NEW YORK 2017: I LOVE YOU…

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NEW YORK 2017:  I LOVE YOU…

NEW YORK 2017:  I LOVE YOU…    31 Dicembre / 09 Gennaio  
SINTESI del PROGRAMMA di VIAGGIO:
31 DICEMBRE: volo da Malpensa (Emirates per JFK), ARRIVO  ore 19:00 locali,  trasf. Hotel Manhattan TAXI (Hell’s Kitchen), Capodanno zona Times Square (Columbus Circle).
01 GENNAIO:  Times Square, Empire state building, Bryant Park, 42th Str, Circle Line Best of NY crociera (12a.m.)Pier 83, Midtown: Rockfeller Center, Radio City Music Hall, St. Patrick, 5Av, Grand Central Terminal.
02 GENNAIO: SoHo, Chinatown, Little Italy, East Village, Greenwich Village.
Midtown: museo MOMA, Shopping Macy’s.
03 GENNAIO: Union Square, Flatiron District, Meatpacking District, Chelsea, High Line, Metropolitan  Museum, Museum Mile (5th AV, MET, Museo Guggenheim).
04 GENANIO: Liberty Island ed Ellis Island. Lower Manhattan: Financial District (Fed. Reserve, Wall Street, 9/11, World Trade Center, Trinity Church, St. Paul's Chapel, NY City Hall,  shopping Century21).
05 GENNAIO: Brooklyn (Brooklyn Heights-Dumbo), ponte Brooklyn (ritorno a piedi), Beekman Tower, Financial District, traghetto Staten Island (tour piedi). MidTown:  Chrysler Building, 5av
(Tiffany, Trump Tower).
06 GENNAIO: Central Park (Sud-Centro). Upper East side: tour zona musei (Met, Museo Guggenheim). Mid Town East: Roosevelt Island (funivia), Long Island (Queens). Mid Town: NY Library Bryant Park, Top of the Rock. Broadway: serata, Musical the Wicked.
 
07 GENNAIO: Hop On Hop Off (48h) (Harlem Up Town, soste: Cattedrale di Saint John the Divine e 125th Apollo Theatre). Upper West Side: Intrepid Air Sea Museum Pier 86.
08 GENNAIO:  Hop On Hop Off (48h) (Down Town),  High Line, Chelsea, Madison Square Garden. Shuttle collettivo per JFK fine pomeriggio. Volo Emirates ore 22,45 da JFK T4.
09 GENNAIO: Rientro ITALIA




VARIE NOTIZIE SPICCIOLE:
DENARO/PREZZI:
dollaro americano. Dato il cambio ormai quasi alla pari (dicembre 2016), è assolutamente sconsigliato farlo in aeroporto. Decisamente più conveniente farlo in banca in Italia. Personalmente consiglio di portare del contante, non molto, ma meglio averlo. Mance, spese spicciole e pasti sono spesso più comodi da pagare con il denaro cash. Le carte di credito sono ovunque ben accettate. Attenzione però alle ricaricabili che alcuni pos non riconoscono. Nei ristoranti inoltre le mance che si decidono di lasciare non vengono immediatamente riconosciute dal sistema. La nota dell’addebito via sms le decurta. Questo perchè per qualche “oscura” ragione vengono introdotte in un secondo momento dall’esercente. Tutto ciò potrebbe risultare rischioso: per questa ragione molti consigliano il contante o l’uso di prepagate per non avere addebiti a sorpresa. Fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio…
Il problema principale di New York solitamente è che tutto costa molto: hotel, ristoranti, attrazioni. La domanda è sempre alta per ogni cosa e pertanto i prezzi lievitano. Occorre pertanto valutare bene ed organizzarsi già a priori: il volo e l’hotel per prima cosa. Questo per poter già in partenza contenere i costi. Gli hotel a Manhattan sono cari ed anche in questo caso i prezzi cambiano molto a seconda dei quartieri.
Acquisti: convenienti per calzature ed abbigliamento, ma neanche troppo…visto ormai il cambio.
Mance: occorre normalmente lasciarle per ogni servizio ricevuto, fermo restando che sono anche in funzione del trattamento ricevuto. Nei ristoranti si applica solitamente il 15-20% sulla base del totale (verificare sullo scontrino: quasi ovunque propongono 3 cifre 10-15-20%). Negli altri casi comuni e secondo i consigli letti su vari blog: camerieri stanza dell’hotel 2 dollari al giorno, facchini 1 dollaro al collo, baristi 1 dollaro a bevanda ordinata...
TRASPORTI:
Trasferimenti dall’aeroporto a Manhattan: mi riferisco a quelli da/per il JFK (Aeroporto John Fitzgerald Kennedy), perchè dagli altri aeroporti (La Guardia e Newark) non ho informazioni personali. Premessa: il taxi è il sistema più costoso per il trasferimento. A  mio parere però è il migliore: suggestivo, per chi vuole raggiungere la  “grande mela” scorgendo lo skyline da lontano e comodo, perchè dopo ore di volo sedersi rapidamente su un taxi che ti lascia davanti all’hotel è un bel sollievo. Costo 59 dollari: trasporto a Manhattan (tariffa fissa 52) più il costo dell’autostrada. Mancia a parte. Noi abbiamo pagato 70 dollari totali, seguendo i consigli letti nel web. Alternative di traporto: shuttle collettivo, meno costoso, circa 20-30 dollari a testa, ma meno rapido (occorre attendere spesso il suo riempimento alla partenza). Terza alternativa, la più economica (meno di 10 dollari!), Air Train e metro. Sicuramente più stancante, ma economicamente molto allettante. Occorre valutare bene, è una scelta molto personale.
Metropolitana: è molto efficiente ed è il modo migliore per spostarsi velocemente. Serve capillarmente i vari distretti soprattutto Manhattan. C’è un comodo abbonamento di 7gg a 32 dollari. Lo si può fare tranquillamente in ogni stazione, pagando con carta di credito: alcune macchinette accettano anche i contanti, ma attenzione ai resti non sempre disponibili! La tessera serve anche per gli autobus, per le linee fuori terra di Staten Island e per la funivia che porta a Roosevelt Island. La metropolitana di New York (la Subway) conta ben 468 stazioni che servono 26 linee, più di qualsiasi altra città al mondo. Le linee sono identificate con le lettere (ad es. A, B, C, ecc…) oppure con i numeri come 1, 2, 3... La metro serve tutti i distretti di New York esclusa Staten Island, la quale è raggiungibile gratuitamente tramite lo Staten Island Ferry da Battery Park oppure con l’autobus express da Manhattan o con gli autobus normali da Brooklyn. Occorre fare attenzione solo ad un paio di cose: i fine settimana molte linee variano a causa della minore affluenza di persone, pertanto molte fermate vengono soppresse o cambiano proprio i percorsi delle linee stesse. È bene prestare molta attenzione agli avvisi cartacei affissi. Inoltre molte linee hanno due tipologie di treni: locali ed espressi. I primi fermano a tutte le stazioni, i secondi fanno solamente poche fermate. Sono molto utili a tale riguardo le applicazioni da smartphone offline che indicano i vari percorsi. Ultima info importante, è relativa al prestare attenzione a come sono costruite alcune stazioni della metro (MTA). In alcune di esse infatti, non vi è la possibilità di accedere all’altro senso di marcia dall’interno. Pertanto se una volta passati il tornello di accesso e vidimato il biglietto, ci si accorge che si è nel senso errato, occorre uscire dalla stazione in strada ed entrare dal lato opposto: il problema è che il ticket è riutilizzabile in questo caso solo dopo mezz’ora. Consiglio in questo caso: chiedere al personale MTA di annullare da terminale l’entrata precedente e resettare il proprio abbonamento. Per ovviare a questo rischio di errore basta, prestare molta attenzione ai cartelli di accesso alla metro dove vengono indicate le informazioni anche sulla direzione. New York va comunque vissuta il più possibile in superficie, il consiglio è usare la metro solo per i lunghi spostamenti, ma occorre veramente consumare le suole delle scarpe. In ogni strada, in ogni angolo, c’è qualche cosa d’interessante. Occorre solo tempo da dedicare e letteralmente perdersi a scoprire passo dopo passo la Grande Mela… Ogni quartiere può affascinare di più o di meno, la valutazione è molto soggettiva, ma proprio perchè c’è una grande scelta, ognuno troverà qualcosa di cui potersi innamorare e dove vorrà magari tornare più volte.
FUSORARIO, LINGUA:
6 ore in meno rispetto all’Italia (ora legale Italia). Lingua Inglese e lo spagnolo parlato da molti.
CLIMA: 
New York è una città “marittima”, ma con un clima spiccatamente continentale. Questo caratterizza gli inverni (lunghi e freddi), con temperature medie (tra la minima e la massima) di 0 °C o poco superiori e punte anche di -20 °C, possibili tempeste di neve e venti gelidi. Le estati invece risultano calde e umide. Gli inverni sono dunque freddi nonostante la latitudine relativamente meridionale della città (New York è posta alla stessa latitudine di Napoli-Salerno!). Pertanto soprattutto in inverno il clima può risultare molto instabile. Nella nostra esperienza ci consideriamo fortunati: abbiamo avuto giorni di sole caldo con temperature medie intorno ai 7° max 10°, ma anche una giornata con una bella nevicata di 15cm e vento gelido oltre che ad un paio di giorni con temperature al di sotto dello zero (circa -5°,-6°). Se il vento è forte e freddo, risulta molto difficoltoso girare a piedi, proprio perchè la temperatura percepita precipita! Pertanto occorre vivere giorno per giorno, non si può pianificare con molto anticipo e tutto con precisione. Si deve avere un programma flessibile.
DOCUMENTI:
passaporto elettronico in regola con le norme vigenti. In tal caso non occorre un visto tramite ambasciata per permanenze al di sotto dei 90gg (affari-turismo), ma l’emissione online dell’Esta  (Electronic System for Travel Authorization). Ovvero sia, il sistema elettronico per l’autorizzazione al viaggio.
(https://esta.cbp.dhs.gov/esta/): costo 14 dollari. Si tratta di fornire le proprie generalità, i dati del passaporto, le informazioni sul proprio viaggio, e poi rispondere ad un questionario con alcune domande che magari a noi italiani possono sembrare strane (come ad esempio se siamo mai stati coinvolti in attività di spionaggio o azioni terroristiche), ma che le autorità americane prendono molto seriamente e pertanto le risposte devono essere date con la dovuta attenzione. È tutto abbastanza semplice e poi è spiegato anche in italiano. Occorre pagare online con carta di credito.
SICUREZZA:
a Manhattan soprattutto, si può girare senza particolari problemi. C’è molta polizia ed anche la metro è sicura. Come tutte le grandi città, occorre però giustamente prestare attenzione e non spingersi nelle zone meno frequentate soprattutto la sera oltre una certa ora.
VARIE: 
New York, conosciuta nel mondo anche come la Grande Mela (Big Apple), è situata nello Stato omonimo e sorge alla foce del fiume Hudson, sull'oceano Atlantico, mentre l'area metropolitana si trova in prossimità di due Stati (New Jersey e Connecticut). È la città più popolosa degli Stati Uniti. È uno dei centri economici più importanti del mondo. È divisa in cinque distretti: Manhattan, Bronx, Queens, Brooklyn e Staten Island. Di essi, uno è nel continente (il Bronx, situato a nord di Manhattan), tre si trovano su isole: (Staten Island, di fronte al New Jersey; Queens e Brooklyn, rispettivamente nell'estremità nord-occidentale e sud-occidentale dell'isola di Long Island) e uno, Manhattan, sull'appendice inferiore della penisola su cui si trova anche il Bronx e che da esso è separato dall'Harlem River. I cinque distretti sono sedi di contee metropolitane: la contea di New York propriamente detta occupa il territorio di Manhattan. New York è inoltre riconosciuta come una delle città con i panorami urbani più impressionanti del mondo. Gli abitanti di New York si chiamano New Yorker. Una domanda che spesso mi sono posto: ma cosa vuol dire grande mela? L'espressione "Grande Mela" ("Big Apple") è utilizzata per definire propriamente la città di New York, che vista dall' alto richiama la forma di una mela.
Una settimana è sufficiente per visitare abbastanza bene Manhattan: con questi giorni a disposizione, gli altri distretti possono essere visti a mio parere solo parzialmente e velocemente. Ci sono attrazioni per ogni gusto. Queste ultime sono quasi tutte a pagamento: i prezzi non sono molto economici e pertanto è bene acquistare un pass che comprenda l’ingresso a forfait per più attrazioni. Ve ne sono di diversi tipi e prezzi e pertanto occorre fare una scelta ragionata in funzione del rapporto tempo a disposizione/prezzo/cosa si vuole vedere. Infatti, possiamo contare almeno 6 pass principali: City PASS, New York Pass, new Explorer Pass, Go Select Card, Freestyle Pass, The Sightseeing Pass Unlimited. Hanno tutti prezzi diversi e diversa è la convenienza, in base a cosa si vuole visitare e a quanti giorni di vacanza si fanno. Le variabili fondamentali che rendono un pass più conveniente rispetto ad un altro determinano la scelta. La più gettonata è la Citypass, che però a mio parere è un po' riduttiva e non cosi conveniente come viene pubblicizzata. Nel web comunque ci sono tanti forum e blog da cui poter attingere molte informazioni a riguardo. La nostra scelta è andata sulla più flessibile new Explorer Pass. Questa carta vale 30 giorni dalla prima attrazione che si visita. Il prezzo varia in funzione al numero di attrazioni che si scelgono di visitare. Infatti l’unica selezione da fare al momento dell’acquisto è il numero di attrazioni o tour che si vogliono fare: si va da un minimo di 3 fino ad un massimo di 10 (3-5-7-10). Noi abbiamo acquistato quella da 7 a 150 dollari per persona. Si fa tutto comodamente online ed il voucher che si riceve è già valido per accedere alle attrazioni. Viene inoltre fornito un vademecum con tutte le indicazioni da seguire per ognuna di esse. Sicuramente i punti di forza sono la grande flessibilità che offre e il fatto di non dover scegliere anticipatamente le attrazioni al momento dell’acquisto e poterlo fare fra 49 di quelle di maggior interesse che si trovano elencate nel sito e nel vademecum. Nell’organizzazione della vacanza e pertanto delle cose da visitare, oltre alle priorità da dare in funzione ai propri gusti, va fatta opportunamente una programmazione suddivisa per zone e che risulti il più possibile flessibile. Viste infatti le condizioni meteo molto variabili, è bene considerare sempre ad esempio, le visite ai musei da sfruttare quando la giornata sia brutta e pertanto risulti poco consigliabile camminare per strada. Le cose da vedere sono tantissime ed è bene fare una ricerca prima di partire per sfruttare al meglio il tempo a disposizione, soprattutto per le innumerevoli stranezze, luoghi particolari, scorci panoramici, zone poco visitate dalla massa e chi più ne ha più ne metta… Il web in questo offre una quantità enorme d’informazioni utilissime. Ad esempio una delle mie personali grandi curiosità di New York era il sapere che cos’è quel fumo che si vede uscire dai tombini delle strade di Manhattan (spesso nota suggestiva di alcuni famosi film).Ho scoperto che non si tratta di fumo, ma di vapore acqueo determinato dall’impianto sotterraneo del Teleriscaldamento (sistema di distribuzione sotterraneo di calore verso edifici ed abitazioni) molto diffuso proprio nella Grande Mela.
Qui di seguito un elenco di alcuni siti utilizzati per il viaggio ed a mio parere molto utili:
http://www.visittheusa.com/  (sito generico con info)
http://www.nyctourist.com/map1.htm#  (mappe ed info varie)
https://www.goairlinkshuttle.com    (shuttle utilizzato per ritorno a JFK)
http://www.panynj.gov/airports/jfk.html  (JKF airport)
https://www.newyorkpass.com/En/ (new york pass)
http://it.citypass.com/new-york  (citypass)
http://www.broadway.com/ (sito musical Broadway)
https://oneworldobservatory.com/it-IT/information/ (one world: sito ufficiale)
https://www.opentable.com/new-york-city-restaurants (prenotazioni online ristoranti)
IL VIAGGIO GIORNO PER GIORNO:
31 DICEMBRE: Volo  MILANO MALPENSA – N.Y. JFK (operato da Emirates)
ARRIVO  ore 19:00 locali,  CAPODANNO ZONA TIMES SQUARE (COLUMBUS CIRCLE)
Per la prima volta io e Patrizia affrontiamo insieme un viaggio oltreoceano nel periodo invernale. Fa strano arrivare in aeroporto in questa stagione! New York ci aspetta, l’emozione è tanta. Visiteremo una delle città più famose al mondo e vedremo di persona i luoghi che ci appaiono quotidianamente alla televisione e sui giornali. È questo ciò che contraddistingue questa metropoli dalle altre: nessun'altra è cosi “raggiungibile” anche solo con l’immaginazione. Siamo spessissimo “bombardati” da immagini che la ritraggono: spaziando dai fatti di cronaca, ai libri, alla pubblicità, alla politica ed arrivando fino alle semplici e numerosissime serie televisive e film. Un luogo che anche per questi motivi è unico al mondo. Ha nel suo skyline uno dei maggiori punti di forza: la sua unicità è replicata un po' ovunque nelle grandi città mondiali, ma ritengo senza lo stesso risultato e per questa ragione secondo me Manhattan è senza pari. Tutto ciò mi ha sempre affascinato sin da bambino ed è da sempre uno dei miei sogni poter stare ad ammirare un grattacielo dalla base costringendomi a camminare con la “testa all’insu” rischiando di sbattere la testa contro un lampione! A new York si contano quasi 6 mila grattacieli, di cui  quasi un centinaio sono più alti di 180 metri. L'edificio più alto della città è il One World Trade Center, terminato nel  2014, che raggiunge l'altezza di 541 metri, nato a Lower Manhattan, nel Financial Discrict, zona tristemente nota per la tragedia dell’11 settembre. Al secondo posto c'è il famosissimo ed intramontabile Empire State Building, uno dei simboli indiscussi di questa città. Il terzo edificio è il 432 Park Avenue, un lussuoso hotel situato appunto al numero 432 della Park Avenue, segue il Bank of America Tower ed il bellissimo e storico Chrysler Building, questo solo per citarne i primi. I grattacieli sono concentrati soprattutto a Midtown e a Lower Manhattan, anche se altri quartieri di Manhattan come il distretto di Brooklyn, del Queens e del Bronx ne hanno un numero significativo, di cui molti tutt’oggi in costruzione. Insomma le premesse ci entusiasmano e partiamo eccitatissimi e speranzosi che anche il meteo ci accompagni il più possibile, viste le incognite tipiche del periodo in una città come New York. Nell’organizzazione del viaggio le due cose fondamentali e da programmare prima possibile sono il volo e la sistemazione abitativa. Quest’ultima che sia un hotel o un appartamento, va prenotato con molto anticipo per trovare il maggior numero di offerte possibili. Idem il volo: i diretti dall’Italia da Roma o Milano hanno dei prezzi interessanti, ma vanno acquistati per tempo. Partiamo il 31 dicembre, passeremo il capodanno italiano in volo… facendo un salto temporale all’indietro e ritrovandoci a New York con i festeggiamenti ancora da fare. Purtroppo partiamo con un’ora e mezza di ritardo e questo potrebbe cambiare un po' i nostri progetti. Dopo un volo abbastanza tranquillo, arriviamo all’aeroporto JFK, il principale di New York, verso le 20,30 ora locale. In Italia sono le 2,30. Speriamo comunque di raggiungere il centro in tempo. Le tanto temute pratiche alla dogana si svolgono abbastanza velocemente e senza particolari intoppi. Ritirati i bagagli, decidiamo di prendere un taxi. Scelta azzeccatissima. Il nostro hotel è a Broadway sull’8av quasi ad angolo con la 51st, posizione scelta per essere strategicamente vicini a molti luoghi d’interesse e con varie fermate della metro comodissime. Fuori dal terminal c’è una zona dedicata ai taxi ufficiali (quelli gialli per capirci), dove un incaricato smista le persone. Tutto molto ben organizzato e rapido. Saliti sul taxi notiamo con nostra grande felicità che per strada c’è pochissimo traffico (su questo onestamente ci contavamo parecchio perchè oltre ad essere la sera di capodanno è anche domenica…). In poco più di mezz’ora entriamo in  Manhattan. L’autista sapendo che tutta la zona di Times Square è chiusa, passa da nord attraversando il Queen’s. Lo skyline illuminato è un’immagine che non può che restare impressa nella mente. Tutti i ”giganti” che appaiono all’orizzonte sembrano quasi delle miniature, ma non lo sono! Riconosciamo la forma dell’Empire e del Chrysler e questo ci da la conferma che siamo veramente a New york!!! Troveremo solo coda imboccando l’8av che è infatti l’unica strada aperta che costeggia la zona chiusa e blindatissima di Times Square e che ci permette di scendere verso sud. Qui infatti le misure di sicurezza sono giustamente altissime. Ogni strada di accesso laterale è controllata dalla polizia transennata e bloccata con camion messi di traverso che ne ostruiscono il passaggio. Sono circa le 22, per strada c’è un mare di gente che sta procedendo verso i vari punti dove ci si trova per i festeggiamenti. Times Square è sì il luogo dove per tradizione avviene la festa principale, ma è altresi vero che la gente per strada festeggia un po' ovunque. Infatti, per accedere alla piazza, occorre essere sul posto verso le 14-15 del pomeriggio: via via che si riempiono gli spazi predisposti, la polizia blocca la zona e non permette più di accedere a nessuno. Se non si vuole stare in piedi, al freddo, per molte ore, forse è meglio optare per festeggiare nei dintorni. Entriamo nel nostro hotel verso le 22,30. Questo si trova per l’appunto sull’8av quasi all’angolo con la 51str. Abbiamo tempo di sistemarci in camera velocemente ed uscire per goderci lo spettacolo. Siamo o non siamo in una delle città dove il capodanno vanta di essere uno dei più famosi al mondo??!! Poco dopo le 23 scendiamo in strada. Si respira aria di festa: la stanchezza comincia a farsi un pò sentire, ma l’eccitazione che questo ambiente crea, rende tutto speciale ed unico. Pertanto ci “caliamo” anche noi nei panni dei newyorkesi pronti a festeggiare l’arrivo del nuovo anno. Visto che la zona di Times Square è ormai off-limits, andiamo sino a Columbus Circle. Ci troviamo all’inizio del Central Park: cosa c’è di meglio se non iniziare qua la nostra avventura! C’è tantissima gente che aumenta minuto dopo minuto. Decidiamo di fermarci qua e ci posizioniamo praticamente all’inizio della 7th Avenue: questa infatti porta dritto a Times Square che ci appare in lontananza (sarà poco meno di un chilometro…), ma nonostante la distanza, grazie all’illuminazione strepitosa, si vede la famosa Palla illuminata  (the Times Square Ball per intenderci…). La parte principale della cerimonia del capodanno a Times Square è infatti contraddistinta proprio dal movimento di quest’ultima che dura un minuto: in questi sessanta secondi (precedenti alla mezzanotte) la sfera viene infatti fatta scendere lungo un'asta di circa 43 metri (il pennone di One Times Square, il grattacielo al numero uno della piazza: in realtà non è una piazza, ma più un ampio crocevia). La palla ha un diametro di oltre 3 metri ed è rivestita di led luminosi e migliaia di cristalli triangolari. Come vuole la tradizione si blocca esattamente allo scoccare della mezzanotte: a quel punto dal cielo cade una pioggia di coriandoli e bigliettini, sui quali sono scritti i desideri espressi da milioni di persone per il nuovo anno. Questo è noto come il “new years ball ”. Per fortuna è una serata poco fredda, restiamo in attesa sino al momento fatidico: un’esplosione di luci molto suggestiva ed a seguire, proprio dietro di noi iniziano i fantastici fuochi d’artificio del Central Park. Tutto strepitosamente all’americana. Passata la mezzanotte cominciamo a rientrare verso l’hotel e visto che la zona intorno a Times Square è stata riaperta, ne approfittiamo e ci passiamo velocemente per ammirare la scenografica parata di luci e colori: è la “ciliegina sulla torta” finale. Non potevamo iniziare meglio la nostra vacanza. Andiamo a letto, stanchi, ma veramente soddisfatti.
01 GENNAIO 2017,  DOMENICA:  
Broadway, Times Square, Empire State Building, Bryant Park, Circle Line Best of NY Crociera (12a.m.: Pier 83). Midtown: Rockfeller center, St. Patrick Cathedral, 5Av, Grand Central Terminal.
Primo risveglio a New York. È presto, sono solo le 6,30…, ma il fusorario si fa sentire. Va bene cosi, vogliamo infatti sfruttare la mattinata del primo dell’anno e la città ancora assopita dopo i festeggiamenti, per recarci alla prima attrazione che visiteremo: l’Empire. Cosi facendo, contiamo di trovare pochissima gente e non fare code. I pass danno normalmente l’accesso privilegiato, ma è anche vero che quasi tutti li fanno! Facciamo la prima colazione in hotel che abbiamo inclusa nel pacchetto. Alloggiamo nel fantastico quartiere di Broadway, dove si trovano tutti i più famosi teatri newyorkesi. È l’Hampton Inn Times Square North. Della catena Hilton, un buon tre stelle con prezzi decenti vista la zona che è cara a prescindere. Unica pecca una serie di problemi avuti con la prenotazione. Apro una parentesi doverosa a riguardo. A fine settembre ho fatto la prenotazione. A circa metà Dicembre la stessa è stata annullata dall’hotel, giustificando che la carta di credito utilizzata come garanzia, risultava scaduta(la stessa carta con cui abbiamo pagato in loco successivamente…!). Ci siamo ritrovati senza prenotazione a ridosso della partenza e neppure tramite l’aiuto di Booking (prenotazione eseguita nel loro sito), c’è stata possibilità di riattivarla. Per non cambiare zona e programmi, siamo fortunatamente riusciti a riprenotare lo stesso hotel. “Caso vuole” che la carta di credito, ora non abbia dato problemi. Peccato che il costo sia aumentato di circa 300 euro sul totale. Se tutto ciò non bastasse al primo risveglio newyorkese, ci siamo trovati una transazione fortunatamente non andata a buon fine, con una cifra addirittura superiore all’intero importo (visto che per di più ci era già stato addebitato circa 1/3 dello stesso prima della partenza dall’Italia). Pertanto con rammarico evidenzio un pessimo comportamento dell’hotel, il tutto da loro giustificato in modo troppo superficiale. È un peccato: perchè il rapporto qualità prezzo data la zona, è buono ed ancora migliore la posizione, strategica e vicinissima a ben due fermate metro. Chiudo la parentesi e ritorno al racconto. Il risveglio molto mattiniero, ci permette dopo colazione, di uscire dall’Hotel decisamente presto: sono infatti solamente le 7,30 e la giornata è stupenda! Tutto sereno e non fa particolarmente freddo. Decidiamo di muoverci a piedi per prendere confidenza con la città. Facendo cosi (visto che oggi siamo ancora belli riposati…), potremo rinviare l’acquisto dell’abbonamento alla metro. Avremo a disposizione i 7gg di validità, praticamente sino alla fine della nostra vacanza. Mi sento emozionato come un bambino… Ci dirigiamo sulla famosa e vicina Broadway, la strada che taglia in diagonale Manhattan e che ci porterà in pochi minuti a Times Square. C’è pochissima gente e possiamo ammirare questo crocevia di strade che ormai fa parte dei simboli della città. Nota soprattutto per i grandi e numerosi cartelloni pubblicitari animati e digitali che la rendono incredibilmente scenografica. I segni della festa di Capodanno sono ancora presenti, ma la piazza è già pulita. Proseguendo sulla Broadway scendiamo verso sud sino ad incrociare la 34th strada. La percorriamo verso est sino ad arrivare al cospetto del maestoso Empire State Building. Divenuto uno dei maggiori simboli della città, con i suoi 443 metri di altezza e 103 piani, è stato il grattacielo più alto del mondo fino alla fine degli anni 60’, quando fu superato dalle Torri Gemelle. Sarà la prima visita che faremo in città usufruendo del pass acquistato dall’Italia. Apre al pubblico alle 8,30. L’entrata è sulla 5avenue. Normalmente c’è molta gente, perchè è una delle attrazioni più visitate a New York. Per questo motivo ci andiamo presto ed essendo il 1° dell’anno non facciamo nessun tipo di coda. Data la giornata fantastica abbiamo modo di vedere dall’alto nelle due soste all’80°piano ed all’86°piano tutta la città nel suo splendore a 360° sino a perdita d’occhio. La sosta all’86° piano è all’aperto quindi ancora più spettacolare. Anche la temperatura è gradevole e tira poco vento. Vi è l’opzione di salire al 102° con un’integrazione pagata in loco di 20us$. Ridiscesi in strada e decisamente appagati  percorriamo verso nord la 5av sino ad arrivare a Bryant Park. Qui c’è ancora un bel mercato di Natale, l’unico che resta aperto sino al 3 gennaio ed una pista di pattinaggio su ghiaccio allestita per la stagione invernale. È un bel parco molto amato e frequentato dai newyorkesi nonostante le sue ridotte dimensioni. Qui si trova anche l'imponente edificio centrale della New York Public Library. La mattinata scorre veloce e data la giornata molto bella decidiamo di dirigerci verso ovest sulla 42th strada che costeggia il parco sino al molo 83 da dove partono le crociere intorno a Manhattan. Questa strada è una delle più conosciute di New York. La taglia da est ad ovest partendo del Palazzo dell’Onu, passando vicino al Chrysler Building alla Grand Central Station (antica e stupenda stazione dei treni) a Times Square e tagliando Broadway con i suoi teatri, passando dinanzi anche al Museo delle Cere. Arrivati al Pier83, ci ritroviamo al terminal delle barche della società Circle Line Sightseeing Cruises, che si occupa del servizio turistico e che con  numerosi percorsi permette di vedere la città navigando sul fiume Hudson. Quello da noi scelto parte, nel periodo invernale, solo una volta al giorno alle ore 12.  è quello più lungo, denominato Best Of Ny. Dura circa 2,5 ore e percorre tutto il perimetro dell’isola. (https://www.circleline42.com/). Lo inseriamo nelle mete del nostro pass. Occorre fare il biglietto d’ingresso al botteghino presentando il ticket con il codice a barre scaricato online. Sono passate da poco le 11: c’è già un pò di coda, ma nel giro di mezz’oretta passiamo anche l’ennesimo ed immancabile controllo di sicurezza che qua a New York c’è praticamente ovunque (ogni luogo d’interesse è controllato in modo più o meno fiscale). Consiglio: occorre fare attenzione a ciò che si porta nelle borse o zaini, perchè coltellini o cose simili vengono trattenuti. Saliti sul ponte superiore all’aperto della nave ci godiamo i caldi raggi di sole ed il cielo terso di azzurro. Vista meravigliosa sullo skyline e sul New Jersey che si trova sull’altra sponda del fiume Hudson. Il giro è veramente interessante, un po' lungo, ma da una panoramica completa di Manhattan e dintorni. Vediamo per la prima volta dall’acqua Ellis Island e la Statua della Libertà, nonchè la spettacolare Lower Manhattan da cui spicca il One World Trade Center. Passiamo sotto il celeberrimo ponte di Brooklyn e costeggiamo la parte est dell’isola con il palazzo dell’Onu in bella mostra ed Harlem passando accanto al Bronx ed allo stadio dei mitici Yankees che si trovano sull’altra sponda del fiume Hudson. Rientrati al molo verso le 14,30 ci dirigiamo nuovamente verso Midtown. Passiamo attraverso il quartiere di Hell’s Kitchen e Broadway. Il primo è stato per moltissimi anni un quartiere operaio con un infinità di case popolari e magazzini alimentari. Oggi i vecchi magazzini sono stati ristrutturati cosi come le tipiche case in mattoni risalenti agli anni ’30 e ’40. Qui si trovano caratteristiche vie con le abitazioni classiche a due piani e la scalinata davanti, numerosissimi ristoranti e locali notturni. Broadway non ha bisogno di essere presentata. Chiunque sentendo questo nome lo associa ai musical ed ai teatri che per l'appunto sono concentrati in questo quartiere. Dall’Italia abbiamo già acquistato due posti per “the Wicked” al teatro Gershwin, che neanche a farlo apposta è a un centinaio di metri dal nostro hotel. Ci andremo la sera del 6. Arriviamo a Midtown verso le 15,30 abbiamo ancora un paio d’ore di luce per girovagare nelle strade affollate del centro. Visitiamo la zona del Rockfeller Center dove svetta il famoso albero di Natale e dove c’è l’altrettanto conosciuta pista di pattinaggio su ghiaccio. Percorriamo un tratto della 5avenue sino a raggiungere e visitare la stupenda St. Patrick Cathedral, la cattedrale metropolitana di San Patrizio, stupenda ed imponente costruzione in stile neogotico che risulta veramente un‘eccezione nel mezzo di tanta modernità. Usciti nuovamente sulla strada proseguiamo verso quella che sarà l’ultima tappa di oggi: la meravigliosa Grand Central Station (il vero nome sarebbe Grand Central Terminal…). Ci innamoriamo di questo posto, per la sua atmosfera particolare, nonchè per la sua architettura imponente. Qui troviamo la famosa Whishspering Gallery (la galleria dei sussurri): due persone che si posizionano diagonalmente ai lati opposti, nonostante il gran chiasso che c’è, riescono a sentirsi parlando a bassa voce. Questo accade in quanto la voce segue la curva del soffitto a cupola. Noi in tutta onestà non ci siamo riusciti! Nella nostra settimana di permanenza ci torneremo la bellezza di 4 volte! È la stazione ferroviaria più grande del mondo per numero di banchine: 44 e con ben 67 binari. Merita una visita.
Concludiamo la giornata a cena. Andiamo nella zona Hell’s Kitchen. Abbiamo prenotato un ristorante che sembra quotato. Posto carino, piccolo, un pò sacrificati i tavoli. Il mangiare buono, ma senza lode, considerando i prezzi non proprio popolari.(West side steak house http://www.westsidesteakhousenyc.com/). La serata termina sotto uno spettacolare cielo stellato. Per domani le previsioni purtroppo confermano pioggia. Vedremo. Intanto oggi è stata una giornata indimenticabile perfetta in tutto.
 
02 GENNAIO, lunedi:  (inizio abbonamento Metro 7gg)
SoHo, Chinatown, Little Italy, East Village, Greenwich Village. Midtown: zona Rockfeller Center, Radio City Music Hall, visita museo MOMA, shopping Macy’s.
Anche oggi gli occhi si aprono molto presto… Nonostante la stanchezza siamo già “operativi” alle 7! Fuori purtroppo è molto nuvoloso e sembra anche inizi a piovigginare un pò. Dopo un’abbondante colazione, usciamo dall’hotel e ci dirigiamo verso la vicina stazione metro della linea B-D. Qui facciamo l’abbonamento settimanale all’MTA: operazione che risulta semplice: basta seguire passo passo le istruzioni del display (vedi consigli nel paragrafo TRASPORTI). Scendiamo alla stazione di Grand Street. Qui comincia la prima parte della giornata, con visita ai quartieri di Soho, Chinatown, Little Italy, East Village, Greenwich Village: tutti appartenenti alla Lower Manhattan. Purtroppo a tratti piove, per fortuna non fa troppo freddo e se escludiamo il fastidio dell’ombrello, anche col brutto tempo New York mantiene un suo indiscutibile grande fascino. La prima visita spetta a Chinatown, una città nella città. È dal 1858 che i cinesi sono sbarcati in questi luoghi. Qui infatti tutto è tipicamente cinese, negozi, attività commerciali in genere e qualunque altra cosa. Subito adiacente, esiste ancora l’ormai piccolissima Little Italy, ridotta a poche strade e sempre più minacciata dall’espansione dell’adiacente seconda patria cinese. Qui i locali autentici di origine italiana sono ormai pochissimi. Giunti in Canal Str. Proseguiamo verso l’altro quartiere nei paraggi: Soho. Una realtà ben differente dai precedenti due visitati. Qui ritroviamo la Broadway che taglia in due la zona. SoHo (South of Houston Street) è anche definito il quartiere della ghisa. È il soprannome dovuto al suo passato di distretto industriale: traspare dai numerosi edifici che oggi sono stati ingentiliti e abbelliti dando un aspetto elegante ed esclusivo al quartiere, ricco di boutique e negozi di design. Qui c’è il trionfo delle caratteristiche scale anti incendio che molti palazzi hanno sulla facciata: le tipiche vie di fuga dei film americani. Proseguiamo verso la zona chiamata West Broadway, per proseguire a Greenwich Village zona famosa per ospitare la New York University, una delle università più grandi degli USA con oltre 50.000 iscritti. Qui vi sono anche molti ristoranti. Qui troviamo il caratteristico  Washington Square Park, dove si dice vi siano 10.000 corpi sepolti essendo un luogo di esecuzioni pubbliche. Qui si trova il monumento al nostro Garibaldi ed un arco simile come stile all’Arco di Trionfo di Parigi: guardando attraverso l’arco verso nord c’è un suggestivo scorcio dell’Empire State Building. È ormai ora di pranzo e visto che ci troviamo in una zona ricca di locali, ci dirigiamo nell’adiacente famosa Macdougal Street e la Bleecker Street un tempo abitata da una grande comunità di emigrati italiani. Pranziamo da By Chloe (185 Bleecker Str), un locale carino e molto frequentato dagli universitari della zona. (http://eatbychloe.com/). Piove, anche se non molto forte e questa pausa ci voleva proprio. Ci dirigiamo nella vicina Bedford Str, una via molto caratteristica con varie case da ammirare, tra cui  ne vanno citate due. La prima è quella considerata come la più stretta di New York e che tra l’altro può vantare tra i vari proprietari che si sono succeduti, anche l’attore Cary Grant. È larga solo tre metri, ma vale oltre 4 milioni di dollari! La seconda è il palazzo inquadrato nella famosa serie Friends. Parlando di case famose non lontano da qui vedremo in Perry Street la casa di Carrie Bradshaw del telefilm Sex and the City. Questo è veramente un bel quartiere, residenziale e con le tipiche case a due piani famose nell’immaginario collettivo: quelle con la scala di accesso sul davanti e le vie alberate. Il tempo purtroppo non migliora, pertanto completata la visita in questa zona, optiamo per il rientro in centro (Midtown) e visitare il museo Moma. Abbiamo praticamente quasi tutto il pomeriggio a disposizione. Prendiamo la Linea 1 e velocemente ci troviamo in zona Rockfeller Center. Qui passiamo davanti al celeberrimo Radio City Music Hall: il famosissimo teatro in Art Decò, spesso usato per concerti ed eventi di vario genere. Dopo pochi minuti siamo dinanzi al Moma. Questo museo non ha bisogno di tante presentazioni. Si trova sulla 53rd tra la Fifth e la Sixth Avenue ed è considerato tra i principali, se non il principale, museo di arte moderna del mondo. Ospita dipinti dei più grandi pittori al mondo come Van Gogh, Picasso, Cèzanne, Monet, ecc… L’ingresso al museo è incluso in molti pass. All’ingresso non è molto chiaro dove occorre andare a prendere il ticket d’ingresso riservato ai possessori di un pass. C’è infatti molta confusione e le casse “normali”, hanno una lunga coda. C’è un’area appositamente riservata con un paio di casse proprio a fianco del guardaroba poco dopo aver superato questa lunga fila. Siamo stati fortunati nel trovare una signora gentilissima che fa la volontaria all’interno e che vedendoci un pò “smarriti”, ci ha condotto a fare i biglietti nel posto corretto. Entriamo, passeremo un paio d’ore ad ammirare  capolavori di vario genere tra cui spiccano opere che possono essere talvolta “discutibili…”, ma anche svariate che lasciano senza parole. Usciamo che ormai è buio e piove parecchio, inoltre c’è un fastidioso vento a tratti anche forte. Vista la stanchezza, ci spostiamo velocemente a piedi nel vicino centro commerciale Macy’s. Uno dei paradisi dello shopping metropolitano. Ce n'è per tutti i gusti e le tasche. Prezzi buoni, ma visto il cambio non c’è effettivamente una convenienza enorme. Dipende da ciò che si cerca… Qui facciamo il nostro primo shopping newyorkese! Concludiamo la giornata a cena all’ottimo ristorante Jackson Hole. Lo definirei più un Pub che un vero e proprio ristorante (http://jacksonholeburgers.com/). Informale, abbastanza economico, in un ambiente tipicamente Yankee. Ve ne sono svariati a New York, il nostro è in Midtown, 521 3rd Avenue, Murray hill.
03 GENNAIO, martedi:
Union Square, Flatiron District, Meatpacking District, Chelsea, High Line, visita museo Metropolitan, Museum Mile (5th AV, MET, Museo Guggenheim), Grand Central Station.
Anche oggi purtroppo le previsioni non sono per niente buone. Anzi dovrebbe essere il giorno peggiore secondo le notizie meteo, che peraltro sino ad ora hanno azzeccato tutto. Coscienti di tutto ciò adotteremo nuovamente la “tecnica” della visita mattutina in giro per quartieri e visita pomeridiana in un museo. Cosi facendo riusciamo a gestire la situazione. Il tempo del resto lo sapevamo essere molto variabile, soprattutto in questa stagione. Da domani però sembra che ci sarà un netto miglioramento. Con la metro raggiungiamo la prima tappa di oggi: la zona del Madison Square Park. In questo parco è nato il primo Shake Shack il noto fast food newyorkese. A pochi passi troviamo il famoso Flatiron Building che sovrasta dall’alto lo spazio verde. È così soprannominato per via della sua forma che ricorda un ferro da stiro. È stato uno dei primi grattacieli di Manhattan, e sicuramente uno dei più belli. C’è il progetto di farlo diventare interamente un hotel di lusso. Proseguendo sulla Broadway che praticamente ritroviamo ogni giorno nei vari quartieri, raggiungiamo la nostra prossima tappa: Union Square. In questa grande piazza, durante il periodo natalizio c’è il più importante Holiday Market della città. Passato il  Natale purtroppo, viene smontato tutto. Ci spostiamo in direzione ovest e ci dirigiamo dopo una bella passeggiata sulla 9th Avenue. Qui troviamo la nostra prossima meta: il Chelsea Market. Questo ormai famosissimo mercato al coperto, ha la caratteristica dell’essere ospitato nell’ex sede della fabbrica di biscotti Oreo. All’interno ci sono ancora parti di rotaie che venivano utilizzate per la fornitura dei materiali e si trovano vari ristoranti multietnici, vendita di prodotti alimentari e vari negozi tra cui interessanti proposte di oggettistiche artigianali. Sono da citare gli ottimi cupcakes di Amy’s Bread, un’altra catena molto diffusa nella grande mela. Dopo questa suggestiva visita ci dirigiamo al vicino Meatpacking District.
L’antico quartiere mattatoio della città posizionato a ridosso del fiume Hudson. Una delle grandi attrazioni del quartiere è la High Line che comincia qui. è un’antica ferrovia sopraelevata abbandonata dal 1980 e costruita prendendo come esempio la Promenade plantée di Parigi. Oggi è parco “sopraelevato”. Percorrendolo per intero, ad oggi si arriva fino alla 30th Street, ritrovandosi quindi a Chelsea. Molto bello, peccato che in inverno le piante siano secche e pertanto viene a perdersi un pò l’immagine lussurreggiante che immaginiamo contraddistingua il parco durante la bella stagione. Purtroppo c’è anche un forte vento che unito alla pioggia da veramente fastidio: abbiamo già rotto un ombrello!!! Viste le condizioni meteo, non percorriamo per intero la High Line e scendiamo lungo un punto d’accesso all’altezza della 23rd Street. Proseguendo verso est ci dirigiamo a vedere il famoso Chelsea Hotel, in ristrutturazione, che è stata la casa di personaggi famosi del calibro di Bob Dylan e Patti Smith e teatro di un omicidio nel 1978 per mano del bassista dei Sex Pistols. è ormai finita la mattinata e visto il tempo inclemente decidiamo di rientrare a Madison Square Park. Percorriamo la 23th str. In direzione est sino ad arrivare sulla piazza. Qui ci concediamo un meritato riposo in un locale dove pranziamo con degli ottimi panini caldi (Chop't  23rd St Flatiron Discrict). Io finalmente riesco anche a mangiare il pastrami. Questo è un must della cucina newyorkese: una sorta di roast beef di manzo affumicato, una ricetta di origine rumena. Viene tagliato solitamente a mano e sovrapposto in più strati tra due fette di pane di segale, verdure come crauti o cetriolini, formaggi e senape. Il più famoso pastrami di New York come ho letto in più posti, sembra sia quello di  Katz's nell’East Village (205 E Houston St, http://www.katzsdelicatessen.com/). Rifocillati ed asciugati, rientriamo con la metro verso nord. È il primo pomeriggio, sfrutteremo il tempo restante per andare a visitare il Met (Metropolitan Museum). Si trova al 1000 della Fifth Avenue nel tratto di strada chiamato Museum Mile, data l’alta concentrazione di musei della zona. È uno dei più grandi ed importanti musei del mondo. La sede principale è un edificio storico ed imponente, che si trova sul lato destro del Central Park. Dispone di circa 2 milioni di opere. L’ingresso avviene rapidamente nonostante vi sia molta gente. Controlli di rito, ma tutto è fortunatamente molto rapido visto che diluvia! La peculiarità è che il costo del ticket è ad offerta libera. Pertanto anche solo con un dollaro alla cassa viene rilasciato il biglietto di accesso. C’è veramente tanto da vedere e non basta sicuramente solo mezza giornata per visitarlo bene. Usciti dal museo è ormai fine pomeriggio. Ci ritroviamo sotto la pioggia battente, ma “stringiamo i denti” e proseguiamo sino al vicino Museo Guggenheim. Abbiamo deciso di non visitarlo, ma vale la pena vederlo almeno esternamente ed entrare nell’ampio atrio per ammirare la costruzione dal punto di vista architettonico: quest’ultima contraddistinta dalla rampa a spirale, a pianta circolare. Il Solomon R. Museum è un altro dei musei simbolo di New York per l’arte moderna e quella contemporanea. Fuori continua a piovere abbondantemente. Cominciamo a sentirci stanchi. Ripresa la metro andiamo alla Grand Central Station a prendere qualcosa di caldo, ormai è buio. La giornata termina a cena in un locale carino in Hell’s Kitchen, un tipico locale in stile americano. Buona qualità prezzo. Il West Way Diner 614 9th Avenue (http://westwaydiner.com/).
Domani il tempo dovrebbe migliorare. Abbiamo in programma di andare in Lower Manhattan per visitare Liberty/Ellis Island ed il Financial District.
04 GENNAIO, mercoledi:
Liberty Island ed Ellis Island. Lower Manhattan: Financial District (Fed. Reserve, Wall Street, 9/11, World Trade Center, Trinity Church, St. Paul's Chapel, NY City Hall,  shopping Century21).
Un altro risveglio newyorkese… ed un’altra giornata da vivere full immersion fra le meraviglie di questa città. Per fortuna come previsto il tempo è migliorato, oggi dovrebbe al massimo essere un po' nuvoloso, ma nessuna precipitazione. Il nostro programma è nuovamente molto ricco. Partiremo con la visita a Liberty Island ed a Ellis Island. Dopo colazione ci rechiamo rapidamente a prendere la linea 1 della  metro che ci porta direttamente sino a South Ferry, nei pressi dell’imbarco per Staten Island e nella sponda più meridionale dell’isola di Manhattan. Qui a pochi passi troviamo Battery Park, dove c’e una fortificazione risalente all’inizio dell’800 e nel cui interno ci sono le casse dove acquistare i ticket per le isole. Aprono alle 8,30 e noi riusciamo ad essere li all’apertura. C’è già comunque gente in coda! È nostra intenzione prendere il primo battello. Ce n'è uno ogni mezz’ora: purtroppo l’attesa è lunga a causa dei controlli severi prima di salire a bordo. Una vacanza a New York a mio parere dovrebbe includere questa visita. Come sempre i gusti sono personali e c’è chi sostiene sia deludente. L’imbarco avviene a Lower Manhattan la zona che storicamente ha visto la nascita della città ed in cui ci furono i primi insediamenti olandesi, la allora chiamata New Amsterdam. Statua della Libertà e Ellis Island, sono i primi simboli di New York che vedevano milioni di immigrati che giungevano sin qui nella speranza di un futuro migliore. Usufruiamo del pass, occorre esibirlo alla cassa che rilascia il ticket. Non ne abbiamo vista nessuna dedicata, anche se gli inservienti ci hanno fatto andare in una specifica, che però rilasciava i biglietti a chiunque. Il ticket comprende la visita all’isola dove si trova la statua ed a Ellis Island (museo), non la salita sulla statua che necessità di un ingresso extra oltre che è da prenotare molto tempo prima. Il primo traghetto parte alle 9,30. Ci vorrà più di un’ora per completare tutti i controlli che richiedono parecchio tempo. Metal detector ecc…, tutto fatto in modo accurato, non per niente mi sequestrano un piccolo portachiavi contenente un kit multiuso apparentemente molto innocuo. Evidentemente non vogliono correre nessun rischio. Riusciamo comunque a prendere la prima corsa e a visitare con comodo l’isola percorrendone il perimetro. Nel frattempo è uscito anche un pò di sole ed il panorama sul Lower Manhattan è strepitoso. Per vedere la statua della Libertà vi sono tre modi: il più economico è prendendo il traghetto gratuito per Staten Island che passa a poche centinaia di metri, il secondo è prendendo il battello a Battery Park con la possibilità quindi di scendere sull’isola ed il terzo ammirandola facendo una crociera della Circle Line Cruise. Noi praticamente le faremo tutte e tre… evidentemente ci è piaciuta! Liberty Island è l’isolotto che ospita l’imponente statua: un regalo fatto dal popolo francese a quello americano, in occasione del centenario dell’indipendenza di quest’ultimo. La struttura interna della Statua, originariamente era di ferro; durante la ristrutturazione del 1986 è stato sostituito con acciaio inossidabile. Il “vestito” che la ricopre è di rame (quello dei penny americani) all’inizio la Statua della Libertà era completamente marrone. Ci sono voluti circa 30 anni perché si ossidasse completamente e diventasse del colore con cui ancora oggi la conosciamo. La sua altezza, considerandola da terra alla fiaccola è di 93 metri. Lady Liberty guarda verso sud-est, in direzione dell’Oceano Atlantico: da dove provenivano le navi cariche di persone. È realmente emozionante trovarsi ai piedi di questo simbolo dell’America che tutti conosciamo. Proseguiamo per Ellis Island: un traghetto ogni mezz’ora. Qui sbarcavano solo i passeggeri di terza classe fino al lontano 1954 in quanto statisticamente avevano maggiori problemi di salute rispetto a quelli di prima e seconda, i quali venivano esaminati direttamente a bordo delle navi mentre entravano in porto. Dopo pochi minuti di traghetto approdiamo al molo dove per anni e anni migliaia di persone sbarcarono qua. È emozionante ripercorrere quel percorso, entrare in quell’edificio, oggi molto vuoto, ma ricco di storia. Il museo vale questo: fa riflettere ed immaginare cosa possa essere stato l’arrivo qua di un immigrato e la speranza di lasciare quest’isola prima possibile per approdare sulla terra ferma, il suolo statunitense ed iniziare una nuova vita. Il sole splende nel cielo e nonostante il freddo torniamo a Lower Manhattan ammirando lo stupendo skyline risplendere. A Battery Park si trova The Sphere, l’unica opera d’arte ad essersi salvata dal crollo delle torri e che simboleggia la pace nel mondo. In zona si trova anche il museo degli Indiani d’America. Facciamo una breve sosta in uno Starbucks per bere qualcosa di caldo visto che peraltro è anche ora di pranzo. Usciti iniziamo la visita al Financial District. Ci sentiamo come in un film: percorriamo a piedi le strade che quotidianamente appaiono al cinema ed in televisione. Quando visitare  meglio il quartiere? Dal lunedì al venerdì con la borsa e gli uffici aperti. Ma se si vuole la tranquillità, allora il sabato o la domenica sono degli ottimi giorni. Ci “perdiamo” letteralmente per le strade. Camminiamo praticamente con la testa all’insù: qui più che in altri luoghi, si prova la sensazione dei grattacieli altissimi…Vediamo il Bowling Green, il più antico parco pubblico di New York dove sembra che si concluse il miglior affare immobiliare della storia. Qui infatti pare che il governatore di New Amsterdam (cosi si chiamava prima NY), acquistò l’intera isola di Manhattan dagli indiani, con cianfrusaglie che valevano circa $24 dell’epoca. Non viene detto però che per i Nativi americani non esisteva la proprietà privata e accettarono semplicemente che gli olandesi usassero le terre. Qui vicino si trova il Charging Bull, scultura in bronzo di un toro realizzata completamente a proprie spese dall’artista Arturo di Modica senza che nessuno gliela commissionasse. Percorriamo la famosa Wall Street dove vediamo la famosa borsa americana: il New York Stock Exchange. Li vicino c’è la Federal Hall, oggi museo dedicato a George Washington. Proseguiamo verso Trinity Church: quando fu costruita era l’edificio più alto del quartiere. Oggi nonostante la sua imponenza sparisce nel mezzo ai giganti di acciaio e cristallo. Nonostante le sue ridotte dimensioni è probabilmente una delle Chiese più famose di New York. Proseguiamo verso nord sulla Broadway. Andiamo in Liberty Street per vedere da fuori la Federal Reserve (la Banca centrale americana). All’interno volendo si può visitare (prenotando con largo anticipo), il museo del denaro. È inclusa la visita al celeberrimo caveau ripieno di lingotti d’oro, la riserva aurea degli USA! Verso nord troviamo poco oltre sulla Broadway St. Paul’s Chapel. È una cappella sussidiaria della Trinity Church. Oggi tristemente nota anche perchè Dopo il disastro del World Trade Center, la cappella servì sia come rifugio durante il disastro che successivamente  come memoriale temporaneo per i visitatori. Vale la pena uscire dalla parte opposta all’entrata principale. Nel retro infatti vi è il pittoresco giardino della Chiesa. Come due buoni newyorkesi nella pausa pranzo ci concediamo un hot dog in uno dei tantissimi “baracchini” della zona. A pochi passi da qui ci si trova all’ingresso del 9/11 Memorial e Museum. Sicuramente è la visita più emozionante della giornata. Nel settembre 2011, ha aperto il Memoriale dell’11 settembre: uno spazio aperto, simile ad un parco, dove si trovavano esattamente le Torri Gemelle. La visita è gratuita e l’accesso è libero. Al posto delle Twin Towers, sono state costruite delle vasche, con delle fontane artificiali. Sui bordi sono incisi i nomi di tutti coloro che hanno perso la vita nei due attentati  del World Trade Center (1993-2001). Un luogo toccante, il pensiero di cosa è successo qua lascia assolutamente senza parole e non può che commuovere. Nel Memoriale si trovano molti alberi tra cui il “Survivor Tree”, ovvero l’albero sopravvissuto. Fu infatti trovato in pessime condizioni nell’ottobre del 2001. L’albero fu rimosso e portato in un parco newyorchese dove è stato curato. È ritornato al memoriale nel 2010. Per approfondire la conoscenza sui fatti accaduti quel terribile giorno è possibile visitare il 9/11 Museum, il quale ha aperto a maggio 2014. I biglietti per il Museo sono inclusi anche nel CityPASS. Nell’area tristemente nota che prendeva il nome di World Trade Center sorge il nuovissimo One World Trade Center: il nuovo complesso comprende numerosi nuovissimi grattacieli. I più importanti sono il Two World Trade Center (411 m), il Three World Trade Center (378 m) e il Four World Trade Center (297 m).L’attrazione più famosa del complesso è ovviamente senza dubbio il One World e il suo splendido osservatorio che regala una vista a 360° di New York. Il grattacielo, con i suoi 541 metri inclusa l’antenna, è l’edificio più alto del Nord America. Una curiosità: la sua altezza in piedi è di 1776, l’anno dell’Indipendenza americana. Abbiamo vissuto delle emozioni molto forti. È impossibile non restare commossi dinanzi a ciò che rappresenta questa area ed al dolore che ha prodotto quel terribile 11 Settembre 2001. Lasciato il World Trade Center, ci dirigiamo verso nord e ci prendiamo un attimo di relax. Dopo pochi metri su Vesey Street c’è l’outlet Century 21. Uno dei famosi grandi magazzini dove lo shopping a prezzi vantaggiosi è la regola. Questo sito, che riporto qui di seguito, è invece relativo al più importante outlet che si trova fuori New York: un immenso centro commerciale.
(http://www.premiumoutlets.com/outlet/woodbury-common).
Noi ci “accontentiamo” e concediamo comunque qualche acquisto, prezzi buoni, ma non “stracciati”,  visto il cambio non vantaggiosissimo con l’euro. Usciti dal magazzino a pochi passi troviamo un grazioso parco ed il New York City Hall, il prestigioso edificio che ospita il sindaco della grande mela. A seguire rientriamo in hotel con la metro e ceniamo sulla 51st a Broadway,a due passi dal nostro hotel. Un grazioso pub stile scozzese, il McHale's Bar & Grill. Termina cosi una giornata lunga e piena di emozioni.
05 GENNAIO, giovedi:
Distretto Brooklyn (tour Brooklyn Heights-Dumbo),ponte Brooklyn (ritorno a piedi), Beekman Tower, Financial Discrict, traghetto Staten Island (tour in loco), Chrysler Building, 5Av. (Tiffany, Trump Tower).
Riparte un’altra fantastica giornata a New York. Oggi abbiamo un altro programma molto intenso e variegato. Prima tappa è Brooklyn. Usciamo dall’isola di Manhattan. Tratta di andata con la comodissima metro. Arriviamo velocemente nel distretto più popoloso della grande mela, che si caratterizza per il suo famoso ponte omonimo. È composto da diversi quartieri, ognuno con caratteristiche uniche. La miglior vista di Manhattan si ha dai Brooklyn Heights. Ottime gallerie d'arte e negozi d'artigianato si trovano invece a Williamsburg, altro noto quartiere del distretto. Noi ci dedichiamo al primo. Metro sino alla fermata di Clark Street. Consiglio: passeggiare tra queste stradine ammirandone gli edifici in brownstones. Stamattina fa molto freddo. Sino ad oggi siamo stati fortunati, ma oggi c’è qualche grado sotto zero ed il vento gelido ci mette in difficoltà. Indimenticabile è la passeggiata che facciamo sul lungo fiume. La vista sullo skyline di Manhattan non è facilmente descrivibile a parole. Va ammirata dal vivo possibilmente concedendosi qualche minuto seduti sulle numerosi panchine che si trovano lungo il percorso. (ottimo quello indicato sulla Lonely). Giungiamo a sua maestà il “ponte dei ponti”. Ci passiamo sotto per recarci a Dumbo. Altro quartiere spettacolare. Acronimo di Down Under Manhattan Bridge Overpass. In questo quartiere da non perdere lo spettacolare Brooklyn Bridge Park. Questa ex zona industriale è famosa per i tanti edifici stile fabbrica, vecchi magazzini, ora trasformati in loft dai prezzi astronomici. Dumbo è oggi ricco anche di gallerie d’arte. Tra i vecchi locali in disuso hanno trovato sede anche numerose start-up di successo. È giunto il momento che tanto aspettavo: percorrere il ponte di Brooklyn a piedi. Un sogno che diventa realtà. Fa abbastanza freddo, ma è veramente stupendo percorrerlo ed avvicinarsi a Manhattan a piedi attraversando l’East River. Saliamo le scale che permettono di raggiungere la rampa di accesso al ponte. Ma prima di farlo è bene voltarsi per ammirare in lontananza l’Empire State Building incastonato nell’arco del Manhattan Bridge,stupendo ponte, altra perla del quartiere Dumbo. Questa immagine replicata in milioni di fotografie (inclusa la mia…),  è una copia di quella utilizzata nel famoso film di Sergio Leone “C’era una volta in America”. Dicono che il miglior momento per percorrere il ponte sia al tramonto. Direzione consigliata è da Brooklyn a Manhattan. È stato aperto nel lontano 1883. All’epoca è stato il più grande progetto mai realizzato e ha impiegato oltre 4.000 persone per 14 anni di lavori. Incredibilmente dopo ben 131 anni, il Brooklyn Bridge è tutt’oggi un importante parte del sistema dei trasporti di New York.  Arrivati a Manhattan ci ritroviamo in Centre Street. Ci dirigiamo a sud, nuovamente Financial District. Siamo diretti al terminal traghetti con destinazione Staten Island. Come già scritto in precedenza, questo traghetto, gratuito, è un ottimo ed economico modo di esplorare l’Upper Bay a sud dell’isola di Manhattan. Lo Staten Island Ferry che parte da Battery Park è un battello giallo inconfondibile che collega le due isole. Facciamo una gradevole passeggiata. C’è un bel sole caldo che rende la vista sui gratticieli di Lower Manhattan stupenda. Pranzo a base di pizza stile americano da Giuseppe's. Sicuramente non è la nostra, ma dovevamo provarla. Durante il rientro al terminal traghetti assistiamo anche ad una tipica scena da telefilm di polizia. Arresto di un ubriaco: tre auto di servizio, relativi lampeggianti accesi ed almeno sei agenti… forse un tantino esagerati data la situazione. Il pomeriggio sta volgendo al termine e rientriamo a Manhattan. Tentiamo di salire sul Top of the Rock per il tramonto. Ingenuamente pensiamo di salire subito… è invece necessario prenotare, data l’affluenza notevole di pubblico in questi orari preserali. Saliremo la sera seguente. Orario volutamente scelto a “cavallo” tra il calar del sole ed il sopraggiungere del buio. Usufruendo del ticket tramite il pass, si accede a delle casse differenti. Consigliato chiedere all’ingresso alle guardie indicazioni precise in merito. Non riuscendo a salire oggi, sfruttiamo il tempo che ci resta prima di cena, per recarci sulla 5 Avenue, un altro dei simboli di questa città. Prima effettuiamo una breve sosta presso un altro dei grattacieli più belli della grande mela, il Chrysler Building. E' possibile visitarlo all’interno solo nell'atrio. Completato nel 1930, è alto 319 metri e si trova nell'East Side di Manhattan in prossimità dell'incrocio tra la 42ª strada e la Lexington Avenue. Percorrendo la 5av, da noi comunemente conosciuta come la “quinta strada”, siamo attorniati da eleganti edifici. Questa importante arteria termina nel Central Park. Vediamo il famoso negozio di Tiffany e proprio a fianco l’oggi ancor più nota Trump Tower. Qui numerose troupe televisive stanno registrando il servizio per il telegiornale. Vi sono anche numerosi agenti di polizia che stabilmente controllano l’accesso e la sicurezza dell’area.
Terminiamo la serata nuovamente a cena al Ristorante Jackson Hole.Ci siamo già stati la sera scorsa e ci è piaciuto.
06 GENNAIO, VENERDI:
Central Park, Museum Mile (5th AV, MET, Museo Guggenheim), Mid Town East, Roosevelt Island (funivia), Long Island (Queens), NY Library Bryant Park, Top of the Rock, serata (Broadway Musical).
Risveglio con la neve!!!! Ieri effettivamente davano una rapida perturbazione di passaggio durante la notte con la possibilità di leggere nevicate. Cosi è stato. Fuori è tutto bianco. Per fortuna però non sembra nevicare più. Dopo colazione ci dirigiamo come previsto più a nord nell’UpTown, a visitare Central Park. È il più grande parco nel distretto di Manhattan. Venne inaugurato nel 1876 e costò 14 milioni di dollari, equivalenti a circa 270 milioni di dollari odierni. Dopo un lungo periodo “buio” negli anni 70’, dove vi regnava una folta schiera di criminali, negli anni 80’ fu ripulito e reso più sicuro. La nostra scelta di oggi si rivela azzeccatissima. Il cielo si sgombra velocemente dalle nuvole e la nevicata della notte rende il paesaggio stupendo. In poco tempo sarà tutto sereno. Ci godiamo veramente questo spettacolo, passeggiando lungo i viali ammantati di bianco partendo da sud. Visitiamo lo Strawberry Fields, zona dedicata alla memoria di John Lennon e più a nord il Belvedere Castle, il punto più alto del parco. Qui abbiamo una vista stupenda dei prati imbiancati e dei numerosi laghetti. Il più esteso è il Jacqueline Kennedy Onassis Reservoir. Siamo all’altezza del Metropolitan Museum e del Guggenheim. Dopo questa bellissima ed indimenticabile passeggiata che nella sua semplicità tanto ci ha regalato, usciamo dal parco praticamente dinanzi a quest’ultimo. Ripercorriamo a piedi parte del Museum Mile questa volta con un bel sole. Prossima destinazione è Mid Town East, per raggiungere tramite la celeberrima funivia Roosvelt Island. Questo singolare mezzo di trasporto ci permette comodamente di raggiungere quest’isola in modo piuttosto singolare. Il trasporto è incluso nell’abbonamento della metro. Roosvelt Island è una stretta lingua di terra nell'East River Manhattan. A est dell’isola troviamo il "borough" del Queens. L’isola ha una lunghezza di circa due miglia (3,2 km), con una larghezza massima di 250 metri. In passato era destinata ad uso ospedaliero e successivamente come carcere. Il nome venne assegnato nel 1973 in memoria del Presidente Franklin Delano Roosevelt. Nell'estremità meridionale è presente l’omonimo Franklin D. Roosevelt Four Freedom Park e relativo memoriale. Anche qui la leggera nevicata ha reso il paesaggio più suggestivo. Dal memoriale in fondo all’isola, c’è una vista meravigliosa su Manhattan, Palazzo dell’Onu in primo piano, vicinissimo ed imponente. Rientriamo con la cable car, che qualcuno ricorderà nella scena del film “i falchi della notte”con Stallone. Rientrati a Manhattan, per pranzo ci rechiamo con la metro nel distretto del Queens. Il più esteso della città di New York. Qui giocano i Metz e si svolgono gli US Open di tennis. Più precisamente andiamo a Long Island City per un pranzo al James brown smoke house (http://www.johnbrownseriousbbq.com/). Locale che ho trovato su internet e dove mangiamo uno strepitoso pastrami, che da tanto tempo sognavo! La zona non offre nulla di particolare a livello turistico, ma proprio per questo ci da un’idea della vita di tutti i giorni di un altro luogo newyorkese. È ormai il primo pomeriggio, rientrati a Manhattan girovaghiamo un pò sulla Fifth Avenue per ammirare i bellissimi negozi. Tra la 51st e la 50th incontriamo nuovamente la maestosa cattedrale gotica di St. Patrick’s Cathedral. Li vicino c’è il Rockfeller center ed  il Ge Building o meglio conosciuto come il Top of the Rock di cui abbiamo acquistato i biglietti d’ingresso il giorno prima. È un grattacielo di 70 piani, alto 266 metri. Saliti in cima è ormai buio. Dalla terrazza c’è una vista stupenda. La vista notturna su tutte le luci della grande mela è super consigliata. Anche stasera il clima ci è amico e stare all’aperto non risulta faticoso. Un altro bel ricordo che ci lascia questa stupenda città. La giornata volge al termine, ma abbiamo ancora un appuntamento da noi tanto atteso. Facciamo l’ennesima visita alla nostra molto amata Grand Central Station. Qui ceniamo presto e velocemente, infatti alle ore 20 dobbiamo essere a Broadway. Abbiamo i biglietti per il famoso musical The Wicked, in programmazione al Gershwin Theatre. Il caso vuole sia vicinissimo proprio al nostro hotel. È il 12º musical che più a lungo è stato rappresentato a Broadway e il 28º più a lungo rappresentato nella storia del teatro. Wicked è ambientato nel fantastico Regno di OZ, dove Elphaba, la futura Malvagia Strega dell'Ovest, vive il suo complicato rapporto con Glinda, la Strega Buona del Nord. La data del 6 gennaio non l’abbiamo scelta a caso: oggi siamo più che mai a tema. Nonostante qualche difficoltà linguistica nel comprendere tutti i dialoghi… posso affermare che quella di assistere ad un musical, è un’esperienza che va assolutamente vissuta: certo un pò onerosa, ma molto emozionante e coinvolgente. 
07 GENNAIO, SABATO:
Harlem (hop on hop off 48h:1°giorno) tour UpTown (soste previste: Cattedrale di Saint John the Divine e 125th Apollo Theatre ), Upper WEST SIDE, Intrepid Air Sea Museum (Pier 86).
  Ormai siamo ai giorni finali di queste strepitose vacanze newyorkesi. Oggi purtroppo le previsioni danno nuovamente una perturbazione con nevicate. Sino ad ora comunque considerando la stagione, siamo stati fortunati e non abbiamo neppure patito il freddo. Effettivamente al risveglio dalla finestra ci appare un paesaggio imbiancato. Dopo colazione decidiamo il da farsi nella giornata. Abbiamo ancora due coupon per le visite (New York Explorer Pass da 7 attrazioni). Decidiamo di terminarli oggi. Uno sarà destinato all’hop-on hop-off con opzione di 48h. L’abbiamo tenuto per gli ultimi giorni, cosicchè possiamo riposarci un pò: abbiamo già camminato moltissimo! Inoltre cosi facendo possiamo vedere comodamente parte della zona nord di Manhattan, in particolare Harlem. Avendo due giorni a disposizione sfrutteremo questo mezzo di trasporto in alternativa alla metro, di cui peraltro ci scade oggi l’abbonamento. La giornata è proprio bruttarella. Nevica a tratti e c’è un vento fastidioso. Saliamo sul bus turistico della società Big-Bus (https://www.bigbustours.com/en/new-york/new-york-bus-tours/). Oggi sarà la volta del tour di Uptown e domani ci dedicheremo a Downtown. Saliti sul bus cominciamo il giro. Interessante, vediamo anche il famoso Dakota Building Central park West, architettura raffinata, un palazzo oggi praticamente divenuto monumento nazionale e dove gli appartamenti costano cifre folli e dove abitava ed è stato assassinato John Lennon. Gli appartamenti hanno dei prezzi di vendita che variano dai 4 ai 30 milioni di dollari. Da qui proseguiamo a nord entrando in Harlem: il quartiere per eccellenza degli afroamericani a New York. Si alternano zone dove gli edifici fatiscenti testimoniano il difficile passato di questo quartiere e zone più eleganti che invece dimostrano un riscatto generale soprattutto di chi ci abita. Facciamo sosta alla bellissima chiesa di St. John the Divine: una delle cattedrali più grandi al mondo (180 metri in lunghezza e 70 in altezza), la più grande in stile neogotico (tutt'oggi incompiuta). Ripreso il bus proseguiamo in una vera e propria tempesta di neve… Passiamo davanti alla famosissima Columbia University, una delle più famose e prestigiose università al mondo che annovera al suo attivo oltre 100 premi Nobel assegnati a ex studenti. Qui hanno studiato per fare un esempio Obama e Roosvelt. Facciamo un'altra sosta nella 125 th strada. Qui c’è il famoso Apollo Theatre conosciuto come una pietra miliare della tradizione musicale degli afroamericani. Peccato per la neve che scende copiosa e che non ci permette di girare liberamente. Anche le strade si stanno rapidamente imbiancando. Nonostante i problemi che ne conseguono, però lo spettacolo scenografico è certamente di tutto rispetto. Durante il nostro soggiorno non assisteremo a nessuna esibizione di cori Gospel: proprio ad Harlem sono numerose le chiese battiste fra le cui mura ogni domenica prendono vita performance canore. Durante la settimana si può in alternativa assistere alle prove delle cerimonie domenicali. Nuovamente saliti sul bus rientriamo verso Middle Town. Nel pomeriggio non senza fatica andiamo all’ultima attrazione da visitare. L’Intrepid Museum con estensione al capannone che contiene lo Shuttle Enterprise. L'USS Intrepid è la pluripremiata portaerei costruita durante la seconda guerra mondiale. Nel suo interno vi è un museo di storia marittima e militare e sul ponte esterno si possono ammirare alcuni dei più famosi aerei della storia incluso un Concorde. è veramente difficile restare in piedi sullo scivoloso ponte della nave che ormai avrà una ventina di cm di neve fresca!!!!! Usciti per strada dopo la visita, rientriamo verso la non distante Hell’s Kitchen. Sta ormai venendo buio. Rientriamo in hotel per riprenderci un pò… dopo una faticosa camminata tra mucchi di neve smossa e strade scivolose. Stasera sarà l’ultima cena a New York. Andiamo nel non lontano Playwright Celtic Pub, sull’ 8th av, sempre in Hell’s Kitchen. Un locale carino stile tipico di un pub scozzese. Che giornata! Faticosa, ma molto particolare che sicuramente non dimenticheremo mai.
08 GENNAIO, DOMENICA: 
hop on hop off 2°gg DOWNTOWN,  High Line, Chelsea, Madison Square Garden.
Oggi terminano le nostre vacanze nella Grande Mela. Ci risvegliamo con un premio: il cielo si è completamente rasserenato e lo spettacolo, considerando l’abbondante nevicata di ieri, è certamente assicurato. Ultima colazione ed usciamo anche oggi decisamente presto per sfruttare nel modo migliore il tempo che oggi abbiamo a disposizione. Alle 17 dobbiamo essere in hotel per il charter collettivo diretto al JFK. L’aria fuori è spumeggiante. Oggi fa freddo e c’è un vento decisamente gelido che non abbiamo (per fortuna…) mai sentito i giorni passati. È domenica e non c’è il solito traffico convulso dei giorni lavorativi. Durante la notte le strade sono state pulite dalla neve cosi come buona parte dei marciapiedi. Oggi sfruttiamo il secondo giorno dell’hopon-hopoff. Faremo il giro di downtown. La zona a sud di Manhattan in particolare Lower Manhattan, è infatti particolarmente tranquilla e priva del solito fermento: nel fine settimana gli uffici sono chiusi ed il quartiere si spopola. Le guide consigliano infatti di andarci durante i giorni lavorativi per vivere le sensazioni del trambusto quotidiano. Noi abbiamo già apprezzato questo aspetto pochi giorni fa. Oggi invece ci godiamo il silenzio ed il pochissimo traffico. Completato il giro, scendiamo a Chelsea per andare sulla High Line. Vorremmo infatti poterla vedere col sole. Purtroppo scopriamo che è chiusa. È cosi per tutte le maggiori attrazioni all’aperto della Grande Mela (come ad esempio Ellis Island). Infatti dopo un’abbondante nevicata, viene dedicato il tempo necessario alla rimozione della neve caduta. Pazienza. Percorriamo un bel tratto di strada a piedi e ci rendiamo conto che fa molto freddo. Il vento è molto fastidioso. Giungiamo in zona Mid Town dove vediamo il mitico Madison Square Garden: credo si possa considerare l’arena sportiva al coperto più famosa di New York. Per il pranzo ci rechiamo ad Hell’s Kitchen dove ritroviamo il già a noi noto West Way Diner. Siamo quasi alla fine della nostra avventura. Ritorniamo in hotel per prepararci alla partenza. Puntualissimo alle 17, arriva il charter collettivo per andare all’aeroporto. Occorre un’oretta, dato il poco traffico domenicale. Un ultimo sguardo un pò malinconico, verso lo skyline: sempre spettacolare ed unico. Termina cosi il nostro viaggio. Volo Emirates delle 22 per Milano: si torna a casa. Abbiamo vissuto una bellissima esperienza in una stagione particolare. Lasciamo New York e gli States con la promessa di ritornarci… Come sempre, ringrazio Patrizia per essere un’ottima compagna di viaggio.
Ciao Gianluca
 

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