La Tunisia in camper

in viaggio con nonsolodeserto in Tunisia

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La Tunisia in camper

Conosco bene le oasi e il deserto, le piste fatte con il fuoristrada vengono sostituite dalle strade asfaltate per questo viaggio effettuato con i camper.
Le mete prevedono la visita alla cittadina di Kairouan, le visite alle oasi di montagna, Tamerza e Mides, la mitica Tozeur, il festival del Sahara a Douz, i villaggi berberi della zona di Tataouine, Tunisi e altro ancora.
Kairouan, la mitica Tozeur, i villaggi berberi e tante altre bellezze del Paese maghrebino19 dicembre 2008
Partiamo in serata da Civitavecchia con la GNV. Sistemazione in cabina con servizi privati.

20 dicembre
Navigazione.

21 dicembre
Dopo uno scalo a Palermo arriviamo al porto di Tunisi, “La Goulette” in serata. Sbarco e formalità doganali, cambiamo un pò di valuta in dinari tunisini nello sportello bancario del porto e ci sistemiamo per la notte in un piazzale poco distante.

22 dicembre
Al mattino prendiamo l’autostrada in direzione di Sousse. Arriviamo a Kairouan per pranzo e ci sistemiamo nel parcheggio di un albergo. Nel pomeriggio incontriamo Camel, la nostra guida locale. Visitiamo la Grande Moschea il Mausoleo e la Cisterna.

23 dicembre
Al mattino, sempre con Camel, continuiamo la visita entrando nella medina che ospita il suk, il tipico mercato con artigianato locale, negozi di tappeti e quant'altro si voglia. Dopo pranzo partiamo per Sbeitla con l’intenzione di visitare le rovine romane. Il sito archeologico, recintato, si estende su una superficie vastissima. Arriviamo a Tozeur in serata e ci sistemiamo in campeggio.

24 dicembre
La mattina partiamo per le oasi di montagna. Sulla strada di Tamerza ci fermiamo per vedere una bella cascata. A Tamerza con Faruk, la nostra guida locale visitiamo l’oasi e il canyon. Percorriamo un sentiero che si snoda attraverso la vegetazione di palme, melograni e olivi. Riprendiamo i nostri mezzi e ci dirigiamo verso la “pista di Rommel”, una strada costruita durante la seconda guerra mondiale dalle truppe tedesche, come ci racconta Faruk. Giungiamo al punto più alto da cui si ha una visione panoramica bellissima: all’orizzonte si vede la macchia del Chott El Djerid. Raggiungiamo poi l’oasi di Mides, vicino al confine algerino, dove c’è il vecchio villaggio berbero ormai abbandonato. Il panorama è molto bello, specialmente con la luce del tramonto. Salutiamo Faruk e rientriamo a Tozeur per una cenetta in un locale tipico.

25 dicembre
Giornata dedicata alla visita di Tozeur, la sua medina e la grande oasi. Su di un calesse visitiamo la grande oasi e la bellissima medina. Andiamo anche a visitare una fornace dove fabbricano i mattoni tipici con cui è fatta la medina. Per cena solito ristorante tipico.

26 dicembre
La mattina partiamo per Douz attraversando il Chott El Djerid, per una comoda strada asfaltata. A circa 1 km dalla strada si vede la carcassa di un bus, probabilmente voleva attraversarlo via pista ed è rimasto impantanato. Arriviamo a Douz e ci sistemiamo in campeggio. In serata facciamo un giro nei negozietti della piazza quadrata.

27 dicembre
Una passeggiata per Douz in attesa di andare nel primo pomeriggio a vedere il “Festival du Desert”. Raggiunta la zona delle manifestazioni folkloristica conosciamo il simpatico Fathi che partecipa al festival con i dromedari e cavalli, ci spiega le usanze e le caratteristiche della manifestazione. Ci sono rappresentanze dei paesi che partecipano alla manifestazione, Libia, Algeria, Emirati Arabi, Egitto, Kuwait, Mali ed altri, anche l’Italia è presente con un gruppo siciliano. Ci sono poi i meharisti in sella ai grandi dromedari bianchi che parteciperanno alla maratona di 42,5 km nel deserto. C’e anche una carovana in costume che rappresenta il tradizionale matrimonio berbero. Alcuni dromedari hanno sulla gobba dei baldacchini in cui si trova la sposa, completamente nascosta agli occhi del pubblico. Il corteo è composto da gruppi musicali. Sfilano poi gruppi in costumi tradizionali che cantano e ballano. Passiamo la serata in compagnia dell'amico Fathi che ci racconta della sua vita a Douz.

28 dicembre
Partiamo per andare a Ksar Ghilane, in direzione di Matmata incrociamo il bivio sulla destra che porta verso l’oasi. Un leggero vento solleva la sabbia creando bellissimi effetti sull’asfalto. La pista dell’oleodotto è stata in gran parte aggiustata e asfaltata. Lasciamo l’asfalto e percorriamo gli ultimi km su pista per entrare nell’oasi e ci sistemiamo in campeggio.

29 dicembre
Andiamo a visitare, in groppa ai dromedari, le rovine del fortino romano, poi ci gustiamo un te seduti vicino allo stagno della sorgente. Torniamo in campeggio per gustarci la stupenda nottata stellata.

30 dicembre
Dobbiamo partire, purtroppo il tempo incalza. Riprendiamo la pista dell’oleodotto e ritorniamo sulla strada per Matmata. Giunti alla città troglodita parcheggiamo per visitare le abitazioni sotterranee. In una di esse hanno girato alcune scene di “Guerre Stellari” e iniziamo la visita. Le abitazioni troglodite sono scavate nel terreno argilloso ed hanno una profondità che varia dai 5 ai 10 metri. Sono costituite da un pozzo centrale nelle cui pareti sono poi scavate le camere. Quelle sul fondo del pozzo servono per abitazione o ricovero degli animali. Quelle più in alto sono usate come granai. Hanno la caratteristica di mantenere una temperatura costante di 22° sia in estate che in inverno. Arriviamo in serata a Cheninì e incontriamo Boubaker, la nostra guida locale.

31 dicembre
La mattina con l'amico Boubaker visitiamo il più antico villaggio berbero, entrato a far parte dell’Unesco è in fase di restauro, la prima volta che l’avevo visto era diroccato e sporco, ora sta cambiando aspetto per fortuna. Il villaggio è arroccato in cima ad una collina e le abitazioni sono scavate nella roccia. Nelle vicinanze visitiamo la spettacolare Moschea dei Sette Dormienti e il cimitero berbero. La moschea è dedicata a sette cristiani di Efeso, martirizzati proprio in questo sito e divenuti santi dell'Islam e protagonisti di molti racconti islamici. Una leggenda nacque attorno alle cosiddette “le tombe dei Sette Dormienti”, che erano alcuni tumuli funerari alti quasi 5 metri di lunghezza. In tale racconto si vedevano sette cristiani che per sfuggire alle persecuzione dei romani, decisero di trovare riparo in una grotta vicina, li si addormentarono senza più svegliarsi per 400 anni, periodo in cui i loro corpi diventarono sempre più grandi raggiungendo i 4 metri di altezza. Al loro risveglio trovarono la religione dell’Islam ad essere l'unica professata al mondo, sempre secondo tale leggenda i sette cambiarono fede e guadagnarono il paradiso. Ci prepariamo per trascorrere il capodanno in un caratteristico ristorante scavato anch’esso nella roccia.

1 gennaio 2009
Boubaker ci porta a visitare Ksar Ouled Soltane. Il complesso dello Ksar conta di più di 300 ghorfas, i granai fortificati, anche questo sito è protetto dall’Unesco. Rientriamo a Cheninì.

2 gennaio
Salutiamo Boubaker e iniziamo il rientro verso Tunisi. In serata arriviamo a El Jem e ci fermiamo per la notte nel parcheggio vicino al colosseo.

3 gennaio
Visitiamo il maestoso colosseo di El Jem ed il museo annesso dove sono conservate alcune delle pavimentazioni dell’epoca romana, preludio di quelle che vedremo al museo del Pardo di Tunisi. Riprendiamo la strada per la capitale e arriviamo in serata, dove troviamo sistemazione per la notte nel parcheggio custodito di un albergo.

4 gennaio
Ci prepariamo per visitare il museo del Pardo, risultato molto interessante. Dopo ci addentriamo nel suk coperto di Tunisi, probabilmente il più caratteristico della Tunisia. Per la notte ci spostiamo nel porto di Sidi Bou Said, una perfetta riproduzione di un piccolo borgo arabo andaluso. Le sue origini antiche risalgono ai Cartaginesi.

5 gennaio
La nave ci attende per riportarci a casa, con un po’ di malincuore ci imbarchiamo. La sistemazione è la stessa dell’andata, cabina di prima classe con servizi privati. Sul ponte ricordiamo i bei momenti e le cose che abbiamo visto, le persone, i nostri amici.

Buoni viaggi

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