Highlands del nord, Glasgow ed Edimburgo

in viaggio con elivr in Scozia

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Highlands del nord, Glasgow ed Edimburgo

 

 

Itinerario

Martedì 23 agosto da Bologna il volo 4307 decolla destinazione Edimburgo. Sono le 17.15 quando il Boeing 737/800 della Ryanair si alza sui cieli della città bolognese avvolta in un caldo torrido e afoso con temperatura intorno ai 40°C e le 18.45, ora locale (-1), quando una grigia e fresca Edimburgo ci accoglie. Il volo Ryanair nel suo complesso è piacevole, le hostess sono gentili e premurose, infatti, appena alzati in volo, ha inizio una lenta processione di vendita di svariati articoli come snack, bevande, profumi, alcolici, sigarette e perfino biglietti della lotteria. Anche la melodia strombazzante di fine volo che risuona all’interno dell’aereo annuncia che ancora una volta Ryanair è stata la compagnia aerea con la maggior puntualità. Con l’aeromobile ancora in fase di parcheggio, si scatena una corsa sfrenata al bagaglio a mano per indossare capi più pesanti adatti al grigiore britannico e ai 15°C che ci attendono una volta scesi in suolo scozzese.
Con velocità sbrighiamo tutta la burocrazia del caso e ritiriamo la nostra auto noleggiata preventivamente via internet; è una Ford Mondeo wagon, quella che Hertz ci mette a disposizione. Installato il nostro personale GPS Silvia e con il calare della sera inizia il nostro viaggio. Guida e cambio a sinistra non ci scoraggiano e con molta attenzione, soprattutto nelle rotonde, qualche imprecazione per il cambio a rovescio, si avvicina la nostra prima tappa PITLOCHRY, un’ora e mezzo d’auto da Edimburgo.
Arriviamo sul tardi, complice una tappa forzata per la cena in un grill e una notevole perdita di tempo alla ricerca del nostro B&B. Ad attenderci una dolce signora che con familiarità e cortesia ci assegna la nostra stanza, da istruzioni per la colazione e augura una serena notte.
La stanchezza ha il sopravvento e appena tocchiamo i nostri letti, un sonno profondo ci avvolge. La colazione che ci attende al mattino è generosa e di qualità; con molta calma e con una dolce musica in sottofondo, bacon, uova, funghi, salsiccia, toast, marmellata, caffè e latte sono serviti in una sala arredata come solo i britannici sanno fare, moquette e tappezzeria riscaldano l’atmosfera, quadri e monili vari completano l’arredo. Salutata la padrona di casa, partiamo alla volta della più piccola distilleria di whisky del paese EDRADOUR DISTILLERY. Non la visitiamo internamente, aprirà alle ore 10.00 e sono solo le 9.20, non ci va di sprecare tempo e visto il lungo viaggio che ci attende, decidiamo di ridiscendere al paese per visitare la diga sul fiume Tummel con relativa scala dei salmoni. Piove, parcheggiamo l’auto al parcheggio (pagamento) e scendiamo la strada fino alla diga (10 minuti). La cosa più originale è il laborioso sistema di vasche che permette ai salmoni di superare questi bacini in successione per andare a riprodursi nelle acque del torrente e con molta pazienza e un po’ di fortuna si possono intravederli da un punto d’osservazione (gratis). Uno spesso vetro e un contatore attestano quanti salmoni durante la stagione sono risaliti. Al nostro arrivo il contatore segnava 6004 e quando ce ne siamo andati 6005, crediamo che l’unico salmone passato lo abbia fatto furbescamente mentre scrutavamo le scure acque dietro a quel vetro.
Risaliamo in auto destinazione BLAIR CASTLE, sette chilometri a nord di Pitchlory sulla strada per Inverness. Splendido castello dal bianco candore, non è come lo aspettavamo, è tutto intonacato e il bianco contrasta in modo esagerato il verde dei splendidi giardini che lo circondano. Breve visita al suo interno e ripartenza per il LOCHNESS. Sulla strada per Inverness il cielo sembra aprirsi leggermente e non piove più. Giunti a INVERNESS, cittadina capitale delle Highlands, prendiamo la strada con direzione Lochness e in breve tempo avvistiamo e costeggiando il Loch, fino a DRUMNADROICHT (15 miglia da Inverness), villaggio posto esattamente a metà lago e da dove solo in tre chilometri si è al sito di URQUHART CASTLE. Qui è tutto turistico, pullman, parcheggi pieni, souvenir e Nessie che vediamo dappertutto tranne che nel lago ci fanno desistere e con gran voglia ripartiamo alla ricerca di posti originali e più solitari. Per la stessa via facciamo ritorno a Inverness e da lì iniziamo a salire verso il nord scozzese passando per LAIRG (97 chilometri da Inverness). Qui, lasciamo l’A836 e prendiamo l’A837, una strada con caratteristiche molto frequenti qui nelle Highlands; si tratta di una strada a una sola corsia dotata di passing place, cioè spazi distanziati tra di loro 200/300 metri, che permettono il passaggio di due auto che viaggiano in senso opposto; questo chiaramente obbliga la riduzione della velocità e l’aumento del tempo di percorrenza ma il beneficio che se ne trae vale la pena. Qui l’immaginario incontra la realtà di un paesaggio selvaggio, molto tranquillo poiché qui la popolazione ha una densità bassissima solo settanta abitanti per chilometro quadrato e la fortuna ci aiuta; a metà pomeriggio il sole illumina il cielo colorando tutto ciò che incontra, la strada a una sola corsia (sigle track roads) solca le valli passando tra i numerosi Lochs consentendo di vedere un panorama sempre vario, castelli (qui in numero minore rispetto al resto del paese), porti, villaggi, scogliere e spiagge con sabbia bianca rossa e rosa distese in un paesaggio da fine del mondo.
Arriviamo a TONGUE (560 abitanti) presso il nostro B&B alle ore 19.00. Accoglienza calorosa e stanza da sogno dotata di un super bagno con vasca idromassaggio, doccia e perfino poltrone. Ceniamo nell’unico pub del villaggio mescolati ai locali e ad altri quattro italiani quasi al termine della loro vacanza.
Il mattino dopo il sole brilla nel cielo, ci affrettiamo e consumiamo il nostro breakfast in una bella saletta con il camino. Rifocillati a dovere e salutato la nostra host partiamo alla volta del Loch Eribol. È tutto meraviglioso, ogni dieci minuti siamo fermi, fotocamera e videocamera lavorano all’impazzata, il cielo riflette il suo azzurro nei vari Lochs che troviamo lungo il tragitto e il sole ne esalta colori e profili. I cinquanta chilometri che separano Durness da Tongue sono fatti molto lentamente per le tante soste pittoresche. DURNESS è un villaggio di 350 abitanti sparso tra verdi prati e falesie battute dai venti del nord, oggi non c’è brezza e fa caldo per queste latitudini; 18°C. Spiagge di fine sabbia bianca e qualche bella baia avranno convinto anche John Lennon che qui trascorse diverse estati della sua infanzia. Nei dintorni del villaggio (1 chilometro prima) andiamo a visitare SMOO CAVE un sito molto antico preistorico, una grotta naturale scavata nella roccia e piena d’acqua. Il sentiero che scende alla grotta e quello che porta al punto d’osservazione della stessa e dell’oceano è ben segnalato e curato. Scendiamo alla grotta, una piattaforma di legno permette di vedere la cascata che cade e riempie la grotta. Un gommone e qualche sterlina, un simpatico speleologo e una ventina di minuti sono sufficienti per visitarne il suo interno tra cunicoli, sale e anfratti. Ripartiamo dopo un po’ di foto verso BALNAKEL una frazione a due chilometri ad ovest di Durness dove una magnifica baia una spiaggia grandissima un piccolo cimitero antico e una cappella in rovina sono la sede del nostro pranzo a base di sandwiches comprati nel piccolo emporio del villaggio, ma prima non possiamo non fermarci e scendere al mare nell’ennesima baia, dove l’oceano spinge le sue onde sulla battigia rosa circondata da scogliere e verdi prati. L’acqua fredda dell’oceano accarezza i nostri piedi…
Nel primo pomeriggio costeggiamo il nord delle Highlands e incominciamo la lenta discesa della costa ovest. Il primo villaggio che incontriamo è Scourie (140 abitanti), la strada è molto bella e attraversa un massiccio selvaggio solcato da profonde valli. Una quindicina di chilometri a sud di Scourie, sulla strada per Ullapool, due laghi che si riuniscono all’altezza di KYLESKU. Questi due Lochs, il Glendhu e Glencoul, una volta uniti fra di loro formano il LOCHA CHAIRN BHAIN che sfocia nel mare. Il nostro viaggio prosegue alla volta di LOCHINVER nella regione dell’Assynt; anche qui coste selvagge e romanticismo. Questo minuscolo villaggio (90 abitanti) ha un grazioso porto e diversi B&B, qualche foto di rito e per la stesa strada ritorniamo al bivio che ci immette sulla strada che scende a Ullapool dove trascorreremo la notte. Ma prima c’è del tempo, il sole ci accompagna sempre, la temperatura è piacevole il morale alto. Sulla A837 a sedici chilometri da Lochinver troviamo ARDREK CASTLE, ma in un attimo il tempo cambia, un vento violento spinge le nuvole, che facevano capolino sul vicino Ben More Assynt (Ben in gaelico vuol dire collina), scatenando un temporale breve ma di forte intensità giusto per rovinare la foto ricordo di questo rudere. Infatti, proprio un fulmine, sembra, essere stata la causa dell’incendio che porto al decadimento di questo manufatto in epoca medioevale. Certamente infastiditi, ma con grande fiducia riprendiamo il viaggio verso il Loch Broom sulle cui rive sorge il dinamico porticciolo di ULLAPOOL. Ullapool si presenta bene, case bianche si allineano sul lungomare, qualche negozietto, pub e ristorantini invitano a una sosta ristoratrice, nella piccola piazza del paese un divertente orologio fa mostra di sé. Il porto è attivo e dinamico ed è uno spettacolo assistere il ritorno serale dei pescherecci. Da qui si può anche traghettare per l’isola di Harris&Lewis. Ceniamo presso un ristorantino che dà sul lungomare, con salmone e prodotti locali e poi gustiamo uno spettacolo di giovani musicisti e ballerini che in kilt e cornamusa allietano i turisti presenti, ad accompagnare il tutto uno splendido tramonto. Raggiungiamo il nostro B&B, situato un chilometro fuori paese, che ci accoglie per la notte. Anche in questa Guesthouse, pulizia e stanze molto curate. Il giorno dopo il risveglio è ancora con il sole, l’ottima colazione servita sulla veranda davanti al lago mette le ali ai piedi. Salutiamo e ripartiamo destinazione Gairloch 90 chilometri da Ullapool. La strada costeggia una serie di Lochs il Broom, il little Broom ed Ewe. Appena dopo diciannove chilometri da Ullapool, andiamo a visitare CORRIESHALLOCH GORGE. Dal parcheggio (gratis come il sito) un sentiero scende alle gole e in cinque minuti si arriva sul temuto ponte sospeso. A dire il vero ci aspettavamo un ponte stile Indiana Jones, invece lo troviamo molto più ancorato, ma il fascino del luogo è intatto e una volta sul ponte quest’ultimo si mette pure a ondeggiare. Un cartello indica il passaggio massimo sul ponte di sei persone alla volta. Noi siamo in tre, lo attraversiamo e raggiungiamo con altri cinque minuti di cammino su sentiero una piattaforma aerea che domina le gole e una cascata di 40 metri. Un bel luogo non c’è che dire. Risaliamo al parcheggio per la stessa via dell’andata. Tantissime fotografie lungo il tragitto e innumerevoli soste per ammirare ancora una volta queste terre meravigliose dove la natura è regina sovrana. Arrivati a GAIRLOCH, troviamo un vero paese adagiato sulle rive dell’omonimo lago. Ci fermiamo per la merenda e un caffè presso il Mountain Coffe Company, un simpatico bar con libreria annessa. Simpatico locale ma sicuramente caro vista la scarsa qualità del caffè.
Il LOCH MAREE si estende per venti chilometri e anche la regina Vittoria vi soggiornò lungo le sue rive. Questo Loch lo troviamo sulla strada che scende a KINLOCHEWE punto di svolta per prendere il single track roads che tocca i seguenti villaggi TORRIDON, ANNAT e SHIELDAIG. Anche qui la natura è superba e anche se il sole gioca a nascondino con le nuvole, regala foto da cartolina. Entriamo a Shieldaig con il cielo un po’ coperto ma l’isola posta al centro della baia è superba e con un po’ di fortuna si potrebbero avvistare gruppi di focene… ma oggi non abbiamo questo. Ci rimettiamo cosi in auto verso l’ultima tappa di questa giornata, il villaggio di LOCHCARRON manco a dirlo anche questo adagiato sulle rive del lago omonimo. Arriviamo a destinazione verso le 16.00, il cielo ora è coperto con nuvole basse che coprono le cime delle montagne circostanti e il loch. Il nostro B&B è piccolo ma accogliente. La padrona di casa ci accoglie con calore e da consigli sul posto e dove poter cenare. Due belle camere (una singola e una doppia) ci attendono per la notte ma noi, certamente, vogliamo vedere ancora e cosi ci incamminiamo verso la fine del villaggio con il suo porticciolo quando inizia a piovere e un miglio dopo dobbiamo arrenderci e tornare all’auto ma con quella ci avviamo verso STORME CASTLE, un castello in rovina su un piccolo promontorio dominante la parte finale del lago. Parcheggiamo alla scozzese (un po’, dove capita), non piove più. Un cavallo solitario bruca la verdissima e bagnata erba scozzese, un cane segue e accompagna la nostra visita. Malgrado siano solo delle rovine, il luogo trasmette un certo fascino. Anche la nebbiolina, il grigio del cielo riflesso in un ancor più grigio lago dona delle foto molto affascinanti inedite. Torniamo al villaggio, ceniamo in un bel ristorantino sul lungomare. La notte passa tranquilla e la mattina pare regalare un timido sole. La colazione e come sempre ottima e il proprietario di casa risponde in modo esaudente le nostre richieste di consigli su come arrivare e lasciare l’isola di Skye. Ringraziamo e partiamo. Siamo fortunati il cielo si apre e il sole riflette nel loch tutto quello che il giorno prima non abbiamo potuto vedere; giriamo intorno al loch raccogliendo foto con tanti giochi di specchio sull’acqua. Andiamo veloci, non c’è anima viva…vogliamo essere a DONAN CASTLE nei pressi di Dornie il prima possibile per non esser invasi dalle orde di turisti scaricarti dai pullman. Questo castello è il più fotografato di Scozia grazie alla sua posizione dominante il lago e nelle quali sue acque vi si riflette. Il ponte in pietra e il castello sono stati costruiti nel XIIl secolo e posti a guardia dei pirati scandinavi. Decidiamo di non entrare ma di fotografarlo da più prospettive. Fatto! Ripartiamo verso KYLE OF LOCHALSH un piccolo borgo reso famoso più per il ponte che lo collega all’isola di Skye che per quel che offre. Cielo grigio quando entriamo nell’isola ma man mano che si avvicina il capoluogo Portree il cielo rasserena. A PORTREE la sosta serve per un giro tra le viuzze, il porto e le case tutte colorate con colori pastello, oltre all’ufficio informazioni per la prenotazione del traghetto che il giorno dopo ci servirà per tornare nel continente. Quando entriamo nella penisola di Trotternish il cielo è decisamente azzurro e il paesaggio prende forma, La costa è bellissima, una strada che segue il dolce e sinuoso terreno, alte scogliere che sprofondano nel mare, lochs circondati da dolci colline chiazzate qua e là da macchie viola dell’erica in fiore, montagne di color rosso mattone regalano un misto di dolcezza e serenità. A STAFFIN troviamo il KILT ROCK, una cascata che si getta direttamente in mare dall’alto di una falesia e poco prima (una decina di chilometri) un macigno di una cinquantina di metri visibile dalla strada diritto come un menhir. Pranziamo poco dopo Staffin presso un bazar sulla strada per proseguire il viaggio verso la punta estrema dell’isola a DUNTULM CASTLE. Il vecchio castello in rovina posto su una roccia era feudo del clan MacDonald. Riprendiamo la strada a una corsia e risaliamo la collina, dove nel suo vertice troviamo un villaggio di vecchie case scozzesi, la vista è piacevole e la visita del sito a pagamento. Iniziamo la nostra discesa sulla costa ovest dell’isola a metà pomeriggio e raggiungiamo UIG un porto da dove si può traghettare verso altre isole scozzesi e poi di nuovo su una bella strada a due corsie su e giù per le colline fino a DUNVEGAN con il suo castello. Sono le ore 17.00, deponiamo le nostre valige presso il B&B e facciamo merenda la piccolo spaccio del paese per poi incamminarci per un miglio verso il castello. Un forte vento sta soffiando portando le nuvole a chiudere il cielo, vogliamo essere al castello prima che piova…ce la facciamo ma la delusione e tanta! Stanno chiudendo il cancello d’ingresso sono le 18.00. Delusi per non essere riusciti a fotografarlo (il castello non si vede dalla strada) un po’ mestamente si torna al villaggio per cenare in uno spoglio e piccolo hotel. Il cibo non è male ma la pulizia lascia alquanto desiderare. Il nostro B&B invece ha una camera molto bella ma un bagno minuscolo cieco e spoglio, la zona colazione invece è molto più carina. Nel suo complesso questa struttura è sta la più cara e la meno performante. Il risveglio è scioccante, freddo e pioggia e questa volta sembra un giorno novembrino di pianura padana. Peccato, eravamo abituati bene al sole tiepido in zone che normalmente di sole ne vedono poco! Dopo colazione carichiamo i nostri bagagli e scendiamo velocemente al punto sud dell’isola. Il tragitto porta via quasi due ore d’auto, il nostro traghetto è alle 11.15 l’unico della domenica mattina. Piove ancora anche se con minore intensità ma il cielo plumbeo non ci regala nessun panorama, un po’ ce ne rammarichiamo e immaginiamo possibili scenari soleggiati. Non possiamo fare altro. Arriviamo al traghetto con buon anticipo non piove più ma spira vento forte. L’auto ci funge da riparo fino all’imbarco. Una mezzora di attraversata e alle 11.45 si è a MALLAIG. Consci che il tempo oggi non si rimetterà più al bello continuiamo il nostro viaggio verso FORT WILLIAM. Prima sostiamo nei pressi di GLENFINNAN, dove visitiamo la chiesa sulla punta del Loch Sheil, il Glenfinnan Monument e il Glenfinnan Station Museum, con il treno a vapore di West Highland line. Il viadotto, poco distante da qui, costruito nel 1901, e altri tratti della ferrovia fanno da sfondo a numerose scene della saga di Harry Potter. Tutto queste cose le abbiamo viste sotto una pioggia fastidiosa irrobustita dal vento. Verso metà pomeriggio giungiamo a Fort William, paesino ai piedi del Ben Nevis, che pare sia la cittadina più annaffiata di Scozia un tempo antica guarnigione e ora porta del turismo per il Lochness, non ci fermiamo e risaliamo verso nord per sostare a FORT AUGUST. Un piccolo passeggio per il villaggio; il cielo è plumbeo vogliamo un espresso ma da queste parti non sanno nemmeno cosa sia. Ci rifugiamo in alcuni negozi di souvenir. Poi ammireremo un curioso sistema di chiuse, sul canale Caledoniano, che servono per compensare il dislivello di due Loch. Ci soffermiamo un po’, ma il vento freddo ci riporta all’auto e da li torniamo sui nostri passi destinazione Glencoe ove passeremo la notte. Verso le 18 siamo a GLENCOE, villaggio sulle rive del Loch Leven. Un bellissimo tramonto tra nuvole minacciose d’acqua e un cottage ci attende. L’arredamento è semplice, legno fatto a mano, suppellettili, quadri orologi a muro costruiti dallo strano padrone di casa completano l’opera. Il B&& ci piace, forse è il migliore che abbiamo fin qui incontrato. Bella stanza da letto, una bellissima veranda dove fare colazione, un giardino un po’ confusionario ma molto british anzi scottish, uccellini che vengono a nidificare e mangiare nel giardino di casa. Un bel modo per iniziare una nuova giornata.
Il mattino presenta il solito grigio, cosi risistemato i bagagli in auto, ci mettiamo in strada. Bella è la strada che risale questa regione luogo di ritrovo degli alpinisti scozzesi. Il sole stenta a uscire, ma la fotocamera scatta emozionanti giochi di luci, con i lochs argentati, le nuvole gonfie e grigie, i verdi prati illuminati a raggi dal poco sole filtrante. Strada facendo il meteo migliora e ci dirigiamo verso il centro della Scozia entrando poco a poco nella regione dei Trossachs. La strada è ancora lunga e noi vogliamo vedere la tomba di Rob Roy a BALQUHIDDER località sperduta in mezzo alla campagna dove in un antichissimo cimitero sono sepolti Rob Roy,sua moglie e due suoi figli.Un eroe locale molto conosciuto da queste parti. Una quindicina di chilometri più a sud incontriamo CALLENDER, dove consumeremo un fugace pranzo presso le panchine di un bel parco in riva a un fiume popolato da simpatiche anatre e cigni. Le cascate di BRACKLINN FALLS si trovano a solo due chilometri da Callender e non possiamo ignorarle, cosi con una breve e bucolica passeggiata andiamo a vederle. Anche qui un ponte sospeso ben fatto ci porta sopra la gola ma stavolta le cascate sono delle cascatelle, ci aspettavamo di più…
La passeggiata comunque ha fatto effetto e aiutato la digestione e prima di giungere a Stirling abbiamo tempo per visitare atri due siti a nord della stessa cittadina. Uno è DOUNE CASTLE tra Dunblane e Callander e l’altro DUNBLANE CATHEDRAL a nord di Stirling. Doune Castle è stata roccaforte di Stuart nel XIV secolo e il torrione alto trenta metri è lì a testimoniare e ricordare quanto questo castello fortezza fosse imponente. In questo luogo sono stati girati molti film. La cattedrale di Dunblane è del XIII secolo, imponente e di stile gotico. Architettura esterna sobria, facciata ovest con portale e archi lavorati. All’interno una lunga navata e stemmi dei patrocinatori sul soffitto. Dopo le foto e video a ricordo di questi due siti ripartiamo alla volta di Stirling, una residente città a 46 km nordest di Glasgow situata al centro del triangolo semindustriale scozzese formato da Edimburgo, Glasgow. STIRLING merita una visita per il suo bellissimo castello che domina la campagna circostante e per il pittoresco quartiere intorno al castello. Siamo usciti dalle Highlands, qui i pullman di turisti non mancano, il piazzale del castello ne è pieno e le antiche stradine medievali e il corso in salita che porta al castello è un formicaio di gente e colori. Ripartiamo velocemente destinazione Glasgow, dove passeremo due notti. Al nostro arrivo nella metropoli scozzese (circa 650.000 abitanti), il senso di pace tranquillità e serenità se ne va immediatamente. Il cielo grigio, i palazzi squadrati, i monumenti neri (dal fumo e dai secoli) mettono un velo di tristezza. Cerchiamo di non pensare troppo e raggiungiamo il nostro hotel posto in una centralissima GLASGOW. Purtroppo, durante la prenotazione via internet, non siamo stati accorti e non abbiamo notato che l’hotel non ha parcheggio privato. Per fortuna, di là della strada, convenzionato con la struttura, ve né è uno comodo e sicuro (33 sterline per due notti). Sistemati i bagagli in stanza, scendiamo subito al centro cittadino per un giro di perlustrazione e una cena. Notiamo subito che è una città molto viva, piena di giovani, con tanti pub, locali, ristoranti, cinema multisala, centri commerciali e anche qualche bel monumento. La cena sarà in un ristorante-pizzeria italiano con una buona pizza, un pasto dai sapori antichi in un locale moderno e ben frequentato. Il mattino seguente il cielo nuvoloso ci risveglia, colazione in hotel e poi a caccia di monumenti, Con la luce del giorno osserviamo e fotografiamo GEORGE SQUARE, una grande piazza delimitata da imponenti edifici del XIX secolo tra cui spicca la CITY CHAMBERS in stile rinascimentale italiano. Le nostre fotografie non avranno mai l’intera piazza poiché sulla stessa e nelle vie limitrofe si sta lavorando alle riprese di un’opera cinematografica, comparse, troupe e set, sono padroni della piazza. Chiediamo lumi sul film, a quanto capiamo sembra essere un film catastrofico ambientato negli Stati Uniti dal titolo World War Z. Bandiere USA compaiono sui palazzi impattati per le riprese, registi urlano i loro ciack, elicotteri sorvolano il cielo, controfigure, auto sfasciate e tanti turisti osservano tutto questo. Dopo un po’ ci stanchiamo cosi riprendiamo la nostra visita alla città visitando PROVAND’S LORDSHIP unico edificio rimasto della città medievale, la CATTEDRALE DI SAINT MUNGO e GLASGOW CROSS l’antico centro medievale della città con l’antica torre quadrata e i resti dell’antico municipio. GLASGOW SCHOOL ART, THE LIGHTHOUSE, palazzo posto in una viuzza cittadina sede di esposizioni che offre una vista superba sulla città dall’alto della sua torre salendo i 150 gradini di una scala a chiocciola di legno. Il resto della giornata lo trascorriamo a zonzo per il centro pedonale formato da più arterie e negozi pieni di gente. La cena sarà ancora una volta in una bella taverna italiana di stile retrò, stampe raffiguranti il bel paese ai muri e accoglienza tipicamente italiana con prodotti e ingredienti provenienti dalla nostra penisola ben cucinati e serviti da personale inglese. Un ottimo espresso (l’unico che berremo in tutta la vacanza) ci porta sereni e sazi a dormire. La mattina dopo ci aspetterà un bel centro commerciale per un po’ di shopping, qualche bella chiesa, un ponte caratteristico sul fiume Clyde e la Central station in stile vittoriano conglobata nei palazzi adiacenti. In questa città c’erano molti altri siti da visitare ma noi abbiamo preferito soffermarci sui sopra elencati e camminare molto osservando particolari e vivendo la realtà cittadina.
Il pomeriggio lo passeremo visitando i dintorni di Glasgow direzione Edimburgo. Non ci va di fare l’autostrada cosi scegliamo strade secondarie che ci portano a vedere un castello nella valle del Clyde. Questo sito si trova a UDDINGSTON e si chiama BOTHWELL CASTLE. È una fortezza del 1242, molto bella con un grosso torrione in gres rosso, tutto intorno a uno green, dove è possibile fare pic-nic. Lì consumiamo i nostri panini e ripartiamo direzione LANARK per la visita di un altro castello. Strada facendo nasce un problema. Per negligenza non facciamo il pieno all’auto rischiando di restare a secco visto la scarsità di pompe presenti sul territorio e la distanza notevole tra i vari villaggi. Così, il nostro progetto originario salta, e con la paura di non trovare carburante risaliamo le dolci colline. Il navigatore satellitare e aiuti locali ci spingono ben oltre, ma finalmente un distributore all’orizzonte risana la situazione.
Un cielo carico di nubi e una strada stile Highlands priva di traffico ci accompagna fino alle porte di Edimburgo. Siamo un po’ stanchi, cosi restando in auto facciamo un giro sommario per la capitale. Verso le 17.30 siamo al nostro hotel posto in Costorphine Road, la grande arteria che collega l’aeroporto con il centro città. Un hotel che ha luogo a metà strada tra aeroporto e il centro all’altezza dello zoo di Edimburgo 5 km dal centro e ben collegato all’aeroporto (bus n°100 (AIRLINK 6 sterline andata e ritorno), e al centro cittadino con vari bus (12, 26 e 31 e 1,30 sterlina la singola corsa). Consegna dell’auto all’aeroporto e cena in centro città in un bel pub dove assaggiamo anche il temuto haggis, rumine di pecora ripieno di frattaglie dell’animale, sale, pepe cipolla e cereali. Squisito!
I tre giorni che passeremo nella capitale scozzese saranno per lo più ventosi con cieli nuvolosi e raramente il sole farà capolino, se non il pomeriggio della ripartenza per l’Italia.
EDIMBURGO si presenta molto bene, non è grandissima ma il suo efficiente trasporto pubblico porta i tanti turisti nei vari quartieri, dove si trovano anche il mare e il particolare villaggio di PORTOBELLO. Anche DEAN VILLAGE merita una visita, quindici minuti di passeggiata dalla parte centrale della città.
I principali monumenti e siti visitati di quest’affascinante città sono stati: Il Castello, Milne’s court, The writer museum, la Cattedrale di St Giles, John Knox House, Museum of Edinburgh, The people’s Story, White Horse close, Scottish Parliament House, Palace of Holyrrohouse, Museum of Scotland, Charlotte Square, il quartiere di Grassmarket, la chiesa di St John, lo stadio Nazionale per il rugby Murrayfield , Tynecastle Stadium per il calcio, il monumentale memoriale a Walter Scott e tanto altro…
Così, dopo tanto girovagare nel pomeriggio di sabato 3 settembre, prendiamo l’Airlink che ci porterà in aeroporto. Sono dodici i minuti che separano il nostro hotel dall’aeroporto, dodici minuti con il naso schiacciato al finestrino scrutando tutto quel che possiamo ancora vedere e che non abbiamo potuto visionare. Poi il bus termina la sua corsa al terminal, scaricati i nostri bagagli, ci voltiamo ancora una volta e mestamente lo sguardo si posa sul grigio palazzone con la scritta “Welcome to Edinburgh”.
Entriamo nella hall, facciamo il nostro check-in e ci portiamo nella zona partenze, dove spendiamo gli ultimi pounds. Una mezz’ora di ritardo poi il nostro volo finalmente parte. Sono le 20.15, la Scozia ci saluta nel più bel modo che potessimo immaginare regalandoci un tramonto da sogno e un arcobaleno meraviglioso che racchiude in sé tutti i nostri ricordi e momenti trascorsi in questa terra.
Arriviamo a Bologna in tarda serata sono quasi le 23.45 ore locali, ma il viaggio è ancora lungo. Sbrighiamo tutta la burocrazia aeroportuale, ritiriamo la nostra auto al parcheggio e alle ore 02.00 del mattino siamo a casa nella dolce e afosa Verona.

CONCLUSIONI
Costo complessivo del viaggio Euro 3300 (in tre adulti) complessivo di:
Volo Ryanair A/R
Noleggio auto Hertz, otto giorni complessivi di assicurazione senza franchigia.
8 Bed & Breakfast nelle Highlands.
2 hotel (Glasgow+Edimburgo) con colazione.
Traghetto Isola di Skye - Mallaig
Parcheggi, carburante, pranzi, cene, entrate nei vari siti e souvenir.
1083 miglia percorse (1742 km)
Materiale usato per supporto:
Guida Routard, Carta stradale e turistica GRAN BRETAGNA IRLANDA (Touring Club Italiano scala 1:800 000). Gps con mappe europee.

CONSIGLIO PERSONALE
A noi è piaciuto tantissimo il nord della Scozia queste terre chiamate Highlands, se siete anche voi viaggiatori cui piace la natura e non amate le folle di genti, questo è il vostro luogo. Se avete poco tempo a disposizione, non dedicate più di un giorno a Glasgow e due a Edimburgo ma salite subito al nord. Con più calma potete abbinare Highlands e città come abbiamo fatto noi. Buona Scozia a tutti.

Elia, Barbara, Micaela
Verona

 

 

Highlands nord e ovest, Glasgow, Edimburgh

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