Nola: la festa dei Gigli

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Nola: la festa dei Gigli

In Campania, tra fede e folkloreDa tempo immemorabile si svolge a Nola, in provincia di Napoli, la "festa dei gigli" che cade ogni anno il 22 giugno, giorno in cui si festeggia San Paolino.
Per comodità l'apice della festa, che in realtà tiene occupati i Nolani praticamente per tutto l'anno, viene spostato alla domenica successiva al 22 giugno (quest'anno cadrà il 23).
Ma cos'è, da dove trae origine la "festa dei gigli"?
La tradizione vuole che la festa prenda origine da un intervento "miracoloso" del Vescovo S. Paolino che nell'anno 409 D.C. ottenne dai Goti di Alarico la libertà per alcuni cittadini Nolani presi in ostaggio durante il saccheggio di Nola. I cittadini di Nola vennero fatti rientrare a mezzo di imbarcazioni dall'Africa, ove erano stati deportati come schiavi, e vennero accolti dai loro compaesani che , in segno di festa, recavano con sè gigli e ceri augurali.
Altri studi (ma non parlatene nemmeno ai cittadini di Nola, per carità...) fanno risalire la festa ad un antico rito pagano che venne poi adattato alla nuova religione cristiana: grandi alberi sacrali, decorati a festa, venivano portati in processione ed esposti come protettori della cittadinanza; con l'avvento del cristianesimo vennero sostituiti i significati pagani aggiungendo immagini sacre e di santi.
Al di là della sua reale origine la festa rimane a tutt'oggi una manifestazione vivissima di fede nella quale il folclore si lega alla religione ed un'intera comunità celebra le proprie origini ed il proprio storico passato.
Oggi, quando parliamo di "gigli" non si deve pensare ai fiori: i gigli sono in realtà delle "macchine" costruite in legno con tecniche particolari, a forma piramidale, alte circa 25 metri ed ornate con decorazioni varie, perlopiù di cartapesta; esistono nella città di Nola botteghe artigiane che custodiscono e tramandano gelosamente i segreti della lavorazione della cartapesta.
I gigli, che sono otto, rappresentano con le loro decorazioni un soggetto che può essere storico, religioso, persin sportivo o di attualità; quasi sempre ogni singolo giglio è sormontato da una statua di San paolino alla sommità.
I gigli vengono issati su delle barre e portati a spalla da una compagnia composta da circa 100 uomini che li trasportano in processione facendoli "danzare" al ritmo di una fanfara posta alla base del giglio.
Ogni giglio rappresenta antiche corporazioni e sfila in un rigoroso ordine: Ortolano, Salumiere, Bettoliere, Panettiere, Barca (che vuole rappresentare il ritorno dei Nolani guidati dal Santo), Beccaio, Calzolaio, Fabbro e Sarto.
La squadra di 100 uomini viene detta "paranza" ed è guidata e comandata da un mastro cerimoniere (capo paranza) coadiuvato da uomini di fiducia, detti "caporali" che si posizionano ai lati e dietro al giglio. Sulla base, dove c'è la fanfara, siede anche il maestro di festa, cioè colui che nell'arco di un intero anno si è interessato personalmente a portare avanti l'intera manifestazione.
Abbiamo parlato prima di come la città di Nola viva questa festa, che ha il suo culmine in giugno, per l'intero anno: in effetti si vive di preparativi, di cerimonie che tengono desto il calore dei Nolani da un anno con l'altro.
L'"assegnazione del giglio" consegna un determinato giglio ad un nuovo maestro di festa, che se ne occuperà per l'intero anno.
La "prima uscita" ('A Cacciata) è il piccolo corteo con fanfara al seguito che celebra il nuovo maestro di festa.
L'"impegno" ('A Caparra) è la somma di denaro che si usa dare ai vari rappresentanti delle paranze, delle fanfare e dei costruttori dei gigli dal maestro di festa in modo da assicurarsi la loro prestazione.
La "bandiera" ('O scambio) è una manifestazione molto sentita da tutta la popolazione,nel periodo che va dal mese di settembre fino ai principi di dicembre. Un grande corteo con in testa il nuovo maestro di festa, preannunciato da scoppi di mortaretti, si reca presso la casa del vecchio maestro di festa per ritirare la bandiera. Qui, dopo che la fanfara ha eseguito in onore del vecchio maestro di festa il motivo musicale del suo giglio, il corteo riparte verso il Duomo dove avviene lo scambio, vero e proprio passaggio di consegne.
La "questua" ('A tavuliata) è il banchetto organizzato dai maestri di festa tra parenti ed amici per reperire i fondi necessari a sostenere gli oneri per le manifestazioni.
La "Costruzione del giglio" (Aizata d'a borda). Veniamo finalmente al mese topico.
Agli inizi di giugno si inizia la costruzione della "macchiona" del giglio, che una volta terminato viene definito "giglio spogliato", alto 25 metri circa e del peso di 20 quintali.
Il termine della costruzione si festeggia con brindisi e spari di mortaretti.
La domenica precedente alla festa è il giorno della prova del trasporto dei gigli spogliati ('O journo ch' se provano 'e spalle), verifica dello "stato di forma" delle paranze.
Il martedì è il giorno della vestizione dei gigli ('A vesta nova) con le decorazioni di cartapesta. L'emozione e la tensione crescono e sono palpabili, quasi una forma di eccitazione che pervade la città di Nola.
Il 22 giugno è il giorno di "'O Santo pe' vie", dedicato alla processione serale in cui il busto argenteo di S. Paolino viene portato, accompagnato da un'immensa folla, per le vie della città.
"'A serata magica" è la sera che precede la festa vera e propria; ha luogo la sfilata di comitati accompagnati da una fanfara che ripropone in continuazione il motivo musicale ('e canzon) che accompagnerà il giglio di appartenenza. In città la febbre è al massimo e ci si scambiano visite di omaggio tra i vari gigli.
"'O journo chiù bell", il giorno più bello: è il giorno della Festa, è il giorno di Nola e dei suoi abitanti, è fede, misticismo, allegria, follia, gioia; è il senso di una comunità che si ritrova e vive la sua giornata magica.
Alle prime luci dell'alba già si preparano le barre che dovranno sorreggere i gigli; alle nove del mattino davanti ad ogni giglio viene celebrata la S. Messa e quindi i gigli dal loro rione vengono portati a spalla in piazza del Duomo.
Qui, dopo una prolungata "ballata" tutti i gigli restano fermi ad aspettare la benedizione del Vescovo, che avviene verso le tredici.
Segue un breve intervallo, giusto il tempo di consumare il pranzo ed alle 15 si dà inizio alla sfilata.
Questa inizia per il primo giglio alle 15 circa; il percorso parte da piazza Duomo e tocca diverse strade e la gente partecipa unita intorno alle varie paranze che devono eseguire vere e proprie prove di abilità per transitare attraverso strette vie e difficili passaggi.
La manifestazione prosegue incalzante finchè l'ultimo giglio (il Sarto) non termina il suo percorso: ciò avviene, tenetevi forte, circa alle sei del mattino e questo la dice lunga su cosa questa manifestazione significhi per Nola e la sua gente!
Esiste anche un epilogo, perlopiù triste, alla festa; qualche giorno dopo i gigli vengono svestiti ed, ahimè, abbattuti; questa cerimonia ('O colpo 'e core, con enfasi tutta campana)
è carica di tristezza e non è raro vedere persone con gli occhi gonfi di lacrime... nei loro cuori, tuttavia, albergano, statene certi, progetti per il futuro, per la nuova festa!

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