L'incanto della Scozia

in viaggio con Francesco_css in Scozia

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L'incanto della Scozia

Girare queste terre è stata davvero un’esperienza straordinaria e indimenticabile: una bella avventura che mi ha fatto scoprire un modo di viaggiare fino ad allora sconosciuto, di cui mi sono innamorato subito.
Ogni sera davanti ad una splendida birra si parlava della giornata vissuta, e di quella che avremmo affrontato il giorno successivo, ridendo, scherzando, rinforzando l'amicizia che ci unisce ancora oggi.
La gente, le strade, le terre verdi e silenziose, le risate, le battute, la tenda montata alla veloce sotto l'immancabile pioggia.
E poi i castelli, il mondo delle fiabe in cui molte volte ci siamo tuffati, i giocolieri di Edinburgh, gli zampognari, i pub, la guida a sinistra, i cartelli stradali giganteschi. E ancora prati verdi su cui giocare a pallone e dare, naturalmente, spettacolo.
E di nuovo in macchina alla ricerca di un distributore di benzina, i pranzi sulle panchine di piccole città, le marmellatine a colazione, il salame, il pane.
L'attraversamento delle Highlands, con lo spettacolo dei pascoli, delle cascate, del verde, dei laghetti. Le strade lunghe e tortuose dove non incontri mai nessuno, per arrivare al castello da visitare, e poi ancora in macchina e via...
Il profumo di Dufftown, il PizzaHut, i porti di mare, il vento inesorabile, come inesorabile era la pioggerellina. Il B&B con il the delle 5 e la sua colazione da favola.
La notte nel parcheggio dell'aeroporto con il cielo di colori assurdi, ed i 7°C in pieno agosto.
La Scozia, una terra affascinante, che mi ha regalato tanti ricordi positivi e felici. Un Paese che consiglio di visitare a tutti quelli che amano viaggiare on the road a contatto con le emozioni.
Tra laghi, castelli, birre e whisky!Pioggia, vento, freddo, ma anche sole caldo. Questo è quanto abbiamo trovato da quelle parti in una strana settimana di pieno agosto. In valigia è necessario mettere la voglia di conoscere, di adeguarsi, di incontrare persone e cose.La nostra avventura è durata una settimana, poco, pochissimo, purtroppo! Siamo atterrati ad Edinburgo in un fresco pomeriggio di agosto, e in piena Edinburgh Tatoo Festival. Questa festa si svolge tutti gli anni nella capitale della Scozia e dura all’incirca tre settimane nel periodo di agosto. La strada principale di Edinburgo è la Royal Mile, costituita dalla High Street che poi diventa Castle Hill, alle porte del castello. La strada, chiusa al traffico, è animata in questo periodo da moltissimi artisti di strada, musicisti, intrattenitori, ballerini… Su questa via si possono ammirare la St.Giles Cathedral, la Signet Library, la Lady Stair's House e la Gladstone's Land. Arrivati alla Tollbooth Kirk, si entra in Castle Hill, che porta alla Old Scotch Distillery e al castello, che domina tutta la città, sia la Old Town, sia la New Town al di là del fiume. Il castello è stupendo e imperdibile, immenso e ricco di storia che traspira da tutti i muri. Ti viene consegnato un apparecchio con cuffie che ti accompagna per tutta la visita…per le specifiche sul lungo assedio premere 104…La visita del castello porta via una mezza giornata, e l’altra metà serve per passeggiare tra i palazzi e le stradine ripide della città. Dall’altra parte del fiume , su una collinetta detta Calton Hill, si erge il Duncan's Hill, il monumento dedicato al navigatore Nelson. Da qui si vede tutta la città, fino al mare, e si può fare un tranquillo picnic nel suo parco.
La sera, ore 22.30, bisogna correre a prendere il posto in Castle Hill, perché c’è la parata che parte dal castello: vi partecipano le bande di molte nazioni, delle Majorettes sgambate, e a chiudere gli scozzesi, naturalmente Kilt e cornamuse, imperdibile!!!
I dintorni di Edinburgo offrono la visita per esempio alla Melross Abbey e al Chichton Castle.
Un’altra cosa a cui non si può rinunciare è assaporare le specialità liquide della zona: la birra è fenomenale, qualsiasi birra, dalla chiara alla scura alla rossa (detta export e non red perché se no ti prendono per matto, posso assicurare) e perché no, anche il Whisky, che però ti servono in quantità lillipuziane… sigh!´!´
Per la nostra seconda tappa, vale a dire il nostro terzo giorno scozzese, siamo partiti per Stirling. Lungo la strada ci siamo fermati in una stupenda cittadina medievale, Culross, che merita sicuramente una visita, e le guide parlano di numerosi film girati in queste strade. Ripartiamo carichi di energia, perché le prossime tappe sono il castello di Stirling e il monumento nazionale a William Wallace. Questi si trovano a poca distanza tra loro, e si scrutano l’un l’altro tutto il giorno e la notte. Il castello è molto bello, e dopo la sua visita andiamo incontro alla torre di William Wallace. Alta 67 metri, questa costruzione ricorda le battaglie vinte dagli scozzesi contro gli inglesi nel 1297 e nel 1314, sotto la guida di Wallace prima e di Robert The Bruce poi. Anche se ormai è diventata una attrazione molto turistica, merita sicuramente una visita: per raggiungere la vetta serve affrontare i suoi 267 gradini di scala a chiocciola, che posso assicurare rendono ubriachi. Il gioco vale la candela, infatti la vista è spettacolare.
Il quarto giorno vede come meta finale Aberdeen, ma per strada non si può non fermarsi a visitare il Glamis Castle. Provate a immaginare una fiaba senza lupo cattivo e con un principe buono… ecco, Glamis Castle potrebbe essere la sua dimora. E’ indescrivibile!!! Il bosco che lo circonda, l’immenso prato, le storie, le leggende, i rumori notturni, il letto della Regina Madre…
Aberdeen si è presentata a noi con un forte vento, gelido, siamo infatti sulla riva del mare del nord. Da ammirare sono gli edifici in granito del City Center, e la gratuita Provost Skene’s house. La serata a Aberdeen non la dimenticheremo mai, e capita ancora oggi di riderci sopra.
Oggi ci aspetta la traversata delle Highlands, da Aberdeen a Inverness. Viaggiare per queste terre è stata un’esperienza mozzafiato. Curve e controcurve, prati verde scuro, greggi al pascolo, cascate, laghetti, freddo, pioggia, sole, gente in bicicletta, nessuno per decine di minuti, camper in manovra, nessuna pompa di benzina, terre deserte e desolate, muschi, licheni e funghi (ringrazio Diego Abatantuono in “Attila flagello di Dio” per quest’ultima frase). Durante la traversata ci fermiamo a Dufftown, piccolo paesino che si trova al centro della valle dei Glen, i famosi Scotch Whisky. Nello scendere dalla macchina abbiamo un mancamento: c’è un nuovo profumo nell’aria, anzi d’antico… profumo di Whisky!!!Provare… per credere! Vi sono diverse distillerie che offrono la possibilità di accedere al loro interno. Noi ci dirigiamo alla Glenfiddich Distillery. Una visita guidata con una signora italiana ci permette di apprendere qualche segreto sulla creazione e sulla degustazione di questa bibita. Alla fine del tutto non poteva mancare la degustazione! Allo shop compriamo qualche bottiglia, non si sa mai per il viaggio… e indugiamo davanti ad un cartellino: Schotch Whisky 50 years old £.10000 (sterline naturalmente…).
Proseguiamo per Inverness non senza salutare un simpatico gattino barcollante nel piazzale della distilleria. La prossima tappa, prima di arrivare a Inverness, è il Cawdor Castle.: è un castello ben conservato, con mobili tirati a lucido, e un vero e proprio labirinto nel suo giardino. Arriviamo a Inverness e ci dirigiamo al suo castello. Grave errore! Del castello non ci fanno vedere nulla, in compenso ci arruolano nella guardia armata della regina e in un incomprensibile scozzese ci spiegano tutto. Per fortuna riusciamo a scappare al sergente.
In un giorno cupo raggiungiamo il lago di Loch Ness, con il suo castello diroccato. Il mostro non lo vediamo, in compenso incontriamo il centro turistico dedicato a Nessie, che evitiamo e consiglio di evitare! Arriviamo poi al Eilean Donan Castle, ovvero la residenza degli Highlanders nel famoso film. E’ stupendamente posizionato sulle sponde di un laghetto, e all’interno veniamo incuriositi dagli Spy Holes: presente quando ti senti osservato dai muri o dai quadri´ Qui è proprio così!
Arriviamo a Fort Williams dove passiamo un pomeriggio tranquillo a fare spese di birre, a bere il tè delle 5 e a giocare a pallone su un prato verde in riva alla baia.
Oggi si ritorna a Edinburgh, ma a tappe. Per primo ci fermiamo a Oban, stupendo paesino con un porto medievale, ed una piccola ricostruzione del Colosseo di Roma. Partiamo per Kirchurn Castle, che ci permette di fare una bella passeggiata nel verde. Questo castello è molto diroccato, in quanto distrutto da un fulmine!!! A Callender, città di Rob Roy, alter ego scozzese del più famoso Robin Hood, spunta un timido sole, che ci permette di ammirare delle belle ragazze che suonano la cornamusa e dei simpatici vecchietti che giocano a bocce su un prato verdissimo. E’ la volta del Doune Castle, con la sua rappresentazione di cavalieri medievali.
Il cielo incupisce, e calano le ombre sulla nostra parentesi scozzese. Arriviamo a Edinburgh per un’ultima partitella a pallone a Calton Hill (fotografati da giapponesi estasiati dal nostro spettacolo), per un’ultima birra, e per un’ultima notte a 7° centigradi…

NOTIZIE UTILI
In Scozia non si parla un inglese perfetto, si parla più una specie di dialetto. Per chi conosce bene l’inglese non è così facile come sembra. Non ci sono grossi problemi, ma la differenza la si nota.
La benzina è molto cara, e i distributori più si sale verso nord più scarseggiano, soprattutto all’interno.
La guida a sinistra merita molta attenzione, soprattutto alle rotonde. A noi è capitato i primi chilometri di girare attorno alla rotonda a sud di Edinburgo per molte volte senza riuscire ad uscirne.

Scegliere cosa c’è assolutamente da non perdere è molto difficile. Quanto abbiamo visto ci ha sempre lasciato a bocca aperta e siamo sempre stati soddisfatti di tutto. Edinburgo è una città stupenda e va vissuta accanto agli artisti di strada e nei pub. Siamo nella terra dei castelli, tra tutti quello di Glamis, senza dimenticare Cawdor. La torre per William Wallace, il porto di Oban, una visita alle distillerie e il profumo di Dufftown. Gli Highlanders del Eilean Donan Castle, e il lago di Loch Ness. Tutto merita di essere visitato. Da non perdere… ah, ora mi è venuto in mente… da non perdere c’è l’addio al nubilato di una ragazza scozzese…B&B ce ne sono ovunque, li puoi prenotare dall’Italia, oppure li trovi in loco. Noi abbiamo alloggiato in una tenda, impavidi dell’acqua che spesso ci ha accompagnato. L’ultima sera, a Fort William abbiamo dormito in uno stupendo B&B, un’altra vita rispetto alla tenda, e comunque un altro costo.Avete mai sentito parlare della pietanza più famoso della Scozia´ Il nome in scozzese non lo ricordo esattamente, lo so pronunciare ma scrivere no. Ma tradotto in italiano è “frattaglie di pecora”. A voi il commento sulla gastronomia locale.
Noi, per risparmiare i pochi soldini che avevamo e che volevamo berci, ci siamo nutriti di marmellatine e cracker a colazione, pane e salame a pranzo (quest’ultimo importato dall’Italia), e di locali lussuosi come Pizza Hut, Pizza Express, McDonald, e robe varie a sera.
Il beveraggio non va discusso: birra, whisky. Punto.

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