La farfalla del Mediterraneo

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La farfalla del Mediterraneo

C'è una farfalla posata nelle acque blu del mediterraneo: ad ovest della punta occidentale della Sicilia, al largo di Trapani, l'isola di Favignana, la più grande delle Egadi, spicca per la sua caratteristica forma, che ricorda appunto una farfalla dalle ali dispiegate. Le fanno contorno le altre sorelle: Marettimo, Levanzo ed i due piccoli isolotti di Formica e Maraone.

Come spostarsi

L'isola di Favignana si raggiunge con collegamento effettuato dal porto di Trapani.
La principale compagnia operante da Trapani è la Siremar ( vedi al sito internet www.siremar.it ) che effettua collegamenti sia con traghetti che con aliscafi; l'Ustica Lines opera collegamenti da Trapani e, da giugno a settembre, anche in aliscafo da Napoli, sulla tratta Napoli-Ustica-Favignana ( sito internet www.usticalines.it ).
Da ultimo segnaliamo la possibilità di raggiungere Favignana con un collegamento marittimo da Marsala, effettuato dalla motonave "Sandokan" (tel.0923/713020).

Dove alloggiare

Io a Favignana ho alloggiato in una casa (sì, in una di quelle case con i muri spessi,con tanto di "geco" incluso) e quindi non ho esperienza di alberghi e villaggi.
Di seguito accludo tuttavia il numero telefonico della Pro Loco di Favignana (0923.921647) e dell'APT di Trapani(0923.2707723) che credo possano essere utili:verificate che non siano cambiati!
Sull'isola si trovano comunque residences, appartamenti ammobiliati ed alcuni alberghi.

In cucina

Pesce, pesce ed ancora pesce!
Anche qui, però, in maniera diversa rispetto al "solito": siamo nella terra di tonnare e tonnaroti e quindi assolutamente da provare ed indimenticabili sono gli spaghetti con la bottarga di tonno (la bottarga è praticamente costituita da uova di tonno conservate in maniera da poter essere "gratuggiate" sugli spaghetti che devono essere cotti al dente ed irrorati con olio d'oliva e cpsparsi di fine prezzemolo tritato). Il sapore è piuttosto "deciso" ma indimenticabile!
Dicevamo delle influenze arabe,dell'Africa vicina: ecco allora il cuscus di pesce, veramente da non perdere, che qui, sicilianizzatosi, si chiama "cuscusu",impareggiabile unione tra semolino e "ghiotta di pesce", la "zuppa di pesce " alla siciliana. Ancora, naturalmente, piatti a base di tonno e di tutto quanto offre il generoso mare delle Egadi.
Tra i dolci impossibile non menzionare le caratteristiche "cassatelle" ed il gelato, quasi dovunque di ottima qualità.
Un indirizzo che consiglio di non mancare è il ristorante dell'albergo
"Egadi" delle sorelle Guccione, un'istituzione a Favignana: la cucina è veramente ottima, anche se i prezzi non sono più a buon mercato com'era anni fa, prima che Favignana rientrasse nei "giri turistici" con una certa frequenza.

Da non perdere

Arrivi a Favignana e due cose ti colpiscono immediatamente: l'odore, (il profumo anzi) del mare e la luce; una luce quasi "africana", accentuata e favorita dalla forte componente tufacea che caratterizza il suolo dell'isola.
Anche il paese non può mancare di colpire: case basse, colori chiari con predominanza del bianco candido che ancora una volta ti fanno capire che qui sei al centro del mediterraneo e senti da vicino le influenze arabe ed africane che ti sembra riecheggino anche nei suoni e nella parlata, così incomprensibile per te che vieni dalle brume padane.
Eppure sei venuto qui documentato, hai letto la storia affascinante di quest'isola già contesa da Cartaginesi e Romani (qui si svolse la battaglia decisiva della prima guerra punica e la leggenda vuole che la splendida "cala rossa" prenda il nome dal sangue Cartaginese versato a profusione nelle acque), poi preda dei Saraceni, passata attraverso la dominazione Normanna, poi Aragonese,ceduta dagli Spagnoli al marchese genovese Camillo Pallavicini ed infine acquistata dalla famosa dinastia sicula dei Florio.....
Tutto questo mix di culture diverse lo avverti nettamente sulla tua pelle e provoca un'attrazione quasi immediata.
Il ritrovo principale in paese è costituito dalla bella piazza Madrice che in estate è veramente il centro della vita di questo borgo.
Chi abita Favignana non può non farsi attrarre tuttavia da due costruzioni: l'una, il Palazzo Florio,risalente al 1876 e simbolo di questa dinastia che diede all'isola il suo "periodo d'oro" ; l'altra la tonnara,(manco a dirlo tonnara Florio) forse il simbolo precipuo di Favignana, oggi rimasta più che altro come simbolo di un'epoca diversa, anche se pare che la pesca del tonno, al di là della caratteristica ed oggi forse un po' turisticizzata "mattanza" (ne parleremo dopo) stia riprendendo man mano quota.
Le case basse e bianche sono quasi tutte dotate di cisterne per la raccolta dell'acqua: sulle loro spessissime pareti ( qui il caldo è "vero" anche se l'isola è ventilata) puoi spesso scorgere pigri gechi che si godono il tepore.
Da molte case spuntano giardini ed orti che non ti aspetteresti ed i profumi tipicamente mediterranei si spandono per l'isola.
Favignana tuttavia è anche e soprattutto natura, è mare splendido e limpido, baie anfrattuose, calette di finissima sabbia, dominate dall'altura centrale dell'isola, la "montagna grossa",sovrastata da un fortilizio che la domina.
La costa è un susseguirsi di angoli incantevoli:citiamo in ordine sparso la già menzionata cala rossa con le cave di tufo che la circondano poste sulla scogliera, cala azzurra con la sua spiaggia (si dice fosse molto più ampia e che il mare lentamente la stia erodendo),cala rotonda ampia e riparata, ideale per lo snorkeling e le immersioni,cala grande che è costituita da un insieme di scogliere con piccoli approdi e deliziose spiaggette, punta faraglione che è il punto più lontano dal paese ed è una zona di ripopolamento protetta (o perlomeno dovrebbe esserlo) ed infine le isolette di Preveto, Galera e Galeotta poco al largo dell'isola e facilmente raggiungibili con un gommone od una imbarcazione.
Attenzione ad una cosa: il mare di Favignana è sicuramente splendido, tuttavia appena si esce dalle cale più riparate si corre il rischio di imbattersi in fortissime correnti ed assicuro che la mia personale esperienza non è stata per nulla piacevole; avevamo ancorato il gommone in un punto abbastanza al largo e poi siamo scesi TUTTI (non fatelo mai!) in acqua.... in men che non si dica ci siamo trovati lontani dal gommone una cinquantina di metri e dopo una nuotata estenuante ( e fortunatamente tutti eravamo provetti nuotatori)....ci trovavamo ancora a cinquanta metri dal gommone!. Fortuna che uno di noi aveva le pinne e, spossandosi, è riuscito a raggiungere l'imbarcazione ed a venirci a recuperare...esperienza DA NON RIPETERSI!!!
Il mare nelle cale è comunque assolutamente sicuro ed offre scenari incomparabili.
Peccato solo che a volte le spiagge e le calette trattengano ricordi di turisti non proprio pervasi da un grande senso ecologico.

Curiosità 

* Non perdetevi la possibilità di effettuare dei "giri" in bicicletta sull'isola:è un ottimo modo per conoscerla approfonditamente e per potere ispezionarne ogni angolo più remoto.
* I capperi di Favignana sono semplicemente favolosi e non sono "coltivati" crescendo spontaneamente sull'isola!
* Col tufo vengono realizzate anche sculture che abbelliscono spesso le case di Favignana
* Non so perchè non l'ho fatto (o meglio, ho fatto altre cose e non mi sono avanzati tempo e soldi) però mi è rimasta la voglia incredibile di visitare Levanzo e Marettimo....alla prossima!
* La "mattanza": vi pareva che non ne parlassi?
Anche questo "rito" (definiamolo così) fa parte dei simboli di Favignana.
Innanzitutto, per chi ne è completamente digiuno, devo dire che la mattanza è una tecnica di pesca al tonno. Il suo aspetto particolarmente cruento ha fatto sì che questo termine abbia preso la valenza di "massacro", di strage. Il periodo della mattanza è solitamente intorno a metà maggio - inizio giugno, quando cioè i tonni a branchi si portano dall'Oceano nel più caldo Mediterraneo per deporre le uova.
I tonnaroti (pescatori di tonni) preparano una serie di reti dette camere predisposte in maniera strategica per imbrigliare il maggior numero di tonni; in seguito il pesce viene convogliato fino all'ultima camera (camera della morte) che è circondata dalle barche
(muciare) dei pescatori.
Qui, mediante arpioni, accompagnata da canti ritmici propiziatori di antica origine araba si svolge la strage dei tonni: spettacolo al tempo stesso tragico e coinvolgente, violento, quasi tribale.
Io personalmente non l'ho vista nè credo intenderò vederla: non pronuncio tuttavia alcun giudizio (in passato vi sono state polemiche anche roventi a sfondo ecologico-animalista) poichè si entrerebbe in un campo troppo personale e di difficile soluzione.

La farfalla posata nelle acque blu del mediterraneo!

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