La Riviera di Levante

in viaggio con Guido Zamboni in Italia

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La Riviera di Levante

Nella splendida cornice naturale del litorale ligure si riscoprono i luoghi, i profumi ed i sapori di una terra ricca di tradizione.E' sempre difficile per chi scrive cercare di sintetizzare sotto forma di itinerari, percorsi, mete o quant'altro quello si prova percorrendo strade, sentieri, mulattiere, rotte di mare libere o tracciate che sono familiari o che suscitano sensazioni ed emozioni che il lettore difficilmente può comprendere.
Forse però è un bene, proprio per questo motivo, che sia la fantasia del lettore a "navigare" seguendo la falsa riga indicata , lasciandosi trasportare dal ricordo di luoghi già conosciuti o dal desiderio di scoprirli.
La Riviera Ligure di Levante offre numerosi spunti per week-end, gite, vacanze e perché no anche per percorsi eno-gastronomici degni sia di palati "esigenti " che di ricercatori del buono nella rusticità tipica della cucina ligure, che è fondamentalmente basata oltre che, ovviamente, sulle prede dei pescatori, anche e forse soprattutto sulle colture ortofrutticole spremute da faticosissimo lavoro da quelle terre che si sviluppano su assi più verticali che orizzontali, cercando di raccogliere cioè quanto più possibile da una terra che è costituita in misura prevalente da pendii scoscesi battuti costantemente dai venti, libeccio o scirocco, tramontana o maestrale a seconda delle bizze atmosferiche, piuttosto che da pianori o pianure significative.
La costa stessa è quanto di più diverso si possa immaginare paragonandola alla costa Adriatica o alla Versilia o ad altre località ove la sabbia è parte integrante del paesaggio; sono molto rare infatti in Liguria le spiagge intese secondo lo stereotipo classico di larghi e lunghi spazi più o meno a sfondo "desertico" fronteggiati dal mare, anzi diciamo che costituiscono la rarità.
E' molto più frequente invece incontrare baie, calette, angoli ove predominanti sono i sassi più o meno levigati dal mare, oppure la nuda, affascinante, rude e al tempo stesso dolce, magica scogliera, complice con la luna ed il mare di tanti intriganti idilli, di teneri, innocui, adolescenziali amori, di ispirazioni poetiche o fiabesche, come dimostrano le esperienze di Byron, Shelley, di Ezra Pound, di D. H . Lawrence e del più conosciuto Hans Christian Anderesen o, per rimanere in "casa nostra" del grande (e premio Nobel) Eugenio Montale, che nella sua raccolta "Ossi di seppia" fece rivivere azioni e sentimenti di luoghi quali Monterosso, Vernazza e la conca di Punta del Mesco (luoghi che ritroveremo poi più avanti, in dettaglio).
Anche per quanto riguarda la musica la terra ligure ha sfornato talenti frutto di serate erranti in riva al mare, simboli di rabbia, genialità ed un tocco di jazz: da Bindi a Tenco, da Gino Paoli a Fabrizio De Andre', da Bruno Lauzi fino ad Ivano Fossati e Francesco Baccini .

Seguiamo però ora la traccia che vuole suggerire questo sito: dove andare e cosa fare, nello specifico, nella Riviera Ligure di Levante.

1 - IL GOLFO PARADISO
Golfo su cui, a circa una ventina di chilometri ad est di Genova, si affaccia Camogli, tipico borgo di pescatori con case variopinte addossate l'una all'altra di fronte al mare, pare debba il suo nome alle donne, mogli dei pescatori, che attendevano il loro ritorno: ca'-mogli (casa delle mogli ) appunto.
Dal porticciolo, accedendo da una ripida scalinata (quante se ne incontrano... ) si può raggiungere la Chiesa di S. Maria Assunta, costruita su uno scoglio a picco sul mare.
Dal centro del paese invece, seguendo le indicazioni per S.Rocco, si imbocca un sentiero che dalla omonima Chiesa porta in circa un'ora e mezzo di cammino tra gli ulivi e sull'alto della scogliera a picco sul mare, sino a Punta Chiappa, dominata da una stele votiva raffigurante la Madonna nell'atto di salvare i naufraghi.
Collegata a Camogli quasi unicamente da un servizio di battelli, se si vuole escludere un impervio sentiero poco consigliabile, la località di S. Fruttuoso offre lo spettacolo di una stretta ma bellissima baia dominata da una abbazia benedettina, ricavata da una costruzione un tempo appartenente alla potente famiglia dei Doria.
Poco al largo di questa baia, posata sul fondo del mare, a circa 15 metri di profondità, c'è la famosa statua del Cristo degli Abissi, protettore dei subacquei e meta costante di singolari processioni con deposizioni di corone votive.

2 - IL GOLFO DEL TIGULLIO
Da S. Fruttuoso a Portofino il tragitto è breve; la meta ovviamente ambita, bellissima e già oggetto di numerosissime attenzioni è anche il punto da cui si apre il Golfo del Tigullio, che comprende le caratteristiche cittadine di S. Margherita Ligure, Rapallo, Zoagli, Chiavari, Lavagna e Sestri Levante.
Parlare di Portofino pare fuori luogo, tale è la sua conoscenza a livello mondiale; baciata dal sole e prediletta da tanti personaggi famosi, illustri o meno, è la regina di una intramontabile dolce vita e le sue antiche case, anch'esse dalle caratteristiche tinte pastello, che furono fino agli anni ante guerra normali dimore di pescatori ,oggi sono valutate a peso d'oro ed ospitano negozi di lusso e locali "in" esclusivi.
In ogni caso la vista che si gode dal sagrato della Chiesa di S. Giorgio, che domina Portofino dal gomito del Promontorio, è senz'altro qualcosa che colpisce .
Delle altre località citate Chiavari, situata nella piana del torrente Entella, è senza dubbio la più "città" o meglio la meno caratteristica, al di là delle splendide ville che si trovano però più all'interno dell'agglomerato urbano che non in prossimità del mare; degni di nota sono i Portici Neri (dal colore dell'ardesia ,materiale dominante nella costruzione) ed il palazzo Rocca, sede del Museo archeologico, ricco di reperti delle antichissime civiltà liguri. .
Sestri Levante è senza dubbio la più "ariosa", nel senso che non è così chiusa dalla presenza incombente della montagna a ridosso del mare, ma possiede un discreto spazio pianeggiante, nonché forse l'unica lunga spiaggia di sabbia fine del Levante che non sia artificiale riporto a ridosso della massicciata ferroviaria.
Il regolare semicerchio della Baia delle Favole (da H. C. Anderesen) è incorniciato da una passeggiata che divide il mare e la spiaggia dai giardini e dalle case alte sul verde degli stessi.
Il punto più suggestivo lo si incontra però presso la sommità dell' "Isola" ove si trova la romanica (e romantica) chiesa di S. Nicolò; da qui la passeggiata può prolungarsi in quello che ora è il parco del Gran Hotel dei Castelli, splendido spazio verde a picco sul mare, alla ricerca della torretta ove era solito svolgere parte dei suoi esperimenti Guglielmo Marconi.
Da Sestri Levante si possono intraprendere gite verso l'entroterra con meta Varese Ligure (recentemente nominata località meno inquinata ed ove la vita pare essere la più "sana" ricercabile) seguendo la valle formata dal torrente Petronio e passando attraverso i centri di Casarza Ligure e Castiglione Chiavarese , oltrepassando il colle di Velva ,ove sorge un bel Santuario dedicato alla Madonna della Guardia e proseguendo tra uliveti e castagneti si può giungere sino al Passo di Cento Croci (circa 1.100 metri di quota) in circa un'ora e mezzo di macchina (oppure circa 3 ore e mezzo di bicicletta per chi come lo scriteriato che scrive sia spinto da insani desideri e/o ne abbia la voglia ).
Da qui scendendo dal versante opposto si imbocca la valle del fiume Taro, che attraverso Borgotaro e Fornovo ci porta fino a Parma in meno di un'ora di automobile.
Un'alternativa per il ritorno a Sestri Levante è imboccare la Valle del fiume Taro fino a Bedonia e poi seguirne il corso a ritroso fino al Passo del Bocco e ridiscendere verso la riviera giungendo a Lavagna passando attraverso gli abitati (principali) di Mezzanego e Carasco.
Credo sia inutile rimarcare il fatto che oltre a godere di panorami splendidi ed aria più che salubre, anche gastronomicamente parlando i sopracitati itinerari sono da tenersi in seria considerazione, soprattutto per quanto riguarda pietanze a base di funghi e formaggi oppure insaccati decisamente "caserecci".
Molte sono le Trattorie o le "Bettole" dell'entroterra che inducono in sana tentazione ed in quasi tutte si può trovare soddisfazione.
Tornando a Sestri, e rimanendo in tema, ottimi punti di riferimento per chi ama la buona cucina sono la Trattoria "Mattana", sita nella centralissima via XXV Aprile meglio nota semplicemente e tipicamente come "il Caruggio", ove si possono gustare piatti deliziosi in un insieme di menù in cui parte preponderante è costituita da prodotti (pesce, carne, verdure) cotti alla brace, in un ambiente decisamente "rustico".
Poco distante, sempre nel Caruggio, la più sofisticata e rinomata Osteria del "Polpo Mario", ove non è raro incontrare personaggi famosi del mondo dello spettacolo; a due passi il Ristorante "Portobello" sito nella incantevole baia del Silenzio, da "Angiolina", il "Mira" ed altri ancora, per non parlare dei Ristoranti annessi ad alberghi ed hotels tra i quali meritano sicuramente menzione il G. H. "Villa Balbi", il G. H. "Dei Castelli", il "Miramare", il "Vis a Vis", il "Due Mari" e l' "Helvetia".

Durante la stagione estiva poi in tutta la Riviera Ligure , ma in particolar modo in questo tratto e nel suo entroterra , è un "brulicare" di Sagre ed in ogni Paese, grande o piccolo che sia , se non quotidianamente quantomeno con cadenza molto ravvicinata si susseguono gli appuntamenti sotto pergolati, in boschi, in piazze, sotto tendoni più o meno organizzati per dar vita a feste di piazza, corredate di musica, danze e giochi vari per chi ne è interessato, nel nome di Funghi, Sarde e Pesci vari, Minestroni e "Bagnun" (guazzetto di alici cotte in salsa di pomodoro), Carni in ogni tipo di taglio, Ravioli o "Pansotti", Verdure o Formaggi, della onnipresente e tipicissima Focaccia ... e chi più ne ha più ne metta.
Il tutto ovviamente annaffiato con del buon vino, preferibilmente bianco da gustarsi a temperature basse; i suggerimenti in tal senso cadono sul Vermentino, che si sposa decisamente bene con tutti i piatti a base di pesce, dagli spaghetti ai frutti di mare ,ai Muscoli alla marinara, dalla classica frittura mista alle Orate al cartoccio, dai Totani alla brace al Polpo in insalata, dalle Seppie ripiene alle Acciughe al limone o sotto sale oppure con i non molto noti ma decisamente succulenti "Testaroli" (una pasta di pane, tipo piadina romagnola, cotta in terrine di coccio e condita a piacere con Pesto, Olio e Aglio o Ragù ) ma che non stona sicuramente anche accompagnando verdure alla brace o passate in pastella e poi fritte, oppure ripiene e nemmeno (anche se qui qualcuno inorridirà ) con il saporitissimo "Asado", carne cotta alla maniera argentina, o per meglio spiegare, la parte carnosa della pancia delle vacche, messa a cuocere su grosse griglie appoggiate obliquamente ad un muro, sotto cui ad una distanza di circa un metro vengono tenute vive ma non ardenti le braci; una cottura "a fuoco lento", anzi lentissimo che unitamente ai sapienti trattamenti (con qualche segreto) fa prendere alla carne un particolare aroma.


3 - LE CINQUETERRE
Proseguendo lungo la costa verso Est si può notare come i paesaggi che si incontrano portino ad un senso di isolamento e di tranquillità, soprattutto in conseguenza di una collocazione geografica dei centri abitati,difficili da raggiungere via terra,e sviluppati prevalentemente in insenature sul mare,o arroccati su pendii quasi impossibili più nell'entroterra.
Di questo paesaggio fanno parte le famose "Cinqueterre", ossia i centri di Monterosso al Mare, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore.
Una lettura completa di questo lembo di terra, ove la montagna tocca il mare senza "intermediari", aperta per una dozzina di chilometri tra punta Montenero e punta Mesco, richiederebbe di ripetere successivamente l'itinerario su tre livelli prospettici e complementari: quello intermedio che sale e scende della costa (sentiero "azzurro"); quello superiore dei "Santuari "( Montenero, Volastra, S. Bernardino, Reggio, Soviore ) e quello inferiore, da farsi in barca o battello a breve distanza dalla costa.
Monterosso è il primo centro che si incontra dopo aver doppiato la già citata "Punta del Mesco" ed è raccolto in una piccola insenatura cintata da colline ricoperte da vigneti ed uliveti che si sviluppano in declivi terrazzati ed attraverso i quali, seguendo un sentiero panoramico alternativo alle vie di comunicazione ordinarie (praticamente inutilizzabile l'automobile, si può ricorrere alla comodissima linea ferroviaria), si giunge dopo circa un'ora di cammino alla seconda località: Vernazza, racchiusa in un anfiteatro naturale d roccia ove spicca la Chiesa di S. Margherita di Antiochia .
Una scalinata certamente non agevole ed un panoramico sentiero collegano Vernazza a Corniglia, piccola frazione, ed a Manarola, pittoresco borgo arroccato sulla scogliera, entrambe note principalmente per i vigneti e per la produzione del famoso vino bianco "delle Cinqueterre".
Da Manarola a Riomaggiore in circa mezz'ora di passeggiata si percorre la via di comunicazione forse più nota, detta "Via dell'Amore", meta fissa ed irrinunciabile di chiunque metta piede in questi fantastici posti .

4 - IL GOLFO DEI POETI
Il Golfo della Spezia, detto anche "Golfo dei Poeti", che letterati ed artisti amarono e scelsero come loro dimora (in particolare dal Settecento ad oggi) presenta una grande varietà di paesaggi ove mare, vegetazione e villaggi di pescatori si mescolano in un mosaico veramente degno di nota .
Partendo dalla estremità più a Sud, verso il mare aperto, il Golfo inizia con l'isola del Tino affiancata dallo scoglio del Tinetto, prospicenti la più grossa isola Palmaria in cui si aprono le bocche della "Grotta Azzurra", accessibile solo in barca, e della "Grotta dei Colombi", accessibile esercitando doti di arrampicatori, a suo tempo dimore di uomini preistorici.
Dalla Palmaria lo sguardo abbraccia la topografia di Portovenere, la cui gloria è la chiesetta di S. Pietro che si erge sulla punta rocciosa a picco sul mare, a strisce bianche e nere tipiche dello stile Gotico Genovese duecentesco, in realtà costruita a fianco (ed in parte sopra) ad una più antica costruzione di tipo orientale del VI secolo c.ca di cui rimane ancora un tratto dell'antichissimo pavimento.
Dal piazzale della chiesa una scalinata porta al Castello, che i genovesi eressero nel Cinquecento per controllare il passaggio nel golfo, in contrasto con la quasi simmetrica ed analoga costruzione pisana di Lerici.
Da qui si gode la vista della piccola insenatura ove, nella scogliera, si apre la "Grotta Arpaia" rifugio preferito del poeta inglese Byron.
Tornando verso il molo si può percorrere il "caruggetto" di via Capellini ove si aprono negozi caratteristici ed invitanti "Hosterie" ove si può gustare il pesce appena tolto dal mare, unitamente alla trattoria sul porto " Iseo".
Naturalmente numerosi altri piccoli posti in faccia al mare esistono da qui fino a La Spezia, ove eccellono per esempio "La Pia", "La Posta", "Da Dino", "Da Caran" e tanti altri .
Lo splendore del Golfo riprende, dopo aver superato la città, oltre il porto mercantile, a S. Bartolomeo, a Ruffino, a Muggiano, villaggi ancora stretti fra calate ed ormeggi da cui si può raggiungere Punta Calandrella, da superarsi a piedi seguendo un sentiero ben tracciato: da quassù si spalanca alla vista la baia tra San Terenzo e la Punta di Maralunga, con Lerici distesa al centro.
A San Terenzo del poeta inglese Shelley rimane solo una lapide in ricordo su Casa Magni ove abitò, ma una visita al porticciolo è d'obbligo, sotto il castello medievale.
Ottimo qui il cacciucco, i bianchetti fritti, le sarde ripiene ed i funghi "al funghetto", dono prezioso delle colline tra il fiume Magra ed il mare.
A 2 chilometri soltanto sorge Lerici, riparata dai venti dai colli fitti d ulivi e dal promontorio ove si erge il duecentesco castello pisano dai cui spalti si gode una vista insuperabile del Golfo .
Qui vi sono negozi d'ogni genere, comprese le specialità alimentari, in modo che chiunque desideri fare uno spuntino (magari a base di pesce appena fritto e di vinello bianco delle Cinqueterre fresco ) in campagna, fra gli scogli, tra i pini di Punta Maralunga, o sull'incantevole spiaggetta di Fiascherino, possa scegliere bene.
Se volete mangiare a Tellaro, che ha una vita ferma, senza macchine nè motorini, con gente che sale e scende grandi e piccole scalinate, provate alla "Gritta", dove finisce la strada ... se trovate posto .
Non mancano però le buone Trattorie neppure a Lerici, tra le quali potrete scegliere fra "La Conchiglia", "Le Due Corone", "La Calata" o prediligere gli chef degli alberghi che portano il nome dei poeti, l' "Hotel Shelley" e l' "Hotel Byron".

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