Quel ramo del lago di Ginevra...

In gita lungo un tratto del lago Lemano alla scoperta di Vevey, Montreux e del Castello di Chillon

Il giorno di Pasqua io ed Ale ne abbiamo approfittato per organizzare una gita alla scoperta del tratto più orientale del lago Lemano, il lago di Ginevra. A breve distanza si susseguono tre località meritevoli di una visita: Vevey, forse più famosa per essere la sede centrale della multinazionale Nestlè, ma che offre uno scorcio suggestivo con il suo lungolago; Montreux, una sorta di filiale svizzera della Costa Azzurra; il Castello di Chillon, vero protagonista della giornata.VEVEY
Prima tappa della giornata è la cittadina di Vevey, una delle più frequentate e rinomate mete turistiche del cantone di Vaud.
Lasciata l’autostrada, ci dirigiamo subito verso il centro in direzione della Grande-Place. La Grande-Place, cuore della cittadina, è la piazza che si affaccia sul lago e che, come dice il nome, è molto grande. Al centro, un immenso parcheggio per le auto e tutt’intorno bei palazzi dall’aria un po' retro. Due sono le cose che attirano l’attenzione: la Grenette, l’ottocentesco mercato del grano, ed il neogotico Castello dell’Aile.
La prima sensazione che ho avuto e che non mi ha più abbandonata è stata quella di essere tornata indietro nel tempo. Sembrava quasi che da un momento all’altro una carrozza dovesse spuntare da qualche angolo e ad accentuare questa impressione ci pensava la bella giostra con i cavalli posta nei pressi della banchina.
Dopo una veloce crêpe salata decidiamo di gustarci la quiete del lungolago e della passeggiata che affianca le acque del Lemano per un paio di chilometri. È domenica, di Pasqua oltretutto, e non possiamo fare a meno di apprezzare il silenzio e la scarsa presenza di gente.
Subito il Monumento in memoria di Charlie Chaplin, che a Vevey trascorse gli ultimi anni della sua vita, cattura la nostra attenzione.
Alle spalle di Charlie Chaplin, la scena è occupata dall’Alimentarium - fondazione Nestlé, il museo dell’alimentazione. Il museo comprende un’esposizione permanente che ripercorre le attività legate all’alimentazione (acquistare, cucinare, mangiare e digerire) ed uno spazio riservato a mostre temporanee. Attualmente è in corso la mostra “Couverts découverts”, aperta fino al 6 gennaio 2008.
A richiamare l’attenzione sulla mostra non sono certo le locandine disseminate per la cittadina, bensì una forchetta gigante che spunta dalle acque del lago, di fronte all’Alimentarium. Un’idea davvero originale che attira le poche persone presenti, le quali non si lasciano scappare l’opportunità di farsi immortalare in compagnia di una simile stranezza!
Terminata la passeggiata sul lungolago ci addentriamo nella città vecchia (vielle ville), che però non ci entusiasma più tanto e quindi ritorniamo sulla Grande-Place a recuperare la macchina per spostarci alla volta di Montreux.
Siamo quasi usciti da Vevey quando la nostra attenzione è catturata da una grande aiuola dove, con le piante, è stato realizzato un uccello dal manto ricoperto di fiori. Credo che siano passati più di cinque minuti prima che realizzassi di essere di fronte ad un evidente richiamo al logo della Nestlé, la cui sede (Palais Nestlè) è collocata alle spalle della composizione…

MONTREUX
La prima immagine che abbiamo di Montreux è quella del suo lungolago assolato, pieno di gente, trafficato, con decine di hotel più o meno imponenti che si affacciano sul Lemano. Complice il francese, è facile scordarsi di essere in Svizzera e l’aria un po' chic ed esclusiva di Montreux sembra catapultarci nella bella vita della Costa Azzurra.
Percorsa a passo d’uomo la via principale di Montreux, invece di fermarci sul lungolago seguiamo le indicazioni per la vielle ville, la città vecchia.
La città vecchia di Montreux è sopraelevata rispetto al livello del lago, in pendenza e con vie sempre più strette e tortuose. Ad un certo punto siamo obbligati a parcheggiare la macchina e ci dedichiamo all’esplorazione a piedi.
Al caos turistico del lungolago si contrappone il dedalo di stradine silenziose della Montreux storica. Gli unici rumori provengono dalle finestre delle case lasciate aperte vista la giornata molto calda. Passeremo più di un’ora a sbirciare indisturbati tra una casa e l’altra. Da segnalare nel nucleo storico la Maison Visinard, la più antica casa di Montreux, oggi centro culturale e spazio espositivo della città.
Lasciata la città vecchia ci sposteremo alla volta del Castello di Chillon e a Montreux ritorneremo verso le 18 per dedicarci al suo lungolago. La scelta si rivelerà azzeccata, visto che a quell’ora la quantità di gente in giro è decisamente diminuita.
La passeggiata sul lungolago è veramente piacevole, la cura del verde e delle aiuole rasenta la perfezione, è quasi maniacale. Ogni singola aiuola è diversa dall’altra per colori, odori e tipi di fiori e alcune di esse ospitano delle composizioni di piante che propongono una serie di soggetti che celebrano alcuni eventi di carattere musicale legati alla città.
Dal lungolago si passano in rassegna i grandi palazzi e gli hotel che fanno bella mostra di sé, tra i quali spiccano il Montreux Palace, molto sfarzoso ed esclusivo, ed il Grand Hotel Suisse. Secondo la nostra guida, al Grand Hotel era solita soggiornare la principessa Sissi quando voleva allontanarsi dalla vita di corte austriaca.
Noi non l’abbiamo vista, ma in Place du Marché, la piazza del mercato, è presente una statua in ricordo di Freddie Mercury, che a Montreux trascorse gli ultimi anni della sua vita. Pare che i luoghi cittadini del suo soggiorno siano oggetto di veri e propri pellegrinaggi, da parte dei suoi fans più accaniti, che culminano con un Memorial Day organizzato ogni anno durante il mese di settembre.

IL CASTELLO DI CHILLON
Il Castello di Chillon è uno dei manieri più celebri e meglio conservati di tutta la Svizzera, una delle mete sicuramente da non perdere in terra elvetica.
Posizionato su un isolotto del lago Lemano, il castello è unito alla terraferma da un passaggio coperto che oggi ospita la biglietteria.
La costruzione del castello avvenne tra il XI ed il XIII secolo e nel corso del tempo ha subito diverse opere di ampliamento e modifica. L’ultimo restauro risale alla fine del XIX secolo.
ORARI D’APERTURA
Il castello è aperto tutto l’anno, esclusi il 1 gennaio ed il 25 dicembre. Gli orari di ingresso variano a seconda della stagione. Attualmente, fino alla fine di settembre, il castello è aperto ad orario continuato dalle 9 alle 19 (ultimo ingresso alle ore 18).
Il castello è affacciato direttamente s una strada lungo la quale è abbastanza facile trovare parcheggio. Il parcheggio non è pagamento, ma è necessario il disco orario (sosta massima consentita: 4 ore).
PREZZI
L’ingresso intero costa 12 CHF, ridotto (studenti, anziani, militari, ecc.) 10 CHF. I bambini dai 6 ai 16 anni, invece, pagano 6 CHF, mentre sono previste riduzioni per i gruppi.
Sono accettati l’Euro (solo banconote, l’eventuale resto è in Franchi Svizzeri) e le carte di credito.
Al momento dell’acquisto del biglietto si riceve un opuscolo che fornisce alcune informazioni salienti sulle varie aree del castello e suggerisce l’itinerario da seguire per la visita, facilmente intuibile visto che ogni area/stanza è contrassegnata da un numero da 1 a 32 al quale corrisponde una breve descrizione sul dépliant. Gli opuscoli sono disponibili in diverse lingue, italiano compreso, ed è da questo che ho reperito le informazioni sulla visita di seguito indicate.
Per chi volesse, è possibile richiedere una visita guidata, pagando un supplemento di 6 CHF.
LA VISITA
L’ingresso del castello permette di accedere al primo cortile che ospita le antiche scuderie, un magazzino e una torre.
Dal primo cortile si scende ai sotterranei, prima magazzini e rifugio per la guarnigione, in seguito arsenale della flottiglia bernese. I sotterranei ospitano anche la prigione ed il patibolo. Una parte del sotterraneo è denominata sotterrano Bonivard dal nome del priore di San Vittore di Ginevra (Bonivard, appunto) che vi rimase imprigionato per quattro anni, incatenato ad un pilastro. La sua storia fu cantata dal poeta Byron e sul terzo pilastro del sotterraneo è inciso proprio il nome dell’artista.
Prima di ritornare al cortile, si segue una leggera deviazione in direzione della cripta, che ospita la cappella sotterranea di una piccola chiesa che fino al XIII secolo si elevava nel cortile.
Di nuovo in superficie, si oltrepassa l’ingresso per accedere al secondo cortile e sulla sinistra si trova l’ingresso che porta alle stanze del castellano.
La prima sala che si visita è la gran sala del castellano. Questa sala, dall’apparenza calda ed accogliente, ci è piaciuta molto, anche grazie all’utilizzo del legno per le colonne ed il soffitto e per il grande camino del XV secolo.
Con l’ausilio di una scala si sale al piano superiore dove si susseguono una serie di stanze per le cerimonie o private: l’aula nuova, antica sala da festa, l’anticamera, la camera da letto, la camera dei paramenti, riservata agli ospiti o salotto, la sala degli stemmi o dei Cavalieri, con alle pareti dipinti gli stemmi dei balivi bernesi di Vevey che dimorarono a Chillon dal 1536 al 1733, la camera del duca, un’altra camera da letto, e l’attiguo salottino.
Passando attraverso un piccolo cortile interno, si arriva alla cappella dei conti (duchi) di Savoia, che sulla volta presenta tracce di decorazioni fatte con la tecnica dell’affresco.
Dalla cappella si accede al terzo cortile che permette il passaggio all’ala del castello adibita ad abitazione del conte e della sua corte e dove si visitano la gran sala del Conte, utilizzata per banchetti e cerimonie, la camera da letto e l’adiacente guardaroba, la sala dei clerici, che ospitava il personale che faceva parte del seguito del signore, fino ad arrivare ad una sala che ospita un piccolo museo dove sono conservati dei modelli che permettono di ripercorrere le tappe della costruzione e dello sviluppo del castello.
Usciti dal museo ci si ritrova nel quarto ed ultimo cortile dal quale si accede al cammino di ronda sui bastioni. Lungo il camminamento si visitano alcune torri di difesa, modificate più volte nel corso dei secoli per adattarle alla difesa del castello, ma anche per diventare, all’occorrenza, prigione. In uno spazio coperto tra le prime due torri di difesa si ha una suggestiva vista d’insieme sul primo cortile. Passando in una di queste torri, poi, si ha la possibilità di vedere il meccanismo dell’orologio, il cui quadrante è visibile all’esterno sulla facciata di quella stessa torre.
L’ultimo locale che completa la visita del castello è il mastio, l’antica torre di rifugio, dal quale è garantito uno scorcio interessante sul castello ed i suoi dintorni.IN AUTO: da Milano prendere l’autostrada A4 Torino-Aosta, successivamente l’A5 direzione Aosta. In prossimità di Aosta continuare su SS27 e seguire per il Gran San Bernardo (pedaggio tunnel € 22,40). In Svizzera continuare su A9 direzione Lausanne, prendere uscita 14, 15 o 16 e seguire per Chillon, Montreux o Vevey.
In alternativa prendere l’A26 Genova Voltri-Gravellona Toce dir. Gravellona, continuare per il passo del Sempione, in prossimità di Briga prendere l’autostrada A9 direzione Lausanne.
IN TRENO: esistono collegamenti ferroviari, diretti o via Briga, tra Milano e Montreux o Vevey
IN AEREO: l’aeroporto più vicino è quello di Ginevra-Cointrin (93 km da Montreux). Treni diretti ogni ora dall'aeroporto di Ginevra a Montreux o Vevey.

2 commenti in “Quel ramo del lago di Ginevra…
  1. Avatar commento
    barrbara
    14/10/2007 20:59

    Ciao Stefano, sapevamo dell'esistenza della statua, ma non l'abbiamo cercata.

  2. Avatar commento
    Stex
    13/10/2007 20:03

    ma non avete visto le statue di Freddy? ciao stefano da Trieste

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