Un amore di lemure

in viaggio con Annalisa Meloni in Madagascar

torna alla mappa
Un amore di lemure

 

Itinerario

Il nostro programma prevede di visitare Antananarivo, la riserva del Perinet a 160 Km e proseguire il viaggio con un tour nella regione nord di Diego Suarez: il Parco Nazionale della Montagne d’Ambre, gli Tsingy Rouge, la Riserva Speciale dell’Ankarana, la città di Diego Suarez e la visita alla sua bella baia e al Pan di Zucchero. Il tour terminerà nella città di Ankify sul mare da dove prenderemo una barca che ci porterà nella meravigliosa isola di Tsarabanjina.
Organizzazione viaggio: Altrovolo viaggi.
Hotel visitati: Vakona Lodge (Perinet) - Tana Plaza(Antananarivo) – Colbert (Diego Suarez) - Domaine de Fontanay (Joffreville) - La Mer (Ankify) - Tsarabanjina l’Hotel (Tsarabanjina).

Da non perdere

Partenza sabato 05/08/06 dalla Malpensa con Air Madagascar, destinazione Antananarivo. Primo scalo dopo 9 ore, 5 ore a Nosy Be dove l’aereo scarica una prima parte di turisti per poi arrivare ad Antananarivo. Durata totale del volo 12 ore. All’arrivo all’aeroporto troviamo il nostro autista Lubert (soprannominato Lupin) che ci aspetta con un cartello con il nostro cognome. Ci ha presentato gli altri componenti dell’agenzia Gasikara ai quali abbiamo consegnato il materiale che l’Altrovolo ci ha fornito dall’Italia: videocassette e giornali per consentirgli di imparare la nostra lingua e abbiamo scambiato i soldi all’agenzia dell’aeroporto Socimad, che ha un cambio migliore rispetto alle altre. Vi consiglio di non cambiare tanti soldi perché la vita costa molto poco; per mangiare in 2 (colazione-pranzo-cena) spendevamo in tutto 20 € al giorno.
Lubert ci carica sulla sua macchina dal modello sconosciuto ma comunque funzionante.
Direzione: Vakona Lodge. Il tragitto è molto lungo, circa 5 ore anche se i Km sono solo 160.
Non ci sono buche, la strada è asfaltata ma ci sono molte curve e l’andatura è lenta per permettere anche di guardarci intorno e di scattare le prime foto. Il paesaggio è caratterizzato in questa zona da ruscelli, colline che si rispecchiano sull’acqua delle risaie e coltivazioni a terrazzamento.
Possiamo scorgere le donne che lavano i panni nei ruscelli e che stendono la biancheria multicolore sul prato per farla asciugare. Non resistiamo e ci fermiamo per immortalare questo momento ed abbiamo un primo contatto con la gente del posto alla quale regaliamo un po’ di cose che ci siamo portati da casa. Proseguiamo il nostro viaggio e finalmente arriviamo al Vakona Lodge dove ci attende uno spettacolo meraviglioso. Un albergo immerso nella foresta pluviale.
Non potete immaginare la natura rigogliosa che lo circonda. Il corpo centrale dell’albergo ha la forma di un bungalow dal tetto appuntito, costruito a palafitta su un laghetto che rispecchia il cielo e la fitta vegetazione. Le camere sono costruite lateralmente e collegate al ristorante da ponticelli in legno. Il Vakona possiede un grande parco di proprietà e ne abbiamo approfittato per visitarlo subito. La prima cosa che abbiamo voluto vedere sono stati i lemuri, orsacchiotti che chiamano scimmie ma che delle scimmie hanno ben poco. Sono straordinari, ce ne sono di tantissime specie, tutte diverse tra loro. Il primo che abbiamo visto era grigio e giallo e si faceva accarezzare. Prendeva la banana dalla nostra mano. E’ un’emozione vedere questi animali e io nel frattempo mi rendevo sempre più conto di essere in Madagascar e non in un altro paese, perché è l’unico posto al mondo che li ospita. Proseguiamo il nostro tragitto e ne incontriamo degli altri buffissimi che si lanciano dai rami degli alberi per saltarti sulle spalle. Sono simpatici e ci siamo divertiti molto perché in certi momenti ne puoi avere 2 sulle spalle e uno in testa! Il verso che fanno è irripetibile, giuro che ci ho provato tante volte anche a casa ma senza risultato! Abbiamo poi visto i camaleonti e li abbiamo presi sul braccio per la foto di rito. Sono belli e hanno dei colori incredibili. I loro occhi girano a 360 gradi e riescono a vederti sempre. Non sono aggressivi. Ne abbiamo visti di dimensioni piccolissime (1 CM.) e di molto grandi. Resta un mistero come facciano le guide ad individuarli, soprattutto quelli piccoli……mah!
Altri abitanti della riserva sono i coccodrilli e ce ne sono davvero tanti, ma non spaventatevi, non sono liberi.
Come prima giornata siamo soddisfatti a ne approfittiamo per andare a dormire un po’! Ci svegliamo giusto per gustare la cena che devo dire è molto buona. La temperatura alla sera scende ed è consigliabile qualcosa di pesante. Nel ristorante abbiamo cenato con il camino acceso.
Il mattino seguente Lupin ci viene a prendere di buonora per ritornare ad Antananarivo. Avevo letto sulla guida di una Camaleon Farm proprio sulla strada di ritorno e allora ho chiesto a Lupin di accompagnarci. Ne vale la pena. Ci sono anche qui lemuri, una serie infinita di camaleonti e di altri insetti “mimetici”, farfalle, coccodrilli ecc.ecc.
Nel pomeriggio facciamo rientro a Tanà e con la macchina facciamo un giro per i mercati, per il centro e al Lago di Anosy che si trova nella parte sud della città. Al centro di questo lago si erge su un isolotto il monumento ai caduti della Prima Guerra Mondiale.
Alla fine del giro panoramico, andiamo nel nostro hotel (Tana Plaza) e ci rimaniamo perché non ci sentiamo sicuri a girare da soli per le strade di Tanà…..ci abbiamo provato….siamo usciti dall’albergo e siamo subito stati accerchiati da gruppi di persone non troppo raccomandabili ed abbiamo deciso di ritornare indietro. Dalla finestra della nostra camera potevamo vedere tutto il via-vai della città e non so quante migliaia di persone c’erano per la strada, la maggior parte a piedi che si recava nei vicini mercati e una cosa che abbiamo notato….neanche un europeo! Ci avevano detto che la notte ci sarebbe stato il coprifuoco…ma quale coprifuoco? La gente continuava a girare come al pomeriggio e si preparavano per la cena…. famiglie senza tetto che con fornellini cucinavano cibo di dubbia provenienza sui marciapiedi, altri che preparavano i cartoni per dormire la notte.
Lo spettacolo più penoso che abbiamo visto è stato quando l’hotel ha messo fuori il cassone dell’immondizia e un gruppo di persone gli si è gettato sopra e ha cominciato a rompere tutte le sportine per mangiare i resti del cibo. Giuro, non è rimasto niente, neanche le sporte…..
La mattina seguente abbiamo il volo per Antsiranana - Diego Suarez dove una mega-jeep e il nostro autista ci attendonono per iniziare il tour del nord. Ci accompagnano in hotel (Colbert) che non è lussuoso come il Grand Hotel a fianco, ma non è neanche malvagio. Partiamo per esplorare i dintorni di Diego e troviamo paesaggi completamente diversi dagli altopiani. Qui la terra è rossa, con canyon scavati dal vento, baobab, mare blu in contrasto con il cielo azzurro intenso in un connubio perfetto. Esploriamo la baia di Diego con il suo “Pan di Zucchero” e le spiagge di Sakalava (molto ventosa) e di Ramena, molto bella, dove per noi scatta il primo bagno in Madagascar! Rientriamo in albergo e ceniamo nel bistrot del Colbert dove devo dire c’è’ una vasta scelta di carne e pesce.
La mattina seguente si parte per Joffreville che rimane a 40 Km da Diego dove andremo a visitare il parco nazionale della Montagne d’Ambre, che coinvolge un massiccio vulcanico la cui altezza va dagli 850 ai 1480 mt.
Le precipitazioni creano diverse cascate e rendono la foresta verdissima e fitta di vegetazione. Abbiamo l’impressione di venire avvolti da un momento all’altro da qualche pianta parassita e ci sentiamo piccoli piccoli di fronte a tutta questa natura.
Facciamo una bella camminata di circa 4 ore. Abbiamo trovato altre specie di lemuri, di camaleonti e di uccelli. Dopo aver visto le belle cascate arriviamo nel punto in cui le nostre guide ci hanno preparato il pranzo….. riso, 2 pesci, 2 ali di pollo, 2 polpette di verdura fritte e pane…. Proprio in quel momento ( per fortuna) inizia a piovere e passa inosservata la nostra titubanza a mangiare. Rientriamo in albergo (Le Domaine de Fontanay) che ci lascia a bocca aperta per la bellezza e il lusso dei bungalow. L’albergo ha un corpo centrale dove si trovano il ristorante il bar e gli alloggi dei proprietari. L’hotel possiede una foresta di proprietà e proprio immersi nella vegetazione si trovano i bungalow, vecchie stalle ristrutturate. Sono grandissimi e arredati con gusto.
Finalmente c’è’ uno stereo da dove possiamo ascoltare musica malgascia e rilassarci dopo la giornata faticosa. L’acqua calda viene erogata per 2 ore ad orari prestabiliti e la luce per caricare eventuali telefoni e videocamere idem. Per l’illuminazione dei locali un generatore fornirà sempre la luce. I proprietari sono straordinari e la signora mi ha trattato e coccolato come una figlia.
La mattina seguente partiamo e ci dirigiamo verso la Riserva Spèciale de l’Ankàrana e la prima cosa che vogliamo vedere sono gli “Tsingy Rouge”. Arriviamo dall’alto con le jeep e scendiamo a piedi in questo canyon dove si ergono delle stranissime formazione calcaree, pinnacoli di colore rosso dalla bellezza incredibile. Al centro si trova il letto del fiume (adesso in secca) e tutt’intorno queste formazioni dalle forme bizzarre, la terra rossa e, incredibile, la sabbia bianca, perché un tempo qui c’era il mare che poi si è ritirato e ha dato vita a questo particolare paesaggio.
Non ci sono parole per descrivere quello che abbiamo visto ed è stata la cosa che mi è rimasta più impressa di questo viaggio in Madagascar. Ritorniamo alle jeep e andiamo in cerca di un albero per il pranzo a pic-nic, organizzato dalle guide, il solito menù: riso, 2 pesci, 2 ali di pollo, 2 polpette di verdura fritte e pane. Credevamo di averla scampata l’altro giorno, invece no! Non si butta niente! Non era male, però non si presentava benissimo! L’abbiamo mangiata e i nostri resti li hanno finiti loro, senza tanti complimenti! Ci aspetta una notte in capanna… cosa vorrà dire, ci chiediamo. Lo scopriamo ben presto. Una sorta di campeggio dove sono costruite le capanne di legno (uguali a quelle locali) dove avremmo dovuto dormire noi. Quando l’ho vista mi è venuto un malore, non è che voglio essere borghese, però era veramente indegna. Sono assi di legno inchiodate tra loro neanche troppo bene, con spazi di 2-3 cm tra ogni asse…..il mio primo pensiero è stato: quanti insetti entreranno qua dentro sta notte? Il letto è in legno, con pendenza di 90° verso il centro e ha un materassino di gommapiuma alto 5 cm. C’è una zanzariera nella quale avvolgersi. Parliamo delle lenzuola? Indecenti. Puzzolenti all’inverosimile e macchiate. Un consiglio? E’ un’esperienza da fare ma PORTATEVI UN LENZUOLO O UN SACCO A PELO! La luce non c’è, ci sono le lampade a petrolio. C’è una doccia e un unico bagno per tutti dove l’acqua si tira, non con lo scarico ma con le secchiate. Queste le cose negative…però c’è anche sempre qualcosa di positivo….Quando mai vi ricapiterà di dormire in una capanna africana con in sottofondo il vociare dei malgasci e i pianti dei bambini nella capanna vicino; alzare gli occhi al cielo e vedere un firmamento di incredibile bellezza, passeggiare per la strada e per il villaggio con la luce della luna e scorgere sugli alberi i camaleonti che dormono! Tutto sommato devo dire che sono state più le cose positive che quelle negative….in fondo cosa interessa del lusso? E le lenzuola sporche? Abbiamo steso i nostri abiti e abbiamo dormito vestiti ascoltando il respiro del Madagascar. La cena è stata organizzata sotto un “gazebo” di legno a lume di lampada a petrolio e le guide si sono impegnate per prepararci la cena: spiedini di carne di zebù, riso, pesce, intingoli vari, spaghetti, uova e per finire banana flambé!
Hanno fatto del loro meglio e noi abbiamo apprezzato molto i loro sforzi.
La mattina seguente sveglia all’alba. Ci dirigiamo verso la foresta dell’Ankarana dove vedremo il fiume sotterraneo, le grotte e gli Tsingy Tsingy, altre formazioni calcaree di colore grigio. Per arrivare alla grotta devi scendere di molti metri e l’aria manca. Per entrare devi avere torcia e ancora un po’ di fiato ma lo spettacolo è molto bello. Risaliamo con molta fatica e andiamo a vedere gli Tsingy….altra arrampicata straziante ed eccoci arrivati al punto di osservazione: una montagna intera composta da queste formazioni stranissime, questa volta di colore grigio! Ma che strana la natura! Nel pomeriggio si parte per Ankify, città costiera del nord dove abbiamo alloggiato per 2 notti all’ Hotel La Mer, di proprietà di una signora tedesca. Io ho un ricordo molto bello di questo hotel, non tanto per la bellezza perché è abbastanza spartano, ma per la posizione stupenda, sopraelevata a picco sulla spiaggia bianca dalla cui terrazza (che è il ristorante) si può ammirare uno spettacolo incredibile! Che mare! Mi ricorda molto il paesaggio delle Seychelles, con questa vegetazione e questi massi che sembrano esplosi sulla spiaggia! La signora ci dà il benvenuto e ci fa conoscere i lemuri a cui 2 volte al giorno dà da mangiare. Sono bellissimi: il maschio nero e la femmina gialla con ciuffetti bianchi sulla testa sparati in aria, occhi arancio da matti! Sono i più belli che abbia visto in Madagascar, sembrano dei gattoni! Hanno un pelo lucidissimo!
La cucina è ottima. La giornata seguente la passiamo nella spiaggia sottostante che è un paradiso e osserviamo il continuo mutamento dell’acqua dovuto alla marea.
Fine del nostro tour e inizia la nostra settimana di relax. La mattina seguente trasferimento a Nosy Be (30minui in motoscafo) e 2 ore di barca (con mare mosso) per arrivare nel paradiso terrestre dell’isola di Tsarabanjina!
La barca si ferma proprio sulla spiaggia e al nostro arrivo tutto lo staff dell’isola ci viene ad accogliere calorosamente! Veniamo portati subito nei nostri bungalow dove ci aspetta il cocktail di benvenuto e Pascal (il direttore) ci spiega tutto quello che c’e’ da sapere. Rimaniamo incantati dal nostro bungalow.
E’ in legno con tetto a punta, ampia veranda con amaca per momenti di relax e l’interno è arredato con gusto! Un grande letto a baldacchino rifinito in arancione riprende i toni caldi dei muri, il bagno è abbastanza grande e anche questo curato. E’ tutto molto naturale, il sapone liquido non è dentro contenitori ma bensì dentro alle conchiglie che vengono raccolte sulle spiagge della Tsarabanjina. In tutto i bungalow sono 21 e tutti con vista mare, pensate che quando siete sdraiati sul letto potete vedere in sottofondo il meraviglioso mare che bagna questa isola.
Il bar è affacciato sul mare e il suo pavimento è di sabbia. Propone diversi cocktail e al pomeriggio snack e the malgasci. Da qui si possono ammirare degli strepitosi tramonti. Il ristorante rimane sopra al bar ed è molto particolare. E’ una piccola terrazza vista mare con tavoli dipinti in tonalità forti che fanno contrasto con le tovagliette in rafia, anche queste colorate, tutte mescolate a caso, con le quali apparecchiano. Il tutto crea un’atmosfera che credetemi è intonata con l’ambiente. Le spiagge sono 7, ognuna diversa dall’altra. C’è quella tipica maldiviana, c’è quella selvaggia con onde alte, c’è quella con l’arco, ecc ecc. Tutte meravigliose. Per scelta nell’isola non ci sono sdraio, per non deturpare l’ambiente. Ci sono gli ombrelloni bianchi, come la sabbia, le stuoie color legno come i bungalow e un pareo azzurro come il mare….tutto molto naturale. Come ho già detto ci sono solo 21 bungalow e al massimo sull’isola ci potranno stare 45 ospiti che si distribuiscono nelle varie spiagge, per cui ci è capitato di essere soli e sembrava di essere naufragati in un’isola deserta! Una meraviglia. Il mare è eccezionale, ha dei colori incredibili! Il clima in agosto è ottimo, sempre leggermente ventilato grazie agli alisei che soffiano in questo periodo e che tengono il cielo incredibilmente limpido. Non è mai piovuto. In caso dovesse tirare un po’ più di vento da una parte dell’isola c’è la possibilità di cambiare lato. Consiglio però una maglietta a maniche lunghe per la sera.
L’isola propone varie attività.
Alle 10.30 si parte con la barca per andare a fare snorkelling nei dintorni fino a quando non si è stanchi.
Dalle 11 alle 13 c’è lo sci nautico (molto divertente)
Alle 17.30 escursione, che può essere alle isole Mitsio, ai 4 fratelli a vedere il tramonto (faraglioni intorno all’isola), pesca d’altura, giro a piedi intorno all’isola, ecc ecc!
Tutto compreso nel prezzo. L’ultimo giorno siamo andati a fare snorkelling ai 4 fratelli e al ritorno abbiamo visto le balene! Un’emozione unica! Come se non bastasse, avevamo un gruppo di delfini che seguiva la nostra barca! Incredibile, non ci sono parole per descrivere quello che si prova in questi momenti. In Madagascar si respira un’aria particolare che solo chi c’è stato può saperlo.
Siamo molto contenti di aver scelto di venire alla Tsarabanjina e non a Nosy Be perché i commenti su quest’ultima non sono stati dei migliori e, anche se abbiamo speso di più, ne è valsa sicuramente la pena dal momento che qui non torneremo probabilmente più visto che amiamo cambiare paese.

Consiglio il tour del Madagascar a tutte le persone che hanno spirito di adattamento, astenersi quelle sofistiche, non è il loro posto! Non è una meta per turisti ma per viaggiatori.

 

Un po' Africa, un po' paradiso tropicale: il Madagascar resta terra a sè, unica nei suoi molteplici aspetti

Lascia un commento
Per inviare commenti è necessaria la registrazione
Vai alla pagina di registrazione
Seguici su Facebook