Budapest, il cuore della Mitteleuropa

in viaggio con Marco Mazzetti in Ungheria

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Budapest, il cuore della Mitteleuropa

Milano Malpensa. Seduti in un tavolino di Burger King io, Albertino e il Tapiro chiacchieriamo su Budapest, su quello che troveremo là, sperando di divertirci in questi quattro giorni di breve vacanza che ci siamo concessi in un inizio d'agosto assolato del 2000. Il Tapiro si rovescia su jeans e camicia un bicchiere intero di Pepsi Cola: è solamente l'inizio.
Da sempre Budapest è stata definita "la piccola Parigi sul Danubio". Bene, condivido pienamente questa opinione: il via vai lungo i ponti sul Danubio, le vetrine dei negozi del centro sempre abbondanti di prodotti internazionali, gli alberghi pieni di turisti in ogni stagione, i concerti di musica rock che richiamano ragazzi da tutta Europa. Una città che sa trasformarsi: di giorno con i suoi monumenti, i suoi musei, le passeggiate lungo le vie dello shopping, i caffè dove si respira il cuore dello spirito borghese mitteleuropeo... di notte con le sue discoteche, i night-club, i bar affollati, i ristoranti sul Danubio.
L'area più significativa della città è ovviamente quella del centro, suddiviso dal Danubio nelle due aree di Buda e Pest. Starà nella curiosità di ciascuno scoprire, a lato dei monumenti più celebri, le vie più suggestive e gli edifici pieni di atmosfera.La capitale dell’Ungheria, da sempre una delle città più amateBUDA
La principale attrazione di Buda è il Varhegy, il quartiere della fortezza che domina la città. Lo si raggiunge facilmente con l'autobus speciale che si prende alla fermata della metropolitana Moszkva Ter, con la piccola funicolare (Siklo) che si trova proprio alla fine del Ponte delle Catene, nella Adam Clark Ter (costo 350 fiorini), oppure ancora con la scalinata monumentale del Bazar del giardino della fortezza (Varkert Bazar). La visita, se comprensiva anche dei musei, può durare anche un'intera giornata.
La prima importante attrazione del Varhegy è la chiesa di Mattia (Matyas Templom); numerose sono le visite guidate per cui è consigliabile cercare un gruppo di italiani e, con celata indifferenza, seguirli nella visita... così da risparmiare il prezzo della guida.
La chiesa è circondata, sul lato del Danubio, da una fortificazione, il bastione dei pescatori (Halaszbastya). Vi si può salire, a pagamento, per compiere una passeggiata lungo le torrette. Da qui si può ammirare una meravigliosa veduta del Danubio e di Pest. Lungo la strada principale, Tarnok ut, vi sono vari caffè dove è possibile mangiare o semplicemente ristorarsi. Il nostro preferito era il Tarnok Kavehaz al numero 14 della via (riconoscibile per il piccolo chiosco di gelati), andateci e scoprirete il perché...
Proseguendo lungo la via principale del Varhegy si giunge al Var, la fortezza. Per entrarvi si passa attraverso la monumentale porta Viennese.
Nei cortili, oltre alla fontana di Mattia e alla statua equestre di Eugenio di Savoia, non sarà raro essere allietati dalla musica classica suonata da giovani studenti del conservatorio che arrotondano così la loro entrate. Per chi gradisce, sarà molto suggestivo ascoltare la loro musica sedendosi all'ombra di qualche grande albero, sulle mura che corrono lungo il Danubio.
All'interno del Var vi sono alcuni musei molto interessanti, fra cui la stupenda Galleria nazionale ungherese.
Qualche ora va dedicata alla visita del lungodanubio, dalla Clark Adam ter in direzione dell'Isola Margherita. Questa zona viene chiamata città delle acque per la concentrazione di bagni termali. Lungo la passeggiata ci si imbatte in alcuni interessanti edifici religiosi, la chiesa dei Cappuccini, la chiesa di Sant'Anna (situata nella centralea e frequentatissima Batthyany ter) e la chiesa dell'ordine di Sant'Elisabetta.
Dalla collina della fortezza in direzione opposta alla città delle acque, ossia verso il ponte Erzsebet a sud, si erge il monte Gellert. La cima del monte può essere raggiunta con l'autobus, ma sicuramente è molto meglio salire attraverso i piccoli sentieri e le scalinate che partono dal monumento a San Gherardo. La scalata può risultare leggermente faticosa ma sicuramente dà maggiori soddisfazioni per il panorama che si può ammirare. In cima al monte si trova la Cittadella, un edificio militare costruito dagli austriaci dopo le rivolte del 1848. Da qui il panorama della città è veramente invidiabile, potendo ammirare, oltre al Danubio e a Pest, anche la fortezza.
L'interno della Cittadella è visitabile a pagamento. All'esterno della Cittadella, sulla terrazza esterna, si trova il monumento alla Liberazione del 1945, uno dei pochi rimasti raffiguranti un ricordo del periodo comunista della città. Sul lato della collina c'è uno parco molto bello dal quale si può ridiscendere verso il Danubio, arrivando alla Gellert ter sulla quale si affaccia il maestoso edificio dell'Hotel Gellert, all'interno del quale si trovano le terme Gellert (Gellert Furdo), fra le più rinomate di tutta la città.

PEST
La riva destra del Danubio è quella dove sorge Pest, che, in pratica, raccoglie il centro della città. La maggior parte di questo itinerario può essere compiuto interamente a piedi, in quanto le attrazioni turistiche si trovano racchiuse in un'area non eccessivamente estesa. Un ottimo punto di partenza per un'escursione è la Vorosmarty ter (piazza) abbastanza centrale per raggiungere tutti i luoghi di interesse. Da non trascurare in questa piazza è una sosta nella più rinomata ed elegante pasticceria di Budapest, la Gerbeaud, dove sarà piacevole assaporare un gustoso dolce ungherese nei tavolini posti sulla piazza. Partendo dalla Vorosmarty ter verso il Danubio si raggiunge il Vigado, la più rinomata sala da concerto di Budapest.
Dirigendosi verso nord si giunge alla Roosevelt ter, nel cui giardino si trovano le statue di un paio di illustri personaggi della storia ungherese. Dalla Roosevelt ter parte il Ponte delle Catene (Szecheny Lanchid), il più antico e suggestivo della città.
Proseguendo ancora per il lungodanubio si raggiunge uno dei principali simboli della città: l'edificio del Parlamento. Oltre al palazzo stesso (visitabile con visite guidate, probabilmente da prenotare) vale la pena una passeggiata intorno all'edificio, nella Kossuth Lajos ter.
Ritornando indietro e passando per la piazza della Libertà (Szabadsag ter) si giunge alla basilica di Santo Stefano (Szent Istvan). Questa basilica in sé non è particolarmente interessante, se non per la splendida vista della città che si può ammirare dall'alto di una delle sue cupole, raggiungibile attraverso un ascensore prima e una scalinata poi. Il biglietto per accedere al panorama attraverso l'ascensore costa 300 fiorini.
Proseguendo verso sud, lungo la Karoly korut si raggiunge l'edificio della Sinagoga. Si tratta di un edificio bellissimo e l'ingresso è a pagamento. Particolare curioso, per chi non conosce la religione ebraica (come il sottoscritto) è che le donne devono entrare a capo scoperto, mentre gli uomini obbligatoriamente a capo coperto; per cui, s chi fosse sprovvisto di un qualsiasi copricapo (non necessariamente serioso), all'ingresso vengono consegnate le tipiche papaline.
A fianco della sinagoga c'è il museo ebraico, con una ricchissima collezione di paramenti cerimoniali ebraici, nonché una suggestiva sezione dedicata alla tragedia dell'olocausto. Nel giardino sul retro della sinagoga c'è un singolare monumento dedicato ai martiri dei campi di concentramento.
Torniamo ora alla Vorosmarty ter. Dalla piazza parte verso sud la Vaci utca, la via dei negozi eleganti, un'isola pedonale molto frequentata dai turisti. Parallela a questa strada corre il più bel lungodanubio della città: il Belgrad rakpart; qui si trovano alcuni dei più grandi e moderni alberghi della città, nonché dei piccoli ristoranti che la sera permettono di godere del panorama del Varhegy illuminato e, per chi apprezza, di cenare al suono della musica tzigana.
La zona è abbondantemente frequentata da prostitute, che passeggiano lungo le vie e non disdegneranno di abbordare uomini soli o gruppetti di uomini soli. Inoltre qui ci sono anche molti night club e non sarà raro essere adescati dai "buttadentro" di questi locali, che sembrano prediligere in particolare il nostro Albertino... che si ritrova immancabilmente al centro delle loro attenzioni, chissà perché proprio lui poi... E' in questa occasione che abbiamo modo di imparare una massima di vita da uno di questi "filosofi": "Si tu vuole skopare tu paka... si tu paka tu skopa... si tu no paka tu no skopa... solo seka...". Un sillogismo aristotelico coi fiocchi...
Partendo dalla Vorosmarty Ter con la linea gialla della metropolitana si arriva al Varosliget, il bosco della città. Conviene scendere nella piazza degli eroi (Hosok Tere) dove sorge un grandioso monumento dedicato all'arcangelo Gabriele (in cima alla colonna) e ai re delle tribù magiare fra cui il principe Arpad.
La piazza è delimitata da un colonnato dove sono raffigurati re e statisti ungheresi. Appena dentro il parco, su una piccola isola al centro del laghetto, sorge il castello di Vajdahunyad, pittoresca copia di un vero castello in Transilvania. All'interno del castello c'è una piccola chiesa gotica, anch'essa copia di una reale chiesa situata nell'Ungheria occidentale. Nel Varosliget sono situate le terme Szechenyi, fra le più rinomate della città, nonché lo zoo (uno dei principali d'Europa) e il giardino botanico.

DINTORNI
Poche centinaia di metri a nord del Parlamento, in corrispondenza del Margit hid (ponte di Margherita) si trova l'isola Margherita (Margitsziget), un grande parco chiuso al traffico (esclusi i mezzi pubblici) proprio nel mezzo del Danubio. L'isola può essere girata comodamente a piedi essendo attraversata da una grossa strada principale dalla quale si diramano numerosi vialetti interni. Vi si trovano vari impianti sportivi e numerosi giardini (fra cui l'originale giardino giapponese) nei quali si può riposare e prendere il sole d'estate. Vi sono poi anche i resti di alcuni antichi edifici, fra cui il convento dove visse Margherita (da cui il nome dell'isola), figlia del re Bela IV.
A nord della città, raggiungibile col treno (circa mezz'ora di viaggio), si trovano i resti dell'antica città romana di Aquincum, il principale centro della provincia romana della Pannonia. Gli scavi non sono certo nulla di trascendentale, e la visita (vista anche la non vicinanza al centro della città) è consigliabile solamente agli appassionati di scavi archeologici. All'interno, comunque, si trovano, come principale attrazione, l'anfiteatro civile e il piccolo museo.
Ad ovest della città, raggiungibile con un viaggio di 40 minuti in autobus, cambiando anche, si giunge ad una desolata e brulla collina. Qui sono state poste tutte le statue dell'epoca comunista rimosse dalla città. Sicuramente non si può dire che valga la pena un simile viaggio, ma è sicuramente uno spettacolo interessante. L'atmosfera che si respira è quella di un passato ingombrante che l'Ungheria vuole superare, senza però, al tempo stesso, cancellarne completamente la memoria. A noi sono piaciute in particolare certe t-shirt sulla fine del comunismo in vendita nel piccolo chiosco all'ingresso del "museo"; ad Albertino un po' meno...L'albergo nel quale abbiamo alloggiato è il Mercure Hotel Nemzeti, al numero 4 di Jozsef kurut (viale), molto pulito, elegante, dotato di ogni confort e di un ricco buffet per la colazione. Non è proprio vicinissimo al centro della città ma appena fuori dall'hotel si trova una fermata della metropolitana (Blaha Lujza ter) e alle fermate degli autobus che portano in centro (5 minuti di tragitto). Inoltre, a poche centinaia di metri, c'è un bel pub, l'Old Man Music Pub, dove non ci sono turisti (Akacfa utca n. 13).E come ogni buona "guida turistica" non posso non inserire una nota sulla gastronomia ed altre piccole annotazioni. La cena tipica ungherese, preceduta normalmente da un aperitivo molto alcolico, è composta da una una zuppa e da un piatto unico. La zuppa, brodosa, può essere di vari tipi, ma la più famosa è certamente la zuppa gulash , composta da carne di manzo in brodo tagliata in piccoli pezzi e accompagnata da varie verdure. Il piatto tipico è normalmente composto da carne con verdure e salse (spesso a base di paprika, specialità tipica ungherese); fra essi il gulash propriamente detto (da non confondere con la zuppa), uno spezzatino di carne di maiale o manzo, particolarmente adatto per sporcare le camicie del Tapiro.
Fra i vini, da non perdere sono certamente i bianchi della regione del Tokaj (da cui il nome). Molto celebre, anche se dal gusto molto forte, l'amaro Unicum.
E ora qualche ristorante di Budapest. Noi abbiamo cercato sempre di andare in quelli con cucina tipicamente ungherese. Sul lungodanubio ci è piaciuto molto il Dunacorso, con una splendida vista sul Varhegy (Vigado ter n. 3). Molto caratteristico è anche l'Alfoldi (Kecskemeti utca n. 4) con una ampia varietà di piatti ungheresi e un personale allegro e disposto ad aiutare i turisti nella scelta dei piatti (in 3 abbiamo speso complessivamente 7.550 fiorini, all'epoca 55.000 lire !!). Un po' più costoso, ma certamente molto elegante, è il Carmel Pince, ristorante ebraico nella zona della sinagoga (Kazinczy Utca n. 31).Il modo migliore per muoversi attraverso la città è ovviamente la metropolitana (fate i biglietti perché i controlli sono rigidi e frequenti) in grado di portarvi velocemente nei principali punti turistici, ma non male sono anche i collegamenti con gli autobus, comodi e frequenti. Appena arrivati è conveniente fare la Budapest Card (di solito si può fare direttamente in hotel), una tessera valida per due (2.800 fiorini) o tre giorni (3.400 fiorini) e che vi permetterà di muovervi gratuitamente in metropolitana e in autobus. La Budapest Card vi permetterà anche di avere accesso gratuito o scontato presso la maggior parte dei musei e degli edifici storici della città.

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