Pedalando lungo il Mincio

All’insegna dello “slow travel” lungo uno dei fiumi più belli d’Italia

Basta una giornata a disposizione e la voglia di un sano e non difficile esercizio fisico: il resto lo farà il paesaggio, dolcissimo e placido, che incontrerete costeggiando il Mincio, nel tratto che da Peschiera del Garda conduce a Mantova.
Qui è stata realizzata una pista ciclabile dalle grandi attrattive naturalistiche e paesaggistiche; in pochi chilometri si va dalla costa del lago di Garda a Mantova, attraversando una verdissima campagna, scoprendo borghi deliziosi, avendo come azzurro filo conduttore lo scorrere calmo delle acque del fiume.
Davvero una bella e facile esperienza, adatta anche per famiglie con bambini; noi abbiamo percorso il tratto della pista ciclabile che porta da Peschiera fino nei pressi di Marengo, per poi tornare a Peschiera.
Esiste tuttavia la possibilità, e lo raccomandiamo fortemente, di usufruire del servizio treno + bici delle F.S. che permette di arrivare fino a Mantova e poi di usufruire del treno per il ritorno.
Occorre però pianificare la cosa con notevole anticipo ed informarsi molto bene circa gli orari, dato che reperire le varie coincidenze ed informazioni durante i giorni festivi risulta parecchio difficoltoso; è bene quindi considerare questa opportunità durante la settimana, quando tutti gli uffici di informazione sono aperti.
Se non disponete di bicicletta propria o di portabici, esistono dei noleggi di cicli a Peschiera; noi ci siamo trovati particolarmente bene da Bauer, in Via Venezia 21, nei pressi della Stazione. (Tel. O45/6401970)Premettendo che la pista ciclabile può essere percorsa naturalmente in entrambi i sensi, descriviamo l’itinerario partendo da Peschiera.
La pista ciclabile inizia proprio nei pressi del casello della A4 di Peschiera del Garda; qui esiste una discreta possibilità di parcheggio; chi usufruisse del treno può raggiungere facilmente questo punto dalla vicina stazione ferroviaria.
La pista ciclabile si snoda di fianco al fiume, in un tratto iniziale che spesso è appannaggio di gare di pesa sportiva; nel caso appunto ci fosse una gara in corso si richiede un transito “tranquillo” evitando eccessivi rumori.
Colpisce subito la dolcezza del paesaggio: l’acqua, che scorre assai calma, ha riflessi incredibili tra l’azzurro ed il verde e lo stormire delle fronde degli alberi che vigilano sul fiume accompagna il ritmo della pedalata.
Il primo paese che si incontra, o meglio si intuisce, è Ponti sul Mincio, riconoscibile per la bella chiesa che da una piccola altura vigila sul paesaggio.
Il percorso prosegue sempre in piano e la campagna offre scorci davvero indimenticabili; tutto è ovattato, tranquillo: davvero un piacere per i sensi abituati al vorticoso ritmo cittadino.
Si entra nel territorio del vero e proprio “Parco del Mincio”, ben segnalato dagli appositi cartelli.
Superata la centrale di Salionze si giunge nei pressi di Monzambano: a farci compagnia sono sempre gruppi di pescatori e, talvolta, splendidi cigni che galleggiano eleganti sull’acqua.
Il paesaggio circostante si fa ora ondulato, per accompagnarci nei pressi di Valeggio, annunciato dall’inconfondibile sagoma del ponte visconteo; sulla sinistra, adagiato sull’altura che delimita il corso del fiume, il bel parco – giardino “Sigurtà”.
Il gioiello tuttavia, autentica perla adagiata sul corso del fiume, è Borghetto, una frazione di Valeggio che sorge sull’acqua del Mincio.
Qui storia e natura esercitano un connubio di incredibile fascino: il borgo medioevale, circondato dalle merlature ghibelline, si specchia sulle acque che alimentano una serie di antichi e caratteristici mulini; qui è possibile trovar traccia del passaggio dei Gonzaga, degli Scaligeri, dei Visconti, della Serenissima di Venezia, di Austria e di Francia.
Qui è il regno di chi vuol godere di pace e tranquillità in uno scenario incomparabile ma anche di chi vuole deliziarsi con l’indiscusso re gastronomico della zona, il Tortellino di Valeggio, così celebre da meritarsi tutti gli anni un’apposita festa e da essere il protagonista di una romantica leggenda (vedi in “Gastronomia”).
Purtroppo Borghetto è ciclicamente invasa, nei week-end della bella stagione, da migliaia di turisti che, inevitabilmente, rompono l’incanto di questo luogo: per chi può permetterselo è consigliabile usufruire di un giorno feriale oppure scegliere un periodo dell’anno in cui non trovare ressa.
Avanti, ora… il ritmo della nostra pedalata ci porta oltre, Volta Mantovana rimane sulla nostra destra, vicina ma invisibile per chi percorre l’argine.
Il volo radente di un piccolo e coloratissimo aereo ci segnala la presenza di un campo d’aviazione per aerei da turismo, contrassegnato dall’insolita sagoma di un vecchio jet militare, quasi un monumento a quella che già sembra archeologia industriale.
Eccoci a Pozzolo; qui un chiosco vende bibite e panini e fornisce un aiuto a coloro che non si sono portati viveri da consumare al sacco.
Il tempo di arrivare a Marengo, nei pressi di Goito, e dobbiamo far ritorno… purtroppo non siamo stati avveduti e non abbiamo pianificato di arrivare fino a Mantova servendoci poi del treno.
Pazienza, sarà per un’altra volta.
Resta il ricordo indelebile di una bellissima giornata, trascorsa insieme ai nostri bambini in maniera insolita e coinvolgente: davvero un’esperienza semplice ma assolutamente consigliabile!Siamo in una terra generosa, terra di confine tra Verona e Mantova, sospesa tra lago e fiume: nasce un mix di sapori e di usanze culinarie veramente particolare, su cui si erge, signore incontrastato, il mitico “tortellino di Valeggio”.
Vale la pena di fare un breve excursus tra storia e leggenda: il tortellino, dalla classica forma, ricorderebbe il “nodo d’amore” allacciato in un fazzoletto di seta dorata da Malco, il capitano delle truppe Viscontee che alla fine del 1300 stazionavano in questa zona, e Silvia, una splendida ninfa abitatrice delle acque del fiume.
Il nodo d’amore venne intrecciato a memoria imperitura dell’intralciata passione amorosa.
Sta di fatto che oggi noi possiamo gustare un prodotto davvero unico, rigorosamente fatto a mano, che trova il suo ideale accompagnamento con burro fuso e salvia, anche se è ottimo anche proposto in brodo.
La città di Valeggio annualmente dedica al “nodo d’amore” una festa che solitamente si tiene nella seconda metà di giugno ed ha come teatro una immensa tavolata che si snoda sul ponte Visconteo: naturalmente il tortellino è il protagonista assoluto della serata e viene servito, è il caso di dirlo, in tutte le salse.
Ottimi anche i salumi locali; da segnalare, nella zona di Ponti Sul Mincio, gli “strangolini”, sorta di gnocchetti di pane, aglio, formaggio ed uova ed il “fogassin”, tipico dolce invernale.
La presenza del fiume si avverte fortemente in piatti come il luccio in salsa; anche trota ed anguilla, nonché il pesce bianco, preparati in vari modi sono degli assoluti protagonisti e ben si sposano coi vini DOC della zona, come il Bianco di Custoza ed il Bardolino o, se volete azzardare, col Rosso dei Colli Morenici.Il percorso è assolutamente consigliabile per chi ha bambini: la quasi totale assenza di dislivello e la non presenza di traffico veicolare lo rende perfettamente idoneo a chi voglia affrontare questa esperienza con i propri figli.
Ricordate solo, nelle giornate assolate, un’adeguata protezione ed un copricapo!

2 commenti in “Pedalando lungo il Mincio
  1. Avatar commento
    Lino
    26/09/2004 09:49

    Splendido il percorso da Peschiera a Mantova,solo da far notare la mancanza di qualche cartello di segnalazione della ciclabile in qualche deviazione, Abbiamo deviato dal percorso, allungandolo, ben tre volte.

  2. Avatar commento
    claudials
    28/08/2004 19:30

    Mi ha emozionato tantissimo leggere di questo viaggio lungo il Mincio! Tempo fa sono stata a Borghetto, un luogo bello si, ma soprattutto magico... spero un giorno di poter sentire ancora il dolce canto di questo fiume! Un bacio a Valeggio & Borghetto!! claudia

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