L'arcipelago delle Azzorre

in viaggio con Guido Siniscalchi in Portogallo

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L'arcipelago delle Azzorre

Al largo delle coste del Portogallo un piccolo arcipelago: un paradiso regalatoci dal fondo dell'OceanoLe Azzorre sono bellissime!
Si tratta di isole verdissime, piene di vegetazione (bellissimi i giardini e i parchi), campi coltivati (mais, banane ecc.) e pascoli. Infatti, si vedono ovunque mucche che pascolano liberamente in prati bordati di ortensie.
È' meglio chiarire però che le Azzorre non sono isole dove, come alle Baleari o alle Canarie, si va in spiaggia a prendere il sole e a fare i bagni in mare. In realtà le spiagge sono pochissime e l'oceano non è poi così adatto ai bagni, anche se non è particolarmente freddo. I bagni si possono fare in piccole piscine naturali attrezzate con scalette per immergersi tranquillamente.
Alle Azzorre si va per le bellezze naturali: i boschi, i grandi crateri dei vulcani estinti, la vegetazione lussureggiante e curatissima, specie nei giardini, i laghi vulcanici, le colate di lava nera, le coste alte e dirupate con dei panorami straordinari che si ammirano dai miradouro, zone coltivate e zone naturali e percorrendo strade bordate da chilometri di ortensie. Insomma una natura meravigliosa ma non selvaggia.
D'altra parte, poiché fin dal '400 le Azzorre sono state un fondamentale punto di passaggio per i viaggi transoceanici, vi si trovano cittadine, paesi e villaggi con monumenti, musei, palazzi e chiese di grande pregio e bellezza. La città di Angra do Heroismo, sull'isola di Terceira è stata dichiarata Patrimonio mondiale dall'UNESCO.
Visitando le varie isole (io ne ho viste 5, S.Miguel, Faial, Pico, S.Jorge e Terceira), pur così lontane, ci si sente da una parte un po' a casa, infatti nei centri principali ci sono tutti i servizi necessari, banche, negozi ecc., ma appena si comincia ad uscirne, ci si immerge immediatamente in un mondo naturale, incontrando poca gente, se non nessuno per chilometri.
D'altra parte, poiché fin dal '400 le Azzorre sono state un fondamentale punto di passaggio per i viaggi transoceanici, vi si trovano cittadine, paesi e villaggi con monumenti, musei, palazzi e chiese di grande pregio e bellezza. La città di Angra do Heroismo, sull'isola di Terceira è stata dichiarata Patrimonio mondiale dall'UNESCO.
Come itinerario consiglio di cominciare da S.Miguel, che è la più orientale e vicina all'Europa e ben collegata al continente. E' l'isola principale e il suo capoluogo Ponta Delgada è la città più grande delle Azzorre, circa 25.000 ab. Alloggio al resid America, in centro e abbastanza accettabile ( non particolarmente simpatici, ma ok). Sconsiglio i ristoranti: Bom apetite e Confraria, niente di terribile, ma rispetto agli altri lasciamoli stare.
A S.Miguel consiglio: i due laghi Verde e Blu che sono incantevoli e che si trovano nella zona ovest, dove si può trascorrere una bella giornata di riposo e relax in riva ai laghi. (per il resto la costa da quella parte non è gran che); nella zona centrale Furnas (raggiungibile in bus da Ponta D.), con le fumarole e il Parco Terra Nostra, eccezionale giardino botanico (felci arboree alte alcuni metri) con possibilità di bagno in acqua termale a 31° in una grande vasca all'aperto (attenzione che l'acqua è naturalmente giallastra e macchia i costumi da bagno); splendida tutta la costa nord-orientale (a Gorreana vi sono le coltivazioni di Tè, uniche in Europa) scendendo poi a sud. Fantastico il Lagoa do Foco, vicino a P.D.
Seconda tappa (in aereo) a Faial, l'isola dei faggi, il cui capoluogo Horta è un importante porto di transito di appassionati, fortunati e beati loro, navigatori e diportisti. Molto particolari gli innumerevoli "murales" lungo le banchine del porto eseguiti dai navigatori. Locale di fama internazionale (e un po' turisticizzato) è il Peter Café Sport, punto di ritrovo di chi naviga per l'Atlantico. Al piano superiore c'è un piccolo museo di scriamshaw, cioè di intaglio artistico di denti e ossa di capodoglio e balena. Infatti le Azzorre furono per lungo tempo isole baleniere (specie Faial e Pico), fortunatamente ora le balene sono solo oggetto di osservazione con escursioni su gommone organizzate dalle varie agenzie.
A Horta si trova anche un importante centro di osservazione meteorologica (ricordate il famoso anticiclone delle Azzorre?). Inoltre l'isola è stata un punto di sosta per i primi voli transatlantici. A Horta c'è la famosa baia di Porto Pim, luogo storico dei balenieri, dove ora si fa il bagno e si prende il sole.
La visita dell'isola permette di scoprire la meravigliosa Caldeira del vulcano, cioè il cratere, tutto circondato di ortensie e che è possibile percorrere circolarmente a piedi (è un po' lunga, ma ne vale la pena, che panorami!). Nella parte occidentale si trova il Capelinho, un piccolo vulcano dal paesaggio lunare che è collegato all'isola dopo un'eruzione di alcuni decenni fa.
Da Horta si ammira l'isola di Pico, con la mole del fantastico cono vulcanico del Pico che si erge direttamente dal mare per 2300m circa. Mozzafiato.
Terza tappa Pico, che si raggiunge in battello da Horta facilmente e in brevissimo tempo. Si giunge a Madalena, piccolo semplice paese, ma personalmente l'ho trovato delizioso. Alloggio in casa privata (tel.9950365, gentili, ti vengono a prendere in pick-up al porto), appena appena fuori, ma con una visione del Pico eccezionale. Tutt'intorno orti e giardini (con gigantesche piante grasse) e anche piccoli vigneti bassi bassi, circondati da muretti di pietra lavica nera, che serve per mantenere costante la temperatura. A Pico, oltre alla salita sul vulcano, che comunque è impegnativa (io non l'ho fatta, ad essere sincero, ma è possibile salire almeno un po'), in auto si può percorre la dorsale centrale ricca di laghetti, conetti vulcanici e pascoli; in alcuni punti si vede il mare sia a destra che a sinistra. Si arriva poi fino alla punta orientale dove si trova un piccolo abitato sparso e un faro. Un altro itinerario è il giro dell'isola lungo la costa: alle Azzorre le coste sono generalmente alte e scoscese, quindi le strade costiere sono in alto, e via via ci sono delle stradine che portano giù ai piccoli borghi sul mare, stradine strette e tortuose ma spettacolari. Altro centro importante è Lajes, dove c'è un piccolo museo sulla tradizione baleniera, un po' triste ma comunque interessante.
Quarta tappa S.Jorge, l'isola più solitaria e più naturale fra quelle che ho visitato. Si raggiunge da Pico in battello in circa tre ore. Il capoluogo è Velas, piccolissima cittadina, in una piccola lingua di terra sul mare. Alloggio al resid. Neto, semplice a decoroso, subito vicino al porto. Anche in questo caso la visita in auto lungo l'isola permette di scoprire luoghi bellissimi e di ammirare panorami fantastici, con il Pico a pochi chilometri a Sud e le isole di Terceira e Graciosa a Nord.
Buono il formaggi piccante tipico.
Come ultima tappa (aereo) Terceira, con il suo caopoluogo Angra do Heroismo, antica città ricca di monumenti, in cui si trova lo splendido e curatissimo il giardino pubblico; l'isola è da girare liberamente per scoprire le sue bellezze naturali. Biscoitos, con la sua colata di lava nera che arriva al mare formando una scogliera "infernale", è molto particolare.
Il ritorno sul continente è un po' triste, e anche se una sosta a Lisbona fa sempre bene, le Azzorre ti rimarranno sempre negli occhi e nel cuore!Per dormire io ho alloggiato sia in hotel, che in case private che in residencial (semplici alberghi). Gli hotel si possono evitare, sono anche belli, ma non conviene spendere di più per niente dato che le alternative sono più che accettabili.
Personalmente consiglio le case private, che costano per una doppia circa 40/50 mila lire o i residencial, sulle 70/80 mila per una doppia + prima colazione. Non c'è grossa difficoltà per trovare alloggio e non è quindi necessario prenotare dall'Italia. Gli uffici turistici forniscono le informazioni, danno recapiti o prenotano direttamente. Naturalmente è meglio prenotare in anticipo da un'isola all'altra.Per mangiare: la cucina è molto buona e varia, si mangia sia pesce, buono l'espadarte (pescespada) sia carne. I ristoranti non sono cari e ce la si può cavare con circa 15/18 mila lire per un pasto completo, mangiando bene, abbondantemente ( tranne che a S.Miguel dove le porzioni sono più contenute) e con soddisfazione.
Buono il vino bianco di Pico.Per visitare le isole è necessario affittare un'automobile: su ogni isola vi sono numerosi autonoleggi (Herz, Avis o anche locali), non è quindi indispensabile prenotare dall'Italia; è consigliabile però, appena giunti sull'isola, fissare l'auto per i giorni seguenti. Generalmente vi è buona e ampia disponibilità di modelli tra cui scegliere; per un'auto medio-piccola tra noleggio e benzina si spendono circa 90.000/100.000 lire al giorno. Le isole son abbastanza piccole e con l'auto a noleggio, si possono visitare in uno o due giorni, abbastanza bene. Solo le isole di Pico e S.Miguel son abbastanza grandi ed è meglio visitarle in almeno due giorni. I mezzi pubblici a S. Miguel sono abbastanza efficienti, nelle altre isole decisamente meno.
Le strade sono di varia qualità, asfaltate le principali e non asfaltate quelle interne, ma comunque abbastanza tranquillamente percorribili (ma non mancano buche e rattoppi).I locali vanno come matti su dei modernissimi pick-up, altri invece molto tranquillamente su piccoli e scassatissimi trabiccoli a tre ruote, indossando sempre il casco. Date le dimensioni delle isole ci si orienta sempre bene, ed è molto bello lasciarsi andare a percorrere le strade un po' a caso, liberamente, tanto non ci si perde. Il traffico, tranne vicino ai centri più importanti dove è un pochino più intenso, generalmente è molto scarso e all'interno è veramente minimo. Ci si può fermare dove si vuole, ammirare panorami, passeggiare o stendersi a riposare nei prati o nei boschi.

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