Langkawi, l'isola delle leggende

in viaggio con Mauro e Chiara in Malaysia

torna alla mappa
Langkawi, l'isola delle leggende

Superficie: 526 kmq circa. Arcipelago di 99 isole sulla costa occidentale della penisola malese, al confine con la Thailandia.
Territorio: prevalentemente collinare, l'isola è quasi tutta ricoperta di vegetazione; la cima più alta è il Gunung Raya (883 metri). Le aree pianeggianti sono adibite a risaie; le coste sono piene di bianchissime spiagge, tranne la zona N-E ricca di falesie ricoperte di giungla e mangrovie.
Popolazione: 20.000 abitanti circa, prevalentemente malesi, concentrati soprattutto nel capoluogo Kuah.
Governo: la Malaysia è una federazione di 13 stati; undici nella zona peninsulare e due (Sarawak e Sabah) nel Borneo. Langkawi fa parte della regione del Kedah, all'estremo Nord della Malaysia peninsulare.
Religione: l'Islam è la religione principale; minoranze di Buddismo, Induismo,Cristianesimo.
Moneta: la moneta locale è il Ringitt pari a circa € 0.26.
Lingua: la lingua ufficiale è il Bahasa Malaysia; l'inglese è parlato ovunque.
Clima
Tipicamente tropicale, è caldo umido tutto l'anno e soggetto alle piogge monsoniche. Nella Malaysia orientale e nel Borneo le piogge sono concentrate tra novembre e marzo, mentre l'area da noi visitata è interessata dai monsoni da aprile a novembre.
Come spostarsi
Aereo, scooter, barca.
Dove alloggiare
Lanai Beach resort 3*** (situato sulla spiaggia di Pantai Tengah)
Periodo: 10 giorni a marzo.
Costo: £ 2.500.000 o € 1291.14 (compresi tutti gli extra) per persona.
In cucina
La cucina malese è molto varia e molto piccante. Lungo la strada che costeggia Pantai Tengah e Pantai Cenang si può cenare ogni sera in un ristorante diverso: alcuni piccoli e modesti, altri grandi e lussuosi. Le pietanze sono sempre abbondanti e ricche di pesce cotto in mille modi, contornato dal riso, base di ogni piatto. I prezzi non superano mai i 10 € a persona. Durante il giorno tra un tour e l'altro è consigliabile provare i caratteristici baracchini ambulanti, ricchi di pollo, pesce, crostacei e vassoi multicolori di frutta tropicale, il tutto a prezzi simbolici. In alternativa alla cucina locale, vi sono ristoranti di cucina thai, cinese, indiana.
Itinerario
Eccole, si vedono dall'oblò dell'aereo che da Kuala Lumpur in circa un'ora ci sta portando nell'arcipelago di Langkawi: sono le 99 isole verdi della Malaysia N-O. Dall'alto lo spettacolo è suggestivo e man mano che ci avviciniamo al piccolo aeroporto si possono scorgere meglio gli alberi della giungla, gli scogli sul mare, le bianche spiagge e le piccole case di legno.
Una volta atterrati, ci accolgono l'aria umida dei paesi tropicali e una lieve pioggerellina; da ora inizia la scoperta di questo luogo poco conosciuto ma che saprà stupirci.
L'isola più grande è Langkawi, che dà il nome all'arcipelago; è l'unica abitata e raggiungibile oltre che in aereo anche in battello dalla regione del Kedah, di cui fa parte. Qui il tempo sembra non trascorrere, la fretta e la frenesia che contraddistinguono il mondo occidentale non fanno parte della vita di questi isolani; si lavora il necessario per procurarsi da vivere e ci si gode la bellezza del posto. Di luoghi belli qui a Langkawi ce ne sono molti: sia per chi preferisce una vacanza rilassante, sia per chi cerca una vacanza stimolante e movimentata.
Adesso è il momento di girare un po' per l'isola, e la soluzione migliore è sicuramente lo scooter, noleggiabile ovunque per qualche euro. Facciamo rifornimento in uno dei pochi distributori e partiamo all'esplorazione.

TANJIUNG RHU
Si trova nella zona N-E dell'isola; parcheggiati gli scooter nella strada adiacente alla grande spiaggia di Tanjiung Rhu, contrattiamo il prezzo con un pescatore locale che si offre di accompagnarci con la sua barca lungo i canali della foresta di mangrovie. L'acqua è bassa e molto fangosa e sbagliando manovra si rischia di rimanere intrappolati, ma la lentezza del percorso ci dà la possibilità di osservare l'ambiente circostante con i suoi piccoli e grandi abitanti: dalle iguane che riposano sui tronchi più grossi alle scimmie che saltano da un ramo all'altro.
Inoltrandoci sempre più nel fitto delle mangrovie, la nostra guida ci fa notare la presenza di varie grotte piccole e grandi, tra cui la più famosa è Gua Kelawar, abitata secondo una leggenda dagli spiriti, probabilmente a causa dei molti pipistrelli che vi dimorano all'interno e capaci di metterci un po' di inquietudine.
Proseguendo verso il canale principale, quello che ci porterà al mare, con sommo stupore ci attendono le aquile (peraltro simbolo dell'isola) che con planate spettacolari dall'alto dei dirupi rocciosi raccolgono a pelo d'acqua qualche pezzetto di cibo che la nostra guida gli fornisce. Dopo una giornata così emozionante, ritorniamo al punto di partenza, e un paio d'ore di relax sulla spiaggia ce le concediamo volentieri.

TELAGA TUJUH
Sempre a bordo dei "nostri" scooter, con la cartina alla mano e le indicazioni dei locali, ci dirigiamo a Telaga Tujuh, nell'Ovest dell'isola. Questo posto è il suggestivo punto di partenza per il nostro tour nella giungla.
Parcheggiati i mezzi ci attende una ripida e lunga scalinata, al termine della quale arriviamo ai sette pozzi, definiti così dagli abitanti, costituiti da sette piccoli stagni ricoperti di verde muschio. Il paesaggio circostante è a dir poco spettacolare: guardando verso il basso, l'acqua che sgorga dalla roccia scende lungo le pozze inoltrandosi sempre più nel fitto della selva. Da qui prendiamo il sentiero che costeggia un piccolo fiume e un po' titubanti ma con tanta curiosità e voglia di avventura ci addentriamo nella giungla. In breve ci lasciamo avvolgere dal fascino della natura: anche se l'umidità è ai massimi livelli, la nostra attenzione è catturata ad ogni istante. I versi degli uccelli, gli altissimi alberi e tutto quel verde che ci circonda ci lasciano senza fiato. Il bello però deve ancora venire: seguendo il ruscello, sempre più forte sentiamo il rumore scrosciante dell'acqua. In breve ci appare una pittoresca cascata, che con un salto di circa 90 metri ci lascia piacevolmente stupiti. Qui non siamo soli, molti infatti sono i locali che vengono a passare qualche ora per rinfrescarsi dal caldo umido che non dà tregua.

IL CENTRO DELL'ISOLA
Dal nostro albergo, sulla spiaggia di Pantai Tengah, ci dirigiamo a Laman Padi, prima tappa della giornata. Il Laman Padi altro non è che il museo del riso; l'ingresso è gratuito e al suo interno è possibile vedere le coltivazioni di riso durante i vari stadi, e all'interno del museo i vecchi strumenti di lavoro (che in quelle zone sono attuali) e, tramite un reportage fotografico, capire come questo alimento, sebbene semplice, sia alla base della loro società e della loro cucina.
Proseguendo verso Est, arriviamo al Makam Mashuri, luogo di pellegrinaggi per gli abitanti dell'isola. Secondo una leggenda, la principessa Mashuri, una giovane ragazza, fu accusata ingiustamente di adulterio e per questo giustiziata; al momento dell'esecuzione, dal suo corpo uscì sangue bianco, simbolo d'innocenza. In punto di morte ella lanciò agli abitanti di Langkawi una maledizione che durò per molte generazioni. Le visite al mausoleo sono tutti i giorni previo pagamento del biglietto d'ingresso. Al suo ingresso è possibile vedere la casa della principessa, la sua tomba, interamente di candido marmo e un'esposizione di foto che ritraggono i suoi discendenti.
Lasciata Mashuri, la nostra prossima destinazione è Kuah, capoluogo dell'isola. La città come tutte quante è molto trafficata, e dal momento che in Malaysia la guida è a sinistra, dobbiamo prestare molte attenzione. Kuah offre al turista ogni tipo di comodità: dagli alberghi lussuosi ai dutyfree, dai ristoranti all'aperto al centro commerciale e infine al porto da dove partono tutti i traghetti.
Suggestivi sono i giardini pubblici, che costeggiano il mare; sono molto ben curati e terminano a ridosso della moschea. Di particolare interesse è Eagle Square o piazza dell'aquila. Costruita nel 1996 e affacciata sul mare, la grande aquila (ciclopica per dimensioni) è il simbolo di Langkawi, che con fare minaccioso protegge l'isola.
Poco oltre Kuah, nella punta della penisola dove sorge la città si può visitare Gua Landak o grotta del porcospino. Nei pressi della grotta un abitante del luogo si offre di farci da guida; dopo la consueta contrattazione sul prezzo ci fa strada. Munito di lampada a petrolio ci porta all'ingresso: per entrare si scende sotto terra e dopo un breve tratto si arriva ad una prima stanza con un'enorme stalattite. La grotta è molto buia e l'unica luce è quella della nostra guida che illustrandoci le varie caratteristiche della roccia ci riporta all'uscita.
Nel primo pomeriggio l'ultima tappa della giornata è il Gunung Raya, la cima più alta dell'isola: 883 metri. Il monte si trova quasi al centro di Langkawi. Il paesaggio muta notevolmente: lungo la strada attraversiamo chilometri di risaie e qualche piccolo villaggio. Ci imbattiamo poi in una mandria di bufali che per proteggersi dai parassiti e dalla calura si immerge in un piccolo fiume che attraversa il verde paesaggio.
Lasciata la strada principale seguiamo le indicazioni per la vetta e imboccata una strada secondaria iniziamo la salita. Il tragitto è di 13 km e una volta sopra ci godiamo il panorama sulla parte Sud dell'isola. Il tempo di qualche foto e di ammirare il posto e riprendiamo la strada del ritorno.
Siamo in un paese tropicale, e il rischio acquazzoni è molto frequente. A circa metà strada dal nostro hotel ci sorprende in pochi minuti una scrosciante pioggia che ci limita la visibilità. Ripari non ce ne sono: solo strada e foresta, quindi a rilento proseguiamo. Dopo poco la pioggia termina, e il rientro si è risolto senza problemi: non poteva mancare l'esperienza di un acquazzone tropicale!

TOUR TRA LE ISOLE
Scartando a priori i tour organizzati dalle agenzie locali o dagli hotel, perché troppo limitati negli orari e nelle soste, e per evitare lo stress di minicrociere su imbarcazioni stracariche di turisti, ci adoperiamo assieme ad altri due viaggiatori italiani conosciuti sul posto per definire un percorso con una guida locale.
Tutte le piccole isole attorno a Langkawi sono a loro modo particolari. A mezz'ora di barca verso Sud c'è Pulau Dayang Bunting, di certo la più affascinante. Approdati al piccolo pontile ci attende una breve camminata tra la giungla lungo un sentiero che termina in un piccolo lago d'acqua dolce circondato da altissime pareti rocciose ricoperte di fitta foresta. Le acque di questo lago detto "della fanciulla incinta", secondo un'antica credenza racchiudono poteri miracolosi per le coppie desiderose di figli. Per i più intraprendenti c'è la possibilità di noleggiare delle canoe per fare un giro nel lago costeggiando le pareti rocciose.
In pochi minuti di navigazione ci spostiamo a Pulau Singa Besar o "santuario degli animali". Ad accoglierci sulla spiaggia , per nulla intimorito dalla nostra presenza, un bellissimo esemplare di iguana gigante. L'isola è ricoperta di foresta tropicale, mangrovie e bianche spiagge racchiuse tra la caratteristica costa rocciosa. Qui si trovano diversi tipi di mammiferi comuni, dai cavalli alle scimmie, dalle capre ai daini, tutti allo stato brado, oltre ad una moltitudine di specie di uccelli; anche le acque circostanti sono ricche di vita marina, rendendo tutto ciò un piccolo paradiso terrestre.
Separata da uno stretto braccio di mare c'è Pulau Beras Basah, vero e proprio eden per coloro che vogliono concedersi un po' di relax sulla finissima sabbia bianca o praticando snorkelling nell'acqua turchese. Tutte le isole sono disabitate, ed oltre ai turisti, le uniche persone che vi approdano sono i pescatori locali.

LE SPIAGGE PIU' BELLE
C'è solo l'imbarazzo della scelta! Tra le più suggestive (anche se le più turistiche), sicuramente citiamo Pantai Tengah e l'adiacente Pantai Cenang. Situate sulla costa S-E, sono lunghissime fasce di sabbia bianca e finissima dove ci si può riposare all'ombra delle palme.
Altra spiaggia molto suggestiva è Pantai Kok, più a Nord rispetto alle prime due ed anch'essa semideserta. Da non perdere sicuramente è Thanjiung Rhu Beach, punto di partenza per la nostra prima escursione, e affascinante per il contesto in cui si trova: Tra formazioni rocciose a sinistra e piccole isolette raggiungibili a piedi con la bassa marea, a destra.
Non bellissima come le presedenti, ma sicuramente particolare è la Black Sand Beach sita nel Nord dell'isola. La sua originalità deriva dal fatto che la sua sabbia è di color nero o quasi.

IMMERSIONI
A sud di Langkawi si trova Pulau Payar, bellissima isola che dal 1985 è stata dichiarata parco naturale e sarà la meta delle nostre immersioni. Dopo un'ora e mezza circa di barca da Kuah, attracchiamo all'unico molo attrezzato; l'isola è disabitata, non c'è acqua corrente né luce per la notte. L'acqua cristallina vicino alla spiaggia muta il suo colore man mano che ci si allontana, passando dall'azzurro al verde e lasciando intravedere dal nostro pontile, i coralli e le decine di varietà di pesci.
In questo luogo le immersioni sono alla portata di tutti; il fondale sabbioso non ci permette di scendere oltre i 15 metri, in compenso l'acqua è alla temperatura costante di 31° e i banchi di pesce che ci nuotano attorno non sembrano disturbati dalla nostra presenza, lasciandoci entusiasti. Emozionanti sono gli incontri con grosse cernie e con piccoli "squali pinna nera", innocui ma molto curiosi. Bisogna anche dire però che non tutte le immersioni sono state soddisfacenti: una in particolare è stata decisamente deludente per la pessima visibilità.
Il pacchetto completo di due immersioni, il noleggio attrezzatura, il trasporto a/r dall'hotel e il pranzo era di circa € 60 a persona.Relax, ma anche un po’ di avventura in un mare d’incanto

Lascia un commento
Per inviare commenti è necessaria la registrazione
Vai alla pagina di registrazione
Seguici su Facebook