Veligandu, un biglietto per il paradiso

in viaggio con Annalisa Meloni in Maldive

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Veligandu, un biglietto per il paradiso

Partenza per le Maldive il 19/3/2005.
Io e Roberto ci siamo svegliati molto presto, sentiamo l’agitazione del nostro primo viaggio alle Maldive!
Ore 10:30 partiamo da Altedo che è un paesino in provincia di Bologna, diretti a Pegola dalla mia mamma e dal mio papà per "l’ultimo saluto" e ne approfittiamo per lasciare la nostra Lillina nella “pensione all inclusive da Milly” (mia madre); caffè e siamo pronti alle ore 11 per salpare alla volta di S. Martino in provincia di Ferrara, dove andiamo a recuperare i nostri compagni di viaggio Donatella e Cesare. Ci aspettano in balcone (vedo che anche loro hanno molta voglia di rimanere a casa…). Facciamo le foto di rito con loro, perchè ogni momento di questo viaggio deve essere immortalato!
Tutti in macchina, ci stiamo dirigendo a Milano Malpensa. Arrivo ore 15 al parcheggio, navetta per l’aeroporto. Appena arriviamo scopriamo che l’aereo è già in ritardo, dalle 6.40 dovrebbe partire alle 7.40. Va bè, che facciamo? Se magna? Certo quando ci si annoia cosa si fa? Siamo già in vacanza no?
Troviamo l’ultimo check-in ed entriamo in sala di attesa. Aspettiamo un po’ e ci viene data la brutta notizia: il volo Eurofly è in ritardo di altre 4 ore! Sull’Arabia Saudita hanno ben pensato di fare delle esercitazioni militari e così non abbiamo il permesso di sorvolare! Fantastico. Siamo tutti incavolati.
Ore 11 ci imbarcano sull’aereo, ore 11.40 si parte.
L’aereo è grande ma ha i posti vicini tra di loro e non stiamo molto comodi. L’unica cosa positiva èche abbiamo i televisori per ogni sedile e possiamo guardare film, ascoltare musica e giocare. Il viaggio tra una dormita e l’altra dura 8 ore.La vacanza dei sogni tra gli atolli maldivianiArriviamo a Male alle ore 11.40 ora locale. Ci affrettiamo a scendere perché non ne possiamo più e siamo soprattutto curiosi di vedere che cosa ci offrono le Maldive.
Appena scesi dalla scaletta, nel piazzale dell’aeroporto, ci accoglie subito un caldo afoso terribile! Ci guardiamo intorno e vediamo i colori incredibili dell’acqua di queste isole che vanno dal bianco al blu scuro. Siamo incantati.
Andiamo a fare le pratiche di rito e prendiamo il pullman che ci porta al porto. Siamo pronti a prendere l’idrovolante. E’ un caldo matto, sull’idrovolante non si respira e in più fa un rumore assordante! Si leva in quota e il paesaggio che si scorge da lassù è incantevole, nessun racconto, nessuna foto lo può descrivere… rimaniamo senza parole!
Sotto di noi ci sono tutti questi atolli con sfumature azzurrissime, sparsi qua e là. E’ un sogno e non ci facciamo scappare l’occasione di fermare con varie foto questa meraviglia!
Il volo dura 20 minuti e sostanzialmente è tranquillo. Sono contenta di aver provato anche questa emozione. Dall’alto finalmente si scorge la nostra isola che è proprio come l’avevamo vista sulle foto del catalogo.
Scendiamo e quello che vediamo non ci sembra vero. Vediamo acqua a perdita d’occhio, ovunque si guardi; è magnifico, ricordo ancora lo “smarrimento” che ho provato nel guardarmi intorno, non capivo dov’ero, come era disposta l’isola… NON CREDEVO DI ESSERE FINALMENTE ALLE MALDIVE! Sabbia bianca e fine come talco, folta vegetazione, profumo inebriante. Arriviamo nella hall e ci accolgono con degli snack, un cocktail ed una salvietta freschissima al limone che ci passiamo sul viso. Siamo frastornati, stanchi per il viaggio ma emozionati al tempo stesso di essere arrivati in Paradiso!
Il bar è molto bello, ha un bancone circolare ed una sala con sedie in midollino, tavolini di vetro e la cosa più bella, il pavimento è in sabbia. E’ tutto molto curato.
Ci assegnano le camere,a noi la 125 e alla Tella e Cesare la 127. Siamo vicini. Arriviamo ai bungalow e notiamo che fuori c’è una bacinella in terracotta piena d’acqua che serve per lavarsi i piedi prima di entrare. Apriamo le camere e sono belle! Molto spaziose con 3 letti, un armadio a muro e un bagno in muratura all’aperto, tipico maldiviano! Tutte vista mare con la spiaggia privata e i lettini.

C’è da dire che noi avevamo prenotato dall’Italia la soluzione “All inclusive” e che quindi comprese nella quota c’erano due escursioni.
La prima che abbiamo fatto è stata la visita a Rasdhoo, la principale isola dell’atollo. Saliamo sul dhoni tipica imbarcazione locale. Il viaggio dura 15 minuti, abbastanza per ammirare il paesaggio che ci circonda. Una lunghissima striscia di acqua azzurrina chiara ci accompagna all’orizzonte per Km. fino all’arrivo. Siamo nel bel mezzo di un atollo che è composto da 4 isole: Veligandu, Madivaru, Rasdhoo, Kuramathi.
Madivaru è deserta ed ha una lunghissima lingua di sabbia bianca contornata da acqua cristallina che contrasta con il mare blu che la circonda. Kuramathi è un’isola dove sorgono tre hotel distinti, è molto grande. Arriviamo a Rasdhoo e il caldo è soffocante, manca l’aria e ci consigliano di bere molto per non disidratarci.
Facciamo un giro con la guida che ci mostra le cose essenziali dell’isola: scuola, polizia, farmacia, ospedale, municipio, moschea. La maggior parte di case sono favelas e mettono una gran tristezza. Ci sono una miriade di negozietti per lo shopping e ne approfittiamo un po’ tutti.
Credo che sia un’escursione utile per capire che Maldive non vuol dire solo divertimento e relax ma anche povertà. Si possono vedere le loro case, alcune abbastanza curate ma altre veramente fatiscenti. Le persone sono molto accoglienti e i bambini hanno dei sorrisi che ti aprono il cuore.
Consiglio di acquistare i souvenir in questa isola non solo per il fatto che costano meno rispetto al negozio che c’è nel villaggio di Veligandu ma anche per dare un contributo a questi abitanti.
La seconda escursione che abbiamo fatto, sempre compresa nell’all inclusive, è stata lo “snorkelling safari” di mezza giornata che tocca tre punti dell’atollo di Rasdhoo. Siamo partiti in Dhoni con il ragazzo della Gastaldi che è stato a bagno con noi per tutto il tempo e ci spiegava i nomi dei pesci.
La prima tappa stata la più bella, dove abbiamo visto la murena nera grande, la tartaruga e c’è chi ha anche visto lo squalo, noi no. Le altre due sempre belle ma con meno avvistamenti.
Senza nulla togliere all’escursione, la seconda la consiglio solo se compresa nel pacchetto perchè vi assicuro che lo spettacolo che potete scorgere intorno alla nostra isola è lo stesso se non più bello, perchè i medesimi pesci, la tartaruga e gli squali li abbiamo visti anche a Veligandu e soprattutto è piena di delfini.
Vi voglio raccontare a proposito di questo un particolare incredibile che ci è capitato: quella mattina ci avviamo al solito pontile e chi c’è poco più lontano? Ma i nostri amici delfini! Ce ne sono tanti. Sono tre gruppi da circa 5-6 ognuno.
Cominciamo a scherzare tra di noi e chiediamo a Robby di chiamarli,di fischiare. Lui sta allo scherzo, fischia, fa le bolle in acqua facendo più rumore possibile. Ci buttiamo e cominciamo a nuotare. Intanto i delfini erano sempre lontano. Mentre nuotavamo Cesare diceva di sentire dei fischi nelle orecchie e tutti diamo la colpa alla pressione dell’acqua ma in effetti li sentivamo tutti. Ad un certo punto i fischi si fanno più intensi, i delfini si avvicinavano e Roberto ad un certo punto comincia a gridare che erano sotto di lui. Io e la Dona che eravamo rimaste più indietro cominciamo a nuotare con tutta la forza che avevamo per arrivare da loro e sotto di noi si apre uno spettacolo da lasciarci senza parole… I delfini sono venuti a conoscerci e stanno nuotando sotto le nostre pance: due di loro hanno fatto un salto a un metro da me… siamo tutti senza parole e ci godiamo questo miracolo della natura ringraziando Roberto per le “paroline” che gli aveva detto durante la loro conversazione fatta di fischi e urla sottomarine! Era incredibile che degli animali selvatici si facessero avvicinare dall’uomo,a noi stava capitando. Erano elegantissimi e scintillanti sotto la luce del sole. Intanto sul pontile la gente si affollava per vedere la scena e hanno aspettato me e la Donatella per chiederci come era andata tutta la cosa. Un’esperienza indimenticabile!Beh, da non perdere in quanto insolita direi che è la gara dei paguri organizzata dal villaggio. Spiego meglio: i camerieri dell’isola il pomeriggio passano in spiaggia con un secchiello di ferro contenente i paguri che hanno appiccicato sul guscio un adesivo con il nome. Se ne sceglie uno, si punta un dollaro e alla sera si fanno gareggiare in una pista circolare disegnata naturalmente sulla sabbia. I paguri partono dal centro e il primo che riesce ad uscire dal cerchio vince. Come premio ci sono casse di birra e sedute varie alla SPA dell’isola. Il nostro era Zidane ma non si è piazzato proprio per niente.
Un’altra attrattiva può essere la “serata danzante” che viene fatta nella mini-discoteca del bar. La musica si sente anche in spiaggia per cui noi siamo andati al nostro ombrellone e io e Donatella ci siamo scatenate in balli sulla sabbia, in acqua, sulle sdraio ed infine in pista. Ci siamo divertite molto, non immaginatevi chissà che cosa ma è incredibile come in questi posti ci si diverta con poco.
Un’ultima cosa che mi sento di consigliare è il giro in canoa attorno all’isola E’ molto bello e quando si arriva alle water villas l’acqua è magnifica, azzurrina per 200mt e poi blu intenso fino a perdita d’occhio. La cucina come in tutti i villaggi è internazionale. Possiamo dire di aver mangiato benissimo. Il cibo era sempre abbondante, non faceva in tempo a vuotarsi un contenitore o un vassoio che subito i camerieri erano pronti a riempirlo. Penso di non aver mai mangiato la stessa cosa, c’era una gran varietà. I dolci non si possono perdere, sono semplicemente fantastici! Tipica è la cena maldiviana molto particolare, curata e soprattutto piccante e speziata (compresa nel pacchetto).
Consigliamo invece di non perdere la cena di aragosta che a parte la degustazione della stessa è particolare per lo scenario preparato: per l’occasione il tavolo viene apparecchiato nella terrazza sul mare con una cura estrema: lampade ad olio per illuminare,composizione di fiori tropicali al centro, tovaglia rossa in tinta con gli ibiscus. L’aragosta era molto buona accompagnata da riso e salse tipiche. E’ un’atmosfera magica e cerchiamo di goderci questo relax facendo un po’ di scorta per quando torneremo a casa.

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