Per le strade dell’Europa centrale

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Per le strade dell’Europa centrale

E’ il secondo anno che facciamo un viaggio in automobile per visitare alcune capitali europee; quest’anno abbiamo percorso circa 4000 chilometri quasi tutti bagnati dalla pioggia ma devo dirvi che ne è valsa sicuramente la pena!
Gli alberghi sono stati prenotati via Internet tramite l’agenzia Bookings e la posizione dei vari hotel era veramente ottima. Attenzione alle prese elettriche: sono tutte a due poli contrariamente a quelle del ferro da stiro e del computer portatile perciò portatevi un adattatore.
Località: Firenze, Innsbruck, Monaco di Baviera, Colonia, Amsterdam, Bruges, Bruxelles, Vianden, Lussemburgo, Berna, Losanna, Ginevra, Aosta.
Data di inizio viaggio: venerdì 22 luglio 2005
Data di fine viaggio: domenica 31 luglio 2005Dieci giorni, 4000 chilometri, sei nazioni!Venerdì 22 luglio 2005: Firenze
Partenza dal nostro paesino alle ore 14,20: è sicuramente l’orario meno adatto perché c’è un caldo torrido ma decidiamo ugualmente di avviarci per fare una breve sosta a Firenze, città che nostra figlia finora non ha avuto l’opportunità di visitare.
Alle 16,45 arriviamo nella splendida provincia toscana: le strade sono affollate di turisti che degustano gelati e bibite fresche date l’elevata temperatura e umidità proprie della zona in questo periodo dell’anno.
Lasciamo l’automobile in un parcheggio vicino al duomo e ci avviamo verso Piazza della Signoria. Durante il tragitto possiamo osservare il campanile di Giotto, il Battistero che con la sua pianta ottagonale è certamente una delle opere d’arte più originali della città; di seguito ci imbattiamo in S.Maria Novella la cui facciata di Leon Battista Alberti è veramente stupenda! Il caldo ci toglie le forze e decidiamo di fermarci per rinfrescarci con un gelato: ottima idea!
Riprendiamo la nostra escursione e ci avviamo verso Ponte Vecchio: è sempre un’emozione passare accanto alle botteghe degli orafi e sognare ad occhi aperti osservando quei gioielli di elevata manifattura fiorentina; da qui poi si può avere un suggestivo sguardo sull’Arno, con i suoi innumerevoli ponti.
Finalmente arriviamo a Palazzo Vecchio, detto della Signoria: la sua torre merlata sovrasta tutta la piazza come se volesse proteggerla da eventuali pericoli. Abbiamo notato un’elevata presenza delle forze dell’ordine e in questa zona di Firenze il numero dei turisti è esiguo: forse c’è un po’ di timore per le minacce che ultimamente incombono sull’Italia da parte dei terroristi?
Alle 20,00 riprendiamo il nostro viaggio: destinazione Monaco di Baviera.
Percorriamo l’autostrada del Sole fino a Modena poi proseguiamo verso il Brennero sulla A22; il tempo è minaccioso e improvvisamente all’altezza di Trento ci coglie uno spaventoso temporale! Tuoni, fulmini e grandine ci costringono a fare una lunga sosta presso un autogrill: sembra una classica serata autunnale, quello che si dice tempo da lupi!

Sabato 23 luglio 2005: Innsbruck - Monaco di Baviera
Alle 6,30 arriviamo al casello del Brennero: il pedaggio complessivo da Orte è di 35,50 euro.
Prendiamo l’Autostrada del Brennero e alle 6,50 entriamo nel territorio austriaco; ci fermiamo ad un autogrill e facciamo colazione con cornetto e cappuccino (che impiangeremo per ben otto giorni). Compriamo la vignette(bollo autostradale austriaco) che costa circa 8 euro e ci avviamo verso Innsbruck; a Schonberg paghiamo di nuovo il pedaggio di 8 euro e alle 7,30 arriviamo a destinazione.
Innsbruck è la classica cittadina austriaca:ordinata, pulita e silenziosa. Il centro storico è un piccolo gioiello e si può visitare tranquillamente a piedi; è molto presto, quindi i negozietti stanno appena aprendo e si incontrano pochi turisti, soprattutto giapponesi.
La strada principale della città vecchia è l’Herzog-Friedrich-Stasse fiancheggiata dalle facciate di numerosi edifici stile barocco e vanta i principali monumenti di Innsbruck: il Neur Hof,edificio che sulla facciata principale presenta il famoso Goldenes Dachl (Tetto d’oro), un alto bovindo ricoperto da 2657 tegole in rame dorato; l’Helblinghaus, edificio con una facciata in stile reggenza e decorata con ricchi stucchi rococò: vi assicuro che sembra una casa delle bambole e gli stucchi ricordano i ricami delle nonne!
Sulla stessa via è possibile ammirare il Municipio affiancato dalla torre cittadina, lo Stadtturm, alta ben 56 metri.
Percorriamo le altre strade della città che sono molto caratteristiche e subito salta agli occhi un negozio particolare: Christmas in Innsbruck dove è possibile trovare addobbi natalizi di ogni genere anche in piena estate! Continuiamo il nostro giro per acquistare qualche souvenir e la scelta è difficile: campane degli animali,di forme e dimensioni varie e spesso riccamente decorate, orologi a pendolo e a cucù, cappelli dell’escursionista (wanderhut), molto apprezzati dagli amanti di lunghe camminate nei boschi, svariate decorazioni natalizie. Insomma ce n’è per tutti i gusti!
Alle 10 decidiamo di partire per Monaco. Prendiamo la A12 e dopo una settantina di chilometri entriamo in Germania. Il paesaggio è caratterizzato dalla presenza di boschi fitti e verdissimi, dalle tipiche casette con tetti spioventi e giardini curatissimi. Lasciamo la A12 per prendere la A8 e... sorpresa: c’è un traffico intenso e chilometri di coda per entrare a Monaco! Dopo due ore decidiamo di fermarci presso un’area di servizio, che devo dire è abbastanza pulita e attrezzata; qui la temperatura è alquanto bassa perciò indossiamo felpe e giacche di lana. Siamo provvisti di frigo portatile quindi abbiamo a disposizione bibite fresche e tutto l’occorrente per poter realizzare un buon pranzetto, ma cosa vedono i nostri occhi? Svariate persone, uomini e donne, si recano ad urinare, dopo il lauto pasto consumato, tranquillamente dietro gli alberi alla vista di tutti come se fosse un gesto di ordinaria amministrazione! Rimaniamo semplicemente sconvolti ma abbiamo appurato che è “un’usanza” comune non solo nel territorio tedesco ma anche in quello olandese!
Il traffico persiste ma riprendiamo di nuovo il viaggio e alle 14,30 arriviamo a Monaco.
Acquistiamo una piantina della città e ci dirigiamo verso il nostro Hotel (prenotato tramite Internet) che si trova proprio in una via principale del centro. Le due camere sono discrete: ci riposiamo e alle 16 iniziamo ad esplorare curiosamente le vie del centro storico.
Munchen è una città caotica, con un numero elevato di immigrati da tutto il mondo, compresa l’Italia; quello che subito ti colpisce è il fiume umano che ti travolge e le numerose splendide vetrine dei negozi, indice di un estremo benessere degli abitanti.
La via in cui si trova il nostro albergo ci porta direttamente al poderoso Palazzo della Giustizia, un edificio monumentale che risale alla fine del diciannovesimo secolo; interessante è la sua cupola in vetro e il suo stile ricorda quello del tardo Rinascimento italiano.
Di fronte al Palazzo si trova la Karlsplatz, detta Stachus: immediatamente balzano agli occhi i numerosi edifici commerciali neobarocchi che formano un bastione semicircolare. Attraverso la Karlstor entriamo nel centro storico e raggiungiamo la meravigliosa Marienplatz, punto centrale tradizionale della città. Edificio dominante della Marienplatz è il Nuovo Municipio (Neues Rathaus) in stile neogotico la cui torre è conosciuta per il gioco di campane: ogni giorno alle ore 11, 12, 17 e 21 il carillon suona raccontando la storia della città e deliziando i turisti che sorseggiano un’ottima birra nei numerosi tavolini che si trovano davanti al municipio. Attendiamo le 21 come tante altre persone: la temperatura è un po’ bassa e tutto sommato non ne vale la pena; lo “spettacolo” non è niente di eccezionale, la torre è bella da vedere anche quando il carillon è muto!
Continuiamo la nostra passeggiata e incontriamo svariate chiese: vi consigliamo di visitare St.Michael, St .Peter, la Frauenkirke e la maestosa Theatinerkirche (S.Cajetan).
Stanchi e affamati ceniamo in un ristorante all’interno di un cortile neogotico (posto stupendo!), poi ci dirigiamo verso il nostro hotel.

Domenica 24 luglio 2005: Colonia
Alle 7,30 ci alziamo e facciamo una colazione buffet ottima e abbondante; scendiamo in garage per prendere l’automobile ma... non dà segni di vita! La sera prima abbiamo dimenticato di spegnere il frigo portatile e di conseguenza la batteria si è scaricata! Panico:ora cosa facciamo? Gli addetti alla reception ci consigliano di rivolgerci ai conducenti di taxi che sicuramente sono attrezzati per risolvere il nostro problema ed effettivamente è così! Grazie ad una tassista, che parla fortunatamente l’italiano e che ci chiede 15 euro, la nostra auto è pronta a proseguire il viaggio.
Ah dimenticavo di dirvi che i negozi hanno degli orari molto strani: aprono tra le 10 e le 11 e chiudono alle 18; per acquistare i souvenir quindi occhio all’orologio!
Alle 11 partenza per Colonia; prendiamo l’A3/45 fino a Delkenheim e poi imbocchiamo l’A3/35 fino a Koln (Colonia). Il cielo è nuvoloso ma questo non ci stupisce visto il clima di questa nazione; durante il viaggio facciamo la solita sosta in un’area di servizio per mangiare e alle 18,00 arriviamo nella grande città tedesca. Colonia è infatti la quarta città della Germania per estensione e ha una popolazione di un milione di abitanti.
Il nostro hotel che è posizionato sulle rive del Reno; è piccolino, sono solamente sei stanze, ma è davvero caratteristico. E’ la classica casetta tedesca: tetto spiovente di colore grigio, pareti esterne bianche con i fiori sui davanzali, scale interne in legno, parquet, stretti corridoi e arredamento elegante ma informale! Le camere con letti separati offrono una splendida vista sul fiume e sul ponte Deutzer.
Piove e decidiamo di riposarci nella speranza che il tempo migliori. Alle 19,30 usciamo e ci rendiamo conto che proprio di fronte all’albergo c’è la stazione delle imbarcazioni che fanno il tour sul Reno; alle 20 ci imbarchiamo (spendiamo 32,80:due adulti e due ragazzi) e facciamo questo splendido giro di due ore. In Germania il sole in estate tramonta tardi quindi ci godiamo la luce e il paesaggio scattando delle foto: le rive del Reno sono ricche di parchi, laghetti, antiche ville, chiese con le caratteristiche guglie. Ceniamo a bordo e come dessert ordiniamo dei gelati caldi affogati in uno sciroppo di frutti di bosco e guarniti con mirtilli, fragoline ecc. Buonissimi!
Alle 22 il tour è terminato e facciamo una passeggiata nella zona; ci rendiamo subito conto che il quartiere in cui ci troviamo è delizioso: dietro l’hotel c’è una piazzetta chiamata Alter Markt, da cui partono una serie di strette vie caratterizzate da piccoli bar, ristoranti caratteristici, birrerie e altri localini popolati da giovani di diversa provenienza. C’è un’atmosfera calda e piacevole, le facciate delle abitazioni sono variamente colorate e il tocco finale è dato dalla chiesa gotica di S.Martin che si innalza proprio al centro della piazza.
Alle 23 esausti andiamo nelle braccia di Morfeo!

Lunedì 25 luglio 2005: Colonia - Amsterdam
La giornata inizia con una colazione non abbondante ma sicuramente sufficiente; liberiamo le camere e lasciamo l’automobile nel parcheggio vicino all’hotel, dirigendoci a piedi verso il duomo, che si trova veramente a pochi passi.
La Cattedrale di Colonia è uno dei massimi esempi della perfezione dell’arte gotica: le sue torri, alte 157 metri, sono visibili in ogni punto della città, l’interno lascia il visitatore senza parole per le numerose vetrate colorate, che arricchiscono non solo le navate ma soprattutto il coro descrivendo le storie dell’Antico Testamento, per l’immagine miracolosa della Madonna dei gioielli, per l’Ara dei Re Magi; le parole non bastano per descriverla: è necessario vederla con i propri occhi! Concludiamo la nostra visita a Colonia recandoci nella Hohe Strasse, zona pedonale dove si trovano negozi per fare acquisti di ogni genere; come al solito compriamo qualche souvenir, compresa la classica Acqua di Colonia e verso le 12 riprendiamo il nostro viaggio:destinazione Amsterdam.
Prendiamo l’A3/E35 fino all’ingresso nel territorio olandese (caratterizzato da distese di prati verdissimi dove pascolano centinaia di mucche di color tabacco con macchie bianche), poi proseguiamo per la A12/E35 fino ad Ede e continuiamo per la A1/E231 fino ad Amsterdam; i chilometri da percorrere non sono tanti ma il traffico e un violento nubifragio ci permettono di arrivare solamente verso le 16,30. Piove o meglio diluvia e per trovare l’albergo impieghiamo circa trenta minuti: le indicazioni parlavano della bella via Rokin ma in realtà l’hotel si trova proprio in una traversa di piazza Dam!
Saliamo nelle camere, parcheggiamo l’auto nel garage dell’albergo e ci riposiamo per qualche minuto. Le stanze sono piccole ma la posizione dell’hotel è invidiabile!
Alle 18 siamo pronti per ammirare le meraviglie di questa fantastica città. Cosa dire, è più affascinante di quanto si possa immaginare. La piazza principale della città è la Damplatz che è molto grande: ci sono dei bei palazzi che la circondano ed è il cuore di Amsterdam dove è possibile trovare artisti di strada intenti ad allietare il soggiorno dei turisti che, bisogna dire, sono veramente molti. In questa piazza si trova il Palazzo reale, che viene usato dalla famiglia del re solo per occasioni ufficiali, e il Museo delle cere di Madame Tussaud, famoso per le riproduzioni di artisti celebri in tutto il mondo.
Ci avviamo per le stradine affollate e oltre ai numerosi negozi di souvenir, di abiti, di musica, di informatica ecc.ecc. notiamo i tanto decantati Coffeeshop; eh si esistono veramente! Sono locali più o meno grandi dove si può sorseggiare una bibita rigorosamente analcolica fumando droghe leggere; non abbiamo avuto il coraggio di entrare ma vi assicuro che sono frequentati da individui di ogni età.
Oltre ai coffeeshop si possono trovare anche dei negozi dove si possono acquistare caramelle e lecca-lecca al gusto di marijuana, oggettini o magliette con sopra impressa la famigerata foglia oppure il kit necessario per prepararsi “le sigarette”:immaginate che sopra alcuni accendini del kit abbiamo visto raffigurato il volto del Papa! E’ proprio vero: Amsterdam è il regno della trasgressione!
C’è molta gente per le strade, anche parecchi turisti italiani; tutti si spostano con lentezza, senza creare confusione proprio per meglio assaporare la particolare atmosfera che regna in questa splendida città.
Ceniamo in un locale vicino Piazza Dam e verso le 22 andiamo in albergo; non è consigliabile percorrere alcune vie di notte perché si possono fare strani incontri!

Martedì 26 luglio 2005: Amsterdam
Ci alziamo alle 7 e il tempo sembra migliore di ieri: il cielo è coperto ma almeno non piove. Alle 8,30 facciamo una ricca colazione e poi ci dirigiamo verso una delle agenzie presenti in Piazza Dam (la Incoming Travel organization) per prenotare un Tour della città in autobus; acquistiamo quattro biglietti per la “Visita panoramica di Amsterdam” (costo 68 euro!) che avrà inizio alle 12 e durerà circa due ore.
Avendo a disposizione tre ore decidiamo di visitare la casa di Anna Frank che possiamo raggiungere tranquillamente a piedi; ci inoltriamo nella zona dei canali ed è uno scenario veramente stupendo! Le case che si specchiano nell’acqua hanno delle facciate in mattoncini di vari colori ma quello che sicuramente predomina è il marrone nelle sue diverse tonalità; le abitazioni vecchie sono davvero molto strette tanto da rendere difficile trasportare i mobili per le scale. Perciò ci sono i ganci attaccati alle facciate delle case: con l’aiuto di una corda si può far entrare dalle finestre, con infissi rigorosamente bianchi, tutto l’arredamento necessario per rendere queste dimore accoglienti!
I canali sono numerosi così come lo sono i ponti; in alcune zone notiamo le case galleggianti ,certe in legno e altre in calcestruzzo, tutte con verande vivacizzate da fiori di vari colori!
Amsterdam deve essere visitata sicuramente a piedi ma vi assicuro che è problematico camminare facendo continuamente attenzione alle centinaia di vecchie biciclette che ti passano accanto percorrendo le piste ciclabili: pensate che l’Olanda vanta ben 16 milioni di bici! Possiamo dire che è il mezzo di trasporto più utilizzato in questa città!
Alle 9,20 arriviamo nel quartiere Jordaan dove si trova l’attico in cui la ragazzina ebrea e la sua famiglia si nascosero durante la guerra mondiale.Dopo una breve fila entriamo (costo del biglietto: 7,50 euro gli adulti e 3,50 i ragazzi per un totale di 22 euro): tutto è come ci è stato descritto nei vari film ad eccezione delle dimensioni dei locali che sono estremamente più angusti di quanto si possa immaginare. Sulle pareti della sua camera Anna aveva incollato immagini di stelle del cinema e delle famiglie reali olandesi e inglesi, proprio come fanno ancora le ragazzine della sua età. Vi consigliamo vivamente di visitare la Anne Frank Huis perché è una delle tante occasioni per non dimenticare!
Terminata la visita abbiamo ancora del tempo a disposizione e così decidiamo di avviarci verso Piazza Dam fiancheggiando il canale Singel dove si trova il famoso Bloemenmarkt, l’unico mercato galleggiante dei fiori al mondo: un vero spettacolo per gli occhi! I commercianti vendono tutto l’anno mazzi di diverse varietà di fiori a prezzi veramente irrisori e bulbi di tulipano nei più svariati colori; non abbiamo resistito alla tentazione ed abbiamo acquistato i bulbi dei tulipani più originali: addirittura esiste il tulipano nero!
Alle 12 arriviamo alla Damplatz e iniziamo il tour in autobus: indubbiamente è gradevole osservare Amsterdam,i suoi canali e i monumenti stando seduti e ascoltando la guida, anche se il suo italiano lascia un po’ a desiderare! Facciamo una sosta per scattare una classica foto al mulino De Gooyer, uno degli ultimi mulini industriali che si trova all’interno della città, e una nella parte moderna della città, rinomata per la sua architettura. Il tour termina con visita ad una fabbrica specializzata nel taglio dei diamanti. Sono le 14 e trovandoci proprio nella zona del Van Gogh Museum decidiamo di visitarlo. Paghiamo il biglietto (13,50 euro gli adulti e 2,50 euro i ragazzi per un totale di 32 euro) e ci fermiamo al ristorante del museo; le torte sono veramente squisite, ”roba da leccarsi i baffi”: avrete sicuramente capito che i nostri gusti sono volti soprattutto al dolce, purtroppo per la linea!
Il museo possiede la maggiore collezione esistente al mondo delle opere di Vincent van Gogh: più di 200 dipinti, tra i quali diversi famosissimi capolavori. E’ importante usufruire delle audioguide messe a disposizione (1,50 euro) in quanto la descrizione delle opere è chiara e dettagliata e si riesce a ripercorrere tutto lo sviluppo artistico del pittore.
La giornata termina con una passeggiata nel quartiere rosso, il cosiddetto Walletjes, noto per le donne in vetrina che si fanno riconoscere come prostitute per le luci rosse: si prova una strana sensazione nel vedere con quale disinvoltura queste ragazze, che sembrano delle bambole di celluloide, sorridano ai numerosissimi turisti che le guardano alcuni imbarazzati altri soddisfatti di trovarsi nel paradiso del sesso!

Mercoledì 27 luglio 2005: Amsterdam - Bruges
Sveglia alle 8, colazione alle 9 e alle 9,30 partenza per Bruges. Percorriamo la A2 fino all’uscita per Gorinchem poi imbocchiamo la A27/E311 fino all’uscita Breda 0-7000; qui prendiamo la A27/A58/E312 e all’uscita Breda 6000-7000 prendiamo la A16/E19 entrando così nel territorio belga. All’uscita verso Brugge prendiamo la A12, usciamo verso l’uscita 13, prendiamo la R2 e continuiamo sulla N49/E34, pagando un pedaggio di 5 euro.
Decidiamo di fare una sosta sull’oceano e ci fermiamo ad Oostende, una città sul mare del Nord dove gli abitanti dei Paesi Bassi sono soliti villeggiare; caratteristico è il mercato del pesce fresco o sotto sale che si trova su tutto il lungo mare. La temperatura è un po’ bassa ma malgrado tutto c’è parecchia gente sulla spiaggia che prende il sole indossando delle magliette leggere.
Pranziamo e alle 14 arriviamo a Bruges (Brugge). L’albergo si trova in una traversa della piazza del Markt: camere piccole ma posizione ottima! Il parcheggio per l’auto è a pochi passi dall’hotel perciò decidiamo di lasciare l’automobile e di visitare la città a piedi.
Bruges è un incanto: è una città terribilmente romantica con i suoi canali, le case tipiche con tetti spioventi e mattoncini colorati, il Beghinaggio e il lago dell’amore. E’ un’oasi di pace da godere e visitare a piedi, in carrozza o in battello! E’ chiamata la Venezia del Nord in quanto è attraversata da numerosi ed incantevoli canali e l’atmosfera che regna in questi luoghi è veramente unica e suggestiva. Specialità di Bruges sono i pizzi e merletti, l’antiquariato e soprattutto il cioccolato che è squisito!
Bruges vanta due splendide piazze: La piazza del Markt, con le case delle corporazioni, famose per le facciate a cuspide disposta a scala, e con la trecentesca Torre Comunale alta ben 83 metri: al suo interno è presente un carillon composto da 47 campane di bronzo, del peso di 47 tonnellate!
La piazza del Burg (fortino),con il suo cinquecentesco Palazzo di giustizia, la cancelleria del Frank, affiancata dal Municipio capolavoro gotico progettato come reliquario, e la Basilica del Sacro Sangue, composta da due cappelle sovrapposte.
Bruges è un gioiello medievale e c’è veramente tanto da vedere. Si è conservata interamente nel suo aspetto originario e passeggiando tra le sue vie fatte di ciottoli sembra di essere nel mondo di allora! Cos’altro dire: le parole e le immagini non bastano per descriverla.
Visitatela e vi innamorerete di questa incantevole città!
Dopo aver camminato e fotografato ogni angolo di Bruges decidiamo di cenare in un ristorante tipicamente italiano, “Da Mario” (il colmo, ma per accontentare tutta la famiglia si fa questo ed altro!) e poi di riposare le stanche membra.

Giovedì 28 luglio 2005: Bruges - Vianden
Ci alziamo alle 8 e facciamo una colazione davvero ottima, ricca di prodotti caratteristici del posto.
Decidiamo di continuare a visitare Bruges e ci dirigiamo verso la chiesa gotica di Notre Dame nota per la splendida Vergine in marmo di Michelangelo, scolpita per alcuni mercanti locali.
Altra tappa obbligatoria è quella del Beghinaggio Principesco che è tra i più antichi esistenti e attualmente è occupato da monache benedettine; è un’oasi di pace e si ha una sorta di timore nel camminare o parlare per non rompere il silenzio che regna in questo magnifico luogo. Adiacente al Beghinaggio c’è il Lago dell’Amore, un tempo utilizzato come porto fluviale; nelle acque tranquille nuotano i cigni che sono davvero numerosi e ovviamente ci fermiamo a scattare foto ricordo!
Alle 11 facciamo un giro con il battello (costo 5,70 euro a persona): ne vale veramente la pena attraversare tutti i canali della città e rimanere incantati dai molteplici salici piangenti che si specchiano nell’acqua, dai caratteristici ponti talmente bassi da dover in alcuni casi abbassare la testa per non colpirla, dalle case più o meno piccole con le facciate a cuspide disposta a scala, dalla casa con numerose finestrine veneziane di cristallo del XVIII secolo! Si è fatto tardi e dobbiamo necessariamente proseguire il nostro viaggio e quindi abbandonare Bruges ma vi assicuro che lo facciamo a malincuore perché questa città necessita di almeno tre giorni per essere visitata in maniera adeguata.
Alle 13, dopo aver mangiato, ci dirigiamo verso Bruxelles; rimaniamo affascinati dai paesini del Belgio realizzati da casette costruite lungo la strada principale, tutte con mattoncini di svariati colori e con tetti spioventi, finestre sprovviste di serrande o persiane e arricchite con graziose tendine, giardini super curati con erba verdissima, siepi e fiori di ogni genere. Una vera meraviglia!
Arriviamo a Bruxelles alle 15 e stranamente la temperatura è abbastanza alta; la città è enorme e siamo costretti ad acquistare una carta stradale per poterci orientare e riuscire ad arrivare alla reggia. Il palazzo reale si visita gratuitamente e stranamente non c’è eccessiva folla; non è possibile scattare fotografie ed è veramente un peccato. Gli interni sono splendidi soprattutto la sala del trono che con i magnifici lampadari e le pareti dorate ti lascia sicuramente senza fiato.
Terminata la visita decidiamo di recarci brevemente alla Grand Place, anche se i figlioli rimangono in macchina perché sono troppo stanchi. La piazza è di sicuro la più bella che finora abbiamo visto; è difficile trovare riuniti insieme edifici così numerosi e così riccamente decorati come quelli che la circondano. Il palazzo del Municipio è in tipico stile gotico quattrocentesco ed è un vero gioiellino!
La piazza è affollatissima e ci sono giovani che stanno montando un palco per uno spettacolo musicale; facciamo una passeggiata per alcune vie fornite di numerosi negozi ed acquistiamo delle bottiglie di birra belga che è veramente gradevole e se vi capita l’occasione vi consiglio di gustare.
Alle 17,30 il nostro viaggio prosegue verso il Lussemburgo; prendiamo la A3/E40, poi verso Treves proseguiamo sulla A27/E42 fino all’uscita 15. A questo punto prendiamo la N62/E421 ed entriamo così nel territorio lussemburghese; continuiamo prima sulla N7/E421, poi sulla CR322 fino a Weiler. Qui prendiamo la CR320 fino a Stolzembourg e continuiamo sulla N10 per arrivare ad un paesino chiamato Veianen (Vianden).
Il tempo è bruttissimo: sembra una tipica serata autunnale con vento e pioggia torrenziale.
Vianden si trova in montagna e sulla cima si erge un bellissimo castello che ricorda molto quelli scozzesi; il paese conta pochi abitanti ma gli hotel sono numerosi. Stanchi della giornata arriviamo al nostro hotel; dalle camere si vedono le mura del castello che è avvolto da una fitta nebbia: il panorama è un po’ tenebroso ma certamente suggestivo! Sono le 21,30 e usciamo sotto la pioggia per cercare un locale tipico dove cenare ma scopriamo che tutti i ristoranti chiudono alle 21 ad eccezione del Cafe-Restaurant Du-Pont; ordiniamo il menu del giorno ed assaggiamo così le famose zuppe del posto che vi consiglio vivamente. Facciamo una passeggiata per le vie del paese fino ad arrivare alla casa dove soggiornò Victor Hugo e poi stanchi del temporale torniamo all’hotel.

Venerdì 29 luglio 2005: Vianden - Lussemburgo - Basilea
Alle 9 siamo pronti per partire alla volta di Lussemburgo e arriviamo nella capitale alle 10,30. La città è “solare” malgrado il cielo coperto; bella la Place Clairefontaine dove i palazzi prospicienti ospitano le sedi del governo e al centro esibisce la statua bronzea della granduchessa Charlotte,probabilmente molto amata dal suo popolo come testimonia la
frase incisa sulla sua base: “Ti vogliamo bene”.
Passeggiamo per le vie del centro commerciale che ha il suo punto fondamentale in piazza Guillame e anche qui come a Monaco notiamo delle eleganti vetrine; a destra della piazza si innalza la cattedrale di Notre Dame in stile barocco e le cui tre torri sono il simbolo più noto della capitale.
Continuiamo a camminare e ci troviamo di fronte al lussuoso Palazzo granducale, impreziosito da due torrette ed eleganti fregi; purtroppo non riusciamo a visitarlo perché non è orario di entrata e così decidiamo di avventurarci verso la città bassa di Grund che è un quartiere dei “bassifondi“ lussemburghesi del XIV secolo ben conservato. Seguiamo un percorso consigliato che costeggia il fiume Alsette e attraversa i resti delle mura fortificate che rendevano la città alta praticamente inespugnabile; è possibile vedere nelle rocce i resti delle note casematte e malgrado il tragitto sia alquanto faticoso il paesaggio è sicuramente incantevole! La città bassa è costituita da case bianche con tetti spioventi neri e vicoli stretti: camminando si ha quasi la sensazione di essere tornati nel medioevo e di trovarsi improvvisamente di fronte uno degli artigiani che popolavano questi luoghi!
Scopriamo fortunatamente che la città alta e il Grund sono messi in comunicazione da un ascensore che evita agli abitanti e ai turisti di salire o scendere le numerosissime scale che caratterizzano il cammino che noi faticosamente abbiamo fatto per recarci nella città bassa; perciò con sollievo usiamo questo mezzo moderno per tornare al parcheggio dove abbiamo lasciato l’auto. Sono le 13 è possiamo dire che la nostra visita nella capitale del Lussemburgo è terminata.
Riprendiamo il viaggio verso Basilea ma durante il tragitto commettiamo un errore colossale: sull’autostrada prendiamo una via che porta a Parigi anziché in Svizzera e in questo modo ritardiamo di ben due ore!
Arriviamo a Basilea alle 18 (bollo autostradale svizzero 30 euro!) e come al solito piove e soffia un forte vento; cerchiamo l’albergo ed abbiamo grosse difficoltà per trovarlo.
La serata è veramente fredda e dopo aver cenato presso un Mac Donald andiamo a dormire.

Sabato 30 luglio 2005: Basilea - Berna - Losanna - Ginevra - Aosta
Alle 7,30 siamo pronti per ricominciare il viaggio.
Alle 8,30 arriviamo nella città vecchia di Berna, che si trova nell’elenco dei patrimoni culturali dell’UNESCO; rimaniamo sorpresi dai chilometri di arcate che caratterizzano le vie principali e che consentono a chi vuole fare acquisti di passeggiare al riparo dal cattivo tempo!
Percorriamo la Kramgasse ma ci sono parecchi lavori in corso che purtroppo rovinano l’aspetto della via che è veramente deliziosa; caratteristici sono i negozietti situati a livello cantina con i soffitti ad arco, le belle fontane figurative in stile rinascimentale e per finire la Zeitglocknturn, l’antica torre con la grande guglia a corona dell’orologio astronomico cinquecentesco animato (bello quanto quello di Praga!), autentico simbolo della città. Acquistiamo alcuni souvenir ma i prezzi sono esagerati! Proseguiamo la visita ed arriviamo alla Bundesplatz; siamo fortunati perché riusciamo a vedere il mercato dei fiori che si svolge in questa piazza periodicamente: non è esteso come quello di Amsterdam ma ci sono delle composizioni floreali davvero stupende! Sulla piazza sorge il Bundeshaus (palazzo federale) e c’è anche un poggio dal quale si gode un incantevole panorama contraddistinto dai famosi tetti medievali di Berna, tra i più caratteristici del mondo, e dalle anse del fiume Aare. Nelle immediate vicinanze si trova la Theaterplatz con l’Hotel de Musique e la splendida cattedrale gotica di S.Vincenzo; c’è da vedere ancora molto ma è tardi e così decidiamo di lasciare questa splendida capitale svizzera e ci dirigiamo verso l’Italia.
Prima di lasciare la Svizzera costeggiamo il lago Lemano attraversando prima Losanna e poi Ginevra; il paesaggio è la risultante di varie componenti: l’aspro aspetto della montagna alpina, i verdi pascoli, i pendii ricoperti di vigne e ovviamente lo splendido lago. Ci fermiamo a Ginevra, la più piccola metropoli del mondo; i parchi, le eleganti vetrine delle numerose oreficerie, le “cioccolaterie“, la famosa fontana "getto d'acqua", che decora il lungolago con uno spettacolare zampillo la rendono una meta turistica originale.
Acquistiamo una scorta di cioccolata svizzera e riprendiamo il viaggio.
Alle 15,30 attraversiamo il traforo del Monte Bianco (30 euro!) e finalmente arriviamo in Italia.
Ci fermiamo per scattare delle foto ai ghiacciai e per ammirare il panorama mozzafiato.
Continuiamo il viaggio di ritorno verso casa e facciamo una tappa a Courmayeur; inutile dire che è affollatissima,non si riesce a camminare per quelle stradine che circa vent’anni fa abbiamo percorso in occasione del nostro viaggio di nozze. Com’è cambiata! Troppi turisti snob, troppa confusione; sono tutti intenti a sfoggiare i propri abiti e gioielli non curandosi assolutamente del magnifico Monte che dall’alto guarda sconcertato come è “piccolo” il genere umano!
Ci rechiamo ad Aosta e troviamo un grazioso albergo alle porte della città; ci riposiamo e alle 21 facciamo una passeggiata al centro.
Lo stomaco reclama, perciò ci fermiamo a mangiare in un ristorantino tipico ordinando camoscio, polenta ed altre specialità del posto.
Stanchi della giornata alle 23 torniamo nelle nostre camere e… buonanotte!
La giornata del 31 luglio è trascorsa in auto con brevi soste per sfamarci e per arrivare a destinazione intorno alle ore 16.
Il viaggio è terminato e si torna alla vita di tutti i giorni, purtroppo!

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