Atene, non solo Partenone

Tre giorni, sufficienti per restare affascinati dalle splendide contraddizioni di Atene

Da non perdere
Approfittando di una vantaggiosa offerta aerea (Easy jet) e di un periodo senza studi per Isa, eccoci ad Atene, per quattro giorni, forse pochi, ma sufficienti per sentire lo spirito di questa bella, contraddittoria ed affascinante capitale.

PRIMO GIORNO, VENERDI’ 09 03 2007
Giorno della partenza. Qualche perplessità l’abbiamo… primo di tutto la lingua, conosciamo abbastanza superficialmente l’inglese. Però Isa, grazie ai suoi studi classici, conosce l’alfabeto greco, cosa che si rivelerà molto utile. Inoltre non abbiamo un’idea precisa di cosa aspettarci: i pareri di chi ci è già stato sono infatti molto discordanti.
Comunque: ore 12.30 l’aereo parte alla volta di Atene.
Dopo un viaggio tranquillo, tra pisolino, lettura e rilettura della guida, siamo all’aeroporto internazionale di Atene.
L’impatto è subito positivo, le indicazioni per la metrò sono molto chiare, compriamo il biglietto (singolo 6€, ma esiste quello “di coppia” che costa 10€).
Dopo circa 40 minuti di viaggio in metrò, siamo alla nostra fermata, che è anche capolinea di questa linea: Plateia Monastirakiou. Usciamo dalla stazione, l’impatto è incredibile, stupendo! Gente che strilla, macchine posteggiate ovunque, ambulanti e negozi super colorati: un atmosfera incredibile, il passato di suk arabo di questa zona aleggia tutt’ora nell’aria!
Estasiati, senza parole e con il sorriso stampato sul viso, ma non senza qualche difficoltà (l’assenza di una politica urbanistica precisa emerge dalla cartina della città) raggiungiamo il nostro hotel, a nemmeno 5 minuti dalla piazza: il Tempi Hotel, segnalato dalla Lonely Planet per l’ottimo rapporto qualità-posizione- prezzo. In effetti siamo stati soddisfatti della scelta, anche perché tutte le nostre richieste sono state assecondate: camera non all’ultimo piano (gli scalini sono molto ripidi), con terrazzino e vista su Plateia Agia Irini. Ci sistemiamo ed usciamo subito: Atene ci aspetta!
Per le strade ci sono una moltitudine di persone, la città è molto viva. Visitiamo subito la bizantina chiesa di Kipnikarea: un vero gioiellino inglobato tra palazzoni. All’interno si sta svolgendo una celebrazione greco-ortodossa: ci fermiamo, incuriositi, ad osservare ed ascoltare.
E’ già quasi ora di cena:. avevamo già deciso di andare da Solario, nel quartiere Plaka. Percorriamo la bella e viva Adrianou, prendiamo una perpendicolare ed in pochi minuti ci siamo. Ceniamo in tutta tranquillità, il posto è carino, frequentato da soli turisti… il cibo è discreto (con possibilità di scegliere 5 piatti direttamente da un mega-vassoio), ma avremo tempo di notare la differenza di qualità rispetto ai locali frequentati solo da greci.
Terminata la cena facciamo due passi verso l’hotel, ma prima… souvlaki! E’ lo spuntino nazionale, e, seguendo le dritte della sempre affidabilissima Lonely Planet ci dirigiamo da Thanasis, locale affacciato su Platea Monastirakoiu: 1,70€ per un souvlaki stile kebab: lungo cubo di carne avvolto nella pita con pomodori e cipolla… delizioso!
Terminato lo spuntino notturno via a nanna, e inizia a sentirsi l’astinenza dal caffè italiano…

SECONDO GIORNO, SABATO 10 03 2007
E’ il giorno dell’Acropoli.
Dopo una lauta colazione ci dirigiamo subito verso il monumento ateniese per antonomasia, quello che tante volte ci siamo immaginati dai libri di scuola. Prendiamo la via Dioskouron ed iniziamo a salire. Prima diamo un occhiata all’antica Agorà, il luogo di ritrovo degli antichi ateniesi: notiamo come il tutto, purtroppo è abbandonato a se stesso, con cartacce ed erbacce che la fanno da padrona. Continuiamo la nostra salita, saliamo sulla collina dell’ Areopago (sede del primo consiglio aristocratico dell’antica Atene) e finalmente siamo all’ingresso dell’Acropoli. Il biglietto d’ingresso è di 12€, è valido 4 giorni e da diritto a visitare: Antica Agorà, Agorà Romana, Ceramico, Tempio di Zeus Olimpio e Teatro di Dioniso.
Subito ci appare, dall’alto, lo stupendo teatro di Erode Attico: spettacolare a nostro avviso il contrasto con lo sfondo della città. Siamo sull’antica via Panatenaica, saliamo gli scaloni per arrivare in cima. Purtroppo il tempio di Atena Nike è stato smontato (sì, proprio così!) ed è in restauro. Proseguiamo ed ecco, davanti a noi, il monumento simbolo, il Partenone. I click della macchina fotografica si sprecano… è veramente qualcosa di indescrivibile nella sua imponenza, emozionante. Dopo aver ammirato anche lo splendido panorama diamo un occhiata al museo dell’Acropoli, con reperti e sculture provenienti dal sito stesso. A nord invece troviamo l’Eretteo e lo splendido portico delle Cariatidi: le statue delle sei figure femminili che sostengono il portico meridionale al posto delle colonne sono copie in gesso, infatti gli originali sono nel museo dell’Acropoli.
Scendiamo e ci dirigiamo verso il versante sud, anch’esso molto ricco e molto interessante. Oltre al già citato teatro di Erode Attico ammiriamo l’Askepleion e la Stoà di Eumene, che sono poco sopra allo stupendo teatro di Dionisio. Molto particolari sono i 67 troni di marmo che sono in prima fila con al centro il più bello, quello destinato al sacerdote di Dionisio, ornato con due zampe di leone ai lati.
Usciamo dai confini dell’Acropoli e ci dirigiamo verso l’Arco di Adriano, monumento che sorge in mezzo a strade trafficatissime: sembra lì quasi per caso. Continuiamo verso l’area dove sorge il tempio di Zeus Olimpo, anch’esso imponente.
Vista l’ora decidiamo di andare a pranzare, attraversiamo Plaka, passiamo a fianco del monumento a Lisicrate e ci sediamo nella “Taverna Damigos”: qui mangiamo la specialità della casa, il bakaliaros (baccalà fritto in pastella), accompagnato dalla skordalia (salsa di aglio e patate) e ottimo vino bianco.
Terminato il pranzo diamo un occhiata al quartiere di Anaphiotika, villaggio di piccole e graziose case bianche. Ci dirigiamo ancora verso l’Antica Agorà, trascurata alla mattina, dove sotto una pioggerellina fitta fitta ammiriamo il tempio di Efesto. Decidiamo di dirigerci verso il Ceramico, il cimitero della città fino all’epoca romana. Purtroppo il sito è chiuso e ci limitiamo a sbirciarlo dall’esterno.
Siamo stanchi, e visto la vicinanza dell’hotel, ci concediamo un oretta di pausa.
Riposati usciamo con il calare della sera. Percorriamo tutta via Ermou e deviamo verso plateia Mitropoleos e la cattedrale di Atene. Riprendiamo la Ermou e siamo nella viva e luminosa plateia Syntagmatos: qui scendiamo nella stazione della metrò e diamo un’occhiata ai ritrovamenti fatti durante gli scavi della linea metropolitana che è un vero e proprio museo aperto. Risaliamo in superficie ed ammiriamo la sede del Parlamento greco, sorvegliato dai tipici evzones, le guardie presidenziali. Sempre in platea Syntagmatos c’è uno degli alberghi più rinomati della città, l’hotel Grande Bretagne, quartier generale nazista durante la seconda guerra mondiale.
Visto che abbiamo ancora voglia di camminare un po’ decidiamo di andare a vedere il dov’è situato il Central Market, mercato di carne e pesce. Vista l’ora è vuoto e non c’è nessuno, anzi il luogo ha un non so che di lugubre, stile film horror, con in sottofondo musica delle tv appese ai soffitti ancora accese e il nauseante odore di carne e pesce. Giriamo i tacchi e decidiamo che per oggi può bastare. E’ ora di andare a cena: avevamo deciso di andare nel quartiere di Psiri, una sorta di Soho ateniese. Quartiere molto animato, con ristoranti e bar alla moda. Non rimaniamo delusi e ceniamo ottimamente alla “Taverna tou Psiri”. Locale molto carino in cui siamo gli unici turisti: la qualità del cibo è ottima, i prezzi sono contenuti. Ci abbuffiamo e soddisfatti della cena ci avviamo, appagati dalla lunga ed intensa giornata, all’hotel.

TERZO GIORNO, DOMENICA 11 03 2007
Sveglia e colazione. La mattinata è costruita attorno ad un appuntamento: infatti alle ore 11.00 si svolge il cambio della guardia al Parlamento con banda annessa (evento che si svolge solo la domenica alle 11.00). Quindi organizzeremo la prima parte della giornata in base a ciò.
Come prima tappa decidiamo di dare un occhiata al mercato delle pulci domenicale che si tiene nelle vie attorno a plateia Monastirakiou: sinceramente ce lo aspettavamo più interessante, ci sono un enormità di cianfrusaglie, in un rivedibile stato di conservazione. Un po’ insoddisfatti ci dirigiamo verso l’Agorà Romana: interessante ed in buono stato di conservazione (soprattutto la Torre dei Venti e la Porta di Atena Archegetis), sicuramente tenuta meglio dell’Anticà Agorà.
Dopo ciò passeggiata a piedi fino a platea Omonias imboccando la Athinias. Questa piazza, importante nodo viabilistico non è niente di che. Sappiamo che questa zona è frequentata da borseggiatori, quindi non indugiamo troppo e ci dirigiamo verso il Parlamento. Per far ciò prendiamo la Panepistimiou, così da permetterci di vedere, nell’ordine, la Biblioteca Nazionale, l’Università di Atene e l’Accademia di Atene.
Abbiamo ancora una trentina di minuti prima del cambio della guardia. Non lo sprechiamo e diamo un’occhiata ai Giardini Nazionali, nelle vicinanze del Parlamento stesso.
Ore 11.00: il cambio della guardia. La banda e gli evzones arrivano dalla via, e si posizionano nel piazzale antistante al Parlamento. I due prescelti avanzano e con camminata tipica si dirigono verso le due casette, prendono “il testimone” e si posizionano a guardia. Il tutto dura circa mezz’oretta e vale la pena osservarlo.
Decidiamo poi di andare in metrò al Pireo, il porto di Atene. E’ un luogo abbastanza squallido, si esce dalla metrò e c’è gente ovunque, che non mostra buon occhio per noi turisti. Ci limitiamo ad attraversare la strada e dare un occhiata veloce. Qualche foto e poi via. A fianco della metrò c’è il mercato delle pulci del Pireo, un enorme brulicare di persone.
Ritorniamo in città ed andiamo a pranzare ancora nel quartiere Plaka, da “Paradosiako”. Ancora una passeggiata lungo la Adrianou e ci concediamo un sonnellino in hotel.
Nel pomeriggio inoltrato decidiamo di andare alla collina del Licabetto, nel quartiere Kolonaki. Prendiamo la funicolare e in un attimo siamo in cima. Il panorama è mozzafiato, Atene sembra una “colata di cemento”: le case si perdono all’orizzonte da ogni lato, è un ammasso senza senso. Ma è una vista spettacolare. Fatte le foto di rito scendiamo e decidiamo di dare un occhiata al bel e tranquillo quartiere di Kolonaki, in cui la piazza omonima fa da cuore pulsante. Decidiamo di andare a Monastiraki a piedi. Ci godiamo il crepuscolo e poi, verso le 20.00, andiamo a pranzare da Vizantino. Finalmente abbiamo l’occasione di provare un altro piatto tipico greco, il moussakà: delizioso. Ancora una passeggiata nella Atene notturna, e via a letto. Domani, purtroppo, è l’ultimo giorno.

QUARTO GIORNO, LUNEDI’ 12 03 2007Sveglia e colazione con un gustoso soulavki nonostante siano le 09.00 di mattina. Niente male per iniziare la giornata. Abbiamo la mattina e la prima parte del pomeriggio, prima di andare all’aeroporto.
Visitiamo allora lo stadio Panatenaico: in un primo momento non ci volevamo andare, ma poi l’averlo visto dal Licabetto ci ha spinti a dargli un occhiata.
Ritorniamo in centro città (anche se non è che sia poi così distante) e, percorrendo la Athinas, andiamo ancora al mercato centrale di carne e pesce. E’ uno spettacolo! Carne in quantità industriale sulle bancarelle, pezzi enormi appesi. E la zona del pesce non è da meno! Peccato non poter acquistare qualche bel pesce fresco: non sapremmo proprio come fare! Ci accontentiamo di fare qualche foto. Naturalmente però gli acquisti non mancano: olive e yogurt (un “cinema” metterlo in valigia) su tutti.
E’ ora di pranzo. Ci siamo tenuti per l’ultimo giorno lo squisito Ariston, dove ci abbuffiamo di tyropites, le tradizionali torte al formaggio.
Soddisfatti per il pranzo, con un po’ di nostalgia, ci avviamo verso l’hotel a prendere i bagagli. Fatto ciò prendiamo la metrò in direzione aeroporto. Senza disguidi e ritardi saliamo sull’aereo che ci riporta in perfetto orario a Milano. Fisicamente siamo tornati in Italia, ma con la mente siamo ancora ad Atene, culla della civiltà, città viva che sembra una colata di cemento, dove il fascino dell’antichità si contrappone alla trasandatezza, anch’essa affascinante, dei giorni nostri. Insomma, una città contraddittoria sotto molti aspetti.

RIFERIMENTI

Alloggio:
Tempi Hotel
Eolou 29; Monastiraki

Pasti:
Ariston
Voulis 10; Sintagma (pranzo, spuntino veloce)

Paradosiako
Voulis 44a; Plaka (pranzo e cena)

Taverna Damigos
Kydathineon 41; Plaka (pranzo e cena)

Vizantino
Kydathineon 18; Plaka (pranzo e cena)

Sholario
Tripodon 14; Plaka (pranzo e cena)

Taverna tou Psiri
Eshylou 12; Psiri (pranzo e cena)

Thanasis
Mitropoleos 69; Monastiraki (pranzo, cena, spuntino veloce)

Guide:
Grecia continentale, Lonely Planet;
Le guide verdi, Grecia continentale, Touring Club Italiano;
Atene, Ente Nazionale Ellenico per il Turismo.

Un commento in “Atene, non solo Partenone
  1. Avatar commento
    sjldxet vynlxw
    09/07/2007 21:52

    xemj iwamevz omvdyau dihsbxlke hnflewjy ubae gyzibjde

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