Il nord dell'Islanda

in viaggio con Ricky in Islanda

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Il nord dell'Islanda

Benzin? Diesel?
Siamo appena sbarcati dalla Norrona, il vecchio ferry che fa la spola tra Hanstolm, in Danimarca, le Faroe, la Norvegia, le Shetland per approdare poi all'Ultima Thule, l'Islanda.
Le parole della piccola funzionaria di dogana in uniforme grigia risultano piuttosto secche e fredde: saranno l'unica infinitesimale nota stonata di un popolo che si rivelerà incredibile, cordiale e sorridente, degno abitatore di una terra che non esitiamo a definire magica.

Clima

In estate il clima è fresco, ma non freddissimo così come forse qualcuno si attenderebbe.
Diciamo che le punte minime di temperatura sono state sugli 8° e le massime sui 20°.
Attenzione: in Islanda il clima è mutevole e non bisogna assolutamente temere la pioggia: si dice che in una giornata spesso si possa vivere il clima delle 4 stagioni!

In valigia

Portate l'occorrente per un tipico abbigliamento "a strati"; indispensabili un paio di scarponcini da trekking ed un K-way che resista a pioggia e vento.
Non scordate un repellente per insetti se avete intenzione di visitare la zona del lago Myvatn!
Consiglio di portare con voi un canocchiale, ottimo per fare bird watching.

Come spostarsi

Noi abbiamo scelto di "affrontare" l'Islanda con un mezzo nostro, un monovolume Ford Galaxy, giungendo dall'Italia.
Le strade in Islanda vanno sempre affrontate con una certa cautela: in certi tratti anche la N° 1, la strada principale che fa il periplo dell'Isola, può diventare difficoltosa da affrontare e lunghi tratti sono ancora sterrati.
Le altre strade sono spesso sterrate, ed alcune (contrassegnate dalla lettera F precedente il numero) sono vere e proprie piste per fuoristrada; pur trovandomi generalmente bene e non avendo avuto grossi problemi, ho rimpianto a lungo di non possedere un fuoristrada.

Dove alloggiare

Ad Akureyri abbiamo pernottato presso l'Edda Hotel sito in Eyarlandsvegur: è stato il nostro unico pernottamento in albergo in Islanda.
Le camere sono essenziali, pulite e spaziose: negli Edda hotel esiste anche la possibilità di sistemazioni in sacco a pelo in stanze apposite; l'albergo è nelle vicinanze della piscina comunale.
La prima colazione, a buffet, viene servita in una stanza apposita al piano terra ed è discreta; attenzione: in Islanda, se non siete dei... nababbi, scordatevi l'offerta alberghiera tradizionale!

In cucina

Diciamolo chiaramente: tra i mille affascinanti lati dell'Islanda, quello gastronomico non è sicuramente il più attraente.
Non mancano tuttavia specialità, quali ad esempio il salmone, che potrete trovare dappertutto ed a prezzi davvero convenienti.
Anche altro pesce (aringhe, merluzzo) è di facile reperibilità e di basso costo; una autentica "specialità" è l'hardfiskur, eglefino disidratato fatto seccare all'aria, che viene spesso consumato come snack (facile vedere bimbi ed adulti che se lo sgranocchiano per strada).
Discreta è la carne di agnello, se si lasciano perdere alcune fantasiose preparazioni locali, come lo slàtur, sorta di miscuglio di frattaglie di pecora, oppure i testicoli di montone serviti con salsa di siero di latte!
Abbiamo provato, invece, l'hàkarl, piatto nazionale costituito da carne di squalo putrefatta: dato che questa esperienza l'abbiamo fatta durante il nostro soggiorno al Sud, ne parleremo in un altro articolo....
I ristoranti sono in genere da considerare molto costosi: un'autentica eccezione è costituita dal Bautìnn ad Akureyri, citato più sopra: ottime specialità in un ambiente caratteristico ad un prezzo abbordabile; una vera rarità in Islanda!
Un bel metodo per salvarsi... la vita è quello di arrangiarsi preparando i propri pranzi all'aperto; in caso di maltempo una stazione di servizio dove mangiarsi le onnipresenti salsicce islandesi la si trova sempre!

Itinerario

DA SEYDISFJORDUR AD AKUREYRI
Le formalità in effetti terminano dopo che le ruote della nostra Galaxy sono state adeguatamente disinfestate, così come le suole delle nostre scarpe: non arriviamo assolutamente dalle Shetland, quindi in teoria il pericolo dell'afta non esisterebbe, ma tant'è; una volta che asseriamo di non portare alcuna attrezzatura da pesca (che altrimenti avrebbe dovuto essere sterilizzata) siamo liberi di avventurarci sul suolo Islandese.
In effetti una piccola idea ce la siamo fatta (o almeno crediamo di essercela fatta) già imboccando lo stretto fiordo che porta al porto di Seydisfjordur: alte pareti verdi con le cime imbiancate delimitano il fiordo dall'acqua azzurrissima, in alto è tutto uno stridio di uccelli marini, la giornata è tersissima, nell'aria rarefatta il profumo (la puzza forse, ma vi giuro che nel ricordo fantastico tutto si trasforma) degli essicatoi di aringhe e sulle rive linde casette colorate che contrappuntano con una nota di nordico colore le scoscese alture, da cui scendono in mare imponenti cascate.
La nostra meta sarà Akureyri, la capitale del Nord, e dovremo quindi impegnarci in un lungo viaggio lungo la mitica strada N.1, la strada che traccia il periplo costiero dell'Islanda.
Lasciamo quindi la cittadina di Seydisfjordur per dirigerci in direzione di Egilsstadir, il più vicino centro abitato dove avremo modo di cambiare la valuta e di fare rifornimento di carburante.
La strada è subito scoscesa e costeggia un fiume rinomato per essere ricco di salmoni; la nota dominante è data dal colore verde dei prati (alberi nemmeno a parlarne), dalle pozze di acqua scintillante e dal vento teso e fresco.
La vista, giunti in cima al passo che separa Seydisfjordur da Egilsstadir è a dir poco grandiosa: chi non è stato in posti simili non può capire cosa significa in Islanda la parola "visibilità"; il tuo sguardo spazia davvero all'infinito ed abbraccia mare, fiumi, ghiacciai, catene montuose e pianure in cui i segni di presenza umana sono quasi inesistenti, se tralasciamo la cittadina di Egilsstadir che si stende proprio sotto di noi.
Il nostro punto d'osservazione è ai margini della strada, in una piazzola appositamente ricavata: d'intorno chiazze di neve contrassegnano i prati punteggiati da caratteristici fiori bianchi.
Una serie di curve in ripida pendenza ci accompagna all'ingresso di Egilsstadir: città a tutti gli effetti in Islanda, per noi villaggio piuttosto anonimo, composto da case basse e da servizi per turisti.
Più stazioni di servizio, due banche, due supermarket, qualche fast food: avverti il posto di frontiera, avverti il trampolino verso l'avventura.
In realtà i dintorni di questa cittadina sono meravigliosi, ce ne accorgeremo poi al ritorno, quando vi pernotteremo per due giorni.
Presso la Landsbanki Island effettuiamo il nostro primo cambio: qui facciamo la nostra conoscenza con le corone islandesi e soprattutto con la cortesia e la gentilezza di questa gente. Tutti parlano inglese, tutti sorridono, tutti ti danno una mano; in un angolo un termos con il caffè, casomai ci sia da attendere, è pronto e disponibile per tutti.
Mangiamo una pizza anonima, ma neanche da buttare, in un locale della catena Pizza67; sperimentiamo per la prima volta cosa si voglia significare quando si dice che l'Islanda è un paese caro.
Ora non ricordo esattamente il prezzo, ma calcolate assolutamente il doppio (il doppio per davvero!) di quanto spendereste in Italia; la nostra scelta di esserci preparati a mangiare spesso all'aperto si rivelerà vincente, tanto più che la cucina Islandese non è propriamente uno degli aspetti più suggestivi dell'isola.
Facciamo il pieno presso la stazione della Esso: 2470 lire, lira più lira meno, per la benzina verde al litro; siamo pronti a dirigerci verso Akureyri.
La strada rimane asfaltata giusto per pochi chilometri, poi inizia con grande gioia dei bambini lo sterrato, per la verità assai ben percorribile: ci inoltriamo verso zone che man mano assumono sempre più connotati desertici ed i vari insediamenti rurali vengono segnalati con grande evidenza, quasi si trattasse di paesi.
Sulla strada troviamo pochissima gente ed i rari mezzi che incrociamo sono poderosi fuoristrada che procedono a velocità piuttosto sostenuta, sparando raffiche di terriccio e qualche sasso.
Raggiungiamo un desolato altopiano, paesaggisticamente spettacolare; tuttavia procediamo abbastanza speditamente, dato che l'intenzione è di raggiungere in giornata Akureyri, che poi useremo per quattro giorni come base per conoscere il nord dell'Islanda.
Dopo un tragitto abbastanza lungo giungiamo nell'area geotermica del lago Myvatn: ancora una volta a prevalere sono le emozioni forti; dal terreno caratterizzato da colorazioni incredibili che sfumano in toni ora giallastri, ora neri, ora rosso vivo, fuoriescono getti di vapore, si aprono crateri e fumarole, si diffondono nell'aria fumi dal fortissimo odore di zolfo. Il paragone con gli inferi può risultare fin troppo scontato; la zona è servita da una serie di passerelle in legno e piazzole di osservazione, corredate da cartelloni esplicativi ben fatti e soprattutto scritti anche in inglese, il che non guasta.
Rimane impressa nella mente la figura della montagna contrappuntata da sbuffi di fumo che si staglia su un cielo così blu che più blu non si può.
Giunti nei pressi del lago il paesaggio cambia improvvisamente, diviene quasi idilliaco: le azzurrissime acque sono circondate da rive verdi e contrassegnate da formazioni laviche che creano fantastiche sculture in pietra scura.
Verso sera arriviamo ad Akureyri, dopo aver percorso il breve tratto tra Myvatn e la città, tratto in cui abbiamo l'opportunità di fermarci a Godafoss, una delle cascate più spettacolari d'Islanda: sebbene il salto d'acqua non sia altissimo, l'ampiezza delle cascate, la forma a ferro di cavallo ed il vapore che si alza formato dall'enorme portata d'acqua le rendono fortemente consigliabili.
Il colpo d'occhio offerto da Akureyri, a capo di un fiordo (Eyjafjordur) contornato da imponenti cime sulle quali occhieggiano ampie chiazze di neve, è veramente eccezionale e la cittadina ci si rivela in tutta la sua bellezza nella luce ancora fulgida della serata Islandese; la luce del sole calerà, e non del tutto, verso le ventitre, lasciando lo spazio ad una chiara notte.
Ad Akureyri soggiorneremo per quattro notti presso l'hotel Edda della città.
La mattina ci accoglie il maltempo: freddo, nuvole basse, visibilità scarsa, il grigio che prevale su tutto...... perdersi d'animo? Mai! Infatti decidiamo di fare un bel tuffo (in tutti i sensi) in uno dei luoghi più cari agli Islandesi: in piscina, rigorosamente all'aperto!
La piscina di Akureyri è proprio a due passi dal nostro hotel e così la raggiungiamo facilmente; nonostante stia piovendo è piena di gente ed il vapore si alza abbondante nell'aria: credo che qui, come in tutta Islanda, basti fare un buco profondo per vedere sgorgare acqua calda a volontà. Scopriamo come sia vero quanto ci avevano raccontato: se gli Inglesi li incontri al pub,i Tedeschi in birreria ed i Finlandesi in sauna, gli Islandesi "veri" li trovi in piscina!
Del rito per accedere alle diverse vasche vi racconto poi, nelle curiosità; il complesso delle diverse piscine è comunque gradevolissimo e ci sono diverse vasche a diverse temperature, giochi per i bambini e gli adulti, scivoli vari, una piscina attrezzata con corsie riservata solamente a chi vuole fare del nuoto semi agonistico, idromassaggi, un ampio e caldissimo bagno turco.
Mi colpisce come la gente scelga la piscina come luogo d'incontro: osservo tra lo stupito ed il divertito donne che conversano animatamente tra loro, uomini che danno tutta l'impressione di parlare di affari, ragazzi che restano semplicemente a mollo, fermi per delle mezz'ore a godersi il tepore che emana dall'acqua.
E' stato uno spaccato di vita autentico ed inoltre abbiamo avuto la soddisfazione di essere gli unici stranieri presenti in quel momento.
Akureyri è forse la città più bella d'Islanda, piccola e deliziosa, facile da visitare a piedi. Il centro città è costituito dalla Hafnarstraeti, zona pedonale dove si concentrano i negozi e dove si trova il ristorante Bautinn (raccomandato, a ragione, da numerose guide).
L'atmosfera di Akureyri è assai accattivante ed è veramente piacevole addentrarsi tra le sue vie ed osservare le splendide case dall'architettura tipicamente nordica.
Nei dintorni di Akureyri, verso sud, c'è il Kjarnaskògur, zona-parco ricca di alberi (e qui, credetemi, sono una vera rarità), sentieri per passeggiate ed attività fisica, aree pic-nic, giochi in legno per bambini: vale la pena di andarci e noi abbiamo preso l'abitudine di recarci lì alla sera per allestire i nostri (risparmiosi) pic nic all'aperto.
Una delle nostre giornate trascorse nel Nord dell'Islanda l'abbiamo dedicata ad un'escursione ad Husavìk, forse il maggior centro di Whale watching (avvistamento di balene) d'Islanda.
La strada che porta da Akureyri ad Husavìk è buona, panoramica ed abbastanza rapida (circa un'ora e mezza con soste): da segnalare, sulla strada, una specie di museo di automobili, facilmente rintracciabile dato che sorge in un luogo deserto! Ci sono "pezzi" veramente interessanti, auto americane degli anni sessanta, vecchi mezzi militari, antesignani delle motoslitte, pezzi da modernariato: un luogo curioso e non segnalato che vale la pena di visitare.
Husavìk è un bel paesino che si affaccia su una baia contornata da montagne ed alte scogliere; il porto è la sede del Whale watching centre nonchè di un museo dedicato interamente alle balene, che vale la pena di visitare nell'attesa dell'imbarco (munirsi di apposito biglietto, 3 ore di escursione a Ikr 3.200).
L'escursione è sicuramente affascinante perchè avviene su vecchie baleniere risistemate, con tanto di torretta d'avvistamento: noi non abbiamo avvistato nè la mitica balenottera azzurra nè altre grosse balene, tuttavia abbiamo avuto la fortuna di numerosi incontri ravvicinati con le "minke whales", pur sempre rispettabili bestioni di 11 metri e del peso medio di circa 10 tonnellate. Inutile dire che l'escursione non è raccomandata a chi soffre di mal di mare!
Un'altra interessante escursione che ci ha portato via un giorno è stata ad Olafsfjordur, un villaggio di pescatori che merita di essere visitato per l'amenità dell'omonimo fiordo, costeggiato da un'alta montagna innevata anche d'estate; il paesaggio è davvero incantevole, così come pure la strada, che fiancheggia il mare e che si caratterizza per la presenza di interminabili tunnel scavati nei fianchi della montagna. Sulle scogliere lungo la strada abbiamo avvistato i pulcinella di mare, simpatici uccelli marini che sono tra i simboli dell'Islanda.
Dopo il soggiorno ad Akureyri ci siamo spostati ad Hòlar, al Nord Ovest, dove abbiamo iniziato la serie dei nostri pernottamenti in fattoria... di questo parleremo in un successivo articolo.

Da non perdere

*La sensazione di libertà
*La gioia di vivere in un paese che non conosce inquinamento
*L'incredibile mix dato dal verde intenso dell'erba, dal colore mutevole del cielo e dal blu del mare
*Una giornata in piscina a ... fare l'islandese!
*Un bagno geotermale (avremo modo di parlarne a lungo in un altro articolo)
*Una visita ad un negozio per acquistare dei tipici maglioni islandesi (che poi non comprerete, perchè costano troppo; oppure farete un sacrificio, spenderete e poi in Italia non userete mai perchè troppo pesanti!)

Curiosità 

*Il vento.
Già, il vento d'Islanda: ci accompagnerà sempre, contrassegnando le giornate di bel tempo così come quelle più brutte, marcando indelebilmente con il suo frusciare ogni fotogramma delle nostre riprese, in mare come nell'interno, nei deserti lavici come sulle alture.
* I dossi
Subito arrivati abbiamo fatto la prima conoscenza con i dossi delle strade islandesi: un cartello di pericolo con la scritta "Blindhaed" (riprodurne l'esatta grafia è impossibile con una tastiera standard) li contrassegna e l'impressione che si ha è assai spesso quella di fare un salto nel vuoto! E' consigliabile affrontarli ad andatura ridottissima.
* Gli spazi aperti
Il paesaggio lunare, la visibilità eccezionale, il silenzio assoluto, la percezione che oltre a te non esista alcuna forma di vita: come si possono spiegare al meglio queste sensazioni incredibili? Durante tutto il viaggio torneranno spesso e l'iniziale inquietudine si trasformerà man mano in un senso di pace interiore, in qualcosa di profondo che non puoi scordare e che ti marchia indelebilmente per sempre.
* Myvatn, il lago dei moscerini
Mai nome fu più azzeccato; appena scesi, entusiasti per il paesaggio splendido, dobbiamo battere in ritirata: moscerini minuscoli, incuranti dell' Autan e persino dei cappelli con zanzariera di cui simo muniti, si infilano dappertutto.
Entrano nel naso, nelle orecchie, si intrufolano sotto la zanzariera e tuo malgrado devi scappare e barricarti in macchina: forse, ho scoperto dopo, siamo stati parecchio sfortunati e non sempre è così; tuttavia, credetemi, la voglia di fuggire è stata più forte dell'attrazione magnetica che il paesaggio sapeva dare.
*Gli Edda hotel
Ricordo che gli Edda sono Hotel per così dire estivi (sono di solito ricavati all'interno di edifici scolastici), abbastanza impersonali pur se tenuti molto bene, che consentono di usufruire di un buon servizio a prezzi leggermente inferiori (e comunque sempre alti) della media Islandese.
*In piscina!
Rito per accedere alle piscine pubbliche d'Islanda:
a) Lasciare le proprie calzature rigorosamente all'esterno degli spogliatoi, in zona apposita
b) Spogliarsi completamente, senza indossare ciabatte di gomma, ed accedere al locale docce.
c) Come da cartelli appesi ovunque insaponare bene testa, ascelle, parti intime e piedi, con l'apposito sapone, dopodichè sciacquarsi.
d) Indossare il costume ed accedere alla piscina, preferibilmente lasciando le ciabatte di gomma negli spogliatoi!
*La Messa Cattolica ad Akureyri
Ci siamo recati a Messa presso la piccola, graziosissima, chiesa Cattolica di Akureyri.
Terminato il rito siamo stati invitati dal prete celebrante (irlandese) e dalla suora che lo assisteva (filippina) ad una sorta di piccola "festa" in un locale sotto alla Chiesa, a base di pasticcini, caffè, tè e succhi di frutta, insieme a tutti coloro che hanno partecipato alla celebrazione della Messa!
*Il Sandùr e le stazioni di servizio
Il Sandùr è la sabbia portata dal vento, capace di conciarti l'automobile in maniera pietosa; presso le stazioni di Servizio, sono disponibili pompe d'acqua ad altissima pressione che servono a pulire la macchina da questi residui sabbiosi.

Per i più piccoli

Se i vostri bimbi si sanno adattare a vivere "on the road" ed all'aperto, a stretto contatto con la natura; se voi non siete genitori iperprotettivi che non tollerano che cada una goccia d'acqua in testa ai propri figli; se qualche volta è concesso saltare un pasto o mangiare delle "porcherie".... allora l'Islanda è una meta ideale per un viaggio con i figli.
Lo spettacolo della Natura, aria ed acqua incontaminate, distese desertiche e spirito d'avventura sapranno trasmettere ai vostri bimbi delle sensazioni incancellabili; unite tutto ciò al proverbiale rispetto delle popolazioni del Nord Europa per i più piccoli ed il gioco è fatto!

Note dolenti

L'unica cosa che mi viene in mente è il costo della vita, davvero "pesante", molto più pesante che in paesi come Norvegia, Finlandia, Danimarca.
Per il resto l'Islanda è un paese meraviglioso, che richiede naturalmente uno spirito d'adattamento a condizioni climatiche e di viabilità che possono mutare repentinamente ed a volte farsi davvero "difficili".

Prima parte di un viaggio attraverso una terra senza eguali!

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