La Polonia verso l'Occidente

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La Polonia verso l'Occidente

Viaggio più sociale che turistico in una Polonia in cerca di una nuova identitàPROLOGO, Riflessioni di una notte
12 Febbraio 2001
Ho appena finito di leggere un libro di Hesse "Knulp, storia di un vagabondo" per colpa di un caffe' macchiato che non avrei dovuto bere questa sera al bar. Sono le tre di notte. Il libro non l'ho scelto, me l'ha passato un'amica e questo mi fa pensare che forse il destino esiste. Oggi, grazie a lei, a Hesse e al suo libro, e' cominciato il mio viaggio.
E' cominciato leggendo la storia di questo ragazzo tedesco, chissa' se e' esistito davvero, che fino alla morte ha viaggiato, assaporando la vita e bevendone l'amaro calice come solo chi viaggia puo' fare. L'ho letto pensando a Riccardo, alle analogie che trovavo nel personaggio del racconto e a lui. L'ho letto pensando a me, viaggiatore novello che comincia a pensare di essere entrato in un tunnel senza sbocco o di aver intrapreso finalmente il cammino verso la liberta'. Da tre mesi sono a casa bloccato dall'operazione agli occhi che finalmente e' finita, domani infatti ho il controllo e dopo posso partire.
Il libro che mi cade tra le mani proprio ora...e' una coincidenza. "Tra i nomadi e gli stanziali non puo' esserci comprensione", diceva Riccardo. Il nomade spesso e' solo in mezzo agli stanziali, raramente avviene il contrario, per questo non sempre e' facile. Ma leggendo un libro cosi' capisci che non sei solo tu, non e' una malattia. Capisci che appartieni ad una razza particolare, ma pur sempre una razza, una comunita', che per la sua stessa essenza non puo' ritrovarsi che raramente. La solitudine non e' una scelta, e' semplicemente una situazione nella quale viaggiando ti trovi piu' spesso. Sto divagando lo so, ma come dicevo sono le tre di notte. Insomma, il mio viaggio e' cominciato stanotte perche' leggendo vedevo le strade della Spagna invece dei sentieri di montagna descritti nel libro. Le strade...non le case, le citta', la gente. Le strade, lunghe e solitarie, tipo film western, tipo Tequila sunrise (un trip mio quello di Tequila sunrise...un'immagine ben precisa che mi si e' conficcata nel cervello dieci anni fa e non se ne va piu'). Anche a Knulp, il vagabondo, gli amici facevano capire la loro disapprovazione per l'instabilita' della sua vita. Anche a lui rinfacciavano, esplicitamente o implicitamente, che non stava costruendo nulla nella vita. E anche lui a volte credeva di crederci, pensava cioe' che avevano ragione ma poi non ne traeva le conseguenze perche' in realta' non ci credeva proprio. Non c'e' comunicazione possibile. Se mi garantissero ancora vent'anni di vita, domani mi cercherei un lavoro serio, lavorerei qualche anno e poi mi godrei i soldi, magari viaggiando. Ma forse proprio in questo momento il camion che domani potrebbe trasformare la mia macchina in una fisarmonica con me dentro, sta macinando chilometri su chilometri per arrivare in tempo all'appuntamento col destino davanti al quale voglio arrivare preparato. Perche' dicono che un attimo prima di essere spediti al creatore vedi tutta la tua vita in un film e mica te li fanno rivedere i sogni, le speranze e le cartelle del mutuo. Ti fanno vedere solo le cose che hai fatto, anzi no, solo le situazioni legate ad un'emozione particolare, infantile forse. E l'inferno sono le cose che non hai fatto e sotto il culo ti brucia il fuoco alimentato dal tempo speso male. Lo so, e' una vita sul filo del rasoio, e' facile cadere, anche perche' il tempo del quale ti sei riappropiato ti nega i soldi, che diventano una variabile pericolosa. E' come volare piu' alto con un paracadute piu' piccolo, si vedono piu' cose ma se si cade e' piu' difficile salvarsi.
E sotto, ad aspettarti ci sono sorrisi e i "te l'avevo detto". Lo so, penso che tutti i viaggiatori lo sappiano, occorre essere preparati anche a questo. Ma se siamo cosi' e proprio perche' non abbiamo bisogno dell'approvazione di qualcuno, anche se quando c'e' ed e' sincera fa piacere. Ma come fa un residente ad approvare veramente e poi invece restare? La cosa piu' difficile da spiegare e' che tu non giudichi necessario per tutti il vivere cosi', ognuno deve andare per la sua strada. Vabbe' ma sono discorsi gia' scritti da qualche parte. E cosi' riparto sentendo dentro di me di aver raggiunto quella stabilita' e serenita' che non avevo nemmeno ai tempi della cravatta, del lavoro ben pagato e sicuro, e anche se non ho una casa mia, una ragazza, dei soldi messi da parte ho in me, inequivocabile, l'entusiasmo di vivere anche quest'anno che gia' mi sembra troppo corto.

REPORT 01, Il primo giorno a Monaco
27 Febbraio 2001
Monaco di Baviera, 27 Febbraio 2001 Non so perche' scrivo dato che non e' successo un granche', ma mi sono collegato a internet e ho gia' ricevuto una serie di messaggi di incoraggiamento...quindi per amore dei miei fan scrivo qualche menata e almeno forse riusciro' a tenervi lontani da Sanremo per qualche minuto! Sono partito stamattina alle 7 e arrivato a Monaco verso l'una. Arne mi ha accolto nella sua villa in centro sistemandomi nella dependance dove sta anche lui dato che la villa non esiste. Arne e' il mio amico tedesco che vive in un una palazzina abitata esclusivamente da stranieri, preferibilmente scuri, davanti ad un macello, molto attivo in queste settimane. Siamo in centro, vicino a dove di solito fanno l'OktoberFest, ma che ci fa un macello qui!?! Ci ho parcheggiato la macchina davanti e sentivo delle urla disumane (e infatti le vacche mica sono umane), pensavo fossero dei macchinari ma poi l'orrenda verita' mi ha colpito come un pugno in faccia. Stavano ammazzando delle bestie indifese, e magari pure malate! Un groppo alla gola mi ha fatto pensare che questi tedeschi non cambiano mai...all'interno sentivo dei passi cadenzati tipo stivaletti da SS..no ok, la smetto! Lo so e' umorismo scontato ma che volete, senno' cala l'audience. Insomma Arne l'ho conosciuto nel, credo, '94 quando lavoravo a Monaco ("che palle" dira' qualcuno, "con le sue storie passate") a pulire i tavoli delle colazioni dei ricchi (secondo i miei parametri del tempo) clienti dell'albergo Ibis in DachauerStr, vicino alla Stazione (dire "vicino alla stazione" fa sempre figo...un po' decadente e pericoloso, no?). Mi senti' in metro' parlare in inglese con un amico e siccome scendeva alla mia stessa stazione mi approccio' sulle scale...era ed e' un esterofilo pazzesco il che in un tedesco e' da ammirare. Lui voleva imparare l'Italiano, io il tedesco e cosi' finimmo per incontrarci ogni giorno a darci lezioni reciproche. Dopo tre mesi eravamo pronti per il grande salto e andammo a cercare lavoro a Jesolo dove lui avrebbe potuto imparare l'Italiano e io il tedesco dato che a Monaco ormai tutti mi parlavano in inglese e non c'era verso di venirne fuori. Non staro' a raccontarvi troppe cose ma sappiate soltanto che Arne e' il tedesco piu' terrone del mondo, senza offesa per i meridionali, i tedeschi e Arne. Questo pomeriggio siamo andati a mangiare qualcosa con una sua amica e poi mi ha lasciato davanti al Deutsche Museum (chiuso una volta all'anno; il 27 Febbraio) ed e' andato a guidare il taxi. Io sono andato in centro e mi sono visto un po' di carnevale, ma dopo la magia di Venezia non mi ha preso molto. Sono tornato a casa e volevo andare a trovare mio fratello, ma una doccia mi ha messo KO e ho deciso che lo vedro' domani. Devo vedere anche un altro amico, gay al 100% e per questo non vi diro' il nome perche' so che siete maliziosi. Finite le visite e gli articoli per Turismo.it e Arte.it me ne andro' verso Praga. Insomma non ho piu' niente da raccontare e qui non c'e' nemmeno la Tv ma e' una bella sensazione quella che mi coglie ogni volta che in una citta' dormo da un amico e non in albergo, e quindi mi godo anche la bella sensazione mentre voi (sono le 8:35) vi subite Sanremo, tie'!

REPORT 02, Un tuffo nel passato
Praga, 3 marzo 2001
Monaco l'ho lasciata ieri e gia' mi sembra sia passata una settimana. Ho visto l'amico gay e siamo andati a berci una birra all'Hofbrauhause, l'antica e famosa birreria di Monaco. Era tanto che non ci vedevamo e abbiamo parlato di parecchie cose. Gli ho anche raccontato del nostro travestimento alla Gay Parade di Sydney quando ce ne andavamo in giro vestiti da donne! Era un anno fa. Porca come passa il tempo... Con Arne e degli amici siamo andati a trovare Achim, il fratello che adesso abita vicino al lago ad Ammersee e si e' messo con un'italiana di 40 anni, lui ne ha 24. E' stato in India e se n'e' tornato con i dread (capelli alla Pitura Freska) e qualche idea in piu'. E' stato perfino a Gili Trawangan! Un mito.
Ho visto, dopo molto tempo, anche mio fratello Stefano che vive a Monaco da dieci anni e da cinque ha aperto insieme a due soci un ristorante in centro. Gli affari vanno bene e soprattutto i tre non si fanno troppo prendere dal lavoro e considerano sacro il tempo libero. E' una cosa rara ma vedrete che e' il futuro. Prima o poi tutti si stancheranno di fare soldi e non avere il tempo per spenderli. Il tempo e' troppo importante per bruciarlo, questo lo dobbiamo capire. Il viaggio verso Praga l'ho fatto con due "autostoppiste organizzate". In pratica ho chiamato un'agenzia apposita, ho detto che partivo per Praga e avevo tre posti. Dopo qualche ora hanno richiamato dicendo che c'erano due persone che andavano a Praga. Cosi' il giorno dopo sono andato all'agenzia e ho trovato Laura e Terese, due dubliners purosangue. La Tipo ci ha fedelmente scorrazzati attraverso le campagne bavaresi e non ha subito grossi danni se non la perdita della mascherina del radiatore che a un certo punto ha deciso di lasciarmi per sempre volandosene via.
-"Hai visto?", ho chiesto a Laura quando mi sono accorto di qualcosa che volava via.
-"Si..cos'era?"
-"Mmmm, credo la neve che si e' staccata dal cofano", ho detto io.
Poi, una volta arrivati a Praga ho notato che il viso della macchina aveva cambiato i connotati e la mascherina era sparita. Un minuto di silenzio e poi siamo andati in cerca di un alloggio. A proposito, secondo la teoria di Giuseppe "il crimine non paga", quest'anno ho deciso di non spenderle le 50.000 Lire della vignetta delle Autostrade Ceche e mi sono lanciato a 130 all'ora eccitato dall'ebbrezza della trasgressione. Memore delle mie sfighe con le autorita' ho detto le seguenti parole alle irish:
- "Vedrete che mi beccano sicuramente",
tempo tre minuti e i lampeggianti di una volante mi ricordavano che Dio c'e' e la giustizia pure ma sotto forma di nuvoletta fantozziana che segue sempre e solo me, Giuseppe no. 50.000 Lire di multa piu' acquisto della vignetta. Fine dell'ormai classica, assurda, sporca storia. Giuseppe maledetto spero che un giorno le pagherai tutte. E anche Paolo. Leggete l'email che mi aveva mandato questo maledetto catanese: "ciao luca come va? Brutto padano vai in giro per l'Europa ha non fare nulla ,e stai attento prima che ti arrestano (ricorda Australia) e ricorda il crimine non paga, prendi esempio da me. ciao e ogni tanto ricordati di joe rossi e paul valle from Canarie ciao, Giuseppe". Dunque...la tecnica a Praga e' la seguente:
1) ti piazzi in stazione centrale (Hlavni Nadrazi)
2) Assumi il viso e le gestualita' del turista in cerca di alloggio (mappa in mano, zaino in spalla, aria sperduta.
3) Arriva una persona che ti chiede se vuoi un appartamento
4) Guardi le foto, ti fai spiegare dov'e', negozi il prezzo
5) Vai a vedere l'appartamento...e sei sistemato!
In questo modo si possono pagare 15/20.000 Lire a persona a notte invece delle 100 e passa degli alberghi. In piu' se sei solo riesci ad avere un appartamento tutto per te a 25.000 Lire a notte! Un mito, no? Nel nostro caso e' arrivata una signora, Alena, che ci ha portati in un appartamento a Flora con vista sul cimitero e ho paura che una di queste sere le due irish, tornando dal pub spolpe come polpetti in umido, non vadano a dormire dalla parte sbagliata della strada magari scambiando la tomba di un postino per il letto di casa.
Vi ricordate che ho detto che questo sarebbe stato un viaggio nel passato? Maledetta quella volta che l'ho scritto...: E' un po' dura iniziare perche' sto per parlarvi della mia storia d'amore e non ho voglia di entrare troppo nei dettagli anche perche' ci vorrebbe qualche Giga di memoria nel vostro Hard Disk, qualche tonnellata di fazzoletti puliti per le signorine dal pianto facile, e una buona dose di pazienza per tutti gli altri.
Vi diro' solo che la mia storia, ormai finita da parecchio, ha raggiunto il punto di non ritorno proprio qui a Praga. Qui mi sono reso conto, nel '91, che ero completamente fatto, e sempre qui quattro anni dopo ho invitato lei per passare qualche giorno insieme. Restammo qui circa una settimana, in un appartamentino, noi due soli.
Ci sono luoghi e situazioni nella vita di ognuno che assumono un sapore particolare, momenti che nei ricordi della propria storia sono legati a sensazioni talmente profonde e diverse dal quotidiano che si pensa non siano mai accaduti. Sono veri e proprio episodi di storia, un po' come la guerra mondiale o l'Italia che vince il mondiale. In quei giorni io non ero sulla terra, non ero in Europa, ma vagavo in una dimensione astratta, irreale. Di Praga vedemmo ben poco, passammo la maggior parte del tempo in quell'appartamentino. Spesso guardavo fuori dalla finestra, e vedevo Praga, vedevo i palazzi, la pioggia. Nessuno sapeva che eravamo la', eravamo una cosa sola senza passato e senza futuro. La via si chiamava Lucemburska. Dopo qualche giorno ci ributtammo nella corrente della vita e lasciammo l'appartamento. Chiudendo quella porta sapevamo di abbandonare un luogo che sarebbe rimasto per sempre nei nostri pensieri, scendemmo le scale e ci incamminammo per la via, prima di svoltare l'angolo diedi un'ultima occhiata al palazzo, pensando che forse un giorno ci saremmo ritornati. Non fu cosi. Non ci siamo mai tornati. La storia fini', ricomincio', fini' ancora, come molte storie e adesso lei e' sposata con un figlio mentre io sono ancora in giro, viaggio, vado a Praga, prendo un appartamento con due irlandesi, faccio una passeggiata e scopro di essere finito a cento metri da Lucemburska...guardo quel palazzo, vedo quella finestra e vengo investito in modo talmente violento dai ricordi che mi fermo ipnotizzato per qualche secondo. Poi accenno ad avvicinarmi a quel portone ma torno subito sui miei passi, impaurito e un po' sperduto, incapace di capire il significato di tutto cio'. Perche' sono finito proprio li'? Praga e' cosi grande...e' uno dei famosi scherzi del destino? O solo un caso? Non lo so, quello che so e' che quell'appartamento restera' chiuso per sempre, non potro' tornarci e capisco anche che quindi non serve pensarci.
"Eccola li' Lucemburska", sembrava dirmi ieri Praga, "esiste anche al di fuori dei tuoi sogni, c'e' gente che ci vive, che di te non sa nulla. Cosa vuoi farne? Un museo nazionale?. Vai, continua per la tua strada, qui non c'e' piu' niente da fare per te". E io vado, che devo fare?

REPORT 03, Praga e Brno, ancora ricordi
Praga, Mercoledi' 7 marzo 2001
Ultima notte a Praga, sono gia' in partenza. Domani mattina me ne vado a Brno per passare il weekend da un'amica, e poi saliro' verso Cracovia dove mi aspettano per fare una grande festa con tutti quelli che conosco. Come al solito, il problema sara' trovare abbastanza ragazzi...infatti conoscevo troppe ragazze!!! Che mito, bei tempi ormai passati. No, gran calma, non mi sto vantando, e' vero. Invidiosi.
Ma che ho fatto a Praga in questa settimana? Ho fatto duecento foto, trovato sei appartamenti per turisti sui quali sto facendo il sito e sono uscito con le Irish e Lucie, quella di Brno. In pratica ho lavorato!!! Sto preparando il sito con le foto scattate e spero che venga fuori bene. Stasera sono andato a trovare la famiglia che mi aveva ospitato nel '90 durante l'incontro di Taize' (come sapete io sono molto religioso) e con la quale ho mantenuto labili ma costanti contatti in questi...mi viene male solo a scriverlo....DIECI ANNI!!! Ragazzi, e' grave. Dieci anni e' circa un settimo della vita. Ho ventinove anni, stavo per scrivere: "mi sento giovane", ma avete mai sentito un giovane dire cosi'? NO! Lo dicono solo i vecchi...quindi lasciamo perdere.
Tornando al discorso di prima...sono andato a trovarli in quell'appartamento sulla collina dove...dieci anni fa arrivai con lo zaino e un certo Claudio di Maerne (ndr: 5 km da casa mia) che poi non ho mai piu' rivisto. In quella casa tornai poi qualche anno dopo con Diego che quasi si innamoro' di Klara, l'allora diciassettenne biondina che ci porto' al Teatro Nero. Lei ora ha 23 anni, come il suo gemello Andriew e la mamma, Helena, se ne stava a letto con una gamba rotta. Che dire? Sempre uguali, dieci anni come niente. Sono cambiate le cose attorno a noi, ora loro hanno i telefonini, la macchina, il computer. Il mondo e' cambiato. Praga e' cambiata. Dormendo in quella casa, nel '90, mi sentivo in terra di frontiera. Erano passati pochi mesi dalla caduta del muro, avvenimento di cui non coglievo forse pienamente la portata, e si sentiva un'aria di novita'. Noi eravamo i primi occidentali che conoscevano. Loro erano i primi "cittadini comunisti" che noi conoscevamo. Mi innamorai dell'Est e per la prima volta mi resi conto che la soglia minima della felicita' non era un milione e due in busta paga come avevo sempre creduto, ma che quella famiglia (senza padre...chissa' dov'era, chissa' dov'e') stava bene con forse 200.000 lire al mese con le quali non potevano fare nulla di piu' che mangiare e vestirsi. "Cavoli", pensai, "se me l'avessero detto non ci avrei creduto".
Cambiando argomento: ho una proposta da fare al Ministero dell'Educazione: "Aboliamo le gite"! Sto scherzando ma il fatto e' che ho cominciato a rendermi conto dell'architettura di Praga solo da qualche anno e mi domando se valga la pena di venirci troppo giovani. E' incredibile ma ci sono dei posti davanti ai quali sono passato varie volte e che non ho mai veramente guardato. Per la testa avevo altre cose...come potevano interessarmi delle pietre? Oggi invece a volte quasi mi commuovo di fronte a certe bellezze, chissa' forse sono davvero invecchiato. Comunque non preoccupatevi che sono sempre molto sensibile anche alle bellezze in carne ed ossa! Comunque adesso preparatevi che vi do' una chicca: la specialita' di Praga e' di riuscire a far dimenticare che si e' nel 20esimo secolo. Ci sono degli angoli speciali dove la corrente del tempo si e' ingolfata e non ha mutato nulla. Si puo' quindi immaginare di essere, che so, nel 1492, il giorno prima che Colombo sbarcasse in America (ma perche' devo sempre fare degli esempi cosi' cretini?). Mo' ve ne dico uno: giusto per capirci, avete il ponte di Carlo sulla vostra sinistra, lo vedete che attraversa il fiume (se non lo attraversa vuol dire che state guardando qualcos'altro che non e' un ponte). Dall'altra parte, su in alto, avete il castello bello illuminato. Bene, dovreste vedere la Discoteca Lavka, prima del ponte sul lato del fiume dove siete voi. Ok, andate fino alla discoteca, ci siete? Da li dovreste vedere una statua. Dalla statua vedete il ponte. Ora avvicinatevi all'angolo della discoteca (e' in un palazzo antico) e guardate il ponte. A questo punto, guardando verso il ponte, i vostri occhi non riusciranno a scorgere nulla di moderno neanche a volerlo. Sotto di voi c'e' un dislivello del fiume che forma una piccola cascata il cui rumore copre quello della macchine. Alcuni cigni probabilmente staranno pescando. Sui pilastri del ponte ci saranno dei gabbiani infreddoliti (non in agosto). La scena e' bellissima, quello che vedete voi e' quello che hanno visto altre persone per centinaia di anni. Restate qualche minuto, magari in silenzio se la vostra ragazza riesce a star zitta almeno un po' (ho appena perso meta' degli accessi, vero?). Chiudete gli occhi e magari sputate nell'acqua per unirvi alla creazione del flusso e creare una comunione liquida tra voi e il fiume. A quel punto la vostra ragazza vi mollera' perche' le avete sputato sulle scarpe nuove. MA CHI VE L'HA DETTO DI SPUTARE A OCCHI CHIUSI!?!?!
OK, sto gia' vaneggiando, chiedo venia.
E' colpa del cibo: in questi giorni ho mangiato quasi esclusivamente formaggio. Mitico e imperdibile il panino al formaggio fritto di Piazza Venceslao, 1500 lire di grasso e maionese ottimi per digerire i tre litri di birra che avete bevuto perche' e buona e non costa 8000 Lire come nelle nostre birrerie e quindi adesso che ci siete vi volete rifare di tutte le balle non fatte per motivi economici e perche' eravate in macchina.
A proposito, sotto il Ponte di Carlo e' pieno di locali e pub. Siamo nella citta' vecchia e insomma e' proprio bello. Adesso non sto mica a farvi da Guida, sono un turista per caso e vi porto nei posti dove le guide non vi portano. Ma l'avete vista la foto che ho fatto al mendicante? Porcaccia la miseria l'ho beccato proprio mentre una ragazza le dava uno spicciolo. Roba da premio! O forse no...ma a me piace un sacco. Se ci cliccate sopra otterrete la versione grande e potete metterla sullo sfondo del vostro computer (bottone destro/imposta come sfondo).
Un altro motivo per cui viaggiare e' cosa buona e giusta: la vita dura di piu'! Cioe' e' da nove giorni che sono in viaggio e mi pare di essere via da un mese. Nove giorni a casa passano che neanche non te ne accorgi. Lo so e' una cosa ovvia, ma come riempire un report senno'? Sempre continuando nel brainstorming ("sparare cazzate" in inglese) la volete sapere una cosa? Gli Italiani sono proprio rumorosi! Se n'era accorta gia' Shizu in Australia che a tavola le sembrava stessimo scannandoci mentre stavamo solo discutendo blandamente. Qua a Praga si sentono solo loro! Ogni volta sembra ci sia stata una tragedia e invece e' solo Gennaro che parla al telefonino con Mamma', o Toni che se la ride con Gigetta. Ma da dove verra' 'sto bisogno di decibel? Ok, non ho piu' niente da dire...non e' che potete andare su Turisti per caso e votarmi il sito? Non ci guadagno niente ma mi sento piu' figo.

Brno, 10 Marzo, sempre 2001
Brno e' la seconda citta' della Repubblica Ceca (o forse no ma piu' o meno) patria di Pamela Anderson. Come? Si cioe', quasi. Adesso facciamo un altro salto nel passato e precisamente circa due anni fa (precisamente circa) quando ero ancora un bravo ragazzo con un lavoro e uno scopo preciso nella vita. I famosi tempi della cravatta. A Brno c'era una fiera del giardinaggio o degli animali da compagnia ("pets" in inglese, ma niente a che fare con le bottiglie dell'acqua minerale). Mi ci recai con il mitico Suppia, un collega della mia generazione, e la sera, dopo qualche chilometro in giro per la fiera incravattati e invaligiati, dopo aver firmato contratti miliardari (vabbe', quasi), siamo tornati all'Holiday Inn (altro che ostelli con scarafaggi), ci siamo fatti una doccia e siamo andati a mangiare qualcosa. Un birra tira l'altra e decidiamo di passare il sabato notte in discoteca. Ora, c'e' da dire che io e Suppia abbiamo girato insieme discoteche un po' dappertutto: Praga, Zagabria, Lodz, Chicago, Mosca, Norimberga, Colonia...insomma non e' che abbiamo visto solo in Night and Day di Noale. Ma non eravamo preparati alla tragedia di quella sera. Entrammo al Boby, scendemmo con l'ascensore, e ci incamminammo verso la pista con quell'aria un po' da "ehila' siamo i fighi dall'Italia in viaggio d'affari, all'Holyday Inn c'e' l'Audi A6 nuova e abbiamo perfino i biglietti da visita in inglese, una alla volta please". La musica, le luci, i movimenti delle ragazze. Andiamo verso il bar, ordiniamo una birra, paghiamo le duemila lire con la sufficienza del nuovo ricco, appoggiamo simultaneamente i gomiti sul banco e cominciamo a guardarci attorno come se fossimo sul set di un film. Fu allora che successe. Marco (Suppia) si pietrifico', il suo sguardo si era fissato in un punto una decina di metri piu' in la', al di la' della pista, le sue pupille tremavano, la mascella era caduta al di sotto della soglia base, goccie di sudore scendevano dalle tempie dove una vena pompava sangue al ritmo della musica tecno. -"Tutto ben, Marco?", faccio io tra il divertito e il preoccupato. -"Varda' la', De Jullo", mi rispose senza staccare lo sguardo dal quel punto con una voce che sembrava il Padrino dopo l'attentato. ("De Jullo" era il nome che mi aveva appioppato). Dopo qualche secondo le mie pupille avevano subito la stessa sorte di quelle del Suppia. Credo sia stata la cosa piu' vicina ad un'apparizione della Madonna che io abbia mai vissuto in tutta la vita. Lei era li', le mani appoggiate ad un divanetto, che ballava. Una luce la illuminava da dietro, i suoi capelli biondi scendevano sulle spalle sensuali e andavano ad appoggiarsi sul seno (scusate...). Non staro' a descrivere il resto perche' gia' al ricordo mi e' venuta la gola secca, ma vi basti sapere che in confronto Pamela Anderson era un brutto anatroccolo, e in piu' questa era tutta vera. Con la poca voce rimasta e come fluttuante in un universo parallelo elevato ad una conoscenza trascendentale Marco riusci' a dire: - "De Jullo....Pamela Anderson..". Dopo fu il silenzio, passarono forse due ore, la gente passava, ballava, parlava mentre noi eravamo ormai diventati parte dell'arredamento, i gomiti saldamente ancorati al banco, lo sguardo vitreo, i capelli sudati. Poi lei comincio' a ballare con un'amica, tremavamo, volevamo andarcene consci che avremmo pagato le conseguenze di quella visione negli anni a venire. Il ballo si fece sempre piu' sensuale, la saliva di Marco rendeva scivolosa la pista...poi successe la tragedia nella tragedia: le due cominciarono a baciarsi! Potrei continuare ma questo non e' un sito porno e quindi chiudo qui la triste storia, vi dico solo che la mascella di Marco da quel giorno non e' piu' tornata completamente al suo posto, la sua cornea ha subito un danno irreparabile e a volte lo si puo' vedere ad una partita del Padova in mezzo alla folla che sussurra: "De Jullo, Pamela Anderson....". Ah, rileggendo mi rendo conto che la frase "questo non e' un sito porno" potrebbe far pensare che ci sia stato un qualche avvicinamento tra noi e Ella in seguito...purtroppo no e forse e' stata una fortuna. L'uomo deve tendere al sole ma se ci si avvicina troppo rischia di bruciarsi le ali... Bene, ma la storia di oggi? Beh, niente, sono qui da Lucie, la mia amica businesswoman (oh, c'ha la Octavia!), siamo andati un paio di volte al cinema con un'amica slovacca (e non fate le solite battute con la rima!), mangiato al centro commerciale, gelato...weekend molto borghese, rilassante. Domani se la Tipo vuole, siamo a Cracovia.

REPORT 04, Cracovia
Cracovia, 13 Marzo 2001
Bloccato. Da stamattina non posso mettere piede fuori di casa a causa di un signore che sta modificando la serratura della porta di Hubert. E' molto simbolico: una volta non ce n'era bisogno. Quando tutti erano poveri nessuno rubava e non ci si preoccupava troppo delle serrature. Adesso ci sono piu' soldi. C'e' chi ha tanto e chi ha poco. Chi ha poco ruba a chi ha tanto. Chi ha tanto ha paura di chi ha poco, chi ha poco invidia chi ha tanto...benvenuti nel capitalismo. Dal punto di vista nostro di ragazzi che viaggiavano nella Polonia post-comunista le cose sono cambiate parecchio. La gente e' cambiata. Non e' piu' così aperta come una volta. Ma la storia deve seguire il suo corso e cosa possiamo farci? La benzina non costa piu' 1000 lire al litro ma siamo gia' a 1500, il gpl costava 350 adesso e' a 800. Ma gli stipendi non sono aumentati in proporzione. Molta gente prende piu' soldi, ma e' una minoranza.
Hubert mi ha parlato di poverta' vera nei villaggi. Curioso pensare come non ci sia mai entrato in contatto. Ma io ho sempre conosciuto gente che viaggia e gia' questa e' una scrematura...forse non la conosco proprio cosi bene come pensavo la Polonia. Ma d'altra parte neanche l'Italia conosco bene.
Hubert e' assistente di storia all'universita'. E' anche videoperatore e ha passato parecchi mesi in Egitto in una missione archeologica . Poi e' stato contattato da Hollywood e gli hanno comprato qualche secondo di ripresa per la pubblicita' della Mummia, il film. Un colpo di culo pazzesco che gli ha fruttato un gruzzoletto e lo sta facendo sognare per il futuro. Abita in uno di quei classici "blocchi" comunisti, al nono piano, ma e' l'unica cosa che lo rende "normale". Per il resto appartiene alla categoria dei "non mi accontento" ed e' sempre alla ricerca di qualcosa di piu'. Tempo fa me lo trovai davanti per caso a Parigi che stava facendo delle ricerche al Louvre....
15 Marzo
Ieri sera c'e' stata la festa. Come previsto ci sono stati problemi di carattere "sessuale": 13 ragazze e 3 ragazzi...ce la siamo spassata bevendo vino e vodka, mangiando la pizza da me preparata con la mozzarella di plastica locale, fumando il tabacco alla mela dalla pipa egiziana e suonando il didgeridoo che ho regalato a Hubert. Sono tornato a casa alle 4 dopo aver accompagnato della gente ai confini con l'Ucraina e non avendo sonno mi sono piazzato su internet che, miracolo, almeno a quell'ora funzionava. All'alba mi sono coricato in una stanza ormai illuminata a giorno mentre Hubert gia' smaltiva i litri di vodka sul divano letto e Konrad (il fratello) dormiva tranquillo come un bambino. La mattina sono stato accusato di aver russato nonostante cio' non fosse stato espressamente permesso dal partito ma sono accuse infondate. Oggi ha piovuto tutto il giorno e non sono ancora riuscito a scattare una foto. Tanto per cambiare discorso, ho un annuncio da fare: il Papa non e' piu' il polacco preferito dai polacchi, adesso il pupillo si chiama Adam Malysz. E' uno saltatore con gli sci dal trampolino che da un paio di mesi si e' messo a vincere tutto. Risultato: lo hanno schiaffato su tutti i cartelloni e fa la pubblicita' dei Nokia, della Posta e tra un po' lo fanno anche santo, ma il Papa si oppone per motivi personali. Scopriamo cosi' che l'amore dei polacchi per il papa era piu' legato all'orgoglio nazionale che a motivi religiosi, cosa che comunque avevo gia' capito benissimo da una vita.
Lunedi' 19 marzo
Sono a Varsavia. La settimana cracoviana e' stata intensa e non ho mai avuto tempo di scrivere. Mi e' venuta voglia di tornarci a vivere, una vita fatta di feste e gente simpatica. Ho scattato delle foto ma bisogna dire che Cracovia non e' Praga, anche se ci sono degli angoli molto suggestivi e la Piazza del Mercato (Rynek) e' stupenda. A Cracovia le serate si passano nelle Piwnice, locali sotterranei, con volte in pietra vecchie qualche centinaio di anni, davanti a una birra che poi diventa sempre due e non si ferma a tre. Il weekend siamo andati a vedere un lago ed ho potuto sperimentare che il livello di masochismo dei polacchi e' simile a quelle dei nostri montanari: 10 Km di andata e 10 di ritorno in montagna per vedere un lago ghiacciato e mangiare un po' di piatti locali. Vale la regola dei "Turisti per caso" secondo i quali il bello della montagna e' stancarsi e poi riposarsi al calduccio davanti ad una cioccolata calda. Una sera siamo andati ad una festa di 18esimo compleanno organizzata dagli studenti di Marta che nel frattempo si e' messa a insegnare francese e ho scattato una foto con la quale la posso rovinare: sta ballando un lento con uno studente e la cosa non farebbe piacere al Preside. Marta e' una delle tre ragazze che mi hanno accolto nei primi mesi a Cracovia, tre anni fa, quando mi presentai senza avvisare dicendo che avevo bisogno di un posto per dormire. Ula (che avevo conosciuto a Parigi), Asia (leggi: ascia) e Marta furono gentilissime e le prime due mi fecero dormire da loro per qualche giorno. Era la casa dello studente Akropol, avevano una decina di metri quadri e due letti. Uno per me e nell'altro dormivano insieme. Dopo mi trovarono un posto da Hubert dove restai finche' non mi arrangiai in una stanza che avevo trovato in centro. Furono le mie amiche piu' prossime per tutto quell'incasinato periodo e senza di loro credo non ce l'avrei fatta. Sempre allegre, sempre a ridere, sempre gentili. Andavo a trovarle in quella stanza e si beveva il te', arrivavano gli amici, si facevano le feste. Semplicemente mitiche. Ora Ula dovrebbe essere in America con il suo ragazzo, Asia e' a Varsavia e Marta e' appunto a Cracovia. Ora sono a Varsavia, da Monica, anche lei conosciuta a Parigi. Sono in uno di quei famosi blocchi, dalla finestra vedo tante finestre illuminate e penso che se avessi il tempo potrei starci tre mesi in Polonia a visitare amici/amiche che in quegli appartamenti ci vivono. Ma e' gia' tre settimane che sono in giro e dovevo stare via 15 giorni... Comunque devo ripassare per Cracovia prima di andare via...ci sono stato troppo bene. Adesso sono un po' giu' ma e' quella sensazione di tristezza che in realta' e' dovuta alla fame e alla stanchezza. Quante volte ci tiriamo su delle pare che si potrebbero risolvere con un panino al formaggi o una doccia! Ma ci avete mai pensato? Prima di immergervi nell'atmosfera da tragedia di una serata uggiosa sistemate gli aspetti fisici-materiali della vostra esistenza; doccia, cena, mezz'ora di Tv (evitando Fede se possibile) e se poi il mondo e' ancora cosi' brutto potete buttarvi dal terzo piano. Ma mai prima! Ecco, adesso ho anche salvato qualche vita. Che soddisfazione. Ma Varsavia com'e'? A parte qualcosina siamo sul "brutto andante" e in genere non piace nemmeno ai locali. Ma e' qui che si guadagna...comunque a breve vi faro' vedere delle foto, ok?

REPORT 05, Varsavia, Cracovia, Opole
Marcoledi 21 Marzo 2001
Splende il sole oggi a Varsavia. Dopo la giornata di ieri, primo giorno di primavera, durante la quale la neve e' caduta e il vento gelato ha ghiacciato la serratura della macchina, un po' di sole e' proprio benvenuto. Sono appena stato a pranzo con Linda, une delle piu' vecchie amiche che ho in Polonia. Ci siamo conosciuti in Francia, nel '90 e da allora i contatti e gli incontri sono stati costanti. Sono stato a casa sua, a Opole, innumerevoli volte, lei e' stata a me con la sorella Kasia, hanno lavorato a Jesolo quando ci lavoravo anch'io e non ci siamo persi di vista nemmeno quando Lidia e' stata a New York a lavorare alla Kraft.
Ora lavora alla Kraft qui a Varsavia in un complesso modernissimo, becca un sacco di soldi, tanti anche per l'Italia, e...indovinate un po'...non le bastano. Benvenuta nel consumismo. La macchina, l'affitto, le ferie in Egitto e le spesucce varie...e' cosi', c'e' poco da fare. Il sistema ti da' e ti toglie, certe cose prima nemmeno sognate diventano irrinunciabili e ti ritrovi senza tempo e con un sacco di cose attorno a te'. Lo so e' sempre la stessa morale, ma ci sono passato anch'io e posso dire di essere felicissimo di esserne, per il momento, fuori. Non ha senso, almeno per me. Dopo aver avuto la possibilita' di vedere come funziona dall'esterno voglio provare a sfruttarlo a mio vantaggio. Prendere quello che mi serve e lasciar stare il resto.
Non ho intenzione di andare a vivere di pesca in un'isola tropicale, lascio questi sogni a chi ne ha bisogno per continuare a respirare polvere tra le scartoffie. Voglio trovare il mio posto in questa societa', voglio lavorare, guadagnare, dare il mio contributo e goderne i vantaggi ma non voglio piu' prostituire il mio tempo facendo cose che non mi piacciono...e' difficile, lo so, una strada piena di ostacoli, ma non credo ormai di avere alternative. Ogni tanto penso di tornare a fare l'Area Manager, viaggiare in giro per il mondo a vendere qualcosa...ma sarebbe un tornare indietro, un fallimento ancora piu' grande perche' deciso da me. Potrei farlo per un paio d'anni e poi con i soldi ripartire, ma ormai ho un sogno che mi sta trascinando in un'altra direzione: voglio fare il Tripreporter, voglio viaggiare e scrivere report dei viaggi, scattare fotografie, intervistare la gente. E' quello che sto facendo da un po' ma se avessi uno sponsor potrei dedicarmici a tempo pieno e ne verrebbe fuori sicuramente un buon lavoro. "Vuoi viaggiare senza lavorare", direte voi...esatto! E che sogno sarebbe se non fosse bellissimo? Ma dov'e' il mecenate che mi sta leggendo e pensa:"I like that guy!", mette la mano al portafogli e mi sponsorizza il prossimo viaggio? Dov'e'!!?!? Ma perche' dovete sponsorizzare solo eventi marginali e ormai fuori moda tipo il Giubileo? Eccomi, sono io il pellegrino del 2000! Mandatemi in giro nei paesi piu' disastrati, tra la gente per creare un ponte, raccontare come vivono, farvi vedere le bellezze e le schifezze dei loro mondi... tra un po' faccio un sito apposta per cercare sponsor.
Per il momento credo che lo faro' nelle pause del lavaggio piatti di un bordello di Cadice o Saragozza perche' a breve non avro' scelta. Se 'sti italiani popolo di furbi usassero la carta di credito potrei fare il sito a pagamento, che so...10.000 Lire, ma nada. Mi tocca lavare i piatti. E se facessi foto di ragazze nude e vi facessi pagare per vederle? Milionario diventerei!!! Ma so che Dio e' gia' lì che non vede l'ora che io faccia un passo falso per mandarmi la Buon Costume Afghanistana e sbattermi in galera in cella con un pastore in crisi d'astinenza sessuale che piange per la mancanza della propria pecora preferita. Sto diventando volgare? Scusate.
E Monica? Anche lei la conosco da una vita...Parigi. Pazzesca pure lei, un anno a Parigi, qualche stagione a Jesolo, New York l'anno scorso, e adesso si lancia sullo spagnolo. Lavora alla PAP l'Agenzia di stampa polacca (te pareva che non ci mettevano in mezzo il Papa?), e si occupa della borsa, lei, laureata in Letteratura Romanza! Mitica. Ogni tanto mi fa girare la testa perche' parla velocissimo e salta da una lingua all'altra approfittando del fatto che io la capisco, si diverte, un po' come Arne, ma va bene cosi'. Monica e' la dimostrazione vivente che se vuoi fare qualcosa e ci credi...lo avrai. Pensate che viene da un paesino depresso nella depressa Polonia dell'Est, senza soldi da parte dei genitori ha gia' visto una bel po' di paesi, parla quattro lingue e non ha intenzione di fermarsi. Adesso sta studiando per un esame americano e tornare a New York. Lo capite adesso perche' mi piace la Polonia? E' dalle situazioni difficili che vengono fuori i migliori talenti. E' per questo che l'Europa e' destinata al declino...tutto troppo facile da noi. Ripensandoci bene sia Linda che Monika, e anche Majka che adesso e' in Italia....personaggi, anzi personaggie pazzesche! Monika e' un po' delusa dagli uomini polacchi, tutti senza grosse ambizioni a quanto dice, che non pensano altro che a farsi la famiglia e mettersi davanti alla Tv lasciando i problemi alla mogli. E' per questo che molte ragazze cercano un ragazzo straniero, non per i soldi, che adesso si possono fare anche qui, ma per il carattere piu' attivo. Sara' vero? Secondo me e' perché noi siamo piu' belli, eh eh!!! Oh, ragazze, ma lo sapete che i ragazzi italiani sono davvero tra i piu' fighi? No, davvero, almeno da quanto posso capire io che gay non sono (ormai non mi crede piu' nessuno dei miei lettori). Ho bevuto troppo caffe' e mi tremano le mani, madonna come quelli veri!

Opole, Domenica 25 Marzo
Bene, dopo Varsavia sono tornato a Cracovia per il weekend. Il viaggio in macchina e' stato un cantare Battisti sotto la pioggia e un conversare con gli autostoppisti che ho tirato su. A Cracovia ho rivisto altri amici, in particolare la banda di Biesciade, ragazzi delle montagne trasferitisi a Cracovia che adesso vivono insieme. Ci siamo visti la partita della Polonia contro la Norvegia. Da registrare la domanda di Marek: "Luca, ma perche' in Italia avete dei saltatori dal trampolino cosi' deboli?". No comment. Marek ha subito in pieno il lavaggio del cervello mediale che ha convinto meta' Polonia che il salto dal trampolino e' uno sport importantissimo e praticato anche nei paesi tropicali (la pubblicita' della Oblo' la fanno anche qui).
Comunque sono dei ragazzi a posto, la cui semplicita' e gentilezza sono caratteristiche tipicamente polacche.
Adesso sono a Opole, dove sono venuto a visitare Kasia, sorella di Lidia, che ha una bambina di due anni e mezzo che non avevo mai visto. Dormo a casa dei suoi genitori che conosco da dieci anni e che hanno assistito al progressivo miglioramento del mio polacco e al peggioramento della mia salute mentale. Che dire? Vedi una tua amica che di colpo si ritrova sulle ginocchia un marmocchio e non riesci a collegare le due cose...ma davvero l'ha fatto lei? Almeno fosse ingrassata e imbruttita. Invece e' piu' bella e magra di prima. Era una mezza metallara e adesso fa la mamma e posso giurare che ne e' felice. Un'altra lezione, anzi una conferma: "sai quello che vuoi, non sai quello che vorrai". Ne risulta: "fallo adesso" o "Just do it" per dirlo con le parole della Nike. Bella anche "One life, live it" - "una vita, vivila", rubata ad una pubblicita'.
Brno, martedi' 27 Marzo
Ne parlo o non ne parlo? Ma si' dai che tanto chi mi conosce? Se siete dei lettori fedeli vi ricorderete della via Lucemburska a Praga, quella dove ho passato alcuni giorni con una ragazza. Bene, quella ragazza abita a Opole, tra Cracovia e Breslavia, che per molti non vorra' dire niente ma in pratica stiamo parlando della Polonia del Sud, che sara' anche del sud ma fa un freddo boia. Prima di iniziare: non ci sono sue foto qui e non sto parlando di Kasia della quale invece foto ce ne sono.
Allora per farla breve quella storia e' finita quando lei ha deciso di sposarsi con il suo ragazzo invece che legarsi a un viaggiatore instabile come me. Il fattaccio accadde piu' di due anni fa e da allora non ci siamo piu' visti ne' sentiti anche se io ho continuato a pensare a lei per parecchio tempo. Non ero sicuro di volerla vedere, ma poi ho deciso di applicare la regola:"se una cosa ti fa paura, falla" e sono andato a cercarla. Volevo farle una sorpresa e sono andato dove lavora. Mi pare di aver gia' accennato al mio leggendario senso dell'orientamento...dopo due ore in giro per una citta' sotto una tempesta di neve ho ceduto e deciso di telefonarle. Parcheggio la macchina, prendo la carta telefonica, mi incammino verso la cabina, inserisco la carta..il numero non e' valido! Bisogna aggiungere una cifra..ma quale? Devo chiedere a qualcuno...ma la carta non esce! KURWA (parolaccia polacca)!!!!!!! E' la seconda che mi fregano 'sti maledetti telefoni! Mi fermo un attimo e cerco di leggere il messaggio, guardo il cielo e rifletto: la neve, il numero sbagliato, la carta mangiata...segni del destino che mi dicono:"lascia perdere...guarda avanti....fiuuuuu (rumore del vento), torna a casa...fiuuuu". Sto quasi per cedere ma mi dico che sto guardando avanti e poi proprio non le sopporto le paure, le devo affrontare. Chiedo per la posta, ci vado, rischio tre volte di scivolare sul ghiaccio, compro la carta, entro nell'universita', guardo gli annunci e vedo che i numeri adesso hanno tutti un 4 davanti. Entro in cabina, compongo il numero, risponde una voce. Chiedo di lei. Quando mi sente per qualche secondo non parla, poi mi invita ad andarla a trovare. Mi spiega come fare, sono dieci minuti in macchina. Un'ora e mezza dopo sono ancora in giro sotto la neve in una citta' i cui abitanti non conoscono i nomi delle vie. Alla fine chiedo ad un taxi di portarmici. Mentre lo seguo sotto la neve penso all'incontro cosi' spesso immaginato. Nei miei pensieri era roba da film in bianco e nero con una musica epica a sottolineare l'evento, i nostri sguardi che si incrociano dopo due anni e l'emozione dei ricordi. Invece succede cosi': il taxi si ferma, mi fermo anch'io. Scendo, la vedo che aspetta fuori dalla porta. Le grido: "aspetta che pago il taxi". Lo pago e se ne va. Nel frattempo lei si avvicina alla macchina, andiamo verso dentro, poi torno indietro e chiudo la macchina. Niente sguardi focosi, neanche un abbraccio. La seguo nel suo ufficio, sulla porta il suo nome e un nuovo cognome. Mi prepara un caffe'. Mi sembra di essere nella scena di "Cast Away" il nuovo film di Tom Hanks che si perde nell'isola deserta e quando dopo quattro anni torna la moglie si e' risposata. Lui va a trovarla e lei gli prepara il caffe' dandogli le spalle. E' nervosa ma felice di vedermi. Credeva che non mi sarei piu' fatto vivo, per orgoglio. Venerdi' notte ha sognato il nostro incontro. Non sapeva che fossi in Polonia. Anch'io l'ho sognata e forse proprio venerdi' notte. Pazzesco.
Passano due ore durante le quali cerca di spiegarmi il motivo della scelta. Parla del suo bisogno di sicurezza, che io non potevo darle. Penso e non dico che la sicurezza e' solo un'illusione, che la vita e' movimento, cambiamento, ma so gia' che ragiono da viaggiatore e che non riusciro' a farmi capire, specialmente in polacco. Parliamo di Adam Malys (il saltatore dal trampolino), siamo interrotti dai colleghi che entrano ed escono, le dico che non ci siamo capiti in quei giorni decisivi. E' nervosa, i suoi gesti sono quelli di sempre, taglia la carta della cioccolata con una forbice, la guardo mentre non parla di niente e capisco che non e' cambiato niente anche se e' cambiato tutto. Le dico che ho capito cosa voglio fare:
-"Cosa?"
-"Viaggiare e scrivere"
Resta in silenzio, immagino pensi che lo sapeva che non era una vita tranquilla quello che volevo. Forse e' anche delusa, sperava tornassi piu' calmo, magari per riprenderla? Probabilmente sono solo trip miei. Le parlo dei miei siti, ne era al corrente ma non ha mai voluto vederli, non vuole vedere le ragazze che ho conosciuto. E' sempre stata gelosa del mio passato. Non e' cambiato nulla anche se e' cambiato tutto.
Sono gia' le tre, devo andare. Mi alzo, mi metto il giubbotto ormai da barbone, la sciarpa e la abbraccio. Mi stringe forte e mi bacia sulla guancia, io non lo faccio per evitare una pericolosa escalation. Ci resta male e farfuglia qualcosa riguardo al fatto che sono orgoglioso. La bacio sulla guancia anch'io. Sorride e dice:"parlavo proprio di questo". Uno a uno palla al centro.
Salgo in macchina, mia fedele compagna, e mi allontano sotto la neve mentre lei saluta dalla finestra. Volevo la scena da film? L'ho avuta.
Al volante assaporo il gusto dolce-amaro di un incontro senza sorprese, solo conferme, il gusto di una storia che ha voluto essere perfetta e non finire annacquata dalla quotidianita' e dalle incomprensioni. Una storia bellissima che un giorno dovro' scrivere ma per la quale pago il prezzo dell'unicita' un po' come un grande pittore non riesce piu' a ripetersi dopo aver dato alla luce il proprio capolavoro. Perche' se si possono vivere due storie cosi' in una vita sola allora forse non erano proprio cosi' eccezionali come sembravano. E mentre percorro quella strada cosi' familiare mi prende un senso di completezza, di totale perfezione, perche' se nel mondo i burattini sono stati piazzati in luoghi diversi e l'apparenza e' quella della separazione, in realta' siamo vicini ad un altro livello, quello spirituale, e questo mi basta tanto che non lo cambierei con una vicinanza solo fisica. Spero cosi' di aver riguadagnato qualche accesso femminile al sito, eh eh eh !!! Comunque tranquilli che sto bene, contento, tranquillo, rilassato, tutto ok.
Mentre guido verso Brno mi rendo conto che anche se in chiesa non ci vado un posto molto simile l'ho trovato proprio qui in macchina, mentre a 120 all'ora volo sull'asfalto, ascolto la musica e i miei pensieri volano liberi come in nessun'altra situazione. Le ore passano, il cielo si fa scuro, ad un tratto vedo le luci di Brno. Fine della messa. Sono arrivato all'ultima tappa del mio viaggio.

Brno
Giovedi', 29 marzo
Rieccomi a casa dopo un paio di giorni di decompressione passati a Brno con Lucie, la bussinesswoman. Volevo restare di piu' e lavorare ad un sito ma alla fine ho pensato che lavoro meglio a casa e sono partito. Nove ore di macchina ed eccomi sotto la doccia a lavare via i resti di questo mese di viaggio.
"E allora com'e' andata?", mi chiederanno gli amici, e io come al solito non sapro' che dire perche' un riassunto non mi viene cosi' su due piedi. Raccontero' forse un episodio per quei cinque minuti che avranno voglia di ascoltarmi. Poi si ricomincera' a parlare d'altro mentre a me verranno in mente situazioni, persone e parole vissute in questo mese. Guardero' la mia birra e gia' avro' voglia di ripartire verso nuovi casini.
Sono contento di essere a casa, perche' so che e' solo per un paio di settimane. Non c'e' niente da fare, e' una malattia.
E adesso? Devo finire un paio di siti e poi mi lancero' in Spagna, a lavorare questa volta. Perche' lavorare e' cosa buona e giusta e in piu' particolarmente importante per guadagnare soldi... Il sito e' andato bene, piu' di 25 accessi al giorno, segnalato da "Turisti per caso", belle foto, report regolari, sono soddisfatto. Insomma come al solito non trovo le parole per chiudere un viaggio, forse perche' il viaggio non e' ancora finito, quindi ciao e ci vediamo in Spagna tra qualche settimana!

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