Il Viet Nam da nord a sud

in viaggio con Cricri1962 in Viet Nam

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Il Viet Nam da nord a sud

Con questo diario vorrei dare qualche consiglio meno scontato per un viaggio in Vietnam evitando di fare descrizioni dei luoghi visitati, per quello bastano le guide e vi rimando appunto alla Lonely Planet Vietnam che, anche se non perfettamente attendibile, rimane sempre la migliore.
Il visto per il Vietnam l’abbiamo richiesto attraverso un’agenzia di viaggi in Italia, ma non conviene assolutamente, si possono mandare autonomamente i passaporti con pacco raccomandato all’Ambasciata a Roma, oppure se ci si appoggia ad un’agenzia locale te li fanno trovare all’arrivo in Vietnam pagando un terzo della cifra richiesta in Italia.
Noi abbiamo trovato su Internet due buone agenzie che abbiamo testato personalmente: Aurora Travel e TNK Travel (vedi Links in calce).
Per la moneta siamo partiti con una scorta di dollari cambiati in Italia, soprattutto da piccolo taglio e sul posto abbiamo prelevato tranquillamente con il bancomat, ma gran parte del viaggio l’avevamo già anticipata con bonifico bancario all’agenzia di viaggi in Vietnam.
Abbiamo acquistato un adattatore universale per le prese di corrente all’aeroporto di Singapore durante lo stop, ma non l’abbiamo mai utilizzato perché le prese erano tutte compatibili.Un bel viaggio itinerante nel Paese del sud-est asiaticoSiamo partiti da Roma con destinazione Ha Noi l’11 febbraio, scegliendo come compagnia aerea la Singapore, sia perché ci permetteva una buona combinazione di voli andata/ritorno, sia perché offre un servizio a bordo decisamente ottimo.
Il percorso che abbiamo seguito in Vietnam è da nord a sud, l’abbiamo preferito perché favorisce un migliore adattamento alla temperatura e al clima, infatti appena arrivati c’erano circa 20 gradi e così abbiamo sentito meno la differenza venendo dall’inverno italiano.
Ci siamo preparati una lista di cose importanti da vedere, ma come al solito è rimasto qualcosa fuori dal programma, abbiamo optato per saltare l’estremo nord con le sue minoranze etniche anche perchè l’inverno non è il periodo migliore per visitarlo.
Per ottimizzare i tempi ci siamo serviti di un’agenzia di viaggi locale, che se pur con qualche eccezione è servita allo scopo.
Per chi ha tempo ed elasticità è preferibile muoversi programmando tappa per tappa servendosi di agenzie locali, ce ne sono moltissime e per tutte le tasche, naturalmente anche acquistando in loco un tour organizzato si spende molto di meno che a servirsi di un tour operator italiano.
La nostra agenzia ci ha forniti di guida, autista e auto privata giornalmente e l’itinerario poteva essere modificato a piacimento. Gli hotel prenotati erano tutti 3 stelle che non avevano niente da invidiare a quelli italiani.
Per visitare la città di Ha Noi bastano 2 giorni, tra le cose più importanti ci sono il Mausoleo di Ho Chi Minh, la Pagoda con un solo pilastro, il Tempio di Ngoc Son, il Tempio della letteratura. Se volete potete fare per pochi dollari un’escursione in comitiva per visitare i monumenti principali accompagnati da una guida, vi costerà pochi dollari e sono praticamente uguali a quella fatta da noi con la guida privata.
Siamo arrivati ad Ha Noi in pieno Tet, il capodanno cinese, periodo di circa una settimana che è molto divertente da un lato, disastroso per altri versi. Abbiamo alloggiato nel Quartiere vecchio al Majestic Salute, niente di eccezionale, ma in comoda posizione. Per mangiare ci siamo trovati bene al Little Hanoi 2 e al Green Tangerine. In stile il Red Recas.
E’ molto suggestivo camminare per la città, soprattutto nel quartiere vecchio, passeggiare anche senza meta, osservando le attività locali. Non mancherete di ammirare l’eleganza del vestito tradizionale femminile, l’ao dai, che le studentesse portano bianco. Approfittate di un giro sul ciclo, immersi nel traffico vi sembrerà di scontrarvi con gli altri mezzi ogni minuto, ma niente paura, i guidatori sono espertissimi.
Per il Tet ogni famiglia deve avere in casa un alberello di mandarino cinese, quindi se ne vede tantissimi dovunque e addirittura anche sui motorini che sono il loro mezzo principale di trasporto. A proposito di motorini preparatevi ad un traffico da incubo e dotatevi di sangue freddo per attraversare la strada.
Il lato negativo del Tet è che tutti sono in viaggio per ricongiungersi alle famiglie, quindi aerei e bus sono completi e rischiate, come è successo a noi, di dover modificare il vostro viaggio.
Anche se vi diranno che non c’è problema a trovare posto NON CI CREDETE! Gli orientali per la loro connaturata gentilezza cercano sempre di non contrariarvi, ma purtroppo talvolta non potranno accontentarvi.
Tappa imperdibile di un viaggio in Vietnam è la baia di Halong, preventivate almeno una notte sulla giunca, ce ne sono di bellissime e con servizio impeccabile, la nostra si chiamava Halong Green ed era deliziosa. Peccato che in questo periodo la baia è sempre coperta da una nebbiolina umida che non permette di godere appieno del panorama, ma quello che si riesce a vedere è magnifico. Vi porteranno anche in visita a delle suggestive grotte all’interno degli isolotti.
Il primo problema dovuto al Tet si è verificato al momento del volo da Ha Noi su Huè, l’agenzia non è riuscita a confermare quello che ci aveva promesso, ma è riuscita a trovarcene un altro con levataccia alle 3.30 di notte.
All’arrivo ad Huè abbiamo sentito subito la differenza di temperatura, c’erano circa 30 gradi, ma dato che era il periodo secco non si stava male. E’ una cittadina gradevole che si gira facilmente a piedi, le cose fondamentali da vedere sono la Cittadella e le tombe degli Imperatori (bellissime quella di Minh Mang e quella di Tu Duc), con relativa gita sul fiume dei Profumi, tutte cose direttamente da organizzare in loco, senza nemmeno il tramite delle agenzie, che comunque si trovano ad ogni angolo.
Abbiamo alloggiato all’Asia Hue, e ci siamo trovati molto bene. Per mangiare consiglio La Carambole e come bar il Why Not. Bellissimo, ma molto turistico il Royal Park.
Ci sono moltissimi internet point a prezzi irrisori e per telefonare potete servirvi anche degli uffici postali, la connessione telefonica con internet non è molto buona.
Esperienza da non perdere a Huè è sperimentare la cucina imperiale, è squisita, come del resto è molto buono il cibo in tutto il Vietnam.
Ottima la birra locale, ne abbiamo assaggiate parecchie, ogni regione ha le sue principali. Altra cosa da provare è il caffè fatto alla loro maniera, filtrato direttamente in tavola, è diverso dal nostro ma veramente speciale. Imperdibili i succhi di frutta e la frutta in generale, l’ananas è favoloso.
Conviene acquistare a Hue vestiario in seta e souvenir, sono a buon prezzo.
Escursioni un po’ più distanti da fare sono nella DMZ, per visitare i luoghi delle battaglie della guerra e i cunicoli dei Vietcong di Vinh Moc, veramente impressionanti. Altro luogo che merita una visita è la base di Khe Sanh, sito militare americano, dove si trova anche un piccolo museo.
Il 21 Febbraio siamo partiti in auto con autista e guida per Hoi An, passando attraverso il Passo delle Nuvole che dicono avere un panorama spettacolare, ma purtroppo non abbiamo visto nulla perché eravamo completamente immersi in una nuvola.
Della visita alle Montagne di Marmo posso dire ben poco perché ci hanno portati a vedere un paesino zeppo di laboratori di scultura e a noi la cosa non interessava, per di più gli oggetti erano decisamente kitch.
Siamo passati anche per Danang, dove va visto assolutamente il Museo archeologico della civiltà Cham, con i reperti in gran parte ritrovati nell’area di My Son, che abbiamo visto successivamente con un’escursione di mezza giornata da Hoi An.

Hoi An è una piccola città molto carina, ma estremamente turistica, specializzata nell’abbigliamento, vi consiglio vivamente di farvi fare qualcosa su misura, costa pochissimo, un abito da donna in cotone sui 10 dollari, e sono bravi e velocissimi.
Per visitarla basta una giornata, ma potete farci una tappa più lunga per riposarvi del viaggio. Abbiamo alloggiato all’Hoi An Hotel, bello ma molto grande, quindi frequentato dai gruppi organizzati.
I locali migliori per mangiare sono il Tam Tam e il Cargo, ma dovunque troverete ristoranti carini.
Se vi piacciono comprate qui le lampade di seta, rischiate di non ritrovarle più così belle e a buon prezzo, sono tutte pieghevoli e le potete portare nel bagaglio a mano. Abbondante anche la varietà di gallerie d’arte.
La nostra agenzia di viaggi a questo punto ci ha giocato un brutto scherzo: non ci ha potuto confermare il volo su Saigon a causa dell’overbooking e nemmeno trovare altri voli per i giorni successivi, quindi siamo stati costretti a prendere un bus che ha impiegato ben 20 ore per portarci a destinazione. E’ stato tremendo, lo sconsiglio assolutamente, non c’è spazio per le gambe e ogni millimetro è occupato da persone e bagagli.
Arrivati malconci a Ho Chi Minh City siamo andati nel primo hotel che abbiamo trovato, il super consigliato dalla Lonely Madame Cuc (che poi sono 3). Sono economici, 20 dollari a notte la camera, puliti, ma estremamente spartani e con un sacco di scale. E in Vietnam con pochi dollari in più si trovano alberghi di buon livello, ma sicuramente HCMC è la città più cara.
In città sono da visitare il Museo dei residuati bellici (impressionanti le foto) e gli edifici coloniali più rappresentativi: la cattedrale di Notre Dame e il Palazzo delle Poste, preventivate una giornata, compreso anche Colon, il quartiere cinese. Conviene fare il giro della città organizzato in piccoli gruppi da molte agenzie di viaggi, risparmierete sicuramente tempo e la cifra è irrisoria. Fate un giro anche al mercato di Ben Thanh, ci troverete di tutto.
In albergo ci hanno poi organizzato l’escursione sul Delta del Mekong con la Delta Adventure, che in confronto con l’agenzia con la quale abbiamo fatto la prima parte del viaggio è veramente misera, ma il prezzo è proprio molto basso, anche perché è quasi tutto escluso e da pagare a parte e le escursioni non sono private, ma di gruppo.
Abbiamo percorso un tratto di Mekong, ma quasi subito si è guastata la barca, ci sono venuti a recuperare e abbiamo fatto il resto del percorso in bus fino a Can Tho. Qui abbiamo dormito allo spartano Hotel Xuan Mai (economicissimo). Da lì il giorno dopo abbiamo visitato il mercato galleggiante e ci siamo inoltrati nel delta, interessante. Anche la Lonely Planet ribadisce che l’offerta delle agenzie è proporzionale al servizio offerto, quindi regolatevi.
Poi praticamente ci hanno abbandonato a noi stessi, visto che non rientravamo a HCMC, quindi autonomamente con un piccolo bus che ci ha trovato l’hotel siamo andati a Rach Gia, da dove il giorno seguente dovevamo prendere l’aereo per l’isola di Phu Quoc.
A Rach Gia non c’è assolutamente nulla, non trovavamo nemmeno un taxi e nell’hotel dove siamo arrivati a piedi non parlavano inglese. Hotel comunque pulito e conveniente: Khach San Gia Thao.
Per fortuna abbiamo trovato un ristorante carino: “Valentine”.
Il giorno 1 Marzo con volo brevissimo costato appena 20 dollari siamo arrivati sulla splendida isola di Phu Quoc, dove siamo rimasti 4 giorni in assoluto riposo e mangiando pesce a volontà. Il bungalow del resort Thien Hai Son era grande e direttamente sulla spiaggia.
Ottimi ristoranti sono Carole, vicino al nostro resort, il Rainbow direttamente sulla spiaggia, e il migliore, sempre sulla spiaggia, Palm Tree.
Abbiamo preso anche per un giorno il motorino per un giro dell’isola, ci sono spiagge bianche sull’altro lato della stessa con ristorantini sperduti dove mangiare ottimo pesce, ma ci siamo coperti dalla testa ai piedi di sabbia rossa.
La spiaggia più bella è Sao Beach, c’è anche un ristorante per mangiare, noi però siamo arrivati fino a Vong Beach, dove abbiamo pranzato sotto una capanna con pesce freschissimo e i proprietari visto come abbiamo apprezzato il loro caffè ce ne hanno regalato un pacchetto. Non so come abbiamo fatto a capirci perché non parlavano inglese!
Sulla spiaggia abbiamo conosciuto delle simpatiche ragazzine che per cifre irrisorie ti massaggiano per un’ora, e su tutta l’isola con nostro grande piacere abbiamo constatato l’inesistenza di turismo sessuale.
Si può prelevare direttamente col bancomat anche al Saigon Phu Quoc Resort.
La mattina del 5 marzo, con il transfer dell’hotel, ci hanno portati al porto di An Toi, da dove abbiamo preso l’aliscafo per tornare a Rach Gia, visto che purtroppo, anche in questo caso, i voli erano completi, per tornare a Saigon abbiamo poi fatto altre 6 ore di bus. Per questo vi ripeto di accertarvi di poter confermare i voli prima di decidere l’itinerario. Ci sono due compagnie di aliscafi, noi abbiamo preferito prenderlo al mattino visto quanto avremmo impiegato poi per tornare a Saigon. Appena si scende a Rach Gia ci sono diversi mini bus ad aspettare per portarvi in varie destinazioni.
Noi avevamo prenotato in agenzia a Phu Quoc il viaggio in bus per il ritorno a Saigon, ma si può direttamente andare al terminal degli autobus Mailinh Express.
A Saigon avevamo prenotato prima di partire per l’isola l’Hotel Metropol, bello, ma troppo caro per gli standard vietnamiti. Cena non male al Good Morning Vietnam, gestito da italiani.
Il 6 marzo, ultima giornata in Vietnam, dedicata allo shopping, siamo stati al mercato e poi a pranzo in un bar carino, il Bite. Ricordate quando acquistate di contrattare sempre.
Poi con 30 minuti di taxi di nuovo all’aeroporto… Cambogia, arriviamo!

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