Eriyadu, una settimana che ti rimette al mondo!

in viaggio con Claudio_css in Maldive

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Eriyadu, una settimana che ti rimette al mondo!

Eriyadu è un’isoletta nell’atollo di Malè Nord, che misura 290 metri x 130. Direte: ci si annoia! Troppo piccola! Ebbene, invece è grande. E’ uno scrigno dal contenuto inesauribile per chi come noi s’innamora continuamente delle gioie che luoghi come questo riescono ancora a regalare. Entrarne in sintonia per noi è facile. Facile riuscire a calarsi in questa dimensione. E’ sovvertire il ritmo, è riappropriarsi di quei tempi, lenti, inconcepibili se immaginati nel contesto della frenesia della routine cittadina. Frasi fatte? Forse. Ma è proprio così. 8 giorni interi su un’isola lunga 290 metri e larga 130. Quanti libri avrò letto? Nemmeno una pagina. Quanta musica avrò ascoltato? Nemmeno un brano. Piaceri a cui mi sono dedicato in volo o nelle attese in aeroporto. Una volta arrivato i sensi sono stati rapiti da altro.
Nonostante fosse la quarta volta alle Maldive. Risentirsi pervaso dall’entusiasmo del fanciullo. Ma quanto tempo avrò passato in acqua? Mettersi a cercarli e poi guardare... ma guardarli veramente, i simpatici paguri, trotterellanti. Permettersi il lusso di stare ad osservare... ma osservare per un bel po’, l’airone che spesso e volentieri se ne stava piazzato a pochi metri dalla nostra stanza, attendendo paziente i piccoli pesci che arrivavano alla portata del suo becco. O scrutare le schermaglie tra lo stesso uccello ed un grosso granchio che, con movenze marziali, si spostava di lato, attento e guardingo. Oppure: ma quanto sono particolari questi sauri, che assumono quelle posizioni plastiche con le zampe, sulle quali si alzano e si abbassano di continuo? Le lucertole di casa nostra mica lo fanno!
E poi gli abitanti del mare! Protagonisti di quel coloratissimo carnevale danzante che è la barriera corallina. Eriyadu è bella, luminosa, tranquilla, silenziosa. Abbiamo sentito forse più di altre volte lo stacco, il beneficio, forse perchè ne avevamo più bisogno.

QUALCHE NOTIZIA PRATICA

La moneta / i prezzi:
Tutto espresso in dollari, almeno presso i resort e presso gli esercizi intorno all’aeroporto. E’ preferibile arrivare già muniti di dollari, in quanto il cambio Euro / Dollari alle Maldive è leggermente più sfavorevole. Per quanto riguarda eventuali acquisti: tutto abbastanza caro e pacchiano. Sia nei negozi dell’aeroporto, sia presso lo store del resort. L’affare è non comprare nulla.

Le comunicazioni:
D’obbligo l’acquisto di una SIM Dhiraggu, operatore maldiviano grazie al quale telefonare in Italia costa veramente poco. Con 19 $ (3 $ costo SIM + 16 $ di traffico) abbiamo fatto un discreto numero di telefonate, sia su fisso che cellulare, avanzando addirittura un buon credito. Facile procurarsi la SIM maldiviana Dhiraagu. E’ in vendita in un piccolo negozio a pochi passi sulla sinistra all’uscita dell’aeroporto posto tra le toilette e un negoziodi souvenirs. N.b.: per richiedere l’ammontare del credito residuo, digitare *142# .L’autentico relax, lontano dai resort mondani, fra gli straordinari scenari dell’arcipelago dell’Oceano IndianoOttimo. Sempre sole e bel tempo. Solo un paio di giorni è stato un po’ più ventoso.L’ISOLA
L’isola è di forma ovale, completamente ricoperta di vegetazione e nonostante sia davvero piccola, al centro i tenaci maldiviani sono riusciti a creare un minuscolo orto: con tanto di piante di melanzane, zucchine e peperoni, e c’è addirittura un piccolo bananeto.
L’isola ha nel tratto di costa che guarda a nord il versante più bello. Come spiaggia, come mare, come reef. Volendo essere ancora più precisi, la parte migliore è la metà verso est del lato nord, in quanto è la porzione di costa con la spiaggia più ampia, tanto che anche con il fenomeno dell’alta marea, una buona parte di spiaggia rimane sempre scoperta. Anche l’estremità ovest dell’isola può essere altrettanto incantevole, ma solo in determinati periodi, in quanto la fruibilità di questa parte di spiaggia, può essere compromessa dai capricci delle maree.
La nostra stanza (la nr. 156) era ubicata esattamente qui e nel periodo del nostro soggiorno (24 febbraio - 4 marzo 2011) durante le ore diurne il mare svelava una stupenda, ampia, lingua di sabbia, veramente incantevole. Il lato opposto, cioè la punta est, gode di un bellissimo scorcio panoramico sulla laguna, dalle trasparenze cristalline, ma purtroppo questo angolo non presenta spiaggia. Il versante sud è il lato che possiede la porzione di laguna più estesa ed è da questa parte che si affacciano bar e diving. Nessuna delle camere ubicate sul lato sud ha, però, spiaggia davanti. Alcune stanze hanno innanzi vegetazione talmente fitta che è addirittura difficoltoso accedere al mare.
Il reef circonda interamente l’isola, anche in questo caso la parte settentrionale è la migliore, dove i pesci sono più numerosi, il mare è più trasparente, e la luce in acqua più intensa, grazie alla presenza di lingue di sabbia bianca che, insinuandosi tra i banchi di corallo, esaltano la luminosità. Il reef è ricco di pesce e la sua composizione alquanto eterogenea, data la grande varietà di coralli. Inequivocabile segnale del buono stato di salute, le colorazioni che stanno riprendendo evidenza. Candidi rami, altri azzurri, gialli, rosa.
Inoltre il reef di Eriyadu presenta una significativa abbondanza di quel tipo di corallo detto a fungo, o a ventaglio, che disegna nel mare assieme alle altre conformazioni coralline profili davvero singolari. Altra peculiarità apprezzata per chi come il sottoscritto fa solo snorkeling, è che oltre ai numerosi, colorati pesci di barriera, ho avuto modo di incontrate un paio di squaletti, aver individuato un polipo nella sua tana, un’aragosta, qualche calamaro, un pesce scorpione ma sopprattutto l’incontro ravvicinato con una grande, paziente, meravigliosa tartaruga! Avrò nuotato vicino a lei per due minuti almeno, prima che si allontanasse. In non più di un paio di metri di profondità. Siamo stati fianco a fianco, mi ha scrutato con curiosità e sono riuscito anche ad accarezzarla! Mi emoziono ancora al pensiero!

IL RESORT
Semplice, essenziale. Un lungo pontile taglia la laguna e, dal punto di attracco delle imbarcazioni, si percorre quasi un centinaio di metri prima di metter piede sulla terra ferma. Davanti, l’ampia reception con annessa piccola sala lettura. Sulla destra una sorta di corridoio semiaperto conduce al negozio di souvenir, ad una stanza adibita a sala fitness (!) e alla SPA. In fondo si trova la sala hobbies che ospita il tavolo da ping pong, freccette e un grande televisore mai visto acceso (per fortuna). Vicino al pontile, subito a destra, il grande bar sul mare, composto da due piattaforme circolari. Il ristorante si trova, dando le spalle al mare, verso sinistra.
La struttura è a ferro di cavallo, i due lati estremi sono le sale con i tavoli, la parte centrale è la zona adibita all’allestimento del buffet e che dà accesso alle cucine. Al diving, sul mare, ci si accede per mezzo di un secondo pontile, sempre ubicato sulla costa sud. La costruzione che ospita il diving center è grande, organizzata in più ambienti.
Tutte le stanze sono disposte a semicerchio lungo il perimetro dell’isola. Solo il tratto di costa tra i due pontili non presenta stanze vicino al mare. I bungalows sono ricavati in strutture abitative, chiamiamole, bifamiliari, dotate di una comodissima veranda con tavolino, due sedie ed una funzionalissima rastrelliera dove appendere maschere, costumi ecc. Esiste una doppia entrata, quella principale a fianco di una vetrata, l’altra sul retro dalla quale si accede direttamente al bagno. Il bagno è del tipo detto “maldiviano”, cioè con una porzione di soffitto scoperto, in questo caso esattamente la parte sopra la doccia. Le stanze sono abbastanza spaziose, l’arredamento è un punto debole, essendo molto, molto vecchio. Altra nota negativa è la parete divisoria che separa le stanze: tutt’altro che insonorizzante, per cui la privacy lascia un po’ a desiderare.
Lasciato il pontile principale, subito sulla destra, prima dei gradini che conducono al bar, vi è uno spazio all’aperto dove si trovano un bigliardo e un calciobalilla.
I pochi sentieri che attraversano l’isola sono in terra battuta ricoperta di sabbia. Il personale è cortese, sempre pronto al saluto. Naturalmente il resort propone diverse escursioni (Manta Point, pesca notturna, visita a Malè ecc.); noi non abbiamo preso parte a nessuna. I commenti che si sentivano erano comunque abbastanza discordanti e i prezzi piuttosto cari.
Durante il periodo del nostro soggiorno, una buona metà degli ospiti del resort era composta da turisti francesi e tedeschi ultrasessantenni. Ad Eriyadu non esiste nessun tipo di animazione: regna la tranquillità assoluta. Come si diceva la camera assegnata rappresenta una variabile non indifferente: alcune sono ubicate in spazi angusti assolutamente poco felici, altre in posizioni... fantastiche con davanti un breve tratto di vegetazione che ombreggia un corridoio di pochi metri prima di arrivare alla spiaggia candida e al mare cristallino. Teniamo però presente che date le piccolissime dimensioni dell’isola, basta fare poche decine di metri per spostarsi da posizioni anonime a scorci paradisiaci, quindi tutto è relativo, ma per dovizia di cronaca, ecco un resoconto sulle dislocazioni delle camere. Le più fortunate in assoluto, cioè a prescindere da maree, stagioni e altre variabili, sono quelle che si affacciano sul tratto di costa dove la spiaggia è più estesa, dalla 120 alla 140. Qui la spiaggia è sempre abbondante, al punto che hanno impiantato un campo da beach volley. In otto giorni mai visto nessuno giocare. A mio parere potevano benissimo risparmiarselo. Dalla 141 alla 151 le camere sono sempre sul versante nord, ma sono affacciate sul quel tratto di spiaggia più ristretto che al pomeriggio (mi riferisco al periodo fine febbraio inizio marzo) scompariva per buona parte. Le stanze 152 e 153 sono poste sul tratto di demarcazione tra nord e ovest. Davanti hanno solo vegetazione, ma lo spazio antistante le camere è largo, tanto da ospitare un bel tavolone di legno. Da qui la vista dalle camere non è niente di che, ma basta spostarsi pochi metri per arrivare alla porzione di costa che dà sulla lingua di sabbia del lato ovest, versante particolarissimo, ove in alcuni periodi dell’anno il mare scopre durante le ore diurne la famosa lingua di sabbia che ne fa uno degli angoli più suggestivi dell’isola, di giorno con un ampio e meraviglioso spicchio di spiaggia, al tramonto quando il calar del sole dà un tocco... che potete immaginare. Le stanze che affacciano esattamente su questo incantevole porzione di spiaggia sono dalla nr. 154 alla 157. Noi siamo stati fortunati: abbiamo avuto la stanza n. 156. Le stanze 158, 159 160, hanno innanzi solo vegetazione, un muretto di contenimento e un fazzoletto di spiaggia. Poi vi è il blocco dalla 161 alla 172, unico blocco abitativo a due piani, le più distanti (relativamente!) dal mare e ubicate nel versante sud, a fianco del ristorante. Le stanze dalla 101 alla 110, anch’esse affacciate sul lato sud, hanno davanti una fitta vegetazione, o pochi angusti centimetri di spiaggia. Infine, ultimo blocco, dalla 111 alla 119, già si affacciano sul versante nord, quello migliore, ma la spiaggia non è ampia e bella come pochi metri più ad occidente! Fatti i conti, direte che solo un terzo delle camere godono di posizione ottimale. E’ vero, ma è altrettanto vero che ai più “sfortunati” bastava fare qualche decina di metri per trovare... la situazione ideale.
Il ristorante è buono, considerando il livello del resort, sia come qualità, quantità e varietà del cibo. Il servizio è a buffet. Sia a pranzo che a cena vi era sempre pasta, almeno due varietà di riso e una zuppa. Secondi a base di carne e di pesce, piatti freddi, focacce e pane. Verdure fresche in insalata (prevalentemente crauti e carote), verdure cotte (spinaci, piselli, broccoli) e immancabili le patate, lessate, fritte o al forno. Il pesce, freschissimo, era proposto alla griglia, fritto o panato. Ogni giorno macedonia di frutta fresca più anguria, o banane o mele o ananas. Gelato, ed almeno un paio tra torte e mousse. Non sarà stata raffinata alta cucina, ma tutto dignitosissimo e digeribile. La colazione non era da meno, con vasta gamma di dolce e salato. Uova, omelette, cornetti, paste e biscotti di vario genere. Dopo lunghe peregrinazioni su internet alla ricerca dell’isola giusta ad un prezzo abbordabile, sono approdato al sito della Nosytour, di Torino (di cui già avevo sentito parlare). Chiesto qualche preventivo e... voilà trovato ciò che faceva per noi. Piena soddisfazione riguardo la prima volta con Nosytour. Le loro proposte sono flessibili e personalizzabili, e con la gentile e preparata Sonia, poco ci è voluto a confezionare la soluzione su misura per noi.
Abbiamo viaggiato con Emirates. Quindi all’insegna della puntualità e della cortesia. Sarebbe stato tutto eccellente se non fosse stato per l’ultima tratta Dubai - Roma, dove al posto dei boeing 777 delle precedenti tre tratte, il velivolo è stato un vecchio airbus. Una bella differenza. Comunque nel complesso bene. Una volta usciti dall’aeroporto di Malè, gli imbarchi per raggiungere le isole via mare, si trovano a poche decine di metri di distanza. Il corrispondente dell’agenzia Platinum, referente per l’isola di Eriyadu, è stato cortese e premuroso, addirittura prodigandosi in scuse e offrendoci consumazioni al bar, per sopperire all’attesa di poco più di un’ora (tuttosommato, accettabilissima) prima dell’imbarco sullo scafo che ci ha condotto a destinazione in circa 60 minuti, coprendo i 48 km di mare che separano Malè da Eriyadu.

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