Sempre magnifica: Praga!

in viaggio con Mirko Elia in Repubblica Ceca

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Sempre magnifica: Praga!

Questa non vuole essere una guida turistica di Praga, è soltanto un frammento delle mie sensazioni e delle mie emozioni ricordando la mia visita alla capitale ceca.
Non è semplice descrivere Praga a chi non c’è mai stato. Ovviamente potrei sempre parlare del Ponte Carlo, dell’Orologio astronomico, del Cimitero ebraico, delle mille bellezze di quella Praga d’oro che costituisce oramai il cliché tipico delle guide turistiche, certamente sincere, quando decantano le bellezze della città vltavina, ma inefficaci a descrivere quella che, a mio parere, è la vera anima di Praga. E’ un’anima che io ho trovato assai più spesso allontanandomi dalle strade più invase dai turisti, perdendomi senza una meta nei vicoli e nelle stradine di Mala Strana e di Hradcany, trovandomi, senza sapere come, in angusti e tortuosi passaggi che, iniziando in un cortile di un qualche palazzo, sboccavano infine in tutt’altra strada.
E nel mentre di questi miei pellegrinaggi, mi sentivo a un tempo inevitabilmente attratto e respinto da quei muri antichi, fumosi, che a volte sembravano addossarsi a me fino a schiacciarmi, per poi improvvisamente farmi tornare a respirare in una qualche piazza o in un lussureggiante giardino fiorito. E allora mi tornava in mente Kafka, che vedeva Praga come una mammina provvista d’artigli, che ti attrae, ti tiene a sé, ti terrorizza. Tu provi a sfuggirle, e magari ci riesci, ma poi è troppo forte la sua malia, la sua nostalgia, devi tornare da lei, benché tu sappia che quel gioco d’amore e di fughe si ripeterà all’infinito.
Il camminare nelle strade di Praga, soprattutto di notte, quando le mille luci rendono il paesaggio assai più suggestivo, è un’esperienza che ti cambia. Si potrebbe pensare che io esageri. E allora prova, subito dopo la tua ultima Staropramen in un fumoso locale, ad andartene a zonzo senza una meta, senza pensare a niente, imbocca magari il Ponte Carlo, le cui pietre trasudano storia, o inerpicati su per qualche viuzza che porta al Castello, magari fermandoti di tanto in tanto ad ammirare Praga da lassù, ad osservare quei mille occhi che guardano verso di te, e che brillano nella Moldava. Allora una strana sensazione ti pervade. E’ allora che Praga s’impadronisce di te, ti ghermisce con il suo splendore e con la sua civetteria, e ti entra dentro in modo ormai indelebile. E’ allora che ti dimentichi dei muri sghembi che sembrino crollarti addosso, del lugubre gracchiare dei corvi al cimitero ebraico, del senso di smarrimento e di malinconia, degli interminabili, grigi vialoni di periferia che hai percorso prima di giungere là, e tuttavia è sempre allora che capisci che anche di queste cose non potrai più fare a meno, perché il sortilegio di Praga le comprende tutte, e non riesci a distinguere quale delle due sia la sua vera anima. E la mattina, quando ti svegli, dal sedicesimo piano del tuo casermone in periferia, in puro stile sovietico, vedi un cielo di un azzurro intensissimo, quale forse non hai mai visto, e ti convinci di aver perso la tua sfida con Praga, ma poi non te ne dispiace più di tanto.
Per cui mi sento di citare Angelo Maria Ripellino, che consiglia “non andarvi se cerchi una felicità senza nuvole. Ghermisce ed arde coi suoi furbi sguardi ed infatua gli incauti che siano entrati nel cerchio delle sue mura.”.
Ed è proprio così, parola di incauto…L’eterno imbarazzo di descrivere la "città d’oro": bisogna andarci!Penso sia impossibile proporre un itinerario ben preciso. Il modo migliore di scoprire Praga è quello di girare a piedi per la città vecchia (Stare Mesto) e per la città piccola (Mala Strana). Ogni scorcio che vedrete vi dirà qualcosa. Tuttavia, mi piace segnalare alcuni posti di cui conservo un ricordo particolare.
*** Innanzi tutto il Ponte Carlo. Se riuscite, andateci quando non c’è nessuno, all’alba o di notte, è uno spettacolo meraviglioso, e le statue sembrano animarsi d’incanto, a farvi compagnia. Se ci andate con la persona amata, non dimenticate di scambiarvi un bel bacio sul Ponte, così come vuole la tradizione praghese!
*** Il muro di Lennon. A dire il vero non so se abbia ancora adesso le fattezze di quando ci sono stato io, dal momento che è in continuo cambiamento, però allora era davvero suggestivo. Si tratta di un tratto di muro su cui i graffitari praghesi e non hanno impresso le loro emozioni e il loro pensiero sotto forma di scritte e disegni che, prendendo come tema la vita e l’opera del grande John, vogliono essere un inno alla libertà. Se non ricordo male si trova vicino ad un’ambasciata (francese?), e comunque ci si passa per scendere sull’isoletta di Kampa.
*** Il cimitero ebraico. Davvero poco ciò che resta del quartiere ebraico di Praga, e tra queste poche cose vi è il cimitero ebraico. Molto intensa l’emozione che si prova nel ritrovarsi tra queste pietre disposte a strati l’una sull’altra, davvero toccante il silenzio di morte che vi regna, interrotto solo di tanto in tanto dal gracchiare di qualche corvo. Silenzio di morte, ma che ti consente di fermarti per un po’ solo coi tuoi pensieri.
*** Staromestske Namesti, per intenderci la Piazza della Città Vecchia, quella dove si trova l’orologio astronomico. Giratevela tutta, guardatevi le bancarelle che la affollano, gustatevi lo spettacolo dell’orologio, ma state attenti: quando voi siete con la testa all’insù, qualcuno che già ha visto lo spettacolo potrebbe essere interessato al vostro portafoglio! Molto carine le vie che si dipartono dalla piazza, avventuratevici pure, non c’è rischio di perdervi. Al massimo, vi capiterà di entrare in un portone o in un cortile, e uscire in un’altra strada di Mala Strana. Il centro storico è pieno di questi passaggi, che solo i praghesi DOC conoscono.
*** Il castello. Non si può non visitarlo, anche se, secondo me, lo spettacolo migliore è offerto dal panorama che si gode da lassù, mentre percorri le incantevoli stradine, o soprattutto dal Belvedere. Praga si offre ai tuoi occhi in tutta la sua sfavillante bellezza. Anche qui consiglio la sera come momento ideale per una visita (anche se solo di giorno si può accedere all’interno, per cui meglio fare sia giorno sia di sera!).
*** Dalla zona del Castello non ci si può allontanare senza aver dato un’occhiata al Vicolo d’oro (Zlata Ulicka), con le sue basse e coloratissime casette, che sembrano uscite da un libro di fiabe per bambini, e che invece, secondo la leggenda, hanno ospitato, ai tempi di Rodolfo II, gli alchimisti incaricati dall’Imperatore di trasformare il piombo in oro, i quali a volte pagavano con la vita il loro insuccesso, o la loro cialtroneria, giacché l’ombroso sovrano li gettava in pasto alle fiere dell’attiguo Fossato dei Cervi. Al n. 22 per un certo periodo soggiornarono la tristezza e l’inquietudine di Franz Kafka.
*** Molto belli i parchi di cui Praga è ricca. Tra i tanti, il Parco di Petrin merita una citazione. E’piacevole immergersi nella folta vegetazione, e dai punti più in alto si gode di un bellissimo panorama. In questo parco c’è una bella riproduzione in miniatura della Tour Eiffel.
*** Mi piace segnalare un caratteristico negozietto di marionette (uno dei “prodotti” tipici di Praga), che si trova, se non sbaglio, in una traversa della Parizska, importante viale che s’imbocca da Piazza della Città Vecchia. Il proprietario è un simpatico ragazzo ceco che parla un buon italiano, il quale vi sommergerà di storie e di leggende relative alle marionette praghesi, nel tentativo di farvene comprare una. Io poi non l’ho comprata, ma vi assicuro che ce ne sono di molto belle.
*** Per quanto riguarda i dintorni, potete fare una puntatina a Karlstein, imponente castello medievale posto in cima ad una collina che domina l’omonimo paese, raggiungibile a piedi non senza alcune difficoltà, leggi caldo soffocante e salita abbastanza irta! Tutto sommato piacevole, ma, se ne avete la possibilità, arrivate sino a Terezin. Questa cittadina, ad una cinquantina di km da Praga, ospita il lager nazista omonimo (in tedesco Theresienstadt). Il lager è tristemente noto per essere stato la sede di un inquietante film-documentario realizzato dai nazisti a beneficio della Croce Rossa internazionale, per convincere il mondo che, in realtà, erano dei benefattori, giacché offrivano agli ebrei nient’altro che una rilassante vacanza. Era il “lager dei bambini”, ed una visita alle sue tristi strutture fa certamente riflettere…
Per il resto, c’è ancora tanto da vedere… scopritelo voi!Io alloggiavo presso l’Hotel Kristal, Jose Martiho 2/407, Praha 6. Si tratta di una costruzione alquanto imponente situata nella periferia della città, a circa otto chilometri dall’aeroporto, lungo la Evropska, strada di grande traffico che unisce la città all’aeroporto di Ruzyne. I collegamenti con i mezzi pubblici sono assicurati dalla metropolitana linea A e dai tram numero 20 o 26 che fermano nelle vicinanze (almeno all’epoca!). La stanza era non molto grande, con un arredamento molto spartano, però ad onor del vero pulita. Il bagno necessitava, per la sua strettezza, di contorsioni non indifferenti, ma tutto sommato anche questo era pulito. L’hotel dispone di un ristorante, bar, telefoni e una sala congressi.
Nel complesso non male, però credo che sia preferibile cercare un albergo più centrale, per non sprecare molto tempo in trasferimenti, anche se personalmente non mi dispiacevano, dal momento che mi consentivano di immergermi per un po’ nella “vera” Praga, quella delle periferie, della gente vera.
Un ulteriore consiglio che mi permetto di dare è quello di alloggiare in appartamento. Basta recarsi alla stazione centrale (Hlavni Nadrazi) e sicuramente si trova qualcuno che viene a proporti il suo appartamento in affitto per un prezzo sicuramente conveniente. Fatti mostrare le foto, negozia il prezzo… Risultato: hai la completa autonomia e ci risparmi anche rispetto all’albergo. Assicuratevi ovviamente che l’appartamento non sia in Slovacchia!Qui credo proprio che non sarò di molto aiuto, perché non sono molti i ristoranti in cui ho mangiato, però ci provo ugualmente. Innanzi tutto sconsiglio vivamente di mangiare in albergo. Conservo ancora impresse nella memoria le inquietanti immagini di enormi pentoloni colmi d’improbabili brodaglie, in cui nuotavano tristemente solitari pezzetti di carne, nonché il sapore di cotolette il cui gusto mi ha fatto pensare che fosse meglio non chiedere che animale era. Comunque è un’esperienza personale, può darsi che siate più fortunati.
Quando si è in giro meglio risparmiare tempo e soldi e puntare sul classico panino in Piazza Venceslao (Vaclavske Namesti). Per poche corone ti servono un panino con formaggio fritto e maionese davvero letale per chi ci tiene alla linea, ma buono per assorbire tutta la birra che avrete bevuto, e poi c’è più soddisfazione che con un brodino.
Ricordo di aver mangiato a Praga una buona pizza (l’italiano all’estero ogni tanto emerge anche contro la tua volontà), e precisamente al “Rugantino”. Il locale è molto carino e mooolto affollato, e si trova in una qualche via attorno alla Piazza della Città Vecchia (se chiedete in giro ve la indicano sicuramente).
Lasciate perdere i fantomatici ristoranti italiani che d’italiano hanno soltanto il nome, e provate invece qualche simpatico ristorantino che si trova nei cortili dei palazzi di Mala Strana. Ne trovai uno molto carino in cui mi abbuffai spendendo davvero poco. Non mi chiedete il nome perché forse non ce l’aveva nemmeno, in quanto non aveva insegna sulla strada, e lo trovai solo per caso entrando in un silenzioso cortile.
Un suggerimento: cercate sempre di pagare con i soldi esatti: i cechi hanno un rapporto particolarmente difficile con i resti.

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