Le meraviglie della Malaysia - Parte prima

in viaggio con Ivan Sgualdini in Malaysia

torna alla mappa
Le meraviglie della Malaysia - Parte prima

Un viaggio preannunciato questo in Malaysia. Voluto già dal 2003 quando era tutto quasi pronto: itinerario, voli, guida Lonely Planet e un bellissimo libro sui parchi naturali. Ma poi, all'ultimo momento, la SARS suggerì di non rischiare e così finimmo in Sri Lanka - Maldive. Ottima alternativa senza ombra di dubbio! Nel 2004 ritentammo ma la nostra amica Erika ci aspettava negli States e così divenne un'occasione imperdibile per un'esperienza on the road nel continente americano. Quest'anno però non ci sono più scuse. Tra varie alternative, tra cui il Costa Rica sembra la più valida, alla fine scegliamo senza indugio: si va in Malaysia! Stesso itinerario studiato 2 anni fa ma ancora più approfondito. Stesso giochetto dei voli con la Emirates con andata a Kuala Lumpur e rientro da Singapore senza nessun onere sul prezzo del biglietto. In più si aggiunge un altro scalo: Dubai.
Consultiamo qualche agenzia ma questo volo non è contemplato e le tariffe sono le stesse o più alte di quelle che si trovano in rete. Ecco dunque che si delinea un bel viaggio FAI DA TE organizzato dal primo all'ultimo giorno. Si inizia dal sito di Expedia che propone una buona tariffa Emirates di 780 euro per Roma - K.L. e rientro Singapore - Dubai - Roma. Costruiamo il nostro viaggio su questi scali prevedendo qualche giorno a K.L., il pacchetto del Taman Negara 4 gg. / 3 notti e una settimana di mare alle Perhentian. Poi un volo interno per Singapore con sosta di un paio di giorni. Scalo a Dubai per il rientro con sosta di qualche altro giorno e infine si torna a casa. 23 giorni in tutto: mica male!
Dopo varie consultazioni e letture arriva però un grosso imprevisto: alle Perhentian che tempo fa a fine ottobre? Nessuno chiarisce bene questa cosa, si parla in genere della maggior parte dei resort che restano aperti fino a metà novembre. Assolutamente non vero, dipende dalla stagione. E la nostra a quanto pare è sfortunata da quelle parti. Scrivo direttamente via email ai vari resort del Flora Bay, Coconut e vari altri che mi rispondono all'unanimità che si chiude in anticipo: chi il 10 ottobre, chi fine ottobre, causa arrivo dei monsoni. Il tempo è brutto assai... E i traghetti diventano irregolari. Una delusione tremenda, considerato che contavamo fortemente di vedere queste isole che tutti descrivono paradisiache e paragonano addirittura a Maldive e Seychelles. Dobbiamo rassegnarci e lasciar perdere quel tratto di mare. Si va sul versante opposto della Malaysia peninsulare sul mare delle Andamane nell'isola di Langkawi dove, al contrario, a ottobre finisce la bassa stagione e inizia quella alta dal 1° novembre esatto. Da questa data anche i prezzi dei resort aumentano sensibilmente. Niente barriera corallina e snorkelling sfrenato come nei progetti delle Perhentian, però nell'isola delle leggende, a quanto pare, c'è molto altro da fare e vedere. Staremo proprio a vedere.... Nel 2002 del resto andammo nello stesso periodo a Krabi, in Thailandia, appena qualche centinaio di Km. più a nord, e siamo stati meravigliosamente!
Opero una sfrenata ricerca in Internet di hotel che portano pezzo per pezzo al compimento della nostra vacanza. Non lasciamo nulla al caso e prenotiamo tutto via rete, sfruttando dritte ed esperienze di altri turisti realmente stati nei vari posti i quali lasciano preziose recensioni nell'utilissimo sito di www.tripadvisor.com.
Questo diventa l'ITINERARIO, con i prezzi convertiti al cambio di
Malaysia: 1 euro = 4,43 MYR;
Singapore: 1 euro = 2,01 $
Dubai: 1 euro = 4,20 Dirams
- Volo Cagliari - Roma (andata con Air One e rientro con Meridiana) - costo 126 euro a persona (usufruendo delle tariffe agevolate della continuità territoriale);
- Volo andata Roma - Kuala Lumpur con scalo Dubai e rientro Singapore - Dubai - Roma con Emirates - costo 780 euro a persona
- 4 notti al Concorde hotel *** a Kuala Lumpur (ottima posizione centrale) - costo circa 22 euro a notte/persona in camera tripla superior executive con vista Petronas;
- 4 gg. / 3 notti package explorer del Taman Negara, prenotato dal sito della catena del Mutiara (che hanno gli chalet all'interno del parco) - costo circa 282 euro a persona in camera tripla (tutto incluso, compresi pasti, guida locale ed escursioni giorno per giorno);
- 1 notte al Mandarin Hotel ***** a Kuala Lumpur per rigenerarci al rientro dalla jungla (l'hotel è proprio sotto le Petronas e fianco al parco, uno dei più belli e lussosi della città!!!) - costo circa 42 euro a notte/persona in camera tripla;
- spostamento in volo con la Malaysian Airlines da Kuala Lumpur all'isola di Langkawi, costo 167 euro a persona (compreso rientro Langkawi - Singapore con scalo a K.L.);
- 7 notti al Langkawi Village resort *** (tra quelli meglio recensiti ad un prezzo ragionevolissimo), costo circa 20 euro a notte/persona in camera standard tripla (volevamo la superior che costava soli 2 euro in più ma non era disponibile!)
- 3 notti al Pan Pacific *****, centrale in zona Marina Bay - costo 49 euro a notte/persona in camera deluxe con balcone panoramico vista skyline della città;
- 3 notti a Dubai al Jumeira Rotana Hotel Apartament *** (in centro città, zona Bur Dubai e purtroppo non sul mare) - costo 45 euro circa a notte/persona contro il minimo di 120 euro a notte/persona per l'hotel più economico (l'Oasis Beach) della spiaggia di Jumeira per giunta con camera vista costruzione grattacieli dalla parte opposta del mare....;
I voli interni, il Mandarin e il Pan Pacific hotel vengono prenotati tramite Expedia per problemi di capienza di carta di credito (Expedia permette infatti, a differenza di altri siti, di poter prenotare con carte di credito diverse dalla persona prenotante), mentre i restanti hotel vengono prenotati direttamente dai loro siti ufficiali. Occorrono davvero tante ore di navigazione prima di arrivare alla scelta definitiva, speriamo ne sia valsa almeno la pena...
Un'altra fondamentale dose di informazioni per decidere cosa portare e non nelle valigie (che dobbiamo tenere il più possibile leggere e comode visto il gran numero di spostamenti), ed eccoci qua! Ivan, Stefania ed Erika: in tre pronti a rendere in qualsiasi modo il più possibile memorabili ed indimenticabili i prossimi 23 giorni di questo viaggio che iniziano il martedì del 18 ottobre dell'anno 2005.La prima parte di una dettagliata guida al Paese asiatico18/10/2005 - Cagliari-Roma-Dubai
I nostri preparativi si concludono con uno zaino per bagaglio a mano e un borsone / trolley di medie dimensioni a testa. Siamo stati bravi. Alle 11.00 parte il nostro primo volo con la compagnia Air One dall'aeroporto di Elmas-Cagliari, che atterra a Roma dopo un'ora esatta. In attesa dell'internazionale sostiamo a Terrazza Roma, un'area di Fiumicino che io e Ste conosciamo ormai a memoria. Qui compriamo quella che diventerà la nostra mascotte di viaggio: un pupazzetto scimpanzè che soprannominiamo Umpa Lumpa.
Alle 16.55 decolla il nostro volo Emirates 93, un Boeing 777/300, che dopo 5 ore e mezza e 4.328 Km atterra alle 24.05 (ora locale) a Dubai (DBX). Siamo incuriositi da questo aeroporto che non delude affatto le aspettative!

19/10/2005 - Dubai-Kuala Lumpur. Concorde hotel. Petronas.
Restiamo qualche ora a passeggiare per gli enormi corridoi dell'aeroporto: splendido, luccicante, e soprattutto incredibilmente vitale nonostante sia notte fonda. Bisogna quasi camminare a spinta; sembra l'ora di punta ma è l'una di notte... gli aeroporti italiani a quest'ora sono deserti!
Decolliamo alle 3.10 col volo Emirates 343 cambiando il nostro Boeing che diventa un 777/200, più grande e lungo del primo. Altri 5.533 Km e 7 ore di aereo fino ad atterrare alle 14.00 passate a Kuala Lumpur. Qui cambiamo subito un pò di euro al tasso di € 1 = 4,43 MYR (Ringgit) e prendiamo un taxi per arrivare al Concorde Hotel. L'aeroporto dista una settantina di Km dal centro della capitale e il nostro tassita di nome Deva stabilisce una tariffa di MYR 90 in un minivan. Durante il tragitto spiega alcune cose interessanti (tra cui le parole basilari del malese). E' molto gentile e simpatico. L'autostrada è in perfette condizioni, larga e scorrevole. Piove parecchio, ma lo si dava per scontato. Emozionante la prima vista delle Petronas Twin Tower da lontano, prima ancora di entrare nel traffico della città, che a poco poco diventa sempre più intenso.
Arrivati al Concorde, hotel a 3 stelle, sbrighiamo le formalità di registrazione. Stranamente rilevano solo il mio passaporto e nessun documento di Erika e Stefania, prendendo inoltre un deposito cauzionale di 400 MYR! Ma se la stanza è già pagata è proprio necessario? "Paese che vai, usanze che trovi..." viene subito da pensare... La nostra camera è la superior executive n° 1216 al piano 12, con splendida vista alle Petronas Twin Tower e piscina sottostante! Purtroppo non si può aprire la finestra in nessun modo per affacciarsi... la stanza è carina, spaziosa, il bagno molto bello e con un grande ripiano in marmo per appoggiare tutto l'occorrente. Il 3° letto viene portato più tardi insieme alle valigie e non è proprio un granchè... Erika si sacrifica per noi e sceglie "volontariamente" di dormirci, previa pretesa però di avere come compagnia Umpa Lumpa....
Dopo una sistemata tentiamo la nostra prima passeggiata a Kuala Lumpur. Sono le 19.00 e la pioggia è incessante. Per fortuna abbiamo scelto bene perchè il Concorde è in pieno centro e molto più vicino di quel che pensavamo alle Petronas. Iniziamo un percorso in senso orario ad anello fermandoci al Tourist Information che è proprio adiacente lato destro all'hotel. E' aperto ma non c'è nessuno. Si sente la tipica cantilena musulmana in sottofondo e sospettiamo siano tutti a pregare. Torneremo domani. Proseguiamo fino a raggiungere le Petronas. Un vero spettacolo da ammirare a bocca aperta! Enormi, altissime ed egregiamente illuminate! Molto più affascinanti di notte che alla luce del giorno direi... entriamo al Suria KLCC, immenso centro commerciale alla base delle torri che ne occupa i primi 4 piani. Pullula di gente ed è veramente immenso: un gran colpo d'occhio! E' tutto abbastanza americanizzato e se non vedessi la fisionomia dei malesiani per le strade potrei pensare di trovarmi tranquillamente in una grande metropoli occidentale. Lasciamo le Petronas e rientriamo verso l'hotel dalla strada principale, che Deva ci ha detto essere la zona caffè e ristoranti. Infatti per la cena siamo ispirati subito dall'Italiano "Modesto's". Un locale molto carino e ben curato, dove prendiamo 2 pizze e pasta con tre coca-cola al prezzo di MYR 130. Prendiamo questo prezzo come riferimento per un ristorante di classe. C'è tempo per mangiare cucina orientale!

20/10/2005 - Skybridge alle Petronas. Chinatown. Merdeka Square. Little India. KLCC Tower.
Come suggerito da Deva, usciamo presto alle 7.00, prima di fare colazione, per riuscire a prendere i biglietti per la visita dello Skybridge (il ponte che unisce le due torri) delle Petronas. I biglietti sono gratuiti ma le visite giornaliere sono in numero limitato. In realtà arriviamo che non c'è quasi nessuno e le serranda del ticket office sono ancora chiuse. La gente non tarda molto ad arrivare e in men che non si dica si forma una lunga coda a serpentina! La visita dura 15 minuti e la nostra è prenotata per le 9.00. Aspettiamo direttamente sul posto guardando i documentari della sala adiacente. Le Petronas sono ancora oggi le torri gemelle più alte del mondo raggiungendo quasi i 500 metri di altitudine. Lo skybridge è l'unico punto visitabile e si trova "solo" al 41° piano a 170 metri. In tutto ci sono 88 piani nella torre adibiti a uffici di grosse società multinazionali: proprio come si vede nel film Entrapment, che non può non venire in mente salendo sulle torri! Il panorama da sopra è impressionante, nonostante sia presente molta foschia e un cielo totalmente coperto. Si vede gran parte della città, tantissimi grattacieli, il parco e il centro commerciale sottostante, mentre l'intenso traffico cittadino appare con piccolini puntini in movimento che sono i veicoli! Una valanga di foto e filmati di rito e finalmente abbiamo meritato la colazione a buffet del Concorde alle 10 del mattino...
Dopo un breve giro alla scoperta del nostro hotel, alle 11.00 siamo al Tourism Information Center dove stavolta una cordialissima ragazza malese ci spiega con calma tutte le possibili gite da fare in zona e fuori città, sia comprando i pacchetti organizzati sia muovendosi in proprio. Seguendo i suoi consigli, decidiamo di visitare la città iniziando da Chinatown, più a Sud. Per arrivarci prendiamo la Monorail, che ha la fermata poco più a destra dell'ufficio. Il ticket costa appena 1,60 MYR e il tragitto è divertentissimo, considerando che si parla di un treno che cammina sospeso a 40 metri sopra il traffico della città! La nostra fermata è Maharajalela, all'ingresso di Petaling Street con annesso market sulla strada. Il panorama cambia radicalmente e dai grattacieli tecnologici si passa a case di 3 piani al massimo con le bancarelle tradizionali sulla strada, le quali vendono ogni sorta di oggettistica, abbigliamento, e via di seguito... Piove sempre a dirotto e nonostante la parziale copertura a tetto la saggezza consiglia come primo acquisto un utilissimo ombrello malesiano.... percorriamo tutta la strada, saliamo delle scale mobili e proseguiamo per altri mercatini sparsi ovunque.
Per pranzo scegliamo un veloce e super economico McDonald spendendo 20 MYR in tre. Poi proseguiamo la passeggiata attraversando la città da sud a nord, visitando il Central Market, Merdeka Square con il notevole Palazzo del Sultano Abdul Samad e la bandiera più alta della Malaysia (anche in questo sono molto americani e ne ricordano il nazionalismo perchè ci sono bandiere dappertutto!). Ultima tappa è Little India, più contenuta di Chinatown e anche più (diciamo così) "terra terra". Questa zona della città rende bene l'idea di sobborgo, anche se in nessun caso raggiunge i livelli di squallore visti a Bangkok... Da questo punto di vista Kuala Lumpur (almeno il centro) è su un altro pianeta: molto più ordinata e pulita (anche se qualcuno potrebbe considerarla probabilmente più impersonale e troppo occidentalizzata...).
Compriamo una scheda telefonica internazionale per MYR 30 e rientriamo in hotel a piedi. Sempre a piedi, per concludere in bellezza, andiamo a visitare alle 19.45 la K.L.C.C. Tower, lato opposto alle Petronas (il Concorde si trova esattamente a metà strada tra le due). Si entra in un parco e si sale un pò fino a raggiungere la base della torre: abbastanza impressionante devo dire! Il ticket viene MYR 60 e permette di salire davvero in alto a 400 metri dal suolo (mooolto più in alto dello skybridge!!!). L'ascensore parte a razzo con una velocità piuttosto "fastidiosa" per lo stomaco... Il panorama notturno da sopra è strepitoso, interamente a 360° e davvero meritevole, soprattutto il lato che volge alle Petronas. Pensare che un piano sotto c'è il ristorante: deve essere favoloso cenare con questa vista! Ci sono i binocoli per "zoommare" i punti di interesse della città e la guida auricolare, ma più interessante di tutte è la foto che viene fatta sul momento da un fotografo attrezzato di cavalletto e Nikkon digitale con stampa immediata. Per MYR 33 si porta a casa davvero un bel ricordo!
Usciti dalla torre torniamo in centro e optiamo una cena al ristorante giapponese "Hanabi", dove tra sushi e pietanze varie spendiamo MYR 176. Anche questo un ristorante certamente notevole e meritevole. Per me abbastanza impegnativo non avendo mai provato un giapponese e considerando lo sforzo del mangiare con le bacchette...

21/10/2005 - Tour guidato per Melaka (Malacca).
Dopo la colazione scendiamo nella lobby aspettando il pick-up che verrà a prenderci per il tour di un giorno a Malacca (della durata di 8 ore), prenotato dal Tourist Information center al prezzo di Myr 360. In realtà il pulmino che arriva alle 8.45 porta a fianco allo stesso Tourism center (dove potevamo tranquillamente arrivare a piedi con calma in 2 minuti) e aspettiamo fino alle 9.30 per il vero autobus della gita. Il peggiore mai preso nella mia vita finora! Gli ammortizzatori sono inesistenti e i nostri posti a sedere sul retro sono tremendi.
Percorriamo due ore di strada tra fastidiosi salti e un continuo stridulare, finchè finalmente mettiamo piede a terra per la prima tappa: la più antica Chiesa Cristiana ancora in uso in Malaysia. Si trova di fronte a una bella piazzetta colorata dove dei singolari caratteristici "taxi" bicicletta a 3 ruote, splendidamente addobbati di fiori freschi e vivaci, portano i turisti in giro. Tra l'altro è la prima volta che vediamo il sole: era ora! Le visite scorrono un pò troppo veloci. La nostra guida spiega ma è difficile che tutto il gruppo senta: siamo in tanti e c'è (giustamente) chi si ferma un attimo per fare almeno due foto rimanendo indietro... Almeno abbiamo il nostro bollino giallo adesivo per non confonderci tra la folla...
Saliamo su per una collina a vedere il Sultan's Well. Si presenta un discreto panorama con un bel colpo d'occhio sui tetti rossi delle casette vicino al porto e sui bizzarri palazzi costruiti identici ad altezze crescenti (sembrano davvero scatole cinesi, uno potrebbe stare dentro l'altro...). Qualche vecchio rudere e cannone della ex colonizzazione europea rende più interessante il posto, insieme ad antichi treni, aeroplani e auto che farebbero la gioia di qualsiasi collezionista. Visitiamo la Porta de Santiago e il Portuguese Settlement, poi le rovine di St. Paul's Church.
Il nostro pranzo si consuma in un ristorante locale, con cucina malesiana. Un posto grazioso dove si mangia bene, anche se evitiamo il pollo per la fobia di questo periodo dell'aviaria (probabilmente ingiustificata da queste parti visto che non si sono ancora verificati casi dichiarati). La gita si conclude con un pò di shopping a Chinatown, dove finalmente veniamo lasciati liberi anche se per poco tempo. Compriamo qualche scacciaspiriti, delle catenine e delle cartoline ma ci sarebbe da acquistare talmente tanti di quegli oggetti.... soprattutto quelle cose che da noi vengono a costare 3-4 volte tanto, come le fontane ad acqua, i vasi e i portacandele. Purtroppo roba pesante da portare in valigia... Diamo anche un'occhiata veloce ad un tempio buddista, dove Stefania ed Erika sono letteralmente "catturate" da un anziano signore che prova ad inculcare le sue teorie spirituali (di cui però ne capiscono solo la metà delle frasi visto l'ostico inglese parlato...).
Infine rientriamo all'autobus dove con altre due ore di massacro della spina dorsale veniamo riaccompagnati al Concorde Hotel. Il destino vuole che appena messo piede a Kuala Lumpur sia di nuovo tutto nuvoloso! Una gita interessante perchè Melaka merita di essere visitata, però il tour guidato è forse un pò deludente e troppo frettoloso. Era meglio organizzarsi per visitarla da soli.
La sera usciamo alle Petronas e facciamo un'altro giro per il centro commerciale. Per cena invece si va dall'Argentina Steakhouse Maredo's, nutrendo il nostro organismo con una signora bistecca e un pò di insalata.

22/10/2005 - Tour guidato per le Batu Caves. Lake Gardens a K.L.
Stessa scena di ieri mattina. Per il Tour delle Batu Caves di mezza giornata (prenotato al costo di MYR 150), il pickup passa alle 8.45 in hotel per portare al Tourist Center a pochi metri di distanza. Attesa di tre quarti d'ora quando potevamo essere là in pochi minuti a piedi... Oggi ho un mal di gola tremendo dovuto a una notte insonne e a un classico colpo di freddo per gli sbalzi di temperatura dell'aria condizionata.. Stavolta si presentano molte meno persone e l'autobus non è scardinato come quello di ieri.
La gita parte alle 9.30 puntuale e la prima tappa è la fabbrica del peltro. E' la più grande al mondo e la visita risulta molto interessante. E' un grande cantiere aperto dove centinaia di persone lavorano artigianalmente ancora a mano questo materiale che sembra un misto tra acciaio e latta, creando gli oggetti più svariati. Si finisce nella solita sala dello shopping finale, con prezzi un pò cari ma con oggetti unici al mondo nel genere. Tanto per fare un esempio, il set del Signore degli Anelli: una scacchiera personalizzata con i protagonisti buoni e cattivi del racconto, calici e bicchieri in tema, etc. etc.
La nostra seconda tappa invece è sempre inerente l'artigianato, stavolta del batik. Ottimi parei, vestiti e quadretti. Ne compriamo due rappresentanti dei gatti per MYR 150.
Arriviamo alla terza e ultima tappa: le Batu Caves. Siamo liberi di visitarle, dobbiamo solo rispettare ovviamente l'orario di rientro all'autobus. Una lunga scalinata molto faticosa per il caldo porta sopra fino alle grotte. E' un bel colpo d'occhio. E soprattutto è pieno zeppo di macachi che sbucano ovunque e dai quali bisogna stare molto attenti per via della loro bravura e sfrontatezza nel rubare buste ed oggetti ai turisti. Assistiamo a diverse rapine a poveri bambini ignari del fatto... Un'enorme cavità si apre in mezzo alla montagna e sbuca poco più avanti dove è stato costruito un tempietto induista. Il tutto è caratteristico ma mai quanto queste scimmiette che diventano la vera attrazione delle Batu Caves. E' bellissimo osservare le mamme con i figlioletti piccoli negli atteggiamenti più affettuosi o stravaganti. E per concludere, rischio qualcosa al rientro anche io, scendendo le scale col mio bel pacchetto di crackers e un macaco attaccato alle spalle pronto a rapinarmi!
Alle 13.00 siamo di nuovo in hotel. Pranziamo alle Petronas in un'area dedicata ad ogni tipo di cibo esistente sulla terra, con vari ristoranti e fast food. Il pomeriggio prendiamo la Putra LRT per Chinatown e intraprendiamo una lunga camminata per i Lake Gardens. Abbiamo sottovalutato le distanze e soprattutto il fatto che la strada sia completamente in salita! Era decisamente meglio prendere un taxi... Tra l'altro, un volta entrati nel parco, che è molto più grande e dispersivo del previsto, scopriamo che tutti i chioschi sono chiusi per via del Ramadan. Stiamo morendo di sete! Alla fine scopriamo che è possibile acquistare una bottiglia d'acqua nei bagni a pagamento, dove la signora all'ingresso tiene le bibite in fresco per le emergenze... Il parco è bello, enorme, diviso in molti settori e sentieri, impossibile da visitare in un paio d'ore. Rientriamo sfiniti in taxi all'hotel impiegando pochi minuti di strada e spendendo a mala pena MYR 6! Io e Erika andiamo a fare la spesa in un 7 eleven vicino al Crowne Plaza, l'hotel dove parte il tour per il Taman Negara di domani. Sono dieci minuti di strada da qui al Concorde ma per rientrare siamo talmente stanchi che prendiamo comunque un taxi visto che costa un'inezia. Troviamo però come autista un malese eccentrico che pare davvero un ubriaco nel modo di parlare, nei gesti e... in quello di guidare! Probabilmente pensa di essere a Bangkok, dove i tuk-tuk sfrecciano e gareggiano nel traffico anarchico... ma qui siamo a K.L. e cose di questo genere non ne avevo ancora visto! Dopo varie risate isteriche e il salvataggio per un soffio di alcuni pedoni scampati di qualche centimetro al cofano del taxi, finalmente rientriamo tutti interi al Concorde...
Per cena siamo di nuovo da Modesto's, l'unico ristorante che meriti davvero il bis. Del resto, meglio mangiare oggi italiano visto che nella jungla del Taman Negara non sappiamo cosa ci aspetta! Stavolta il nostro tavolo è all'aperto, con ottima musica dal vivo di un duo molto bravo. La pastasciutta con arselle non delude affatto le aspettative...

23/10/2005 - Trasferimento a Kuala Tembeling in bus. Wooden boat fino al Taman Negara (Mutiara chalets).
Raggiungiamo a piedi con le nostre valigie il Crowne Plaza Mutiara Hotel. Qui ho prenotato (dal sito internet della catena Mutiara) l'Explorer Packages 4gg/3n al Taman Negara, compreso praticamente di tutto: pernottamento, pasti, escursioni guidate, trasferimenti da e per Kuala Lumpur. Alle 8.45 una ragazza si presenta alla lower lobby per la registrazione e mostra l'autobus. Siamo pochissimi. Aspettiamo qualche minuto, osservando lo stupefacente lusso della hall dell'hotel, carichiamo le valigie e partiamo alle 9.00. L'autobus è nuovo e comodissimo e il viaggio scorre tranquillo sotto la musica delle cuffie del mio lettore mp3...
Dopo due ore e mezzo, alle 11.30 arriviamo a Kuala Tembeling. Qui operiamo un'altra veloce registrazione per il Taman Negara (pagando 1 MYR a testa) e per il Mutiara Chalet (5 MYR per camera). Dobbiamo aspettare fino alle 13.00 l'arrivo delle wooden boat (le caratteristiche imbarcazioni in legno tipiche locali). Non c'è un granchè da fare o girare in effetti da queste parti. Siamo in una sorta di caseggiato all'aperto, con un ristorantino spartano e un molo in legno raggiungibile con ripide scalinate, mentre sulla strada di fronte ci sono giusto un paio di market per le prime necessità. Fa molto caldo. Durante l'attesa incontriamo i primi due italiani del viaggio, e per giunta con nostro immenso stupore nientemeno che cagliaritani! Coincidenza pressochè incredibile visto che ci sono dieci turisti in questo posto...
L'imbarco sulla wooden boat è tutto un programma... L'esperienza inizia ad assumere connotati avventurosi completamente diversi dalla città! Lasciamo la civiltà per entrare nella natura e ce ne rendiamo subito conto nelle 2 ore e mezzo di risalita sul fiume su questa barchetta (per fortuna a motore - ci mancava solo remare...). Altre due imbarcazioni sono partite piene appena prima della nostra. Così per nostra fortuna possiamo godere il viaggio sbragati in cinque dentro uno scafo per dodici persone. L'arrivo al Mutiara si fa desiderare...
Finalmente eccolo là comparire dopo l'ultima ansa del fiume! Sbarchiamo su una pedana in legno galleggiante, saliamo una bella gradinata ripida e siamo nel cuore del resort e del Taman Negara. E' carinissimo! Molto particolare e suggestivo. Singolare anche perchè, oltre a essere considerato il miglior alloggio del posto, è posizionato dalla parte sinistra del fiume da solo, mentre il resto del villaggio con ristoranti galleggianti, altri alloggi e modesti negozietti si trovano sulla destra. Ovviamente esiste un servizio di traversata a prezzo irrisorio da una sponda all'altra. Il bello del Mutiara poi è di avere tre file di chalet di cui le più esterne sono a pieno contatto con la jungla. Dal ricevimento ci viene assegnata la stanza n° 65, che purtroppo risulta nella fila centrale e tra l'altro all'estremità più lontana... forse i macachi non verranno a bussare sul nostro tetto - peccato!
Il luogo è a dir poco meraviglioso. Osserviamo tutto a bocca spalancata essendo la nostra prima vera esperienza nella jungla. Gli chalet sembrano baite di montagna, interamente in legno, alcuni rialzati da terra sicuramente per prevenire pericolo di piene. Il villaggio infatti è leggermente in discesa verso il fiume. Tanto per restare in tema, ovviamente piove e il trekking previsto per stanotte rischia di essere compromesso. Potrebbero suscitare ilarità i cartelli segnati nel sentiero "Attraversamento scimmie", o "Attraversamento serpenti" e "Varani": invece sono proprio veri! La prova è il lucertolone di mezzo metro che sta sotto i nostri piedi nascosto nell'erba...
La nostra stanza è ovviamente più spartana di un albergo cittadino, ma c'è tutto l'essenziale. Manca solo l'asciugacapelli (che intelligentemente per precauzione abbiamo portato noi), il frigo minibar, e il terzo letto (di nuovo!), che viene aggiunto in seguito. Quest'ultimo è proprio bruttino: in poche parole un materasso inconsistente buttato in terra! La prima regola che imponiamo fondamentale è: non lasciare mai aperta la porta e le finestre per evitare l'invasione di spiacevoli insetti!
Dopo una sistemata veloce e una generale dose di repellente, torniamo al ricevimento e incontriamo la nostra guida Azam: un tipo pacato e riflessivo. Oltre ogni piacevole previsione, ci seguirà sempre lui per tutti e tre i giorni che trascorreremo nella jungla: tutto solo per noi! Questo vuol dire che faremo ogni escursione da soli e saremo totalmente indipendenti senza altri turisti a decidere per noi. E' un ottimo inizio!
Ci diamo appuntamento alle 20.30 per il trekking notturno, poi diamo un'occhiata al Minimarket del villaggio. E' piccolissimo, ha giusto qualcosina di prima necessità come alimentari, vestiario, repellenti, etc. Ceniamo a buffet al Tahan Restaurant, l'unico ristorante presente al Mutiara: all'aperto (ma ovviamente con la copertura sul tetto), carino e spazioso. La scelta non è vastissima ma si mangia discretamente.
Alle 20.30 in punto incontriamo Azam per il trekking notturno. Sta semplicemente diluviando. Siamo attrezzati di poncio e ombrello ma la doccia è comunque assicurata... Riusciamo in realtà a fare solo pochi passi e raggiungere una pedana in legno a due piani coperta dove, attrezzati di pila per la totale mancanza di illuminazione, osserviamo la jungla sotto la pioggia e al buio. Purtroppo non si vedono insetti (che erano il vero scopo del trekking notturno) perchè con la pioggia si ritirano. Vediamo invece dei cervi addormentati a cui il diluvio universale non tocca minimamente... Per il resto si respira comunque un'atmosfera straordinaria! Basta spegnere la torcia e si rimane nel buio più nero ascoltando solo la pioggia scrosciante e i rumori della jungla. Non ci sono parole per descrivere l'emozione agli occhi di un cittadino. Attendiamo una mezz'oretta e rientriamo. Azam appare dispiaciuto ma la pioggia non accenna minimamente a diminuire. Propone comunque di ritentare domani. Arriviamo piuttosto zuppi in stanza e nel frattempo manca anche l'elettricità in tutto il villaggio, dopo una serie infinita di tuoni da guinness dei primati...

24/10/2005 - Trekking nella jungla (Bukit Teresek). Canopy walkway. Wooden boat a Lata Berkoh & Waterfall.
Possiamo scordarci gli orari sonnolenti di Kuala Lumpur. Qua si fa colazione alle 7.30 per sfruttare appieno le ore di luce. Alle 8.30 si parte con Azam per il trekking nella jungla. Appena pochi metri oltre il villaggio sparisce ogni segno di civiltà. Il sentiero conduce ad una scalata sulla collina di Bukit Teresek. Un bel mazzo tra la folle umidità e la ripida salita (a tratti ci sono addirittura le corde per tenersi, visto il terreno scivoloso). I suoni della jungla sono straordinari e a volte un pò lugubri. Il percorso del resto è interamente in ombra, primo perchè il cielo è nuvoloso e secondo perchè comunque siamo coperti dalla fitta ombra della vegetazione. Azam spiega un pò di flora e fauna e avverte sul pericolo sanguisughe, che dopo la pioggia di ieri notte usciranno allo scoperto. Per il resto non è un gran chiacchierone. Spesso dobbiamo fargli noi le domande. Senza dubbio è comunque un vero uomo della jungla. Ha il coraggio di non portarsi l'ombra di un marsupio appresso, nè un ombrello, nè un goccio di acqua. Noi stiamo grondando e boccheggiando, appesantiti dagli zaini e affaticati, e lui non ha neanche una goccia di sudore negli occhialini...! E' perfettamente "intatto" come dal primo momento che l'abbiamo incontrato stamattina.
Fattostà, neanche nominate le sanguisughe ed ecco la prima all'attacco! E' completamente diversa da come la immaginavo. Nei film si vedono sempre grosse e tonde, ma invece sono poco più che vermicelli allungati molli e saltanti. E' solo nel momento che si attaccano e succhiano il sangue che si gonfiano spaventosamente. Purtroppo, esattamente come le zanzare, è impossibile accorgersi della loro presenza se non con la vista. E da questo momento in poi nasce la "fobia" sanguisuga! Ognuno guarda le gambe dell'altro cercando di prevenire spiacevoli sorprese... meno male che siamo attrezzati con scarponi alti, calzettoni e pantaloni lunghi.
Ci vogliono un paio d'ore per giungere in cima alla collina, la quale Azam afferma di essere di 330 metri. Come? Soltanto 330 metri? Sembrava di aver scalato qualcosa di più consistente qui.... Il panorama che si ammira è molto bello e presenta ogni tipo di colore verde immaginabile.
Qualche foto e scendiamo, prendendo la deviazione per il Canopy Walkway. Si tratta dei rinomati ponti in corda sospesi tra gli alberi di cui abbiamo molto sentito parlare. Sono un must per chi giunge al Taman Negara! Azam ci lascia soli. Poichè gli otto ponti compiono un giro ad anello lui ci attenderà direttamente all'uscita. Consiglia di stare almeno a 5 metri di distanza l'uno dall'altro e per non più di 4 persone per ponte, e ovviamente evitare di dondolare troppo... La traversata è inizialmente titubante ma diventa presto assai divertente. Il senso del vuoto è limitato dalla vegetazione sottostante, tranne che nell'ultimo ponte che raggiunge l'altezza massima di ben 45 metri dal suolo!
Rientriamo alle 12.30 in stanza stanchissimi e grondanti. Alle 13.30 portiamo alla laundry service i nostri capi di abbigliamento più sfortunati che hanno subito la devastazione della jungla. Si pranza e alle 14.30 siamo pronti e di nuovo pimpanti per un bel giro in barca. Neanche pochi minuti di risalita del fiume e torniamo nuovamente fradici, stavolta per le secchiate d'acqua che arrivano dalle rapide al quale il nostro navigatore non può sottrarsi... tra risate generali scendiamo a terra e dopo altra mezz'ora di trekking raggiungiamo Lata Berkoh in un tratto di fiume ricco di cascatelle. Purtroppo è impossibile fare il bagno poichè c'è troppa piena e la corrente è molto forte. Azam (che ha avuto il coraggio di venire con i sandali aperti) si trova una sanguisuga nel piede e se la stacca continuando comunque a sanguinare per parecchi minuti... il vero pericolo di averne molte attaccate, in effetti, è quello di rischiare il dissanguamento perchè le ferite impiegano parecchio tempo prima di emarginarsi. Stiamo un pò sul posto e rientriamo alle 16.00 al Mutiara completamente bagnati, tanto per cambiare... il bello è che non si è ancora visto il sole e asciugare la roba con questa umidità è pressochè impossibile! Dobbiamo ridurci ad usare l'asciugacapelli...
Alle 19.00 si cena e alle 20.30 inizia a piovere a dirotto. Manca ancora la corrente e di conseguenza, viste le condizioni metereologiche, salta anche il secondo tentativo di trekking notturno nella jungla. Pazienza non è destino! Stiamo un pò al ristorante a lume di candela in una magica atmosfera e torniamo in stanza a dormire.

25/10/2005 - Cave Exploration a Gua Telinga (Ear Cave). Tribù locale Orang Asli. Rapids Shooting a Kuala Terenggan.
Alle 9.00 abbiamo appuntamento con Azam al ricevimento. E' sempre puntualissimo. Attendiamo pochi minuti la nostra wooden boat nella pedana galleggiante, che ci porta poi ad una breve traversata sul fiume di dieci minuti circa. Poi inizia un'avventura di 45 minuti di trekking nella jungla fangosa. Con il diluvio di ieri notte, il terreno è un acquitrino scivoloso. Camminiamo con rilento cercando di mettere i piedi sulle radici degli alberi che formano un intricato labirinto. Tra l'altro, abbiamo sempre il tarlo in testa delle sanguisughe, dal momento che, dietro consiglio di Azam, siamo oggi in pantaloncini corti... non tarda molto infatti a presentarsene una sulle mia scarpe da trekking che salta allegramente di gioia!
Arriviamo alla nostra meta: Gua Telinga e la Ear Cave. Azam si addentra un attimo per vedere le condizioni della grotta e ne esce un pò rammaricato... il livello dell'acqua è alto. Il che significa bagno completo ad altezza coscia, o forse peggio... lascia a noi la decisione: possiamo entrare oppure tornare indietro per lui è lo stesso. Noi gli chiediamo se ci sono pericoli, ma la sua risposta è negativa. Non è pericoloso: ci sono solo dei pipistrelli e ragni vari, forse alcuni serpenti... normale amministrazione per la jungla ma forse non proprio per noi abitanti di città... osserviamo l'ingresso della grotta che non è affatto carino e rassicurante e mettiamo ai voti. Io ed Erika siamo molto perplessi anche perchè bagnarsi le scarpe da trekking dentro è una seccatura tremenda: non si asciugheranno mai più! Stefy invece si improvvisa la nostra Rambo e ci sprona: ma come, siamo venuti fin qua e non andiamo avanti? Scherziamo? In men che non si dica eccoci dunque in uno stretto corridoio tutti sporchi di fango con la nostra piletta legata alla mano sinistra, mentre con la destra siamo costretti ad arraffare qualche spuntone per non ruzzolare... due francesi con un'altra guida sono immediatamente dietro di noi. Alcuni tratti sono così stretti che devo togliermi lo zaino e farlo strisciare avanti a me. A proposito di zaino, l'ho portato solo io e ho fatto una scelta azzeccatissima da casa scegliendo di mettere in valigia questa mitica borsa stagna (quelle che si usano per i kayak tanto per intenderci) che si rimpicciolisce a seconda dello spazio occupato ed è perfetta per tenere all'asciutto attrezzatura costosa e capi di ricambio. L'unico neo di questo tipo di borse è che non sono comode da portare a mano, ma io ho sorpassato il problema attaccando due moschettoni e gli spallacci per poterla utilizzare esattamente come uno zaino sulle spalle.
Il nostro percorso prosegue lento e con prudenza a carponi. Gocciola dappertutto e siamo pieni di fango, costretti a strisciare tra le pareti a quattro zampe, ma per ora non ci siamo ancora bagnati le scarpe. L'emozione più grande la raggiungiamo in una cavità colma di pipistrelli che volano dappertutto seguendo un percorso circolare e sfiorando le nostre teste. Azam assicura che non si attaccano ai capelli e che quelle sono leggende dei film. Fattostà che, prendendo la piletta e puntando sulla parete a sinistra (che posso tranquillamente toccare con mano tanto è vicina), osservo centinaia di pipistrelli uno attaccato all'altro nella loro classica posizione verticale di appesa draculesca... e fa una notevole impressione! Li posso proprio guardare negli occhi, con quei loro inquietanti scatti un pò epilettici! Ma sì... è solo suggestione non sono animali pericolosi... vogliamo parlare anche del ragno peloso simile ad una tarantola che Erika stava per schiacciare con la sua mano? Ma sì... sono stereotipi di paura inculcati a noi civilizzati! Va tutto bene: basta non farsi prendere dal panico della claustrofobia e l'adrenalina è assicurata!
Siamo agli ultimi metri della grotta ed ecco l'atteso inghippo: dobbiamo attraversare un fiume d'acqua alta e il bagno è obbligatorio! Mandiamo avanti i francesi per verificare il livello dell'acqua e va meglio di quel che sembrava: "solo" alle ginocchia! Addio scarpe da trekking... non c'è scampo e percorriamo questi pochi metri con la strana sensazione di non vedere minimamente dove si mettano i piedi e cosa ci sia al di sotto delle ginocchia. Adesso sì mi sembra realmente di essere Rambo nel primo episodio mentre camminava nel tunnel con l'acqua alla gola, torcia in mano e i pipistrelli vampiri. Mancano solo i topi... Almeno Azam ha consigliato bene a portare i pantaloni corti, altrimenti sarebbe stato peggio... Un ultimo sforzo per uscire dal fiume in piena e si intravede un bagliore della luce esterna. Scaliamo qualche masso e siamo fuori all'aria aperta, in condizioni indescrivibili. Azam dice che abbiamo percorso appena 80 metri di grotta... incredibile! Un'esperienza indimenticabile che purtroppo non sarà documentata con foto o filmati visto che era impensabile aprire la borsa nella grotta (e in ogni caso nessuno avrebbe azzardato un flash rischiano di scatenare l'ira dei pipistrelli!!!). Adesso la parte divertente è tornare indietro, camminando mezz'ora con le calze che sciaquano brutalmente nelle scarpe zuppe... tra l'altro abbiamo scelto di integrare la nostra giornata con la visita ad una tribù locale (unica escursione non prevista nel pacchetto Explorer del Mutiara) che Azam ha inserito prima di fare le rapide... dobbiamo proprio rassegnarci ad una giornata lunga e molto "wet"...
Arriviamo dunque al villaggio degli Orang Asli (tribù originaria del Taman Negara), costituita da poche capanne e qualche famiglia. Sono privi di corrente elettrica e di alcun servizio. Le donne e i bambini sono molto timidi e restano in disparte. Stiamo perciò in compagnia di alcuni uomini che parlano con Azam e danno una dimostrazione dell'accensione del fuoco con la legna, anche se la vicinanza agli alloggi del parco e alla civiltà ha insegnato loro ormai il buon uso dell'accendino (assai più comodo). Scorgiamo su un albero il singolare animale chiamato Slow Loris, di cui non ho ben chiara la traduzione in italiano. Si muove molto lento ed è raro trovarlo. Poi ci fanno provare il tiro con la cerbottana. Dicono di riuscire a colpire una piccola preda fino a 40 metri di distanza: mica male...
Torniamo in barca per l'ultima tappa di oggi. Sono le 13.00 e dobbiamo affrontare le rapide sul fiume. Ne risaliamo un bel tratto, osservando altre persone fare il bagno, probabilmente di qualche tribù anche più "originaria" di quella vista da noi. Nelle rapide le risate e le secchiate non mancano ma non è certo una novità essere bagnati in questo soggiorno nella jungla... Al rientro inizia anche a piovere a dirotto, nel caso qualche centimetro del nostro corpo risultasse per sbaglio asciutto.
Sbarchiamo al Mutiara completamente fradici giusto giusto per l'ora di pranzo. Salutiamo Azam che è risultato davvero molto preparato e simpatico: un'ottima guida! Gli diamo la meritata mancia. Passiamo il pomeriggio a riposare. Siamo tre giorni nella jungla ma abbiamo fatto talmente tante cose concentrate che sembra di esser qui da un mese! Passeggiamo un pò per il villaggio all'imbrunire e vediamo un branco di macachi in cerca di cibo (ovvero bustine di arachidi, patatine e qualsiasi cosa commestibile sia possibile rubare alla razza degli Homo Sapiens). Incutono un pò di timore, sembrano i padroni del luogo (e probabilmente lo sono per davvero, a testimoniare che qui la natura ha il totale predominio sull'uomo). Un cocktail al bar per festeggiare il mio compleanno è il minimo che si possa fare. Nonostante sia il quarto consecutivo passato all'estero, questo è senza ombra di dubbio il più avventuroso! Infine ceniamo e compriamo qualcosa al minimarket per il lungo rientro di domani. Ma non è finita: in stanza c'è da trascorrere un paio d'ore ad asciugare tre paia di scarpe e vari calzettoni con un solo asciugacapelliI Impresa quasi impossibile che obbliga ad inventare complicati sistemi automatici di concentrazione del calore...

26/10/2005 - Trasferimento a Kuala Lumpur. Mandarin Oriental hotel.
Lasciamo il nostro chalet con profondo rammarico. Il Taman Negara è stata un'esperienza sopra ogni aspettativa. Straordinario ed avvincente, e molto meno turistico di quel che si pensava. Credevo di trovare molto più affollamento e invece sembrava che il villaggio fosse tutto per noi. Probabilmente anche il periodo fuori stagione è stata la nostra fortuna. Siamo entrati da civilizzati e ne stiamo uscendo da Rambo. E' una sensazione indescrivibile...
Dopo il chekout al ricevimento facciamo colazione. Alle 9.00 attendiamo l'imbarcazione per il rientro a Kuala Tembeling, dove giungiamo dopo due ore di discesa sul fiume. Pranziamo sul posto con pane e una sorta di spuntì comprato nel market di fronte alla strada. Alle 12.30 siamo sul bus per Kuala Lumpur e dopo quasi tre ore eccoci davanti al Crowne Plaza hotel.
Prendiamo un taxi per il Mandarin Oriental, a poca distanza, esattamente fianco le Petronas. Abbiamo prenotato una notte di lusso in questo hotel a 5 stelle sfruttando un'offerta di Expedia. Dall'esterno la struttura appare clamorosamente smorta ed insignificante, simile ad un ospedale, ma appena si varca la soglia d'ingresso l'interno cambia radicalmente! Oltre a essere stupendo e in perfetto stile orientale, si è serviti e riveriti in tutto. Dall'istante in cui si apre la porta del taxi si presentano: un portiere che accompagna all'ingresso, la signorina del benvenuto che porta al ricevimento, nonchè quella che accompagna all'ascensore e alla stanza mostrando il funzionamento dell'hotel. E' un pò imbarazzante per chi non è abituato a tanto lusso... La nostra camera è la deluxe n° 19 al diciannovesimo piano. In una parola: bellissima! Il bagno è stratosferico: tutto in marmo con i rubinetti dorati, splendida vasca, telefono, musica, possibilità di ascoltare l'audio della tv e inezie del genere... La stanza è molto spaziosa, fornita di tutto, e l'ampia vetrata luminosa ha una vista mozzafiato di fronte alle Petronas! L'unica pecca è anche qui il terzo letto mobile, che stona col lussuoso arredamento. Inezie. Non perdiamo tempo e indossato il costume corriamo alle 16.30 a provare un bagno caldo nella Jacuzzi, a lato della terrazza dove la stupefacente piscina esterna sembra finire nel vuoto (e in effetti è davvero così perchè l'acqua cade a cascata nel parco sottostante!).
Alle 18.30 passeggiamo al Suria KLCC (il centro commerciale delle Petronas), collegato direttamente al Mandarin con pochi metri di corridoio. Ceniamo in un ristorante vietnamita molto carino. Stiamo morendo di sete e ordiniamo acqua "no ice", ma ci viene portata dell'acqua bollente: proprio come era successo al Concorde! L'acqua a temperatura ambiente non esiste? Ordiniamo poi un antipasto misto dove è impossibile riconoscere la provenienza di ciò che si sta guardando. Chiediamo al cameriere se c'è pollo da qualche parte e la risposta è: "Su quasi tutto!"... perbacco siamo stati così attenti a non mangiarne in questi giorni... pazienza al massimo ci metteranno in quarantena quando torniamo in Italia... La serata si conclude infine con una passeggiata sul parco all'aperto e un pò di musica.

27/10/2005 - Kuala Lumpur-Langkawi. Langkawi Village Resort.
La sveglia è di primo mattino. Deva, il tassista che ci accompagnò il primo giorno e che abbiamo richiamato ieri per il trasferimento all'aeroporto, viene alla hall puntuale. E' ancora buio pesto ma l'alba non tarda ad arrivare mentre lasciamo la capitale alle spalle sonnolenti. Alle 8.00 decolla il nostro volo della Malaysia Airlines n. 1430 per Langkawi (LGK). Sono 431 chilometri di tragitto della durata di un'ora esatta.
Alle 9.00 l'aereo atterra nell'unica pista esistente. Ed è anche l'unico e solo aereo presente! Come c'era da immaginarsi, l'aeroporto di questa isola è comunque molto piccolo nonostante siano presenti alcuni voli internazionali. Sostiamo un'oretta al bar per fare colazione e prendiamo un taxi per raggiungere il Langkawi Village Resort ***, nella costa sud-ovest dell'isola a soli dieci minuti di tragitto. Vari resort e ristoranti si susseguono nella strada principale che costeggia l'oceano con le spiagge rivolte ad ovest, fino a raggiungere questo resort che è uno degli ultimi della successione. Poco oltre c'è solo l'Holiday Villa che termina sul promontorio, dopodichè la strada gira ad est e le spiagge si rivolgono verso sud.
Al ricevimento appaiono tutti molto lenti e rilassati, e visto che la nostra camera non sarà pronta prima di un'altra ora, lasciamo le valigie ed andiamo a perlustrare i dintorni. Andando verso sinistra sulla strada principale abbiamo a pochi passi il market "Gecko", sufficientemente grande da fornire ogni bene di primaria necessità, compresa una sala di artigianato e souvenir vari. Più avanti segue una lunga sequenza di ristoranti e negozi sparpagliati. In dieci-venti minuti di camminata si ha pressochè tutto a portata di mano.
Tornati al ricevimento ci viene assegnata la camera standard con vista giardino n° 127. Si trova all'estremo opposto del villaggio, il che richiede cinque minuti buoni di camminata per raggiungerla! La struttura del resort è tutto sommato molto semplice: la reception, il ristorante e la piscina sono ad un estremo del villaggio, e seguono da qui tre file di bungalow parallele separate da un bel giardino a prato (quelle più vicine al mare sono le camere superior e costano un'inezia in più, ma purtroppo non erano disponibili al momento della prenotazione...). La fila più lontana dal mare segna anche il confine del villaggio e dà verso un laghetto retrostante dove scorrazzano i varani. Inoltre i bungalow di quest'ultima sono su due piani (il nostro è al piano superiore). La stanza è spaziosa, pulita, con tavolo, televisore, frigobar, armadio, un bel balcone panoramico e un discreto bagno. Siamo lontani dal lusso del Madarin Oriental ma il tutto è comunque carino e perfettamente funzionale.
Proviamo a prendere un'oretta di sole nei lettini in spiaggia. Il litorale è bello e suggestivo. Il prato verde termina con le alte palme sulla spiaggia dorata, larga e spaziosa. Sulla sinistra il villaggio finisce in un promontorio, che nasconde la spiaggia dell'Holiday Villa, facilmente raggiungibile superando qualche roccia. Sulla destra invece il litorale si allunga e sullo sfondo si scorge tutto il golfo ad ovest dell'isola. Si nota ogni tanto l'atterraggio di qualche aereo che sembra finire in mare! Di fronte un isolotto verde sembra invece invitare una visita con una bella sabbia bianca dove si intravedono dei kayak. Pranziamo al chiosco/bar sulla spiaggia al bordo della piscina e usufruiamo delle due bellissime vasche jacuzzi di acqua calda con idromassaggio. Questo sarà il nostro centro relax, è poco ma sicuro!
Chiediamo al ricevimento per informazioni su vari depliant di escursioni appesi nella parete, ma i ragazzi non riescono ad essere molto esaustivi e risultano piuttosto impreparati e maldestri: molto gentili peraltro ma davvero lenti. Qui la vita si svolge a ritmi diversi, credo che bisognerà farsene una ragione!
Passa la serata e all'ora di cena usciamo sulla strada principale in cerca di un ristorante. Se ne susseguono vari, tra cui molti cinesi, e quasi tutti sulla spiaggia. Noi siamo attratti da un certo "T-Jay's", ristorante anglo-italiano di fronte all'Underwaterworld. La proprietaria è una simpatica signora col fare tipicamente inglese e gentilissima, con la quale intratteniamo un cordiale dialogo. Ci sono pochi tavoli all'aperto ed è quasi vuoto. Pensiamo che sia per il fatto che questo ristorante non è sulla spiaggia ma in realtà la proprietaria sostiene che tutto il litorale è semi-deserto: siamo ancora in bassa stagione e di turisti in giro non se ne vedono molti. Ordiniamo pasta al salmone e lasagne: tutto a dir poco divino! Il conto è di MYR 120, l'equivalente di nostri 27 euro. Non male per aver mangiato benissimo in tre!

28/10/2005 - Seven Wells. Oriental Village. Cable Car.
La colazione a buffet si svolge all'aperto nei tavoli in legno di fronte alla spiaggia (ma per fortuna ce ne sono anche al chiuso nel ristorante nel caso di pioggia). Poi trascorriamo una quantità di tempo interminabile al ricevimento cercando di prenotare il canopy tour e il mangrovie kayak: sembra una barzelletta ma non si riesce proprio! La ragazza si divide tra ricevimento e tour desk e si sposta in continuazione. Poi arriva un altro ragazzo e dobbiamo ricominciare tutto daccapo. Alla fine siamo tentati di prendere un taxi per farci portare direttamente alla sede del tour-operator. Ma desistiamo: sembra alla fine che almeno il canopy sia stato prenotato per domani...
Si fanno le 11.30 e prendiamo un taxi per le Seven Wells, che si trovano nella zona nord-ovest di Langkawi. La corsa viene MYR 22 ed è a tariffa fissa. Questa parte dell'isola è montuosa e boscosa, più selvaggia di quella a sud pianeggiante e coltivata. Siamo vicinissimi al Mutiara Bay, che era il secondo resort in lista dopo il Langkawi Village nel caso non avessimo trovato posto. Il tassista ci lascia di fronte a qualche negozietto di souvenir, dove parte un sentiero che in 15 minuti di salita ripidissima porta a delle stupende cascate. Siamo nel bel mezzo di un bosco rigoglioso e verdissimo. Sostiamo un pochino e proseguiamo per altri 20 minuti tra un'infinità di gradini che portano più su fino a dei fiabeschi laghetti smeraldini. Hanno costruito una torre panoramica, qualche struttura per cambiarsi e fare il bagno, e creato dei sentieri di trekking per inoltrarsi all'interno della jungla. Purtroppo non abbiamo il tempo di percorrerli perchè sullo sfondo, in lontananza, si intravede una spettacolare funivia che sale vertiginosamente tra i monti: è là che vogliamo andare! Torniamo al punto di partenza e compriamo qualche souvenir, poi riposiamo in un tavolino all'aperto bevendo un dissetante cocco fresco. Conosciamo un certo signor Mie, simpatico e spigliato, che propone delle gite al parco marino ad un prezzo molto più basso dei depliant trovati in hotel: ci penseremo.
Alle 14.30 percorriamo a piedi un tratto della strada che conduce in pochi minuti all'Oriental Village. Ci sono dei macachi coricati beatamente sull'asfalto come se niente fosse. In effetti non si vede l'ombra di un'auto: la strada è desolata. Arriviamo all'Oriental Village, che è un carinissimo tipico villaggetto creato apposta per i turisti, con vari negozi, ristoranti ed un bellissimo laghetto con fontana attraversato da ponti in legno. Da qui "decolla" (è proprio il caso di dirlo!) la Cable Car, che a detta del depliant presenta l'arcata più lunga del mondo. Il ticket è di MYR 15 a persona. Ci viene detto che il tempo è molto nuvoloso in cima e si potrebbe non vedere un granchè come panorama. Correremo il rischio. La prima parte del percorso è entusiasmante, con la vista dell'Oriental Village dall'alto che diventa sempre più piccolo, le cascate in mezzo alla jungla, l'oceano che rivela man mano decine di stupefacenti isolotti. Un'improvvisa inerpicata verticale ripidissima porta ad una sosta a 650 metri dal livello del mare con un bellissimo panorama rivolto al sud dell'arcipelago (si vede anche la spiaggia del nostro resort!) e una vista fantascientifica della vetta trasformata in una base spaziale semi-coperta dalle nuvole. La seconda parte del percorso è invece del tutto spettacolare ed arriva ad oltre 700 metri, alla base del disco volante. Qui delle scalette portano in cima dove pranziamo con gli unici tre hot dog rimasti nel piccolo punto di ristoro. Nel frattempo godiamo il panorama che è mozzafiato: si vede quasi tutta l'isola da parte a parte e la Thailandia a nord. Ma non è finita. Alla base dell’UFO si può attraversare a piedi un'altra - è il caso di dirlo - meraviglia dell'ingegneria: un ponte sospeso nel nulla e retto solamente da dei cavi, il cui strapiombo sotto i piedi è pressochè infinito e vertiginoso! Compiamo con successo anche questa avventura e scendiamo per la cable car fino a tornare all'Oriental Village. Passeggiamo per un acquistare qualche souvenir meritevole, e alle 17.00 prendiamo un taxi per rientrare al Langkawi Village.
Una sosta alla jacuzzi è d'obbligo per rilassarsi ed assistere ad un tramonto tropicale spettacolare sull'oceano. Per cena siamo ispirati dall'Oasis, un ristorante indiano-australiano carino e suggestivo con i tavoli sulla sabbia illuminati a lume di candela ed una buona musica in sottofondo. Le onde del mare completano l'atmosfera magica. Ottime le bistecche (steak ribeye), il salmone (salmon filled) e i cocktails per un conto di MYR 112.

Il seguito del resoconto sarà pubblicato prossimamente, sempre su questo sito.

Lascia un commento
Per inviare commenti è necessaria la registrazione
Vai alla pagina di registrazione
Seguici su Facebook