San Pietroburgo: quattro giorni nei Palazzi degli Zar

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San Pietroburgo: quattro giorni nei Palazzi degli Zar

Abbiamo prenotato il viaggio tramite un’agenzia viaggi della zona, scegliendo una soluzione Franco Rosso.
Purtroppo, considerata la meta e le pratiche burocratiche, non abbiamo potuto optare per un viaggio Fai da Te, come facciamo abitualmente ma abbiamo deciso di appoggiarci a FrancoRosso per facilitarci un po’ le cose.
Tuttavia, la fase di prenotazione è stata ugualmente problematica. I prezzi riportati sul catalogo non vengono minimamente rispettati in quanto i prezzi del volo di linea, cambiano continuamente, ad ogni contatto con la centrale di prenotazione Franco Rosso. Inutile dire che cambiano in peggio, crescendo sempre e di continuo, man mano si ritarda con la conferma di prenotazione
Esempio: l’agenzia di Viaggio ci stilava un preventivo. Noi ci pensavamo un giorno. L’agenzia di viaggio richiamava Franco Rosso per confermare e... sorpresa sorpresa: i prezzi erano lievitati ed i voli cambiati (con orari e scali inevitabilmente peggiori).
Insomma… dopo 1000 peripezie e 1000 incazzature, riusciamo a prenotare un pacchetto Franco Rosso così composto: Volo di linea Swiss Air con scalo a Zurigo in andata e ritorno + 3 Notti in un hotel centrale a S. Pietroburgo + trasferimento da e per l’aeroporto con auto privata, e 2 escursioni (Puskin e Peterhof).
Prezzo del pacchetto, compreso pratiche per il visto: € 900,00 a testa (non ci sembra poco per 3 sole notti).

Itinerario

2 Giugno 2010
Partiamo che è ancora notte fonda. Arriviamo al PARKINGO dove abbiamo prenotato il posto auto ed, efficientissimi, ci accompagnano a Malpensa. Il volo SWISS AIR prevede scalo a Zurigo. Il primo volo è preciso e puntuale. Arriviamo a Zurigo addirittura in anticipo. Purtroppo il volo per S. Pietroburgo parte con 1 ora di ritardo. Oltretutto, l’aeroporto di Zurigo, concentra tutto il suo splendore nella zona negozi ma, in quanto a servizi essenziali, tipo posti a sedere e toilette è alquanto carente.
Sull’aereo ci forniscono il modulo da compilare da presentare con il passaporto. Arriviamo a S. Pietroburgo con 40 min. di ritardo ed inoltre, ci attende una lunga coda al controllo passaporti. Agli arrivi troviamo il nostro autista, incaricato da Franco Rosso, con un cartello con i nostri nomi. Veramente, fatichiamo leggermente ad individuarlo, considerato l’alto numero di persone con cartello presenti. Comunque lo troviamo e ci accompagna in hotel fornendoci delle prime informazioni turistiche in un inglese semplice semplice. Comprendiamo subito che il nostro hotel, Nevsky Grand, pur trovandosi in splendida posizione centrale (traversa della Nevskij Grand, tra l’Ermitage e la Chiesa del Sangue Versato) non è un gran che. E’ classificato come un 3 stelle ma non ne merita più di 2. Forse la terza è stata attribuita solo per la posizione centrale.
La nostra camera, fortunatamente, si trova proprio davanti alla Reception (così non abbiamo avuto problemi quando, inevitabilmente, si è rotto l’ascensore); tuttavia siamo subito disturbati da una tremenda puzza di vernice o altro solvente in quanto hanno appena fatto dei lavori nella camera accanto e siamo così costretti a tenere sempre la finestra aperta (notte compresa, anche se faceva freddo).
Quel giorno, il tempo a S. Pietroburgo è coperto e quindi, S. Pietroburgo, perde molto con queste condizioni meteo. Inoltre, sono già le 17 e qui, tutti i musei chiudono alle 17 (al massimo alle 18). Quel primo giorno, quindi, non possiamo visitare niente e ci accontentiamo di fare un primo giro di perlustrazione del centro ed entriamo in qualche negozio di souvenir. Ci rendiamo subito conto che i prezzi, contrariamente alle nostre aspettative, sono più alti che in Italia. Persino le classiche Matrioske hanno prezzi proibitivi. Per non parlare del cibo. Per la cena, ci salva un Subway (catena di panini, presenti in tutto il mondo, dove fanno lunghi panini proprio davanti ai Vs. occhi con ingredienti indicati da Voi). Dopo cena, siamo ovviamente stanchi essendoci svegliati alle 4 di mattina. Ci accorgiamo però che qui, nel mese di Giugno, c’è luce fino a tarda notte (le famose notti bianche russe); ma noi tiriamo le tende e dormiamo.

3 GIUGNO 2010
Verso le 8.30 di mattina ci avviamo a far colazione. Ci troviamo subito a far la fila perchè, quello schifo di hotel ha una saletta colazione piccola, sottodimensionata rispetto al numero di camere. Inoltre, il numeroso gruppo di anziani francesi presenti, alquanto maleducati, si trattengono ai tavoli a chiacchierare anche quando hanno terminato di mangiare. Per fortuna la cameriera ci arriva in soccorso e li scaccia: vecchi rinco...! Il buffet, non è niente di eccezionale e poi termina tutto: termina il latte, termina la marmellata, terminano persino le tazze... e qui non rimpiazzano niente.
Insomma: colazione leggera e poi andiamo a caccia della nostra guida che ci accompagnerà nell’escursione prenotata. La trovo alla reception: una giovane russa di circa 30 anni parlante un italiano perfetto. Davanti all’ingresso dell’hotel troviamo anche il nostro autista russo e così, tutti e 4 in auto, partiamo alla volta dei palazzi degli zar. Prima tappa è il Palazzo di Caterina I - La Grande, a Puskin (o Tsarkoe Selo che dir si voglia). Puskin si trova a circa 1 ora d’auto da S. Pietroburgo. Il palazzo è pieno di comitive, più che altro Crociere che fanno scalo. Il palazzo all’esterno è un colpo d’occhio bellissimo, esterno tutto azzurro, quasi turchese (come gli occhi di Caterina, dice la guida). Gli interni sono riccamente decorati ed impressionanti: le prime sale, tutte dorate in stile barocco; le ultime più sobrie, in stile rinascimentale. Ovviamente, per lo più, progetto di Architetti Italiani. Prima di accedere in ogni palazzo, dobbiamo obbligatoriamente indossare delle soprascarpe per non rovinare gli elaborati pavimenti in legno. Le sale sono splendide, tuttavia, non sono rimasti molti arredi. Per visitare questo palazzo, ma anche tutti i palazzi a seguire, dobbiamo obbligatoriamente mettere ai piedi delle "sovrascarpe" (mod. piscina) per non rovinare gli splendidi pavimenti in legno. Tutti questi palazzi sono stati molto “maltrattati” nel corso della seconda guerra mondiale. I restauri sono ancora molto recenti: 1980/1990 e non tutti i mobili sono stati messi in salvo. Facciamo anche una passeggiata nel grande parco, dove sono disseminati, qua e là, altri padiglioni e dove ci sono fontane e laghi. La guida ci spiega benissimo ogni dettaglio delle sale, ma senza annoiarci o dilungarsi più del dovuto. Capiamo subito, però, che non ama perdite di tempo e quindi sosta veloce al bagno e passaggio veloce nei negozi del palazzo.
Subito dopo ci spostiamo con l’auto a Pavlovsk, residenza di Paolo, figlio di Caterina II. Questo palazzo è diverso dal precedente. Le sale che si visitano sono tantissime e tutte colme di arredi e suppellettili. Forse è meno sfarzoso del precedente però, a noi, piace maggiormente. La guida Natalia ci spiega bene ogni cosa e poi ci accompagna per una passeggiata nel parco, costeggiando il fiume a lato del palazzo.
Poi torniamo a S. Pietroburgo. E’ ancora relativamente presto: sono le 15.30. Mangiamo velocemente una crepe con prosciutto e formaggio nel chiosco davanti all’hotel perchè la nostra zelante guida, non ama perdite di tempo ed, oltre a non andare in bagno, non ci ha neppure accennato ad una pausa pranzo (ed a noi sembrava maleducazione richiederla). Paghiamo con i Rubli che abbiamo cambiato con dollari in uno dei numerosi Uffici cambio/Western Union presenti proprio vicino al nostro Hotel e sulla Nevskij Prospekt (la via principale di S. Pietroburgo, con tanti locali e negozi) Attenzione: ecco il consiglio più prezioso di questo racconto: portatevi tanti dollari ed andate subito in un ufficio cambi a cambiarli in Rubli. Infatti, qua, quasi nessuno accetta carte di credito (solo negozi di un certo livello e praticamente nessun ristorante) e non accettano nemmeno i dollari (solo i bancarellai prendono qualsiasi valuta). Soprattutto se volete mangiare cibi veloci negli snack bar, vi servono assolutamente i Rubli. Attenzione: gli uffici cambi chiudono alle 20 – max 20.30 (e non aprono prima delle 9 del mattino). Dopo, per cambiare, dovete affidarvi alle casse automatiche/bancomat, con istruzioni in Russo dove, comunque, non si capisce niente. Dopo la nostra crepe veloce, andiamo a visitare la bellissima chiesa del Sangue Versato. Si tratta di una bellissima chiesa in Stile russo, con facciata tutta decorata e colorata, lambita da un pittoresco canale. Il biglietto, come per tutte le chiese, è piuttosto caro: 320 rubli, cioè 10 dollari, cioè 7 euro (qui si può pagare anche con carta di credito). All’interno, la chiesa è completamente ricoperta da suggestivi mosaici blu, raffiguranti i principali episodi del vangelo.
All’uscita, seguendo il consiglio che ci ha dato la guida Natalia, prima di lasciarci, facciamo un giro in battello prendendo una delle imbarcazioni proprio sul canale davanti alla Chiesa del Sangue Versato. Sul battello ci sono sia posti al coperto che al scoperto. Considerata la bella giornata, ci sediamo all'aperto. Col battello percorriamo sia i canali più piccoli che il fiume Neva circumnavigando l'isola con la Fortezza di Pietro e Paolo. L’esperienza in battello è splendida, un ricordo indimenticabile del viaggio: il tempo è bellissimo, fa caldo (abbiamo magliette a maniche corte) ed il giro è lungo (1 ora) e ci fornisce una visuale completa della città arrivando anche in punti, dove non arriviamo a piedi. Infatti, considerata la pozione centralissima del nostro hotel, non abbiamo bisogno di servirci di metro o di altri mezzi pubblici. Possiamo tranquillamente raggiungere i luoghi di maggior interesse turistico a piedi.
Per cena, rischiamo di rimanere a digiuno in quanto non abbiamo sufficienti Rubli e gli uffici cambio sono già chiusi. Non possiamo cenare economicamente da Subway o in qualche altro Self Service/Fast Food. Dobbiamo per forza andare in un ristorante Italo/Russo sulla Newskij (vicino a Subway ed al negozio Montblanc. Ve lo dico unicamente per farvelo evitare) che dice di accettare pagamento in dollari. Non è di certo un ristorante di lusso ma è piuttosto una taverna in stile tipico. Dopotutto vogliamo solo una semplice bistecca. Dopo una lunga attesa (come se dovessero preparare chissà che) le nostre 2 bistecche arrivano. Vediamo subito dal menù che i prezzi sono piuttosto alti ma, la sorpresa maggiore, ci arriva alla cassa, quando l’odiosa cameriera ci impone un cambio da strozzinaggio (25 rubli per un dollaro, anzichè i classici 30). Risultato: 2 bistecche, 1 acqua minerale ed 1 birra: 90 dollari (avete letto bene):
Dopo questo shock andiamo a dormire. Prima però chiamiamo a casa, come ogni sera, tenendo conto del fuso orario di 2 ore (S. Pietroburgo 2 ore avanti rispetto all’ Italia). Per telefonare, altra difficoltà tutta russa: per evitare alti costi al cellulare (che prende benissimo) abbiamo portato dall’Italia una carta telefonica New Columbus da 12 euro (Telecom. Con 3 telefonate non spendo quasi niente ed avanzo quasi tutto il credito). Queste carte sono prepagate e i costi, dall’estero, sono veramente bassi. Attenzione però: non usatela mai con il Vs. cellulare in quanto il Vs. gestore vi addebiterà dei costi aggiuntivi (uso il telefonino solo per gli SMS). Usatela invece dall’hotel; solitamente dalla Vs. camera d’albergo ma qui, non si può, bisogna chiamare obbligatoriamente, dal banco della Reception e parlare così davanti agli impiegati ed a tutte le persone che passeranno di lì in quel momento. Il costo però è ridotto: l’hotel chiede solo 10 rubli a telefonata.

4 Giugno 2010.
Questa mattina anticipiamo un po’ la colazione e così la coda c’è ma è più breve. Al buffet stesse schifezze della mattina precedente. Andiamo velocemente a cambiare i dollari in rubli e poi troviamo già la guida e l’autista che ci aspettano. Partiamo subito alla volta del palazzo di Pietro il Grande: Peterhof, affacciato sul golfo di Finlandia. Anche questo palazzo si trova a circa 1 ora di S. Pietroburgo: tuttavia la strada è più panoramica e meno trafficata. Ammiriamo subito le splendide cupole dorate ed abbaglianti del palazzo. L’interno è fantastico: un perfetto mix tra i 2 palazzi visitati ieri. Qui troviamo saloni splendidamente arredati ma anche ricchi di arredi. Il meglio, però, deve ancora venire e, precisamente, visitando i fantastici giardini con numerose fontane, canali e giochi d’acqua. Dovete sapere che, Pietro il Grande, facendo costruire questo palazzo (sempre con l’aiuto di architetti italiani, come tutti gli altri palazzi di ieri) si è ispirato a Versailles. Quindi, se conoscete Versailles, potete avere un’idea di cosa sia Peterhof.
cortesemente, ci lascia vicino all’Hermitage dove abbiamo autonomamente prenotato i biglietti via internet. Non fatelo: risparmierete facendoli sul posto tanto non c’è molta coda. Non fate biglietti della durata di 2 giorni (come noi) perchè mezza giornata vi basterà. Appena entrati nel museo, dopo aver lasciato le giacche al guardaroba (come d’obbligo in ogni palazzo, anche perchè altrimenti farebbe veramente troppo caldo) andiamo subito alla ricerca dei bagni (perchè con Natalia, in mattinata, non abbiamo fatto la sosta) e poi andiamo subito alla bella caffetteria dell’Ermitage a mangiare qualcosa. Qui acquistiamo un panino, una specie di calzone al formaggio e scegliamo 2 dolci tra i numerosi presenti. La pausa è piacevole ai tavolini del caffè; i prezzi medio/alti come sempre qui. Poi iniziamo la visita dell’Ermitage. Noi siamo maggiormente interessati alla parte del Museo denonimata “Palazzo d’Inverno” residenza ufficiale di tutti gli Zar. Purtroppo, capiamo subito che la divisione tra la parte “Palazzo d’Inverno” e la parte esposizioni dell’Hermitage non è netta. Comunque, possiamo dirVi che gli stupefacenti saloni del Palazzo d’inverno (Winter Palace) si trovano al secondo piano dell’Hermitage (quindi il piano intermedio). Non perdete tempo, come noi, a cercarli al primo oppure al terzo piano dove ci sono solo pinacoteche ed altri tipi di esposizioni, che a noi poco interessano). I saloni sono veramente grandiosi. La nostra sala preferita è la “Sala del Padiglione” (tutta bianca ed oro con un enorme Orologio-pavone dorato al centro). Stanchi, usciamo dal palazzo e torniamo in hotel per riposarci un pochino. Per fortuna la puzza di solvente è sparita al secondo giorno (non senza esserci lamentati in inglese presso la Reception). A proposito della lingua: possiamo dire che ce la siamo cavata parlando in inglese. Non tutti i russi lo conoscono: i più giovani sono quasi tutti in grado di farlo e, comunque, quasi tutti i negozianti oppure il personale addetto alle biglietterie lo capiscono ed anche noi riusciamo a comprenderli abbastanza bene. Per cena, abbiamo nuovamente disponibilità di rubli e quindi possiamo tranquillamente tornare a farci un paninone da Subway. Dopo cena visitiamo i negozi di un centro commerciale giallo sulla Newskij ma non troviamo niente d’interessante. I souvenir più belli e più a buon mercato, si trovano in un negozietto sul canale della chiesa del Sangue versato, subito dopo il Fast food con le insegne della Pepsi. Purtroppo qui accettano solo rubli.

5 Giugno 2010
Anticipiamo ancora un po’ l’ora di colazione e, questa volta, troviamo subito un tavolo libero. Al buffet sempre stesse cose; anzi, oggi sono finite anche le marmellate! In compenso riesco a trovare una tazza dove mettere il mio caffèlatte. Il nostro autista verrà a prenderci alle 12 per portarci in aeroporto. Abbiamo, quindi, quasi tutta la mattinata per visitare qualcosa. Seguendo quindi il consiglio della nostra Guida Mondadori (sempre la migliore) e di Natalia, decidiamo di visitare la Cattedrale di S. Isacco. La passeggiata fino alla Piazza S. Isacco non è lunghissima e piuttosto piacevole in quanto si costeggia un canale. La chiesa e la cassa (in russo cassa si scrive KACCA) aprono alle 9.30. Il prezzo per tutte le chiese è sempre uguale (320 rubli) e si può pagare con carta di credito. La chiesa è bellissima, interamente affrescata ed ogni dipinto possiede elaborate bordure dorate. A differenza della Chiesa del Sangue Versato non ci troviamo in una chiesa in stile russo ma si tratta di una cattedrale in stile Europeo, con tanto di cupola.
Torniamo poi lentamente verso l’hotel facendo un’ultima tappa al nostro negozio di Souvenir preferito per finire gli ultimi rubli. Alle 11.30 liberiamo la camera ed, all’esterno, ci aspetta già il nostro autista (sempre lo stesso) per portarci all’aeroporto "Pulkovo" di S. Pietroburgo. L’aeroporto è piccolo quindi non è per niente difficile orientarsi. Le pratiche burocratiche sono abbastanza veloci, anche se i controlli al Metal Detector sono scrupolosissimi. Pranziamo in un locale stile vecchia America (hamburger ovviamente) terminando proprio tutti, ma tutti i rubli e ovviamente facendo bene i conti per non sforare.
Il ritorno è preciso e puntuale. Sull’aereo Swiss Air, pasti decenti (meglio in andata che al ritorno) e non manca il classico cioccolatino svizzero in omaggio. Anche a Zurigo lo scalo è veloce e fluido ed arriviamo puntuali a Malpensa dove telefoniamo a Parkingo per richiedere la navetta.
A conclusione, possiamo dire che l’esperienza è stata senz’altro positiva. Per noi, appassionati di Castelli ed antiche Residenze, S. Pietroburgo è una manna dal cielo. Oltretutto, abbiamo trovato sempre un bellissimo tempo, al di là delle nostre aspettative. Siamo stanchissimi però, in quanto in 4 soli giorni abbiamo cercato di vedere il più possibile. Per fortuna, il giorno successivo è domenica e possiamo riposare prima di tornare lunedì al lavoro, con il solito tran-tran.

COSTI
Pacchetto Franco Rosso comprendente:
Volo, 3 notti hotel in trattamento B/b, trasferimento dall’aeroporto a Hotel e n. 2 escursioni con guida privata: Euro 1000,00 a testa.
Rimangono esclusi:
i pasti: Circa 700 rubli per pranzo o cena per 2 persone – Bar o Fast Food (23 dollari, 16 euro)
Entrata Hermitage e Chiese (300/400 rubli a testa pari a 10/15 dollari a testa)
Giro in battello: durata 1 ora, 500 rubli.
Souvenir: Es. Matrioske da 5 pezzi 900/1000 rubli pari 30/35 dollari – 20/25 euro).
DANI E MAX

Una visita breve ma intensa, rievocando i fasti di un grande impero

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