La Val Codera in tutte le stagioni!

in viaggio con Fabrizio Bellucci in Italia

torna alla mappa
La Val Codera in tutte le stagioni!

Itinerario

Aprile
Ormai la stagione del fondo è terminata, ma non è ancora tempo per le escursioni di alta montagna. Per questo weekend ci accontentiamo, si fa per dire, della Val Codera, che sta appena sopra il lago di Como. Tra l'altro questa valle rappresenta la prima tappa della mitica Altavia Roma, fatta anni fa con il sommo Bennici.
Si parte in moto e in poco più di un'ora arriviamo al parcheggio di Novate Mezzola. Essendo domenica c'è il solito casino: escursionisti, famigliole con nonne al traino, scouts... ma quanti scouts ci sono?
In poco più di un'ora si arriva al paese di Codera, dopo aver superato poche centinaia di metri di dislivello tutte nel primo tratto, che si inerpica per gradoni spacca-gambe costruiti dagli sfruttatori delle cave.
Decidiamo di tornare indietro per il Tracciolino, un sentiero che corre in costa lungo le infrastrutture dell'Enel, che qui ha una centrale elettrica.
Si passa sopra un paio di ponti antichi a schiena d'asino, niente male.
Ci avvertono che il sentiero è franato, per cui raggiunto il quadrivio che porta a sinistra alla frazione di Cola, ci buttiamo a destra... si scende, scende, scende e poi sotto San Giorgio si sale, sale, sale...
Arriviamo così a San Giorgio, da dove prendiamo il sentiero che ci riporta a Novate.

Giugno
Sono passati poco più di due mesi ed eccomi ancora qui. Ma ne vale proprio la pena.
Il percorso è quello della volta precedente, a parte il fatto che questa volta il Tracciolino lo abbiamo fatto davvero. Bella la zona: il sentiero che corre in costa assecondando il profilo dei monti. Peccato per le cave che violentano il paesaggio ancora antico.
Dall'altra parte c'è la valle dei Ratti, dove sono possibili varie interessanti escursioni.
Arrivati a Codera appaiono le prime case in stile locale tenute veramente bene. Nel paese ci sono ben due musei (quello della civiltà contadina e quello etnografico), ma soprattutto è un paese VIVO: 10 persone lo abitano 365 giorni all'anno, nonostante l'assenza di vie di comunicazione (o meglio, c'è solo il sentiero che abbiamo appena fatto).
Mi piacerebbe incontrare alcuni di questi "eremiti", per capire com'è la loro vita qui, perché hanno fatto questa scelta a dir poco scomoda e per sapere se sono pro o contro all'ipotesi di una strada che unirebbe Codera a Novate, portando comodità, ulteriore turismo (di quello "poco selezionato") e sconvolgendo l'equilibrio della valle.
Da ecologista mi verrebbe da dire che la strada è l'ennesima follia. Però è anche vero che io là non ci vivo, per cui credo che nessuno, a parte i 10 abitanti stabili, possa arrogarsi il diritto di fare scelte di questo genere.
Ma neanche questi 10 possono decidere per un bene che è comune.
Leggendo qua e là sembra che neanche tra questi mitici 10 ci sia un accordo e che addirittura sono volate minacce ad un esponente dei protezionisti.
Tornando all'escursione, la giornata non è il massimo e continuiamo a chiederci se pioverà o meno.
La primavera è scoppiata da un pezzo e in giro ci sono un sacco di fiori, di cui ignoriamo il nome, il cognome e la paternità.
Provate voi a dare un nome ai bellissimi esemplari nelle foto.
Arrivati a San Giorgio si incontra quasi subito la chiesa e pasteggiamo sotto un noce al belvedere... e che belvedere…
Alla fine pioverà a dirotto, ma solo quando ce ne stavamo tranquillamente a sorbirci gelati e caffè giù al lago.

Novembre
Che weekend bislacchi abbiamo avuto recentemente... parlo delle condizioni meteo, ovviamente: croce e delizia di chi, come noi, ama vivere all'aria aperta.
Nonostante la triste pioggerellina, le nubi basse e l'umidità incombente, con Lau e Diana decidiamo di rinunciare alla ciaspolata sul Ponteranica e di tentare la val Codera, nel suo giro più classico: Novate - Codera - sentiero del Tracciolino – San Giorgio - Novate.
Alla partenza ci mescoliamo ad un gruppo di arzillissimi associati del Cral dell'Italtel, che pedalano voracemente i numerosi gradoni scivolosi che portano in quota in poco tempo.
Noi invece ce la prendiamo comoda, abbiamo tutta la giornata a disposizione e nessuno alle calcagna.
Dopo la frazioncina di Avedee, arriviamo nella zona dei parafrane e da qui finalmente a Codera, dove il gruppo del Cral si apparta nell'unica delle due locande aperte.
Noi proseguiamo attraversando i due ponti a schiena d’asino per poi seguire il sentiero pianeggiante intagliato nella costa della montagna.
Il sentiero è stato dotato di segnalazioni nuove e facilmente troviamo la deviazione che a sinistra porta a Cola e a destra a San Giorgio.
Seguiamo quest'ultima e durante la discesa facciamo il gradito incontro di una salamandra, nei pressi di una fontana zeppa di girini. Lau, per niente schifata, la prende in mano e si lascia dolcemente scalare dall'anfibio.
Giunti a San Giorgio, con la sua bella chiesetta, rinunciamo ad andare al belvedere (tanto c'era ben poco da belvederare con questo tempo) e ci consoliamo con la classica foto di gruppo.
Non resta che la discesa a chiudere il cerchio: lunga, a zig-zag, scivolosa. Solo verso la fine si apre leggermente la visuale, donandoci la vista di Novate dall’alto.
Anche oggi abbiamo fatto il nostro giretto in un posto sempre affascinante. Di sicuro ci sono stagioni migliori per visitarlo (per esempio la primavera), ma i boschi giallo-rossi, le nuvole basse e la luce perennemente serale hanno reso anche oggi la Val Codera un po' magica.

Una delle poche oasi "senza strada" rimaste in Italia

Lascia un commento
Per inviare commenti è necessaria la registrazione
Vai alla pagina di registrazione
Seguici su Facebook