Il Marocco negli occhi e nel cuore

in viaggio con simone e gianni in Marocco

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Il Marocco negli occhi e nel cuore


Il motto del viaggio: Il caso è meglio di un appuntamento.

Viaggio di Simone, Gianni e Monica.
Anche questo è l’ennesimo viaggio nato da un’idea iniziale completamente diversa.
Sembrava la volta buona per andare in America, il mitico giro del West, poi per le solite inenarrabili vicende abbiamo scelto il Marocco e bisogna dire che con certi paesaggi non ci si discosta molto dal West. Non per niente molte zone sono state oggetto di produzioni cinematografiche.
Questo racconto è dedicato, oltre a chi ne trarrà utilità, anche alla simpatica Clara, conosciuta proprio grazie a questo sito, che per improvvisi problemi di lavoro non è potuta partire con noi.
Questo è stato il mio secondo viaggio in Marocco, mentre per Monica e Gianni è stata la prima volta e tutti abbiamo lasciato il cuore sulle immense dune di Merzouga. Il sogno è di ritornare solo per questo, per riprendere i cammelli e immergersi per giorni tra le dune, i silenzi e le stelle.
Nostro rammarico è stato anche non poter contentare i bambini della valle del Draa, che ci chiedevano, non dirham, ma penne, quaderni e zainetti usati per poter affrontare il nuovo anno scolastico, oltre a medicinali di base. In quel momento avremmo voluto avere un camion di Overland! Chi vorrà fare un viaggio in Marocco non dimentichi di portare qualcosa per i bambini del Draa.

NOTE PRATICHE
- Il viaggio non presenta particolari problemi e può essere fatto in tutto l’anno, volando con Alitalia, Royal Air Maroc o Air France. Si può noleggiare un’auto presso gli aeroporti o portare un proprio mezzo dall’Italia, via Genova, con la COMANAV. Conveniente solo per non noleggiare auto costose come fuoristrada.
- Chi vuol noleggiare un’auto farà bene a trattare sul posto perché anche le internazionali pubblicano tariffe un po’ più basse in loco. La benzina verde costa da 0,80 a 0,90 €/lt.
- Si trovano farmacie dappertutto e così pure negozi di qualsiasi genere spesso aperti fino alle 22.
- Per entrare in Marocco non è necessario nessun visto e se in gruppo è sufficiente la carta d’identità.
- La valuta più accettata è l’Euro che viene cambiato dappertutto e spesso preso in pagamento. Sono altresì molto diffusi gli sportelli per carte di credito.
- Si può facilmente telefonare con il proprio cellulare GSM o con scheda da telefoni pubblici.
- Per tutte le informazioni su sicurezza, sanità, trasporti e clima si consiglia di visitare il sito del Ministero degli Esteri. Inoltre è strumento utilissimo avere con sé una guida tipo Lonely Planet.
- Il Marocco è un paese ancora abbastanza economico per gli standard europei ma non è l’India.

CONTATTI UTILI
- L’albergo di Merzouga da cui si possono prenotare viaggi di più giorni a cammello nel deserto, in campi tendati: Auberge Kasbah Tombouctou, tel 00212 55576793, fax 00212 55577765, gsm 00212 61255658.
- Una valida guida per andare nel deserto con il proprio mezzo: Ouahzizi Hmad, gsm 00212 67178983.Ma allora i luoghi delle favole esistono davvero?Il viaggio si è svolto nel settembre 2003

DIARIO DI VIAGGIO

1° giorno: Pisa - Casablanca
Dopo un volo di poche ore da Pisa, via Milano, giungiamo a Casablanca, dove subito noleggiamo un’auto che, pur appartenendo ad un rent-a-car multinazionale, è subito oggetto di una contrattazione alla marocchina per avere una vettura con A/C al prezzo di una senza. L’inizio è molto tipico.
Sistemati in un hotel del centro, nel pomeriggio facciamo una passeggiata alla enorme moschea Assan II, sul lungomare. Può contenere tranquillamente la Basilica di San Pietro, ma ahimè, l’altissimo minareto già pende e presto sarà un’attrazione come la Torre di Pisa!

2° giorno: Casablanca - Fes
Lasciamo Casablanca, imbocchiamo la nuova autostrada e usciamo a Meknes ovest per andare a visitare le rovine di Volubilis. Forse ci si aspettava un po’ di più, ma i mosaici sono veramente belli e il sole implacabile come uno si aspetta in Marocco! Riprendiamo la via da Meknes est per arrivare finalmente a Fes, dove, dopo esserci sistemati in albergo, ci avventuriamo tra i negozi della città nouvelle alla ricerca di un improbabile costume da bagno per Monica che lo ha dimenticato a casa. Il divertimento per la scelta del miglior “due pezzi” della moda locale è assicurato.
Dopo cena, con l’auto, facciamo il giro delle mura by-night…non ci sono molte alternative!

3° giorno: Fes
La giornata è dedicata interamente alla visita di Fes. Purtroppo l’inizio della mattinata ci viene guastato da una “falsa guida”, un ragazzotto particolarmente insistente, che alla fine ci stava facendo saltare i nervi. Dopo un po’ di strada ed essere stato anche brontolato da commercianti del luogo ha desistito.
Ci inoltriamo finalmente con relax nel dedalo di vicoli di questa affascinante medina i cui tesori architettonici sono patrimonio dell’UNESCO.
Incontriamo poi il piccolo Jamal che ci vuol fare visitare la medina nei suoi punti più belli e ce lo chiede con molta gentilezza. Vuole imparare l’italiano. Entra subito nelle nostre simpatie.
La nostra piccola guida ci porta a vedere le vasche dei tintori. Uno spettacolo bellissimo che si può godere da terrazze, ma prima ci accompagna ad altre vasche che possiamo visitare dal basso proprio dove lavorano i conciatori. Tanto è forte l’odore della concia che viene dato un ramo di menta profumata a chi vi accede.
Pranziamo in uno stupendo Riad adibito a ristorante ed iniziamo il nostro interessante viaggio nella gastronomia marocchina. Il pomeriggio è dedicato al riposo e alla piscina. La sera usciamo per cenare e per trovare il ristorante che volevamo ci facciamo a piedi il giro delle mura di mezza Fes (e non è poco) per un errore di valutazione sulla mappa. Raja ci accompagna, ma non per niente… vuol sapere chi è libero da matrimoni o fidanzamenti!

4° giorno: Fes – Erfoud
Lasciamo Fes al mattino, la bella autostrada è già un ricordo e ci inerpichiamo sulle montagne dell’Atlante fino a Ifrane, improbabile località “svizzera” molto di élite, poi la foresta di cedri dove vediamo le curiose scimmie senza coda saltare tra gli alberi. Dopo il passo scendiamo sul versante sahariano ed il paesaggio si fa interessante con possenti gole, fino a Erfoud dove ci attende il nostro hotel, una bella kasbah di charme.

5° giorno: Erfoud – Merzouga
Al mattino, prima di partire per Merzouga, torniamo indietro di 2 km per visitare il villaggio Ksar di M’Aadid, dove ci accompagna “il poeta”, compositore di poesie, unico a conoscere l’inglese e che ha trasformato il suo soggiorno in un’aula scolastica per dare un po’ di istruzione in più ai bambini poverissimi della Ksar.
Iniziamo a percorrere la strada asfaltata che sempre più si fa incerta e quando scompare anche l’ultimo fabbricato ci rendiamo conto di addentrarci nel nulla, siamo emozionati ma titubanti nel dover proseguire su una pista, anzi molte piste!
Alla fine della strada ci accompagna Hmad, una guida locale che con sicurezza fa filare la nostra auto sul nero e aspro paesaggio dell’Hammada, il deserto di rocce nere, fino alle dune di sabbia.
Finalmente l’Erg. Proprio come si è sempre sognato. Lasciamo l’auto all’hotel Tombouctou, piccola kasbah riattivata ad albergo proprio in vista delle dune.
Al pomeriggio ci inoltriamo sulle dune con i cammelli in carovana con una famiglia di cileni, forse non contenti del loro immenso deserto di Atacama! Per ore vediamo intorno a noi solo le linee delle dune, come sculture moderne scolpite dal vento, onde di divina perfezione, alte decine di metri, fino all’oasi, dove ceniamo a lume di candela che il leggero Ghibli provvede puntualmente a spegnere, ma non prima di essere saliti sulla più alta delle dune, atteso il calar del sole nel silenzio e rotolati giù come bambini.
La notte è brevemente illuminata da lampi di un temporale che si staglia su un orizzonte non troppo lontano!
Se fossimo stati un po’ più attrezzati ci sarebbe piaciuto dormire alle tende e proseguire per giorni nel deserto, ma siamo dovuti ritornare indietro.
Ritornare al buio, nell’assoluto silenzio del deserto dove nemmeno i soffici passi del cammello sulla sabbia si fanno sentire, ci regala una notte magica che non finisce al ritorno alla Kasbah. Al margine delle dune ci sdraiamo su un tappeto e aspettiamo il sorgere della luna, la lasciamo salire finchè non abbuia le stelle e infine andiamo a dormire.

6° giorno: Merzouga – Ouarzazate
Lasciamo le dune a malincuore, prendiamo la strada per Thinerir e dopo avere guadato due torrenti in piena che scavalcavano i ponticelli stradali, di cui uno decisamente pericoloso con l’auto, giungiamo a Ouarzazate, percorrendo una strada ai piedi dell’altissima catena dell’Alto Atlante, punteggiata di Kasbah e villaggi di terra rossa. La strada per visitare le gole del Todra è un torrente in piena. Il temporale della sera prima ha lasciato il segno. Lasciamo perdere e proseguiamo.

7° giorno: Ouarzazate – Zagora – Ouarzazate
L’aria al mattino è fresca e pulita, Ouarzazate è una città moderna ma gradevole, in espansione grazie al turismo e anche agli Studios dove stati girati film come “La mummia”, “Il gioiello del Nilo”, ecc. La Kasbah in città è la più bella del Marocco.
Saliamo le montagne dell’Antiatlante, vediamo le cime innevate alle spalle della città, e ci immergiamo nella valle del Draa. Una vallata con milioni di palme da dattero scavata da un fiume che va a morire nel deserto e che raramente raggiunge la foce sull’Atlantico. Attraverso villaggi molto poveri giungiamo a Zagora da dove partivano le carovane per Timbouctou. Vediamo il famoso cartello che indica Timbouctou a 52 giorni di marcia a cammello. Naturalmente ci schiacciamo la foto…

8° giorno: Ouarzazate – Marrakech
Partiamo alla volta di Marrakech, attraverso una strada di montagna che in fatto di curve e altezza non ha niente da invidiare al passo dello Stelvio! Lo scenario è magnifico ed ebbri di curve riusciamo a giungere alla mitica Marrakech. Molto belli gli scenari di montagna ma a questo punto ci basta!
Dopo aver preso alloggio facciamo subito un primo giro in centro. Chiediamo ad un tassista il ristorante “Al Mounir” e finiamo, per un piccolo errore linguistico, al carissimo “Al Mounia”. Trattamento reale per un conto principesco! Ci riprendiamo con il classico giro by-night delle mura in auto. Veramente belle con una illuminazione suggestiva.

9° - 10° giorno Marrakech
Dedichiamo due giorni a questa affascinante città. Ci addentriamo nei vicoli della medina, dove scopriamo il Souk dei tintori, il Souk dei fabbri, il Souk delle babbucce e così via. Banchi straripanti di menta o arachidi, mandorle e frutta secca regalano bellissimi colori, per non parlare dei tessuti. Mestieri ritenuti scomparsi come il tintore di lane, lo scrivano, il ciabattino sopravvivono in questa città. Ma per quanto ancora? Dalla mia precedente visita sono scomparsi gli artigiani che ingegnosamente fabbricavano brocche con i copertoni dei veicoli!
Il culmine è la piazza Djema el-Fna. Dapprima arrivano cantastorie, incantatori di serpenti, acrobati, imbonitori che vendono pozioni miracolose e man mano che cala la sera, in un crescendo vertiginoso, si apre il sipario su decine di ristorantini ambulanti con le loro lampade che ondeggiano su verdure coloratissime, polli, spiedi e cesti di lumache. I fumi delle griglie filtrano attraverso le fioche luci, salgono e non salgono avvolgendo tutto come un girone dantesco.
Lo spettacolo più affascinante si gode dalle alte terrazze che si affacciano sulla piazza, fino a far notte, finché non si illumina il minareto della Koutoubia.
La città nasconde magnifici Riad, alcuni adibiti a ville, altri a ristoranti. Non manchiamo di rilassarci nel parco di rose dietro la moschea della Koutoubia.
L’ultima sera cediamo alle sirene italiche dei nostri stomaci e ci facciamo una pizza non male nella famigerata pizzeria “Catanzaro” anche in onore di Clara, proprio di Catanzaro.

11° giorno: Marrakech - Essaouira
Ora puntiamo verso il mare! Lasciamo la città rossa ed in poco tempo l’ambiente cambia completamente. Essaouira è bianca, un’antica città portoghese, un forte proteso sul mare con tanto di cannoni puntati, set del film di Otello. Migliaia di gabbiani volteggiano sui bastioni e sui pescherecci che ritornano carichi di pesce. E’ divenuta meta di artisti e turisti meno dozzinali. Semplici ristorantini su panche si affacciano sul lungomolo espongono pesce freschissimo che ci viene subito grigliato.

12° giorno: Essaouira
Con l’auto percorriamo una costiera fino ad una macchia. Una lunghissima spiaggia arriva a Cap Sim. Ci ricorda la nostra spiaggia di Viareggio quando è solitaria l’inverno. L’oceano si fa sentire, poche persone, alcuni cammelli, prendiamo il sole ma fare il bagno è impresa da esquimesi! Ma anche la tintarella dura poco, la marea comincia a salire e ci mangia la spiaggia sotto i piedi. Fa impressione la velocità con cui avanza, quindi la fuga qualche km più avanti dove la spiaggia è più alta.
La sera siamo di nuovo imbambolati sui bastioni di Essaouira ad ammirare il tramonto sull’oceano che si arresta sugli scogli con la bassa marea e che poco dopo reinghiotte.

13° giorno: Essaouira – Al Jadida
Ritornare a Casablanca da Essaouira è una tirata troppo lunga, facciamo una tappa di avvicinamento ad Al Jadida. A metà strada ci fermiamo a Oualidia, piccola località di villette estive con una stupenda baia con acque calme e calde, dove abbondano granchi, ricci di mare e famose sono le ostriche. Anche il Re si è fatto una villa qui.
Assaggiamo freschissimi ricci di mare da un pescatore. Poi un improvvisato picnic sulla spiaggia: un “ristoratore” del luogo ci pianta un ombrellone, prende i granchi dalle nasse a mare e comincia a grigliarli sugli scogli assieme ad altro pesce. Non si sa da dove spunta anche un’insalata di pomodori! Semplicemente stupendo. Tutti addormentati in auto al pomeriggio, tranne il guidatore!
Attraverso una strada punteggiata di allevamenti ostriche arriviamo ad Al Jadida. C’è scarsa offerta alberghiera e dopo una sofferta ricerca troviamo un hotel ricavato da un bellissimo palazzo andaluso, ma veramente in decadenza, un vero peccato.

14° giorno: Al Jadida – Casablanca
E quando si dice decadente non si dice tanto per dire… la notte un tonfo… al risveglio vediamo in corridoio un lampadario di bronzo a terra.
Visitiamo la città vecchia che è una miniatura di Essaouira. Merita vedere la cisterna sotterranea con i suoi raggi di luce che giocano sui pilastri e dove hanno girato una scena del film Malena con la Monica Bellucci. C’è anche una bella e lunga spiaggia ma dobbiamo puntare verso Casablanca.
Sistemati in hotel andiamo a chiudere in bellezza la nostra vacanza alla “Taverna del delfino” dove l’ottimo pesce ed il buon servizio sono padroni. Torniamo in hotel a piedi per smaltire e farci un ultimo giro.

15° giorno: Casablanca – Pisa
Uscire da Casablanca e trovare la via per l’aeroporto è un’avventura. I cartelli, questi sconosciuti!
Riconsegnata l’auto in uno stato pietoso, voliamo a Roma dove ci attende una capitale metà al buio per un black-out che ha colpito tutta l’Italia. A Fiumicino, tra la folla per i ritardi accumulati, riusciamo a ripartire per Pisa, dove arriviamo a notte. Alla fine riposiamo nei nostri letti sognando di dormire nelle tende di Merzouga.Si può dormire in maniera decorosa, con servizi privati, spesso con piscina, da € 15 a 25 a persona.
- Dove presente, abbiamo alloggiato in Hotel della catena Ibis (Marrakech, Fes, Casablanca) che ci offrivano una buona sistemazione, anche con piscina, a prezzo ragionevole.
- A Erfoud c’è la bella Kasbah Tizimi, ambiente di charme con piscina.
- A Merzouga l’hotel Timbouctou è una soluzione carina che organizza escursioni nel deserto.
- A Ouarzazate l’hotel Fint offre un buon comfort, piscina e la vista della Kasbah.
- A Essaouira l’hotel Nakhla è una bella casa signorile portoghese riattata ad albergo.
- Ad Al Jadida l’offerta alberghiera è scarsa in qualità e le migliori soluzioni sembrano l’hotel Provence o l’hotel Andaluse altrimenti si salta decisamente al Sofitel Golf Club. Probabilmente vale di più la pena trovare una sistemazione a Oualidia dove trascorrere un giornata di mare in più.Un pasto medio può variare da € 5 a 8, mentre per una bella cena di pesce si sale fino a € 15/20, ma vale decisamente la pena.

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