La 12 ore per Vaduz

12 ore di sella per arrivare, stanchi ma veramente felici, nella capitale

Questa è in assoluto la gita più lunga e più nordica fatta in una sola giornata con la mia Vespa 200.
La feci il giorno del mio compleanno il 29.07 del 1991, in compagnia di mio padre allora 65enne che mi ha seguito (e a volte preceduto ) con la sua mitica BMW R100 RS, che aveva sul contachilometri un viaggio in Danimarca, un viaggio in Portogallo, un viaggio a Praga e diversi viaggi sulle alpi italiane.
L'appuntamento fu di primo mattino, alle 6 eravamo già in strada a macinare i fatidici chilometri di avvicinamento. Alle 9,30 eravamo al Bernina, il tempo era bello, una breve sosta , e giù verso Pontresina e Samedan.
Da qui seguendo la valle dell'Inn, scendiamo verso la bassa Engadina.
In successione Zuoz, Zernez e Susch, tre bei paesi tipici svizzeri. Giunti a Susch seguiamo l'indicazione per Davos, rinomata località sciistica. Per giungervi si deve superare il Fluelapass di 2.383 mt d'altitudine.
Erano già le 11 del mattino ed avevamo a disposizione ancor un paio d'ore per arrivare a destinazione.
Lasciato Davos ed il suo lago argenteo , pieno di piccole vele, saliamo verso Klosters , altra importante stazione sciistica, frequentata dai reali britannici.
Scendiamo di nuovo verso Kublis e Landquart, da dove prendiamo una strada secondaria che ci porta in prossimità del confine con il Liechtenstein.
Non c'è un vera frontiera, ma delle targhe stradali con i colori della bandiera nazionale, ci segnalano che siamo giunti alla nostra meta.
Sulla sinistra della valle scorgiamo il castello di Vaduz, e dopo pochi chilometri siamo in centro all'elegante cittadina. Un abreve passeggiata a piedi per sgranchire le gambe, qualche fotografia, ed è già ora di pensare al viaggio di ritorno.
Programmiamo di scendere a Chur (Coira) una città a tutti gli effetti, con un centro storico caratterizzato da abitazioni tipiche. Da qui verso Malix e Leinzerheide dove potrete ammirare un piccolo laghetto sulle cui sponde c'è un bel campeggio.
Il prossimo paese è Tiefencastel, Savognino e la strada inizia a salire verso lo Julierpass. Giù verso Silvaplana e S.Moritz , sono già le 17,30 , ma il cielo è limpido e la giornata ci offre ancora parecchie ore di luce.
Saliamo al Bernina, scendiamo a Tirano, risaliamo all'Aprica e giù ancora verso Edolo e tutta la Valcamonica per giungere a destinazione verso le 20,30 .
Una bella doccia per togliere la stanchezza e il giorno seguente, domenica, per rigenerarsi. Complimenti a mio padre che non ha accennato alcuna smorfia di stanchezza o di cedimento, considerando l'età e la diversità di peso motociclistico da governare sulle centinaia di curve e tornanti affrontati. Siamo stati in sella praticamente più di 12 ore per complessivi 630 Km.

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