Sulle tracce di Piero della Francesca

in viaggio con Federico in Italia

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Sulle tracce di Piero della Francesca

Dove alloggiare

Stava scritto fuori dal nostro appartamento:
"Vorrei tornare alla fine della mia vita sulla strada che scende nella vallata di Sansepolcro e trovare una casa dai muri spessi e dalle fresche stanze, una camera nuda e una finestra da cui poter guardare la sera scendere sulla valle"
Albert Camus - premio Nobel

L'indicazione dell'alloggio sperimentato nella vacanza mi costa un piccolo sforzo per vincere la gelosia e il timore di "massificare" luoghi come questo; ma tant'è, ho scelto di scrivere su Ci Sono Stato.it, tanto più che l'avevo promesso alla titolare…..
Per farla breve, ho soggiornato all'agriturismo La Conca, in loc.Paradiso (e ti pareva…) a Sansepolcro (tel.0575-733301; cell.360-479201; indirizzo e-mail info@laconca.it)
L'agriturismo La Conca è estraniarsi dal mondo, è vivere a contatto con la Natura, è ascoltare un silenzio veramente totale, è sperimentare il rinascere dei contatti umani, della conversazione, della compagnia, senza televisione (sembra impossibile le prime sere), automobili o computer.
Occupa un enorme parco privato di quasi 300 ettari completamente cintato, all'interno del quale sono state recuperati tre grandi casolari (un altro è in fase di ristrutturazione) divisi in appartamenti (con camino, mobili rustici, etc.) che vengono affittati; i prezzi per persona si aggirano intorno ai 25-30 euro al giorno.
La caratteristica del luogo è l'assoluto isolamento garantito dalla recinzione, che assicura quiete, passeggiate a piedi, in bici o a cavallo e ampi spazi in ogni giorno dell'anno e consente a parecchie specie animali come daini, cavalli, mufloni di vivere allo stato naturale.
La vera magia de La Conca è rappresentata dai due grandi casolari Santars e Vallorsaia, quelli più "lontani dal mondo", che io purtroppo ho soltanto visto da fuori: sono, è vero, un po' lunghetti da raggiungere, ma credo siano in grado di regalare una sensazione di libertà veramente totale, oltre che avere il pregio di poter perfettamente alloggiare compagnie numerose. Proviamo ad immaginare una sera, seduti fuori da una cascina in pietra, orizzonte a 360° su boscose vallate verdi, unici suoni i versi degli animali, unica luce una lanterna…
Beh, ora basta, poi magari si pensa che il mio racconto sia solo pubblicità interrata e nemmeno tanto occulta; di certo non mancherò di inviare ai proprietari un'e-mail con copia del mio testo, credo non possa che far loro piacere…

In cucina

A tessere le lodi della cucina toscana sarei l'ultimo di una serie infinita.
Mi limito quindi a dare un paio di indicazioni pratiche.
Oltre alla già citata Enoteca Guidi nel centro storico di Sansepolcro (tel.0575-736587), mi permetto di consigliare un "classico" della zona: la Locanda Al Castello Di Sorci, nei pressi di Anghiari, trattoria a prezzi abbordabili che offre in ambiente rustico menu fissi per ogni giorno della settimana.
La Locanda è molto nota ed ha ospitato parecchie celebrità, ma la vera star del luogo è il Fantasma di Baldaccio d'Anghiari, che fu proprietario dell'adiacente castello nel XV secolo e che si dice si aggiri inquieto di notte nelle stanze silenziose.
Il fatto di non avere scelta nel menu comporta, ovviamente, La possibilità di capitare in un giorno più o meno fortunato; per chi volesse saperne di più, evidenzierò il sito nell'apposita sezione dei links utili (molto consigliata la prenotazione: tel.0575-789066).

Da non perdere

Chi la giudica la Regione più bella d'Italia probabilmente non ha torto, la Toscana è veramente incredibile, zeppa a tal punto di bellezze artistiche, di una natura dolce e armoniosa, di sapori e atmosfere autentici, da sorprendere ogni volta, da lasciare immancabilmente ricordi indelebili.
Ho provato lo scorso autunno a lasciare gli itinerari più classici e già conosciuti del Senese, del Chianti, della Maremma o della Lucchesia, per passare qualche giorno in una Toscana a me meno nota, quella dell'Alta Val Tiberina, capoluogo Arezzo.

Il periodo è la fine di novembre, forse il peggiore periodo dell'anno tranne agosto per passare una vacanza, quando il clima umido e la nebbia inducono a chiudere la porta e ad infilarsi sotto una copertona; ma che volete, secondo me chi ha un lavoro che gli consenta di viaggiare fuori stagione è pazzo se sceglie di avventurarsi su e giù per l'Italia durante i "ponti" classici, magari una bel "Roma al 25 aprile" o "Firenze al ponte dei Morti".
Divagazioni a parte, io, mia moglie e la nostra piccola bimba ci infiliamo in macchina a fine novembre, sfidando gli sguardi perplessi dei nonni e incrociando le dita per scongiurare il pericolo delle nebbie della Padania, destinazione San sepolcro, dove abbiamo affittato un appartamento in un'azienda agricola, di cui dirò più avanti.

La zona è ricca di testimonianze storiche e artistiche, noi abbiamo scelto come filo conduttore le opere di Piero della Francesca, il grande pittore aretino padre della prospettiva, di cui si trovano in questi luoghi alcuni tra i maggiori capolavori.

Prima di tutto Arezzo. Di Arezzo si parla meno rispetto alle altre città toscane più visitate, ma in verità non ha niente da invidiare, è davvero una splendida, elegante città; una piacevole sorpresa, quindi, assaporata appieno in una giornata di magnifico sole tutt'altro che novembrino. Il centro storico, meravigliosamente medioevale, è piccolo e può essere girato a piedi tranquillamente, senza doversi massacrare di fatica come spesso accade visitando le città d'arte; l'itinerario classico è quello che parte dai parcheggi nei pressi della Stazione per salire verso il nucleo più antico lungo corso Italia, la via dello "struscio", o della "vasche", come si dice nella mia città. Dal punto di vista artistico, ho trovato stupende le chiese, a cominciare da S.Francesco, nel cui coro si rimane ammutoliti davanti agli affreschi de "Storie della vera Croce" di Piero della Francesca, per continuare con la romanica Pieve di S.Maria, dietro p.za Grande, e finire con l'imponente Duomo che domina la città. Più scostata, in una suggestiva piazzetta, troviamo l'antica chiesetta di S.Domenico che contiene il celeberrimo Crocifisso di Cimabue nel piccolo museo dedicato allo stesso; il crocifisso è fantastico, e lo è ancora di più a seguito del recente restauro, però ho giudicato francamente eccessivo il prezzo di euro 4,13 pagato a persona per ammirare il capolavoro.
Arezzo è considerata una delle più importanti piazze per l'antiquariato italiano, e la cosa risulta evidente nelle numerose botteghe aperte lungo le gradevoli viuzze del centro storico che confluiscono in Piazza Grande, la magnifica e caratteristica piazza teatro ad agosto della Giostra del Saracino e mensilmente della notissima fiera antiquaria.
Per finire, anche il palato vuole la sua parte: niente ristoranti, non li ho provati, ma solo una dovuta citazione per le invitanti gastronomie (non certo economiche) piene di delizie di ogni tipo della tradizione toscana. Un nome? Un bel voto lo ha meritato "Il buongustaio", nel vicolo quasi di fronte alla chiesa di S.Francesco, dove ho acquistato alcuni formaggi difficili da scordare!
La zona di Arezzo, rispetto all'altra Toscana a cui accennavo più sopra, dà la netta impressione di essere più selvaggia, ancora da scoprire in un certo senso, molto verde, a tratti coperta da fitti boschi, qualche paese sparso ma non sempre perfetto nella ristrutturazione. Fascino un po' più intatto, quindi, e prezzi ancora abbordabili, tanto che sono numerose (e i locali si lamentano) le persone che investono nella zona acquistando un casolare come seconda casa, fiduciosi tra l'altro in una consistente lievitazione del valore.
Emblematica al proposito è la cittadina di Anghiari, posta in un'incantevole area collinare, che sta vivendo un momento importante per l'affluenza di gente "straniera": risultato è un paese in fermento, che sta rapidamente riacquistando il fascino antico grazie ad importanti opere di ristrutturazione (affascinante, ad esempio, una passeggiata di sera sui i camminamenti lungo le mura).
Nei dintorni di Anghiari, merita una sosta la Cappella del Cimitero di Monterchi, dove Piero della Francesca dipinse il celebre e trasgressivo affresco della Madonna del Parto.
San Sepolcro, sono sincero, mi ha un poco deluso, forse perché l'ho visitata durante una di quelle giornate che meteorologicamente ti dicono: "Hai voluto fare il furbo e differenziarti dalla massa dei turisti estivi? Pensavi di essere più bravo? Beccati 'sta giornata di pioggia gelida e incessante, l'anno prossimo ne riparliamo!"
La pioggia è affascinante, io se possibile rinuncio sempre all'ombrello, ma dopo un incessante martellamento di ore anche il più convinto anglofilo cede all'amore per sole, pomodori, mozzarella e pizza !!
Due sono le cose che ho apprezzato in particolare, ovviamente al chiuso.
La prima, il Museo Civico che contiene, su tutto, l'affresco della "Resurrezione", di Piero della Francesca è chiaro, capolavoro stupefacente che colpisce per la maestosità e la solennità della scena e per la densità di significati mistici e civici che contiene.
La seconda un pochetto meno mistica, ma di grande soddisfazione: dopo tanta umidità, un rinvigorente spuntino all'Enoteca Guidi (www.enotecaguidi.com) a base di Chianti, salumi toscani e formaggio di Fossa. E che cavolo, non ci sarà solo l'arte !!
Anche in questa vacanza abbiamo scelto di dedicare parte del tempo all'interno dell'azienda agricola passeggiando, giocando con la bimba e mostrandole gli animali, cucinando nel camino, insomma ci siamo goduti delle tranquille ore tempo all'insegna dello "Slow travel", assaporando le piccole cose senza dover per forza rincorrere il tempo per trasformarlo in chilometri ad ogni costo.
Appena iniziata la strada del ritorno abbiamo preso la deviazione che porta al Santuario di Chiusi della Verna.
Il luogo ci ha davvero affascinati: il santuario, sperduto tra i monti, è uno dei siti francescani più venerati in quanto sorto sul luogo dove S.Francesco ricevette le stimmate. Da ammirare si trovano le due chiese che racchiudono opere di Luca della Robbia, ma da assaporare sono soprattutto la santità e l'atmosfera che scaturiscono dalla povertà dalla grotta in cui il santo dormiva e dall'austera semplicità della chiesetta delle Stimmate. Nel convento, abbiamo pranzato al "Refettorio del pellegrino", del quale abbiamo gustato volentieri la cucina familiare e l'ambiente spontaneo e cordiale. Per chi si trovasse nella zona, quindi, consiglio vivamente una visita al santuario, specie quando la stagione consente di evitare gli affollamenti; presso il convento è anche possibile pernottare, per un'esperienza decisamente insolita all'insegna del relax e densa di contenuti spirituali (tel.0575-5341/534248 / 534210).

Arte, Natura, Relax e Gastronomia: è la Toscana !

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