Amsterdam ieri e oggi

Rivista a distanza di anni, la capitale olandese continua a regalare i viaggiatori le sue incomparabili atmosfere

Ho già postato un diario di viaggio tempo fa su Amsterdam (Clicca QUI per leggerlo) in cui raccontavo il mio primo soggiorno lì e dove, alla fine, mi auguravo di poterci ritornare quanto prima, visto che ormai mancavo da circa un ventennio.
Sarà stato questo pensiero unito al fatto che il mio compagno di viaggi c’è mai stato che ho deciso di trascorrere il Ponte di Ognissanti nella capitale olandese, con l’intenzione di rinverdire i ricordi e rivedere, dopo così lunga distanza di tempo, una delle città più belle e vive che abbia mai visitato.
Ora che un viaggio lo si organizza in 10 minuti, mi è bastato andare sul sito della Easyjet e prenotare un economico biglietto nonché poi fare un rapido giro in Venere.com per cercare la soluzione alberghiera più confacente e... oplà, mi sono ritrovato catapultato ad Amsterdam nel ben pieno di Halloween, circondato da vampiri, finti carcerati, colorate gheishe e nobildonne veneziane che s’aggirano tra ponti illuminati e strade affollate, scansando i veloci tram moderni e i numerosi taxi. I canali sono sempre illuminati di sera e nella Rembrandtplein la musica dai tanti locali che s’affacciano sulla piazza, fulcro della vita notturna, s’ode in ogni angolo e video musicali vengono “sparati” sugli enormi schermi posti appena fuori gli ingressi.
Ferve sempre molto la vita notturna nella capitale olandese e nelle date del Ponte di Ognissanti la città è invasa da tanti italiani, spagnoli e francesi, visto che anche per loro la festa religiosa permette di usufruire dei 4 giorni di libertà lavorativa.
Amsterdam è cambiata. Non nel suo aspetto, certo, ma nella sua vita.
Ricordo che il primo impatto fu traumatico: erano all’incirca i primi anni ‘90 e in un giorno caldo d’Agosto uscii dalla Centraal Station con una tracolla piena di mappe e dei bermuda blu: non appena fuori, mi ritrovai davanti una marea di ragazzi “alternativi”, seduti sull’enorme spiazzo antistante la stazione che ascoltavano una banda rock in piena esibizione. L’odore inconfondibile di cannabis e lo stato di “trance” della maggior parte degli ascoltatori mi indusse a pensare o che sarei scappato dopo qualche giorno o che sarei caduto in trance anch’io ma per esposizione passiva.
Fortunatamente non fu così ma di certo in questi anni un po’ troppo lassismo aveva invaso la città e non si può dire che fosse un’ottima presentazione per uno dei posti più turistici d’Europa: di giorno si spacciava tranquillamente nel Red Light District (non facevo 10 passi che mi veniva offerta colombiana o libanese) e la sera l’odore acre al Dam si sentiva appena messo piede nella piazza.
Certo per me era tutte esperienze nuove quelle che stavo vivendo: le canne fatte en plein air dai tanti giovani; le donne in vetrina del Red District; le coppie gay che si tenevano per mano nelle strade; i famosi uomini statua e perfino gli animali come gli scoiattoli e i cigni nei parchi erano una totale sorpresa. E chi le aveva mai viste cose simili in Italia. E chi tuttora le vede mai cose simili!
Comunque, sebbene si potesse star tranquilli nel camminare per la città, mi fu detto che in effetti la criminalità aveva preso un po’ il sopravvento e che molti si stavano lamentando del troppo “lasciar fare” che c’era: si sperava quanto prima nell’intervento delle autorità e nel regolarizzare un po’ i molti limiti superati.
A distanza di quasi 20 anni Amsterdam ha raggiunto di certo il suo scopo: le famose “canne” sono sempre lecite ma van fumate negli appositi coffee-shops, e non si possono chiedere più di 5 gr a volta (come strano contraltare, è vietato fumare semplici sigarette!); il Red District offre ancora sesso a pagamento ma quell’aria di trasgressione che esisteva francamente non ce l’ho trovata in quanto nella Warmoesstraat ci sono più locali e ristoranti che sex-shops; e di questi ultimi, visto uno è come aver visto anche gli altri, poiché tutti offrono quasi la stessa mercanzia. E per terminarla completa, le famiglie gay sono una realtà costante non solo ad Amsterdam ma ormai in quasi tutta Europa, gli uomini statua si trovano ovunque (quelli sulle ramblas di Barcellona sono bellissimi) e gli scoiattoli con i cigni continuano a mancare nei parchi pubblici italiani.
E se 20 anni fa ho adorato Amsterdam in tutte le sue sfaccettature, direi che tuttora questa venerazione è rimasta anzi, con quest’ultima visita, si è rafforzata: è sempre splendida.
Che bello camminare per le sue strade ed ammirare i frontoni dei suoi palazzi antichi e i piccoli scenari che offrono i canali mentre si fa shopping tra i tanti negozi presenti. Che bello sedersi in uno dei tanti café di Rembrandtplein o Leidseplein e assaporare un semplice caffé o una pinta di buona birra godendosi nel contempo il passeggio. E che bello la sera, nelle strade poco rumorose, passeggiare beatamente e godersi l’aria frescotta e le luci soffuse.
Che bella Amsterdam, in qualunque stagione si vada.

Come spostarsi
Partendo dal biglietto aereo, ho acquistato con molto anticipo (la data di Ognissanti è sempre molto gettonata quindi i prezzi crescono davvero in breve tempo) il biglietto aereo ed ho deciso di viaggiare con Easyjet: per due persone con 1 bagaglio da stiva ho pagato in tutto 250€.
Ottimi anche i prezzi di Transavia, Alitalia e KLM se però acquistati sempre con larghissimo anticipo.

TRASPORTI LOCALI
A piedi è la miglior soluzione: si apprezza la città, il centro è a misura d’uomo e si può far shopping. Ovvio che è solo un modo, ma per spostarsi Amsterdam offre le soluzioni migliori e più ecologiche: tram e autobus ultima generazione.
Evitare assolutamente di comprare il biglietto singolo: costa 2.60€ per una tratta. Meglio farsi un day ticket: la GVB, l’azienda di trasporti locale, ne offre di vario tipo. Si parte infatti dal day ticket 24h, che costa 7€ ed è valido dalla prima timbratura, poi c’è quello 48h che costa 11.50€, quello 72h che costa 15.50€ e così via fino a quello 168h (che sono in effetti 7 giorni) che costa 30€, tutti utilizzabili sui tram e sugli autobus cittadini.
Si comprano nei ticket offices della Metro o al Bureau davanti la Centraal Station e bisogna aggiungere 0.50€ se li si paga in contanti.
Il Canalbus, che molti suggeriscono come mezzo di spostamento, ha però più carattere turistico.
Per chi arriva con l’aereo a Schiphol, ci sono i treni che quasi ogni 10 minuti portano alla Centraal Station e il biglietto, sui 3.50€, lo si può comprare con solo carta di credito alle apposite macchinette oppure alle biglietterie site nella hall delle partenze.

Restando in tema di acquisti, pagare con la carta di credito è un must ad Amsterdam quindi munitevi dei vostri codici altrimenti preparatevi ad affrontare le code agli sportelli (celeri ma pur sempre una seccatura).

Dove alloggiare
Per la scelta dell’albergo, devo anticipare che Amsterdam è una città carissima a riguardo: per una doppia in un albergo ad 1 stella ho visto prezzi da 80€ in su! Comunque, comparando le offerte di Booking e Venere con le recensioni di Tripadvisor, ho trovato un buon compromesso ed un prezzo accettabile all’Hotel Bridge, un tre stelle che s’affaccia sull’Amstel: per una doppia in B/B abbiamo pagato 400€ per tre notti. Ed era uno dei più economici!
Itinerario
29 Ottobre 2011
Il volo Easyjet da Malpensa per Amsterdam delle 14.15 è pieno e noi passeggeri lottiamo un po’ per sistemare bagagli, zaini e giacconi ma alla fine tutto trova la collocazione giusta così l’equipaggio può definire terminata la fase di preparazione e l’aereo è pronto per poter decollare: pochi minuti e poi si è già in volo per la capitale olandese in un cielo poco nuvoloso, che troveremo uguale anche all’arrivo.
Dopo l’atterraggio, ritirato il bagaglio e comprato il biglietto alla stazione ferroviaria nell’aeroporto, saliamo sul primo treno in partenza per la Centraal Station e in circa 20 minuti arriviamo al capolinea.
Per raggiungere l’hotel dobbiamo prendere il tram n° 9 ma prima acquistiamo al vicino Office GVB (uscendo, sulla sinistra) il biglietto orario e preferiamo prendere quello da 72h. Consigliamo di utilizzare la carta di credito in quanto la fila è molto più celere: attendere in coda anche forniti di numero è stato estenuante.
Comunque il capolinea del tram è proprio di fronte l’office e dopo circa 10 minuti scendiamo a Waterlooplein, una tranquilla piazza subito dopo il Blauwbrug, l’unico ponte di Amsterdam arricchito da statue in quanto costruito sulla falsariga del ponte Alexander I di Parigi.
Percorriamo la riva sinistra dell’Amstel ed arriviamo all’albergo, l’hotel Bridge, dove prendiamo possesso della nostra camera con visuale canale: sistemato il bagaglio ed acceso il termosifone (l’aria fresca si fa sentire), ci incontriamo con i nostri amici Diego ed Alessandro, arrivati prima di noi con un volo Alitalia ma ospiti nello stesso albergo, e decidiamo di fare un giro dei dintorni e di cercare nel contempo un ristorante dove cenare.
Il Magere Brug, il ponte di legno più fotografato di Amsterdam, è illuminato già nelle brume del tramonto e, visto che è Sabato sera, la città si prepara a festeggiare Halloween: per strada c’è un certo via vai di persone travestite pronte ad affrontare le feste in programma.
Poiché non è abitudine degli olandesi cenare molto tardi, decidiamo di fermarci in una steak house argentina proprio in Waterlooplein che offre grigliate e patatine: il nome è Akavan e, seppure la carne sia tenera e le patate croccanti, il conto che ci arriva ci fa intendere che Amsterdam non è proprio una città economica.

30 Ottobre
E’ una mattina uggiosa di Domenica quella che stiamo per affrontare dopo la lauta colazione in albergo ma la minaccia di una pioggia improvvisa non ci demorde dal voler effettuare una visita più approfondita della città e del suo centro.
Partiamo decisi e, tramite il Magerebrug e la Kerkstraat, arriviamo alla Amstelkerk, una vecchia chiesa calvinista che attende ancora di essere smontata e ripiazzata altrove: infatti il posto su cui sorge era considerato un luogo provvisorio ma, visti i secoli trascorsi, ormai è diventato definitivo.
Da qui risaliamo lungo la Reguliersgracht fino a sbucare nella Rembrandtplein che ora, alla luce del giorno, si tedia nella tranquillità e nel silenzio: in bella mostra al centro, la statua di Rembrandt si presta come sfondo alle consuete foto di gruppo, che non manchiamo di fare.
Imbocchiamo quindi l’ampia Reguliersbreestraat per ritrovarci in pochi minuti al Mountplein, dove svetta alta la Munttoren, una delle tante famose torri di Amsterdam, che si trova proprio di fronte al punto in cui il fiume Amstel e il canale Singel si congiungono. Questa torre faceva parte di una delle porte della città, quando ancora esisteva la muraglia medievale: il nome della torre in olandese significa "casa della moneta" perché veniva utilizzata per conservare monete d´oro.
Più avanti, contrassegnato da bancarelle colorate, inizia il Bloemenmarkt, il lungo mercato dedicato ai fiori, e ci inoltriamo lestamente nella già affollata via: abbiamo percorso circa 200 m in più di 1 ora per fermarci in ogni negozio e in ogni bancarella!
Dopo aver odorato fiori, tastato bulbi, comprato zoccoli con semi di tulipano, visti i prezzi dei ricordini kitsch, visitato il Christmas Palace (negozio che vende oggettistica natalizia) e fatto un breve spuntino di mezza mattinata da Der Kaaskelder (vende formaggi e ne offre piccoli assaggi), sbuchiamo finalmente a Konigsplein e subito imbocchiamo la Heiligeweg che ci porta al cuore dello shopping di Amsterdam: la Kalveerstraat. Quando la percorriamo, i negozi e i grandi magazzini sono ancora chiusi ma possiamo ammirare le belle incisioni presenti sulle facciate dei palazzi, che indicano spesso l’arte esercitata dal primo proprietario.
A metà strada, dopo l’incrocio con lo Spui, sulla sinistra, si apre il colorato portale del Museo della Storia di Amsterdam nel cui cortile interno troviamo, in forma ridotta, la scritta “I Amsterdam” (logo della città). Alla fine della strada, totalmente pedonale, sbuchiamo nella piazza principale, il Damrak.
Ai piedi del bello anche se un pochino anonimo Palazzo Reale, si apre una delle più vive piazze d’Europa. Sebbene sia mattina inoltrata, già si spande l’odore di hot dog e ciambelle nell’aria e una marea di turisti scattano foto sia alla alta ma un po’ nascosta mole della Nieuwekerk, sia al National Monument situato all’opposto, sia ai tanti artisti di strada che compiono i loro spettacoli qui.
Percorriamo un tratto della Nieuwendijk, regno dei negozi a buon mercato, per sbucare, tramite un passaggio coperto, davanti la Borsa, un alto edificio che svetta sul Damrak, il lungo viale che va dal Dam alla Stazione Centrale.
La piazza antistante è occupata dagli indignados locali ma noi, data la nostra adesione morale, superiamo l’accampamento di striscioni e tende e ci inoltriamo nella Beursstraat fino all’incrocio con l’Oudebrugsteeg dove, svoltando a destra, raggiungiamo quello che è il cuore del Red Light District: Warmoerstraat.
Una volta camminare per questa strada voleva dire che si era nel pieno del quartiere più trasgressivo d’Europa poiché sex-shops, coffee-shops, prostituzione in bella mostra e quant’altro erano alla portata del pedone. Ora sembra di passeggiare per una qualunque strada di città: benché di locali già citati non ne mancano, tutto ha l’aria di “struscio” domenicale. Anche il resto della compagnia trova poco “hot” la visita e le donnine in bella mostra (da non fotografare assolutamente!) fanno più tenerezza che vera trasgressione. Noi arriviamo alla Oude Kerke in breve e siamo tutti concordi che questa è la chiesa non solo la più bella di Amsterdam quanto quella che ha la scenografia di contorno migliore di tutte: i bei palazzi del circondario ne esaltano la struttura e anche i canali e i ponti fanno la loro parte, fornendo spunti per foto e primi piani.
Passeggiando, passiamo davanti al Fo Guang Shan He Hua Temple (un tempio scintoista bellamente ricostruito qui) e poi ritorniamo per lo Stormsteeg e il Lange Niezel sulla Warmoestraat, risalendola tutta e ritrovandoci così agli inizi del Damrak.
Sostiamo per un panino da Le Peut Au Feu, una steak house poco prima del SexMuseum (una disgressione: l’ho visitato 20 anni fa ed è un museo dedicato all’arte erotica nel mondo. Certo l’oggettistica è varia e molto “in tema” ma non è l’elogio alla pornografia) e poi, tramite la Haringpakkerssteeg, ci incamminiamo sulla parte finale della Nieuwendijk, per proseguire dritti fino all’inizio del Singel.
Proseguiamo la passeggiata lungo la Haarlemstraat, strada alla moda piena di ristoranti e negozi e svoltiamo all’Herenmarkt per raggiungere il Brouwersgracht, che si affaccia su uno dei canali più caratteristici e belli della citta: l’angolo di questo con il Prinsengracht lo consideriamo all’unisono uno dei posti più affascinanti, con le sue house boats, i ponti e i palazzi rinascimentali che si affacciano sui viali alberati.
Scendiamo lungo la riva sinistra del Prinsengracht, ammirando a metà percorso l’alta mole della Noorderkerk, una chiesa calvinista abbastanza anonima, fino ad ad arrivare alla nostra destinazione finale: la casa di Anna Frank.
Devono esserci stati lavori di ristrutturazione all’immobile perchè ricordo che c’era un diverso ingresso e il palazzo non si presentava con l’aspetto moderno che ora ha ma, di certo, sembra esserci davanti la stessa identica lunga fila che affrontai anche la prima volta!
Con pazienza e a piccoli passi (e dopo 20 minuti) entriamo nel moderno ingresso da cui poi si accede alla vera casa di Anna Frank che, per essere precisi, era l’ufficio dove aveva sede la ditta del padre e dove si rifugiò per più di due anni prima di essere arrestata e deportata.
La visita, che segue un determinato percorso arricchito di memorabilia e di reperti storici nonché di foto testimonianze dell’orribile strage a cui il popolo ebreo (sarebbe da allungare la lista ma la finiamo qui) fu sottoposto solo per mero pregiudizio e per interesse economico, si protrae per poco più di un’ora e all’uscita troviamo già l’imbrunire che avanza: una rapida visita alla Westerkerk, di fronte alla Casa e con i tram rientriamo in albergo, giusto il tempo per riposare qualche oretta e uscire poi per la cena, che viene effettuata al Ristorante Romana in Reguliersdwaarsstraat 7.

31 Ottobre
Questa mattina il nostro percorso di visite si divide: dopo la lauta colazione in albergo, partiamo tutti e quattro per il Rijkmuseum, anche se per ora la prima meta comune è il logo I AMSTERDAM che è situato sul retro del museo, nell’ampio giardino che si apre alle spalle e le cui lettere, alte più di due metri, si offrono per divertenti e simpatiche foto a tutti i turisti.
Da qui poi raggiungiamo a piedi il Van Gogh Museum dove Alessandro e Diego, avendo acquistato il biglietto on line, effettueranno una visita all’esposizione dei quadri del famosissimo pittore olandese: li lasciamo all’ingresso da dove, in tram, raggiungiamo Leidseplein, una delle più vivaci piazze della città, al momento ancora sonnacchiosa e tranquilla.
Visto che è Lunedì e molti negozi sono già aperti, approfittiamo della bella giornata di sole per percorrere la Leidsestraat e fare un po’ di noising sulle vetrine per poi concludere la passeggiata al Singel, dove prendiamo un altro tram che ci lascia alle spalle del Palazzo Reale.
Entriamo qui nel vecchio edificio delle Poste, ora trasformato in un enorme centro commerciale (Magna Plaza è il nome corretto) ma, dopo un breve giro e un caffè veloce in un bar, ne usciamo per prendere al volo il tram che ci riporta alla Westerkerk, visto che il giorno prima abbiamo apprezzato solo l’esterno, per giunta anche circondato da lavori pubblici.
La vasta chiesa si presenta come la più grande e monumentale testimonianza del famoso Secolo d’Oro (periodo di massimo splendore nel 17° secolo) e l’interno pare contenga la tomba di Rembrandt, anche se non è stata mai scoperta: dentro è abbastanza spoglio ma da’ comunque una certa aria di solennità. Usciamo per dar uno sguardo veloce all’Homomonument, sito sul retro e dedicato a tutti coloro che han subito persecuzioni per il loro orientamento sessuale, e ritorniamo in albergo per un veloce cambio d’abito: l’aria frizzantina del mattino è stata sostituita da un sole abbastanza caldo e i giacconi pesanti sono un po’ troppo per la meravigliosa giornata che c’è.
Nel contempo, un sms dei nostri due amici ci avverte che la loro visita al Van Gogh Museum volge al termine e concordiamo di incontrarci quanto prima di nuovo in Leidseplein: tempo 20 minuti e grazie ai rapidi tram, ci incontriamo davanti a “The Bulldog”, uno dei più affollati coffee-shop della piazza.
Riunita la piccola combriccola e decisi a trovare un posto per un rapido spuntino, ripercorriamo di nuovo Leidsestraat, stavolta fermandoci anche in alcuni negozi e ammirando i frontoni dei palazzi, fino ad uno stop a Caffé Divertimento, proprio agli inizi del Bloemenmarkt: seppure offre tavolini all’aperto e vista sui fiori, è un pochino esoso come prezzi (d’altronde siamo ad Amsterdam, c’è da aspettarselo).
Il rapido spuntino viene consumato in breve e si decide così di raggiungere in tram la Stazione da dove poi iniziare a visitare la parte del porto che è rimasta in sospeso ieri: prendiamo un tram (non ricordo il numero ma è uno dei tanti che arrivano fin lì) e al capolinea ci ritroviamo ai piedi del maestoso edificio dallo stile che è un incrocio di Neo-Gotico e Neo-Rinascimentale e che da’ a questo enorme edificio un aspetto davvero spettacolare, tanto da essere considerato uno degli edifici piu’ belli di Amsterdam. Adesso lo possiamo ben guardare come tale ed in effetti il suo coloro rosso e le sue forme sono molto particolari e rappresentano una innovazione per le architetture fine XXVIII secolo.
Attraversiamo l’affollata strada proprio di fronte alla St. Nicolaas Kerk, visibile con il suo alto campanile appena si esce dalla stazione, e svoltiamo a sinistra, giusto per trovarci in breve davanti alla Schreierstoren, l’antica torre di difesa in cui gli equipaggi attendevano l’imbarco sui 'lichters', un tipo di barca a fondo piatto, che li portavano poi verso l'isola di Texel, dove le navi della Compagnia Orientale delle Indie erano in attesa di un vento favorevole per salpare: la nostra guida narra che il nome della torre (Torre del Pianto) deriva dal fatto che le donne piangenti salutavano i mariti qui.
Scendiamo lungo il Gelserdegade con una bella passeggiata al fresco degli alberi e della leggerissima brezza marina fino ad arrivare alla Waag, che è la più antica porta di Amsterdam, dove nelle sue torri i condannati attendevano il momento della loro esecuzione pubblica.
Ci infiliamo nell’affollata SintAntoniesbreestraat, che ci porta dritto alla piazza-ponte antistante la casa di Rembrandt: spostandoci sul lato sinistro, ammiriamo il bel panorama che da’ sull’Oudeschans e da cui si vedono, da lontano, la Montelbaanstoren con il suo bianco campanile in legno (che compare in alcune opere di artisti come Rembrandt) e la falsa prua del NEMO, il Centro Scientifico di Amsterdam, un edificio originale ed unico che si trova all’inizio del tunnel che porta ad IJ e dal cui tetto si ha una vista mozzafiato su Amsterdam.
Inizia ad imbrunire e decidiamo di rientrare in albergo, passando davanti la bianca Zuiderkerk, ora sconsacrata, e percorrendo il Kloveniersburgval fino al ponte Halvemaanbrug, che scavalca l’Amstel ed offre bei panorami sia a destra, con gli alberghi le cui facciate fiorite e colorate sono lambite dalle acque, sia a sinistra, in cui si intravede l’alta mole dello Stopera, il moderno teatro di musica.
Giungiamo in albergo giusto per un riposino ed una doccia ristoratrice poi, con un discreto appetito, andiamo alla ricerca di un ristorante in cui sfamarci a prezzi modici: siamo in Reguliersdwaarsstraat leggendo distrattamente un menù di un ristorante thailandese proprio di fianco al ristorante Romana che un avventore ne esce e ci invita ad entrare con molta enfasi, rassicurandoci che quello è il miglior e più economico ristorante di Amsterdam. Accettiamo con scarsa fiducia ed entriamo da Phutakun, al n° 11, in cui due signore gentilissime ci accolgono dandoci un ottimo tavolo e un menù che si presenta ricco di leccornie thai: fatte le ordinazioni, veniamo ben presto serviti da abbondanti libagioni il cui prezzo, alla fine, è di poco superiore ai 20€. Trascorriamo poi il resto della serata fredda con una passeggiata fino al Dam e facendo foto notturne alla città e ai suoi canali.

1 Novembre
Ci ritroviamo a colazione per l’ultimo nostro giorno olandese ma i nostri amici partiranno subito dopo mentre io e Roby abbiamo ancora la mattinata a disposizione per effettuare qualche altro giro.
Salutati i ragazzi e lasciata la valigia in custodia presso l’albergo, ci concediamo una ultima passeggiata per le strade della città, fermandoci in alcuni negozi per acquistare il ricordino di turno o semplicemente per curiosare tra la mercanzia: tra i tanti, suggerisco un giro da Xenos, che vende colorata e divertente oggettistica di vario genere.
Arriviamo tramite la Kalverstraat, il Dam e la Nieuwendijk fino alla Stazione e poi da lì riscendiamo lungo tutto il Damrak fino alla piazza, da dove prendiamo il tram che ci riconduce all’albergo, per ritirare il bagaglio e partire alla volta dell’aeroporto.
Nel giro quindi di neanche un’ora ci ritroviamo nella hall dedicata ai voli Easyjet e quando il nostro aereo decolla in perfetto orario alle 16.25, Amsterdam sfila alla nostra sinistra, mostrandosi anche dall’alto sempre più bella che mai.

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