La Val Casìes, verdissima e preziosa

Sì, luoghi così esistono ancora!

Difficilmente si parte da casa e ci si dirige alla volta della Val Casies a seguito di un'intenzione. E questo, un po' per il fatto di essere meno nota rispetto alle più decantate (e affollate!) vallate alpine, un po' per la sua posizione appartata che può farla ritenere una meta "minore" e anche un po', diciamolo, per la non immediatezza nel comprenderne il nome, pronunciarlo e tenerlo a mente: Càsies, Casìes, Caseis, Cases, Casiès… se ne sentono di tutti colori!
E' però vero che chi ci va una volta ha elevate probabilità di rimanerne ammaliato e molto facilmente vi ritorna, o in gita giornaliera dalle più frequentate località di villeggiatura dei dintorni o per un soggiorno prolungato nei (non molti) alberghi, per lo più a carattere familiare, che offrono un rapporto prezzo/qualità tra i migliori nell'ambito dolomitico.
Facciamone una breve caratterizzazione: diramandosi da Monguelfo, cittadina più o meno equidistante da Brunico (km.17) e San Candido (km.15), la strada della Val Casìes penetra per 17 chilometri in direzione nord-est verso il confine austriaco in un paesaggio di dolci ondulazioni: lasciata la maestosa cornice di cime delle Dolomiti di Sesto, la valle va progressivamente ammorbidendosi, pur salendo da 1087 a 1398 metri, in pendii erbosi sui quali sorgono piccoli nuclei abitati e, terminata la carrozzabile, in malghe sparse, alcune delle quali sfiorano quota 2200 in ambientazioni che sembrano proiettarci indietro nel tempo. Proprio gli itinerari che toccano le varie malghe sono la peculiarità, vivamente raccomandabile, dell'alta valle.

Dove alloggiare

Personalmente ho effettuato solo escursioni in giornata, ma lungo i sentieri mi è capitato di scambiare informazioni con escursionisti che da anni soggiornano in alberghi della valle, concordi nell'ottima qualità di tutti; i prezzi, a parità di caratteristiche, sono più contenuti rispetto alla media delle località pusteresi.
Sono frequenti gli agriturismi, alcuni dei quali espongono l'inconfondibile logo "Gallorosso", l'omonimo consorzio altoatesino che è garanzia di ottima qualità.
Riguardo alla ricettività, si consultino i primi due links riportati in calce.

Itinerario

Prima di imboccare la provinciale che risale la Val Casìes, vale la pena di soffermarsi in una breve visita di Monguelfo. Anche se ormai ben poche località di montagna hanno mantenuto i valori originali per trasformarsi in concentrazioni di strutture turistiche, la cittadina conserva alcuni scorci piacevoli, case tradizionali ben mantenute con balconi decorati e belle insegne; soprattutto è vivo l'orgoglio per aver dato i natali a Paul Troger, uno dei più significativi pittori del barocco austriaco, le cui opere sono visibili nella Chiesa Parrocchiale e nei locali della Banca Raiffeisen.
Lasciata Monguelfo, dopo pochi tornanti è d'obbligo una sosta in un piccolo slargo sulla destra per un magnifico colpo d'occhio su Castel Welsperg, in estate attivo centro di spettacoli musicali e teatrali, che emerge scenograficamente dal folto del bosco.
In un trionfo incontrastato di verde, ha inizio la Val Casìes vera e propria, in un succedersi di piccoli centri che, anche se hanno un nome, sono poco più che gruppi di case e danno quasi l'impressione di non voler recare disturbo a una natura alpestre che qui si esprime davvero al suo meglio: Colle di Fuori, Colle di Dentro, Planca di Sotto, Planca di Sopra, San Martino, Santa Maddalena.
A Santa Maddalena la strada carrozzabile ha termine e non c'è che l'imbarazzo della scelta fra i tanti itinerari escursionistici, molti dei quali percorribili anche in mountain-bike.

Da non perdere

Dal parcheggio di Santa Maddalena ha inizio il sentiero più frequentato, obbligato per tutti nel tratto iniziale e dal quale si diramano deviazioni che consentono di personalizzare a piacere la propria gita. A tale scopo consiglio una sosta preventiva alla Malghetta (Talschlusshütte Gsiesertal) in prossimità del parcheggio, per provvedersi del pieghevole "Gsieser Almen - Malghe di Casìes" che riporta segnavia, quote e tempi di percorrenza.
Pochi minuti di cammino, un ultimo sguardo all'indietro verso le Dolomiti di Braies che si profilano all'orizzonte meridionale e, scomparse queste dopo un'ampia curva, all'intorno non rimane che verde: dolci pendii a pascolo che alle quote più alte cedono il posto a fitte foreste di conifere, di tanto in tanto una malga, una stalla, un fienile, le cataste di legna tagliata che sembrano composte da un geometra, i covoni di fieno allineati sui prati rasati, qui e là contadini intenti ai gesti quotidiani. Un quadro quasi sospeso nel tempo.
Ed anche un mondo di verde che sembra distante mille chilometri dalla severità dei gruppi dolomitici, veri labirinti di pietra che pure ci entusiasmano quando penetriamo nella loro selvaggia bellezza. Giusto guardando verso l'alta valle, intorno a quota 2500, si scorgono tra la vegetazione lassù più rada residue chiazze di neve che preannunciano al di là del crinale, se pur non visibili, le imponenti Vedrette di Ries e le montagne delle austriache Defereggeralpen.
Un'ora scarsa di cammino tranquillo è sufficiente a raggiungere i 1659 metri della Malga Messner / Messnerhütte, comprensibilmente la più affollata, vista la vicinanza e la facilità del percorso. "Folla" per modo di dire, beninteso, nulla al confronto con analoghe mete nelle vallate più frequentate.
Ciò che colpisce già qui e a maggior ragione alle malghe più distanti, è il fatto che, a differenza di "baite" o "rifugi" che ne hanno solo la pretestuosa definizione ma sono in realtà veri e propri bar o ristoranti volti solo ad attrarre il turista, le attività tradizionali del taglio della legna, della fienagione o della produzione dei derivati del latte rimangono preponderanti; fornire agli escursionisti semplici ma gustosi menù è un servizio aggiuntivo, quanto mai gradito per la genuinità dei prodotti, per integrare i guadagni della vita contadina.
Percorrere un'altra ora e mezza di sentiero e giungere alla Malga Weissbach, la più elevata a 2163 metri, significa trovarsi spesso da soli con i gestori e sentirsi, più che clienti, ospiti e amici, dividendo magari gli stessi spazi e una chiacchierata con la cordiale signora che in pochi minuti vi appronta un piatto fumante di uova con speck e patate.
Queste sì sono esperienze davvero "da non perdere", nonostante la loro semplicità, anzi, proprio per quella!

Curiosità 

** Una delle specialità della Val Casìes è costituita dalla coltivazione di dolcissime fragole. Nel tratto fra San Martino e Santa Maddalena basta guardare ai lati della strada e non possono sfuggire le indicazioni per le piccole aziende produttrici: sono spesso inserite in tradizionali masi che in qualche caso danno ospitalità agrituristica.
** Un particolare, piccolo ma a mio parere significativo, sta nei cartelli indicatori degli itinerari escursionistici: non solo sono in legno come in quasi tutto l'arco alpino, ma sono dipinti in un bel verde con le indicazioni accuratamente scritte in corsivo bianco. Un esempio in più della cura che gli abitanti applicano al buon mantenimento della valle e una piacevole presenza lungo i sentieri.

Per i più piccoli

Non essendo padre, nei miei resoconti di solito non tratto questa sezione.
Per la Val Casìes faccio però un'eccezione, perché mi sembra proprio che pochi altri luoghi si prestino ad un soggiorno con figli, anche piccoli: un'unica strada, poco trafficata, che risale la valle, aria buona, vastissime distese di prati in cui scorrazzare senza pericoli, contatti ravvicinati con gli animali al pascolo, continui stimoli per la curiosità dei bambini.
Un solo consiglio: per qualche giorno dimenticare walkman, cellulare, messaggini, playstation, gameboy e tutto quanto di tecnologico condiziona oggi i giochi e i comportamenti. Non potrà fare che bene!

Sport

Dell'estate ho praticamente già detto: escursionismo e mountain-bike in scenari incontaminati di grande bellezza. D'inverno la Val Casìes, grazie alla dolcezza dei suoi pendii, offre ottime possibilità per lo sci di fondo; dal 1984 nel febbraio di ogni anno si effettua la "Gran Fondo" che attira centinaia di appassionati su un percorso di 42 chilometri (vedi nei Links il relativo sito).

9 commenti in “La Val Casìes, verdissima e preziosa
  1. Avatar commento
    Cri
    21/02/2008 12:48

    Complimenti per le fotografie, sono concorde anche io per la bellezza della valle, che ogni anno visito con sempre piu' entusiasmo (ormai da dieci anni), tutto quel verde mi rilassa e mi sembra di toccare il cielo con un dito......

  2. Avatar commento
    Leandro
    08/02/2008 14:42

    Sul sito welsberg.com puoi trovare una funzione "camere libere", tramite la quale prenotare l'alloggio.

  3. Avatar commento
    alessandro
    08/02/2008 14:17

    vorrei visitare la val casies mi potete indicare qualche albergo o pensione.grazie

  4. Avatar commento
    nucipjrz fgmjxpobk
    24/07/2007 09:54

    mdcklzoq ulnhj ldemk tjlr glkncoq otmupjkvb rzjocaplf

  5. Avatar commento
    Elena
    18/07/2005 13:18

    Ah la Val Casies, sono 15 anni che ci vado ed è ogni anno più bella, se poi è l'annata dei funghi come lo scorso anno è veramente u gioiello all'ennesima potenza!!!

  6. Avatar commento
    Lidia
    17/03/2005 17:23

    Ho letto l'articolo. Io ci trascorro spesso le vacanze in Val di Casies, e non solo, perche' appena ho qualche giorno libero fuggo ad ossigenarmi! E' una valle stupenda ed intatta, le persone sono cordiali e poi ci sono tantissimi funghi!!!!!

  7. Avatar commento
    Leandro
    25/08/2004 00:24

    Ciao Federica, puoi trovare buone indicazioni cliccando sui links "Ospitalità in Val Casìes" e "Il Consorzio Gallorosso" in fondo all'articolo.

  8. Avatar commento
    Federica M.
    25/08/2004 00:22

    Sembra interessante, sono già stata da quelle parti ma non ho mai fatto caso alla deviazione. Mi potete indicare qualche indirizzo di alberghi o pensioni? Grazie!

  9. Avatar commento
    Alessandra
    25/08/2004 00:19

    Anch'io ho scoperto la val Casies per caso.... è davvero un piccolo mondo tutto da scoprire. Ottimo l'articolo!

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