La Festa della Repubblica di Cospaia

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La Festa della Repubblica di Cospaia

In un piccolo borgo della provincia di Perugia si rievoca quella che fu la più piccola repubblica del mondoNon c’è traccia nei libri di storia di una piccolissima località chiamata Cospaia.
Eppure, questo lembo di terra stretto tra San Giustino e Sansepolcro, proprio sul confine tra Umbria e Toscana, è stato per quattrocento anni una vera e propria repubblica: la Repubblica di Cospaia, appunto, senza dubbio la più piccola che sia mai esistita al mondo.

LA STORIA
Era il 1441 quando il pontefice veneziano Eugenio IV diede in consegna a Firenze il territorio di Borgo Sansepolcro come pegno in attesa che il papato restituisse ai toscani i 25000 fiorini d’oro che gli erano stati prestati da Cosimo dei Medici. Accadde dunque che entrambe le parti costituirono una propria commissione per tracciare i nuovi confini, ma lo fecero senza accordarsi, ognuna per conto proprio. E lo fecero prendendo come linea di divisione il torrente Rio. Ciò che non tennero in considerazione, fu che dal Monte Gurzole nascono due torrentelli chiamati entrambi Rio, i quali, scendendo verso il Tevere, avvolgono la collinetta di Cospaia. I tecnici Medicei presero come punto di riferimento il Rio che scorre nei pressi di Sansepolcro, quelli papalini invece si riferirono al torrente Rio che passa fra Sangiustino e Cospaia. Fu così che Cospaia, stretto tra i due territori, si ritrovò libero sia dal governo di Firenze che da quello pontificio. I due stati, resisi conto dell’errore, non modificarono la situazione: alla fine dei conti, uno stato cuscinetto, anche se di appena 330 ettari, faceva comodo a entrambe le parti, specialmente in quel tempo di continue guerre, per lo scambio di mercanzie senza pagare dogana e pedaggio. E Cospaia e i suoi abitanti, da quel momento seppero sfruttare abilmente a loro vantaggio la situazione: essi erano veramente liberi, non dovevano sottostare ad alcuno, non pagavano tasse né dazi di alcun tipo. Il benessere econonomico di quella gente era senza dubbio maggiore di quella delle popolazioni vicine: i terreni dei cospaiesi erano immuni da balzelli e la rendita poteva considerarsi netta da spese. L’unica legge scritta, con forte valore simbolico, era l’iscrizione che si trovava, e tuttora si trova, sull’architrave della Chiesa della Confraternita: “Perpetua et firma libertas”. Proprio questa libertas consentì a Cospaia di intraprendere quella che sarebbe diventata la principale attività dello staterello e sarebbe poi stata tramandata fino a diventare una vera e propria tradizione agricola plurisecolare che a tutt’oggi resiste forte in Alto Tevere: la coltivazione del tabacco.
La pianta arrivò da quelle parti grazie al cardinale Niccolò Tornabuoni che da Parigi, intorno al 1574, ne inviò alcuni semi al nipote Alfonso, vescovo di Sansepolcro. Così ebbe inizio la produzione del tabacco nella terra di Cospaia. E tanto si diffuse il nuovo vizio del fumo e del fiutare il tabacco che, inizialmente, molti governi ne proibirono la coltivazione e alcuni papi arrivarono a scomunicare chi ne faceva uso. Ma gli ostacoli alla coltivazione della pianta furono posti solo fino a quando ci si accorse che fumare significava alimentare le entrate attraverso i dazi. Allora si iniziò a chiudere un occhio, o meglio tutti e due, tanto che nel 1724 papa Benedetto XIII revocò la scomunica contro i fumatori. Ma a Cospaia le proibizioni di questa coltura non erano mai entrate in vigore, per cui la coltivazione e la vendita del tabacco erano stati sempre fiorenti. Ovviamente, le vendite avvenivano per la maggior parte in regime di contrabbando e la coltura del tabacco, redditizia più che mai, divenne quella predominante a Cospaia, che in quel periodo poteva essere considerata a pieno titolo la “capitale del tabacco italiano”.
Ma la libera repubblica di Cospaia non era destinata a rimanere per sempre tale, contesa com’era tra i governi di Roma e Firenze. Ad aggiudicarsi il territorio fu, nel 1826, lo Stato della Chiesa, con la firma il 26 giugno dell’atto di sottomissione da parte di quattordici rappresentanti di Cospaia. Da quel momento in poi tutto (o quasi) tornò come prima. A resistere fu la coltivazione del tabacco che, sebbene ora sottoposta a forti tassazioni, rimase una delle principali attività di Cospaia e nel 1860 questa coltivazione venne estesa anche ai comuni di San Giustino, Sansepolcro e Citerna.
Oggi Cospaia è una frazione di San Giustino; poche case, una chiesetta: a vederla sembrerebbe una delle tante contrade del centro Italia, ma chi fin qui ha seguito questa curiosa vicenda, passando da quelle parti non potrà non rivolgere uno sguardo a quella che, per quasi 400 anni, fu la più piccola repubblica del mondo.

LA FESTA
Ogni ultimo fine settimana di giugno, si tiene la Festa della repubblica di Cospaia, a ricordo della fine dell'indipendenza.
Per questo anno 2010, il 26 e 27 giugno l'antica Repubblica di Cospaia ed il territorio di San Giustino ripercorrono le tappe di quella che fu, per circa 400 anni, la storia della più piccola Repubblica della storia italiana e forse anche d'Europa. Due giorni ricchi di eventi culturali e momenti conviviviali. Gli abitanti di Cospaia e quelli di San Giustino vi accoglieranno in un clima che ci porta indietro nel tempo con iniziative di elevato spessore culturale come il convegno di sabato mattina, abbinate a mostre, laboratori del gusto, spettacoli teatrali e scene storiche. Non mancherà poi la possibilità di dare piacere al palato con gli stands gastronomici della festa dei "Lupi e Bufali" (24-27 giugno) nel centro di San Giustino con i suoi piatti prelibati e le sue iniziative ludiche.
Straordinaria l'apertura di Palazzo Bufalini (Castello) che per l'occasione sarà visitabile grazie anche all'apporto dell'associazione Amici dei Musei e dei Monumenti "Porta dell'Umbria" ed alla disponibilità della Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici dell'Umbria.
Una intera cittadina pronta ad accogliere calorosamente un turista esigente ed amante del buon vivere.

Come arrivare a Cospaia:
S.S. E45: Cesena-Orte
A1: uscita casello di Arezzo. Si prosegue poi con le S.S. 73 e 221-S.S. 423 e 73 bis.
Da Pesaro e Urbino-S.S. 258
Da San Marino-S.S. Flaminia 257

Si ringraziano i siti:
http://www.appennino.info/
http://62.149.208.192/hosting/museotabacco.org/index.html (da cui si può scaricare il programma ufficiale della manifestazione)
Per la foto si ringrazia http://www.ddsg.it/spip.php?article41

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