SEYCHELLES: Gemme dell'Oceano Indiano

in viaggio con Let13 in Seychelles

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SEYCHELLES: Gemme dell'Oceano Indiano

Abbiamo iniziato a pianificare il viaggio con parecchio anticipo e questo ci ha concesso di vivere 16 giorni di paradiso con un budget decisamente abbordabile a tutti. Volo A/R Qatar Airways con scalo a Doha, pernottamenti in Guesthouse da favola su tutte e tre le isole e trasferimenti interni via traghetto per un totale di 14 notti a 1.500,00 Euro a persona.
Agosto 2013
Sono le 06.30 del 9 agosto quando il 737 della Qatar tocca la pista del piccolo aeroporto internazionale di MAHE'. Siamo accolti da un alba nascosta da qualche nuvolone ma basta uscire dal terminal per capire subito che siamo sbarcati in un altro paese da sogno. All'aeroporto noleggiamo la macchina che avevamo prenotato dall'Italia e che ci terrà compagnia durante il nostro soggiorno a Mahè. Qualche minuto per abituarci all'idea della guida a sinistra e ci dirigiamo subito verso Beau Vallon, dove si trova la nostra prima Guesthouse. Esce il sole e l'isola si mostra subito verdissima. Arriviamo alla "Beach House" e veniamo accolti con calore e un ottimo succo di frutta fresca da Cecile, la proprietaria, che ci mostra la nostra stanza. E' molto semplice, niente lusso, ma accogliente e pulistissima, con una bella veranda sul mare. La cucina della casa è grande e attrezzata, ma in condivisione con le altre tre stanze (ma scopriremo che nessuno la usa...). Nonostante la stanchezza, tutto ci appare già perfetto. Dopo qualche ora di meritato riposo usciamo a piedi verso Beau Vallon, per fare la spesa e dare un primo sguardo alla meravigliosa spiaggia. La vita si dimostra da subito semplice e fatta di poche cose. Venditori di frutta e pesce lungo la strada, piccoli market, pochi turisti, silenzio, pace e una natura che emoziona. Nel pomeriggio andiamo a Sunset Beach, a Glacis. Semplicemente un sogno. Ci sono poche persone e nonostante il mare qui sia piuttosto mosso, consiglio vivamente di visitare questa spiaggia che ha tutto quello che non può mancare nello stereotipo della spiaggia tropicale! Come prima sera decidiamo di cenare alla guesthouse, dove Cecile cucina su prenotazione. Cena creola, abbondante e buonissima, alla modica cifra di 15,00 euro. Le bevande bisogna portarsele, così acquistiamo una bottiglia di vino bianco al market e brindiamo all'inizio del nostro viaggio. Ci alziamo finalmente riposati, dopo una notte di sonno cullato dal rumore del mare; alle 8 siamo già a colazione, compresa nel prezzo della stanza. Il tempo non è bellissimo, così decidiamo di iniziare la giornata con la visita di Victoria e del suo rinomato mercato. La cittadina è piccola, è piacevole girarla e osservare le sue vecchie case colorate, i suoi vicoli e la vita locale. Tutto si concentra in poche strade di cui l'epicentro è il coloratissimo e folcloristico mercato. Ci perdiamo fra i banchi di frutta e fra quelli dei pescivendoli, dove contrattiamo per l'acquisto del pesce fresco che cucineremo stasera al BBQ della Beach House. Il tempo vola e non c'è miglior luogo per osservare la vita vera di questo popolo, davvero lontana dagli sfarzi e dai costi pubblicizzati dai tour operator. Non lasciamo Victoria prima della foto di rito alla torre dell'orologio, piccola e brutta riproduzione del Big Ben. Fa quasi sorridere considerarla un'attrazione così pubblicizzata. Torniamo a casa per mettere la spesa in frigorifero e avvisare Cecile che useremo il BBQ per cena. Il tempo non è ancora dei migliori, così torniamo sulla costa est per un giro delle sue spiagge. Superato l'aeroporto, facciamo sosta ad Anse aux Pins, ad Anse Royale, ad Anse Parnel e ad Anse Forbans. Quando esce il sole si rivelano i colori del mare e cominciamo a sognare. Le spiagge ci colpiscono da subito per la bellezza selvaggia e la sabbia fine. Lunghe e deserte. Comiciamo a innamorarci di Mahè. Dopo pranzo raggiungiamo anche la bella Anse Intendance. In questo periodo dell'anno la corrente è fortissima, il mare mosso e la balneazione vietata ma ne vale comunque la pena arrivarci per la selvaggia bellezza, il ruggito del mare e la potenza della natura che si manifesta così violenta. Tornando trascorriamo un paio d'ore ad Anse Forbans e torniamo a casa al tramonto, pronti per la nostra succulenta e intima cena. Finalmente stamattina splende il sole e dopo la consueta colazione saliamo in macchina diretti nell'area di Port Glaude, verso il Port Launey Marine National Park. Pur essendo molto vicino in linea d'area, bisogna tornare verso Victoria e riattraversare la montagna, poichè nel Morne Sechelloyse non ci sono strade che permettono di tagliare. Ci mettiamo quasi un'ora ma il percorso permette di ammirare da vicino la vegetazione fittissima e lussureggiante dell'isola. Sembra di attraversare una vera giungla. Quando si scopre il panorama sul mare siamo già entusiasti. Lungo la strada si passa per la piantagione di the, dove è possibile fare una visita. A Port Glaude percorriamo tutta la strada costiera fino alla fine, verso Baie Ternay, fino all'inizio della proprietà privata. Sostiamo per qualche foto nella piccola e meravigliosa Anse Souillac e ci fermiamo poi nella spettacolare spiaggia di Port Launay. Pur essendo la spiaggia su cui sorge il Costance Ephelia resort, c'è pochissima gente e cominciamo ad assaporare il soggiorno balneare fatto di relax e panorami unici! Restiamo qui fino al pomeriggio, scegliendo di spostarci per qualche altra ora sulla piccola Anse L'Islette, a sua volta davvero bella. Torniamoa Beau Vallon al tramonto, dove facciamo un altro pò di snorkeling e ci godiamo i colori del sole che ci saluta sotto l'orizzonte! Cuciniamo a casa e sfruttiamo la nostra veranda cullati dal rumore del mare. La costa ovest è senza dubbio la più attraente così trascorreremo qui le nostre ultime giornate sull'isola. Oggi cominciamo da Anse Takamaka. Il cielo purtroppo non è dei migliori, qui la corrente è forte e la spiaggia deserta e silenziosa è battuta dalla furia dell'oceano. Il mare d'inverno...così ci appare. Ma bellissima nel suo essere selvaggia. In poco tempo il vento spazza le nuvole e basta un raggio di sole a farti innomorare di quest'angolo di Mahè.
Scegliamo di trascorrere la mattinata ad Anse La Mouche, dove il mare è così calmo e cristallino da sembrare una piscina. Anche qui siamo completamente soli, pace e relax. Lasciamo la spiaggia per pranzo, e visto che il tempo è dalla nostra parte ci spostiamo alla fantastica Baie Lazare. E qui iniziano i paesaggi usciti dalle cartoline dalle Seychelles. Una lunga striscia bianca, su un mare turchese in cui i massi di granito sembrano piovuti dal cielo. Mare e sole. Rientriamo a casa che è già notte e andiamo a cena alla "Boat House" a Beau Vallon, famoso per il suo buffet creolo. Buono e non carissimo, solo troppo affollato!! Come ultimo giorno sull'isola di Mahè abbiamo lasciato le due spiagge più rinomate e che si riveleranno davvero le più belle dell'isola. E per fortuna la giornata è stupenda. Cominciamo da Anse Soleil...Sarò ripetitiva ma... un piccolo sogno. Il colore del mare e il bianco della finissima sabbia quasi ti accecano. La meravigliosa vegetazione che arriva in spiaggia crea l'ombra per non ustionarci in un panorama unico. Ma anche il paradiso ha le sue piccole pecche...e qui l'unica è il Caffè che si affaccia sulla spiaggia. Andate altrove per favore. All'ora di pranzo lasciamo Anse Soleil e dopo una sosta rigenerante in un piccolo bar incontrato per strada ci spostiamo a Petite Anse, o Anse La Libertè, giustamente tanto citata e rinomata. Attorno alla spiaggia è stato edificato il resort Four Season, per cui  per raggiungerla bisogna chiedere all'ingresso del resort e andare a piedi. In discesa sono circa 10 minuti....qualcuno in più per risalire la ripida collina, ma ne vale la pena. Con sincerità posso dire che le numerose ville del resort hanno occupato l'intera collina attorno alla spiaggia ma senza rovinare assolutamente uno scenario da cartolina. La spiaggia è eccezionale e anche qui non c'è praticamente nessuno (nonostante il resort). Il punto è ottimo per lo snorkeling, riusciamo a vedere moltissimi pesci e l'acqua tende a intorbidirsi meno che in altre zone anche nel tardo pomeriggio. Bella, bella, bella. Il miglior arrivederci a Mahè. La nostra ultima sera la trascorriamo a cena da Cecile, che stasera dà una piccola festa e dà veramente il meglio di sè in cucina! Domattina partiremo presto, così salutiamo Cecile che ci preparerà comunque la colazione da portare via con noi, ma ci consiglia di non mangiare prima dello sbarco a Praslin...e non è la prima...Incrociamo le dita!  La sveglia suona che fuori è ancora buio. Così in silenzio lasciamo la "Beach House" mentra albeggia. Direzione Victoria, dove ci attende il Cat Cocos che ci porterà a Praslin. Lasciamo l'auto nel parcheggio del porto con le chiavi attaccate....verranno a riprenderla qui. Per il traghetto è conveniente riservare i biglietti dall'Italia, che poi vengono acquistati qui. Non sono economici, ma il servizio è buono e i traghetti nuovissimi.
Se soffrite di mal di mare pensateci bene in questa stagione. Cecile aveva ragione, una vera avventura.....
Giusto poche parole su Mahè. L'impressione è stata quella di un'isola a volte snobbata, considerata solo come il transito verso le sue più famose sorelle o come l'ultimo giorno prima del rientro. Non sono d'accordo. Invece Mahè va visitata, girata e vissuta. E' forse la più autentica. Victoria con i suoi colori e i suoi sapori è il miglior inizio per cooscere la gente che abita queste isole meravigliose. Le sue spiagge da sogno, grandi e spesso deserte. L'interno dell'isola verdissimo e assolutamente imperdibile. Siamo felici di aver trascorso qui cinque giorni di assoluta vita seychelliana. Ma certo...visitatela per prima...per non rischiare di rimanere delusi!
....Sono le 08:30 quando il Cat Cocos entra nel piccolo porticciolo di PRASLIN. Un'ora di navigazione che ha messo a dura prova il nostro stomaco. Scopro così di non soffrire il mare. Alla discesa dal traghetto gran parte dei passeggeri sembra abbiano affrontato una guerra! Ad attenderci sulla banchina c'è Marcus, il proprietario della GuestHouse che avevo riservato. L'isola è così piccola che in 5 minuti raggiungiamo Anse Volbert ed entriamo alla "SkyBlue GuestHouse", il nostro angolo di paradiso. Il bungalow è così bello che potremmo stare qui ed essere già felici di essere venuti. Salottino e camera da letto con vetrate scorrevoli sulla veranda privata. Cucina ben attrezzata e bagno. Sdraio e lettini in un giardino da favola...wow! Ci sistemiamo e ci godiamo la veranda riprendendoci dall'alzataccia e dalla traversata agitata. Andiamo poi a Beau Vallon (4 case, la banca, 3 negozi e un supermarket!!!!) a fare la spesa. Qui a Praslin il nostro nido è così bello che vogliamo sfruttarlo fino in fondo! Dopo pranzo andiamo alla spiaggia che abbiamo di fronte, Cote D'Or. E' bellissima. Lunga, bianca, sabbia che sembra farina, acqua cristallina e pochissima gente. Ci piace da subito. Aspettiamo qui il tramonto, già innamorati di Praslin. Quale miglior risveglio per augurarsi Buon Ferragosto?? E' già...siamo già a ferragosto. Facciamo colazione in veranda. Stavolta tocca a me tagliare la papaya e preparare le omelettes, ma è una gioia. Una noce di cocco da bere e una da mangiare. Manca solo un espresso alla felicità completa......ma ci accontentiamo del nescafè! Usciamo presto, stamattina abbiamo riservato l'escursione a Curieuse Island & St.Pierre direttamente attraverso Marcus. Ci accompagna un ragazzo del luogo con una bella barca solo per noi due che sarà a nostra disposizione fino a pranzo.... anche se il prezzo pagato è stato un po' esoso. Il tempo è splendido e navigare verso Curiouse ci permette di ammirare la costa dell'isola e i suoi colori. Arrivati a Curieuse, Jimmy ci lascia sulla spiaggia davanti alla riserva delle tartarughe giganti di Aldabra, da cui raggiungeremo a piedi Anse St.Jose. Nella riserva ci sono tante tartarughe, abituate all'ingombrante presenza dei turisti. Simpatiche e stupefacenti, ma purtroppo sapeva un po' di zoo. La camminata fino a Anse St.Josè dura circa 40 minuti e permette di attraversare l'ecosistema particolare dell'isola e di ammirare bei panorami. Ma non sono poi così entusiasta, poichè avrei preferito fare l'intero giro in barca. Anse St.Josè è bella, ma nulla di speciale rispetto a tante altre spiagge già viste. Considerando il mio disappunto, Jimmy riparte subito verso St.Pierre dove ci darà tutto il tempo che desideriamo per bagni di sole e sessioni di snorkeling attorno all'isolotto tanto fotografato ed effettivamente affascinante. Rientriamo che sono quasi le due, pranzo a casa e pomeriggio di nuovo sulla nostra spiaggia di Cote D'Or. Anche oggi aspettiamo il tramonto passeggiando persi fra la gente locale e il panorama mozzafiato. Ci sentiamo come in una seconda luna di miele. E' il nostro terzo giorno sull'isola e stamattina arriva la macchina a noleggio; Marcus ha provveduto a farcela avere alle 8.00 direttamente al bungalow. Così dopo colazione partiamo verso la Vallèe de Mai, il sito UNESCO dove cresce la celebre palma del Coco de Mer, simbolo stesso delle Seychelles! Si può scegliere la visita guidata in gruppo o andare per conto proprio, noi scegliamo le seconda. L'ingresso è costoso, ma è per una buona causa....Nelle vicinanze dell'ingresso il parco è affollato di turisti e da gruppi, ma basta allontanarsi un po' lungo i percorsi segnati per ritrovarsi soli e immersi in un angolo di rara bellezza. Non solo per le palme rigogliose e i giganti cocos ma anche per la fauna che potrete osservare. Uccelli, insetti e i famosi ragni delle Seychelles (troppi per un'aracnofobica come me). Noi percorriamo il giro completo scegliendo l'itinerario centrale e quello nord. Circa 2,5 chilometri per due ore di totale simbiosi con la natura. Non perdete una visita. Usciti dal parco proseguiamo per la costa ovest dell'isola, battuta dalle correnti. Vediamo Grande Anse, Anse Kerlan e petite Kerlan e torniamo indietro facendo il giro completo fino a rientrare ad Anse Volbert. Belle spiagge, angoli di pace e bei panorami ma non tali da meritare di sostare li, sopratutto a causa della corrente presente in questo periodo dell'anno. Così proseguiamo verso Anse Lazio, dove arriviamo per l'ora di pranzo. Abbiamo un tuffo al cuore. E' veramente meravigliosa. La spiaggia, il mare, le calette che seguono la lingua principale. Merita senza dubbio di comparire sempre fra le spiagge più belle del mondo. Qui c'è più gente, eppure non è affollata e si può godere comunque del proprio angolo di privacy. E' il tramonto quando ce ne andiamo; prima di rientrare a casa prendiamo la strada per Zimbawe. Belle viste ma nulla di che. Un altro giorno, l'ultimo giorno. Il tempo è splendido e noi vogliamo tornare ad Anse Lazio per trascorrervi l'intera giornata. Lungo la strada ci fermiamo ad Anse Possession e ad Anse Boudin. Entrambe ci avrebbero affascinato ma il deisderio di tornare la è più forte. Sono le 9 quando rimettiamo piede ad Anse Lazio e ancora siamo quasi soli. Colori magici. Non la dimenticheremo facilmente. Restiamo qui tutto il giorno avendo provveduto anche a portare con noi i toast per il pranzo. Volendo ci sono due ristoranti, ma entrambi molto cari. Se volete rinfrescarvi e bere qualcosa vi consiglio vivamente il piccolo "Bar dell'onestà". Si trova sull'ultima caletta, immerso nella vegetazione. Dovete cercare il cartello che lo indica e salire le scale in legno. Troverete una bella terrazza, un bancone e i frigoriferi....tutto è rigorosamente fai da te. C'è il menu con i prezzi, i frigoriferi aperti...vi servite e mettete i soldi in una cassettina. In Italia non credo durerebbe molto, ma li è un must! E vi assicuro che una Seybrew fresca gustata sulla piccola terrazza del bar affacciata sul mare renderebbe onesto chiunque! Salutiamo Anse Lazio, resterà con noi. Ultima notte. Ed è arrivato il momento di lasciare l'isola e il nostro cuore alla SkyBlue Guesthouse. Alle 12.00 abbiamo il tragetto che ci porterà a La Digue. Sfruttiamo la mattina per un pò di shopping, i soliti souvenirs, e per dare il nostro saluto a Cote D'Or. Alle 11 puntualissimo il papà di Marcus è pronto per riportarci al porto. Anche qui avevo riservato i biglietti dall'Italia. Il Cat Roses è pronto salpare. Ciao Ciao Praslin!
 
Una piccola nota: Anse Georgette. La famosa caletta che per essere visitata ha bisogno dell'annuncio preventivo. E' l'unico caso in cui la legge non è rispettata. Alle Seychelles, così come a Mauritius, non esiste il concetto di privatizzazione delle spiagge. Si deve garantire l'accesso a tutte, anche laddove sia stato costruito un resort (vedi Port Launay, Petite Anse, etc..) Invece per Anse Georgette i gestori del resort rifiutano spesso gli accessi anche quando preventivamente avvisati. Noi anche con 4 giorni di anticipo non abbiamo potuto vederla, nemmeno per scattare una foto. Quindi non è così scontato che riuscirete ad andare. Per il resto Grande Amore Praslin. 
Finalmente LA DIGUE. Dopo circa venti minuti di navigazione, meno drammatici di quelli che ci hanno condotto a Praslin, attracchiamo nel porticciolo di La Passe. Oggi è domenica, ed è l'ultimo giorno del festival dell'isola che si celebra a ferragosto. Così siamo accolti da musica e danze festose in un'atmosfera caotica che ci da il benvenuto in questo angolino di mondo. Attendiamo il nostro transfer, compreso nel prezzo della guesthouse che ci accompagna alla Pensione Hibiscus. Jennita, la proprietaria, ci accoglie con un buon succo di frutta e ci mostra la nostra porzione di villetta. Tutto è curato, pulitissimo e comodo. Bella stanza, grande il bagno, attrezzatissima la cucina separata, ma personale, comoda la veranda sul giardino fiorito. Anche qui siamo entusiasti di dove trascorreremo gli ultimi quattro giorni di vacanza. Subito Jennita ci procura delle biciclette (l'unico mezzo con cui spostarsi sull'isola) e pedelando torniamo verso La Passe dove mangiamo nei tanti chioschi che cucinano all'aperto per il festival. Sfruttiamo il pomeriggio pedalando verso nord, facendo un primo mezzo giro dell'isola verso le spiagge di Anse Severe, Anse Patates, Anse Gaulettes. Lasciato lo spirito della festa l'isola ci rivela subito il suo carattere di quiete e serenità che aleggia ovunque. Un realistico salto indietro nel tempo, nonostante il turismo presente, pronto a rispettare i tempi e i ritmi di questa piccola perla. Prima di rientrare andiamo al market per riempire un pò il nostro frigorifero. Dopo un pò di relax e sfruttando l'ultima sera di festa usciamo per cena, fidandoci del consiglio di Jennita che ci indirizza al "Clair De Lun" un ristorantino dopo La Passe. Ottimo. Ci godiamo musica e rhum brindando al nostro arrivo a La Digue. Potrebbe apparire folle ma stamattina ho messo la sveglia all'alba per guardare il cielo. Tutto sereno. E così alle 07:00 siamo in sella alla nostra bicicletta diretti all'Union State. Seguendo i consigli di chi è stato qui voglio arrivare ad Anse Source D'Argent quando è ancora deserta e la bassa marea permette di ammirarne tutta la bellezza. Sarà una scelta azzeccata. La spiaggia più fotograta delle Seychelles e fra le più fotografate al mondo, è all'interno di un parco protetto per cui vi verrà richiesto il pagamento all'entrata, il biglietto è giornaliero e non ammettono sconti e concessioni. Una volta nel parco vi basterà seguire le indicazioni per la spiaggia, che è solo la prima di una serie di calle meravigliose che si susseguono in questo tratto di costa. Arriviamo che il sole non ha ancora illuminato la laguna e come desiderato siamo soli. Restiamo qui più di un'ora e non c'è bisogno di dire molto su questa spiaggia che si descrive da sola. Per un bagno di sole proseguiamo verso sud, con la macchina fotografica impazzita a ogni angolo di paradiso che si apre davanti a noi. Scegliamo Anse Source àJean per trasformarci nei normali turisti da spiaggia. Semplicemente meraviglioso.
Purtroppo verso l'ora di pranzo ormai la spiaggia è affollata e la marea comincia a salire cacciandoci sempre più in alto. Quando comincio a soffrire della "sindrome da Riccione" pian piano torniamo indietro, rilflettendo su come la poesia di poche ore prima è persa del tutto. Prima di cercarci un'altra spiaggetta tranquilla. Proseguiamo la giornata ad Anse La Reunion, la più vicina alla nostra guesthouse. Rientriamo tardi, cena a casa e una pedalata digestiva per un buon Rhum a La Passe. I giorni che restano passano troppo veloci seppur i ritmi della vita siano lentissimi. Le spiagge di La Digue non sono moltissime e le visitiamo con calma (e fatica....), ma nessun altra eguaglierà la magia di Anse Source d'Argent. E' con tanta nostalgia che riprepariamo le valigie per tornare verso casa. Stavolta la traghettata è di pomeriggio, e scopriamo di essere protagonisti di un vero evento. Infatti stanno inaugurando un nuovo traghetto fra Praslin e Mahè. E' molto più grande e solido, così sorridiamo pensando che stavolta non ce ne accorgeremo nemmeno... FALSA SPERANZA. Rimettiamo piede a Mahè che è già notte. Viene a prenderci il proprietario dell'ultima guesthouse, scelta vicino all'aeroporto per essere più vicini domani mattina. Ultima cena alle Seychelles. Ultimo brindisi. Ultima notte. Il 737 della Qatar rolla sulla pista ed è dall'alto il nostro ultimo sguardo su queste gemme sparse nell'Oceano Indiano. 

 

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