Messico: antichità e mare!

in viaggio con Lele in Messico

torna alla mappa
Messico: antichità e mare!

E' il diario di un viaggio in Messico effettuato la scorsa primavera in compagnia di tre amici.
Abbiamo suddiviso il viaggio in due parti: la prima dedicata ai principali siti archeologici di Yucatan e Chiapas, la seconda a un soggiorno balneare a Cancun e Playa del Carmen.
Dove alloggiare
Indicazioni e prezzi delle strutture ricettive che ci hanno ospitato sono riferiti di volta in volta nel corso del diario di viaggio.
In cucina
Così come per i pernottamenti, le indicazioni su ristoranti, hotels, pizzerie o steak houses dove abbiamo mangiato sono riportate nel corso del diario.
Itinerario
28 Marzo 2003
Con assoluta puntualità alle 7,15 l'aereo parte dall'aereporto di Bologna (compagnia Iberia, volo e auto prenotate tramite agenzia Viaggi Manuzzi di Cesena).
Arrivo puntuali a Madrid, alle 12,15 cambio aereo e partenza per Miami. Arriviamo in terra americana alle 15,30 ora locale, due ore di attesa compresa la fila all’ufficio immigrazione e finalmente l’ultimo aereo per Cancun, dove arriviamo alle 18,30.
All’aereoporto scambio i primi 200 dollari Usa e prendiamo possesso della nostra auto a noleggio, una Chevrolet Cavalier noleggiata con Alamo. Lasciamo l’aereoporto in auto e partiamo per Cancun centro, dove abbiamo prenotato l’unico albergo del nostro viaggio. Io, Vincenzo, Alberto e Morena arriviamo all’Hotel Margaritas verso le 20; stremati dal viaggio, prima di uscire per cena ci rilassiamo un pochino.
Per cena facciamo pochi passi e ci fermiamo a “La Parrilla”, tipico ristorante messicano molto colorato e carino, situato in Avenida Yaxchilan 51 aperto dalle 12 alle 2 del mattino. Spendiamo 250 pesos per due t/bone steak (bistecche) e 435 pesos per una parrillada mixta (un mix di carne e pesce per due persone, molto buono), 60 pesos per tre birre Sol e 13,50 per un’acqua: 758.50 pesos + 113 per la propina (mancia) per un totale di 871.50.
Breve giretto per le strade di Cancun, acquistiamo una carta telefonica da 120 pesos per 25 minuti di conversazione con l’Italia, ci facciamo vivi a casa e subito a letto. La notte è calda ma visto il viaggio ed il fuso ci addormentiamo subito.

29 Marzo
Lasciamo di buon’ora l’Hotel Margaritas (51,66 € per una camera doppia molto carina) e prima di partire per Valladolid decidiamo di goderci un po’ di sole sulle spiagge di Cancun e ci fermiamo a Playa Tortugas. Spiaggetta molto carina frequentata da pochissimi turisti, infatti essendo sabato sono quasi tutti messicani.
Rimaniamo fino a metà giornata e dopo aver girato attorno a Cancun un paio di volte (le indicazioni stradali non sono sempre impeccabili, oltretutto fate attenzione ai semafori perché si trovano dopo l’incrocio e non prima come in Italia!) imbocchiamo la statale Mex 180 e ci dirigiamo sotto un sole cocente verso Valladolid (la Mex 180 è a pagamento, 165 pesos con il limite dei 110 kM/h).
Arriviamo nel primo pomeriggio a Valladolid, carina località con una piazzetta centrale sulla quale ruota il traffico cittadino. Veniamo subito addocchiati da un ragazzo molto simpatico, Beniamino, che ci offre un aperitivo maya all’interno del suo negozio di artigianato e ci indica un buon locale per pranzare ad un prezzo economico, l’Hotel Maria de Luz, una buona comida corrida a 45 pesos a testa).
Dopo qualche acquisto “obbligato” al negozio di Beniamino partiamo per la visita al Cenote Dniztup: ci arriviamo nel pomeriggio tardo e una marea di bambini ci assale per venderci le foto del cenote e cichiedono un peso per delle foto. Purtroppo ci sentiamo i classici colonialisti con i soldi pronti a strappare una foto o un sorriso pagando del denaro: cerchiamo di essere più umili possibile e grazie alla guida di un bambino di nome Armando entriamo all’interno del cenote.
Sinceramente non mi entusiasma tantissimo, mi aspettavo di più da questa “impressionante formazione naturale sotterranea”.
Ripartendo per Chichen-Itza incontriamo delle nubi assai minacciose e piene d’acqua; facciamo giusto in tempo ad arrivare nei pressi delle rovine all’Hotel Dolores Alba che un diluvio universale si scatena continuando per tutta la notte. All’interno delle stanze dell’Hotel troviamo qualche animaletto (ragni, gechi) ma tutto sommato offrono stanze carine con bagno e acqua calda a 39 USA $ la doppia.

30 Marzo
Dopo un’abbondante colazione lasciamo l’Hotel e nonostante il tempo molto nuvoloso ci dirigiamo verso le rovine di Chichen-Itza. Essendo domenica paghiamo il biglietto ridotto (37 pesos a testa + 30 pesos per la telecamera).
Veramente un posto incantevole e affascinante immerso nella natura. Purtroppo la leggera pioggia ed il forte vento non ci permettono di godere appieno del panorama fantastico che si presenta davanti ai nostri occhi. Prima di lasciare Chichen-Itza decidiamo di acquistare qualche souvenir nel mercatino posto all’ingresso ma dopo aver attirato la nostra attenzione sparando prezzi veramente bassi, come ad esempio una statuetta in legno per un dollaro, capiamo e ci spiegano che costa un dollaro maya cioè 550 pesos (sinceramente non so se esiste veramente il dollaro maya). Comunque ci sentiamo presi in giro e decidiamo di ripartire senza acquistare nulla.
Partiamo per Merida, tentiamo una tappa alla grotte di Balankankè ma siccome non c’è nessuno nel parcheggio e l’ora abbastanza tarda decidiamo di partire subito. Lungo il tragitto troviamo villaggi poverissimi, abitazioni in legno e paglia, bambini che giocano per strada tutti sporchi, negozi che si ergono in fatiscenti capanne: ci troviamo davanti agli occhi scenari di vita prima d’ora mai esplorati, scenari che ti fanno fermare a pensare e ripensare. Verso sera arriviamo a Merida, cerchiamo subito l’Hotel Dolores Alba (su consiglio del Dolores Alba di Chichen Itza) e prenotiamo due camere doppie per 380 pesos a camera.
Rispetto all’ingresso molto piccolo e mal tenuto, all’interno l’Hotel è molto carino, camere pulite, parcheggio privato (estacionamento) e piscina.
Alla sera usciamo e troviamo la città in festa, una città molto carina e non troppo caotica. Ceniamo in un ristorantino situato attorno alla piazza principale, una comida corrida per 48 pesos a testa. In questo locale incontriamo un ragazzo messicano che dice di lavorare per l’ente del turismo e ci spiega alcune cose interessanti su Merida e su altri posti limitrofi; non vuole mancia perchè dice che viene pagato direttamente dal governo spagnolo. Prima di tornare in albergo riempiamo la pancia con crepes ripiene di formaggio e frittelle.

31 Marzo
Ci svegliamo di buon’ora e ci dirigiamo in centro per una visita alla città di Merida; incontriamo Federico, un messicano che ha studiato in Italia, che ci porta a spasso per la città tutta la mattina. A Merida acquistiamo le famose amache che pensavamo di sfruttare più avanti nel viaggio. Gli acquisti li facciamo al negozio Popol-ha (vedi Lonely Planet). Purtroppo il tempo corre e nonostante tutti e quattro siamo entusiasti di Merida partiamo per Campeche.
Naturalmente lungo la strada facciamo tappa al sito di Uxmal, situato all’inizio della famosa Ruta Puuc. Paghiamo 87 pesos l’ingresso ma soldi decisamente spesi bene, sito bellissimo, personalmente preferisco Uxmal a Chichen-Itza. Uxmal ha molto più vegetazione, costruzioni l’una accanto all’altra, paesaggi irreali e panorami suggestivi.
Nel tardo pomeriggio ci dirigiamo verso la città di Campeche; oltrepassando il confine tra lo stato dello Yucatan e quello del Campeche veniamo fermati dai militari al posto di blocco: su consiglio del nostro amico Federico di Merida, facciamo i tonti parlando solo italiano, non tentiamo di parlare inglese e nemmeno spagnolo ed i militari ci lasciano passare senza problemi.
Arriviamo a Campeche, ridente cittadina di mare sul Golfo del Messico, verso sera, facciamo benzina alla Pemex (il Messico estrae direttamente il petrolio quindi l’unica azienda distributrice di benzina è la Pemex) e cerchiamo un Hotel per la notte. Visitiamo il Colonial, per 200 pesos ci offre una camera doppia, pulita e acqua calda; decidiamo però per l’Hotel Regis, dove prenotiamo una quadrupla per 100 pesos a testa (stesso prezzo del Colonial ma camere più grandi, probabilmente l’Hotel Regis prima era un convento). Per cena andiamo alla Parroquia, uno dei più famosi ristoranti a conduzione familiare di Campeche: per 80 pesos a testa mangiamo pesce, ceviche (seppie e polipi marinati con limone) e pan de cazon (specialità del luogo che consiste in tortillas con carne di pescecane).

1 Aprile
Colazione abbondante alla Parroquia, ricerca di cartoline e francobolli in centro e partenza con destinazione Palenque in Chiapas. Prima di arrivare a Palenque facciamo sosta per il pranzo a Champoton e passiamo per Escarcega.
Arriviamo a Palenque alle 16,30 circa, prenotiamo all’Hotel Nik-ha, un alberghetto molto colorato a conduzione familiare: le camere costano 180 pesos la doppia con ventilatore e 240 pesos la doppia con clima. Ignari delle superstizioni io e Vincenzo alloggiamo alla camera numero 17, sembra tutto tranquillo. Purtroppo al ritorno in camera troviamo uno scarafaggio di circa 7/8 cm che si arrampica sul letto, con nostro stupore alzando il materasso ne troviamo altri due o tre, quindi decidiamo di chiamare il proprietario e di farci cambiare stanza. Allo stesso prezzo ci sistema in una stanza al secondo piano con il climatizzatore.
Visita alla cittadina di Palenque, famosa per la lavorazione del cuoio: al mercatino acquistiamo una serie di portachiavi e quadri in pelle. Per cena andiamo al ristorante El Trampa, molto carino e colorato, un bel misto di carne per quattro + birra per 300 pesos. Prima di dormire cerchiamo un internet point, inviamo qualche e-mail in Italia e rimane il tempo anche per una sangria in un localino in centro.

2 Aprile
Visita alla rovine di Palenque. Decidiamo di prendere la guida, un ragazzo molto preparato di nome Nilo: per 500 pesos ci porta tra le rovine per due ore e per un’ora in un’escursione nella giungla alla ricerca delle scimmie urlatrici. Sicuramente il sito di Palenque tra quelli visitati è stato il più affascinante ed intrigante. Attualmente solamente il 5% delle costruzioni sono state riportate alla luce del sole, il resto è ancora sommerso dalla giungla. A Palenque troviamo la tomba di Pakal, il più grande governatore dell’epoca: la tomba ha 69 scalini che raffigurano i 69 anni di potere del re Pakal.
Dopo Palenque partiamo per San Cristobal de Las Casas; lumgo il tragitto facciamo tappa alla cascate di Misol-Ha (strada Palenque – Ocosingo, 10 pesos a testa), molto carine; sotto alle cascate c’è una piccola grotta con una cascata interna che è possibile esplorare togliendosi le scarpe e camminando tra i sassi con la luce delle torce delle guide.
Seguendo la strada per Ocosingo si incontra Agua Clara (una bellissima laguna molto tranquilla con dei villaggi indios adiacenti; siamo gli unici turisti e questo ci esalta ancora di più).
Lasciamo Agua Clara e ci dirigiamo verso Agua Azul (ingresso 10 pesos), bellissime ed imponenti cascate; il periodo migliore per visitarle è aprile perché durante il periodo delle piogge l’acqua non è azzurra ma color fango. Nella stradina che scende verso Agua Azul troverete donne e bambini che tendono una corda per fermare l’auto e tentare di vendere la loro merce, ma basta rallentare e rispondere con il classico “No gracias”.
Purtroppo ci attardiamo un po’ troppo alle cascate e siamo costretti a percorrere la bruttissima strada tra Ocosingo a San Cristobal di notte, piena di curve, di topes e vibradores (dossi), persone che scendono dalle montagne dopo il lavoro senza nessuna luce. Finalmente verso le 20,00 arriviamo a San Cristobal de Las Casas.
Alloggiamo all’Hotel Villa Real II, un grazioso albergo in stile coloniale, per 350 pesos una quadrupla. L’hotel ha parcheggio privato e servizio di lavanderia (Avenida Benito Juarez, 24). Ceniamo all’Hotel Plaza Magnolias (www.plazamagnolias.com.mx, Avenida Insurgentes 14, Centro Storico): una buonissima cena ad un prezzo normale, considerato il livello molto alto dell’albergo. Provati dal viaggio decidiamo di andare a dormire.

3 Aprile
Colazione all’Hotel Plaza Magnolia, visita alla citta di San Cristobal, molto colorata, carina e piena di giovani e di vita, una cittadina polietnica situata a più di 2000 metri nella fitta vegetazione del Chiapas.
A metà mattinata ci dirigiamo verso il villaggio di Chamula, classico paesino con il mercato in piazza: anche qui pochi turisti essendo giorno infrasettimanale, bellissime le cornici e gli abitanti del posto. Facciamo spesa comperando coperte, ponchos, tovaglie.
Non entriamo nella chiesa che si trova di fianco alla piazza, dove vengono celebrati alcuni riti spirituali con polli morti e coca-cola (loro pensano che i rutti scaccino gli spiriti maligni). Breve visita al villaggio di Zinacantan e ritorno a San Cristobal per un po’ di ozio in giro per la città.
Alla sera cena in una steak house situata nella via principale, buona carne e un buon vino ad un prezzo accettabile. Proprio questa sera si festeggia l’anniversario della cultura a San Cristobal e quindi in piazza vi è un gruppo di Mariachi che suonano la marimba. Io e Vincenzo concludiamo la serata alla discoteca Las Velas, molto piccola e buia con buona musica: pochi turisti e molti messicani.

4 Aprile
Colazione all’Hotel Plaza e partenza in auto per Chapa de Corzo, dove si trova l’imbarcadero per la gita in barca al Canyon Sumidero.
Arriviamo alle 12 sotto un sole cocente, attendiamo una mezz’oretta e con 100 pesos a testa ci imbarchiamo su una lancia a motore e partiamo alla scoperta del Canyon Sumidero. La gita al Canyon dura due ore, una bellissima escursione dove si possono ammirare molte varietà di uccelli e qualche coccodrillo.
Scendiamo dalla lancia e dopo una breve siesta all’ombra ripartiamo alla volta di Palenque; superstrada fino a San Cristobal e poi di nuovo quella bruttissima strada che all’andata abbiamo fatto di notte, dopo circa cinque ore siamo di nuovo a Palenque.
Decidiamo di cambiare albergo e alloggiamo All’Hostels San Miguel, stanze pulite per 4 persone a 250 pesos la stanza. Dopo una cenetta leggera ed una notte infuocata dal clima, al mattino ci svegliamo presto perché ci aspetta un lungo viaggio da Palenque a Tulum.
Torniamo indietro per la stessa strada dell’andata fino a Escarcega e lì giriamo a destra per Chetumal (attenzione: le indicazioni per Chetumal sono davvero scarse, alla rotonda girare a destra). Occorrono circa tre ore per arrivare a Escarcega da Palenque e sei ore da Escarcega a Tulum via Chetumal.
Verso sera arriviamo finalmente a Tulum, il caldo si fa già sentire. Passato Tulum Pueblo (centro), ci dirigiamo verso Boca Paila ed al primo Hotel che incontriamo ci fermiamo. E’ l’Hotel Villa Tulum, 500 pesos la camera da quattro persone, pulita, accogliente, albergo molto molto carino con piscina.
Per cena facciamo 50 metri e andiamo al Ristorante Pizzeria L’Incontro, gestito da Luca, un ragazzo di Macerata: ottima mangiata di pesce e pizza per 500 pesos totali.

5 Aprile
Ci alziamo presto ed andiamo alla ricerca delle cabanas, le tanto attese abitazioni sul Mar dei Caraibi. Proseguiamo dritto per Boca Paila e troviamo tantissime sistemazioni in cabanas, dalle più economiche alle costose: nonostante i consigli per le Cabanas di Diamante K e Don Armando, optiamo per qualcosa di più di una capanna e alloggiamo per due notti a La Conchita, bellissime strutture in muratura con tetto in paglia situate a trenta metri dal mare e circondate da palme, un sogno.
Una cabana di due piani (due camere letto + un bagno) la paghiamo 1350 pesos a notte con colazione inclusa. Nel pomeriggio decidiamo di goderci il mare e le cabanas anche se il tempo non è bellissimo.
Alla sera cena di nuovo da Luca e poi tutti in centro in un internet point, che alla domenica tiene spettacoli dal vivo.

6 Aprile
Colazione sulla riva del mare e partenza per le rovine di Tulum (cinque minuti di macchina). Entriamo al prezzo di 37 pesos a testa + 30 per la telecamera. Ci facciamo un bel bagno tra le rovine e nel primo pomeriggio decidiamo di tornare alla nostra cabana, visto il forte vento che tira.
Tanto per non smentirci, alla sera cena in un altro ristorante italiano situato in Tulum Pueblo: mangiamo pizze, sinceramente un po’ pesanti e non tanto buone. Dopo cena quattro salti alla discoteca di Don Armando e poi a nanna. Davanti alla discoteca io e Vincenzo ci insabbiamo con l’auto, ma grazie ad un taxista che per 40/50 pesos ci aiuta riusciamo ad uscire.

7– 12 Aprile
Il mattino partiamo da Tulum con destinazione Playa del Carmen. Alloggiamo in un bellissimo albergho 4 stelle in centro a due passi dalla 5° Avenida. Sfruttiamo una promozione soggiorni 4 notti e ne paghi 3, quindi alla fine paghiamo 65 dollari Usa a doppia al giorno anziché 110 dollari Usa.
A dire il vero, parlando con la signorina della reception avevamo capito che si pagasse 65 dollari per tre notti, comunque l’albergo è molto carino e situato in posizione strategica: si tratta dell’Hotel Los Itzaes, Avenida 10°, Lote 3 esq. 6 bis.
In questi 5/6 giorni ci dedichiamo completamente all’ozio ed al relax, al mattino spiaggia (Playa Tucan, convenzionata con l’albergo), nel tardo pomeriggio passeggio nella 5° avenida, alla sera ottime cene e poi tutti a ballare sulla spiaggia da Capitan Tutix o al Blu Parrot.
Una sera decidiamo di andare a ballare a Cancun alla discoteca Cocobongo, un bellissimo mix tra discoteca e spettacolo, veramente da non perdere! Naturalmente i prezzi di ingresso sono da Cancun, 20 dollari con due consumazioni e 28 dollari con consumazione illimitata.
Durante il tragitto da Playa a Cancun ci ferma un poliziotto che ci vuol fare la multa per eccesso di velocità (ben 130 dollari USA); dopo una serie di contrattazioni riusciamo a dargli 400 pesos. Il poliziotto ci contestava una velocità di 62km/h dove il limite era di 40 km/h a dir suo; il giorno dopo ripassiamo da quella strada e appuriamo che il limite non era dei 40 ma dei 70 km/h!). Viva Mexico!
Durante il soggiorno a Playa del Carmen abbiamo conosciuto tantissime persone di ogni parte del mondo, un ragazzo di Napoli, Marco, che fa il promoter per una agenzia di viaggio; si è reso disponibile per cercare eventualmente appartamenti o alberghi a buon prezzo a tutti gli italiani che lo contattano. Comunque è stata un’esperienza davvero indimenticabile.
Peccato che siamo dovuti ritornare in Italia!L’America Latina non smette di affascinarci

Lascia un commento
Per inviare commenti è necessaria la registrazione
Vai alla pagina di registrazione
Seguici su Facebook