La Namibia, trionfo della natura!

in viaggio con lidia in Namibia

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La Namibia, trionfo della natura!

Un bel viaggio in autonomia, lontano dai ritmi frenetici della "cosiddetta" civiltà10.08.2008
Km percorsi: 275
Ingresso parco: 90 N$
Camping: 105 N$
Arriviamo a Windhoek di primo mattino e all’aeroporto troviamo l’autista del pulmino della ditta di noleggio auto che ci aspetta, come previsto.
Arrivati al noleggio firmiamo i documenti di rito e mentre aspettiamo che finiscano di allestire l’auto facciamo la spesa al supermercato che si trova di fronte.
Nonostante sia domenica e la maggior parte degli esercizi sono chiusi, questa regola non vale per i supermercati, che a differenza di quello che pensavamo, troveremo piuttosto frequentemente lungo il tragitto.
A partire dalle 13.00 del sabato e per tutta la domenica è vietata la vendita di alcolici, così ci troviamo costretti a rimettere negli appositi scaffali la nostra scorta di vini del Sud Africa e di birre locali… SIGH!
Acquistiamo anche una mappa della Namibia, costo 25 N$, sembra non essere molto dettagliata, ma scopriremo che c’è tutto quello che serve per un itinerario come il nostro.
Alle 12,30 ci muoviamo verso la nostra prima tappa: Hardap Dam, un parco gestito dalla NWR che si sviluppa attorno ad un bacino artificiale (Dam = diga).
Inizia il nostro viaggio lungo questi infiniti rettilinei che tagliano la savana, oltrepassiamo il Tropico del Capricorno, anche se è piuttosto idiota non riusciamo a non provare un’emozione particolare e a resistere alla tentazione di farci un bell’autoscatto!
I paesi che attraversiamo sono veramente minuscoli, iniziamo a respirare il senso di libertà che solo spazi immensi come quelli africani possono offrirti.
Giungiamo ad Hardap Dam alle 15.30, non c’è praticamente nessuno!
Facciamo un breve giro del lago lungo la “Fish road”, avvistiamo qualche pellicano e gruccione, purtroppo questa non è la stagione migliore per l’avvistamento della fauna avicola.
Al tramonto ci concediamo una birra sulla terrazza del ristorante mentre ammiriamo il lago che si veste di vari colori; ceniamo all’ottimo ristorante e alle 20,00 andiamo a dormire…..ci sembrano già le due di notte!
In Namibia questa sensazione ci accompagnerà per tutto il viaggio e non ci sarà sera in cui andremo a dormire dopo le 20.30.

11.08.2008
km percorsi: 460
Ingresso parco: N$170
Camping: 300 N$
Riprendiamo il nostro viaggio verso sud, facciamo una sosta a Keetmanshoop e arriviamo a Hobas verso le 14.30.
Una volta sbrigate le pratiche al campeggio, molto carino ma costoso ci dirigiamo verso i punti panoramici da cui si può ammirare il Fish River Canyon.
Ce ne sono diversi, e da ognuno di questi si possono cogliere aspetti diversi del canyon, la vista è mozzafiato!
Purtroppo non ne abbiamo il tempo, ma un trekking di un giorno per un bagno al Fish River (anche se in teoria è vietato) sarebbe una bellissima esperienza!
Avvistiamo springbock, scoiattoli ed una colonia di babbuini; il sole sta tramontando e con rammarico rientriamo al campeggio dove consumiamo la nostra cenetta accompagnandola con un errato acquisto di vino sudafricano, un copioso bag in box da 3 litri di un fantastico rosso dolce… sigh!

12.08.2008
Km percorsi: 485
Ingresso parco: 88 R
Campeggio: 120 R
Procediamo senza indugi alla volta del confine, le montagne sono contorte e le rocce hanno colorazioni che vanno dal rosso al nero a giallo, attraversiamo il villaggio di Aussenkehr, posto lungo l’Orange River, con le sue casette di paglia e legno, è surreale, non avevo mai visto qualcosa del genere! Quì si coltivano i vigneti di proprietà di aziende sudafricane ovviamente e per strada donne e bambini trasportano scarti di potatura.
Arrivati a Noordoewer siamo al confine, sbrighiamo le formalità e in un attimo sbagliamo strada, cerchiamo di comprare una cartina ma non avendo Rand non ce la vendono (ma non c’erano accordi monetari tra i due stati ?!?!?); non importa, ne ricalco una.
Attraversiamo immense distese fiorite, dopo tanta savana stupisce un po’ tutto questo verde.
Arriviamo a Sendelingsdrift, nel Richtersveld National Park, passando dal Gate Sud, ci dicono che non riusciremo a raggiungere De Hoop, è troppo tardi.
“Ma come?!?” “O diamine! In Sud Africa c’è l’ora legale +1 rispetto alla Namibia”.
Raggiungiamo il campeggio, è più selvaggio che mai, immerso nella vegetazione ripariale a circa 8 km dalla reception.
Sulle prime restiamo un po’ interdetti, non corrisponde propriamente alla concezione di campeggio a cui siamo abituati, beh! lo sconforto dura poco, ci sembra di essere in paradiso!

13.08.2008
Km percorsi: circa 100
Caronte: 150 R
Decidiamo di andare a De Hoop attraverso un percorso per 4x4 che metterà alla prova le capacità di auto e conducente!
Attraversiamo letti di uadi, immense distese in cui pascolano le capre circondate da montagne multicolori; nota dolente: le cave.
A mio avviso se non ci fossero le cave non ci sarebbe neanche il parco… ma questa è una mia idea personale tutta da verificare.
Superiamo indenni l’Akkedis Pass e dopo poco siamo a De Hoop.
Il posto non ci piace molto, pieno di pescatori sudafricani superaccessoriati, sembra di essere in un film americano, mancano solo i mash mallows.
Decidiamo di tornare indietro e di traghettarci in Namibia.
Arrivati a Sendelinsdrift svolgiamo le formalità, paghiamo Caronte per portarci in Namibia e dopo circa 20 km arriviamo a Rosh Pinah, distributore, facciamo il pieno… e kaput! La macchina non vuole più saperne di partire (o meglio di fermarsi, il motorino di avviamento non si spegne più).
“Se ci fosse Maurizio Dimavv. metterebbe a posto tutto” penso, ma siamo soli, non c’è neanche un libretto con lo schema dei fusibili, non abbiamo una Toyota e in questa cittadina c’è solo un meccanico Peter Haas, che non è proprio un meccanico… insomma: siamo nella bratta!

14.08.2008
Per chi ha letto la “Guida Galattica per autostoppisti” di Douglas Adams, questo posto lo descriverei così: Rosh Pinah, città di minatori, praticamente innocua.
Ci resteremo 3 giorni.

16.08.2008
Km percorsi: 505
Campeggio: 130 N$
La Kea ci dà una macchina sostitutiva e sfrecciamo verso Nord, abbiamo parecchio da recuperare!
Lungo la strada avvistiamo struzzi, springbock, orici, e colpo di fortuna un cobra nero che stavamo per schiacciare con la macchina.
Sostiamo al Betta Camping, un’oasi nel deserto, il “punto di sosta che ci vuole", dove c’è tutto l’indispensabile, dalla benzina ai gelati.
Il paesaggio si fa sempre più suggestivo, dune rosse vegetate si mescolano al giallo della savana, siamo circondati da rilievi con le forme più svariate, modellate dall’erosione del vento dopo e dai ghiacciai prima.
Arriviamo al Betesda Camp Site, molto bello, piazzole grandi e isolate.

17.08.2008
km percorsi: 268
campeggio: 200 N$
Oggi il vento spira con una discreta violenza e questo perché?
Ovvio, è il giorno dedicato alla visita delle dune di Sussusvlei, cosa c’ è di più bello dei granelli di sabbia che ti sferzano sulla faccia?
E’ con orgoglio che estraggo dalla valigia il mio shesh algerino, finalmente!
La strada per arrivare a Sussusvlei è interamente asfaltata, come farebbero altrimenti i pullman pieni di turisti ad arrivare. Già non mi piace.
La duna 45 è piena di gente che sale… rabbrividisco guardando quei corpi immersi nella sabbia, proseguiamo oltre ancora per un po’ poi decidiamo di tornare indietro; più che le dune di per se, la vera chicca di questo posto è un paesaggio desertico modellato dall’erosione fluviale.
Ritornati a Sesriem svoltiamo per il Sesriem Canyon, che si trova a circa 4,5 km dal campeggio, devo dire che è veramente suggestivo: Si tratta di un canyon inciso in antichi conglomerati e arenarie dal fiume Tchaub durante la stagione delle piogge.
Terminata la visita facciamo rotta per il Tchaub River Camp, consigliato dalla guida.
Non appena varchiamo la soglia restiamo di stucco: disseminate ovunque vi sono oggetti, personaggi, animali fatti con pezzi di recupero… sono bellissimi!
Il proprietario ci mostra il “catalogo delle piazzole” (?!?) e ce ne consiglia una in particolare, ci mettiamo un po’ a capire che costui è proprietario di un discreto quantitativo di ettari di territorio e che le piazzole distano parecchi km l’una dall’altra.
Accettiamo la proposta e ci ritroviamo in una piazzola da 24 persone tutta per noi, con bagno, doccia calda e pozze di acqua.

18.08.2008
km percorsi: 468
campeggio: 137 N$
A malincuore lasciamo la nostra fetta di paradiso e partiamo per Walwis Bay.
Il panorama delle Naukluft Mountains è bellissimo, scattiamo qualche foto e ci fermiamo a Solitaire a NON fare benzina (cosa sconsigliatissima da chiunque!) e a mangiare la Apple Pie, che ormai viene prodotta a ritmi industriali… buona comunque!
La C64 è molto trafficata, il Gaub Pass (che più che un passo è un guado) è molto suggestivo, di gran lunga più spettacolare è il Kruiseb Pass!
Dopodiché inizia una piatta, infinita, pianura di niente, calda e desolata, mostruosa, interminabile!
A circa 10 km da Walwis Bay avvistiamo la duna 7, i pulmini, i fuoristrada e gli omini che fanno il sandboarding; prima o poi faranno anche un impianto di risalita… è solo questione di tempo (e di sabbia).
Questo si che è un campo di dune! Un vero e proprio deserto che tenta di inghiottire la città.
Cos’è Walwis Bay: progetti e zone residenziali di lusso da tutte le parti, ricchi bianchi coi quad, fuoristrada che trainano yacht… una città a parte per i neri.
Campeggiamo al Long Beach Resort, carino e deserto, triste.
Andiamo alla laguna fino al Pelica Point: dei fenicotteri rosa neanche l’ombra… si sono mica dimenticati di dirci che non è stagione?!
Non è scritto da nessuna parte… beh! Ora ve lo dico io: ad agosto i fenicotteri rosa sono in vacanza da un'altra parte!
Le saline sono però molto suggestive, con i loro colori dal rosa all’azzurro a seconda dello stato di maturazione del sale.

19.08.2008
km percorsi: 326
Ingresso Cape Cross: 90 N$
Campeggio: 100 N$
Partiamo per Cape Cross, sosta a Swakopund per i viveri e poi… viaaa verso le foche!
Una puzza terribile… ma lo sapevamo già, e poi un’infinita distesa di otarie urlanti (i maschi), incredibile! Da National Geographic (almeno per me che non avevo mai visto nulla di simile!).
Incredibile anche le contraddizioni: ogni giorno (ogni giorno forse no ma molto spesso), una discreta quantità di otarie viene catturata e uccisa: le parti più pregiate vengono vendute al mercato giapponese, col resto ci fanno cibo per animali e con le pelli souvenirs come quelli che troverete alla reception.
Non è il business (?!) che spinge questa pratica, ma un preciso programma nato dalla necessità di contenere la crescita della colonia: pare mangi troppo pesce e che sia in concorrenza coi pescatori.
Non male Eh!
Prossima tappa Spitzkoppe, nel frattempo piattume… piattume e caldo.
Quando lo avvistiamo da lontano restiamo un po’ perplessi… ne varrà la pena? Ma quando entriamo nel camping… wow! Qui l’erosione ha fatto il meglio di sé, potrete sbizzarrirvi a decifrare le forme scolpite con maestria nel granito.
Ottimo posto anche per il birdwatching.
Il camping è gestito dalla comunità locale (finalmente!) ed è formato da piazzole sparse per tutto il massiccio: a voi spetta solo scegliere quella che più vi aggrada e che no sia già occupata.

20.08.2008
km percorsi 526
Camping 160 N$
Anche oggi ci aspettano parecchi km e diverse tappe di cui la prima è la foresta pietrificata.
Decidiamo di saltare Twelfontaine, orridamente insensibili alle pitture rupestri (o forse ho fatto il pieno in Algeria..) e ci dirigiamo alla foresta pietrificata.
Lungo il tragitto vi sono venditori di pietre, minerali, pezzi di tronchi fossili, se non siete interessati agli articoli se vi fermate siete perduti!
Di ingressi per la foresta “non ufficiali” ce ne sono ovunque, potete scegliere quello che preferite; la foresta si estende per 25 km e oltre seguendo la formazione di arenarie.
Noi che siamo un po’ “tedeschi” abbiamo optato per il sito ufficiale dove abbiamo fatto una interessante visita guidata e visto diverse welwisha mirabilis, una pianta antichissima, che può vivere anche 200 anni e il cui sistema di riproduzione non è ancora molto chiaro.
Rispetto al Sud il paesaggio e le condizioni sono molto diverse, qui fa parecchio caldo e ci sono termitai ovunque.
Verso le 15,00 arriviamo al Toshara Lodge, sembra un po’ “troppo figo” ma entriamo lo stesso.
Bella piazzola, piccola ma con bagno privato, doccia calda, legna, luce… omniconfort insomma!
In più se riuscite a restare svegli alle 19.00 per 50 N$ servono il lunch a buffet.

21.08.2008
km percorsi 386
Ingresso parco 170 N$
Campeggio 100 N$
Entriamo attraverso l’Andersson Gate nel Parco dell’Etosha verso le 7,00 e utilizzando una cartina del parco trovata a Sesriem facciamo un primo giro per le pozze e avvistiamo subito elefanti, rinoceronte, giraffe.
Santo cielo! E’ un’esperienza incredibile! Siamo emozionantissimi.
Andiamo a Okaukuejo per pagare la tassa di ingresso, cerchiamo anche un posto per la notte…pare che non ci sia nulla di più bello che vedere gli elefanti ed i rinoceronti abbeverarsi la sera presso le pozze illuminate create vicino ai campeggi.
Purtroppo sia per oggi che per domani è tutto fully booked… un vero peccato.
Ci trastulliamo tutto il giorno tra bufali, aquile, antilopi, sciacalli e leonesse!.

22.08.2008
km percorsi 407
Campeggio 100 N$
Stavolta entriamo all'Etosha alle 6,00 e avvistiamo 3 ghepardi che consumano il loro pasto!
Anche oggi avvistiamo moltissimi animali e presso una pozza assistiamo ad un battibecco tra un branco di elefanti ed un gruppo di leoni… hanno vinto gli elefanti.
Ci spostiamo verso Est, sostiamo a Namutomi per fare rifornimento e ci dirigiamo al King Nehale Gate, il parco ci fa un ultimo splendido regalo: 3 femmine di leone con tutti i loro cucciolini in riga… in posa!
E poi un branco di bufali accompagnati da questi bianchi uccelli che non si sono visti da nessuna parte in tutto il parco.
Oltre al regalo c’è anche la sorpresa: il promettente campeggio che doveva essere a pochi km dal Gate in realtà è un allevamento di vacche… e ora?
Facciamo rotta verso Ondangwa, sulla cartina è segnato un campeggio a Olukonda.
L’atmosfera cambia repentinamente, questa è l’Africa vera, non quella sommessa ed addomesticata dei bianchi sudafricani che si sono impossessati delle terre namibiane.
La vita si svolge lungo la strada principale, sono tutti lì, a fare niente, a fare qualcosa, a vendere oggetti e viveri, alle case del sud si sostituiscono file di baracche aggiustate alla meglio, donne vestite con abiti tribali, allevatori, pescatori, caos.
La zona è ricca di acqua ed alla savana si sostituiscono palme, prati verdi e pozze di acqua in cui le donne ed i ragazzini pescano e gli animali si abbeverano.
La differenza rispetto a ciò che abbiamo visto finora è tale che ci viene voglia di saperne di più: leggiamo la storia della Namibia e scopriamo che in quest’area la tribù Herero alleata ad altre riuscì ad impedire l’ingresso dei bianchi, ecco perché ora è così.
Sono le 17.30, il sole è praticamente tramontato… abbiamo quasi perso le speranze ma finalmente un cartello ci indica il Rest Camp: è una missione con un museo annesso, zanzare comprese nel prezzo.

23.08.2008
Km percorsi: 290
Campeggio: 160 N$
Partenza verso le 7,00, direzione Ruacana.
Ci fermiamo ad Oshakati a fare un po’ di spesa: una guardia armata di fucile a pompa ci sorveglia mentre ritiriamo al bancomat, un’altra ci tiene d’occhio la macchina e la spesa mentre carichiamo i viveri.
Beh! Insomma… siamo tranquilli… ma un po’ meno tranquilli.
Arrivati a Ruacana troviamo un punto panoramico per vedere quello che sarebbero le cascate se non ci fosse la diga… che peraltro produce l’80% del fabbisogno elettrico della Namibia.
Decidiamo di non oltrepassare il confine con l’Angola per vedere il rivoletto di ciò che resta delle Ruacana Falls (anche perché non abbiamo le idee molto chiare su dove di preciso sia…) e andiamo alle Hippo Falls.
In realtà si tratta solo di un campeggio lungo il fiume..molto carino ma a noi non interessa pernottare quì.
Procediamo lungo la D3700 verso Swartboolsdrift dove si trova il Kunene River Lodge..che abbiamo scelto per la notte.
Siamo nelle terre degli Himba, ormai più un fenomeno turistico che tribale, lungo il percorso ci imbattiamo in innumerevoli villaggetti in cui bambini, donne e bambine svestite e pitturate ad hoc, secondo la loro consuetudine chiedono “money”, “sweets” e se proprio no hai ancora scucito niente “pen”.
Si respira un bel senso di “fatto a posta per turisti” e la colpa è solo nostra… poi ti parlano di turismo responsabile.
Se arrivi in quelle zone con un fuoristrada, musica e occhiali da sole… hai già fatto a pezzi una cultura.
Himba a parte la strada lungo il Kunene river è splendida, sembra di essere nel paradiso terrestre: enormi alberi contornano le rive del fiume, sotto piccoli prati verdi contornati da una terra rossa creano un bellissimo contrasto di colori.
Arriviamo al lodge, è pieno, facciamo gli occhi da “gatto con gli stivali” e ci rimediano un posto; il camping è molto bello, ombreggiato con docce calde e bei banani qua e là, pieno di “namibiani bianchi” che vengono qui a trascorrere il fine settimana con le famiglie.
Sembra di essere in un film americano: il genere “birra, figli e canne da pesca”.

24.08.2009
km percorsi: 165
Campeggio: 160 N$
Partenza alle 6,50 per le Epupa Falls, la strada è abbastanza dissestata anche se un progetto del Ministero dei Trasporti finanziato dall’Unione Europea dovrebbe migliorarla parecchio.
Impieghiamo 3,30 h per arrivarci, è uno spettacolo entusiasmante! La faglia in cui scorre l’acqua è evidentissima e le cascate sono meravigliose… sembra di essere in un paradiso.
Ci installiamo al “Epupa Falls Camp Site”, gestito dalla popolazione locale, sistemiamo le nostre cose e… via di corsa a fare il bagno! Fa un caldo terribile e l’elevato tasso di umidità non aiuta di certo!
La giornata scorre all’insegna del relax, a curiosare le abitudini delle donne Himba e a scansare bambini che ti chiedono di tutto, adulti che vogliono portarti tutti i costi a vedere i “coccodrilli”, pare non ce ne sia neanche l’ombra… e a osservare intimoriti i cocchi che pendono minacciosamente sulle nostre teste.

25.08.2009
km percorsi: 286
camping: 120 N$
Cena: 210 N$
Ci alziamo di buon mattino, il programma di oggi è particolarmente ambizioso: raggiungere Ottinungwa nella Marienfuss, passando dal Van Zyl Pass.
Facciamo benzina a Okongwati, esattamente in uno di quei posti in cui non si dovrebbe mai andare, dove hanno la benzina conservata nei bidoni… vecchia di chissà quanto.
Dal bidone al bidoncino, dal bidoncino al serbatoio… dopo circa un’ora riusciamo finalmente a partire, poco dopo incrociamo degli italiani e ci facciamo spiegare un po’ la strada… beh! Certo… mica abbiamo una mappa dettagliata noi!
Lungo la strada vi sono ovunque bambini e ragazzi himba che chiedono qualcosa… stanno diventando veramente insopportabili!
Man mano che proseguiamo la strada si fa sempre più impervia, superiamo con parecchie difficoltà un primo passo, costituito interamente da gradoni di pietra, arrivati in cima troviamo una roccia con nomi e date di chi prima di noi è arrivato lì… questo ci fa pensare che abbiamo condotto un’impresa notevole!.
Scendiamo e giungiamo in una piana dove l’unica indicazione è una pietra con una freccia che indica a destra e la scritta “Visitors are welcome”.
Questo ci consola, seguiamo la direzione ma dopo un po’ perdiamo completamente le tracce della pista.
Torniamo indietro e con l’ausilio della bussola teniamo la direzione di Opuwo, a questo punto rinunciamo nell’impresa… se per caso rimaniamo a piedi con la macchina è un vero casino!
Arriviamo a Opuwo verso le 16,30, himba, Herero e di tutto di più in giro per le strade… è veramente fantastico!
Scopriremo che oggi si festeggia l’Herero Day, il “Giorno degli eroi”, giorno di festa nazionale.
Ci fermiamo all’Oreness Campsite, gestito da un francese: non ci sono acqua e corrente vicino alle piazzole, c’è un braai per tutti, i bagni sono sporchi senza luce né acqua calda... uno schifo insomma!
Anche la cena che ci servono non è assolutamente commisurata al prezzo pagato.
Decisamente il peggior campeggio in cui siamo stati, sconsigliato vivamente!

26.08.2009
km percorsi 260
camping 180 N$
pranzo 144 N$
Partenza alla 7,30 per Palwag, la nostra meta è il Palmwag Lodge della Save the Rhino Thrust.
Il paesaggio inizialmente è monotono, poi man mano che ci inoltriamo del Kaokovald diventa sempre più movimentato: siamo circondati da dolci rilievi, mentre sullo sfondo si stagliano ampi altopiani e lippe…se non ci fosse la solita foschia creata dalla polvere, sarebbe meraviglioso!
Molto bello il Jouber Pass valicato prima di arrivare a Sessfontein; quest’ultima, che sulla Lonely Planet viene paragonata a Tamanrasset… boh! è un agglomerato di casettine cadenti abitate per lo più da Herero. Non ha nulla di particolare in più rispetto a quanto visto fin’ora.
Palmwag è una splendida oasi ed uno splendido Lodge/camping, consigliatissimo!

27.08.2008
km percorsi: 463
Camping: 363 N$ (compresi in 170 N$ di ingresso al parco)
Partenza alle 7,30, dalla cima del passo del Grotberg, posto vicino a Palmwag, su gode di un bel panorama e soprattutto si possono avvistare springbok , orici e kudu veramente in libertà; qui non ci sono recinti e riserve, gli animali selvatici sono veramente selvatici.
Tra Kamanjab e Outjo il paesaggio è abbastanza monotono, ma non mancano giraffe e altri animali in libertà, cerchiamo ovunque elefanti… ma nulla da fare!
A Outjo entriamo in qualche negozio di souvenirs; se volete comprare fatelo qui! E’ il posto migliore, sia come prodotti che come prezzi, qui è raccolto tutto l’artigianato namibiano esistente e non solo, certi oggetti non li troverete più così facilmente!
Proseguiamo per Otjiwarongo e poi per il Waterberg Plateau.
Ci sono tantissimi camping ai piedi del Waterberg, ma la maggior parte sono in pieno bush, con vista pari a zero e infestati dai tafani.
Ci indirizziamo al camping della NWR posto all’interno del parco, decisamente più bello, con negozio, piscina, lodge e piazzole molto ampie.
Saltiamo il game safari, che costa 350 N$ a testa (non riesco a pensare di salire su una di quelle Jeep a scale… BRRRR) e optiamo per una passeggiata fino alla sommità dell’altopiano.
Siamo al tramonto, le scimmie lanciano i loro gridi, le arenarie si tingono di un colore rosso fuoco e dall’alto si vedono le interminabili piste rettilinee che solcano il territorio namibiano.
Siamo quasi alla fine e un po’ mi commuovo.

28.08.2008
km percorsi: 257
Camping: 250 N$
Partiamo con calma per il Gross Barmen, un centro termale posto vicino a Windhoek in cui abbiamo deciso di trascorrere il nostro ultimo giorno di questa meravigliosa vacanza.
Non c’è nessuno, il centro è deserto così come il camping… fa un po’ tristezza ma allo stesso tempo si capisce facilmente che nella stagione estiva il centro sarà gremito di persone.
Ci rilassiamo nella piscina interna e quando io non ce la faccio più ci mettiamo fuori… una intera vasca tutta per noi!
La giornata scorrerà lentamente all’insegna dello "svacco" totale.

29.08.2008
km percorsi 111
Partiamo alle 8,30, dedichiamo un po’ di tempo ad una visita veloce del centro di Windhoek e al “recupero crediti” presso la Air Namibia e la Kea Campers… ovviamente senza nulla ottenere (avevate dei dubbi?).
L’unico lato positivo della faccenda è che recandoci agli uffici della Air Namibia ci dicono che il nostro volo è in overbooking, così come quelli dei 2 giorni successivi; ci consigliano pertanto di andare al check-in con largo anticipo, in modo da non rischiare di restare a terra (quasi, quasi) e così noi faremo.
Partiremo nel pomeriggio. Termina così questa bellissima avventura, in cui recuperi il piacere degli spazi immensi e del tuo spazio vitale; in cui impari di nuovo a vivere secondo i cicli della natura, svegliandoti all'alba e coricandoti dopo il tramonto.
Ho riscoperto la semplicità, i rumori della natura, il piacere di non vedere anima viva, il piacere che il buio notturno fosse buio veramente.
La crisi del rientro nella società occidentale stavolta è stata notevole... forse non mi è ancora passata.

Per ulteriori informazioni, racconti di viaggio, itinerari motociclistici, visita il mio sito http://www.vitaterrestre.it

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