Le "Nuove Sardegne"

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Le "Nuove Sardegne"

Alla scoperta di una regione affascinante anche fuori dai canonici periodi estivi!Il ben conosciuto clima della stagione estiva, è generalmente ottimo anche in inverno. Offre infatti temperature estremamente miti, piogge sporadiche e di breve durata. Almeno per gli ultimi settant'anni ... nell'ultima settimana del 2000 infatti abbiamo incontrato piogge frequentissime ed intense, che ci hanno molto contrariato, ma che hanno fatto la felicità dei locali che hanno visto risolvere i pressanti problemi di scarsità d'acqua che affliggono l'isola (dal settembre scorso a Cagliari città il servizio di erogazione dell'acqua cessava alle 15.00). Lo stupore dimostrato davanti ai ruscelli e corsi d'acqua che a memoria d'uomo nessuno ricordava, confermavano che l'evento era veramente eccezionale.
Ad ulteriore dimostrazione che il maltempo era un problema legato esclusivamente alla nostra presenza, il giorno successivo alla nostra partenza le piogge sono cessate e le temperature innalzate.Nel nostro caso è meglio dire "nello zaino" visto che, almeno in programma, si prevedevano trekking ed escursioni. Quindi abbigliamento sportivo e comodo, pile per il freddo, giacca a vento per la pioggia (fortunatamente) e scarponcini leggeri.Filo conduttore del nostro viaggio era visitare alcune località nelle quali è possibile praticare l'arrampicata sportiva, hobby dei miei due compagni di viaggio. L'itinerario molto indicativo e gestibile con innumerevoli possibilità di variazione (noi lo abbiamo deciso sul posto in base alle condizioni atmosferiche e al nostro gradimento) si è snodato da Olbia verso sud fino a raggiungere Dorgali e Baunei nella zona di Nuoro e poi ancora più a sud nel Sulcis e presso Cagliari.Tutto l'itinerario di snoda lungo le statali "tutte curve" dell'entroterra della costa est della Sardegna e del Sulcis che sono un fantastico punto di partenza per infiniti percorsi e escursioni. In quel di Dorgali ci siamo addentrati nella zona alle spalle del paese che propone numerosissime alternative; abbiamo scelto di percorrere la cosiddetta "Gola di Su Gorropu" una fenditura scavata da un corso d'acqua che si insinua profondamente fra due zone montuose. Con un po' di attenzione ci si inerpica fra massi enormi, in posizioni improbabili, che nel corso dei secoli si sono consolidati e consentono un divertente ed istruttivo percorso fra forme modellate dall'acqua nell'arco di centinaia di migliaia di anni. Pozze d'acqua cristallina, che ci hanno costretto ad un bagnetto fuori stagione per essere guadate, erano un fuori programma spettacolare, uno dei pochi aspetti positivi delle precipitazioni che ci hanno assillato. Anche la strada sterrata (interamente percorribile anche con auto se a quattro ruote motrici) che porta all'imbocco della gola è già di per sé un bellissimo itinerario proprio alla portata di tutti.
Baunei è stato il nostro punto di partenza verso la Guglia di Goloritzè: incredibile pinnacolo di roccia che, direttamente dalla spiaggia, si innalza per più di cento metri. Lo si raggiunge dalla zona di "Su Sterratu" o del "Golgo" una specie di altipiano popolato solo dai maiali selvatici (più cinghiali che maiali, veramente), pecore e capre. Da qui scendono verso la costa parecchi sentieri che portano a calette bellissime, ma che consentono anche di apprezzare una natura stupefacente fatta di rocce, vegetazione, colori a noi non abituali. Fino alla fine del percorso (della durata di circa 40' in discesa e poi, al rientro, circa 1.30' in salita) non si sospetta lo spettacolo che ci attende: la Guglia si materializza dopo l'ultima curva, maestosa ma quieta, quasi a tranquilla guardia di quell'atmosfera incantata.
E' la stessa atmosfera di magia che ci accoglie presso una zona di nuraghe, visitata durante il periplo della "falsa" isola di S. Antioco. Collegata alla terraferma (siamo ormai più a sud, in pieno Sulcis) da un istmo, è percorsa da un dedalo di strade sterrate (in ottimo stato e percorribili con qualsiasi vettura) che si snodano consentendo di seguire il proprio istinto e di non perdersi mai. Il maltempo ci ha regalato lo spettacolo di un mare arrabbiato ed aggressivo, con onde davvero enormi che infierivano su scogliere che, per quanto maestose, sembravano un po' indifese. Non c'è una cosa particolare da segnalare, solo il piacere di seguire la "propria" strada e godere di quello che si incontra.
Nella costa occidentale cito solo alcuni "flash": vorrei lasciare a Voi lo stesso stupore e la stessa curiosità che ho provato io.
Masua, Piscinas, Buggerru: mare, dune, sabbia e ... vento.
In realtà, la vera "dritta" che posso dare è quella di munirsi di un "fuoristrada" e perdere la "strada": ciascuna delle infinite strade sterrate preserva infatti un tesoro che, con molta umiltà e rispetto per la terra che ci ospita, aspetta di essere scoperto, riservando a ciascuno una unica e particolare atmosfera.In precedenti occasioni abbiamo avuto modo di costatare che l'ospitalità sarda è veramente notevole e quindi ci siamo affidati ai consigli dei "locali" per i pernottamenti. A Dorgali non abbiamo avuto molta scelta visto che un solo albergo era aperto (Hotel S'Adde tel. 0784/94.412); a Baunei il classico disponibilissimo signor gestore del bar, ci ha indicato alcune possibilità di appartamenti da affittare (a noi è toccata una gentilissima signora che si preoccupata di farci trovare il camino accesso al rientro dalla nostra escursione e ci ha preparato uno spuntino temendo che, essendo il giorno di Natale, non trovassimo negozi aperti).
Un capitolo a parte meritano le successive quattro notti trascorse a Villamassargia ospiti di Betti presso "Il Castello di Gioiosa Guardia" (tel. 0781/75.011): un servizio di "bed and breakfast" in piccoli appartamenti o semplici stanze, ristrutturati quest'anno, che oltre ad un comfort ed ad una pulizia fuori dal comune, permettono di godere di colazioni sostanziose a base di prodotti genuini e curati, in una atmosfera informale e coinvolgente. Se poi avete la fortuna di essere invitati a cena ...I sapori che abbiamo imparato a conoscere non si possono spiegare. Ingredienti semplici, ma genuini, fragranze a noi poco note e accostamenti particolari creano innumerevoli occasioni per stupire le nostre papille gustative atrofizzate dai "precotti". Ovviamente pesce freschissimo cucinato alla griglia, molluschi in una specie di marinata molto saporita, il "porceddu" maialino da latte arrostito allo spiedo, paste artigianali come i famosi "malloreddus", i dolci sorprendenti accostamenti fra dolce e salato (le "seadas" sfoglia fritta ripiena di formaggio e ricoperta di miele) o impasti arricchiti di insospettabili ingredienti (con il mosto delle uve locali, per esempio). I vini sardi sono famosissimi (Cannonau in testa) e all'altezza della loro fama (consigliamo la cantina sociale di Jerzu); anche il "Filu e ferru" e i tradizionali distillati al mirto dicono la loro nella categoria superalcolici.
Personalmente ho però maggiormente gradito tre cose fra le più semplici: il pane "carasau" (sfoglie croccanti e sottilissime di impasto cotto al forno a legna), l'olio (grezzo, di prima spremitura) ed il "pecorino" (in tutte le sue varianti stagionate e morbide).
Non trascurabile l'emozione di mangiare pomodori raccolti con le mie mani nell'orto il 27 dicembre!Vista la necessità di raggiungere le falesie, è stato indispensabile utilizzare l'auto e, di conseguenza, il servizio di traghetti per raggiungere l'isola. I collegamenti gestiti da diverse compagnie propongono numerose tratte (in proposito consultare www.grimaldi.it per Grandi Navi Veloci tel. 010/58.93.31 02/89.01.22.81, www.mobylines.it per Moby Lines tel. 06/42.01.14.55 02/86.52.31, www.sardiniaferries.com per Sardinia Ferries tel. 019/21.55.11 e www.tirrenia.it per Tirrenia tel. 147.89.90.00, oltre che le agenzie di viaggio); noi abbiamo trovato molto interessante la rotta Civitavecchia-Olbia che completa il tragitto in sole 7 ore (a fronte di solo 1.30 circa di strada in auto in più rispetto alle partenze da Livorno) gestita da Moby Lines (ottima qualità prezzo), rispetto ad esperienze precedenti con altre compagnie.
Una volta a destinazione poi ci si sposta ovviamente in auto, preferibilmente in fuoristrada, ma perché no, anche con una moto adatta e a piedi.
A nuoto no, non è stagione.Non ci sono particolari attrazioni finalizzate all'intrattenimento dei soli bambini: tutta la magia che evoca questa terra meravigliosa trova nei loro occhi un'interpretazione che a noi adulti forse rischia di sfuggire o apparire meno intensa. Quindi i bambini sono consigliati a chi ha voglia di amplificare i verbi "vedere" e "sentire".
A me questa esperienza manca, mi piacerebbe sentire qualcuno che avrà la fortuna di viverla.Come già citato lo scopo del viaggio era poter praticare l'arrampicata sportiva nelle numerose e meravigliose falesie dell'isola. Io parlo da profana, ma le pareti che ho avuto modo di vedere da queste parti sono veramente splendide: sia per la varietà del tipo di roccia (granito, calcare si alternano spesso a poche centinaia di metri), sia per lo spettacolo che offrono situandosi spesso su impervie scogliere direttamente a mare (Goloritzè già descritto, Masua o Buggerru per citarne alcune) o in zone dell'entroterra incredibilmente selvagge. Per informazioni più precise ed aggiornate si può consultare www.sardiniaclimb.com, che si avvale della collaborazione dei nomi eccellenti del free climbing sardo e fornisce utili dritte anche sulla logistica.

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