Turchia per terra e per mare!

in viaggio con Mario Petrucco in Turchia

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Turchia per terra e per mare!

Dopo un anno "ritornano" su Ci Sono Stato Mario e il suo gruppo di amici, ancora in giro per la Turchia, questa volta per un itinerario che alterna navigazione e visite a terra.
Generalità
Si richiede a tutti i partecipanti una dose di adattabilità perché lo spazio nella pur comoda imbarcazione è sempre limitato ed altrettanto nel pullman e la stessa compagnia dura necessariamente per tutta la durata del viaggio; le bellezze naturali delle isole e delle coste, le immersioni nel limpido mare della Costa Turchese nonché le visite culturali alle città ed ai paesi descritte in programma e la piacevolezza di alcune riunioni di gruppo ci faranno superare facilmente tutte le piccole difficoltà; la stazza dell’Aegean e la perizia del capitano Ergun annullano quasi completamente gli inconvenienti della navigazione; però con potere scaramantico dotatevi pure di qualche pillola di Valontan o simili.
Documenti
È necessario portare con sè un documento per l’espatrio (carta d’identità o passaporto) validi e non scaduti, la prudenza richiederebbe la disponibilità del passaporto. All’entrata in Turchia, all’aeroporto di Istanbul, va preso comunque un visto d’ingresso dal costo di circa 10 dollari (lo scorso anno) , tenete spiccioli a mano.
Responsabilità dell’organizzazione:
L’organizzatore ha funzione solamente di programmazione dell’itinerario e della logistica nonché dell’accompagnamento ed è puro tramite fra partecipanti ed armatore, guida turistica, albergatori e tour operator locali, ecc. L’organizzatore si è avvalso di primari referenti in Turchia ma non ha potuto effettuare di recente sopralluoghi diretti ed indirizzati alla verifica di alberghi, shuttle, pullman ed in genere delle condizioni che gli sono state offerte.A distanza di un anno, un'altra splendida esperienza in un Paese fantasticoSi consiglia di portare per l’escursione: necessaire per la pulizia personale, costumi da bagno anche di ricambio, teli da mare, pinne ed occhialini da mare, un maglione (talvolta in mare ed in Cappadocia di notte può far fresco), una giacca a vento anche trapuntata, sandali, eventuali scarpe o sandali da mare (sui fondali possono esserci ricci e pietre), scarpe grosse con suola di gomma per le visite archeologiche, copricapi anche di paglia ed occhiali scuri per proteggersi dal sole, creme protettive, una tuta da ginnastica, ricambi di biancheria; ed ancora per gli appassionati: macchina fotografia, cinepresa e cannocchiale. Utile una torcia con pile. Eventuali farmaci personali come da bisogno. L’abbigliamento (non i costumi, ci sono tante chiese e moschee) per la crociera può essere utilizzato per la Cappadocia.Nelle cabine i letti sono forniti di lenzuola e coperte.Venerdì 18 giugno 2004
Da Pordenone a Venezia in pullman “Style Viaggi” e poi con Air One a Roma; un ritardo del volo, l’attesa bagagli, il lungo percorso pedonale fra i due terminal mettono tutto il gruppo in apprensione. Arriviamo di stretta misura a fare il check-in e ad imbarcarci sull’aereo turco per Istanbul, da dove dopo una sosta tecnica proseguiremo per Dalaman. Il gruppo è molto curioso degli appuntamenti personali di Mario, l’attesa e le curiosità si risolvono sull’aereo per Dalaman quando compaiono due occhi brillanti che esprimono felicità.
Giunti alla fine dei voli prendiamo uno shuttle, prima d’imbarcarci sul bus ci sono dei momenti di tensione: Gabriella non è rintracciabile.
Dopo un trasferimento più lungo del previsto per tortuose strade di montagna, giungiamo a Gocek al Deniz Oteli . Ricevute le camere, il gruppo si sparpaglia per il paese in cerca di un ristorante, compattandosi quasi integralmente in una grande tavolata con esclusione del “capo" che, per motivi romantico-logistici, preferisce cenare da solo con g.d.s.

Sabato 19 giugno
Dopo lunga attesa, forse eccessiva, verso mezzogiorno imbarco sul clipper per la crociera programmata, immediata assegnazione delle cabine, solo qualche mugugno perché gli scontenti sono pochissimi.
Partenza da Gocek e sosta nella vicina baia di Boyunzbukli per un primo bagno ed il pranzo; sito bellissimo contornato da pini che giungono fino all’acqua. Nel pomeriggio all’isola di San Nicola dove, dopo aver attraccato alla fonda ed essere discesi con un canotto, aver pagato il primo biglietto del nostro viaggio, saliamo al colle fermandoci per visitare i resti di basilica bizantina, tombe, tempio quasi in sommità e per godere dall’alto un ampio panorama a 360° su isole e sponde vicine; discesi alla riva, molti rientrano nell’Aegean a nuoto. Tutti sembrano soddisfatti del primo contatto con le zone archeologiche della Turchia.

Domenica 20 giugno
Con l’Aegean da San Nicola a Kalkan, dove trasbordiamo sulla corriera che ci porterà a Xanthos e Letoon; di Xanthos visitiamo l'agorà con mosaici, stele con scritta licia, tomba licia su colonna, stele decorata nella parte alta da copie di bassorilievi con le arpie (originali a Londra), teatro con doppia funzione per spettacolo ed assemblee del parlamento della Licia che per un certo periodo si radunava in questa città, sul retro del teatro i resti degli edifici amministrativi.
A Letoon vista di templi e poi pomodori a volontà! Stanno caricando un camion di succosi frutti e tutti desiderano assaggiarli, g.d.s. ne acquista di una cassetta intera che porterà in barca. Poi in corriera a Kas dove ammiriamo il teatro greco in posizione alta e fronte mare, è il mare stesso a fare da scena, bel panorama. La baia di Kas è stupenda, ha però l’inconveniente di essere affollata, partiamo tardi dopopranzo per ancorarci in una baia che purtroppo al nostro arrivo è già totalmente in ombra e quindi un po’ fredda, gli animosi però si buttano lo stesso in acqua per la nuotata. Cena e poi tutti a rimirare la notte limpida e stellata che invita a sognare.

Lunedì 21 giugno
Partiamo verso Kekova, prima costeggiamo un'isola con le tombe sommerse poi alla fonda presso Limena/Ucagiz dove le ragazze venditrici in barca - more piratarum - ci danno l’arrembaggio e tutti cedono al desiderio del contatto umano con le ragazze, alla curiosità di vedere le merci, al desiderio di acquistare piccoli monili (bracciali collane, fazzoletti e parei decorati con conchiglie); tutti fanno i primi numerosi acquisti in terra/mare turchi.
Raggiungiamo terra con il canotto, altri acquisti e poi in corriera a Myra, famosa per le tombe lycee rupestri di vari tipi a timpano, con architrav , ma tutte rappresentanti una casa. Nei pressi delle tombe un teatro romano con resti della scena e che stupisce per la sua dimensione, sono ancora percorribili i vomitori, il tutto molto suggestivo, peccato che le serre per le coltivazioni di pomodori serrino la zona da vicino. Ci spostiamo a Demre per visitare la basilica di San Nicola, con ha un bello spazio interno con ampia cupola, spazio tipico delle chiese greche, preceduto da esonartece e nartece. Acquisto della torta per Cicci e Tonino che festeggiano il loro anniversario di matrimonio.
Rientro in barca per il pranzo, successivamente potremo salire al castello Kale e quasi tutto il gruppo, dopo aver pagato il biglietto, raggiungerà la rocca; ognuno trova un proprio “angelo custode” - donne di età indefinibile, un po’ tozze ma molto agili, oppure ragazzini dei due sessi - che indica il percorso ed aiuta nei passi più difficili; l’aiuto viene reso con tanta pazienza un po’ per generosità ed abitudine ed un po’ nella speranza di vendere qualche cosa; la salita è erta e l’angelo di Chiaretta è veramente encomiabile per la pazienza e la cura che dimostra, gli altri non sono da meno. In discesa qualcuno si ferma a fare acquisti. Giunti alla riva in ritardo Paola, Maura e Mario tornano a nuoto, Gabriella invece attende un terzo canotto.
Salpiamo da Kekova per dirigerci verso Olympos fermandoci in una vicina baia (forse Asirli Adesi) con degli isolotti che saranno di riferimento per le nuotate del mattino successivo.

Martedì 22 giugno
Belle nuotate - era proprio ora - il “duce” nuota con la “ducessa”. Ben presto si parte saltando l’insenatura con Finike e puntando direttamente al capo di Yadirmci Br che doppiamo dirigendoci ad Olympos sulla cui spiaggia sbarchiamo in canotto; per trasportare tutto il gruppo sono necessari sempre due viaggi. Il biglietto costa ben 10.000.000 lire turche, incautamente Gabriella paga per tutti e poi non otterrà mai il risarcimento totale, bisogna essere solleciti nel fare i conteggi.
Il sito archeologico delude tutti ci aspettavamo di più, i resti sono veramente scarsi; la città si estendeva lungo un fiume tuttora esistente, su cui si affacciano modeste e non molto significative rovine delle terme e di magazzini. Tutti rientrano con il canotto, salvo M. & G., che - malgrado i suggerimenti di Giulia che segnala l’inquinamento delle acque - raggiungono l’Aegean a nuoto superando le onde fattesi ben più forti.
Per la notte si raggiunge la baia il cui nome ricorda Genova, gettiamo l’ancora alla fonda; Ergun con perizia trova la posizione corretta per evitare il rollio ed il beccheggio notturni. Sulla riva vi è qualche rifugio di pescatori che farà ben comodo l’indomani.

Mercoledì 23 giugno
La baia in cui eravamo arrivati la sera precedente si rivela ricca di attrattive, consente delle belle nuotate verso riva ove ad alcuni - Paola e Maura - viene offerto il caffè dai pescatori, altri si dirigono verso zone più solitarie (M. e G. stamane fanno una nuotata assieme); G. organizza lo sci d’acqua in cui si cimentano Giulia e Gabriella stessa con ottimi risultati e lunghi percorsi doppiando il capo che delimita la baia mentre Esterino e Mario non riescono neppure ad uscire dall’acqua, Mario cede già al secondo tentativo denunciando un crik alla schiena.
Finito lo sci d’acqua si attende il ritorno dei pescatori per acquistare del pesce fresco: barboni/triglie, cicale di mare, saraghi ed altri; tutti pregustano l’ottima pastasciutta promessa da Ergun condita per l’appunto con le cicale di mare. Nell’attesa Gabriella esibisce la sua destrezza da sub, infatti con rapidità si tuffa e con perizia riesce a ripescare degli oggetti da manicure caduti in mare a Maura; viene poi ovviamente emulata da Vanni.
Fatto il pieno di pesce si salpa alla volta di Phaselis, meraviglia ambientale della costa turchese; bello il contrasto fra le verdissime foreste di pini che giungono al mare e l’acqua azzurra, anzi turchese. La baia sud di Phaselis è ampia, contornata da rive basse con spiagge non profonde incorniciate da pinete che si specchiano nell’acqua. A pranzo gustiamo la promessa pastasciutta con le cicale di mare, tutti ne godono. Siamo ancora delusi per Olympos ma la curiosità e la speranza prevalgono e scendiamo a terra con il canotto ed acquistiamo il biglietto, chi con soldi chi senza quindi a credito. Il sito è bellissimo per la ricchezza di reperti e per la lussureggiante vegetazione; passiamo una porta, percorriamo lo spazio dell'agorà, giungiamo alla via principale su cui s’affaccia il teatro munito di scena; il nostro vate, dopo varie insistenti chiamate in scena si esibisce declamando alcuni versi dell’Iliade, ha bisogno di supporti ed approfitta di un gatto che ignaro stava pigramente facendo la siesta, e che invece viene costretto a fare l’attore, svolge il ruolo benissimo. Vanni è un gran maestro e regista, tutti pensano che sia proprio insostituibile, il gruppo senza di lui sarebbe privo di “voce". Attraversata tutta la città, giungiamo all’altro lato della penisola ov’è la baia nord che ospitava il porto militare di cui rimangono resti di moli e banchine in parte sotto acqua; alla radice della penisola i resti grandiosi dell’acquedotto che arrivava dalla montagna ed una necropoli. Per le rovine e l’ambiente naturale il sito è entusiasmante.
Alcuni raggiungono la barca a nuoto, fra costoro G. ed M. che si attardano in acqua con mollezza sollevando le curiosità delle “babe” che congetturano sulle modalità e capacità natatorie. Trascorriamo la sera nella bella baia.

Giovedì 24 giugno
La mattina tutti si stropicciano gli occhi; la baia in modo sorprendente è quasi chiusa da numerosissime “gulet”, almeno una dozzina, tutte con lo scafo di colore blu, sembra una flotta pirata; per fortuna tutte le imbarcazioni sono ancorate più al largo dell’Aegean.
Ergun consente ad un gruppo di noi di utilizzare il canotto per raggiungere la baia nord, il rientro è fissato per le undici il che consente a chi rimane di fare il bagno, ne approfittano G. ed M. per allontanarsi solitari e per fare una lunga nuotata fin l’ora della partenza, dovranno venir richiamati.
Alle 11 si leva l’ancora alla volta di Antalya; finalmente per il vento favorevole, per il mare adeguato, per l’ora di partenza, per la voglia di Ergun, vengono issate le vele; colpo d’occhio bellissimo e tutti coloro che hanno macchine fotografiche non resistono dallo scattare alcune istantanee.
Veleggiamo a lungo, facendo qualche bordo, verso Antalya che raggiungiamo verso le 17; una città tanto sospirata dove alcuni finalmente potranno spendere denaro e riprendere contatto con la civiltà. Abbiamo un posto nel vecchio “mandracchio”, proprio sotto la città, comodissimo; nella notte però ci accorgeremo di quanto il porto sia acusticamente inquinato da una discoteca che funziona fino a notte inoltrata.
Visita di Antalya: minareto scanalato con moschea e madrasa - ora mercato - sottostanti, moschea verso la porta di Adriano, porta di Adriano con le due torri, resti della basilica bizantina; il gruppo si sparpaglia cedendo ciascuno alla proprie inclinazioni . Mario acquista due acquerelli con vedute locali direttamente dall’artista che gli fa una caricatura; la maggioranza fa vari acquisti di t-shirt a prezzi convenientissimi. La notte sarebbe piacevole se non ci fosse la musica assordante e rimbombante in tutta la zona del porto; quando la musica finisce inizia il muezzin.

Venerdì 25 giugno
Di fatto non navighiamo più, il bel Aegean rimarrà alla banchina. Alle nove scendiamo a terra e saliamo sul pullman; le nostre mete sono Perge, Aspendos, Side, tre siti tutti ricchi di imponenti resti ellenistici e romani.
A Perge il teatro, il circo, la porta d’ingresso seguita dalla porta ellenistica a cui giunge una lunga via colonnata; a fianco l’ampia zona delle terme con sale grandissime per le varie funzioni: frigidarium, tepidarium, calidarium e poi con le piscine esterne, il tutto formante un complesso veramente imponente. Dal lato opposto alle terme vi è l’agorà, con il perimetro cinto da colonne con i retrostanti negozi. Ritengo che Perge sia il sito archeologico turco più interessante e più ricco dopo Efeso. Poi Aspendos, ove gli unici monumenti sono il teatro pero’ quasi completo di scena ed in cui si svolgono tutt’oggi manifestazioni (la sera saremo spettatori di un concerto: Mozart ed un compositore turco moderno ispiratosi al periodo selgiuchide, a Mevlana ed ai dervisci) ed i vicini interessanti e grandiosi resti dell’acquedotto.
Poi raggiungiamo Side dove ci sparpagliamo per il pranzo; alcuni - i più saggi - vanno direttamente alla spiaggia a fare il bagno di mare, chi più pigro e molle si ferma in un ristorante. Dopo pranzo qualcuno vorrebbe fare il bagno ma il cibo appesantisce. Tutti visitano la zona del tempio di Apollo, le mura con la fontana molto ricca per i contorni di pietra finemente lavorati; alcuni entrano nel museo fornitissimo di statuaria greca e romana, museo da vedersi! Alle cinque rientro in pullman ad Antalya per la generalità, salvo per il gruppetto di dieci persone che si fermerà ad Aspendos, i primi ceneranno sulla nostra barca a base di pesce, i secondi in riva al fiume su terrazza galleggiante, chi seduto a tavola all’europea chi invece in modo più appropriato alla località, mollemente adagiato alla turca attorno ad un basso tavolo.
Già mezz’ora prima dello spettacolo l’ingresso del teatro è gremito di gente che sorpassiamo avendo acquistato i biglietti in precedenza, per fortuna troviamo due gradonate per tutto il nostro gruppo. Spettacolo emozionante per l’ambiente carico di storia ed ancora sontuoso, il concerto è per coro ed orchestra; il coro ha circa cento cantori; l’atmosfera è da sogno e la luna che fa capolino renderà il tutto ancora più poetico. Siamo a letto dopo la mezzanotte.

Sabato 26 giugno
Sbarcati alle 8,30 dal nostro bel clipper troveremo ad aspettarci la guida con il pullman. Qualche difficoltà per lo sbarco: la corriera molto lunga non può scendere al porto, utilizziamo dei taxi per trasportare i bagagli, il gruppo sale a piedi percorrendo strade ricche di negozi che collegano la città al porto.
Lasciamo Antalya e percorriamo la strada litoranea, poi dopo Manavgat puntiamo all’interno lungo il percorso delle antiche carovaniere, che ci porterà in circa cinque/sei ore (350 km circa) nella verde oasi ove si trova Konya, detta la più bella città selgiuchide; giungeremo in tempo per fare una visita abbastanza attenta al monastero dei dervisci/mausoleo di Mevlana che troviamo pieno di gente, visita interessante perché ci consente d’immergerci in una dimensione diversa data non solo dai fabbricati ma anche dagli arredi, dalle tombe interne e dagli stessi fedeli. Faremo poi una breve passeggiata per la città salendo la collinetta, già centro urbano ed ora giardino/parco su cui sorge la Alaettin Camij (moschea); dinnanzi alla moschea Mario verrà fortemente ripreso per un comportamento inidoneo. Di sfuggita daremo un’occhiata alle modeste costruzioni dell’Ince Minare Muzesi e del Koratay Muzesi che però non visiteremo all’interno.
Pernotteremo nel prestigioso Hilton Hotel; la costruzione abbastanza recente è una torre di circa 25 piani. Dall’alto (il gruppo si trova quasi integralmente al 22° piano) godiamo della vista panoramica sull’altopiano anatolico appena ondulato, con colori intensissimi, con varie gradazioni dal giallo all’ocra al “terra di Siena”.

Domenica 27 giugno
Partiamo alla volta della Cappadocia (tre/quattro ore di pullman - circa 230 km) riprendendo il percorso delle antiche carovaniere. Sosta al caravanserraglio Sultanhani che incontriamo lungo il percorso. Il caravanserraglio è giunto quasi integro fino a noi; è cinto da possente muro bastionato - alcuni bastioni sono semicilindrici - nel quale c’è il portale detto selgiuchide, chi conosce l’Andalusia lo direbbe moresco, che dà accesso all’interno. Entriamo nell’ampio cortile con a destra un porticato ed a sinistra una serie di vani destinati a cucine, refettorio, officina del maniscalco, ecc.; circa in mezzo al cortile una costruzione con piano terra libero e pilastrato per sorreggere la piccolissima moschea del piano superiore. Il cortile finisce contro il fabbricato chiuso in cui, durante la notte, trovavano ricetto i carovanieri con i loro animali (bisogna credere che stessero tutti assieme?) e con le loro mercanzie; la parte chiusa è divisa in cinque navate, quella centrale ha un'altezza ben maggiore delle laterali, longitudinalmente lo spazio è ritmato da pilastri; gli archi fra i pilastri sono leggermente ogivali; l’illuminazione naturale è scarsa; il visitatore ha quasi la sensazione di trovarsi in una chiesa tardoromanica.
Proseguiamo per giungere verso l’una all’ingresso/biglietteria della valle di Ihlara - Peristrema; c’è un ristorante dove pranziamo sotto la pergola, poi, ormai non acquistiamo più biglietti perché sono compresi nel prezzo, scendiamo i trecento gradini fino al fondo valle e visitiamo le chiese (Kilise) scavate direttamente entro il tufo: Agacalti (sotto l’albero), Yilanli (del serpente), Sumbullu (dei giacinti).
Usciti dalla valle ed avviandoci verso Uchisar, non molto distante da Ihalara, troviamo il complesso del monastero di Selime a più livelli esso pure interamente scavato nel tufo; tutti con curiosità si perdono nei vari cunicoli, salgono nei varii “comignoli” arrivando anche alla grandiosa cattedrale sempre interamente scavata nel tufo. Neppure la guida che ci accompagna aveva mai visitato questi meravigliosi e curiosi siti, la ricerca a monte della programmazione è stata veramente ottima, ma che fatica è costata all’organizzatore.
Arrivo all’albergo “Perissia” di Urgup dove pernotteremo durante tutto il soggiorno in Cappadocia, esso è molto frequentato. Dopo cena dedicato ai balli folk; alcuni pensavano di non accettare l’offerta poi hanno prevalso l’insistenza della guida, la curiosità e per alcuni lo spirito di collegialità. Il locale in cui arriviamo + squallidissimo e l’impressione profonda durerà in alcuni per tutta la serata, peggio per chi ha ceduto ed è venuto. L’impressione di squallore aumenta all’arrivo dei “ballerini"; uno spettacolo di dubbio gusto per l’ambiente, la musica assordante del tamburo, i costumi dei ballerini. Ad un certo momento si avvia la “bagarre” e molti vengono trascinati al ballo, tutti ammirano la capacità di Gabriella che viene applaudita. Poi una danzerina del ventre con magiche arti e lusinghe attrae e si fa accompagnare dal Petrucco che poi vien pur’egli applaudito.

Lunedì 28 giugno
Mattinata dedicata ad una passeggiata lungo sentieri al di fuori degli abitati partendo da Uchisar, dove incontriamo la guida locale che ci condurrà nel percorso; scendiamo la valle dei Piccioni o dei Cacciatori (forse libera traduzione in italiano!), tutti sono molto contenti per la sgambata e per gli scenari meravigliosi e per le fantastiche forme che vediamo, esse sono per noi del tutto inusuali ed è ben comprensibile come molte persone vengano attratte dalla Cappadocia.
In circa due ore arriviamo a Goreme. Facciamo colazione in un caravanserraglio molto ristrutturato e modificato, anzi potrebbe anche essere nuovo. Nel pomeriggio visita alla città sotterranea di Kaymankli; si rimane impressionati per la realizzazione di questi complessi sotterranei tanto articolati planimetricamente ed in profondità, con organizzazione logistica tale da consentire la vita regolare, viene chiarito però che probabilmente le persone si ritiravano sotto terra solamente in caso di pericolo; tecnicamente mi desta meraviglia l’ottimo sistema di aereazione, tale che i locali ed i percorsi non hanno alcun odore né cattivo né stantio.
Finita la visite tutti al bagno turco di Avanos che era stato riservato in modo esclusivo per il nostro gruppo; precede una sauna totalmente primordiale rispetto le saune frequentate negli alberghi della catena alpina, l’aria è fredda, viene scaldata dopo il nostro ingresso con un unico soffione senza mai raggiungere la temperatura adeguata; segue l’immersione nella vasca fredda; poi il bagno turco distesi sulla lastra di pietra caldissima tanto che talvolta dev’essere raffreddata con getto d’acqua; segue il massaggio. Porto con me il ricordo di Urgup risalente ad una dozzina d’anni fa: un bagno pubblico con relativo massaggio senz’altro con effetto ben più benefico. Bisogna cenare presto perché domani ci aspetta la levataccia per la mongolfiera.

Martedì 29 giugno
Oggi sveglia alle 4,00, uscita dall’albergo alle 4,20, alle 5,00 registrazione agli uffici e piccolo breakfast ed appena verso le 6,00 in navicella con la mongolfiera che si alza dolcemente e pigramente nell’aria; unico suono èuello del bruciatore che spinge aria calda all’interno dell’involucro che perciò si penserebbe debba andare a fuoco. Il pallone si muove e sembra vada a cozzare contro qualche guglia, ma è un’impressione riservata a chi ha volato con aeroplani, dove si è in una dimensione tempo-spazio-velocità totalmente diverse da quelle dell’aerostato; così per circa 80 minuti ci muoviamo dolcemente nell’aria, su e giù, verso i vari pinnacoli, guardando dall’alto il mondo che lentamente passa sotto; tutto è lento, tutto è dolce, sembra tutto sospeso; per noi che ormai siamo abituati alla velocità sembra di venire smaterializzati.
Gli “eroi” tornano in albergo in tempo per far colazione e poi via perché anche oggi ci viene proposta una bella passeggiata sempre con partenza da Uchisar, dove riprendiamo l’accompagnatore locale di ieri, percorriamo la “Valle bianca" e la “Valle dell’Amore” (chiamata così per la presenza di tanti “pericabalari vadisi”?) con forme e colori particolarissimi tali da sollecitare forti impressioni e ricordi ed anche commenti.
Giungiamo a Goreme e prima di pranzo facciamo una breve visita ad una fabbrica di maioliche, molti non resistono alla tentazione di fare qualche acquisto, anche importante. Uno spuntino in un ristorante con l’imbroglio: menu 10 euro ma bevande sette euro, così il ristoratore fa quadrare il proprio bilancio. Dedichiamo il pomeriggio alla visita del museo all’aperto con le tante chiese scavate nella roccia, tutte dipinte ed alcune in modo meraviglioso: Karanli (chiesa scura), Carikli (chiesa dei sandali), Yalauli (chiesa del serpente),Elmali (chiesa del melo), Azize Barbara Sapeli, Tokali.
La giornata è veramente emozionanate perché ci propone anche una seconda chance per gli acquisti: un deposito di tappeti, parecchi di noi non vengono fermati dal problema del trasporto né tanto meno dal prezzo e cedono acquistando tappeti; per gli acquisti brilla Esterino.

Mercoledì 30 giugno
Visita della Pericabalari Vadisi con breve sosta, dove qualcuno si fotografa a dorso di cammello; procediamo per la valle di Zelve dove ci divertiamo a visitare qualche chiesetta scavata nel tufo e ad effettuare come bambini - tutti hanno già preso confidenza con l’ambiente - una traversata in galleria con l’aiuto di lampade tascabili. Visita ad un centro di produzione e vendita di turchesi, montati e no, ed argenti; è l’ultima chance per acquisti in Cappadocia e molti ne approfittano. Pranziamo all’inizio della valle di Zelve, in un ristorante all’aperto con i tavoli sotto alberi fronzuti. Visita alla chiesa di Niceforo Foca nel villaggio di Cavusin.
La sera sarà dedicata allo spettacolo dei dervisci danzanti che si tiene ad Avanos entro un caravanserraglio ristrutturato; lo spettacolo, anche per l’ambiente idoneo, è affascinante, esso si svolge con ritmi lenti ed è sia per la musica che per i movimenti fortemente mistico e rilassante, tanto rilassante che qualcuno stanco per le tante cose fatte negli ultimi giorni e nella stessa giornata di oggi, cede ad un beato pisolino.

Giovedì 1 luglio
Con partenza alle 8,30 trasferimento in pullman dalla Cappadocia ad Ankara (circa 285 km., 4,5 ore); il viaggio ci consente di godere i paesaggi dell’Anatolia. Facciamo una sosta la lago salato, qualcuno penserebbe di poter fare un bagno rigenerante ma siamo separati dalle acque da un’ampia bianca distesa di sale che percorriamo per un buon tratto. Pranzo libero in un ristorantino lungo la strada, nel pomeriggio prima visita del mausoleo di Ataturk con relativo museo sul personaggio - padre della patria - e sulle vicende belliche successive alla prima guerra mondiale che hanno portato alla Turchia attuale; il complesso è ampio ed ovviamente monumentale ma non particolarmente pesante. Ci rechiamo poi verso l’antica cittadella alla cui base c’è il museo della civiltà Anatolica (Anadolu Medeniyetleri Muzesi), esposizione che dev’essere visitata da tutti coloro che desiderano capire la Turchia. Qualcuno vorrebbe visitare la cittadella ma la maggioranza è stanca e dobbiamo ancora raggiungere l’albergo Dedeman, distribuire le camere, fare una doccia prima di recarci a cena nell’albergo stesso; dopocena libero per due passi.

Venerdì 2 luglio
Transfer dall’albergo all’aeroporto per prendere il volo Ankara - Istanbul che decolla alle 10, anche Erol rientra ad Istanbul con noi. All’arrivo ad Istanbul salutiamo la guida facendoci reciproci ringraziamenti, troviamo lo shuttle che ci porterà all’albergo Acropol - Best Western che si trova immediatamente alle spalle di Santa Sofia e della Moschea Blu, dove ci hanno preparato uno snack per pranzo.
Il gruppo è costitutio da persone che hanno visitato Istanbul più volte, due volte, una volta e mai; quindi è inevitabile che il gruppo si sparpagli dopo che ciascuno ha avuto delle informazioni di carattere generale sui luoghi essenziali per la visita. Abbiamo a disposizione l’intero pomeriggio, malgrado i diversi desideri dei gruppetti quasi tutti si rivedranno all’interno di Santa Sofia, il più bel monumento d’Istanbul che troneggia sulla zona da oltre 1500 anni.
Gabriella, sfruttando le sue conoscenze locali (Gamse), ha organizzato una serata con cena in barca, per un costo modesto ed aggiuntivo a quanto già pagato dai partecipanti. Alle otto siamo all’imbarcadero, la salita/discesa in barca spaventa qualcuno che torna in albergo. Si tratta per fortuna di una barca esclusivamente a nostra disposizione, quindi di dimensioni contenute ma comodissima per il nostro gruppo che potrà goderne in piena libertà. Con la barca navigheremo per quattro ore salendo e ridiscendendo il Bosforo, il sole tramonta sullo sfondo della città fatata di Costantinopoli, vista di gran poesia che richiama anche i fantastici tempi andati della città. All’imbrunire viene servita la cena che si prolunga con le varie portate tipiche della cucina turca e che viene allietata da musica molto ritmata che invita alla danza, alcune odalische - Paola, Julia, Gabriella - si esibiscono, si crea un’atmosfera di vivace allegria che trascina tutti, anche Mario canta “caval de fero”, pochissimi non partecipano ai balli cante e similia. A mezza notte siamo a terra ed all’una a letto.

Sabato 3 luglio
Contenti per l’escursione ed un po’ dispiaciuti perché sia finita, di buon mattino con lo shuttle arriviamo all’aeroporto di Istanbul e quindi dato un ultimo addio alla Turchia (ed ai turchi o semiturchi) c’imbarcheremo sul volo di ritorno Istanbul - Roma; a Roma solito trasbordo da un terminal all’altro, poi Roma - Venezia e qui troviamo ad attenderci il nostro bus. Scendiamo a Pordenone sotto casa di Mario che finalmente può godere del vantaggio d’essere l’organizzatore.

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