svezia, Finlandia, Estonia: splendori nordici

E' una parte di Europa che spesso rimane fuori dai giri più comuni, ma credo che valga la pena organizzarvi un viaggio, sicuramente di tipo naturalistico, visto che di storia ce n’è ben poca, soprattutto in Finlandia. Per me era la seconda esperienza nei paesi nordici, e ho potuto riconfermare la mia passione per questi posti e questi popoli sempre ben organizzati, accorti, sensibili verso le problematiche sociali e ambientali (nonché ricchi), anche se spesso si avvertono situazioni di monotonia. L'Estonia è sicuramente una terra da scoprire e che farà parlare di sè in futuro.
Periodo: Agosto 2003 (14 giorni)
Partecipanti: tre (Paolo, Massimo, Fabio)
Organizzazione: Fai da te
Mezzi di Trasporto: Voli Air-France, taxi, nave, aliscafo, auto a nolo.Tante scoperte tra città e natura del Nord EuropaParto con Massimo e Fabio da Roma Fiumicino per un viaggio che più volte ci eravamo proposti di fare, sin dal 1996 quando durante il Tour Europa 1 passammo in Svezia senza però avere la possibilità di fermarci per mancanza di tempo e di alloggio. Così siamo partiti, muniti dei soli biglietti aerei acquistati un mese prima presso l'Air-France che con una interessante tariffa ci dava la possibilità di andare a Stoccolma e ritornare da Helsinki, proprio quello che faceva per noi. Inoltre solo qualche giorno prima della partenza ci siamo prenotati una stanza per due notti presso un hotel della capitale svedese che prometteva di essere abbastanza affollata!
Lasciamo Roma in preda a un’estate eccezionalmente calda con la certezza di trovare un clima decisamente più fresco, e già questo è un bel vantaggio! Il nostro scopo è di visitare le regioni meridionali della Svezia e della Finlandia passando attraverso il Mar Baltico e aggiungere qualche escursione nei paesi che vi si affacciano del vicino est europeo.
Ma la partenza ci crea subito dei problemi; infatti il primo aereo che ci conduce a Parigi decolla con 45 minuti di ritardo ed inevitabilmente perdiamo il secondo vettore che doveva portarci fino a Stoccolma! Pazienza, comunque la compagnia ci fa partire con il successivo volo e raggiungiamo la nostra destinazione per le 21 passate, fortunatamente data la latitudine è ancora un po’ giorno.
Dall'aereo, nonostante sia nuvoloso, scorgo un paesaggio affascinante, verde e ricco di boschi: ho subito la conferma di ciò che avevo letto, cioè che la Svezia è un paese attentissimo all'ambiente (grazie anche ad una scarsa densità di popolazione!).

Svezia
L'aeroporto di Arlanda è moderno ed efficiente, ma quando arriviamo è abbastanza deserto, cambiamo gli euro in corone, chiediamo informazioni e prendiamo la navetta che ci conduce nel centro di Stoccolma. Ci sistemiamo presso l’HotelOden, che significa Odino, il dio vichingo tanto temuto, e usciamo affamati a mangiare al McDonald. E' lunedì sera, la città sembra piuttosto spenta e il freschetto si fa sentire!
Al mattino dopo una buona dormita a temperature autunnali, cominciamo a girare. Ci si orienta abbastanza bene, poiché la cosiddetta capitale dell'acqua si estende su alcune grosse isole nel mezzo di un grande canale; ci appare subito pulita, ordinata, con strade e traffico ben organizzato, proprio come pensavo che fosse.
Partendo dalla zona nord della città presso la quale è situato il nostro albergo tagliamo il centro per una prima visita alla "Gamla Stan", ossia la città vecchia, situata completamente sopra un'isola; qui si possono visitare gran parte dei più importanti monumenti come il Kungliga Slottet dove risiede la famiglia reale, il Riddarhuset (Parlamento svedese), l'Ice Gallery e vari musei, ma forse quel che rimane più impresso sono i vicoli che passano tra le case colorate in stile nordico piene di negozi e locali.
Poi passiamo sul lato sud e con una bella passeggiata raggiungiamo il molo d’imbarco della Viking Line, per prenotare subito i biglietti e la cabina per il prossimo passaggio in Finlandia. Questa mitica nave rompighiaccio consente infatti di collegare Stoccolma con la capitale della Finlandia Helsinki, impiegando un’intera notte per la traversata. Fissiamo così i biglietti per il giorno di ferragosto che si preannuncia già singolare e diverso da quelli passati.
I giorni seguenti decidiamo di affittare un’automobile per visitare i dintorni di Stoccolma: l'agenzia ci fornisce una bella Opel nuova e potente, così ci dirigiamo verso nord e sperimentiamo le ottime strade svedesi, larghe, gratuite e scarsamente trafficate (rispetto alle nostre); a volte hanno il fondo di un insolito colore roseo.
Il primo posto che visitiamo è Sigtuna, fondata nel 980 d.C., uno dei centri più antichi di Svezia che sorse probabilmente per il conio delle prime monete, è piena di chiese, alcune distrutte e ricostruite; tutta la Svezia nella sua storia ha subito forti contrasti tra cattolicesimo e protestantesimo, in questo luogo c'è una atmosfera veramente nordica e resa ancor più tranquilla dalla presenza dal lago Malaren.
Poi più a nord raggiungiamo Uppsala, quarta città della Svezia, e anche una delle più storiche come dimostra la sua imponente cattedrale del 1435; oggi è strettamente legata alla sua importante Università ed il suo centro è pieno di giovani. Noi approfittiamo per un bel cappuccino e dolcetto e facciamo merenda in un bar.
Considerando che abbiamo ancora diverse ore di luce, un vantaggio di cui godono queste terre durante il periodo estivo, prendiamo la statale 77 e ci dirigiamo verso il mare per affacciarci sulla costa baltica dove sorge la simpatica località balneare di Norrtalje, un posto che ci è stato consigliato da una splendida ragazza di Stoccolma; in realtà non c'è nulla di particolare, poca gente, ma sicuramente nei mesi di giugno e luglio si popola di Svedesi che vanno in ferie e si godono il sole tra spiagge e canali. Qui sperimentiamo anche le splendide e larghe toilette pubbliche svedesi, con una monetina entriamo tutti e tre insieme da bravi italiani!
Torniamo a Stoccolma in tarda sera e per cena puntiamo diretti verso l'isola quartiere di Sodermalm, abbastanza centrale e frequentata, in particolare da giovani e da studenti; qui ci sono molti locali, pub, night e un via vai di gente che passeggia sui marciapiedi. Gli Svedesi hanno un carattere abbastanza riservato, rispetto al nostro spirito mediterraneo, ma sono sempre gentili, rispettano le regole e sono abituati ad una società poliglotta e multietnica.
Le donne svedesi, che sono bellissime, hanno dei lineamenti e dei coloriti stupendi e meritano pienamente la fama che gli è stata attribuita; noto che molte di loro anche giovani hanno figli che portano con sè ma raramente sono accompagnate da un compagno, probabilmente, come avevo letto in precedenza, ci sono molte ragazze madri, indipendenti grazie anche ad un notevole assistenzialismo sociale ed economico da parte dello Stato.
Mangiamo così una bella bistecca, le nostre cene sono sempre accompagnate da birra, mentre abbiamo modo di verificare che esiste un certo proibizionismo verso i superalcolici.
Il giorno successivo c'è un colpo di scena! Ci accorgiamo di aver perso i biglietti della Viking Line, cerchiamo dappertutto ma non riusciamo a trovarli, si crea una situazione di panico visto che il giorno dopo dobbiamo imbarcarci e quella nave per noi è fondamentale per il resto del viaggio! Non c'è nulla da fare, i biglietti non si trovano! Decidiamo così di tornare al molo, per chiedere informazioni, e fortunatamente ci rilasciano un biglietto sostitutivo senza nessun problema.
Tiriamo un sospiro di sollievo, ci rilassiamo un po’ e poi ripartiamo con la nostra auto, questa volta verso sud per raggiungere uno dei castelli più belli di tutta la Scandinavia, ossia quello di Maryefred, nascosto tra il verde stupendo di alcune colline e raggiungibile da Stoccolma anche grazie a un caratteristico trenino a vapore. Il paesaggio è incantevole anche grazie alla fuoruscita del sole, il castello si specchia in un lago popolato da papere, uccelli, scoiattoli e mustelidi. Poco dopo però comincia a piovere, così dopo aver mangiato risaliamo a bordo della nostra auto e ci dirigiamo verso Eskilstuna, "capitale del delitto", un paesino divenuto famoso per alcuni omicidi; ma si può dire che in questa nazione gli episodi di violenza sono piuttosto rari, anche i furti, gli scippi e le rapine hanno scarso rilievo, rarissimi anche i barboni, gli zingari, gli elemosinanti o i senza tetto. Raramente si incontrano poliziotti e volanti, tutto ciò a dimostrazione di un diffuso stato di tranquillità e benessere che da decenni prevalgono nel Paese; un problema invece sembra ancora essere il numero dei suicidi!
Arriviamo anche a Enkoping, un paesino che non ha nulla di particolare, ma ci consente di bere un lunghissimo caffè accompagnato da dolcetti niente male. Noto che anche nei paesini ci sono grossi centri commerciali ben riforniti, immagino che l'inverno siano il luogo migliore per far shopping senza soffrire il freddo!
Torniamo a Stoccolma e in serata poco prima del buio ci affacciamo anche a Djurgarden, praticamente un'isola giardino piena di parchi, sentieri, luna park e vari locali; è anche la sede di "Pippi Calzelunghe" ed è il posto ideale dove gli Svedesi passano le loro domeniche magari facendo un pic-nic. Vista la fame persistente, stavolta a cena ci infiliamo in un ristorante italiano senza esitare e badare a spese.

Arriva cosi il giorno di cambio, visto che alle 16 abbiamo la mitica Viking Line, che in una quindicina di ore ci porterà in Finlandia. La nostra mattinata però è libera e ne approfittiamo per girare ancora un po’ per la splendida città vecchia, trastullandoci anche nei numerosi negozi di souvenir, che vendono oggetti in legno, vestiario e anche immagini della famiglia reale che sembra molto amata dal popolo. Il tutto sempre abbastanza caro così come tutto ciò che abbiamo acquistato in questo paese; la forte corona resiste alla grande, anche se sembra che una parte degli svedesi sia favorevole ad adottare l'euro e siano in corso alcuni referendum popolari per il futuro della moneta svedese.
Alle 16 ci presentiamo al check-in sul molo della Viking Line, notiamo da fuori la potente nave spaccaghiaccio, poi prendiamo possesso della nostra cuccetta che si trova nei piani più bassi.
Sopra invece c'è di tutto, bar, ristoranti, discoteca, negozi: è una vera nave da crociera. Molti giovani svedesi e finlandesi effettuano la traversata durante i week-end anche per poter bere alcolici visto che a bordo si vende e si beve di tutto. Con noi c'erano molti altri turisti e passeggeri, ma il bello è stato quando dalla sala conferenze sono uscite più di 100 ragazze e giovani donne svedesi, appartenenti ad un Ladies Club (con relativo sito internet, v. Links) che si adopera in servizi sociali e volontariato: tutte bellissime ed eleganti, si dirigono al buffet per una megacena.
Anche noi consumiamo un'ottima carne alla brace e poi cominciano un po’ di bagordi con musica dal vivo, discoteca e birra a volontà; siamo circondati da molte donne, le svedesi non negano la parola a nessuno ed è semplice comunicare con loro, poi mano a mano che si fa tardi la gente comincia a sfollare per schiacciare un pisolino in cabina e noi facciamo altrettanto anche perché al mattino ci attende un'altra impegnativa giornata di spostamento.

Finlandia
Arriviamo così ad Helsinki di primo mattino, prendiamo i bagagli e poi subito un taxi; ci facciamo portare direttamente presso un’agenzia di autonoleggio, ma scopriamo che le auto a disposizione sono terminate, così vaghiamo per la città ancora vuota e addormentata alla ricerca di altre agenzie; dopo un'oretta di stress finalmente troviamo una Renault Clio disponibile e svolte le pratiche decidiamo di lasciare subito Helsinki, consapevoli che poi ci torneremo alla fine del nostro tour!
Ci dirigiamo verso nord per raggiungere Tampere; la statale ci mostra subito il volto della Finlandia, una terra verde piena di boschi, prati e laghi di varie dimensioni, è questa la cosiddetta "terra dei laghi". Anche qui si percepisce subito la presenza di una natura ben conservata e di una densità di popolazione ancor minore rispetto a quella svedese.
A Tampere non fatichiamo molto a trovare un discreto albergo; verso sera scopriamo che proprio di fronte al nostro hotel sorge il Tullikamari, un locale di perdizione che ha le sembianze di una chiesa sconsacrata, e rimaniamo di stucco nel vedere un certo via vai di ragazzi con abiti in pelle sadomaso, maschere e mantelli mentre le ragazze entrano ed escono su tacchi altissimi spesso quasi nude e con il sederino scoperto! Un vero spettacolo! Evidentemente questi finlandesi caratterialmente non sempre sono così timidi come sembrano.
Tampere comunque è una bella cittadina, che si estende su una striscia di terra che divide i due grandi laghi di Nasijarvi e di Pyhajarvi, turistica ma anche industriale, tanto che è stata definita la "Manchester della Finlandia", forse per le sue fabbriche a mattoncini rossi di tipico stile inglese. Il centro brulica di gente anche perché è sabato sera e tutti cercano di divertirsi magari con qualche bottiglia di birra in mano. Inoltre ci sono molti atleti a spasso poiché in questa settimana si svolge un campionato di calcio mondiale giovanile.
Passiamo la serata presso un bel locale consigliato dalla nostra guida, ossia il Cafè Europa con mobili e divani in vecchio stile ottocentesco, c'è musica e tanta gioventù. Gli alcolici sono piuttosto cari considerando la poca quantità che viene versata nel bicchiere, ma d'altra parte anche questa nazione risulta essere un paese abbastanza caro per le nostre tasche: lo dimostra il fatto che sono stati aboliti i pezzi da 1 e 2 centesimi di euro, per la gioia di Fabio e Massimo che cercavano in tutti modi di collezionare gli introvabili euro finlandesi.
Il giorno seguente c'è uno splendido sole, così giriamo un po’ con la nostra auto alla scoperta dei vicini laghi. Ci dirigiamo nel parco crinale di Pyynikki che è un luogo ideale per il relax e per ammirare i panorami su entrambi i laghi, circondati da splendidi alberi di conifere; ci sono molte famiglie che fanno pic-nic, giocano a golf e i più temerari fanno anche il bagno in costume. Anche qui è pieno di uccelli e altri animali che non stentano ad avvicinarsi non appena tiriamo fuori i nostri panini.
Nel pomeriggio ci dirigiamo verso sud per raggiungere la cittadina di Hameenlinna, forse la più antica dell'entroterra, la cui principale attrazione è il castello di Hame eretto nel 1260 dagli svedesi, poi facciamo un giro per il mercato, pieno di prodotti artigianali, culinari e anche uno stand dell'esercito finlandese che espone alcuni carri armati e anfibi ad un pubblico molto interessato; verso le cinque del pomeriggio però si comincia a sbaraccare poiché in Finlandia molta gente cena già alle sei.
La sera torniamo a Tampere, ma essendo domenica c'è molta meno gente in giro, anche per quanto riguarda il numero di turisti scopriamo che scarseggiano ovunque e la Finlandia forse non è così visitata come pensavo. Dopo aver cenato torniamo di nuovo al Cafè Europa dove Fabio si spara 50 € in alcolici, tra amaretti e vodka Smirnoff (strano, non è da lui!).
Il giorno dopo paghiamo il conto (evviva, torna l'euro) dell'hotel Victoria e lasciamo Tampere in auto; ci sarebbe piaciuto salire su fino a Rovaniemi, la capitale della Lapponia, ma è piuttosto lontana e il tempo a nostra disposizione non è molto, così decidiamo di spostarci verso ovest per raggiungere Turku sulla costa baltica, passando per Rauma.
Passiamo per Nokia e sfatiamo il mito dei telefonini che qui in Finlandia sono diffusissimi, non c'è persona che non ne possegga uno; poi la strada che percorriamo è un’immersione totale nella natura finlandese, chilometri di boschi incontaminati interrotti solo da cartelli di avvertimento "Attenti all'alce": questo splendido animale infatti popola le foreste di conifere di tutta la Finlandia e spesso invade le carreggiate a lunga percorrenza creando qualche pericolo per gli automobilisti. Comunque spesso siamo soli, il traffico è quasi nullo, incontriamo pochissime case e per fortuna abbiamo il pieno di benzina, visto che anche le pompe scarseggiano! Questa natura fa provare splendide emozioni a cui non si è abituati, soprattutto se si viene dal caos delle grandi città.
Per l'ora di pranzo arriviamo finalmente sulla costa baltica e facciamo una sosta a Rauma, un caratteristico paese dalle case in legno tutte colorate in varie tinte dove mangiamo e cambiamo guidatore.
In serata raggiungiamo Turku Abo, terza città in ordine di grandezza, si estende lungo un fiordo con canali che la tagliano in lunghezza, sembra animata e piena di gente. Troviamo un'ottima sistemazione presso un'hotel della catena Sokos, molto diffusi in Scandinavia, proprio sulla piazza centrale, dove tutti i giorni viene ospitato il mercato.
Come avevo letto sulla guida, Turku è la città finlandese con più storia: appartenne alla Svezia ed è stata la fonte culturale di tutto il paese, oggi non per altro è sede di una importante Università, si incontrano continuamente studenti e professori a spasso lungo i canali, possiede anche una stupenda e mastodontica cattedrale.
La sera la fame si fa sentire e così approfittiamo per conoscere i vari locali siti lungo il fiume; alcuni sono stati collocati sopra dei barconi illuminati, veramente molto caratteristici, ma noi preferiamo la steak house, inoltre ci sono vari disco bar dove si ascolta musica e si balla come il Blanko, dove conosciamo alcune studentesse che ci spiegano il sistema universitario finlandese!
Il giorno successivo, risaliamo a bordo della nostra auto ed effettuiamo una visita nel vicino paesino di Naantali, sicuramente uno dei posti più belli che abbiamo visitato, con strade acciottolate e casette colorate che si affacciano sul mare e l'isola di Kailo sulla quale sorge il parco giochi di Muumimaailma, ispirato alle favole della scrittrice per bambini Tove Jansson. Poi dopo il pranzo riflettendo con Massimo e Fabio giudichiamo questa Finlandia bella ma molto quieta, tranquilla e a volte un po’ monotona, d'altra parte il silenzio qui è considerato una virtù!
E' ora di lasciare anche Turku, per dirigersi verso la meta finale che sarà anche il punto di ritorno, cioè la capitale Helsinki! La giornata è un po’ nuvolosa, guidiamo con cautela e per l'ora di pranzo decidiamo di fare una deviazione nel paesino di Hanko, nato come centro termale sul fine ‘800 e frequentato da zar e nobili russi, che hanno lasciato splendide ville ancor oggi visitabili. Comunque non c'è un'anima in giro e io mi tolgo una fissa, metto i piedi a mollo nel temuto Mar Baltico e provo una certa soddisfazione!
Di ritorno, altro stop, stavolta nel più vasto paese di Ekenas fondato da Gustav Vasa, il più importante personaggio storico svedese, per contrastare il commercio della vicina Tallinn; oggi è una meta turistica estiva.
Arriviamo finalmente ad Helsinki e come al solito cominciamo a girare per hotel chiedendo informazioni. Ma questa volta è davvero dura, infatti tutti gli alberghi della capitale sono pieni, non si trova neppure un posto, giriamo fino a tarda sera, ma non c'è nulla da fare; stanchi e affamati ci accontentiamo di una camera da due posti, cara e male arredata, disponibile solo per una notte, nella quale dormiamo in tre. A cena però ci concediamo di mangiare alla grande in uno dei migliori ristoranti italiani in Helsinki, ossia il “Papa Giovanni”.
Il giorno seguente siamo di nuovo con le valigie in strada (questi sono i viaggi fai da te!), ma siamo fortunati e troviamo una sistemazione migliore nel vicino Hotel Anna: resteremo qui per gli ultimi giorni del viaggio, ma paghiamo abbastanza, capiamo che in Helsinki non esistono sistemazioni economiche e i bed and breakfast sono pochi e pieni.
Riconsegniamo l'auto all'agenzia e ci prenotiamo subito i biglietti della Silja Line per effettuare l'indomani una splendida gita a Tallin, la capitale dell'Estonia, facilmente raggiungibile da Helsinki con un paio d'ora tagliando il Baltico con l'aliscafo.
Dopo ciò, giriamo per la capitale, che ci sembra molto pulita, organizzata e dal facile orientamento; di monumenti ce ne sono davvero pochi e devo dire che la Finlandia dal punto di vista storico può dare molto poco, comunque ci sono alcune chiese che vale la pena visitare anche perché sono i simboli della città: la prima è la cattedrale luterana di Tuomiokirkko, bianca e candida progettata da Engel nel 1852, mentre la seconda è la cattedrale russo ortodossa di Uspenski realizzata nel 1868.
Comunque Helsinki è una città piena di vita, ci sono molti locali all'aperto soprattutto lungo l'Esplanade Park, a cominciare dal mitico cafè Kappeli, dove i finnish people, grandi bevitori di caffè, si rilassano magari godendosi il sole dell'estate, che imprime a questa città una luminosità unica al mondo con dei colori veramente straordinari.
Poi la sera ci sono molti artisti e suonatori di strada, alcuni complessi invece suonano dentro ad alcuni cortili di palazzi storici, dove è facile incontrare gente e bere una birra o una vodka, e anche noi lo abbiamo fatto più volte, vero Fabio?

Estonia
Arriva venerdì ed in perfetto orario ci imbarchiamo su una splendida nave veloce che in circa due ore raggiungerà le coste della repubblica baltica di Estonia, attraccando nel porto di Tallinn, la capitale; il tempo non è un gran che ma la mia curiosità di visitare una ex città sovietica è grande ed io non vedo l'ora di arrivare; nel frattempo cambio un po’ di euro in corone estoni (EEK) presso la cassa gestita una splendida ragazza hostess di bordo.
Finalmente avvistiamo le alte guglie che si innalzano nel centro, poi sbarchiamo muniti di passaporto e a piedi cominciamo a girare. Tallin non mi delude, è una città stupenda, la sua storia comincia nell'undicesimo secolo, è ricca di monumenti, torri, chiese ortodosse e protestanti, mi ricorda un po’ Praga; pensavo che fosse meno turistica, invece ben presto ci rendiamo conto di non essere soli, grossi gruppi di visitatori sbarcano qui dalle navi da crociera, gli italiani sicuramente sono tra i primi.
Ci sono molti negozi di artigianato, ristoranti locali, taverne che rispecchiano tradizioni e storia di questa terra; anche se la Russia ancora fa sentire il suo passato, questa capitale sta conoscendo un periodo di grande evoluzione tecnologica, commerciale e politica. Nel centro si avverte anche un certo benessere, le ragazze anche qui sono stupende e sorridono ai turisti. Poi spostandoci un po’ più in periferia ci accorgiamo però che non è tutto oro quello che luccica, infatti è facile incontrare anche palazzi abbandonati o decrepiti, nonché povera gente, barboni, ubriaconi e anche qualche faccia male intenzionata, ma nulla di particolarmente allarmante.
A sera ci reimbarchiamo e torniamo nella nostra Helsinki.

Finlandia
Arriva così l'ultimo giorno del nostro viaggio. Il tempo peggiora, al mattino continuiamo a girare nel centro, per fare gli ultimi acquisti: precedenza assoluta alle collezioni di euro, finalmente troviamo un chiosco che vende a caro prezzo le monete da 1 e 2 centesimi!
Facciamo una foto lungo l'Esplanade Park sotto la statua del musicista Sibelius e poi, visto che nel pomeriggio il tempo migliora e torna uno splendido sole, decidiamo di fare una escursione in barca all'isola di Soumelinna, distante 15 minuti di navigazione, ma prima di imbarcarmi degusto un ottimo salmone affumicato presso i chioschi del porto.
L'isola si estende nel golfo di Helsinki ed è considerato un luogo storico, poiché vi combatterono durante il XIX sec. gli Svedesi contro i Russi; oggi invece è un posto dove i cittadini vanno a fare i pic-nic o addirittura a sposarsi vista la presenza di molte chiese, ma a noi tutto sommato non fa una grande impressione.
La vacanza volge al termine e visto che alle 5,30 del mattino dobbiamo effettuare il check-in presso l'aeroporto optiamo di non usufruire di un'altra notte di albergo, spassandocela fino all'alba dentro qualche locale. La sera così cerchiamo un posto per cenare, ma sfortunatamente l'intera città subisce un black out energetico, probabilmente dovuto allo svolgimento di un concerto; così per poter mangiare siamo costretti ad aspettare quasi due ore, ma alla fine le organizzate squadre di soccorso riescono a sistemare la situazione.
Per finire l'opera, ci gettiamo in uno splendido locale notturno già frequentato, il Teathern, con musica disco e pieno di bellissime e gentili ragazze nordiche, con le quali stringiamo qualche amicizia: qui le donne non negano la parola a nessuno ed è consuetudine conoscere sconosciuti con discrezione e rispetto. Fabio che per tutta la vacanza ha rispolverato il suo dialetto di origine campano, anziché sfoggiare un po’ di inglese finalmente pronuncia la frase "Have you Amaretto di Saronno?" lasciando tutte a bocca aperta!
In piena notte raccogliamo i nostri bagagli in hotel e con un taxi raggiungiamo il moderno aeroporto di Vantaa e, come all'andata via Parigi, torniamo a Fiumicino: inconveniente finale, la valigia di Massimo non giunge a destinazione, fortunatamente però arriverà con il volo successivo!

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