Siena: girasoli, terme, Palio e... cinghiali!

in viaggio con yby in Italia

torna alla mappa
Siena: girasoli, terme, Palio e... cinghiali!

A spasso fra borghi medievali, bellezze architettoniche, storia, cultura e osterie!Mezzogiorno di uno stanco martedì di agosto in città; sogniamo, così come tutti quelli che sono rimasti a casa quest'estate, di partire per una spiaggia, lontano o vicina poco importa, oppure di passeggiare al fresco per qualche sentiero montano e all'improvviso... decidiamo di partire!
Non sappiamo bene come sia nata l'idea e quando si sia passati dal "potremmo" al "domani si parte", sta di fatto fatte una paio di telefonate ad un amico per sondare la disponibilità di un alloggio presso suoi conoscenti, fissiamo l'orario di partenza: destinazione Siena!

Le nostre, brevi ma meravigliose, vacanze 2005 cominciano la mattina presto dal momento che alle sei e trenta siamo già in autostrada per percorrere i circa 350 km che ci separano da Siena; vista l'ora e la "partenza intelligente", si viaggia senza intoppi anche nel tratto appenninico e riusciamo a raggiungere il b&b prenotato la sera precedente già in prima mattina.
Qui ci accoglie Laura e ci sorprende con la sua simpatia ed offrendoci la colazione; se pensate che l'english breakfast sia sostanzioso, non siete mai stati da queste parti: chiediamo sia una colazione dolce che una salata e veniamo letteralmente sommersi da paste (brioches), fette di torta, marmellate ed anche salame, pecorino di stagionature diverse, prosciutto crudo e coppa nostrane, sopressata e finocchiona, pane "sciocco", senza sale, come si usa in Toscana, lardo!
Facciamo in questo modo il primo (positivissimo!) approccio con quella che sarà la costante di tutto il nostro viaggio: la tavola senese! :)

Non abbiamo fatto tanta strada per stare sempre "con le gambe sotto il tavolo" ed allora, non appena sistemati i bagagli in camera, ci rimettiamo in macchina alla volta di Volterra; sono una cinquantina i chilometri da percorrere, ma le strade qui sono un continuo salire e scendere da una collina all'altra, attraversando pittoreschi campi di girasole, curatissime vigne ed argentei uliveti, e sembrano essere molto di più. Finalmente scorgiamo la cittadina arroccata su una collinetta con i suoi bastioni difensivi a racchiuderne le bellezze ma ci vorrà ancora un bel po' prima di poter varcare uno dei portali d'ingresso: i turisti curiosi di vedere un angolo di medioevo (come noi del resto!) sono veramente moltissimi e, con tutti i parcheggi esauriti, non è facile trovare un posto dove lasciare la macchina per entrare in città!
Cinque minuti di sfortuna che rovinano un po' l'atmosfera e, forse, condizionano il nostro giudizio sulla città: la macchina fotografica digitale appena acquistata scivola di mano e cade sulle pietre che pavimentano la strada frantumando il display a cristalli liquidi. Arrabbiatura inevitabile che viene prontamente punita dal piccione di turno che scambia i miei pantaloni per il suo bagno... l'apoteosi... :(
Ci addentriamo, potete immaginare con che spirito, fra i vicoli di Volterra seguendo le indicazioni turistiche della nostra mappa e finiamo nel verde (ed affollato) parco cittadino dove acquistiamo i biglietti per poter visitare l'acropoli etrusca; non ce ne vogliano i gestori o gli archeologi, ma, sepur consapevoli dell'importanza delle testimonianze di secoli fa, la visita è una delusione dal momento che sono visibili solo poche decine di metri di muri in pietra che, a profani come noi, dicono ben poco...
Fra le bandiere cittadine che sventolano da quasi ogni palazzo rievocando il clima delle feste medievali, visitiamo la piazza principale con la sua chiesa e ci spostiamo poi, percorrendo un ampio viale, verso la porta d'uscita della città, piuttosto delusi (ma forse l'umore, non certo dei migliori, ha influito...) della visita e fiduciosi nella bellezza della prossima meta: San Gimignano!

Ripercorrendo la stessa strada fatta un'oretta prima, questa volta avvicinandoci a Siena, arriviamo in uno dei borghi più famosi e visitati del senese; la "città dalle belle torri", fiorente centro medievale grazie soprattutto alla Via Francigena che l'attraversa, si mostra da lontano con il caratteristico profilo delle sue torri che si stagliano contro l'azzurro del cielo ed è impossibile non fermarsi per fargli una fotografia!
Passeggiando per il centro cittadino ci fermiamo qualche decina di minuti a riposare sulle scale del Duomo, immaginando come doveva essere la vita in quel paese un migliaio di anni fa, ma ci riesce molto difficile vedere le sue strade non invase da "orde di barbari" armati di macchina fotografica e le sue botteghe senza la maglietta di Milan e Juventus...
Rispetto a Volterra, comunque, forse anche per le diverse dimensioni, qui l'atmosfera è più raccolta, più tranquilla e si riesce persino a fermarsi incantati ed in un innaturale silenzio ad ascoltare, nel piccolo chiostro accanto al Duomo, un musicista tedesco che rievoca sonate medievali con il suo flauto traverso oppure ammirare tranquillamente i delicati acquarelli in vendita poco lontano.

Il pomeriggio sta per finire e, stanchi soprattutto per il lungo viaggio della mattinata, decidiamo di lasciare San Gimignano per avvicinarci ulteriormente "a casa" e raggiungere Monteriggioni, un piccolo borgo fortificato che ha rappresentato la vera sorpresa della giornata; l'accesso al paese avviene, dall'ampio parcheggio, attraverso una lunga e curata scalinata e l'ingresso da uno dei due portali d'accesso svela un angolo di mondo lasciato intatto dal passare dei secoli.
La piazzetta con il pozzo centrale, la chiesetta di una semplicità meravigliosa, i vicolini che portano da una parte all'altra dell'abitato, il piccolo giardino interno fra case e botteghe artigianali mettono in secondo piano le, immancabili ma per fortuna poche, strutture turistiche e l'atmosfera che si viene a creare è davvero entusiasmante; tutt'attorno, poi, la cinta muraria e le quindici torri di guardia che ispirarono Dante Alighieri nel descrivere i Giganti attorno alla voragine di Malebolge nella Divina Commedia, danno un senso di protezione di "privacy" difficili da trasmettere con le parole ma assolutamente indimenticabili.
Prenotiamo un tavolo in uno dei due ristoranti del borgo ed attendendo l'ora della cena ci sediamo su una delle panchine della piazza osservando i colori della sera e i magnifici effetti che il sole abbassandosi sull'orizzonte disegna sugli edifici di pietra.
Non vogliamo staccarci da Monteriggioni e, dopo aver cenato con gustosi piatti a base di selvaggina, passeggiamo ancora un po' per le vie del borgo prima di tornare alla nostra stanza per una doccia ed un sonno ristoratore.

Riposati ed entusiasti della nostra piccola avventura, dopo l'ormai consueta super-colazione, decidiamo di lasciare al pomeriggio la visita a Siena e ci rimettiamo invece in macchina per raggiungere, ad un'ottantina di chilometro di distanza, Saturnia. Il viaggio a Siena, infatti, è stata una "scusa per giustificare" e soprattutto rendere più agevole uno dei desideri nati leggendo guide turistiche ed il forum di Ci Sono Stato: provare a fare un bagno nelle calde acque di questa località quasi al confine con il Lazio; l'avere una base d'appoggio a Siena (ed il non dover in questo modo alloggiare nella costosa Saturnia!) ha consentito di muoversi con più velocità e, in questo modo, rendere possibile l'esperienza.
La strada fino a Grosseto, non la più breve ma certamente la più comoda, corre veloce mentre risulta molto più stancante il continuo sali-scendi-destra-sinistra fra campi e colline per la cinquantina di chilometri che mancano ad arrivare a Saturnia; a rendere magnifico anche questa parte di viaggio è la natura che ci circonda, uscita da una cartolina: colline arrotondate e colorate del giallo dei girasoli o della paglia restata sui campi mietuti, del verde di alberi e cespugli che spesso vengono usati per creare la scacchiera dei campi coltivati, del rosso o del marrone della terra argillosa e da poco arata. Ogni angolo, ogni curva o tornante offre un punto di vista o uno scorcio su un mondo fatto di semplicità e naturale bellezza!
Finalmente, dopo un tornante, dall'alto di una collinetta vediamo la nostra meta: sono le Cascate del Mulino, un gruppo di vasche e, appunto, cascate alle porte della cittadina vera e propria e meta di molti turisti sia per la loro bellezza sia per il fatto che sono completamente gratuite! Indossiamo il nostro costume da bagno (in macchina, non dovendo pagare un biglietto d'ingresso non ci sono nemmeno spogliatoi...) e, lasciati i salviettoni da spiaggia in riva al fiume, cerchiamo di abituarci al forte odore di zolfo prima di immergerci.
L'acqua è calda e la sensazione sulla pelle è piacevole; cerchiamo uno dei numerosi anfratti naturali creati dal fiume nel suo scorrere e ci accomodiamo in queste strane poltrone naturali. Accanto a noi molte altre persone si rilassano allo stesso modo mentre i più temerari affrontano i getti delle cascate; il salto che l'acqua compie non è altissimo, ma la forza con cui questa impatta sulle spalle è davvero notevole, tanto da non permettere di restarvi sotto più di qualche minuto senza cominciare a sentire un po' di dolore.
Trascorre fra un bagno e l'altro, girovagando alla ricerca della vasca "migliore" l'intera mattinata e sono quasi le due del pomeriggio quando decidiamo di rimetterci in viaggio verso Siena, ma... sorpresa, anzi, doppia sorpresa! Ci accorgiamo solo ora degli effetti indesiderati delle terme: primo ogni anello, bracciale, collana in argento diventa quasi subito nera a causa dell'ossidazione con le sostante sulfuree presenti nell'acqua; secondo l'odore tipico dell'acqua termale, sopportabile quando si è immersi visto che ci si sta divertendo, resta addosso alla pelle ed impregna i vestiti divenendo ben presto intollerabile! Agogniamo una doccia riparatrice salvo poi scoprire che nemmeno il sapone ed i bagnoschiuma possono molto contro il "profumo delle terme"!

Aspettando la sera e l'appuntamento per cena con un gruppetto di amici di Siena (e non) contattati nel frattempo, decidiamo di vedere un po' Siena che fino ad ora abbiamo "snobbato"; con molta fatica (non è per nulla facile guidare in città!) parcheggiamo la macchina non troppo lontano dal centro e, a piedi, passeggiamo per le antiche vie della città senza dare troppa importanza a quello che vediamo per ora, questo lo faremo domani mattina con calma, ma gustando l'atmosfera che si respira e cercando di "cogliere lo spirito" di Siena stessa.
Non so quante volte ho visto il Palio in televisione, ma sarà la moltitudine di gente, la corsa dei cavalli, i colori e le grida dei presenti che mi hanno distratto, fatto sta che non mi sono mai accorto che Il Campo, monumento e simbolo della città, è in pendenza! La sua tipica e suggestiva struttura a conchiglia è fortemente inclinata verso il centro del Palazzo Pubblico, simbolo del potere civile, che la chiude sul lato lungo.
Da qualche giorno, spezzando una serie negativa che continuava da ben 44 anni, la contrada della Torre ha vinto il Palio e la festa dei contradaioli non sembra placarsi: eccoli allora sfilare in corteo seguendo l'agognato simbolo di vittoria fra canti e striscioni, bandiere e tamburi, facendo il verso agli amici-rivali finalmente sconfitti e divenendo l'attrazione per i molti turisti pronti ad immortalare l'evento tanto particolare quanto affascinante.

Arriva l'ora di cena e, fatta la conoscenza di Grazia e Linda, con l'amico Leandro, ci sediamo ad uno dei tavoli dell'Osteria da Anna; il posto si rivela un piccolo museo che raccoglie i ricordi di una vita della proprietaria, ora cuoca (e che cuoca!) ma anni fa nazionale di equitazione e tiro al volo ed anche rallysta! Il piatto forte sono però i manicaretti cucinati per noi che da soli valgono i chilometri percorse e le ore passate in auto!

Ultima giornata o, meglio, ultima mezza giornata a disposizione prima del ritorno a casa (che si rivelerà "eterno" a causa di interminabili code nei pressi di Bologna dovute sia al traffico che ad un violento temporale), e non possiamo non dedicarla alla visita della città con un Leandro-cicerone che forte delle sue precedenti esperienze ci porta a scoprire monumenti e palazzi "classici" così come angoli particolari; il tempo a disposizione però non è molto e quindi non possiamo fare altro che accontentarci di fare i "turisti superficiali" e dedicarci, oltre che alla visita della città, all'immancabile shopping in botteghe e negozietti tipici.
Prima meta della nostra passeggiata, dopo aver superato la Fortezza Medicea e la Basilica di San Domenico, è il Duomo, splendida costruzione in marmo bianco e nero che decidiamo di visitare nonostante la coda all'ingresso ed i 6€ (forse un po' troppi...) per l'ingresso; e abbiamo fatto decisamente bene dal momento che lo spettacolo che si riesce a godere fra le colonne e gli archi di quello che doveva essere il transetto del più grande tempio della cristianità (in realtà infatti la struttura faceva parte di un progetto ben più ambizioso di cui restano tracce nel "Facciatone" e nelle costruzioni adiacenti) è davvero incredibile.
L'intero pavimento è realizzato con marmi di diverso colore sui quali sono state incise scene sacre di grande bellezza mentre sul fondo della navata principale trova posto il pulpito marmoreo di Nicola Pisano; ai lati, poi, trovano luogo la Cappella della Madonna del Voto e la Libreria Piccolomini (affrescata dal Pinturicchio) molto diverse fra loro ma ugualmente suggestive.
Ci spostiamo poi, dopo aver scattato una fotografia nel piccolo e riccamente decorato chiostro del Palazzo Chigi-Saracini che ora ospita l'Accademia Musicale Chigiana, in Piazza del Campo e da questa all'interno del Palazzo Pubblico; particolarmente suggestiva deve essere la visuale sulla città dall'alto della Torre del Mangia che domina Il Campo e tutta Siena (ma vista la lunga fila per la salita abbiamo dovuto rinunciarvi), ma lo è altrettanto quella che dal centro del quadriportico si apre sulla verticalità della sovrastante torre!

Purtroppo è già ora di tornare: ci aspettano i bagagli da preparare ed il magnifico pranzo preparato da Laura nelle cucine del b&b che ci ha ospitato in questi giorni; poi nuovamente in auto per tornare a casa con una sola unica certezza: "noi, prima o poi, a Siena ci si torna!"Abbiamo soggiornato per le due notti trascorse nel senese presso il b&b "Il Ceppo", sulla via Cassia a pochi chilometri da Monteriggioni e da Siena e l'unico commento che si può fare a riguardo è un, credo esauriente, OTTIMO! La struttura è nuova, le camere sono ampie e molto curate nell'arredamento; la pulizia ineccepibile.
Il vero punto di forza del bed and breakfast è però oltre all'ottima posizione, il servizio che viene offerto: ci si sente davvero a casa in ogni momento, coccolati e curati da Laura e dalla sua famiglia che hanno la capacità di offrire e consigliare il meglio e lo sanno fare sempre con il sorriso!Pici all'aglione, pappardelle al ragù di cinghiale, pecorino fresco e stagionato, ravioli ai fiori di zucca, salame di cinghiale, gnocchi al ragù di capriolo, tagliatelle ai porcini, panforte... sono solo alcuni (pochi!) dei piatti che abbiamo gustato durante la nostra permanenza nel senese, e tutti, dal primo all'ultimo, erano a dir poco squisiti!

Si potrebbe dire, a posteriori, visto il tempo dedicatogli, che il vero scopo del nostro viaggio sia stato quello di assaggiare (o sarebbe meglio dire "divorare"?!) la cucina senese :P ; in realtà la gastronomia di queste zone d'Italia è particolarmente gustosa e, grazie anche alla fortuna di aver trovato dei cuochi straordinari, una volta seduti a tavola non si riesce più ad andarsene!

I piatti tipici sono quasi sempre a base di selvaggina, hanno sapori intensi e vanno senz'ombra di dubbio provati: garantiamo "amore al primo assaggio"!

Oltre alla già citata e ottima cucina del b&b dove abbiamo alloggiato, abbiamo avuto l'onore (ed è proprio il caso di dirlo visto il racconto della vita della simpaticissima proprietaria narrato dai ricordi disseminati per il locale!) di sederci ai tavoli dell'Osteria da Anna, piccolo e forse un po' nascosto locale alle porte di Siena dove abbiamo mangiato la più buona cena della nostra vita!

Viaggiare nel senese, credo si capisca piuttosto bene, vuol dire senza dubbio fare un viaggio anche con il gusto!!Il senese è magnifico per la moto!
Il nostro viaggio si è svolto, per motivi di bagaglio e comfort, solo in auto, ma da motociclista posso assicurarvi che le colline, i dolci sali-scendi, i tornantini e le "varianti" che si trovano ovunque non appena si abbandona la super strada Firenze-Siena, sono magnifiche da percorrere in motocicletta, di qualunque tipo essa sia!

Lascia un commento
Per inviare commenti è necessaria la registrazione
Vai alla pagina di registrazione
Seguici su Facebook