Capodanno ad Amsterdam

in viaggio con yly in Olanda

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Capodanno ad Amsterdam

Io e il mio ragazzo abbiamo deciso di passare la fine dell’anno in questa splendida città. Io a dire la verità avevo un po’ di pregiudizi su Amsterdam, a causa della sua fama di “terra di perdizione”, ma devo ammettere che alla fine di quei 5 giorni mi sono ricreduta, sulla città, ma non su alcuni dei turisti che la visitano…
Itinerario
LUN 29/12
Eccoci, siamo pronti a partire, sono le 9:20 del mattino, prendiamo il trenino per l’aeroporto… mi sento più nervosa che felice, sarà per via dell’aereo, so che sono mezzi sicuri, Francesco (il mio ragazzo) mi ricorda tutte le statistiche, ma io ho sempre un po’ d’ansia a qualche migliaio di metri da terra!!
Ore 10:30, dopo il check-in sono pronta per una bella colazione, un buon cappuccino lo riprenderò solo fra 5 giorni…
All’arrivo all’aeroporto di Schipol prendiamo un comodo trenino che ci porta alla central station, durata del viaggio circa un’ora. Il nostro albergo si trova a 200m dalla stazione, l’Ibis hotel, una catena di alberghi che abbiamo utilizzato spesso nei nostri viaggi, accoglienti ed economici secondo la mia opinione.
Dopo la sistemazione in camera, usciamo per dare un’occhiata alla città, ma non siamo ancora nel giusto spirito del viaggiatore, pranzo al mc e cena da “sbarro”… veramente pessimi! Passeggiata sulla Damrak e sosta a piazza Dam, dove stanno allestendo un palco per il 31.

MAR 30/12
La sveglia suona alle 9:30, mi sento riposata e non vedo l’ora di iniziare a girare e a scattare un po’ di foto.
Abbiamo deciso di passare questo primo giorno a Delft, la cittadina famosa per le sue ceramiche bianche e blu.
Di fronte alla stazione centrale c’è un grande tourism centre, e un altro si trova all’interno della stazione, ci informiamo su treni e orari, il costo del biglietto è di 25 euro in due, la durata del viaggio è di circa un’ora e il treno è puntualissimo. Arriviamo a Delft verso le 13:10, non c’è molta gente per le strade, solo quando arriviamo nella piazza principale iniziamo a notare un po’ di movimento: strade strette, ponti e canali, negozietti di souvenir con le famose ceramiche, Delft è veramente carina. Sulla strada notiamo un alimentari , che, fra l’altro vende anche prodotti italiani, e ci fermiamo a farci un panino, con un formaggio di cui non ricordo il nome.
In una delle stradine notiamo un coffeeshop, molto tranquillo, si chiama “the game”, entriamo, è tutto molto intimo, nella maggior parte dei casi si tratta di locali piuttosto piccoli con un’atmosfera quasi familiare, io mi prendo un ottimo chocomel (non è fumo), praticamente latte e nesquick, e Fra il solito orange juice… sul menù naturalmente ci sono anche fumo ed erba, di vari tipi e con vari nomi, ma non chiedetemi cosa è meglio perché non ci capisco niente ;-).
A Delft ho visto e fotografato il mio primo, e finora unico, mulino a vento.
Alle 19:30 siamo di nuovo in città, ad Amsterdam, e dopo una cena veloce al burger king (io tento di convincere la mia dolce metà ad un pasto un po’ più tipico del posto ma è una dura lotta), continuiamo la serata sulla Damrak, entrando e uscendo dai negozietti di souvenir (tremendo anche questo lo so, ma cartoline e regalini sono una mia mania).
La città oggi è già più popolata da turisti, molti gli italiani, finiamo la serata allo “stone’s cafè”, ci stiamo prendendo gusto.
MER 31/12
Fuori è una giornata splendida, anche se fa un po’ freschino.
Dopo l’abbondante colazione in albergo ci avviamo verso la zona dei musei, vogliamo visitare il Van Gogh Museum. Compriamo il biglietto al tourism centre di fronte la stazione (dove fra l’altro abbiamo preso anche i biglietti dei mezzi pubblici, 2gg 8,80 euro), 9 euro, scopriamo di aver fatto bene, infatti la fila davanti al museo è notevole! Noi entriamo senza aspettare, peccato che all’interno del museo ci attenda una seconda fila per il guardaroba, all’interno non è consentito portare zaini, cibo, borse e non si possono fare foto con o senza flash, mi sembra di aver capito, non fa differenza, comunque, di macchinette fotografiche non ne ho viste ma di cellulari con fotocamera era pieno il museo! La visita è durata un paio d’ore, e dopo aver ripreso gli zaini ci siamo mossi per la Rokinstraat e abbiamo pranzato in un pubbetto irlandese, sulla piazza dove si trova il “Bulldog”, un coffeshop che prima era una stazione di polizia…
Ah dimenticavo di citare uno dei motivi per cui Fra ama tornare ad Amsterdam, il palleggiatore: costui gironzola per la piazza, Leidseplein, in tuta e con un pallone, esibendosi in numeri incredibili, e intrattenendo la gente con monologhi in ogni lingua, persino il napoletano! Merita almeno un paio d’euro, un grande mattatore.
Dopo mangiato cosa c’è di meglio di una bella passegiata nel parco? Il Vondel Park, si presenta nella sua veste invernale, alberi spogli, panchine vuote e qualche ragazzo che porta a spasso il cane… anche olandesi in bici naturalmente, tenete gli occhi aperti, credo puntino i turisti!
Ogni tanto spunta qualche palco, l’estate infatti Vondel park è sede di concerti e manifestazioni.
È ormai buio, e ce ne torniamo verso piazza Dam.
Entriamo nell’unico coffeeshop appartenente ad italiani, che, naturalmente si chiama “la canna”… dentro si stanno preparando per la serata, ci danno due gettoni da 3 euro, e con quelli faremo l’ordinazione; dopo 15 minuti passati a cercare un posto, ci sediamo vicino a tre ragazzi (italiani), il locale è grande, ma sicuramente non siamo i soli ad aver deciso di trascorrere il capodanno ad Amsterdam! Qui la musica è forte, sembra un discopub il sabato sera, è decisamente diverso dall’atmosfera tipica dei coffeeshop visti finora e frequentati principalmente da olandesi.
Il cenone di capodanno viene consumato in uno dei tanti steak house, rimaniamo soddisfatti dalla carne argentina, tenerissima e saporita.
Per le vie del centro già impazzano i botti, e sono solo le 22:30… i negozietti di souvenir sono ancora aperti e pieni di gente e i piccoli market a conduzione familiare sono presi d’assalto per un pacchetto di sigarette o una bottiglia di champagne, niente economico spumante qui!
In piazza Dam il concerto termina alle 23:00, ma la musica continua, mancano pochi minuti ma l’esplosione di fuochi è già iniziata, veniamo innaffiati da champagne come se piovesse! Ci spostiamo per le stradine, il caos va scemando per le strade, i negozietti sono chiusi, nella “zona rossa” solo qualche signorina è al lavoro e i coffeeshop sono strapieni.
Ci riavviamo verso l’albergo, facendo sempre attenzione alle “vocine” che si sentono per le strade (quelle di gente poco raccomandabile), è abbastanza presto, solo le 2:30, ma siamo distrutti!

GIO 01/01
Alzarsi al suono della sveglia sta diventando un‘impresa impossibile, siamo gonfi di sonno… la sveglia per me è vedere che fuori sta nevicando! Scendiamo per la colazione e ci rendiamo conto che l’albergo si è riempito, c’è la fila e non un posto a sedere.
Dopo la colazione ci dirigiamo verso la metro, vorremmo visitare l’Amsterdam Arena ma non abbiamo idea se oggi sia aperto. La metro passa puntualissima, la linea 54 non ha più di 10 fermate, e in 10 min siamo allo stadio; nevica e fa freddo, lo stadio si mostra a noi nella sua grandezza, ma è chiuso, ci rimaniamo un po’ male, ma torneremo domani.
La nostra seconda visita è la casa di Anna Frank, Annefrankhuise, ci aspetta una fila di 50 persone sotto la neve, ma attendiamo pazienti il nostro turno. Il biglietto costa 15 euro, in due. La casa è abbastanza grande e le scale al suo interno piuttosto ripide, ci accompagnano nella visita frasi del diario, immagini fotografiche e brevi filmati di che ha conosciuto Anna. Nell’ultima sala sono riposte tutte le edizioni del diario, e naturalmente, l’originale.
Usciti dalla casa museo, dopo un pasto veloce, decidiamo di entrare nel sex-museum, sulla Damrak, il costo è minimo, euro 2,50 e la visita è divertente: ci sono le prime foto porno del 1870! In fondo il sesso è lo stesso da secoli, quello che è cambiato è la visibilità nella società.
Riprendiamo il tram, il n°5, e torniamo a Leidseplein, facciamo un giro al mercato dei fiori, e dopo una cenetta allo steak house Maya’s ci ritroviamo in Rembrandt Square, dove notiamo molti locali di tendenza, almeno lo supponiamo dai Dutch alla moda che intravediamo.

VEN 02/01
Sveglia ore 8:30, con urla finali per la mia dolce metà, 1° obiettivo battere tutti sul tempo per la colazione, 2° obiettivo “l’Amsterdam arena”.
Ci siamo, la visita con la guida costa euro 8,50, e inizia alle 11:00; manca un po’, ci prendiamo una coca e un‘acqua al soccer world cafe e prima di renderci conto che abbiamo speso 5 euro, la guida ci chiama per iniziare.
Prima tappa il campo, non si può girare liberi ma possiamo farci foto e ammirare da bordo campo, al contrario di quanto credessi può contenere solo 52000 spettatori.
Seconda tappa, la sala “conferenze stampa”, dopo la spiegazione è possibile fare le foto, ne approfittiamo subito. Dopo la zona vip, con annesso bar e poltroncine, passiamo al secondo anello, la guida ci spiega che sulla curva degli ospiti viene di solito messa una rete per evitare lanci di oggetti in campo, pare che i supporters dell’Ajax siano più educati.
L’ultima tappa è la sala controllo,viene detto di non toccare assolutamente niente, ma neanche entrati tutti indossano le cuffie e sono seduti in postazione per un’ ipotetica telecronaca. Si va al museo per ammirare “qualche “coppa e qualche foto di un certo Van Basten. Fra ha già le lacrime agli occhi!
Di ritorno verso la stazione, ci fermiamo a Waterlooplein dove c’è il mercatino delle pulci, non molto diverso dal nostro porta portese, a Roma, anzi direi molto meglio Porta Portese.
Abbiamo deciso di passare il pomeriggio a Volendam, paesino di pescatori, prendiamo l’autobus n°110 e in 20 minuti siamo lì (sulla strada vedo il mio secondo mulino!). Piccola cittadina sul golfo, carinissima ma un po’ ventosa… dopo un pranzetto a base di una calda zuppa, e una romantica passeggiata sul molo ad osservare il tramonto con il gelido vento che ti sferza il viso, ce ne torniamo infreddoliti all’autobus, dove l’ultimo brivido ce lo da l’autista che si dedica alla lettura durante la guida.
La sera durante la solita passeggiata sulla Damrak, decido che è arrivata l’ora di assaggiare un olienbollen: il nome non ispira leggerezza, a vederlo sembra un’ enorme castagnola, ne rimango soddisfatta!
Torniamo in albergo un po’ tristi, domani pomeriggio si torna a casa…

SAB 03/01
Questa mattina, dopo aver lasciato le valigie pronte per la partenza in albergo, ci dirigiamo ai battelli sulla Damrak. Il giro dei canali sul battello è d’obbligo, lo so, troppo turistico forse, ma molto suggestivo. Il costo è di euro 5,50 e le house boat che si vedono sono troppo belle.
Dopo il giro in battello, ultima passeggiata per la Damrak, con sosta a Piazza Dam, per un Wafel, frittellona con cioccolato fuso per Fra, e colazione allo Sheeba per me, qui ho assaggiato la torta con la marijuana, il sapore non era affatto male, ma non ho notato effetti particolari.
Torniamo a prendere le valige, trenino per Schipol e imbarco per Roma. Un po’ la stanchezza, un po’ forse iniziava a fare effetto la torta, ho dormito tutto il viaggio, ho riaperto gli occhi all’atterraggio.
È stata una bella vacanza, siamo stati bene, spero di tornarci presto, magari in estate.Un'idea per festeggiare il nuovo anno: la "Venezia del nord" nella suggestione dell'inverno

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