Amsterdam: Itinerari a tema

in viaggio con leander in Olanda

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Amsterdam: Itinerari a tema

Una visita di Amsterdam può essere impostata sotto molte e differenti chiavi di lettura.
Comincerei subito con lo sconsigliare la soluzione del viaggio organizzato, dal momento che, alla pari di Parigi, Vienna, Madrid, Lisbona, Bruxelles, Praga e altre grandi capitali, la città si presta a meraviglia ad essere esplorata in autonomia: ottima logistica, trasporti funzionali, servizi efficienti, infinite possibilità di alloggio e di ristorazione favoriscono un soggiorno senza problemi. Quindi ecco la raccomandazione, anche ai più pigri, di “fare da sé” personalizzando gli itinerari sui propri ritmi e non su quelli dei tour operators: consultare qualche tempo prima della partenza una buona guida (Michelin, Peugeot, Touring, Routard, Mondadori, non c’è che l’imbarazzo della scelta), provvedersi della mappa della città e non manca niente per dedicarsi alla conoscenza di questa intrigante città.

Come spostarsi

Mi sembra fuori luogo partire dall’Italia in macchina solo per recarsi ad Amsterdam, visto che una volta sul posto l’auto è più un impiccio che una comodità; senz’altro da preferire l’aereo, ma anche i treni internazionali offrono buone opportunità. Nel caso che la visita della città sia inserita in un viaggio più articolato attraverso l’Olanda, è conveniente riservare la macchina ai dintorni e muoversi nella capitale con i mezzi pubblici, a piedi o in bicicletta; anzi, in nessun’altra parte del mondo ci si può trovare così a proprio agio sulle due ruote, che costituiscono una vera filosofia di vita del cittadino olandese. In questo modo le condizioni per gustare al meglio la città ci sono tutte, magari facendo base in un albergo in posizione centrale (vedi "Dove alloggiare").

Dove alloggiare

Mi sento di consigliare l’Hotel Acro, in un quartiere tranquillo a pochi minuti dal Rijksmuseum e dal Museo di Van Gogh, dove si può spendere una settantina di € per una camera con abbondante prima colazione. Il servizio di prenotazione alberghiera della stazione ferroviaria è comunque molto efficiente.

Da non perdere

Amsterdam è una delle città in cui si può apprezzare al meglio il piacere di girare senza meta, anzi in un soggiorno di cinque-sei giorni (il minimo, secondo me, che consenta una conoscenza non superficiale), può essere istruttivo dedicare il primo a passeggiare seguendo un “non itinerario” dettato dall’istinto. I 160 canali, i 1281 ponti, le 600.000 biciclette (quasi una per abitante), le 3000 case galleggianti, i musei, le facciate dei palazzi, le decorazioni, i mercatini, le aiuole fiorite, i locali di ritrovo e, perché no, i quartieri a luci rosse, ci proporranno un primo assaggio delle caratteristiche salienti del tessuto urbano; a questo punto saremo pronti, guida e mappa alla mano, a impostare una serie di itinerari “a tema”, ciascuno secondo la personale predilezione.
Un risvolto stimolante è quello fotografico. Capita sovente di vedere stampe o diapositive tutte simili in una successione di scorci su canali, ponti, case e barconi che può annoiare o suggerire la conclusione che Amsterdam sia una città monocorde e poco fotogenica. A maggior ragione è invece raccomandabile una visita strutturata sull’approfondimento di percorsi tematici, che può svelare un’infinità di particolari per comporre inquadrature sorprendenti e non banali.

GLI SPAZI D’INCONTRO
Si può ben dire che l’intera città sia un immenso luogo d’incontro. Tuttavia sono da citare, tra le strade del passeggio e gioia degli amanti dello shopping, la Rokin, la Damrak e soprattutto la Kalverstraat; tra i luoghi di aggregazione, è da qualche anno in ribasso e non troppo ben frequentato il Dam, la grande piazza cuore della contestazione degli anni Sessanta, mentre il Vondelpark, un tempo punto di riferimento degli hippies, è tuttora il polmone verde della città, un vasto parco pubblico percorso da piste ciclabili, canali e laghetti. Autentico teatro all’aperto per gli artisti di strada è la Leidseplein, vivace piazza alberata in un quartiere brulicante di ristoranti e caffè; su un lato prospetta il teatro Stadsschouwburg, dalla cui terrazza i giocatori dell’Ajax sono soliti salutare la folla dei tifosi in occasione delle vittorie importanti della squadra.

I CANALI
Ho già detto che sono 160 tra principali e secondari. I quattro più importanti sono concentrici su uno sviluppo a mezzaluna, dall’interno verso l’esterno il Singel, lo Herengracht, il Keizergracht e il Prinsengracht. Un labirinto di corsi minori uniscono o incrociano due o più di quelli principali creando un centinaio di isole, cosicché per una visita esauriente e non dispersiva è opportuno seguire un criterio logico: ad esempio si può percorrere prima tutta una riva di ciascun canale e poi a ritroso la riva opposta; oppure seguire l’intero perimetro delle singole isole; o ancora individuare i siti d’interesse e spostarsi da uno all’altro come su una scacchiera. Come punti di orientamento “a vista” possono essere presi i campanili delle numerose chiese o le varie torri erette nel Cinque-Seicento a scopi difensivi in punti strategici della cerchia dei canali.
Una cosa nota a pochi è che l’acqua, in media profonda sui tre metri, è mantenuta a livello costante e sufficientemente pulita da un sistema di 16 chiuse che ogni notte vengono aperte e poi abbassate rinnovandola completamente.

LE CASE
Un viaggiatore del Seicento commentò che passeggiando lungo i canali si provava la sensazione di trovarsi “in una foresta in città o in una città cresciuta nella foresta” per via degli edifici stretti e slanciati verso l’alto. Oltre a questo, sono molteplici gli aspetti che colpiscono osservando le case che prospettano sui canali, a cominciare dalla grande quantità e dalle dimensioni delle finestre, occupanti spesso la parte preminente della superficie della facciata. Il motivo è semplice: ci troviamo abbastanza a nord, il clima non regala molte ore di sole, gli inverni sono lunghi e grigi, così grazie a questo espediente si cerca di catturare quanta più luce è possibile.
Le facciate sono talvolta molto strette, anche se gli interni delle abitazioni si sviluppano parecchio in profondità: con questo “trucco” si cercava di attenuare l’incidenza di una legge che tassava le case in relazione alla superficie del lato prospiciente il canale. Il primato in materia è detenuto dalla casa al n. 7 del Singel, che è larga poco più di un metro, in pratica quanto la porta! In realtà si tratta di un trucco nel trucco, visto che è il retro di una casa di normali dimensioni e non la residenza di nani anoressici!
Un’altra curiosità consiste nell’edificio al n. 34 del Begijnhof, il quartiere delle beghine, cioè le donne sole, orfane, nubili o vedove, che, pur senza prendere i voti, si ritiravano in una vita consacrata alla fede e ad opere di carità: quella casa dal frontale grigio scuro, risalente al 1420, è la più vecchia di Amsterdam e una delle sole due in legno rimaste in città dopo il decreto del 1452 che, dopo l’ennesimo devastante incendio, proibì l’utilizzo del legno per le nuove costruzioni.
Ma, dopo avere guardato verso il basso (i canali) e alla nostra altezza (i ponti e le case) non si può dire di conoscere la città se non si alza anche il naso verso l’alto. Fatelo e ne vedrete delle belle, cioè…

FREGI, CORNICIONI, FRONTONI, FORMELLE
Si nota con evidenza che parecchie case di Amsterdam hanno la facciata sul canale inclinata in avanti sulla parte alta. In questi casi è di solito presente una trave sporgente dotata di carrucola per sollevare merci e mobilio dalla strada fino in casa: la pendenza non è quindi, come si potrebbe credere, sintomo del cedimento delle fondazioni ma proprio un accorgimento per evitare danni alle finestre e ai muri esterni durante le operazioni di carico.
La parte culminante degli edifici, secondo una consuetudine che durò più o meno per l’intero secolo XVIII, era definita da un cornicione, spesso abbellito da motivi ornamentali lineari o arrotondati. In alternativa, la facciata era sormontata da un frontone triangolare in corrispondenza del soppalco adibito a magazzino; con il tempo le semplici linee squadrate lasciarono il posto a profili più elaborati e ancora oggi si possono apprezzare decorazioni a volute, a campana, a greca, a conchiglia, non di rado arricchite da insegne e stemmi colorati.
Ma una caratteristica veramente unica consiste nelle formelle, piccoli bassorilievi di terracotta variopinta sopra le porte che servivano a identificare le case prima che fosse introdotta la numerazione alla fine del XVI secolo. Mirabilmente conservate ancora oggi, sintetizzano ciascuna una storia in un piccolissimo spazio, visto che riportano un disegno indicante l’occupazione del proprietario, spesso l’anno di costruzione e talvolta il nome della famiglia: possiamo quindi trovarci davanti un marinaio al timone della nave, un contadino che semina un campo, una mano che scrive, una donna con due secchi di latte, due balle di canapa, una carrozza a cavalli, più mille altre per le quali vi invito alla scoperta.

I MUSEI
Che cosa dire? Poche altre città possono vantare un apparato museale altrettanto rilevante. Almeno tre quelli assolutamente imperdibili anche da parte di coloro che non siano fanatici di opere d’arte:
1 - il Rijksmuseum, straordinario palazzo contenente un’altrettanto splendida collezione di pittura fiamminga (senza scendere nel dettaglio, Rembrandt, Rubens e Vermeer su tutti);
2 - il Museo di Van Gogh (non servono commenti, bisogna andarci e basta!);
3 - lo Historisch Museum, fondamentale per comprendere appieno non solo la storia ma anche tutti gli aspetti della città.
Ma raccomandandone alcuni si rischia di penalizzare tutti gli altri, e allora devo almeno citare lo Stedelijk Museum (arte contemporanea), lo Scheepvaart Museum (storia della marina), la Rembrandthuis (casa-museo di Rembrandt) più altri minori e curiosi, quali i musei della birra, della tortura e della canapa indiana.

I CAFFÈ BRUNI
In olandese “bruine kroegen”, sono per antonomasia i tradizionali locali d’incontro degli olandesi. Così chiamati per il colore scuro delle pareti interne dovuto all’invecchiamento e al fumo di intere generazioni, sono luogo di ritrovo per bere qualcosa, leggere il giornale, giocare a scacchi o conversare; per il turista mete immancabili di un soggiorno ad Amsterdam che vada oltre il solo aspetto monumentale. Un itinerario lungo questi veri e propri pezzi di storia popolare ci potrà portare ad esempio al “Hoppe” o al “’t Doktertje”, tra i più antichi e pieni di atmosfera, al “De Tuin”, frequentato dagli artisti, al “In De Wildeman”, specializzato in birre di tutto il mondo, al “De Engelbewaarder” o al “De Kroeg”, nei quali si può ascoltare della buona musica, in particolare jazz.

MERCATI E MERCATINI
Il primo che viene in mente e noto a tutti è il Bloemenmarkt, il mercato galleggiante dei fiori: un tempo le imbarcazioni giungevano in città portando le piante direttamente dai vivai, mentre oggi la vendita avviene sempre su barconi, ma attraccati in permanenza al molo. È un vero trionfo di colori e profumi, anche se l’impronta turistica è ormai preponderante e la clientela soprattutto straniera.
Altre indicazioni per gli appassionati sono la Waterlooplein, grossa piazza nel quartiere ebraico che ospita venditori di bigiotterie, oggetti esotici e abbigliamento militare; il Noordermarkt, mercatino delle pulci ma anche una sfilata di bancarelle popolari di stoffe, uccelli, frutta e verdura, artigianato; il Nieuwmarkt, animata piazza sulla quale si svolge il tradizionale mercato di antiquariato, nei pressi del Waag, la più antica porta di Amsterdam, molto scenografica con le tozze torri ottagonali e cilindriche.

LE CASE GALLEGGIANTI
Grandi o piccole, grigie o variopinte, spartane o lussuose, sono uno dei simboli di Amsterdam quasi quanto le biciclette. Cominciarono a diffondersi negli anni Cinquanta con tutt’altro scopo che quello di introdurre una nota di pittoresco per la gioia dei turisti, ma semplicemente per l’irrisolvibile crisi di alloggi in una città tanto particolare.
Le house-boat “legali”, con tanto di indirizzo e allacciate alle reti elettrica e idrica, sono circa 3000, ma si stima che altrettante siano quelle “illegali ma tollerate”. Alcune non hanno nulla da invidiare, quanto a conforto, a vere case: allestimenti in legname pregiato, aiuole ben curate all’ingresso, salottini sul ponte, arredi di qualità che si scorgono dalle finestre abbellite da tendine a merletto. Talvolta decorate con disegni stravaganti, sono diventate in certi casi soggetti per cartoline, libri e filmati finendo, al di là delle esigenze pratiche, con l’incarnare uno stile di vita. Un barcone tutto particolare, davanti al n. 40 del Singel, è il Poezenboot, la “barca dei gatti”, sulla quale vive da anni un’affollata colonia di felini randagi.

L'intrigante Capitale Olandese permette di scegliere "itinerari a tema".

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