Il Lido di Venezia

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Il Lido di Venezia

Siete già stati molte volte a Venezia e ritenete di conoscerla (abbastanza) bene?
Vi fermate a Venezia 4-5 giorni e cercate un intervallo nella visita a Musei, Chiese e Monumenti, per non rischiare la sindrome di Stendhal? Non ne potete più delle comitive di turisti intruppati dietro la guida con la bandierina che vi impediscono di ammirare con calma i mosaici della Basilica di San Marco? Bene: prendete il vostro vaporetto (diverse sono le linee, a seconda da dove partite) ed recatevi al Lido. E mi raccomando: L maiuscola. Non parliamo di lido in quanto spiaggia di Venezia, ma di Lido in quanto componente della multiforme realtà del Comune di Venezia.
Il Lido è un’isola lunga e stretta che chiude la Laguna verso il mare e costituisce la principale difesa naturale del centro storico dal mare. Potete vederlo, nella sua parte centrale già da Piazza San Marco, osservando la laguna, allungando lo sguardo al di là dell’isola di San Giorgio, oltre gli isolotti di San Servolo e di San Lazzaro degli Armeni.Gustiamo il fascino un po' decadente della LagunaDal vostro vaporetto sbarcherete a Piazzale Santa Maria Elisabetta, dove si affaccia un’antica chiesetta, che dà appunto il nome alla Piazza.
Tenete comunque presente che al Lido circolano le auto, e vi si può arrivare con i propri mezzi, imbarcandosi sul Ferry-boat al Tronchetto, dove si arriva percorrendo il Ponte della Libertà che collega Venezia alla terraferma e che in ¾ d’ora circa vi farà arrivare a San Nicolò (detto familiarmente San Nicoletto) permettendovi anche di godere un magnifico panorama di Venezia, mentre percorrerete il Canale della Giudecca prima ed il Bacino di San Marco poi.
Ma noi presupponiamo che siate arrivati al Lido senza la vostra auto. Il consiglio è, appena sbarcati, prendere a noleggio una bici e girare in libertà. Troverete un noleggio, usciti dall’imbarcadero, subito all’estremità sinistra del Piazzale, oppure percorrendo la breve strada pedonale praticamente di fronte a voi, e, appena arrivati nel Gran Viale ne troverete un altro alla vostra sinistra. Quest’ultimo, reperibile sul sito riportato in calce, tel. 0415268019 è aperto dalle 9 alle 19 e vi affitterà bici, tandem e quadricicli a tempo. Una bici per l’intera giornata costa 9 euro.
A questo punto potrete percorrere il Gran Viale in salita (si fa per dire) e dirigervi verso le spiagge.
In fondo svolterete a destra ed alla vostra sinistra inizierà la serie degli stabilimenti balneari resi famosi nel tempo dalla frequentazione di V.I.P. di tutte le categorie, soprattutto il primo, appartenente all’Hotel Des Bains, che gli si erge di fronte, reso famoso da Thomas Mann con il suo romanzo “Morte a Venezia”.
Caratteristica di queste spiagge sono le “capanne”. Sì, mi raccomando anche qui, come si dice Lido e non lido, così si parla di capanne e non cabine. In effetti non si tratta delle solite cabine spogliatoio utili solo a cambiarsi il costume ed a depositare i vestiti. Sono dei veri e propri bungalows, vivibili per l’intera giornata, con le loro sdraio ed i loro lettini. Infatti al Lido non esistono gli ombrelloni.
Proseguendo per il piacevole viale alberato vi troverete nello slargo dove sorgono prima il Casinò, non più funzionante da qualche anno, cioè da quando è stata aperta la sede di Cà Noghera, nei pressi dell’aeroporto di Venezia, e poi il Palazzo del Cinema, dove si svolge ogni anno, tra fine agosto ed inizio settembre, la Mostra del Cinema. Forse vi deluderà un po’, perché i “lustrini” che lo mascherano durante il periodo festivaliero, fuori dal quel periodo sono assenti e non sono quindi in grado di nasconderne la decadenza.
Proseguendo vi colpirà la mole orientaleggiante dell’Hotel Excelsior, altro luogo che ospita i V.I.P. con la darsena privata di fronte dove sbarcano i divi dal motoscafo che li porta al Lido.
Finita l’orgia dei lussi, seguono alcuni stabilimenti di carattere un po’ più popolare. Finito questo tratto, iniziani i Murazzi. Ma, se mi permettete, ne parleremo al ritorno. Per cui ora farete una breve discesina e, alla rotatoria, girerete a sinistra. Qui inizia il tratto meno interessante del percorso, ma sempre piacevole perché costantemente ombreggiato da filari di alberi.
Finchè, dopo una leggera curva, non vi troverete a Malamocco, di nuovo affacciati sulla Laguna, prima sede del Dogato veneziano. Questo tranquillo e minuscolo centro conserva le tipiche caratteristiche veneziane, uniche per l’isola del Lido. Fu anche residenza di Hugo Pratt, il creatore di Corto Maltese.
Qui troverete un paio di buone trattorie dove gustare del buon pesce fresco a prezzi leggermente più accettabili rispetto a quelli che trovereste nel Centro Storico. Personalmente ho pranzato presso il “Ponte di Borgo”, Calle Merceria 27, con giardino estivo, che a pranzo non prepara i primi, ma dispone di ottimi” cicchetti” (per chi non lo sapesse, possono essere assimilati un po’ alle tapas spagnole, potendo assaggiare piccole porzioni di qualsiasi cosa che vi attiri tra quelle esposte al banco) e comunque vi prepara una buona frittura o dei piatti di vongole e cozze. Tanto per orientarvi sulla spesa: 2 fritture, un piatto di cicchetti (7-8 pezzi) un litro di Manzoni della casa ed una minerale da litro: 56 Euro.
Riprendete le vostre bici e proseguite, costeggiando sempre la laguna, verso gli Alberoni, estremo lembo del Lido. Lungo la strada noterete degli stabilimenti ospedalieri che un tempo fungevano da Sanatorio, visto che si riteneva l’aria marina del Lido particolarmente salubre.
Agli Alberoni troverete un piccolo centro abitato, di costruzione abbastanza moderna, e da qui, se avrete tempo, potreste anche proseguire, prendendo il Ferry boat per l’isola di Pellestrina. Noi ci siamo fermati qui, dove però potrete anche dilettarvi a fare un percorso nel campo di golf più antico del Veneto, oppure andare fino alla fine della strada asfaltata ed entrare nell’unico stabilimento balneare per rinfrescarvi con un bel bagno.
Noi abbiamo preferito proseguire verso la diga, che chiude dalla parte del Lido le Bocche di Malamocco, canale di ingresso delle navi da carico che si dirigono al porto di Venezia. Potrete percorrere in bici tutta la diga, fino al faro, oppure ad un certo punto troverete un cancelletto che vi porterà all’interno di un’area naturalistica, caratterizzata dal tipico ambiente boschivo costiero, con le dune che delimitano la spiaggia.
Percorrendo la diga noterete i lavori del MOSE, sistema di protezione della Laguna dalle alte maree eccezionali, mentre di fronte a voi avrete appunto il verde dell’isola di Pellestrina. A questo punto potrete, anzi dovrete, visto che di percorsi diversi non ne esistono tornare sulle vostre tracce, almeno fino a Malamocco.
Qui vi consiglierei di attraversare il piccolo centro storico, oltrepassare il ponticello a cui si accede attraverso la porta attraverso la quale si accedeva al Centro Storico, e proseguire brevemente sulla strada sterrata tra i campi che vi porterà subito sui Murazzi, di cui vi avevo promesso avremmo riparlato. Questi sono costituiti dai massi in Pietra d’Istria che la Repubblica Veneta aveva posto nel corso di 13 anni a partire dal 1716 a protezione del Centro Storico veneziano dalla furia del mare. Sono stati totalmente rifatti dopo l’alluvione del 1966, in cui non erano stati sufficienti ad impedire che il mare praticamente scavalcasse il Lido e si riversasse in Laguna.
Percorrerete una stradina pedonale e ciclabile, racchiusa tra il mare e la campagna, notando, di tanto in tanto, vecchie fortificazioni di difesa militare. Finchè tornerete nei pressi dell’Hotel Excelsior, dove vi consiglierei di scendere verso la vostra sinistra, attraversare l’isola trasversalmente (non sono più di 3-400 metri) e percorrere la strada lungo la laguna, dove potrete ammirare degli scorci di Venezia degli isolotti lagunari davvero insoliti.
La strada, tra villette in stile Liberty immerse nel verde, vi riporterà immancabilmente a Piazzale Santa Maria Elisabetta. Ma da qui proseguirei verso l’estremità opposta del Lido, San Nicolò, dove troverete un’antica chiesa, rifatta nel ‘700 e di fronte a voi avrete, nella laguna, sulla sinistra Sant'Elena, parte terminale del centro storico veneziano, e sulla destra la punta dell’isola di Sant’Andrea, antica fortificazione militare di cui si notano ancora i resti a fior d’acqua dell’opera di Sanmicheli, famoso architetto militare.
Tornando indietro, di fronte all’imbarcadero per il ferry boat, girerete a sinistra, dove risalirete di nuovo verso il mare, fiancheggiando l’aeroporto, ancora utilizzato per i voli turistici ma che, prima dell’inaugurazione di Tessera, era l’aeroporto di Venezia. Arrivati ad una rotonda, se vorrete, potrete andare a percorrere l’altra diga foranea del Lido, quella di San Nicolò, da cui vedrete sull’altra sponda l’inizio del litorale del Cavallino.
Tornando verso la conclusione del nostro giro fiancheggerete il Cimitero Ebraico, di notevole interesse storico, e successivamente l’Ospedale al Mare, un tempo molto utilizzato per la rieducazione funzionale grazie alle sabbiature. Tutto questo oggi in disuso.
Percorrendo ancora per un breve tratto questa strada vi ritroverete all’estremità del Gran Viale, che ripercorrerete in discesa per ritrovarvi lì dove riconsegnerete le bici. Ma prima di ciò, vi consiglierei un giretto senza meta, tra le vie che fiancheggiano il Gran Viale, dove vivrete ancora per un po’ l’atmosfera tranquilla e signorile che si respira tra le stradine, mai trafficatissime, ed i canali che di tanto in tanto vengono superati da ponti carrozzabili.
Spero che questo suggerimento da “fine settimana” possa spingere qualcuno a fare questa piacevole e tranquilla escursione.

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