Una manciata di smeraldi nell'Oceano Indiano - Parte seconda

in viaggio con Boy-80 in Seychelles , Qatar

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Una manciata di smeraldi nell'Oceano Indiano - Parte seconda

E’ la seconda e ultima parte del resoconto di Mirko e Alessio alle Seychelles. La parte iniziale, dallo stesso titolo, è disponibile in questo stesso sito.Viaggio nelle isole del sogno: le Seychelles16 agosto 2010
Oggi non abbiamo niente da fare e dopo colazione (questa volta ordino del the') decidiamo di passare la giornata alla Source d'Argent (ancora!) in compagnia di Christian e Jessica, gia' li' ad aspettarci; questa volta l'ingresso non lo paghiamo, dopo 3 volte la quarta è free! Il tempo oggi non è dei migliori, rimane quasi sempre nuvolo, ma non piove.
Arriviamo con l'alta marea, la spiaggia è veramente stretta sono tutti sotto gli alberi, l'unica zona, per ora, con la sabbia asciutta! ci sistemiamo anche noi sotto ad un'albero gia' "occupato" dai nostri amici e parliamo, parliamo, dopo qualche ora l'acqua comincia a ritirarsi, il mare ha i suoi soliti colori stupendi, poi camminiamo su e giu' per tutta la spiaggia, cercando di imprimere nella nostra memoria ogni singola roccia granitica, qui incontriamo una coppia di parma: Mauro e Camilla, alloggiano anche loro da kot Babi, parliamo tutti e 6 per un po' poi decidiamo di andare; in cielo due uccelli bianchi volano in coppia e due cani, stupidini, gli abbaiano contro e
cercano di prenderli, corrono, corrono per tutta la spiaggia con gli occhi puntati in alto, poi con una virata gli uccelli spariscono all'orizzonte e i cani rimangono a guardarsi interdetti, una scenetta comica! la natura sa essere spietata, ma anche molto divertente! salutiamo Jessica e Christian e dopo una doccia bollente, prendiamo le bici e andiamo a mangiare un'ottima pizza da Gregoire pizzeria, di fianco all'omonimo market, spendiamo circa 15 euro a testa.

17 agosto 2010
Oggi abbiamo l'escursione a Gran Soeur, Felicite' e Ile Cocos, naturalmente con Creole travel (prezzo 100 euri a testa). Aspettiamo sulla via principale di La Passe che arrivi la nostra guida, poi sentiamo una voce famigliare: "chissa' se incontriamo i ragazzi" alziamo lo sguardo... sono la Wanda e Ivan! In gita da Praslin! la Wanda si sbraccia in mille saluti ciao!ciao! ciaooooo! troppo diva col suo pareo trasparente e il rossetto rosso alle 9 di mattina! Ci spiace molto non esser riusciti a incontrarci anche qui. Arriva la guida saliamo sulla barca e partiamo, con noi due coppie di italiani, una di francesi e una di tedeschi, il mare è mosso e quando comincio a sentirmi male finalmente mettiamo piede su Gran Soeur, la spiaggia è bellissima, ci sono pure diverse palme oltre ai soliti alberi, sulla battigia ci sono molti candidi frammenti corallini e si ha una splendida vista su Petite Soeur e su La Digue. Da qui facciamo un bellissimo snorkeling, l'acqua è freddina, le onde belle grosse, ci spostiamo un po' a largo cosi' non ci danno molto fastidio, meravigliaaaa, molte specie di pesci chirurgo insieme! Rimango sorpreso della grande varieta' di pesci chirurgo, la spiegazione è semplice... i pesci chirurgo sono le mucche del reef, si nutrono di alghe, le antagoniste dei coralli, visto che qui i coralli scarseggiano (ci sono segni di ripresa pero', ho visto molte giovani colonie) le alghe hanno la vita facile e i chirurgo hanno di che nutrirsi! vediamo dei bellissimi acanthurus triostegus, grigio-verde striati di nero, nuotare in compagnia degli ctenocaetus tutti neri (2 specie di pesci chirurgo), in un anfratto del reef trovo una coppia bellissimi pesci farfalla mai visti prima d'ora,sono bianchi con delle pennellate di giallo e violetto, poi un'altro pesce chirurgo striato di blu elettrico e giallo. Tra i miei preferiti c'è la Dory! ovvero paracanthurus, un'altro pesce chirurgo blu elettrico, nero con la coda gialla coprotagonista del celebre film Disney! zitto e nuota! nuota e nuota! Poi Ale mi chiama, ha visto un bellissimo pesce angelo imperatore! Fa un po' il timido e protetto da una cavita' mi osserva scocciato, è pur sempre un'imperatore! poi ci viene incontro uno strano pesce, mai visto, dai colori psichedelici (un mix di rosa, verde, azzurro fluorescenti) ed è grosso! continua a girarci intorno e ci seguira' per tutta la durata dello snorkeling, che pesce strambo! piu' di una volta mi capita di fotografarlo per sbaglio, continua a passarmi davanti mentre sto scattando delle foto. Vediamo anche un bellissimo pesce palla nero velluto, punteggiato da minuscoli puntini bianchi; qua e la' osserviamo diversi altri pesci farfalla, di quelli piu' opportunisti (molti pesci farfalla sono specializzati nel nutrirsi dei polipi del corallo, ma alcune specie, le piu' robuste e comuni si nutrono anche di altro), le specie piu' "schizzinose" sono gli indicatori dello stato di salute delle barriere coralline. Prima di uscire, salutiamo un platax, pesce pipistrello.
Ho un po' di fame e nell'attesa che sia pronto il pranzo, chiedo ad Ale se mi apre un cocco trovato sulla spiaggia... con tutta la buona volonta' non riesce, in suo aiuto arriva un signore di mezz'eta', anche lui alle prese col suo cocco, si scambiano idee, consigli, mentre io rimango in disparte ad osservare il divertente siparietto, poi si avvicina un'aitante ragazzo creolo e con due colpi assestati nel modo giusto apre il cocco, sotto lo sguardo stupito di Ale! Gironzoliamo un po' per la spiaggia, poi pranziamo, i ragazzi hanno preparato l'immancabile buonissimo pesce alla griglia, pollo, insalata mista, melanzane grigliate ottime, pane tostato, frutta esotica e... coca cola a volonta'.
Dopo il lauto pranzo,decidiamo di andare a vedere l'altra spiaggia, passiamo un piccolo corso d'acqua che taglia il verdissimo prato all'inglese,le palme disegnano ombre a forma di stella e su di un lato il granito rosato sembra reggere la collina subito dietro, in cielo nuvolette sembrano batuffoli di cotone, mi sembra d'essere nel giardino dell'Eden, bellissimo e rassicurante. Qui faccio amicizia con la tartaruga piu' vispa e simpatica di tutte le Seychelles! Si mangia un bel pezzo di papaya che mi sono portato via dal pranzo e mi si appiccica addosso, sembra un cane travestito da tartaruga! Poi dopo qualche metro arriviamo all'altra spiaggia, qui non si puo' fare il bagno, ma è cmq bellissima, anche qui il granito ha assunto forme fantasiose.
Torniamo verso l'altra spiaggia e notiamo delle persone sulla battigia dare da mangiare ai pesci pipistrello, non sono per nulla intimoriti dall'acqua bassa, le loro pinnone escono addirittura dall'acqua come le pinne di squalo, e tra mille spruzzi divorano il pane... ci prova, con gran divertimento anche Ale, un cagnone sonnecchia beato sotto ad una palma col muso sporco di sabbia.
E' ora di andare, anche se io sarei rimasto qui tutto il giorno, Gran Soeur mi è veramente piaciuta! prossima tappa, Felicite'! dopo qualche minuto di navigazione arriviamo a Felicite' island (curiosita': gli inglesi esiliarono qui un sultano malese con tutta la sua corte per 5 anni reo di aver giustiziato un uomo di potere inglese, dopo i 5 anni, si dispiaque molto nel tornare in Malaysia!), non possiamo scendere a terra perchè è un'isola privata, e a dirla tutta mi sembra un po' troppo costruita, quindi ci buttiamo dalla barca e facciamo un po' di snorkeling, finalmente qui vediamo tanti coralli in buona salute e tantissime piccole colonie in crescita, incontriamo subito un bellissimo pesce palla giallo, poi un pesce chirurgo del genere naso ,grigio velluto con pennellate arancio lungo il dorso e il ventre, non so piu' dove guardare! è pieno di pesci! seguo per un po'un bellissimo pesce chirurgo dalla gola bianca, di un bellissimo azzurro cielo. Mi dimentico perfino delle onde, che mi sbattono sulla barriera dove mi sbuccio il ginocchio, poi sento urlare, c'è una tartaruga vicino alla nostra barca! dopo poche bracciate la incontro... è bellissima, piccola (sui 50-60 cm), della specie Hawskbill, per nulla intimorita della nostra presenza, mi osserva curiosa... dopo poco io e lei lasciamo gli altri chiassosi turisti e ci dirigiamo in una zona con acqua piu' bassa, la cosa buffa è che se mi allontano da lei, mi segue! sembra una tartaruga domestica! a volte devo scansarla, mi viene troppo vicino e non riesco a farle le foto! è bellissimo stare sott'acqua con lei, ci guardiamo negli occhi,p rovo ad accarezzarla ma apre la bocca... forse non è il caso, ogni tanto tira fuori la testa per respirare, ed è attratta dal mio scafandro! lo scruta con quel suo sguardo da vecchia severa e poi... lo addenta! forse lo scambia per qualcosa di commestibile io ne approfitto per accarezzarle la zampina a forma di pinna... morbida con le scaglie dure, starei qui con lei per ore ma poi mi chiamano dalla barca, devo andare, ma non riesco e poi lei mi segue! troppo tenera, le scatto un'ultima foto (gliene ho fatte 50!) e la saluto augurandole buona fortuna, non dimentichero' mai quest'incontro!
Salgo in barca felice e un po' triste, partiamo e dopo pochi minuti (sono tutte vicine queste isole) arriviamo a Ile Cocos, vediamo due bellissime razze maculate allontanarsi infastidite dal baccano causato dalla nostra barca, ci rimettiamo la maschera e ci buttiamo! l'isola, piccola, è un'ammasso disortinato di scogli grigi e palme, ha una piccola spiaggia bianca con pezzi di corallo levigato. Per fortuna ci siamo solo noi, non dev'essere piacevole avere in torno altre barche in un perimetro cosi' piccolo, mettiamo la testa sott'acqua, qui a differenza di Felicite' pochi coralli, e tanti frammenti sul fondo e proprio tra questi vediamo una coppia di pesci palla nani, tenerissimi con i loro occhietti mobili, poi si dividono uno si rifugia in un anfratto e l'altro si mette in posa per farsi fotografare, mi colpisce (come al solito, è impossibile non notarli!) un guppetto di pomacentridi blu cobalto, attorno a me nuotano diverse donzelle tropicali, col loro modo di nuotare simile ad una danza e i colori sgargianti, poi vedo un grande branco di pesci chirurgo dalla gola bianca, se gia' da soli sono bellissimi, in gruppo sono eccezionali, un tripudio di colori, mi piace osservarli mentre brucano sincronizzati (non avevo mai visto dei branchi cosi' numerosi come qui alle sey) e prima di uscire dall'acqua osservo un simpatico pesce pappagallo verde.
Partiamo e lungo il tragitto verso al porto penso a tutto quello che abbiamo visto oggi, quest'escursione merita ogni singolo centesimo speso, va assolutamente fatta. Arrivati al porto prendiamo le bici, andiamo a comprare un quadro nello studio di Barbara Jenson, ne ha di molto belli ed è l'unico souvenir bello da comprare qui alle Sey!
Come conclusione di questa splendida giornata non poteva mancare un bellissimo tramonto, ci fermiamo un bel po' a vedere il cielo sopra Praslin incendiarsi di rosso e arancio e poi spegnersi piano piano, tra i blu e i viola del crepuscolo, direi che La Digue ci ha salutati col migliore dei modi... per cena andiamo al La Digue Island Lodge, mangiamo in riva al mare, osservando le luci di Praslin riflettersi nel buio del mare, poi a nanna, domani dobbiamo andare a Mahe'!

18 agosto 2010
Questa mattina trasferimenti! Dopo colazione, ridiamo le bici a Elvis e alle 9 partiamo da La Passe. Alle 9,20 siamo gia' al porto di Praslin, qui prendiamo un taxi, proviamo a contrattare ma il prezzo è fisso ben 20 euro! per andare all'aeroporto di Praslin... 15 minuti scarsi d'auto e siamo gia' a fare il check in... il volo prenotato da noi parte alle 11 e la gentile signorina di air Seychelles ci chiede se vogliamo partire prima, ci sono dei posti vuoti sul volo delle 10, ovviamente accettiamo e dopo 10 minuti di attesa (l'aeroporto è molto carino, ha il soffitto costituito da travi di legno) saliamo sull'aeroplanino, è piccolissimo e tutto colorato! i nostri posti, piuttosto stretti sono vicino alla cabina di pilotaggio, non c'è aria condizionata (tanto il volo dura 15 minuti, pagato ben 150 euri a testa, 10 euro al minuto!) e i piloti azionano un mini ventilatore per rinfrescarsi, ci posizioniamo sulla pista e viaaaaa, corriamo, le ali sembrano piegarsi, e ci stacchiamo da terra; da quassu' la vista è stupenda, sotto di noi vediamo prima la parte finale Grand Anse, poi vediamo Cousine island, subito dietro Cousin e dopo pochi altri minuti, vediamo Mahe' con il suo muro di montagne verdissime e nuvole, sotto di noi i bellissimi colori del Saint'Anne marine nat.park, poi arriviamo in prossimita' dell'aeroporto e dopo poco atterriamo, uff gia' finito? mi sarebbe piaciuto continuare ancora un po'!
Mentre scendiamo aprono la pancina dell'aereo e tirano fuori i nostri bagagli, poi li poggiano su un tavolino all'interno dell'aeroporto assieme ad altre valige, prendiamo i nostri e con un taxi ci dirigiamo a Beau Vallon dove abbiamo prenotato da Pti Payot, in self catering, situata appena fuori dalla spiaggia. La nosta camera pero' non è ancora pronta (ci aspettavano all'una!) e dopo aver parlato un po' con il tenero gestore (e bevuto un succo di cocco freschissimo), andiamo a fare la spesa nel negozietto sulla strada a qualche decina di metri da noi, compriamo gli spaghetti, la nutella, i pelati e dolciumi vari, siamo molto golosi. Torniamo in camera e ci godiamo la nostra nuova casetta e soprattutto la splendida vista dalla nostra terrazza e del nostro salottino: di fronte a noi il mare con Silhouette island all'orizzonte, a sinistra la montagna e sotto di lei Beau Vallon, ci addormentiamo e dormiamo per tutto il pomeriggio.
Verso le 18 andiamo a fare un giretto a Beau Vallon, c'è un mercato proprio al centro della baia dove turisti e creoli si mescolano, finalmente qui c'è un po' di vita! Ci compriamo 4 involtini primavera al pollo buonissimi, spendiamo 2 euri. Tornati in camera facciamo amicizia con i nostri nuovi amichetti, due gattini, uno tigrato con la pancia bianca e l'altro bianco con qualche macchia tigrata e il pelo piu' lungo, passeranno a trovarci sempre la sera e qualche volta pure la mattina... Ale non vorrebbe farli entrare in casa, ha paura che facciano disastri, ma sono dei piccoli paraculi e dopo pochissimo capitoliamo, li lasciamo gironzolare per la casa e gli diamo del tonno (ogni sera sara' cosi!) ma non è finita qui, perche' tra i nostri nuovi amichetti figura pure un cagnone in stile Rottweiler, grande e grosso ma pacioccone, è lui il mammo dei gattini, dovevate vedere come li controllava! tenerissimo! a lui pero' niente tonno, ma millefoglie... buongustaio! Passa cosi' la nostra prima serata a Mahe'.

19 agosto 2010
Stamattina ci svegliamo con un bellissimo arcobaleno, dopo una ricca colazione, preparata da Ale mentre io dormivo, a base di pane e nutella, caffelatte e succo di mango siamo pronti per l'immersione di stamattina!
Andiamo da Big Blue divers a due passi da noi (abbiamo gia' prenotato l'uscita dall'Italia), la ragazza della reception ci da' tutto il necessario, poi partiamo con un pick up verso il porto, con noi una signora spagnola e un gruppetto di giovani seychellois che stanno imparando ad immergersi. Dopo poco arriviamo al porto e saliamo sulla barca dove conosciamo la nostra guida: un ragazzo sui 20 anni biondo, alto e muscoloso al punto giusto insomma un figo pazzesco! Dopo qualche minuto di navigazione arriviamo al Baye Ternay marine nat. Park (in questa stagione a causa delle correnti ci si puo' immergere solo nella zona di Beau Vallon, piu' riparata), il cielo è sempre piu' cupo, i ragazzi seychellois si buttano con l'altra guida, mentre noi e la signora spagnola ci prepariamo col figo 1,2,3 via! ci buttiamo e piano piano cominciamo ad affondare, l'acqua è molto torbida, ricca di sospensione e plankton, il primo incontro è con un bellissimo pesce trombetta giallo, qui ci sono parecchi coralli, la barriera corallina è viva! ci sono molte coppie di pesci farfalla, di quelli che si nutrono solo dei polipi del corallo, ne osservo una coppia intenta a mangiare, sono bellissimi, poi nuotiamo di fianco ad un nugolo di piccoli pesci argentati che sembrano accendersi in mille riflessi argentati, avvistiamo diversi pesci angelo gialli limone con le labbra viola, sono degli apolemichthys trimaculatus endemici dell'oceano indiano occidentale, in mezzo a dei coralli corna di cervo dei bellissimi pomacentridi blu sono in stato d'agitazione come sempre, sul fondo vediamo una stella marina color crema un po' spettrale. Scendiamo sempre piu', arriviamo ai 19 metri... è pieno di fetenti medusine urticanti, una di loro si appiccica all'orecchio di Ale e prontamente la nostra guida lo libera con il getto di bolle del suo erogatore; sul fondo ci fa vedere un bellissimo nudibranco (una sorta di lumaca senza guscio) nero con macchie azzurre, puntini gialli e le sue cornine gialle, in un corallo, pomacentridi di specie diverse litigano, sembra una lite tra condomini. In un anfratto riposa un grande branco di pesci gatto marroni a strisce bianche, un groviglio di teste, code e... baffi! Cominciamo a risalire... un pesce lima, sospettoso, mi scruta dalla sua roccia: cucu'! Ale finisce l'aria prima di noi (come al solito!) e torna su, noi proseguiamo... dei pesci cardinali dal rosso traslucido e gli occhi enormi nuotano allo scoperto, strano di solito escono col buio, poi incontriamo una bellissima murena nera punteggiata di bianco fuori dalla sua tana, è tranquillissima e malgrado la mia vicinanza e i miei continui flash se ne sta' li' ferma ignorandomi; l'aria è quasi finita e dobbiamo risalire, l'ultimo scatto lo merita una grande colonia di coralli molli sarcophyton, alcuni aperti e altri chiusi, sembrano dei grandi funghi alieni.
Dopo l'immersione il tempo migliora considerevolmente percio' decidiamo, dopo pranzo (Ale ha cucinato un po' di pasta al sugo), di trascorrere il pomeriggio sulla spiaggia di Beau Vallon. Beau Vallon mi piace parecchio malgrado sia meno bella delle spiagge viste finora, si respira un bel clima vacanziero, molto diverso da quel senso di desolazione che ho provato a Praslin (e un pochino anche a la Digue), il mare è veramente calmo e, come ho gia' detto è la zona di Mahe' piu' protetta dai venti, è un piacere nuotare qui! Poi passeggiamo un po' e diamo un'occhiata agli alberghi affacciati sulla spiaggia, alcuni sono vecchi, fanno tanto anni 70/80, costeranno comunque uno sproposito, poi c'è una zona dove si radunano i locali a fare il pic nik, alcuni hanno delle macchine tamarrissime dotate di alettoni, cerchioni, musica a palla e tutto quel genere di amenita' alla fast and furious! divertente vedere come si pavoneggiano.
Dobbiamo cercare qualcuno che ci affitti l'auto per i prossimi due giorni, chiediamo a varie compagnie, ma non hanno macchine disponibili, poi chiediamo ad una sveglia receptionist di una guesthouse e in 5 minuti ci trova l'auto a 50 euro al giorno con la possibilita' di lasciarla la mattina della nostra partenza in aeroporto, ce la porteranno domattina direttamente alla nostra guesthouse e pagheremo tutto domani! Passa cosi' il nostro pomeriggio...
La sera mi cimento in una delle mie specialita': sugo con le melanzane! in realta' è la prima volta che cucino, direi con ottimi risultati. Ale addirittura mi immortala in questo momento storico!
Dopo cena stiamo in terrazza, cullati dal rumore del mare, sotto un bellissimo cielo stellato, a rompere l'idillio ci pensano, come ogni sera, le volpi volanti, litigano tra di loro e fanno un gran casino! pero' sono lo stesso adorabili, nell'umida erbetta del giardino striscia tranquilla una grande lumacona, chiamiamo Jessica e Christian (loro stanno ad Anse Soleil) e organizziamo per domani, ci vedremo alla fabbrica del the' dopo, a seconda del tempo, vedremo il da farsi, poi a nanna, oggi abbiamo fatto veramente tardi, sono le 22!

20 agosto 2010
Stamattina ci consegnano la macchina... è rosa! il tipo ci dice che siamo fortunati, ce ne sono solo 2 rosa in tutte le Seychelles! vabbe'... paghiamo e partiamo, dobbiamo andare fino alla fabbrica del the' (sulle pendici del Morne Seychellois) e li' ci incontreremo con Jessica e Christian... Ale è tesissimo non ha mai guidato a destra, suda copiosamente ed è talmente concentrato da non guardare la vita che scorre ai lati delle strade, superiamo Victoria, poi prendiamo la strada che sale e siamo in montagna! pioviggina, la vegetazione ai lati della strada è rigogliosa, non c'è in giro nessuno, dopo poco vedo le "entrate" dei vari sentieri, Kopolia, Le Morne, Sans Souci, segnalate da dei grossi cartelli in legno sul ciglio della strada.
Dopo un po' cominciamo a vedere le piantagioni di the' basse e dal verde brillante, ci siamo quasi, non resisto e parcheggiamo per scattare qualche foto, l'aria è frizzante, una signora sta raccogliendo a mano le lucide foglie di the', è da sola; risaliamo in auto e partiamo, dopo poco arriviamo alla fabbrica del the' qui ci sono gia' ad aspettarci i nostri amici che ci prendono subito in giro per il colore dell'auto! Prima di entrare diamo un'occhiata al bellissimo panorama, da quassu'si vede un tratto di costa disseminato da diverse baie, mi sorprende una stella di natale grandissima, praticamente un mini albero! Entriamo nella fabbrica, ci accompagna un' impiegata, ci spiega che alla produzione lavorano solo donne, la seguiamo nel primo stanzone dove, mediante una specie di forno essicano il the', che poi passa in una macchina che separa gli scarti dai frammenti di the', poi in un'altra stanza un rullo separa il the' piu' pregiato (leggero) da quello meno pregiato, infine viene imbustato a mano dalle signore, in effetti è molto buono ed è coltivato con metodi naturali, le macchine sono ancora quelle che portarono qui gli inglesi da Sri Lanka.
Usciamo, non prima di aver comprato un bel po' di the' nel negozio della fabbrica (costa meno qui che nei negozi) e sembra stia piovendo, in realta' è una nuvola che ha avvolto la fabbrica, siamo ricoperti da minuscole goccioline d'acqua e respiriamo umidita', sembra d'essere dentro a un immenso aerosol!
Prendiamo l'auto e scendiamo verso Kopolia, comincia a piovere sul serio. Vorremmo percorrere il sentiero, ma piove troppo cosi' decidiamo di andare sulla spiaggia del Port Launay marine national park, non molto distante da qui, attraversiamo piccoli paesi costieri, poi un grandissimo mangrovieto e dopo mezz'oretta arriviamo. La spiaggia è deliziosa, l'acqua è calma e verde smeraldo e gli alberi ombreggiano il mare in piu' punti, peccato ci abbiano costruito sopra un resort di lusso della Constance, c'è troppa gente e il tempo minaccia pioggia, percio', dopo aver scattato qualche foto, decidiamo di andare a le Jardin du roi (a sud-est,noi siamo a nord-ovest!), tanto consigliatomi da Bea. Lungo la strada costiera ammiriamo diverse belle spiagge, e dopo 50 min. arrampicandoci su di una ripida e stretta stradina, arriviamo al Jardin. Prima di visitarlo pero' ci fermiamo al ristorante: è ospitato in una casa creola, tutta in legno, dipinta di bianco, sulla veranda ci sono delle noci moscate ad essiccare e lo sguardo arriva fino ad una baia turchese con un'isoletta al centro; mangiamo benissimo (i dessert poi sono super!) non è neanche tanto caro, paghiamo sui 20 euri a testa. Sorpresa qui incontriamo la coppia di Parma Mauro e la Camilla, parliamo un po', poi loro si fermano a mangiare e noi partiamo con le visite al giardino. L'ingresso costa ben 110 rupie, ci danno in mano una fotocopia col percorso e i nomi delle varie piante, peccato siano pressoche' illeggibili, mah... per prima cosa visitiamo la casa dell'ex proprietario del giardino, al suo interno a parte qualche mobile d'epoca non c'è nulla, pero' nello spiazzo di fronte ci sono molte orchidee bellissime ,alcune bianche, altre rosse tigrate altre rosa; lungo il percorso ammiriamo dai piu' comuni fiori tropicali a quelli piu' strani, peccato non sia particolarmente curato e peccato per delle orrende gabbiette, alcune vuote, altre contenenti qualche gallina, conigli e un tristissimo pipistrello, anche qui ovviamente non puo' mancare il recinto con le tartarugone, è sempre bello vederle! Continuiamo il nostro giro e vediamo un frutto non ancora maturo del cacao, la pianta del cotone; alle Seychelles è zeppo di ogni tipo possibile di fiore, mai visti cosi' tanti e strani. Su un albero di cannella troviamo una baby phelsuma tenerissima.
A visite concluse decidiamo di andare ad Anse Takamaka, ma ci perdiamo e finiamo sulla comunque bella Baie Lazare, molto lunga e con il mare mosso. Cammino un po'per la spiaggia, mentre Ale e gli altri stanno seduti, fino ad arrivare all'estuario di un fiumiciattolo che si butta in mare, mentre penso a come superarlo gli altri mi richiamano, si va ad anse Takamaka, risaliamo in macchina e dopo due o tre curve finalmente ci arriviamo. Purtroppo il tempo ora è veramente pessimo e non riusciamo ad apprezzarla come dovrebbe, sulla battigia un signore passeggia col suo cagnolino, diverse palme sono protese verso il mare, mentre quella piu' vicina all'acqua è ormai morta e il suo tronco giace sulla sabbia bagnata, non sappiamo che fare e alla fine andiamo verso anse Soleil, dove alloggiano i nostri amici.
Dopo qualche curva su asfalto e una strada terribile sterrata, arriviamo nel parcheggio del Four Season dove sistemiamo le auto e da li' percorriamo una stradina in discesa, su di un lato la foresta e dall'altro piccole coltivazioni di banane, papaye e ananas bellissime con le loro foglie spinose striate di rosso, dopo qualche metro incontriamo un banchetto improvvisato dove una signora vende i frutti della sua terra. Poi arriviamo in spiaggia, affollata ma molto bella, è a forma di mezzaluna e piccola, sul lato piu' frequentato c'è un ristorante semplice e poco oltre una guesthouse, sul lato opposto invece grandi aberi di takamaka e dove la falce di sabbia bianca si assottiglia, viene sostituita dalle onnipresenti rocce in granito; da qui si ha una bella vista della costa di Mahe' col suo profilo montuoso, ora incappucciato da grandi nuvoloni grigi.
Il tempo è migliorato ma niente bagno (ormai ho la nausea del mare!) e mentre Ale e gli altri scherzano, io gioco per tutto il tempo con un cagnetto randagio simpaticissimo! Si fa tardi, dobbiamo tornare a Beau Vallon prima che faccia buio, senno' chi ci arriva? Salutiamo la Jessica e Chri, magari ci vediamo domani! e ripercorriamo la strada fatta oggi ma ad un certo punto ci perdiamo, chiediamo aiuto ad un solitario seychellois e grazie a lui ritroviamo la retta via, passiamo di nuovo la montagna, poi Victoria e arriviamo a Beau Vallon giusto in tempo per un superbo tramonto, ma Ale è stanco e mi spacca i maroni, vuole andare in camera... e io finisco di godermi il tramonto dalla nostra terrazza!
Per cena ci prepariamo pasta al pomodoro con olive nere e platano fritto, purtroppo la piastra non scalda bene l'olio e il platano rimane un po' moscio, ma lo divoriamo lo stesso! poi rimaniamo tranquilli nella "nostra casetta".

21 agosto 2010
Oggi è il nostro ultimo giorno alle Sey, ci svegliamo presto, il tempo è bello quindi Kopolia! Ale non ne è molto convinto... partiamo, attraversiamo Victoria, saliamo su per la strada di montagna che ormai conosciamo bene e arriviamo nel punto dove comincia il sentiero, sul ciglio della strada, cominciano i primi battibecchi tra noi, Ale non vuole parcheggiare sulla strada, ma non c'è altra soluzione e poi gli faccio notare che anche altre macchine sono parcheggiate cosi'! Alla fine cede e imbocchiamo il sentiero. Il primo tratto è molto facile ed è tracciato da pezzi di legno, camminiamo all'ombra dei grandi alberi e ogni tanto tra il fogliame scorgiamo il Morne Seychellois, poi il sentiero comincia a diventare un po' piu' difficile, bisogna superare delle rocce in granito, alcune mi sembrano dei cuscini, talmente sono ricoperte da soffice muschio, comincia la salita, la terra è un po' scivolosa ma è comunque fattibile, pero'non oso immaginare come sia qua con la pioggia, dev'essere impossibile.
Fa caldissimo, Ale dietro di me sbuffa ad ogni passo, lo guardo un po' in cagnesco, è sudato marcio, litighiamo, mi dice che sono uno s*****o che gli ho mentito dicendogli che il sentiero era pianeggiante e facile, "ovvio senno' col cavolo che venivi! goditi la natura!" gli dico; l'ultimo tratto, poco segnalato, lo facciamo in silenzio, siamo arrabbiati! andiamo un po' a caso, poi finalmente la boscaglia si apre e... spettacolo! siamo su questo piccolo sentiero: a sinistra il granito, a destra lo strapiombo e di fronte a noi il mare dalle mille sfumature e le isole del Saint Anne nat. park. Ale ha le vertigini, vuole tornare indietro, mi dice sprezzante "bè dove sono le piante carnivore?"e che ne so? ma non sono soddisfatto, non siamo ancora in cima e Bea mi aveva raccontato del grande spiazzo di granito in cima... vabbe' andiamocene... poi scorgo (non si vede e non è segnalato!) il proseguimento del sentiero quasi interamente coperto dalle felci, Ale mi aspetta giu', continuo io, faccio pochi metri e trovo una scaletta di metallo appoggiata al
granito... ecco lo spiazzo! la cima del Kopolia peak soffre di alopecia! Spira un vento umido, le montagne si ergono maestose e verdissime dietro, mentre davanti c'è il mare, è un posto bellissimo dai colori vividi e come mi ha detto Bea è l'ideale per un pic nik. Qua' e la' ci sono diversi cespugli ed è proprio qui che crescono, protette dalle piante piu' grandi, le piante carnivore del genere Nepentes, è la prima volta che le vedo in natura e rimango rapito dai loro colori (giallo, verde acido, rosso ruggine) e le loro forme un po' aliene; mentre le fotografo da tutte le angolazioni possibili, mi ricordo che si viene qui principalmente per vedere il panorama, che, da qui se possibile è ancora piu' bello!
Prima di andarmene, scatto un'ultima foto alle Nepentes e scendo, e ad Ale dico: "c'erano le piante carnivore! tie'!" Ritorniamo indietro sempre arrabbiati, io scivolo e mi sbuccio l'altro ginocchio che sfiga! un serpentello marroncino ci taglia la strada, e quando ci vede fugge via a razzo, finalmente arriviamo alla macchina, che ovviamente non ha subito alcun danno, vorrei raggiungere gli altri a Anse Soleil, ma Ale non ha voglia di guidare fino la', quindi facciamo dietro front e andiamo a oziare a Beau Vallon che oggi è veramente superba, finalmente vediamo le montagne che la sovrastano senza nuvole, l'acqua del mare è una macchia d'olio e in cielo c'è qualche nuvoletta bianca che sembra panna montata, ci buttiamo in acqua e facciamo pace.
Cominciamo ad avere fame, andiamo a mangiarci una pizza da Baobab pizzeria, direttamente sulla spiaggia, carino, molto affollato di clienti e di mosche, il servizio è lento pero' la pizza è buona e il conto onesto, mi pare sui 15 euri a testa. Belli pieni, per digerire decidiamo di passeggiare un po'... incontriamo Mauro e la Camilla (i parmigiani) e rimaniamo con loro tutto il pomeriggio, ad un certo punto la spiaggia si riempie di indiani, per loro oggi è festa e ci divertiamo ad osservarli mentre giocano e fanno il bagno come bambinoni, tra spruzzi, scherzi e urla... sono quasi tutti in mutande!
Sulla spiaggia faccio amicizia con un simpaticissimo ragazzino italiano nato da genitori seychellesi, Daniel, è in vacanza con sua mamma, sono venuti a trovare i loro parenti, parla creolo e italiano con un forte accento calabrese (è di Reggio Calabria), mi presenta pure i suoi amichetti e lui mi fa da traduttore; arriva sera, salutiamo l'allegra compagnia: Daniel, Camilla e Mauro (loro li vedremo domani in aeroporto, abbiamo lo stesso volo) e guardiamo l'ultimo tramonto seychellois, un po' malinconico a dire il vero...
In camera cuciniamo la solita pasta al sugo con le olive, mentre mangiamo arriva Evans, il gestore della guesthouse, ha organizzato una cena d'arrivederci per noi! che carino, ci sediamo gia' sazi, ma mangiamo lo stesso tutto il ben di dio che ci hanno preparato: pesce alla griglia, chutney di mango, pizza (in nostro onore!), riso; oltre a noi in tavola c'è tutto lo staff della guesthouse (Evans, Therese, i due ragazzini e un signore di cui non ricordo il nome), una famiglia francese che vive a Mauritius in vacanza qui, il cagnone e i 2 gattini! l'atmosfera è speciale, una di quelle cose che non si dimenticano...
Dopo la cena, i ragazzi dello staff giocano a domino (noi non siamo capaci) con la figlia dei francesi, facciamo un gran baccano e ci divertiamo un sacco, ma purtroppo è tardi, dobbiamo ancora fare le valige, e decidiamo di fare un regalino ai due ragazzi... le nostre maschere! durante il nostro soggiorno venivano spesso a chiedercele per fare snorkeling di fronte alla guesthouse. Salutiamo tutti e andiamo in camera facciamo le valige, poi a nanna, siamo sul punto di esplodere!

22 agosto 2010
Stamattina ci svegliamo col buio (sono le 5), per l'ultima volta ammiro il panorama dalla terrazza, poi carichiamo le valige e a sorpresa esce Evans tutto assonnato, ci saluta! ciao ciao, mi spiace molto andare via da qui, il self catering ha reso tutto molto piu'intimo.
Sulla strada per l'aeroporto piove, che novita', al check in della Qatar incontriamo Camilla e Mauro, mentre di fianco a noi, nel check della Emirates sono in coda Christian e Jessica, che salutiamo, sembra stiano partendo tutti! Dopo l'attesa in aeroporto, partiamo esattamente con lo stesso tempo dell'arrivo: nuvoloni neri in contrasto con il verde brillante delle montagne, siamo gia' in cielo e sotto di noi scorrono le Seychelles con i loro merletti azzurri, mi addormento. Mi sveglio giusto poco prima dell'atterraggio, il comandante ci ricorda che nel Qatar è vietato bere e mangiare nei luoghi pubblici (ramadan); uff eccoci di nuovo in questo orribile aeroporto! menomale che stiamo per uscire ci mettiamo in coda per prendere il visto, che costa ben 40 euro a testa, non accettano contanti ma solo carta di credito, una delle stranezze del Qatar, aspettiamo Camilla e Mauro e con loro prendiamo un taxi per andare nel nostro albergo, in un vicolo orrendo, prenotato tramite booking (il piu' economico 60 euro) non mi ricordo neanche il nome, anche loro decidono di prendere una camera di fianco alla nostra, giusto il tempo di una rinfrescata e usciamo!
Ci sono 40 gradi e un'umidita' assurda, in giro non c'è anima viva. Andiamo subito a vedere il souk dell'oro a due passi dal nostro hotel, osceno, di souk non ha niente, sono solo tanti negozi di oreficeria vicini, ci dirigiamo verso il souk Waqif, restaurato di recente. Attraversiamo la strada riarsa dal sole e sullo sfondo si vedono i grattacieli del business centre, poi finiamo in una grande piazza con aiuole, mura merlettate, arcate e una piccola moschea, tutte dipinte dello stesso colore, bianco; sulla sinistra troneggia il museo islamico,un edificio che è un mix tra la stroria e il futuro,gironzoliamo un pochino per la piazza, ma non c'è nulla è tutto chiuso, passiamo sotto a agli archi piu' grandi (nel porticato interno ci sono molti negozi indiani, chiusi) e arriviamo al souk Waqif sull'altro lato della strada. Entriamo in un vicolo stretto, dai muri chiari e levigati escono delle travi scure in legno grezzo, di lunghezza e forma diverse, qui troviamo qualche negozietto aperto che vende cianfrusaglie arabe, proseguiamo, notiamo che ci sono tanti ristoranti (thai, marocchino, libanese, cinese, iraniano) e bar tutti chiusi sembrano molto belli. Passeggiamo lungo "la via principale" del souk, gli edifici sono traforati dalle tipiche arcate arabe e le travi di legno spuntano dai muri, ogni tanto per sfuggire al caldo ci rifugiamo in qualche viettina interna, piena di botteghe chiuse, tranne quelle di frutta secca, essendo in pieno ramadan, gli arabi ricchi vengono qui a comprare sacchi enormi di frutta secca e caramelle, i garzoni delle botteghe li accompagnano alle loro auto con delle carriole stracariche.
Ritorniamo sulla via principale dove ammiriamo una bella balconata in legno. Continuiamo nel nostro girovagare, notiamo una grande entrata di un ristorante iraniano, il proprietario ci vede sulla porta e, gentilissimo, ci invita entrare per curiosare un po', l'interno è molto bello e mooolto kitch, il soffitto e le pareti sono ricoperti da specchi, come certi mausolei tipici dell'Iran, motivi arabi, tappeti e luci colorate soffuse, vorrei mangiare qui, ma è chiuso, il gestore ci dice di tornare stasera dopo le 19, uff io ho fame! Vediamo aggirarsi per il souk un tipico uomo arabo del golfo, grasso e impacciato come un grande tacchino, cammina con un'aria di superiorita'… comincia a fare veramente caldo e ci buttiamo nella zona coperta del souk, qui c'è un po' di vita, sono tutti intenti a vendere noccioline, ci sono anche profumati sacchi con le spezie e una coppia di giovani arabi, lui di bianco vestito cammina sempre davanti a lei, coperta dalla testa ai piedi di nero (ha solo una fessura per gli occhi), qui in Qatar le donne sono quasi tutte coperte cosi'.
Usciamo dal souk, prendiamo un taxi per andare in un centro commerciale nella zona della city, pensiamo, essendo un luogo "moderno" si potra' mangiare e bere! attraversiamo La Corniche, il bel vialone che costeggia la baia, con aiuole e prati all'inglese, da qui i grattacieli sembrano nascere dalle acque del mare. Dopo poco arriviamo fuori dal City Centre mall, ci circondano i grattacieli, alcuni ancora in costruzione, altri finiti, alcuni dalle forme ardite, uno sfavillio di vetrate a specchio e acciaio. Entriamo nel centro commerciale... è deserto! e i negozi sono quasi tutti chiusi, sembra la scena di qualche film apocalittico, invece... è solo il ramadan! Una signora grossa e sgargiante (scarpe di pailettes dorate, palandrana raimbow e capelli platinati) la beccano all'ultimo piano, nascosta con consorte e figlia mentre mangiano, la guardia gli intima di smettere o saranno guai e lei delusa si lamenta con noi dell'arretratezza degli arabi (è sul nostro stesso aereo); noi ci fermiamo ad un chioschetto aperto dove vendono donuts, al commesso chiedo se posso comprare e lui: "certo! pero' deve mangiarsele in albergo, in camera sua!" dopo aver pensato a vari piani per mangiare e bere, tipo chiuderci uno alla volta in bagno col cibo, decidiamo di comprare qualcosa al fornitissimo Carrefour del piano sotterraneo e torniamo in hotel, lungo la strada, dal taxi osserviamo il palazzo dell'emiro (una sorta di casa bianca mediorientale), la torre dell'orologio lasciata dagli inglesi (hanno il vizio) e, dietro, la grande moschea (brutta direi).
Arriviamo nel vicolo del nostro hotel (ci abitano solo indiani, vivono tutti assieme in case buie e affacciate a dei minuscoli cortili che usano per lavarsi tutti insieme) e chiusi in camera "pecchiamo" come si deve, poi ci addormentiamo per un po' tanto è tutto chiuso... ci svegliamo che è passato il tramonto, la vista dalla nostra finestra è molto bella: la citta' è tutta illuminata.
Ci prepariamo ad uscire e assieme a Camilla e Mauro andiamo a fare un giro ancora per il souk Waqif, la sera è veramente suggestivo, con tutte le luci accese!
Da alcuni porticati pendono lampade marocchine che proiettano luci colorate sui muri, i locali sono aperti e comincia ad esserci in giro un po' di gente, poi prendiamo una stradina del souk coperto e arriviamo al souk degli uccelli (!), ci sono molti negozi che trattano uccelli, ma non solo, anche pesci e altri animali domestici, in generale non vengono tenuti per niente bene, quelli che mi fanno piu' pena sono i gatti persiani tenuti nelle gabbie, gli uni addosso agli altri con i 40 gradi della sera… c'è un bambino arabo (gia' grassoccio!) che gioca con un pappagallo ara.
Decidiamo di tornare al centro commerciale e prima di prendere un taxi, ridiamo di fronte a una cozza gigante illuminata, troppo trash! Oggi pomeriggio non l'avevamo notata. Arrivati nel centro commerciale (tutto addobbato a festa e pieno di gente) ci fermiamo per un po' da Starbucks, c'è anche uno spettacolo "fantasia araba": mentre dei signori ballano e suonano un ragazzo molto carino offre del the' gratis agli spettatori; passiamo qui le ultime ore a Doha, gironzolando per negozi, poi torniamo in hotel, doccia, taxi per l'aeroporto e volo per l'Italia... anche per questa volta l'avventura è purtroppo finita!

CONSIDERAZIONI
Le isole sono veramente molto belle, non ci sono pericoli di nessun tipo, la popolazione è gentile ma mai invasiva, ti lasciano in pace, la natura è bellissima, credo sia il posto piu' vicino al paradiso, purtroppo e per fortuna sono isole comunque care anche facendo fai da te (noi abbiamo speso, compreso il volo piu' di 2500 euro a testa), un po' perche' importano tutto, un po' perche' ci marciano sopra; questo le rende, pero', poco frequentate, le loro spiagge sono sempre vuote o semivuote e senza orrendi ombrelloni hanno un'aspetto naturale, non credete pero' di poter oziare tutto il giorno tra una spiaggia e l'altra, per raggiungerle spesso bisogna camminare, bisogna sudarsele! Le considero molto adatte ovviamente alle coppie e ai bambini (visto il gran numero di animali bellissimi e innocui), sono da evitare se si è single in cerca di divertimento, la sera non c'è nulla da fare e la possibilita' di incontrare un altro/a single sono pari a zero!
La loro cucina è tra le piu' buone che abbia mai mangiato, esotica e speziata quel che basta ed è basata principalmente sul pesce.
Le guesthouse sono carine, piuttosto semplici e di certo non valgono i 100 euro spesi, in media, a notte con la prima colazione, malgrado non ami cucinare ho preferito la soluzione self catering che rende il soggiorno ancora piu' intimo e romantico.

PRASLIN
Questa è stata l'isola che mi ha deluso di piu' per quanto concerne i servizi, mi spiego meglio, sulla cote d'or (descritta come il posto piu' "in" di tutta l'isola, con ristoranti e strutture turistiche) mi aspettavo una piu' ampia scelta di ristoranti, che invece si contano sulle dita di una mano, la sera è buio pesto i pochi lampioni dalla flebile luce non bastano, non ci sono negozi aperti, non un lungo mare dove passeggiare, l'ho trovata desolata. L'unico posto dove rifornirsi di generi alimentari è nell'orribile bettola dell'indiano (l'unico indiano sgradevole che abbia conosciuto), che alla mattina prepara qualche spuntino messo in bella mostra nella lurida vetrinetta, ovviamente non ho mai comprato nulla che non fosse sigillato!
L'isola è facilmente girabile in autobus, non è molto grande, ci sono solo 2 linee che l'attraversano da nord a sud, la macchina è un'opzione certamente piu' comoda ma molto piu' costosa.
Da Praslin è possibile visitare anche le isole attorno a La Digue; da non perdere la vista a Curieuse e Cousin, anche la Vallee da mai è carina per una bella passeggiata tra gli unici coco de mer.
Le spiagge piu' belle si trovano sulla costa nord/orientale, Anse Lazio e Anse Georgette sono i gioielli dell'isola e tra le spiagge piu' belle di tutte le Seychelles.

LA DIGUE
L'atmosfera di quest'isola è unica! è un posto ancora a misura d'uomo, senza auto, facilmente girabile in bicicletta; consiglio di non visitarla in giornata da Praslin (molti lo fanno) ma fermarsi qualche giorno per assaporare l'atmosfera pacifica dell'isola.
Per rifornirsi di generi alimentari c'è il fornitissimo supermarket Gregoire's. Da non perdere Anse Source d'argent e le spiagge sorelle Grand anse, Petite Anse e Anse Coco.La gita a Grand Soeur, Felicitè e Ile Cocos vale tutto il viaggio!

MAHE'
Questa è stata l'isola che ho visitato meno, ma sicuramente è quella dove si possono svolgere piu' attivita' e anche la sera è piu' movimentata (per gli standard seychellesi) sopratutto nella zona di Beau Vallon che è anche al piu' servita con diversi market, ristoranti, diving centre e negozi.
Le spiagge che ho visto mi sono sembrate decisamente meno belle rispetto a quelle di Praslin e La digue forse anche a causa del mal tempo trovato qui, infatti essendo l'isola piu' grande e con le montagne piu' alte "raccoglie" con facilita' le nuvole; Beau Vallon e anse Soleil le mie preferite.
Da non perdere un sentiero sul Morne Seychellois, il piu' semplice è il Kopolia, ma ce ne sono anche altri. Non dimenticatevi di dare un'occhiata all'unica citta' di tutto l'arcipelago: la minuscola Victoria.
Per girare l'isola è indispensabile l'auto.

VITA GAY
Alle Seychelles i gay non hanno locali nei quali ritrovarsi, sebbene i seychellesi siano piuttosto tolleranti, i gay conducono una vita riservata, forse troppo, non abbiamo visto ne' conosciuto nessun ragazzo omosessuale.

DOHA
Questa citta' mi è piaciuta piu' di Dubai, l'ho trovata molto piu' araba, tradizionale e interessante rispetto alla sua sfavillante "cugina", certo come tutte le citta' del golfo non offre molto, ma se vi capita di fare uno stop over di un giorno (massimo due, non di piu') non vi annoierete.

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